ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE
Appunti delle lezioni di Economia e gestione delle imprese (modulo di gestione di imprese
e di marketing) + integrazioni dal libro di testo.
Corso di laurea:
• Lingue, Mercati e Culture dell’Asia
Università:
• Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Anno accademico:
• 2019-2020
Professori:
• Cappiello e Lorenzini
Libro di testo:
• Economia e gestione delle imprese, CREATE McGraw-Hill 2019 (in
adozione da quest’anno accademico). 1
Introduzione →
L'economia è la scienza che studia lo scambio di risorse bisogni hanno dato origine
alla necessità di scambi. →
L'economia nasce dalla filosofia morale a chi dare cosa è un problema morale.
Se prendiamo in esempio il potere, ad aggiudicarselo era il più forte. Ma non è detto che
sia la migliore risoluzione perché la realtà cambia in continuazione.
→
Gli individui sono mossi da bisogni che vogliono soddisfare per soddisfarli si
→
scambiano risorse per scambiarsi risorse si riuniscono in Istituti (Famiglie, Imprese,
ecc.).
Verranno considerati per l’analisi, quindi, dell’economia in quanto disciplina che studia lo
scambio di risorse i seguenti concetti chiave:
→
• contesto la cornice entro la quale si svolge l'azione dell’impresa. Può essere:
- interno (comprende fattori umani, tecnici e finanziari e le modalità con le quali sono
organizzati);
- esterno (ambiente generale, politico-sociale-tecnologico, e specifico, fornitori-
concorrenti-acquirenti-partner);
→
• decisioni scelte:
- strategiche (armonizzano rapporti con l’ambiente);
- tattiche (relative al miglior uso dei fattori di produzione);
- operative.
- in dimensione reale (scelte di acquisizione, uso e dismissione dei fattori della
produzione);
- in dimensione finanziaria (scelte per la raccolta di fondi necessari alle scelte di
dimensione reale);
→
confine demarca le combinazioni produttive che rientrano nella disponibilità
• dell’impresa e quelle che rientrano in altre entità. Il confine dell’impresa varia nel tempo
e nello spazio;
→
• risultati esiti dell’attività dell'impresa in un arco temporale definito.
→
Il contesto può essere influenzante sui risultati ad es., esso può spingere l'impresa
ad attuare decisioni per mantenere gli stessi livelli dei risultati precedenti (es. se entra
un nuovo concorrente nel mercato, l’impresa può aumentare gli investimenti per
mantenere la clientela). →
Ma anche i risultati lo possono essere sul contesto migliori risultati = maggiore
interesse da parte di concorrenti, fornitori, ecc. che si impegneranno per appropriarsi di
una parte del surplus di risultati generabili dall’impresa stessa. 2
1.2 Il processo di produzione e di consumo
Per sopravvivere gli individui soddisfano i propri bisogni attraverso l'utilizzo di beni, che
possono essere distinti in relazione a:
natura:
• - materiali o immateriali;
- di consumo o capitale;
→
contenuto rispetto a esso, oltre a soddisfare un bisogno, si caratterizzano per:
• - contezza dell’individuo che il bene è in grado di soddisfare un bisogno;
- accessibilità in condizioni normali;
→
- scarsità si dice che l’economia studi gli scambi efficienti di risorse scarse, ma in
realtà non è detto né che siano efficienti gli scambi, né che siano scarse le risorse.
→
Il concetto di bene economico si associa a quello di atto economico scelta che
l’individuo, liberamente, fa al fine di soddisfare i propri bisogni con il minimo mezzo.
Gli atti economici possono essere:
→
di consumo azioni volte a utilizzare i beni economici per appagare immediatamente i
• bisogni individuali.
Vi sono 3 classificazioni dei beni economici in questione:
- beni di consumo immediato;
- beni di consumo durevole;
- beni di largo consumo;
- beni di soddisfazione;
- beni di prestigio;
- di natura complementare;
- di natura succedanea (se possono essere utilizzati ciascuno in sostituzione di un altro);
- di natura indipendente;
→
• di produzione implicano un processo attraverso cui i beni economici subiscono
trasformazioni varie: →
- di stato (da materia agricola a confettura) processo manifatturiero; →
- di luogo (quando il bene economico è reso disponibile in un altro luogo) processo
commerciale; →
- di tempo (quando il bene è reso disponibile a un tempo successivo) processo
commerciale.
