ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE
RAZIONALISMO ECONOMICO. Continuità e limiti nell’impresa rappresentativa
Introduzione
Spesso si afferma che l’impresa è un sistema. Per non fare della “sistemicità” un vero e proprio dogma, occorre
capire quali siano le ragioni e le condizioni per cui è possibile pervenire alla conclusione che, nel mondo
organizzativo, ci sono “sistemi aziendali”. In proposito occorre effettuare due considerazioni.
La prima riguarda gli iniziali anni di vita delle aziende produttrici di beni e servizi. Ad avvio delle proprie operazioni,
l’impresa si presenta come un’organizzazione semplice, un’entità tutta da specificarsi, che può trasformarsi (ma
non sempre si trasforma) in organizzazione articolata e complessa. A parte quelle che escono rapidamente dal
settore di attività economica in cui sono entrate, tutte le altre imprese sono entità suscettibili di evolversi in più
direzioni, tutte da scoprire e in tali ambiti possono assumere in vario modo e tempo le caratteristiche tipiche dei
sistemicità
sistemi. L’assunzione delle caratteristiche di è la condizione necessaria, ma non sufficiente perché le
stesse entità possano sopravvivere nel tempo e competere con successo o, addirittura, maturare un vantaggio.
La seconda considerazione si rivolge al fatto che, quando superano le difficoltà iniziali della loro creazione e
sistemicità,
verificano la formazione e sussistenza delle caratteristiche di le imprese non sonno mai certe di
mantenersi automaticamente in tale condizione, a tempo indefinito, ne lo devono presumere. Al contrario, esse
devono interrogarsi se stiano conservando e rafforzando le predette condizioni o, all’opposto, se le stiano
perdendo.
L’imprenditore intelligente è o deve essere sempre colto dal dubbio a proposito della sua sistemicità e
dell’evoluzione di tale condizione. E quando non è in grado di farlo da se, deve porre tale problema a terzi, cioè a
collaboratori o consulenti che lo aiutino a risolvere il problema.
l’affermazione secondo cui l’impresa è un sistema è tutta da dimostrare e implica ricerca
Il conclusione, .
generale management
La disciplina del tratta di gestione, organizzazione e direzione. Gestione fa riferimento allo
svolgimento delle operazioni aziendali; organizzazione fa riferimento all’interagire di strutture e persone che
operano entro i confini dell’impresa; infine, con direzione aziendale si fa riferimento alle specifiche attività dei capi
o dirigenti, nelle loro reciproche relazioni e nella loro collocazione in un contesto sottoposto alle determinazioni
Gestione, organizzazione direzione sono
volitive delle persone fisiche o giuridiche. e momenti di un complessivo
processo di amministrazione aziendale che si avvale di metodi e strumenti contabili per programmare e controllare
le decisioni che ad essi fanno riferimento, oltre che per seguirne l’andamento e valutarne l’esito.
sistema
Una prima elementare rappresentazione dell’impresa che vogliamo
Nel mondo organizzativo nel quale si articola il sistema della società, ci focalizziamo sulle organizzazioni sociali che
aziende di produzione,
si denominano cioè sulle imprese:
- Sia nella loro individuale caratterizzazione economica, con specifiche dimensioni e con precisi confini
rispetto a tutte le altre organizzazioni del settore nel quale sono entrate e operano (agricoltura, industria o
servizi);
- Sia nella loro caratterizzazione di parti di una totalità, ovvero di un’organizzazione sociale pluralistica,
sistema della società,
generalmente definita costituita di entità differenti le une dalle altre, tuttavia
collettivamente interagenti.
Ogni impresa occupa uno spazio nel sistema della società, in particolare uno spazio nel settore dell’economia in cui
ambiente specifico dell’impresa task enviroment
ciascuna è entrata: tale spazio si dice anche ( ). Ogni settore di
ambiente generale general enviroment
attività economica è, a sua volta, parte di un più vasto ( ), ove compaiono
organizzazioni di tipo diverso da quello dell’impresa. L’ambiente generale dell’impresa, nella sua massima
estensione, può farsi coincidere con il sistema della società.
confini aziendali
A proposito di è opportuno distinguere l’impostazione degli studi giuridici da quella degli studi
economico – aziendali. Tutte le imprese hanno confini legali, definiti dall’atto costitutivo aziendale e dalla forma
giuridica singolarmente adottata, che permettono di distinguere ciascuna di esse dalle altre tipologie organizzative.
