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I grandi imperi di Russia, Impero Ottomano, Cina, Idia e realtà più

frammentate come Africa ed Indie Orientali, rimangono aree esterne al

Se il saggio di profitto diminuisce (il capitale non si valorizza nascente sistema mondiale.

abbastanza), la produzione e l’ occupazione si contraggono, i prezzi I soggetti attivi del processo di periferizzazione sono il Portogallo, la

cadono, le scorte vengono svendute, i finanziatori chiedono il rimborso Spagna, l’ Olanda, l’ Inghilterra e la Francia, le compagnie commerciali, i

dei crediti: si verifica la crisi .La crisi è un processo di aggiustamento mercanti indipendenti e corsari, i conquistadores.

del sistema. STRUMENTI E METODI DI COLONIZZAZIONE:

PROCESSO DI FORMAZIONE DEL CENTRO

MECCANISMI DI REGOLAZIONE Nel XVII secolo, in Europa si stabilisce una stretta connessione tra la

Insieme di pratiche sociali istituzionalizzate che regolano i politica dello stato nazionale e la nascente classe capitalista

comportamenti dei soggetti economici per mantenere le contraddizioni (mercantilismo: la ricchezza della nazione è il presupposto della potenza

del sistema entro limiti che ne assicurino la riproduzione e la crescita. dello stato). L’ idea dominante del pensiero economico era stata quella che

la ricchezza di un paese sarebbe dipesa dalla sua dotazione d’oro e

Tali pratiche possono avere carattere automatico (le ’leggi’ del argento (denaro).

capitalismo risultanti dalla combinazione non intenzionale delle azioni Il graduale inaridirsi delle miniere americane e l’ espandersi dei com-merci

individuali come nel modello teorico dell’economia di mercato, operante spostarono l’ attenzione dei governi sull’ attivo della bilancia

in condizioni di perfetta concorrenza, con regime aureo della moneta e commerciale come fonte di denaro: l’ eccedenza delle esportazioni sul-le

una politica totalmente liberista) o discrezionale. importazioni diventa l’ obiettivo centrale della politica mercantilista, dunque

I regolatori discrezionali sono messi in atto da decisioni o accordi (caso la ricchezza di un paese è il risultato dell’ impoverimento di un altro in un

‘puro’: economia totalmente pianificata) gioco mondiale a somma zero. L’ obiettivo viene perseguito con la politica

Il cambiamento dei meccanismi di regolazione per far fronte alle crisi doganale protezionista, con l’ istituzione di privilegi e l’ imposizione di

può essere considerato un criterio per individuare le tre fasi dello trattati (Navigation Act inglese, 1651) che riservano i commerci con le

sviluppo del capitalismo, scandite da due grandi crisi: colonie ed altri traffici alla marina nazionale.

- quella dai ’70 ai ’90 dell’ Ottocento e quella degli anni ’30 (grande Nel XVII SECOLO, la struttura gerarchica del sistema si presenta con un

depressione) centro nel Nord Ovest europeo, una semiperiferia nell’ Europa centro-

meridionale, una periferia che si estende dall’ Europa orientale (persistenza

PRIMA FASE: MECCANISMI DI REGOLAZIONE BASATI SULLA degli istituti feudali) alle colonie americane.

CONCORRENZA Le funzioni della periferia sono funzionali alla fornitura di metalli

SECONDA FASE: MECCANISMI DI REGOLAZIONE BASATI SULLE preziosi,che ampliavano la circolazione monetaria; di prodotti agricoli, i

CONCENTRAZIONI MONOPOLISTICHE materiali per l’ industria tessile, fino al commercio degli schiavi dall’ Africa

TERZA FASE: MECCANISMI DI REGOLAZIONE BASATI SU al Brasile. I conflitti fra le potenze commerciali assumono prima la forma

REGOLATORI DISCREZIONALI della guerra dei corsari e del contrabbando poi, con l’ estensione degli stati

coloniali, le guerre si scatenano –fuori dall’ Europa - per la conquista di

porti e fortificazioni sulle rotte navali e dei territori occupati.

