Economia dell'innovazione
Regimi tecnologici e pattern sociali dell'innovazione
Technology push (TP). Il cambiamento è determinato dai ritmi discontinui del processo scientifico, autopropulsivo ed esogeno, (cambiamenti radicali).
Demand pull (DP). Cambiamento della domanda/bisogni del cliente, aumentano i benefici attesi e aumenta anche l'innovazione (cambiamenti incrementali).
Nelle prime fasi di vita di un'impresa c'è il TP, mentre durante la maturità abbiamo un DP incrementale.
Modello lineare e a catena
Le diverse fasi dello sviluppo prodotto/dell'innovazione vanno in una direzione lineare univoca.
Catena. Principali differenze:
- Percezione e individuazione di un mercato potenziale
- La presenza di feedback, che influenzano tutto il processo
- I feedback operano lungo tutta la catena
- Processo non sequenziale ma integrato
- Design analitico che consiste nel fondere competenze e conoscenze provenienti da diverse funzioni aziendali tutto in un unico design
- L'innovazione può anche verificarsi non in termini assoluti, ma può anche essere provocata da un'intelligente ricombinazione
- Influenza reciprova tra scienza e innovazione
Componenti dell'innovazione
L'innovazione industriale può anche essere frutto di processi non sistematici formalizzati ma spontanei in quanto frutto di un'interazione spontanea tra gli attori che mirano accidentalmente all'integrazione creativa di 4 componenti:
- La conoscenza della tecnologia in un settore
- L'uso di un sistema di diversi beni strumentali innovativi, avanzato
- Software e prodotti intermedi
- Individuazione di problemi tecnici e bisogni specifici
- Investimento pubblico continuo nello sviluppo di standard tecnici, norme sociali e soluzioni organizzative e finanziarie
Schumpeter Mark I e Mark II
SMI. Analisi dell'industria europea del 1800. Caratteristiche:
- Facilità di entrata nelle industrie
- Imprenditori sono il motore dell'innovazione
- Presenza di molte nuove imprese
- Distruzione creatrice
- Distruzione rendite esclusive
- Modello ideale della concorrenza perfetta
SMII. Analisi industria americana 1900 - 1950. Caratteristiche:
- Grandi imprese
- Innovazione: formalizzata con istituzione di lab di ReS
- Grandi investimenti in larga scala
- Forti barriere all'entrata
- Modello degli oligopoli
Circolo virtuoso: + investimenti, + innovazioni, + profitti, + investimenti, + incentivi ad innovare.
Ciclo di vita di un'industria
All'inizio SMI perché incertezza alta, poche barriere, molti innovatori, dinamicità del mercato, equilibri precari. Dopo: SMII perché abbiamo tecnologia dominante e grandi innovazioni di imprese ormai monopolistiche, innovazioni più frequenti sono quelle incrementali.
Analisi sui pattern settoriali delle attività innovative
Possono essere analizzati grazie ai seguenti indicatori: (+/- = correlazione positiva/negativa)
- Concentrazione delle attività innovative: indice di concentrazione dei brevetti (+)
- Stabilità della gerarchia degli innovatori: coefficiente di correlazione tra le imprese innovatrici in 2 periodi (+)
- Dimensione dell'impresa innovatrice: quota delle grandi imprese (+)
- Entrata tecnologica: rilevanza delle imprese che innovano per la prima volta (-)
SMI: settori tradizionali, tecnologie meccaniche e strumentazione. Bassa concentrazione, instabilità nell'ordinamento degli innovatori, alta entrata di nuove imprese di piccole dimensioni.
SMII: Settori science-based delle tecnologie farmaceutiche ed elettronica. Alta concentrazione nell'attività innovativa, stabilità nella gerarchia degli innovatori, bassa entrata di nuove imprese e grandi dimensioni delle imprese innovatrici.
Gli strumenti di appropriabilità (o anche indicatori dei vantaggi competitivi)
- Brevetto: sfruttamento commerciale esclusivo. Contratto tra stato e privato che crea di fatto un monopolio legale temporaneo a favore dell'innovatore. L'innovatore per una condizione ottenerlo deve svelare i segreti dell'innovazione. I concorrenti possono: imitare o apportare miglioramenti per contrastare il monopolio.
