Economia e gestione delle imprese
Capitolo 1: Teorie dell'impresa
Domande:
- Perché esiste un'impresa?
- Che ruolo svolge?
- Quali sono gli elementi costitutivi?
- Come si sviluppano e trasformano e perché?
Teoria dell'impresa
Per spiegare e predire la natura dell'impresa, la sua esistenza, comportamento, struttura e relazioni col mercato.
Teoria neoclassica
- L'impresa è vista come un atomo nel mercato in cui imprenditore e manager coincidono.
- Obiettivo unico: massimizzare i profitti.
- Regole di convenienza economica applicate meccanicamente.
- Focalizzata sullo scambio, non sulla produzione.
- Informazione perfetta su domanda, offerta, prezzi, performance passate.
- Innovazione e progresso tecnologico assenti.
- L'impresa è considerata una scatola nera.
Ronald Coase: le imprese esistono perché le transazioni di mercato sono costose.
Costi di contrattazione
- Ottenere informazioni affidabili e precise.
- Contrattazione.
- Incertezza e controllo sulla buona riuscita del contratto.
Coase ha influenzato Williamson nel 1975, portando alla New Institutional Economics.
Assunzioni
- Razionalità limitata e asimmetrie informative.
- Opportunismo: ricerca di interesse personale a scapito di altri (moral hazard).
- Investimenti specifici (asset specificity).
Herbert Simon critica l'assunzione neoclassica del comportamento razionale, che massimizza la funzione di utilità in presenza di determinati vincoli di cui si ha perfetta informazione. Propone il concetto di razionalità limitata (scelta razionale che considera i limiti cognitivi e conoscitivi).
Teoria dei costi di transazione e impresa
Mercato vs impresa: i costi di transazione decidono se conviene ricorrere al mercato oppure all'impresa. Quando è conveniente usare il mercato e quando l'impresa?
Investimento specifico: ci saranno meno fornitori in grado di fornirlo a determinati prezzi standard, aumentando i costi di transazione (es: contrattazione difficile se prodotto molto specifico e poco standard, se c'è incertezza della qualità del fornitore e la transazione non va a buon fine ci possono essere costi alti per assenza di una alternativa sul mercato).
I costi di transazione sono più bassi dentro l'impresa per l'assenza di moral hazard e minore asimmetria informativa, quindi l'impresa conviene rispetto al mercato.
Investimento non specifico: molti fornitori in grado di fornirlo a determinati prezzi e standard. Tuttavia, ci sono costi fissi elevati e di coordinamento interno, con spreco di risorse (rendimenti decrescenti), quindi il mercato conviene rispetto all'impresa.
Teoria dell'agenzia
Diversità tra proprietario dell'impresa (shareholder) e manager.
Proprietà (principal) dà mandato fiduciario al manager (agent). Il manager deve agire nell'interesse della proprietà (responsabilità) e massimizzazione del ritorno economico.
La teoria è focalizzata a risolvere due tipi di problemi:
- Il problema dell'agenzia legato a: conflitto tra principal e agent e difficoltà del principal di verificare cosa fa l'agent (se l'agent si comporta in modo tale da massimizzare l'interesse del principal).
- Il problema della condivisione del rischio, collegato al fatto che principal e agent hanno propensioni al rischio diverse.
Assunzioni tipiche
- Opportunismo: ciascuno cerca di massimizzare il proprio interesse.
- Moral hazard: l'agent segue il proprio interesse sapendo che le conseguenze negative delle sue azioni non ricadranno su lui ma su altri (principal).
- Bounded rationality: processo decisionale basato su informazioni limitate e su limitazioni cognitive degli agenti, quindi gli agenti non sono in grado di prendere decisioni ottime, ma solo soddisfacenti data la razionalità limitata.
- Asimmetria informativa: principal e agent hanno informazioni diverse.
- Diverse propensioni al rischio e risk aversion: massimizzazione del proprio interesse senza ricorrere in alti rischi di insuccesso. Principal e agent possono avere diverse visioni in merito al rischio da correre.
Come risolvere il problema dell'agenzia
Questioni relative all'organizzazione (governance) dei contratti: controlli vs incentivi?