Istituti feudali, prevalenza del latifondo, mancata formazione di capitale

3. La periferia nella fase di transizione al capitalismo. commerciale o industriale.: questa persistenza di modi di produzione

precapitalistici subordinati nei paesi extra-europei inseriti nel mercato

3.1. L’ espansione dell’Europa oltre i propri confini mondiale ha caratterizzato la partecipazione della periferia alla fase di

(Periodo che va dalle scoperte geografiche alla seconda metà del ‘700) 10

transizione e al consolidamento del capitalismo, costituendo una causa

del divario, sempre più crescente, tra di essa ed il centro del sistema. 4.1. La rivoluzione industriale e la supremazia dell’ Inghilterra

L’ India e la Cina,rimangono esterni . (Supremazia tecnica, commerciale e finanziaria)

3.2. La colonizzazione dell’ America

La distinzione fondamentale era quella fra aree basate sul lavoro libero In Inghilterra la rivoluzione industriale venne favorita da diversi elementi:

e la piccola proprietà (colonie inglesi del nord, autosufficienti; unificazione politica, amministrativa ed economica;

disponibilità di terra libera, sottratta alle tribù locali; sviluppo delle città crescita demografica del XVIII secolo

e della manifattura e del commercio, contro gli interessi monopolistici le innovazioni tecniche che aumentarono la produttività agricola e

delle compagnie) ed aree in cui prevalevano su servitù e schiavitù migliorarono le condizioni e i consumi delle popolazioni rurali

(economia strettamente dipendente dall’ Europa, subordinate al capitale mutamenti politici e legislativi che codificano il dominio della borghesia

commerciale, senza che si formasse una classe di mercanti locali) capitalistica e adegueranno i rapporti sociali alle esigenze dell’ economia

3.3. Mercanti e coloni in Asia moderna

I rapporti commerciali del centro con l’ Asia riguardano prevalentemente

lo scambio d’ oro con merci di lusso. Gli strumento principali di Caratteristiche della rivoluzione industriale:

penetrazione europea sono le Compagnie delle Indie Orientali (Inglese 

nel 1599, Olandese nel 1602, Francese nel 1719).Due forme nel Crescita dell’ industria dei beni di consumo (settore tessile in

processo di periferizzazione: una colonizzazione con piantagioni in particolare)

concessione a coloni bianchi e lo sfruttamento dell’agricoltura indigena. Impresa tipica di tipo famigliare e di medie dimensioni

3.4. Il mercato delle pelli nere Crescita della funzione del credito

La tratta degli schiavi fu iniziata dai portoghesi e si estese nella metà Abbondanza di forza lavoro (crescita demografica e inurbamento)

del ‘700 a tutte le potenze coloniali, con il diffondersi dell’ economia di Rivoluzione dei trasporti (ferrovie e settori industriali connessi)

piantagione, per finire nel 1814, dalla dichiarazione antischiavistica del

Congresso di Vienna. Il commercio ‘illegale’ continuò comunque per

alcuni anni (1865 negli stati uniti). Caratteristiche del capitalismo concorrenziale

Il commercio degli schiavi era già conosciuto tra l’ Africa nera e i paesi 

arabi mediterranei, attraverso il Sahara e l’ Arabia. Adozione del libero scambio e nuove politiche commerciali

Aree di provenienza degli schiavi: Africa Occidentale (Senegal, Guinea), internazionali: rimozione delle misure protezioniste, riduzione delle

Benin, Angola,. tariffe doganali

Conseguenze dell’ impiego degli schiavi: La finanza internazionale: l’ Inghilterra in posizione centrale (sterlina a

-demografiche: stagnazione della crescita demografica base aurea)

-economiche: mantenne bassa la retribuzione del lavoro libero ,

impedendo la crescita della domanda interna e lo sviluppo della

produzione per il mercato 4.2. Nuove funzioni della periferia

-socio-politiche: formazione di stati negrieri dove la classe dominante,

scambiando schiavi con armi da fuoco, aumentò il suo potere e il L’ indipendenza delle colonie (inglesi, spagnole e portoghesi in America)

dominio sulle popolazioni; incremento di conflittualità locale. non significa, per le colonie stesse, l’uscita della periferia. Pur nella forma

di stati sovrani esse fanno parte del sistema di divisione internazionale del

4. La periferia nella fase del capitalismo concorrenziale lavoro e di trasformazione dallo stato di subordinazione politica a quella