- Segretezza: protezione di un'innovazione facilmente imitabile, utilizzata quando l'inventing around da parte dei concorrenti è una strategia molto competitiva. Reverse engineering dei concorrenti per aggirare il monopolio.
- Vantaggio temporale: time to market. Capacità di arrivare sul mercato prima dei concorrenti
- Vantaggio di competenze: know-how. Consistente nell'accumulazione dell'esperienza, rende difficile e costosa l'imitazione da parte dei concorrenti che per non perdere terreno devono acquistare le conoscenze e competenze dall'esterno.
- Innovazione continua: il caso di rendita monopolistica nel caso di sfruttamento sistematico della loro frontiera tecnologica con innovazioni incrementali.
- Servizi post-vendita e asset complementari: Differenziazione del prodotto nella post-vendita, ovvero nel customer care.
Metodi per ottenere invenzioni dalle imprese concorrenti o per trasferire le conoscenze
Sono metodi per recuperare il ritardo delle follower o per creare conoscenza dell'innovazione dalle imprese leader.
- Licenze di tecnologie o franchising: consentono di disporre delle conoscenze rimanendo "controllati"
- Rivelazione da brevetto: rivelare i segreti e le caratt principali dell'innovazione per favorire l'inventing around
- Pubblicazioni e incontri tecnici
- Conversazioni informali
- Assunzioni lavoratori
- Reverse engineering e ricerca indipendente: inventare qualcosa di diverso che dà lo stesso risultato
Flussi tecnologici e tassonomia di Pavitt
Mette in relazione flussi tecnologici, fonti di innovazione, condizioni di appropriabilità, dimensione dell'impresa, il settore di attività dell'innovatore e il sentiero dell'innovazione intrapreso e individua 4 macrocategorie:
- Settori dominati dai fornitori: (tessile, stampa, calzature, alimentari e settori) primo obiettivo di riduzione dei costi, apprendimento per learning by doing and by using, e le imprese contribuiscono poco all'innovazione, tutto parte dall'esigenza del cliente. Imprese medio piccole. Poche barriere all'entrata e scarsa appropriabilità dei risultati. Fonte innovazione: contratti con i clienti, finanziamenti del governo.
- Settori ad alta intensità di scala: (siderurgia, auto e beni di consumo durevoli). Fonti dell'innovazione sia interni che esterni, dimensione medio-grande, barriere elevate, obiettivo primario riduzione costi e modificazione dei processi e prodotti, livello di appropriabilità media.
- Fornitori specializzati: (industrie per la costruzione di impianti e macchinari). Obiettivo primario è il miglioramento della performance, affidabilità e la customizzazione dei prodotti. Imprese di piccole dimensioni e altamente specializzate. Livello di appropriabilità elevato perché molte delle conoscenze sono tacite, barriere all'entrata di medio livello. Fonti interne - esperienza e attività informali - ed esterne - interazione produttore - utilizzatore.
- Settori basati sulla scienza: (elettronica e farmaceutica). Industrie in cui la ReS è il motore stesso dell'impresa, la fonte dell'innovazione è interna sviluppata con centri di ricerca e università. Grado di appropriabilità è elevato, Dimensione: sia grandi e diversificate che piccole e medie; barriere all'entrata molto elevate.
Flussi tecnologici tra i 4 tipi di settori:
←-- Basati sulla scienza ←-----→ Intensità di scala ←---------------V------------------- Fornitori specializzati
Dominati dai fornitori ←----------→
Le concettualizzazioni della tecnologia e dell'innovazione
Teoria evolutiva
Si fonda sul principio secondo cui i soggetti che operano all'interno di un'industria sono impegnati continuamente all'evoluzione e sviluppo della conoscenza, della ricerca e quindi dell'innovazione. I soggetti protagonisti sono le imprese: è proprio in loro che risiedono competenze e conoscenze che permettono di affrontare il task environment incerto e altamente competitivo; non hanno però i mezzi necessari per l'individuazione di best-choice per l'ottimizzazione e massimizzazione dei profitti. Queste soluzioni vengono raggiunte solo grazie all'accumulazione di informazioni e conoscenza durante i processi di routine, e via via maturata dopo l'errore (trial and error). Le decisioni meno efficaci infatti sono escluse subito, così come, nel mercato, vengono subito escluse le imprese che non riescono a mantenere la competizione.