Diverse strategie:
- Monitoring: investire nel migliorare i sistemi informativi (controllare che l'agent non persegua interessi incongruenti con quelli del principal, riduce l'asimmetria informativa e l'opportunismo).
- Incentivi: fornire incentivi economici che aumentano la probabilità che l'agent persegua obiettivi allineati a quelli del principal (es: stock options = benefici legati al perseguimento di obiettivi allineati con gli interessi del principal).
Teoria degli stakeholder
Focus su come le imprese generano valore nel lungo termine. Va oltre l'idea di impresa come soggetto che massimizza il profitto. Focus su stakeholder o portatori di interessi. Non esiste una gerarchia di stakeholder (gli azionisti non sono più importanti degli altri). L'impresa deve soddisfare tutti gli stakeholder per creare valore nel lungo termine.
Teoria evoluzionista
Focus su come l'impresa sopravvive/cambia. Joseph A. Schumpeter introduce il concetto di imprenditorialità e di creative destruction come qualcosa di necessario per la sopravvivenza delle imprese nel sistema capitalistico. Innovazione è una dimensione critica dei processi di cambiamento economico nel capitalismo. L'impresa è un insieme di competenze e tecnologie, combinazioni uniche, conoscenza tacita e importanza di routines organizzative e innovazione come fenomeno cumulativo e path-dependent. Le imprese sopravvivono le più abili, le meno abili escono dal mercato. Selezione nel mercato avviene in base alla tecnologia e innovazione.
1.1 Paradossi della teoria dell'impresa neoclassica
Prospettiva neoclassica: non esiste una teoria dell'impresa in senso proprio. Principali postulati dell'economia neoclassica nel modello di Léon Walras sono:
- Ricerca di condizioni di equilibrio in situazioni di concorrenza e di disponibilità di informazioni perfette e in assenza di progresso delle tecniche.
- Ipotesi della razionalità perfetta degli agenti che ha come conseguenza l'obiettivo della massimizzazione del profitto.
- Preminenza attribuita all'analisi dello scambio rispetto a quella della produzione.
Funzioni dell'impresa: circoscritte alla trasformazione. Le imprese sono viste come scatole nere ridotte a una funzione di produzione, agiscono in un quadro di razionalità perfetta. Il proprietario coincide con il manager. Obiettivo dell'impresa: massimizzare i profitti in un quadro di razionalità perfetta degli agenti economici. Benefici e oneri (sociali e privati) dell'impresa sono espressi dai ricavi e dai costi. L'impresa neoclassica è un agente senza spessore né dimensione, agente passivo programmato per applicare meccanicamente le regole di convenienza economica. Teoria economica senza l'impresa è un paradosso secondo Coase:
Coase
- Perché le imprese esistono?
- Che cos'è un'impresa e qual è la sua natura?
Imprese esistono perché le transazioni di mercato sono costose ed esistono 3 tipi di costi:
- Costi di scoperta dei prezzi adeguati.
- Costi di negoziazione e di conclusione di contratti separati per ogni transazione.
- Costi legati all'incertezza.
Costi sono riducibili, non eliminabili. Ricorrere all'impresa comporta costi:
- Di organizzazione.
- Spreco di risorse.
- Aumento dei prezzi degli input.
Rendimenti decrescenti dell'attività di management: all'aumentare della dimensione dell'impresa e del numero di transazioni gestite, aumentano sia i costi di coordinamento interno all'impresa, sia gli errori dei dirigenti che creano uno spreco di risorse.
1.2 Teoria dei costi di transazione
Coase e Williamson sviluppano la New Institutional Economics, che definisce le dinamiche di scambio tra imprese. L'impresa è un'alternativa efficiente quanto più sono elevati i costi di transazione. Oggi, l'impresa è una risposta al fallimento di mercato come struttura di governo delle transazioni, che si verifica a causa dell'incertezza, della razionalità limitata e dell'opportunismo delle parti. Il management deve trovare le forme miste tra mercato e gerarchie con cui organizzare il mercato e articolare le gerarchie.
Criteri di scelta per Williamson tra integrare ed esternalizzare:
- Costo.
- Contesto.
- Tipo di transazione.
Limiti della teoria: non considera i costi di agenzia e l'evoluzione dell'impresa, né spiega come dovrebbe aver luogo l'integrazione verticale di fronte a investimenti in capitale umano.