Fase in cui la concorrenza tra imprenditori e lavoratori sovrabbondanti è economica.

il principale meccanismo di regolazione che, in un paese,consente il

processo di riproduzione allargata del capitale. 11

Le nuove funzioni della periferia diventano l’ approvvigionamento di 5.1. La seconda rivoluzione industriale: il centro dal monopolarismo

materie prime per l’ industria e l’ assorbimento dell’ eccedenza di al multipolarismo

produzione manifatturiera dei paesi in via di industrializzazione. La CRISI DEL 1873-96 segna il passaggio da una fase all’ altra del

La sua produzione fornisce input a basso costo dell’ industria e il suo capitalismo, con un diverso meccanismo di regolazione, nuovi settori

consumo consente la valorizzazione del surplus prodotto, anche se la trainanti e una strutturale multipolare del centro.

ricerca di mercati extraeuropei porterà alla distruzione dell’ artigianato e > Afflusso di oro ---- aumento di prezzi ---- investimenti e

della manifattura locali, a cui si sostituiscono prodotti meno costosi speculazioni ---- (con l’esaurirsi delle miniere) caduta dei prezzi e crack

provenienti da economie di scala. delle borse, riduzione di profitti e tassi di interesse

> Crisi dell’agricoltura europea con l’ invasione nel mercato dei prodotti

Nei paesi del centro si localizzano le attività industriali che impiegano le extra-europei ------ ritorno a pratiche protezionistiche e nuova fase dell’

tecniche più avanzate e che producono con più valore aggiunto; in quelli espansione coloniale

periferici prevalgono agricoltura e attività minerarie promosse da capitali SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (Anni ’70):

stranieri. Il divario si allarga, con un andamento cumulativo. Reti ferroviarie, industria siderurgica, energia elettrica, motore a scoppio,

ricerca scientifica e applicazioni tecnologiche, società per azioni, diffusione

Negli stati ex-britannici, l’ immigrazione inglese rallentò la pressione del di banche e servizi finanziari, monopoli e cartelli.

mercato del lavoro britannico e favorì, soprattutto in Canada, lo sviluppo PASSAGGIO DA UNA STRUTTURA UNIPOLARE AD UNA

di attività manifatturiere. MULTIPOLARE NEL SISTEMA MONDIALE:

Dopo il boom degli anni ’50 , fine della supremazia britannica;va così

In America Latina la nascita di un’ industria nazionale fu soffocata dalla intensificandosi la concorrenza nel mercato mondiale che si intreccia con le

concorrenza dei prodotti europei. La grande oligarchia latifondista rivalità coloniali, portando alla corsa agli armamenti fino al 1914.

investiva senza introdurre innovazioni tecniche e disinteressandosi dello

sviluppo industriale. 5.2. Nuove tendenze dei rapporti tra centro e periferia

 Importanza crescente dell’ esportazione di capitali dal centro.

4.3. Il processo di sottosviluppo dell’ India Una spinta agli impieghi di capitali , soprattutto USA , fu la crescente

richiesta di materie prime per lo sviluppo dei nuovi settori industriali

La competizione tra francesi ed inglesi in India si intrecciò con il periodo richiede investimenti nelle miniere e nelle piantagioni e finanziamenti ai

di guerre europee e si inserì nelle rivalità tra i principi indiani nel governi per trasporti e comunicazioni; il flusso finanziario si inverte con

disordine della crisi aperta dalla decadenza dell’ antico impero Mogol. il movimento degli interessi maturati verso il centro

Nel 1757 fu la Compagnia delle Indie Inglese ad assumere il controllo  Modifica delle ragioni di scambio tra manufatti del centro e materie

dell’ India; nel 1857 l’ amministrazione passò al governo inglese e nel prime della periferia;concentrazioni industriali e prezzi di cartello

1877 la regina vittoria venne proclamata imperatrice d’ India. implicano una regolazione dei prezzi minimi dei manufatti ; inoltre le

La struttura economica dell‘India prima della penetrazione europea

o periferie, ormai dipendenti dal centro, devono aumentare le

era tipica del modo di produzione tributario. esportazioni per procurarsi la valuta necessaria all’ importazione.