I confini economico – aziendali sono invece molto meno certi di quelli legali. Esistono notevoli difficoltà a definire i
confini – aziendali, difficoltà generate dal fatto che le imprese del nostro secolo tendono a dislocarsi su più spazi, a
frazionare la proprietà del capitale, ad aggregarsi o disgregarsi rapidamente. Oppure tendono a esternalizzare
specifiche loro attività, a scorporare parti di se stesse e affidare a terzi una o più operazioni incluse originariamente
entro i propri confini, talora stabilendo rapporti collaborativi e funzionali con le attività esternalizzate che diventano
nuove imprese.
general enviroment
Il è rappresentabile come uno spazio indeterminato, più lontano del task enviroment dai confini
delle attività aziendali in oggetto. Esso è popolato di organizzazioni a-specifiche, ovvero non specifiche di alcun
settore di attività economica. Tali organizzazioni influenzano più o meno intensamente la produzione aziendale.
Originariamente distanti, le organizzazioni dell’ambiente generale sono diventate nel XX secolo assai più vicine, in
negativo o in positivo, alle esigenze delle operazioni delle imprese.
forza competitiva competitività l’esercizio di capacità con
Ciascuna di queste organizzazioni è una . Per si intende
le quali l’impresa si misura con altre organizzazioni, offrendosi al giudizio del cliente finale del bene o servizio da
essa prodotto. Le forze competitive con cui l’impresa entra in una molteplicità di relazioni di scambio sono:
- Fornitori di fattori produttivi
- Clientela del prodotto
- Concorrenti diretti, potenziali e/o reali, ossia i produttori di beni simili
- Concorrenti indiretti, ossia i produttori di surrogati o sostituti di quelli trattati
- Organizzazioni sociali aventi finalità distinte da quelle dell’impresa di cui trattasi, ma interessate al settore
- Organizzazioni a-specifiche , suscettibili si influenzare le operazioni economiche tipiche delle imprese nei
più diversi settori
I rapporti tra tali forze competitive esprimono non solo scambio e funzionalità reciproca, ma anche rivalità che
genera tensioni e, spesso, conflitti. Sono rapporti tra entità che collaborano e competono al tempo stesso. Sono,
rapporti di forza
cioè, .
In conclusione, l’azienda di produzione:
- Presidia, difende, selezione le proprie relazioni, affrontando pressioni competitive o suscitando
cooperazione con altre organizzazioni;
- Non resta inerte nei confronti del proprio ambiente specifico: offre beni, reagisce alle pressioni, cerca e
trova nuove soluzioni per volgere a suo vantaggio la lotta competitiva o per appropriarsi dei benefici della
collaborazione;
- Crea ambiente, non solo subisce vincoli al suo operare. Crea il suo mercato.
Confini organizzativi e tensioni nell’ambiente
Ogni organizzazione vive di rapporti e, nolente o volente, è interessata agli obbiettivi, al funzionamento e ai
task enviroment,
risultati delle altre organizzazioni della società. Dato un certo ogni organizzazione in gioco in tale
ambiente è attenta ai segnali emessi da fonti diverse. Non meno è la sua propensione a comunicare all’esterno i
propri dati distintivi e le proprie qualità. È lecito, quindi, ipotizzare che tutte le organizzazioni di uno stesso settore
interagiscono l’una rispetto all’altra, che tutte partecipino come esterni all’azione di ciascuna. In ogni task
enviroment si sviluppa e si mantiene viva una particolare attenzione all’evoluzione dei rapporti di forza: ciò
avviene tra concorrenti che operano dallo stesso lato dell’offerta; tra fornitore e acquirente – trasformatore di
risorse; tra produttore e distributore di prodotti.
Ogni organizzazione ha cura della propria forza. tensione interorganizzativa.