1.3 Teoria dell'agenzia
La teoria dell'agenzia parte dai presupposti di base della teoria neoclassica, espande e formalizza il problema derivante dall'interazione tra soggetti in relazione d'agenzia. Il proprietario dell'impresa (principale) dà mandato al manager (agente) di esercitare il potere di amministrazione aziendale.
Il principale incentiva l'agente ad agire in modo da conseguire i propri obiettivi e soddisfare i propri interessi. L'agente ha un vantaggio informativo e propri interessi. L'asimmetria informativa è da attenuare.
Costi di agenzia
- Spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi dal principale per orientare il comportamento dell'agente.
- Costi di obbligazione sostenuti dall'agente.
- Perdita residuale: scarto/costo opportunità.
Le imprese sono tipi particolari di contratti di mercato, con la presenza di una continuità della relazione tra i diversi detentori dei fattori produttivi.
Fattori caratterizzanti la teoria
- L'impresa non ha un'esistenza vera e propria: è una finzione legale.
- Esistono relazioni contrattuali complesse.
- Assenza contrapposizione tra impresa e mercato (contrasto con la tesi di Coase), data la presenza di rapporti contrattuali.
La natura dell'impresa perde di nuovo rilevanza. La realtà dei rapporti interpersonali è l'unica rilevante. Limiti della teoria includono la difficoltà di definire meccanismi incentivanti, l'assenza di considerazione di costi di transazione e la mancata considerazione di possibilità evolutive dell'impresa.
1.4 Teoria degli stakeholder
La caratteristica principale della teoria è definire verso chi l'impresa sia responsabile, prima di cosa sia responsabile. Freeman definisce gli stakeholder come chi può influenzare o essere interessato dal raggiungimento degli obiettivi dell'impresa.
Stakeholder
- Stakeholder primari: relazione continua, spesso formalizzata contrattualmente, dalla quale dipende la sua sopravvivenza.
- Stakeholder secondari: relazione di carattere indiretto, influenza indiretta e assenza potere di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell'impresa.
Le caratteristiche per definire gli stakeholder includono la capacità di influenzare l'attività e essere portatori di un'aspettativa nei confronti dell'impresa. L'impresa è un sistema aperto che interagisce con attori. L'imprenditore ha un ruolo centrale, gestisce il rapporto con gli interlocutori, e deve creare e ricreare l'equilibrio generale che permette all'impresa di continuare a produrre e distribuire ricchezza.
1.5 Teoria evoluzionista
La teoria richiama i modelli biologici e i processi di selezione naturale, concentrandosi sulle competenze produttive e sui processi e prodotti innovativi. L'impresa ha risorse e competenze uniche, classificate in finanziarie, fisiche, umane, e organizzative.
L'impresa reagisce al cambiamento e crea vantaggio competitivo con il cambiamento. L'impresa, in quanto creatrice di cambiamento, può determinare una distruzione creativa suscettibile di generare nuovi settori o di dar impulso alla crescita dell'economia.
L'impresa è il risultato di una doppia bocciatura delle altre prospettive teoriche: la teoria neoclassica è restrittiva e l'approccio contrattuale vede l'impresa come nodo di contratti (Williamson), rendendola vuota. L'impresa è luogo e risultato dell'apprendimento, un comportamento motivato e orientato all'acquisizione di conoscenze in vista di uno scopo.
Caratteristiche
- Cumulativo.
- Avviene a livello organizzativo.
- È legato a routine statiche e dinamiche.
Il mercato è meccanismo di selezione di imprese migliori (innovative). Le imprese reagiscono in risposta a stimoli ambientali. I manager puntano a conseguire un livello di profitto soddisfacente.
Capitolo 4: Analisi di settore
Già a partire dal 1950, molti economisti industriali hanno iniziato a pensare che il successo di un'impresa e la sua redditività dipendessero prevalentemente da fattori esterni all'impresa (macroambiente e settore di appartenenza).
Macroambiente
Crescente produttività dei paesi asiatici, decisioni di politica industriale dei governi, barriere al commercio internazionale.
Il settore è l'insieme di imprese che si riferiscono a un mercato. Alcuni settori generano maggiore redditività di altri con tassi medi di profitto diversi.