 Formazione degli imperi ‘formali’ e Concorrenza tra potenze

L’ economia indiana, deindustrializzata per la concorrenza inglese e imperialistiche;

gravata dall’ onere del mantenimento dell’ amministrazione coloniale, nella seconda metà dell’ Ottocento , con la corsa delle potenze europee

ristagnò a lungo a livelli di sussistenza. verso l’ Africa, si ha la formazione degli imperi formali, di possedimenti

coloniali sotto il dominio politico diretto che incide sulla realtà sociale di

5. La periferia nella fase del capitalismo oligopolistico questi paesi, con l’ introduzione di modelli di organizzazione sociale ed

economica e modi di vita occidentali. 12

-Istituti comunitari di redistribuzione caduti per far posto all’ economia di mercato

 Sviluppo capitalistico del Giappone - Terre fertili espropriate da concessionari bianchi

Lo sviluppo economico di questo paese rimasto a lungo esterno al -rete di commercio sconvolta dalle frontiere coloniali

-investimenti del centro in questa zona più ridotti che altrove

sistema mondiale, porta il paese ad entrare nel numero ristretto di

pesi industriali, facendo parte del centro senza essere passato dalla 6. La periferia nella fase del capitalismo regolato

periferia.

5.3. La conquista dell’ Africa 6.1. Il periodo delle grandi guerre mondiali

Dal 1870 in poi le potenze europee mutarono completamente il volto dell’Africa spartendola tra i Nel 1918, a guerra finita, i paesi europei si trovavano indebitati con gli

conquistatori (tranne la Liberia e l’ Impero Etiopico).Elementi che favorirono il processo:

 Tendenza europea ad assicurarsi il pieno controllo delle zone di influenza e di conquistarne nuove Stati Uniti. La ripresa fu lenta e diseguale. La Russia uscì dal mercato

 Ondata nazionalista in Francia dopo la sconfitta con la Prussia mondiale,mente l’ Austria-Ungheria e la Germania erano turbate da

 Scoperta di giacimenti d’oro e diamanti rivoluzioni e conflittualità interna e un’ inflazione galoppante.La

 L’ apertura del canale di Suez

 Attività di missionari cattolici e protestanti. riconversione dell’industria determinava una fase di recessione

MODI DI PRODUZIONE DELL’ AFRICA PRECOLONIALE: accompagnata da una forte conflittualità sociale frutto della disoccupazione

 Tribale-comunitario e tributario alimentata dalla radicalizzazione politica che la guerra e gli esempi della

 CENTRO-EST:economia di sussistenza:raccoglitori e cacciatori

IL RESTO:era caratterizzato dalla coesistenza di un agricoltura di sussistenza e di rivoluzione russa avevano determinato nelle masse operaie.In alcuni paesi

commerci a livello locale e regionale e a lunga distanza, attribuito a gruppi ciò contribuì all’avvento di governi autoritari.

particolari. Nelle zone in cui prevaleva l’ agricoltura di sussistenza non esistevano L’ unico paese che si rafforza sono gli Stati Uniti, cha vedono una fase di

strutture politiche complesse e centralizzate;

Nelle zone più commerciali apparivano nella forma di regni con un sovrano, un’ crescita prolungata dal 1922 al 1928 (aumento della produttività di

aristocrazia, eserciti. industria e agricoltura con l’ introduzione di nuove tecniche; il mercato si

La tratta degli schiavi e l’ occupazione europea determinarono profondi allarga con la diffusione del consumo di massa;il credito finanzia nuovi

cambiamenti nell’ organizzazione politica economica e sociale.