Nello sviluppo del rapporto tra le forze si manifesta una più o meno forte Per l’intreccio
di tali relazioni, l’ambiente specifico in cui opera l’impresa assume ora forme concorrenziali, ora forme cooperative
assai differenziate l’una dall’altra. Il campo delle tensioni e dei rapporti di forza è compreso tra l’estremo della
concorrenza perfetta e quello del monopolio, coinvolgendo le forme intermedie della concorrenza monopolistica e
dell’oligopolio. Più precisamente:
concorrenza perfetta
- In una situazione di e, quindi, in regime di sistema dei prezzi, la tensione è
permanente e immodificabile; essa penetra all’interno delle singole atomistiche organizzazioni, alle
quali resta che adeguarsi o subire l’espulsione dal campo competitivo;
dell’oligopolio,
- Nel caso la tensione è non meno elevata, ancorché sia maggiormente polarizzata. Le
offensive
strategie dell’oligopolista creano imperfezioni nei mercati del settore: ne sono uno strumento le
campagne centrate sul prezzo o su altre variabili competitive. Per non subirne gli effetti, le organizzazioni
difensivo barriere all’entrata
investite da tali operazioni attivano risposte di tipo o possono erigere nei loro
mercati; monopolio quasi – monopolio,
- Data una situazione di o si riverbera dall’esterno una tensione debole o
addirittura nulla sull’impresa di cui trattasi, ciò che favorisce comportamenti conservativi. Se non viene
regolato da terze forze (es: lo Stato), o se non viene scosso da un cambiamento tecnologico, finanziario o
d’altro tipo, oppure se non è sottoposto al condizionamento di organizzazioni che hanno un potere
controbilanciante il monopolista continua il suo dominio. Ma può anche cadere in una pericolosa inerzia o
incapacità di reazione al cospetto di imprevedibili movimenti di altre forze in gioco.
Fare impresa: trasformazione, retroazione, informazione
schema di azione e retroazione.
Ogni impresa può essere studiata secondo l’elementare input),
La produzione che in essa si svolge prevede l’acquisizione di fattori produttivi ( i quali – sottoposti a
trasformati (output),
lavorazione reale e/o virtuale – vengono in qualcos’altro con un valore aggiunto ovvero in beni
e servizi da offrire ad una clientela potenziale.
Fare impresa, quindi, fondamentalmente coincide con il realizzare un processo di trasformazione nel quale sono
coinvolte cose e persone.
Le varie operazioni implicano, in impresa, l’esecuzione con arte dei compiti di lavoro, cioè l’assunzione di un
metodo di lavoro razionalistico, professionale e responsabile verso il sistema della società. In altre parole, evocano
pro tempore
la presenza di ordine e regole, dati e periodicamente sottoponibili a cambiamento.
Non solo le cose, ma anche le persone si trasformano in impresa, entrando nel processo con proprie capacità
partecipano,
fisiche e mentali, relativizzandosi al contesto e strutturandosi, ma talvolta anche cambiando. Tutte a
le imprese
vario titolo, cioè con differenziati contratti, autorità e poteri al perseguimento del fine aziendale.
nascono per servire, funzionali
per essere non solo allo specifico scopo ad esse attribuito dal fondatore, ma anche
per soddisfare bisogni non egoistici, propri di collettività numerose, cioè bisogni sociali.
partecipante
Il concetto di al sistema d’impresa non corrisponde a una precisa linea di pensiero sociologico o
Chester Bernard
filosofico. Ben focalizzato e divulgato, negli anni ’30 del XX secolo, da , esso enuncia
fare impresa più persone,
semplicemente che comporta operazioni nelle quali intervengono oltre che più capitali, e
che per raggiungere il fine aziendale occorrono più contributi e più capacità, non solo lo spirito capitalistico e
l’energia di un’unica persona, per quanto ve ne sia sempre qualcuna che è molto attiva o molto più intelligente
delle altre. I partecipanti all’impresa sono riconducibili alle seguenti categorie di soggetti agenti:
Proprietari,
- spesso con autorità e poteri diversi l’uno dall’altro;
Capi o manager,
- sonno taluni dei quali possono formalizzare il loro ruolo con un contratto di dirigente in
punto di diritto
Tutti gli altri prestatori di lavoro subordinato,
- che si configurano in quadri, impiegati, operai.
lavoro aziendale in parti.
