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ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE.
Sommario
L’IMPRESA COME SISTEMA 4
LE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA IMPRESA 5
FINALITÀ D’IMPRESA 6
Massimizzazione del profitto 6
Massimizzazione di funzioni obiettivo diverse dal profitto 6
Teorie di soddisfazione 7
Ultimate objective 7
LE TIPOLOGIE DI IMPRESE 8
Le imprese di produzione. 8
Le imprese di servizi. 8
-Parametri quantitativi 9
-Parametri qualitativi 10
GRUPPI DI IMPRESA 14
Elementi costitutivi di un gruppo di imprese 14
Morfologia dei gruppi di imprese 15
Tipologie di gruppi 16
gruppi patrimoniali 16
gruppi finanziari 16
gruppi industriali 17
IL GOVERNO DELL’IMPRESA 17
Le decisioni operative 17
Le decisioni strategiche 18
L’impresa si governa con le decisioni strategiche 18
Il concetto di strategia 19
Definizione di strategia 19
Requisito essenziale per una strategia di successo 19
Il vantaggio competitivo 20
Il valore dal punto di vista del consumatore 20
Il valore dal punto di vista dell’impresa 21
Da cosa trae origine il vantaggio competitivo? 22
I diversi livelli delle strategie 22
La strategia a livello corporate 22
La strategia a livello business 23
Tutte le imprese perseguono una strategia? 23
Strategie e altri parametri associati 23
Visione 24
Missione 25
ANALISI STRATEGICA DELL’AMBIENTE ESTERNO: MACROAMBIENTE E MICROAMBIENTE 25
I rapporti impresa – ambiente esterno 26
Greta Pierotti
2 Analisi strategica dell’ambiente esterno 26
Analisi del macroambiente 27
Il modello PESTEL 27
P - Politics 29
E - Economics 29
S - social 33
T - Technology 37
E - Environment 42
L - Legal 42
Il microambiente - ambiente competitivo 43
Le FASI dello studio del microambiente 43
1.Definizione del campo di indagine 43
Il settore 43
Area Strategica d’Affari 45
2.L’analisi delle caratteristiche strutturali e competitive dell’ASA 46
IL MODELLO DI PORTER (1984) 47
La concorrenza esistente 51
Potere contrattuale dei fornitori 53
Potere dei clienti 54
Minaccia di nuove entrate 54
3.ASA e raggruppamenti strategici 58
Raggruppamento strategico 58
Analisi dell’ambiente interno 60
Le risorse 61
Dalle risorse alle competenze 62
Dalle competenze alle competenze distintive. 63
Dalle competenze distintive al vantaggio competitivo 64
La catena del valore 65
Analisi SWOT 68
La funzione marketing 72
La segmentazione del mercato 74
Segmentazione socio-demografica o descrittiva 76
Segmentazione in base ai vantaggi perseguiti 76
Segmentazione comportamentale 77
Segmentazione socio-culturale o per stili di vita 78
Le decisioni di prezzo 79
Il prezzo...dal punto di vista del mercato 79
Tecniche di fissazione dei prezzi 79
Revenue management 79
Le decisioni di distribuzione 80
Le decisioni di comunicazione 81
Tipologie di comunicazione 82
La funzione finanza 83
Compiti della funzione finanza 83
Gli investimenti 83
Il capital budgeting 83
Il tasso interno di rendimento 85
Greta Pierotti
3
Il Payback period 86
La logistica aziendale 88
La catena del valore aziendale (generica) 88
La Logistica: Aspetti definitori 89
Evoluzione del concetto di logistica 90
Gli stadi successivi e progressivi dell’integrazione logistica 91
Logistica integrata 92
Il SCM [Supply Chain Management] 92
La gestione del sistema logistico: flussi e attività 93
Le principali attività connesse ai flussi 95
Le decisioni 95
Le scelte infrastrutturali 96
Le scelte di gestione 96
Le scelte organizzative 97
Aspetti strategici della logistica 97
Logistica e vantaggio competitivo 97
I driver del vantaggio competitivo connessi alla logistica 97
Logistica, v.c. e creazione di valore 98
Logistica e livello di servizio 98
I costi logistici 100
Logistica e V.C.: il trade-off costi- servizio 100
Logistica e strategia 101
La valenza competitiva della logistica e i risvolti nei driver di valore 101
Fattori che incidono sulla rilevanza della logistica 102
Fattori di mercato 103
Fattori di prodotto 103
Alcuni aspetti rilevanti della logistica 104
La gestione delle scorte 104
Le tecniche di gestione 106
Stock control: riordino a quantità fissa 106
Stock control: riordino a periodo fisso 108
Flow control: material requirement planning 108