IL CONCETTO DI EQUILIBRIO NON È PLAUSIBILE. Questo a causa della velocità del cambiamento dell'ambiente e del continuo adattamento (si tende continuamente ad un equilibrio, ma esso cambia repentinamente spiazzando le imprese).
Due caratteristiche chiave
- L'analisi e spiegazioni empiriche dei processi
- L'evoluzione complementare e parallela di altri campi di studio che aiutano l'impresa a innovare
Impresa: routine, competenze e conoscenza
Routine. È un modello di comportamento ripetuto e ripetitivo, senza capacità individuali, di memoria dell'impresa.
Competenze. Riguarda l'insieme delle capacità tacite, automatiche ed individuali su come trovare soluzioni a ogni problema; più complessi sono i problemi, più competenze specifiche saranno richieste. Non sono trasferibili, ma sono insite in ogni soggetto che è inserito in quel particolare ambiente. Sono diverse dalle risorse: le competenze gestiscono le risorse, ma la risorsa è solo un mezzo per la realizzazione.
Conoscenza e informazione. La conoscenza non è altro che l'interiorizzazione dell'informazione. L'informazione è un dato, la conoscenza è l'assimilazione, l'elaborazione e infine la comprensione di un messaggio dietro il flusso di informazioni. Altra competenza non trasferibile, perché sviluppatasi particolarmente in quell'ambiente e in quell'impresa.
Conoscenza apprendimento e ricerca (legame competenze-ricerca)
- Ciò che influisce su intensità, direzione e rilevanza economica di R&S è l'insieme composto da:
- Evoluzione nel campo della scienza o della tecnologia
- Ottimizzazione dell'organizzazione e dei processi di ricerca. Ricerca formale e informale
- L'apprendimento, i suoi modi e la sua accumulazione. Le informazioni devono contribuire alla ridefinizione continua dell'ambiente in cui si agisce, più informazioni quindi, meno tempo in media per risolvere problemi di rapporto con l'esterno. Abbiamo l'apprendimento per esperienza, da utilizzo e da interazione. Competenze e ricerca provocano un circolo evolutivo a esse stesse: una maggior ricerca porta a maggiori competenze che a loro volta portano a un livello di ricerca più avanzato grazie all'apprendimento conseguito.
- Le relazioni con l'esterno. Innovazione e ricerca sono fortemente influenzate dai fattori esterni, dall'interazione e dalla collettività (università, centro di ricerca etc) e queste fanno parte di un processo a catena con l'impresa stessa.
Il processo innovativo secondo un approccio evolutivo
- Modello a catena, non lineare. Questo fa risaltare i collegamenti e le interazioni, anche tra micro e macro sistemi (innovativi nazionali/regionali e R&S di un'impresa). L'innovazione si ha "sistematicamente" attraverso l'interazione di più funzioni aziendali che collaborano nello stesso momento (a catena) e non sequenzialmente.
- Il concetto di appropriabilità. L'innovazione non sarà più difendibile attraverso brevetti e regole, ma piuttosto da un'inarrivabile inimitabilità dell'innovazione, a cui solo competenze altamente specializzate e tecnologia disponibile possono giungere.
- La ricerca è spinta dall'offerta non dalla domanda. A differenza del tradizionale modello degli anni '70, ciò che influenza la direzione della ricerca è la disponibilità di risorse, di tecnologia, di competenze accumulate. Sono invece poco sensibili, agli incentivi alla domanda o alla variazione dei prezzi.