Il processo di trasformazione degli input in output si svolge dividendo il Ad ogni parte
corrisponde una fase di detto processo ovvero un’area di lavoro o un segmento di un progetto o di una commessa
funzioni
da realizzare. L’uno e l’altro segmento, l’una o l’altra area o fase assolvono differenti – precisate in manuali
parte area
o regolamenti interni – da integrare in u unico sistema aziendale. da qui la definizione di come
funzionale o unità organizzativa o unità di progetto, ciascuna comprendente fattori produttivi strutturati in modo
tale da essere in grado di assolvere un compito specifico e programmato, per realizzare l’output finale. In sintesi:
l’impresa è un’organizzazione della società nella quale si combinano parte e partecipanti, le une e gli altri
intervenienti in un processo di trasformazione strutturato e orientato al raggiungimento di un preciso fine. Ogni
parte con tutte le altre, ogni partecipante con il resto dei partecipanti operano in modo reciprocamente funzionale,
interazione.
sono cioè in ordinata
L’impresa è inclusa nel sistema della società, di cui è indispensabile cellula. La società e più particolarmente
l’economia le offrono input o fattori produttivi che essa trasforma e restituisce al suo ambiente, con valore
impattano
aggiunto, in forma di prodotti o servizi. In quanto offerti, gli output nell’ambiente e nei mercati in cui
vengono scambiati. Essi sono acquistati, o al contrario, trascurati dal consumatore. Possono, infine, essere accolti
positivi
come output per la società, non solo per lo specifico consumatore; oppure possono essere reputati output
negativi, tali cioè da creare difficoltà e pericoli, invece di dare soddisfazione a bisogni. Da questo impatti si
informazione si aggiunge a informazione
alimenta un flusso di informazioni di ritorno all’impresa: che può essere
rimessa in circolo per il futuro comportamento dell’impresa. Tale flusso è fattore produttivo indispensabile alla
continuità del processo di trasformazione. Tutte le informazioni devono essere raccolte e quelle rilevanti devono
negativa,
essere selezionate. Se l’informazione è cioè se l’impatto dell’output su mercati non ha trovato il riscontro
desiderato ovvero il consenso del consumatore, l’impresa deve leggere il dato adottando provvedimenti che
positiva,
generino l’inversione di tendenza nel suo approccio alla produzione e allo scambio. Se l’informazione è il
processo di trasformazione può continuare come previsto. In quest’ultimo caso può aver luogo anche un
cambiamento del processo di trasformazione, al fine specifico del miglioramento o se del caso della radicale
innovazione dell’offerta, anticipando le future richieste del consumatore o utente potenziale. La raccolta e
retroazione
l’elaborazione danno luogo, in sintesi, a una sorta di dell’informazione: dall’ambiente all’impresa e
feedback)
all’originario processo di trasformazione, che si rialimentano ( di input informativi indispensabili al loro
funzionamento e al loro svolgimento nel tempo.
Alle radici di governance e management. Razionalizzazione come metodo per fare impresa
Nell’impresa che vogliamo sistema, il processo di trasformazione degli input in output e la condotta di tale
razionalizzazione.
processo sono sottoposti a La trasformazione, in altre parole, non ha luogo ne si evolve in modo
essa abbisogna ordinariamente di amministrazione e quest’ultima abbisogna di metodo e
automatico e spontaneo:
calcolo. in impresa si amministra è fondamentalmente il processo di trasformazione degli input in output,
Ciò che in
tutti i suoi aspetti di gestione, organizzazione, direzione e rilevazione contabile. Ciò significa che i fattori, acquisiti
regole procedure;
dall’impresa, sono trasformati in prodotto e/o servizi seguendo una serie definita di e che parti e
ordine calcolato,
partecipanti sono sottoposti a nell’assolvimento dei loro compiti; che il loro agire è affinché il
lavoro svolto sia coerente con il perseguimento del fine aziendale e l’impresa entri in un rapporto di servizio con la
collettività dei consumatori.
Il processo di trasformazione abbisogna dell’affinamento del criterio o modo in cui si lavora, non solo dell’impegno
fisico e intellettuale umano, dell’uso di adeguate tecnologie materiali ed immateriali, di sofisticate tecniche di
raccolta ed elaborazione dell’informazione. Ha, in ultima analisi, bisogno di una scienza per la sua
amministrazione.
Decisivo è il nesso trasformazione/amministrazione. Lavoro e processo di trasformazione non si autogovernano;
essi abbisognano di consapevole condotta verso il fine predeterminato dell’impresa. Abbisognano di
obbiettivi risultati
amministrazione. Quest’ultima è orientata da che reclamano confortanti. capitalismo
Il concetto di razio
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Esercitazioni economia e gestione delle imprese, economia e gestione delle imprese
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Economia aziendale
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Economia e gestione delle imprese
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