Le operazioni di magazzinaggio 109
LA FUNZIONE DI PRODUZIONE 109
Scelte di produzione e trade-off 112
Le scelte infrastrutturali di progettazione 112
1. Il processo 112
La differenza tra produzione di un bene e di un servizio 112
Gli elementi del sistema di servuction 113
Scelte di progettazione - I processi produttivi industriali 113
SCELTA PROCESSI - tipologia dei processi produttivi 114
Processo job-shop 116
Processo continuo 116
Processo intermittente 117
Greta Pierotti
4
2. IL LAY OUT DEGLI STABILIMENTI E DEGLI IMPIANTI 118
Tipologie di lay out 118
La disposizione “a catena” 119
La disposizione “per reparto” 120
Altre tipologie di layout 120
3. L’IMPIANTO. LA SCELTA DELLA CAPACITA’ PRODUTTIVA 121
L’EFFICIENZA DELL’IMPIANTO: Economie di scala tecnologiche 122
La dimensione tecnico-produttiva degli impianti e la ricerca di economie di scala 123
La dimensione dell’impresa: le economie di scala di gestione 125
LA STRUTTURA TECNICA DELL’IMPIANTO: L’ELASTICITA’ DELL’IMPIANTO 128
LA STRUTTURA TECNICA DELL’IMPIANTO: FLESSIBILITA’ DELL’IMPIANTO 128
Lezione 17 settembre ’20 mattina
Che cos’è un’impresa? L’impresa è un’istituzione economico-sociale che svolge la funzione di
produzione economica di beni o di servizi. In questa definizione vi sono tanti elementi che
caratterizzano l’impresa:
Innanzitutto è un’istituzione economicaà ha un fine economico, ad es la redditività
n aziendale, imprese profit,
Istituzione socialeà L’azienda si relaziona con i clienti, quindi si instaurano relazioni tra i
n diversi soggetti che costituiscono una parte degli stakeholders (tutti i portatori di interesse,
quindi clienti, dipendenti, lo stato, i fornitori ecc.) che ruotano attorno all’impresa. Inoltre,
l’impresa crea benessere e lavoro nell’area dove essa opera.
finalità̀ finalità̀ può̀
La principale di ogni impresa è perdurare nel tempo e tale essere
n molteplicità̀
perseguita attraverso la realizzazione di una di obiettivi di gestione, quali la
produttività̀,
massimizzazione del profitto, la crescita, la ecc.
L’IMPRESA COME SISTEMA
Si definisce un sistema come un insieme ordinato (non sconnesso) di parti e di relazioni di parti,
che tende naturalmente o è programmato al raggiungimento di un determinato fine.
La visione dell’impresa come sistema è frutto di un’astrazione concettuale, non di una visione
oggettiva, e richiama ad “un insieme o un raggruppamento che la nostra mente riesce a concepire
virtù̀
in modo unitario e ordinato, in delle connessioni e interdipendenze che, direttamente,
legano tutte le parti o componenti separate, costituenti l'insieme”.
Un sistema è:
- un insieme di parti e, al tempo stesso, insieme orientato al raggiungimento di un fine e non un
agglomerato amorfo e privo di direzione (il valore del sistema > valore della somma delle singole
parti)
- un insieme di relazioni tra parti (es: rapporti interfunzionali)
è una teoria un po’ astratta, ma serve per capire le relazioni tra le parti all’interno
àQuesta
dell’impresa. Ogni funzione all’interno dell’impresa ha una specifica direzione, una specifica
funzione, quindi per questo si dice che è un insieme ordinato di parti. Il valore del sistema è
superiore della somma delle singole parti. Il valore delle singole parti da sole è inferiore rispetto
Greta Pierotti
5
all’insieme di parti, poiché si instaurano delle relazioni che portano a un sistema d’insieme che ha
più valore.
Quali possono essere queste parti in cui l’azienda può essere scomposta? Possono essere ad
esempio le diverse funzioni aziendali (ad es logistica, produzione, IT, finanza, marketing, servizio
legale, management, ecc.) tutte queste parti hanno ciascuna un proprio fine, obiettivo (ad es la
produzione vuole produrre 2500 pezzi alla settimana).
Ma l’impresa non è solo un insieme di parti, ma anche un insieme di relazioni tra queste parti. Tra
le singole funzioni aziendali esistono infatti delle relazioni interfunzionali, perché ad es la funzione
marketing non può raggiungere il suo obiettivo senza consultare ad es la funzione finanza per
capire se ha le risorse finanziare a disposizione, sufficienti. Le scelte quindi all’interno dell’impresa
vengono prese dopo essersi consultati con le altre funzioni.