I beni economici impiegati nella produzione sono tipicamente:
-lavoro;
- terra;
- capitale.
In relazione a diversi fattori, tali beni economici si distinguono:
→
- in base alla durata fattori a fecondità semplice e ripetuta;
→
- in base al luogo stabilimenti, laboratori, ecc.;
→
- in base alle combinazioni produttive combinazioni con un contenuto ricorrente o 3
contenuto innovativo.
I beni economici che derivano da tali processi di produzione possono essere:
- finali;
- intermedi.
Un'altra suddivisione importante per quando riguarda i beni si ha tra:
→
beni pubblici non rivali (il loro uso da parte di un individuo non ne riduce la
• disponibilità) e non escludibili (è difficile o impossibile impedirne l’uso)→ il faro ne è
l'esempio per eccellenza: se lo vedo io, non ne escludo la vista a un altro, se non pago
la "tassa di illuminazione" nessuno mi esclude dall'usarlo.
L'illuminazione pubblica non lo è: inizialmente era un bene privato, perché aziende
private pagavano il gas.
L'università è un bene semi-pubblico: diversamente da elementari medie e superiori,
che sono istituzioni importanti per tutta la collettività (tutti sanno leggere, scrivere, usare
computer, ecc.), nell’università i primi beneficiari del servizio siamo noi (perché
guadagneremo presumibilmente di più). Gli istituti di eccellenza sono un altro esempio:
gratuitamente i migliori possono andare per dare un beneficio alla collettività.
→ →
NB: Pubblico diverso da statale pubblico significa uguale per tutti scuole private =
pubbliche non statali, perché offrono un servizio uguale per tutti, ma vengono da privati.
In realtà come si sa, le scuole private sono accessibili solo da pochi;
→ →
beni comuni rivali e non escludibili campo di proprietà di nessuno: se le pecore
• mangiano troppa erba di un campo non privato, questo terreno comune potrebbe
→
subirne gli effetti ovvero, le pecore che lo consumano ne riducono la disponibilità per
qualcun altro;
→ →
• beni di club non sono rivali, ma sono escludibili spettacoli: presentano elementi di
consumo congiunto (come i beni pubblici), ma sono caratterizzati da costi di esclusione,
quindi solo pochi ne possono fruire.
1.3 Il processo di scambio →
Tra le attività di produzione e consumo si colloca lo scambio transazione economica,
caratterizzata da 3 elementi:
→
1. parti dello scambio soggetti partecipanti;
→
2. oggetto dello scambio cessione di beni di consumo, compravendita di fattori, ecc.;
→ →
3. contenuto dello scambio insieme di facoltà e di obblighi che derivano da esso
dietro lo scambio vi è una struttura contrattuale a volte affiancata da standard.
→
Definisce anche le modalità scambio di beni economici contro beni economici
(baratto) o beni contro moneta.
La moneta è caratterizzata da mancanza di valore intrinseco e la sua accettazione da
→
parte degli individui è su base fiduciaria rispetto al baratto, non occorre la doppia
coincidenza, ossia che due individui siano presenti in uno stesso luogo, allo stesso 4
tempo, esprimendo bisogni speculari e disponibilità eccedenti di beni economici
diversi.
Con la moneta si formano contropartite creditorie e debitorie, legate ai cicli di entrata
→
ed uscita creditori - debitori / acquirenti - venditori.
Si formano, però, anche transazioni puramente finanziarie.
Si può quindi affermare che lo scambio e il conseguente emergere dei mercati orientano
gli atti economici verso la produzione di beni e servizi da destinare non solo a sé stessi,
→
ma anche agli altri soddisfacimento dei bisogni attraverso scambi.
1.4 Il ruolo dei mercati nei processi di produzione, di consumo e di scambio
→
L’introduzione di scambi favorisce la divisione del lavoro anziché auto-produrre tutti i
beni economici, gli individui possono specializzarsi nella produzione di alcuni e acquisirne
altri attraverso lo scambio.