- Il ruolo delle competenze. Le nuove strutture organizzative risentono molto dei sistemi cognitivi individuali. Infatti tanto più è diffusa la conoscenza, tanto più è decentrata la struttura organizzativa dell'impresa. La rigidità cognitiva e del pensiero a volte può essere un ostacolo all'evoluzione dell'innovazione, e capita a volte che le imprese nuove sul mercato superano problemi complessi solo grazie alla loro inesperienza. Le imprese altamente specializzate invece stagnano nelle trappole di competenze o dette anche lock-in, in cui l'esplorazione di nuovi sentieri è l'unica chiave per l'innovazione. Nonostante la specializzazione sia la via più battuta dalle imprese innovatrici, a volte queste ricorrono all'integrazione con altre imprese per coordinare meglio la ricerca e lo sviluppo di nuove idee: questo da un lato aumenta le potenzialità innovatrici, dall'altro però diminuisce la varietà offerta creando nuovi spazi per nuove imprese. Lo sviluppo di network di imprese però la maggior parte delle volte risulta essere più efficace di altre soluzioni soprattutto per ragioni di diminuzione di costi e di inefficienze e, al tempo stesso, di ottimizzazione del coordinamento generale e particolare. In generale i network emergono quando la conoscenza di base del settore è ad elevata specializzazione, con possibilità di appropriabilità alte e l'eventuale integrazione è l'unica soluzione alla genericità eccessiva delle conoscenze presenti nell'impresa.
L'esperienza risolve i problemi più facilmente ma a volte le imprese nuove inesperte superano facilmente problemi più complicati. L'integrazione all'interno dell'impresa può causare una diminuzione della varietà, mentre la sua specializzazione le consente di sfruttare la varietà dell'ambiente esterno a suo vantaggio. Lo sviluppo dei network dipende strettamente dal tipo di impresa e dagli scopi perseguiti, avremo perciò al limite due tipi di rapporti: l'integrazione interna o gli accordi di cooperazione.
Lo sviluppo di network nasce dalla difficoltà o dalla mancanza di capacità delle singole imprese di gestire il task environment che le circonda: i network in questo caso evitano molti costi e le inefficienze tipiche dell'integrazione completa. Sono una soluzione organizzativa intermedia tra la centralizzazione decisionale e il decentramento completo; nascono soprattutto durante i primi anni di un'impresa, in industrie con una base di conoscenza complessa ed articolata e composta da diverse fonti, nelle quali gli attori non possono che specializzarsi su parti della conoscenza complessiva. I network possono essere giustificati dal fatto che la conoscenza è diventata meno contestuale e maggiormente generica, astratta e codificabile e quindi più facile da trasferire.
Tre diversi livelli di analisi
- Analisi della dinamica industriale: entrata, uscita, crescita e persistenza delle imprese.
- Analisi della market structure: variabili strutturali quali dimensioni e concentrazione industriale.
- Evoluzione strutturale: cambiamento prodotti, delle tecniche produttive, evoluzione delle competenze richieste.
Path dependency
Lo sviluppo e l'innovazione dipendono dalle condizioni iniziali e dal sentiero che la tecnologia prende, e non sempre la via che si è scelta è quella migliore, né le alternative escluse debbano essere considerate sbagliate o non buone. La presenza di alternative migliori a volte non è motivo sufficiente per lo sviluppo di nuove idee e, il disinvestimento o la ripresa di vecchi sentieri, molte volte è difficile da attuare. Così, se un'impresa diventa leader in un determinato campo grazie alla tecnologia sviluppata e ottimizzata, non solo non sarà conveniente disinvestire, ma sarà difficile per altre imprese con tecnologie migliori nella diminuzione dei costi, competere con la leader del settore. L'innovazione in pratica rimane bloccata dall'inerzia e dall'irreversibilità.
History friendly
Sono dei nuovi modelli di analisi delle industrie che tengono conto soprattutto delle piccole differenze tra di esse, e di come queste differenze variano e si influenzano reciprocamente durante tutta la storia di quel particolare settore. Analisi della qualità e dei processi di causa-effetto.
Creazione della conoscenza e delle competenze
Definizione di innovazione
Essa deve includere miglioramenti sia nella tecnologia che nelle modalità di produzione (nei singoli atti della produzione). EC. 1995. Essa si manifesta nella novità di prodotti/servizi, metodi di produzione, approcci al marketing, alla distribuzione e all'organizzazione. Non deve essere considerata lineare e progressiva, né radicale; essa può riguardare semplicemente anche le relazioni di una piccola impresa con il suo task environment. L'output dell'economia risente infatti maggiormente, oltre che delle variazioni dei soliti K e L, anche delle strutture organizzative e del flusso di risorse materiali e intangibili di cui l'impresa si occupa.
L'attore fondamentale dell'innovazione ovviamente è l'impresa e il suo manifesto.
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