Nonostante le diverse strutture sociali e politiche esistenti prima dell’ occupazione, investimenti).L’ espansione produttiva genera un clima di attese

un elemento comune pose lo stesso ordine di problemi ai paesi del centro:ovunque ottimistiche che portano ad una continua salita dei valori dei titoli ed alla

le società africane mantenevano la loro unità e la loro coesione attraverso speculazione borsistica; l’ eccedenza del sovrappiù trova sbocco nei

istituzioni di base, villaggi, clan e tribù che provvedevano ai bisogni elementari degli

appartenenti. Il capo era il centro di reti complesse di potere, di lignaggio, territoriali mercati esteri; il crack della borsa di New York del 1929 mise in luce le

e interpersonali. I rapporti con la popolazione rurale, la maggioranza, dovevano contraddizioni che avevano accompagnato la crescita precedente :

tener conto delle strutture sociali e gerarchie tradizionali. (politica indigena). Le gli investimenti industriali e l’ eccesso di capacità produttiva in

necessità dell’ amministrazione consigliavano raggruppamenti o separazioni di

popolazioni per creare unità territoriali adeguate agli scopi degli occupanti ed agricoltura erano maggiori della capacità di assorbimento della domanda

operarono così un rimaneggiamento delle strutture tradizionali: in Nigeria l’ etnia  

e questo portò----- alla caduta dei prezzi ----- forte

Ibo venne creata dall’ amministrazione inglese che raggruppò entità prima separate  

disoccupazione----- contrazione della domanda----- crollo dei

e fortemente differenziate. L’ Eritrea venne creata come entità nazionale dall’ Italia

unificando popolazioni non dissimili da altre della stessa area. (politica del ‘divide et 

prezzi----- caduta delle domanda americana sui mercati esteri e arresto

impera’ per spezzare la resistenza indigena) 

dei flussi di credito ----- perdita di liquidità nel mercato mondiale-----

Spesso il governo indiretto operava tramite le istituzioni tradizionali a volte rafforzandole e rendendole  

la crisi si allarga al sistema mondiale ----- i paesi sospendono il

funzionali allo sfruttamento delle risorse del paese. rimborso dei debiti, importazioni ed esportazioni si riducono, misure

Quattro principali forme di organizzazione della produzione: protezionistiche , i paesi si concentrano sul rilancio della domanda

 Economia di tratta - Africa Occidentale Francese e Nigeria interna.

 Concessione di ampie porzioni di terreno a società europee – Africa australe e colonie

portoghesi GERMANIA E GIAPPONE INIZIARONO UNA POLITICA DI RIARMO CHE

 Terra di proprietà dello Stato – Congo Belga DIVENNE LA LEVA PRINCIPALE DI TUTTE LE ECONOMIE-----

 Immigrazione di coloni bianchi – Sud Africa, Rodesia, Kenia, possedimenti tedeschi - SECONDA GUERRA MONDIALE --NUOVA FASE DEL

PROCESSO DI PERIFERIZZAZIONE DELL’ AFRICA CAPITALISMO: divisione del mondo in due campi; campo ‘occidentale’

-La produzione di beni primari predominante, con strutture socio-economiche tradizionali indebolite ad economia di mercato e nel campo orientale di tipo socialista ad

-Colture tradizionali ridotte a favore di quelle per l’esportazione 13

Le grandi società multinazionali assumono un ruolo preminente nella

economia pianificata;egemonia degli Stati Uniti,indipendenza di tutte produzione e nel commercio: installando impianti nei paesi di produzione si

le colonie, nuovi meccanismi di controllo dei mercati mondiali e delle evitano le residue barrire doganali e producono negli stessi mercati di

economie nazionali (capitalismo regolato). sbocco; il loro potere di mercato è crescente e così l’ influenza nei flussi

CONSEGUENZE DELLA CONTRAPPOSIZIONE: finanziarti mondiali

 Modifica dei flussi commerciali internazionale con tendenza all’ 6.3. Trasformazioni nella regolazione capitalistica (fase del

integrazione economica fra paesi di ciascuna area; capitalismo regolato).