La divisione del lavoro crea problemi di coordinamento:
→
dal lato dell’offerta nel decidere quando e quanti prodotti realizzare ai fini dello
• scambio; →
• dal lato della domanda l'utente potrebbe manifestare l’esigenza di acquistare un
prodotto e non riuscire a farlo per la mancanza di produttori.
Occorre quindi creare le condizioni affinché si possa garantire un rapido adattamento dei
piani degli individui.
Questo problema di coordinamento si è inserito nell’ambito di due cornici agli antipodi:
sistemi socialisti;
• sistemi capitalistici.
•
Nei capitalistici, i mercati possono risolvere i problemi suddetti, perché sono modi di
organizzazione delle attività produttive. Infatti in un mercato le attività di produzione e
consumo sono il risultato di negoziazione concluse direttamente tra i soggetti che sono
intestatari dei fattori elementari della produzione (→ contratti).
Inoltre i mercati, attraverso il meccanismo dei prezzi, oltre a svolgere ruoli di
coordinamento dei processi, hanno anche una influenza sulle scelte inerenti la
→
configurazione delle combinazioni produttive aggiustamento dei prezzi di vendita,
→
concorrenza, ecc. ogni attore economico, perseguendo il proprio interesse, promuove
quello della società più efficientemente (con minore consumo di risorse) rispetto a quello
che esso intende realmente promuovere (→ “mano invisibile” di Adam Smith).
1.5 L'impresa nei processi di produzione, di consumo e di scambio
Nelle moderne società capitalistiche l’allocazione delle risorse è coordinata non solo
attraverso i mercati, ma anche mediante le imprese.
Cosa differenzia l’impresa da un mercato: 5
→
concetto di autorità nelle prime l’autorità disciplina e ordina le relazioni tra individui
• (gerarchia);
organizzazione dei fattori della produzione;
• un’entità giuridica che è intestataria dei fattori della produzione e dei rapporti
• contrattuali che ne discendono;
un soggetto economico, ovvero un organo di governo che indirizza, guida e coordina;
• i rapporti tra individui sono di lungo termine;
• l'impresa, allocando le risorse diversamente, può favorire lo sviluppo di nuove
• combinazioni produttive, creando così le condizioni per la produzione di nuova
→
ricchezza e quindi l’accrescimento del benessere sociale l’impresa stimola il
progresso.
Quindi il concetto di impresa può essere meglio compreso facendo riferimento al
→
concetto di azienda riportato nel codice civile “complesso di beni organizzato
dall’imprenditore per l'esercizio dell’impresa”. Quindi un’azienda comprende:
i fattori della produzione, che possono essere umani, tecnici e finanziari;
• organizzazione dei fattori, ovvero regole di coordinamento e orientamento comune;
• direzione unitaria dei fattori da parte di un organo di governo (imprenditore).
•
NB: l’azienda è quindi lo strumento pratico per fare impresa.
Tutte le organizzazioni allora sono imprese? No:
le imprese scambiano beni e servizi per produrre e per guadagnare, le semplici
• organizzazioni no; →
le imprese sono caratterizzate da capitale e reddito parte del reddito prodotto
• attraverso l'impiego di capitale è distribuita a soggetti diversi (per es. imprenditore,
socio e azionista) da quelli che hanno contribuito con i propri servizi a produrre (per es.
lavoratori e fornitori).
1.6.1 L’impresa artigiana →
Una prima forma di impresa è quella dell’artigiano esercita il ruolo di imprenditore,
finanziatore, amministratore, direttore ed esecutore delle attività produttive.
La sua impresa non dispone neanche di un proprio specifico patrimonio essendo lo
stesso confuso con il suo proprio patrimonio.
1.6.2 L’impresa mercantile
→
XIII sec. con la formazione di grandi Stati sovrani e di aree commercialmente unificate
grazie alle vie di comunicazione e trasporti nasce l'impresa mercantile. →
Qui il mercante imprenditore svolge e conclude gli affarti legati all’attività di commercio
→
acquista la merce, la fa lavorare dagli artigiani e poi smercia il prodotto finito ruolo di
intermediazione. 6
→
XIV sec. si affermano le grandi compagnie di commercio, prima gestite solo da
famiglie, poi visti i crescenti costi da gruppi allargati di persone.
Nascono in concomitanza gli intermediari finanziari, i capitalisti e le imprese di
assicurazione.