Negli anni '50, alcuni economisti industriali (Joe Bain, Michael Mann) iniziano a collegare la struttura con la redditività: la struttura del settore influenza i meccanismi di determinazione dei prezzi (struttura -> condotta -> performance).
Struttura del settore
- Numero e dimensioni delle imprese (concentrazione).
- Barriere all'entrata e all'uscita.
- Differenziazione di prodotto.
- Informazione sui prezzi.
La condotta si riferisce a scelte di comportamento competitivo e decisioni sui prezzi. La performance (redditività) si valuta con misure di output come ROE, efficienza allocativa, profitti, tasso di innovazione.
La concentrazione industriale si riferisce al numero e alla distribuzione per dimensione delle imprese concorrenti all'interno di un mercato. Si misura attraverso indici di concentrazione come GINI e Herfindahl-Hirschman.
Un settore concentrato dà maggiore redditività poiché le imprese dominanti hanno un forte peso sulla determinazione dei prezzi, beneficiando i produttori.
Barriere all'entrata
Sono legate ai costi sommersi (sunk costs) che l'impresa deve sopportare per entrare in un settore e che non recupererà al momento dell'uscita. Consentono di mantenere i profitti al di sopra del livello competitivo, poiché le imprese potenzialmente entranti non possono entrare alle condizioni delle imprese consolidate.
Determinanti delle barriere all'entrata
- Fabbisogni di capitali.
- Economie di scala e altri vantaggi di costo.
- Differenziazione di prodotto: riconoscibilità della marca e lealtà dei consumatori.
- Accesso ai canali di distribuzione.
- Barriere istituzionali e legali.
Le barriere all'uscita sono i costi associati alla capacità di uscire da un settore (es: settori con risorse durevoli e specializzate). La differenziazione di prodotto si ha quando un'impresa offre qualcosa di unico che gli acquirenti valutano di più rispetto a una semplice offerta a basso costo (Porter). Il vantaggio di differenziazione si ottiene quando un'impresa riesce a conseguire un premio sul prezzo che eccede il costo sostenuto per realizzare la differenziazione.
Informazione
- Perfetta: simmetria informativa, tutte le imprese hanno accesso alla stessa informazione.
- Imperfetta: asimmetria informativa, alcune imprese hanno maggiori informazioni di altre.
Strutture di settore
Il modello delle 5 forze competitive di Porter è un esempio di modelli che usano il paradigma struttura-condotta-performance per studiare la redditività di settore. La redditività di un settore è determinata da 5 forze competitive.
La concorrenza del settore è influenzata dalla rivalità tra i concorrenti affermati, che è la variabile più influente sulla redditività di un settore. La concorrenza ha un impatto sul prezzo di mercato; il prezzo può andare anche sotto il livello di costo, esponendo il settore a perdite.
Fattori determinanti la natura e l'intensità della concorrenza tra le imprese affermate
- Concentrazione del settore.
- Diversità dei concorrenti.
- Differenziazione di prodotto.
- Capacità in eccesso.
- Barriere all'uscita.
- Condizioni di costo: economie di scala.
Maggiore è il livello di concentrazione, maggiori sono i livelli di redditività delle imprese dominanti nel settore. Le pratiche collusive sono tanto più facili quanto maggiore è la somiglianza delle imprese in termini di origini, obiettivi, costi e strategie. Più simili sono le offerte tra le imprese rivali, maggiore è la sostituibilità dei prodotti, inducendo a ridurre i prezzi. Per esempio, per prodotti indifferenziati come le commodity (grano), il prezzo è l'unica base per la concorrenza.
La recessione e l'abbassamento della redditività di un settore possono avere un impatto significativo. I costi associati alla capacità di uscire da un settore sono rilevanti (es: settori con risorse durevoli e specializzate). Quando il rapporto costi fissi/costi variabili è alto, una riduzione della domanda genera un effetto negativo sulla redditività dell'impresa.
La concorrenza dei prodotti sostitutivi comporta lo spostamento delle preferenze del consumatore in risposta a un incremento del prezzo del prodotto. È legata all'elasticità della domanda del consumatore rispetto al prezzo. L'elasticità misura la variazione percentuale della quantità domandata di un bene rispetto a variazioni di prezzo.
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