 Uso di elevate risorse per l’ industria e la ricerca militare;

 Necessità di contrastare l’ influenza ideologica degli avversari e di Tre i più importanti meccanismi discrezionali di regolazione del capitalismo

conquistare l’ egemonia di paesi esterni ai due blocchi (‘terzo in questa fase :

mondo’). RELAZIONI INDUSTRIALI:Organizzazioni dei lavoratori -- contrat-

tazione collettiva e accordi bi/tri-laterali --regolazione del salario sia

6.2. Il mondo del dopoguerra: l’ egemonia degli Stati Uniti come costo di produzione che come componente della domanda

Gli accordi di Bretton Woods e il piano Marshall per la ricostruzione dell’ --aumento dei consumi di massa --realizzazione del plusvalore

Europa nel secondo dopoguerra sanzionano la posizione preminente INTERVENTO DELLO STATO NEL PROCESSO DI RIPRODUZIONE DEL

degli USA; con i primi l’ obiettivo fu quello di restaurare il libero mercato CAPITALE (STATO SOCIALE): 1) Con l’ istituzione di imprese

(convertibilità del dollaro a 35 dollari l’ oncia, il regime dei cambi fissi, l’ pubbliche;2)Con l’ estensione dell’ istruzione pubblica, servizi sanitari e

impegno per la convertibilità delle valute e la graduale abolizione delle sicurezza sociale: la spesa pubblica SERVE DI SOSTEGNO ALLA DOMANDA

barriere protettive dopo la crisi degli anni ‘30); con i secondi si faceva e finanzia parte dei costi di riproduzione della forza lavoro. 3) Per gli Stati

dell’ Europa un mercato aperto alla produzione USA. Uniti: importanza delle spese militari.

IL FMI diventò un organo per la regolazione discrezionale del sistema IL GOVERNO DELLA MONETA: Agisce in senso restrittivo o espansivo

monetario internazionale per impedire carenze di liquidità e svalutazioni mediante variazioni della base monetaria e della disciplina del credito. Il

competitive; il Fondo, subordinando i prestiti al mantenimento della sistema basato sul dollaro e sulla fissità dei cambi imponeva ai paesi di

stabilità dei prezzi, esercita un controllo importante nei diversi paesi, impedire che l’ aumento della domanda interna e dei disavanzi pubblici si

sotto la direzione degli stati Uniti, che detengono la quota maggiore dei traducesse in squilibri sulla bilancia dei pagamenti e quindi nella

prestiti. svalutazione della moneta rispetto al dollaro.

Il volume dei mezzi di finanziamento degli scambi internazionali dipendeva,

secondo gli accordi di Bretton Woods, dalla produzione dì oro non assorbito da 6.4. La decolonizzazione

usi privati e variazioni del suo prezzo. Ma l’ impossibilità di finanziare il volume Effetto delle due guerre sulla periferia del sistema:

crescente dell’ interscambio mondiale con il flusso di nuovo oro monetario e l’ -

opposizione degli Stati Uniti ad una sua rivalutazione fecero sì che la fonte La prima guerra e l’ espansione americana negli anni ’20 portarono ad un

principale di liquidità diventasse il flusso di dollari originato dai disavanzi della aumento della domanda dei beni primari, l’ estensione delle piantagioni

bilancia dei pagamenti americana (essenzialmente dall’ uscita di capitali ed un elevato debito dei paesi periferici indipendenti per finanziare

americani)Gli USA assumono così la forma di banca centrale che crea moneta, programmi di modernizzazione basate sulle previsioni ottimistiche dovute

regola l’ espansione del credito e svolge l’ intermediazione finanziaria. alla positiva congiuntura mondiale.

CONSEGUENZE: - Con la crisi degli anni 30, la domanda si contrae e cessa il flusso dei

- Il dollaro diventa il mezzo di pagamento universalmente accettato e finanziamenti americani: l’ offerta divenne eccedente ed i prezzi

dalla sua stabilità dipende quella dei cambi e dei flussi di merci e crollarono, molte monete furono svalutate; questa situazione stimolò un

capitali processo di creazione di un’ industria sostitutiva delle importazioni (sud

- nella regolazione del sistema mondiale entrano elementi di america); per i paesi che facevano parte di imperi coloniali i paesi centrali

discrezionalità (FMI) adottarono misure protezionistiche . 14

L’ emergere delle economie tedesca e giapponese e la fine del bipolarismo

- Con la seconda guerra mondiale, la periferia fu in parte terreno di hanno delineato un processo verso una struttura multipolare del centro ; i

operazioni militari e fornitrice di uomini e prodotti per gli eserciti; la meccanismi di regolazione creati per sostenere la domanda, sono stati

conflittualità politica favorì l’ emergere di nazionalismi nelle aree che intaccati dall’ inflazione e dalla crisi fiscale, che hanno indebolito il potere

aspiravano all’ autogoverno e all’ indipendenza. dei sindacati e dato spazio a politiche di restrizione dell’ intervento pubblico