LE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA IMPRESA
1)SISTEMA COMPLESSO il sistema impresa è un sistema complesso in quanto coinvolge diversi
à
elementi - umani, materiali e immateriali (il marchio, consulenze,ecc.) - ognuno dei quali ha
distinte caratteristiche e svolge funzioni specifiche. la numerosità degli elementi che
caratterizzano l’impresa conduce ad una numerosità di relazioni che fra di essi si instaurano (per
es. : relazioni tra risorse umane e materiali, o tecnologiche)
2)SISTEMA RELAZIONALE E APERTO L’impresa è un sistema relazionale e aperto in quanto
à
intrattiene sempre rapporti di scambio con l’ambiente esterno. (dipendenti, arrivano dall’esterno.
Clienti, sono all’esterno del sistema impresa, ecc.)
-Gli input del sistema possono essere considerati provenienti dall’ambiente esterno (mezzi
finanziari, persone, impianti, materiali, conoscenze obiettivi)
- Gli output del sistema si ripercuotono sull’ambiente esterno (ricavi, professionalità, prodotti,
servizi, know-how, performance) prodotti e servizi vengono venduti ai clienti, formo
professionalità e know-how
3)SISTEMA DI TRASFORMAZIONEà L’impresa è un sistema di trasformazione in quanto deve
mantenere un determinato equilibrio tra input e output, che può essere rappresentato in termini
di efficienza generale:
- output/input: efficienza operativa (produttività): risultati/mezzi [=minimizzare gli input e
massimizzare gli output, si cerca di minimizzare gli sforzi e massimizzare i risultati]
- efficienza economica: ricavi/costi
4)SISTEMA DOTATO DI UN MECCANISMO DI RETROAZIONE O FEEDBACK l’impresa è un
à
sistema dotato di un meccanismo di feedback in quanto possiede meccanismi di controllo che
agiscono sul processo, regolando i punti in cui si manifestano scostamenti tra output e standard
es. il controllo budgetario: ad es si controllano gli incrementi e le diminuzioni e si apportano
modifiche ottimali per raggiungere l’obiettivo prefissato.
5) SISTEMA COGNITIVOà l’impresa è un sistema che possiede la capacità di acquisire, elaborare,
utilizzare la conoscenza, in un processo di apprendimento continuo. È un sistema che pensa e che
elabora le informazioni con la conoscenza per prendere decisioni strategiche. Greta Pierotti
6
6)SISTEMA FINALIZZATO O TELEOLGICO [=CHE HA UN FINE] (QUALI FINALITÀ?) E’ opportuno
à
precisare che l’impresa - in quanto istituzione dell’umano operare in campo economico - non ha
nè può avere di per sè fini o scopi: può avere una funzione strumentale che:
- si esplica con l’esercizio dell’attività economica di produzione;
- è orientata al perseguimento di finalità definite dagli individui che la governano.
L’impresa tende naturalmente ad avere un fine. Non esistono imprese che nascono senza un
obiettivo.
In realtà, non è l’impresa che di per se ha scopi, ma sono le persone che governano nell’impresa e
che prendono decisioni strategiche (management aziendale, i proprietari delle PMI ecc )
FINALITÀ D’IMPRESA
ALCUNE TEORIE
Massimizzazione del profitto
Negli studi dell’economia neoclassica, l’obiettivo dell’impresa è la massimizzazione del profitto.
L’obiettivo di massimizzazione è coerente con le premesse logiche su cui poggia la teoria
neoclassica:
• Razionalità oggettiva e conoscenza perfettaà razionale se prende informazioni, le elabora
e su questa base prende la decisione migliore possibile, se ho la conoscenza perfetta,
poiché se non ho la conoscenza perfetta le mie decisioni potrebbero essere sub-ottimali.
• Omogeneità dei prodottià Nell’economia neoclassica si ragiona in termini di
macroaggregati, non si tiene in conto la differenziazione dei prodotti. (ad esempio si
considera il settore abbigliamento nel suo insieme e non che all’interno si trovano marchi
di lusso e altri a basso budget.) Proprio perché mancano queste premesse, le imprese
fanno fatica a raggiungere l’obiettivo della massimizzazione del profitto.
• Nessun ostacolo alla piena mobilità dei fattori Significa che vi è facilità di mobilitare i
à
fattori, quindi ad esempio facilità di spostare risorse umane o di comprare macchinari ecc.
Anche questo punto è difficilmente raggiungibile.
