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sua antichissima tradizione. In particolare, il patto di distretto si propone di:

rafforzare e qualificare il sistema formativo, adeguare e ampliare il sistema museale della

ceramica e favorire l'innovazione e l'internazionalizzazione delle imprese

La città di Caltagirone ha un legame molto stretto con il mondo della ceramica ed attualmente è

in corso una riscoperta dell'artigianato locale del semilavorato che ha favorito la nascita di nuove

iniziative imprenditoriali con prospettive di sviluppo molto elevate. Il distretto si concentra

prevalentemente sulle ultime due fasi di lavorazione della filiera produttiva: la lavorazione del

semilavorato e la decorazione, sebbene il peso in termini di fatturato sia preponderante a favore

della decorazione. Infatti, le botteghe artigiane si approvvigionano del semilavorato presso

distretti ceramicoli nazionali (Deruta, Faenza, Vicenza) e regionali (S. Stefano di Camastra). La

struttura aziendale tipica è di tipo artigianale e familiare composta da 3-4 unità lavorative per

unità locale di produzione, ma la dimensione del sommerso è notevole aggirandosi secondo

stime attendibili intorno al 90-100% della forza lavoro ufficialmente impiegata. Le figure

professionali delle aziende artigianali specializzate nella decorazione - che rappresentano la

quasi totalità delle aziende del comparto - comprendono i decoratori, gli smaltatori, i modellisti, i

figurinisti ed i foggiatori. A tali attività partecipano anche le università di Catania e Messina e

l’Istituto statale d’arte per la ceramica.

L’altro importante distretto della ceramica è quello di S. Stefano di Camastra che interessa un

territorio distribuito nelle province di Agrigento, Messina e Palermo. La produzione ha avuto

inizio circa trecento anni fa, in conseguenza di un evento calamitoso che distrusse il Paese nella

sua posizione originaria, costringendo gli abitanti di S. Stefano a spostarsi in una nuova

ubicazione più a valle. L'esigenza di edificare le nuove abitazioni portò a sfruttare un materiale

molto presente nel territorio, l'argilla, che fu così usata per costruire parti delle nuove abitazioni

come le tegole e i "catusi" (le moderne grondaie), che per la buona fattura e l'utilizzo sempre più

comune nella costruzione delle case acquisirono subito una buon mercato di vendita a livello

regionale. L'esigenza di sfruttare sempre più la risorsa locale dell'argilla diede l’impulso alla

produzione di nuovi prodotti, che potessero incrementare la vendita di quella che nel frattempo

era diventata un'attività importante per l'economia di S. Stefano. Oggi le produzioni principali

delle aziende stefanesi sono le maioliche e le terrecotte artistiche e la quasi totalità del tessuto

produttivo è costituito da imprese artigiane con l'integrazione dell'organizzazione della

produzione in senso industriale ed artigianale dove il ciclo produttivo delle aziende parte da un

semilavorato che è il panetto grezzo di argilla, per finire con la decorazione artistica. Non esiste

all’interno del distretto una precisa strategia di marketing, ma è ormai divenuta una consuetudine

la partecipazione alla Fiera Macef di Milano, che rappresenta un'occasione interessantissima per

l'impatto che ha anche su operatori commerciali internazionali. E' proprio grazie a queste

partecipazioni che alcune aziende sono riuscite ad avere una presenza significativa sui mercati

esteri, particolarmente quello statunitense, quello tedesco e quello giapponese.

Il distretto produttivo della Pietra lavica dell'Etna coinvolge imprese attive nei settori

dell'estrazione, della segheria e della trasformazione della pietra (lavorazione di prodotti finiti

per l'edilizia, ceramizzazione, ecc.) con la partecipazione dell’Università di Catania. Il patto

distrettuale prevede la realizzazione di opere ed infrastrutture tramite anche la bonifica e

l'utilizzo di siti industriali dismessi, lo sviluppo di attività di ricerca industriale e di sviluppo

precompetitivo (centro di ricerche e brevetti; sostegno e promozione al sistema distrettuale per la

ricerca e lo sviluppo tecnologico; rifiuti speciali); la realizzazione di servizi informatici e

telematici oltre che l’attività di acquisizione e rielaborazione dati; l'allestimento di esposizioni e

la promozione commerciale di prodotti innovativi; il sostegno alle le imprese (strumenti di

ingegneria finanziaria) anche tramite consulenze finalizzate ad aumentare la propensione

all’export; infine la promozione e il potenziamento degli strumenti d’integrazione delle politiche

formative e del lavoro.

Il Distretto Produttivo Sicilia Orientale - Filiera del Tessile, a cui partecipa l’Università di

Messina, è localizzato attorno ai tre poli produttivi di Bronte, Enna e dei Nebrodi e si propone di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e gestione delle amministrazioni pubbliche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rickydl86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo locale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Greco Antonino.

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