Le esportazioni americane nei paesi periferici erano il 25 per cento del e delle spese sociali.

totale, e finanziamenti, investimenti e donazioni americane costituivano Tali difficoltà fanno pensare ad un processo di crisi del tipo di quelli che

il 60% del totale; la politica di aiuti allo sviluppo costituiva spesso un sancirono i passaggi tra le diverse fasi del capitalismo con l’ affermarsi di

tentativo di evitare che il paese in questione finisse nel campo di nuovi criteri di regolazione e nuove configurazioni del centro. Il

influenza socialista.L’ altra faccia della medaglia furono gli interventi capitalismo, dopo la caduta del sistema socialista, torna ad essere l’unica

militari e le guerre contro i movimenti di indipendenza quando questi forma di organizzazione dell’ economia nell’ unità del sistema mondiale.

potevano costituire un movimento a favore del campo socialista, così Cap. 4 – Caratteri della periferia e misurazione

come l’ aiuto a governi amici corrotti ed inefficienti nei paesi di nuova

indipendenza. dello sviluppo

6.5. La periferia dopo la decolonizzazione: rapporti e conflitti 1. Le caratteristiche strutturali dei paesi periferici

con il centro [LA DECOLONIZZAZIONE: dal 1947 al 1975]

L’ indipendenza di molti paesi periferici si accompagna all’ ascesa di movimenti

nazionalisti, orientati a conquistare il controllo delle proprie risorse, principalmente Economiche.

minerarie ed energetiche, e a creare un’ industria nazionale per ridurre la dipendenza dalle Struttura produttiva:prevalenza del settore primario, agricoltura (perlopiù

importazioni di manufatti dal centro e dalle fluttuazioni della domanda internazionale di di sussistenza) e attività estrattive, come effetto della specializzazione

materie prime,delle quali sarebbero aumentati i costi e con una modifica nella divisione produttiva;forte dipendenza dalle esportazioni verso i paesi

internazionale del lavoro, il che prefigurava una possibilità di concorrenza con il centro.I

programmi di sviluppo della periferia richiedono comunque tecnologie e capitali stranieri e industrializzati. L’ industria produce prevalentemente beni di consumo e

prodotti alimentari non forniti dalle agricolture in crisi. Un ruolo fondamentale è dato dalla le industrie esistenti hanno scarsi rapporti tra di loro; carenza della

banca mondiale che finanzia progetti di sviluppo, e dal FMI che interviene in presenza di capacità imprenditoriale, scarsità di risorse per la ricerca scientifica e

squilibri monetari con prestiti subordinati a misure di breve e lungo termine(politiche di tecnologica, limitata estensione dell’ istruzione superiore. Tendenza al

aggiustamento):in sostanza l’ economia di molti paesi è posta sotto la tutela dei paesi

dominanti, nella forte pressione per l’ integrazione nel mercato internazionale in posizione disavanzo della bilancia dei pagamenti per lo sforzo dell’industrializza-

subordinata. zione. Ragioni di scambio tra prodotti agricoli e manufatti in

FLUSSI DI MERCI, CAPITALI E FORZA LAVORO: peggioramento, ricorso al debito estero

La periferia continua ad essere fonte di prodotti primari (petrolio, ferro, rame, fosfati,

sotto il controllo delle multinazionali) Il nuovo aspetto della divisione del lavoro è stato Distribuzione del reddito:Più diseguale che nei paesi del centro con la

rappresentato dall’industrializzazione promossa dalle multinazionali,che usano forza lavoro povertà dilagante; diffusione di modelli di consumo occidentale.

a basso costo, attuano un decentramento delle fasi industriali con una minore quantità di Demografiche.

tecnologia, sfruttando condizioni favorevoli dal punto di vista fiscale.