• Prezzo – dato Nell’economia neoclassica, il prezzo è un dato. Deriva dall’incontro tra
à
domanda e offerta. Quali sono i mercati in cui effettivamente si verifica questo? Il mercato
azionario delle materie prime e di alcuni prodotti alimentari.
Questo obiettivo dovrebbe essere ottimale laddove sussistono le condizioni dell’economia
neoclassica, ed oggi in molti settori non sono praticabili.
Quindi questo è un obiettivo un po’ antico. Negli anni, le imprese hanno cercato nuovi obiettivi da
perseguire, non dimenticandosi della massimizzazione del profitto, il risultato economico è
senz’altro importante, ma accanto a questo vi sono altre finalità ugualmente importanti.
Massimizzazione di funzioni obiettivo diverse dal profitto
A partire dagli anni ’50 gli studiosi teorizzano altri obiettivi, studiando le imprese da vicino, sul
campo, attraverso ricerche “field”. Questi studi sono relativi alle imprese di grandi dimensioni.
Nella grande impresa moderna, caratterizzata dalla separazione tra proprietà e management, i
managers preferiscono la grande dimensione, ossia la crescita aziendale e sono, quindi, interessati
alla massimizzazione del tasso di crescita del capitale investito (Marris). Attenzione, l’aumento
à Greta Pierotti
7
di dimensione non equivale ad un aumento del profitto, ma anzi spesso accade il contrario
(diseconomie di scala). Non c’è quindi una relazione diretta della crescita e della profittabilità.
Perché i managers preferiscono questo obiettivo? Perché nelle grandi imprese (quotate
soprattutto) vi era e vi è una separazione netta tra proprietà e managment, l’azionariato è
frammentatissimo, per cui nessuno degli azionisti ha in mano la gestione poiché hanno piccole
quote. Quindi la gestione di queste grandi imprese è in mano a managers professionisti. Essi non
hanno come primo obiettivo la massimizzazione del profitto perché i risultati economici vanno
nelle tasche dei soci, degli azionisti e il managment non fa parte dell’azionariato. Il loro principale
obiettivo è quindi la crescita, per altre motivazioni, di natura edonistica (è stato dimostrato che a
questi soggetti piace controllare imprese di grandi dimensioni per il proprio prestigio personale)
quindi motivazioni sociali e psicologiche. D’altro lato essi hanno anche un’esigenza di sicurezza del
posto e potere conseguito, che dipende dalla stabilità della base azionaria (che si ottiene con
elevati profitti distribuiti). I manager devono, pertanto, scegliere i tassi di crescita che in
à
qualche modo riescano a garantire un vincolo di profitto minimo, altrimenti sanno che gli azionisti
cercheranno di mandarli via. È per questo che il profitto rimane un vincolo per le imprese. Questa
teoria di Marris è stata sperimentata sul campo e spesso rispecchia la realtà, ma solo nelle
imprese di grandi dimensioni. In altri tipi di imprese dove proprietà e controllo coincidono, hanno
ovviamente finalità diverse, perché i guadagni entrano nelle loro tasche. Quindi la teoria di Marris
è vera, ma va contestualizzata. Teorie di soddisfazione
Queste teorie studiano i livelli di soddisfazione dei soggetti che controllano l’impresaà
L’istituzione (e l’impresa è un’istituzione) non ha obiettivi; gli obiettivi appartengono ai soggetti.
Nell’impresa esiste una coalizione di varie forze personali (stakeholders): manager, lavoratori,
azionisti, clienti, fornitori, ect., ognuno dei quali presenta proprie motivazioni ed esigenze.
Tali obiettivi possono anche essere in conflitto fra loro, ma nel tempo si instaura un processo di
contrattazione che porta alla definizione di un set di finalità, una serie di finalità, valide pro
tempore, quindi per un determinato periodo (Cyert e March).
Ultimate objective
SI PUÒ, PERÒ, ARRIVARE A TROVARE UNA FINALITÀ ULTIMA (ultimate objective) DI IMPRESA?
La risposta sta in una generale funzione di sopravvivenza nel lungo periodo, nella quale si esplica la
sintesi delle diverse logiche (Caselli). Secondo caselli il fine ultimo dell’impresa è la sopravvivenza,
poiché se sopravvive vuol dire che ha raggiunto tutti gli obiettivi che stanno a valle. Visione
olistica, che mette insieme tutte le finalità nominate in precedenza. Il principio della sopravvivenza
trova la sua base (irrinunciabile per l’impresa) nel perseguimento del fondamentale equilibrio tra
cos
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Esercitazioni economia e gestione delle imprese, economia e gestione delle imprese
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