1.6.3 L’impresa industriale
→ →
XVIII - XIX trasformazione dei processi di produzione divisione del lavoro e
accumulazione di capitale portano a standardizzazione dei prodotti e dei materiali, alla
semplificazione e meccanizzazione delle lavorazioni e alla specializzazione delle attività di
lavorazione. →
Si afferma la fabbrica grazie all’avvento delle macchine in particolare la macchina a
vapore ha sovvertito le dinamiche di potere perché ha più forza di un uomo (come un re)
che detiene il potere.
La produzione diventa così per il mercato, di massa, affiancata da imprese mercantili che
fungevano da cerniera tra la fabbrica e il mercato.
1.6.4 La grande impresa organizzata in società di capitali
Questa impresa si caratterizza per elevati investimenti in produzione, marketing,
→
distribuzione e nelle reti commerciali di vendita vari attori ora partecipano alla vita
aziendale.
Iniziano così a separarsi la proprietà e il controllo:
da un lato gli intestatari di capitale di comando (ovvero di quei titoli che gli permettono il
controllo delle deliberazioni nelle assemblee dei soci), dall’altro altri soggetti che pur
avendo conferito risorse a titolo di rischio dell’impresa, non disponendo di capitale di
comando, sono di fatto esclusi dall’esercizio di tale controllo sull’impresa.
→
Emerge poi la figura centrale del manager coordina, valuta e pianifica le attività
dell’impresa, è metaforicamente compositore e direttore d'orchestra al medesimo tempo.
Assieme al manager, la struttura organizzativa tende a incentrarsi su una tecno-struttura
→
manageriale organi di amministrazione + organi di direzione.
L’affermarsi della suddetta struttura contribuisce a una ulteriore separazione tra proprietà
→
e controllo dell’impresa, affidato, quest’ultimo, al management sorgono conflitti:
→
• tra azionisti e management perché i primi perdono il controllo diretto, pur essendo
esposti al rischio di impresa; →
• tra azionisti di maggioranza e minoranza i primi, possessori del capitale di comando
(capitale posseduto dagli azionisti interessati alla gestione), hanno interessi specifici e
diversi rispetto i secondi, possessori del capitale controllato (capitale posseduto da
azionisti interessati alla gestione, ma esclusi da essa, o al risparmio).
1.7 L’impresa in chiave dimensionale
La dimensione di una impresa viene misurata attraverso l'impiego di variabili quantitative
o qualitative.
Approcci quantitativi
Si misura la dimensione in base: 7
→
1. al numero di addetti in un determinato periodo presenta dei problemi, però, perché
un’impresa può avere meno addetti, quindi essere più piccola, solo perché ha più
macchinari; →
2. al capitale investito riferito alla somma delle attività dello stato patrimoniale
presenta dei problemi perché risente dell’inflazione e trascura i fattori produttivi
immateriali (conoscenza, reputazione, ecc.); →
3. al totale delle quantità prodotte da un'impresa in un periodo presenta dei problemi
in quanto è impossibile confrontare tra loro attività eterogenee; →
4. al valore aggiunto, ossia la differenza tra il fatturato e i costi esterni di produzione
presenta tutti i limiti delle altre modalità e risente anche del grado di integrazione
→
verticale un’impresa potrebbe apparire più piccola di un’altra solo perché la prima
acquista materie prime e semilavorati dall'esterno, mentre la seconda svolge la gran
parte delle operazioni produttive nel proprio contesto interno.
Approcci qualitativi
Si distinguono:
impresa artigiana e piccola impresa industriale in base al grado di standardizzazione e
• automazione delle combinazioni produttive;
piccola impresa e media impresa in base al grado di articolazione e strutturazione
• dell'organizzazione aziendale;
media impresa e grande impresa in base al differente potere di mercato;
• grande impresa e multinazionale in base all'ampiezza dei mercati serviti a livello
• internazionale.
1.8 I gruppi di imprese
Occorre considerare la possibilità che le attività imprenditoriali si organizzino sotto forma
di gruppi di imprese.
Si possono organizzare attraverso legami di natura:
economica;
• personale;
• fi
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Esercitazioni economia e gestione delle imprese, economia e gestione delle imprese
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Economia aziendale
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Economia aziendale
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Economia e gestione delle imprese