FLUSSI DI POPOLAZIONE Tasso di crescita della popolazione elevato (2% contro lo 0,6 del centro).

La direzione del flusso è dalla periferia sovrappopolata ai paesi del centro e della La teoria della transizione demografica stabilisce un rapporto tra

semiperiferia, con un’ emigrazione della forza lavoro dalle colonie delle Antille, dell’ Africa andamenti demografici e sviluppo economico, basato sulla storia dei

e dell’ Asia verso i paesi europei, dall’ America centrale verso gli stati uniti. paesi industrializzati: in una prima fase di sviluppo industriale, si ha

7. Verso nuove configurazioni del sistema mondiale una riduzione della mortalità; in una seconda fase si ha anche una

Oggi, nel suo insieme, la periferia ha per il centro una rilevanza diminuzione di natalità che rallenta la crescita demografica; i paesi in

maggiore come fonte di materie prime, specialmente energetiche, che via di sviluppo si troverebbero nella prima fase, in cui non esistono

come mercato di sbocco dei manufatti; è un’ area di decentramento di ancora le condizioni per una riduzione della natalità. Se nei paesi

certe fasi della produzione industriale; è un serbatoio di manodopera, europei l’ aumento della popolazione è stato visto come un fattore di

soprattutto per le mansioni rifiutate dalle popolazioni dei paesi ad alto crescita economica (XVIII secolo), nei paesi sviluppati esso rappresenta

reddito. 15

rilevanza , non trova posto nel prodotto nazionale il valore di beni e

un ostacolo allo sviluppo (ALTA NATALITA’-BASSA MORTALITA’ -> servizi prodotti all’interno dell’unità familiare e la sua misurazione è

aumento della popolazione inattiva a carico): il reddito pro-capite soltanto stimata.

non cresce e l’ emigrazione è soluzione ai problemi della  Problemi dovuti al passaggio del valore del prodotto nazionale all’indice

sopravvivenza: così si riduce ulteriormente la popolazione attiva. da utilizzare come criterio di confronto tra paesi diversi:

Socio-politiche. -Per calcolare il prodotto medio occorre prima di tutto partire dal valore

Struttura polarizzata della società (ricchi/poveri), mancanza della 2

della popolazione da usare come base , che normalmente è la

classe intermedia. Stato debole e sistema politico instabile; fedeltà popolazione censita o stimata per l’anno di riferimento. Due critiche a

allo stato meno forte che legami tribali, etnici, religiosi; istituzioni questo criterio: 1) L’indicatore più appropriato per il livello di vita di un

spesso corrotte... paese non dovrebbe essere l’aumento di popolazione, ma quello della

produttività, che dovrebbe misurarsi dividendo il prodotto totale per la

2. La misurazione dello sviluppo in base al prodotto nazionale sola parte attiva della popolazione; 2)Una diminuzione del prodotto pro-

Il criterio più comunemente usato per distinguere i paesi sottosviluppati è il capite dovuta all’aumento della popolazione, (a prodotto totale

PRODOTTO NAZIONALE PRO-CAPITE. costante), potrebbe essere l’effetto di una maggiore durata della vita e

L’ indice generalmente utilizzato per la misurazione del grado di sviluppo una diminuzione della mortalità infantile, conseguente, per esempio, ad

è il PNL pro capite valutato in dollari, ed è l’ indice adottato dalla Banca una migliore distribuzione dello stesso reddito; non potrebbe dunque

Mondiale, che in base ad esso classifica i paesi che ricorrono ai prestiti. considerarsi come un peggioramento delle condizioni di vita del paese.

 Il problema principale nasce dalla conversione dei diversi prodotti in

PROBLEMI RELATIVI AL CALCOLO DEL PNL PRO CAPITE un’unica moneta, che può determinare sopravalutazioni o

sottovalutazioni del prodotto nazionale per tre motivi:

Valore dei prezzi di mercato della produzione di tutti i beni e servizi 1) Il tasso di cambio ufficiale fissato dal governo o dalla banca centrale

finali meno il valore dei beni intermedi: si ottiene così il valore aggiunto non sempre riflette gli effettivi rapporti economici che esistono tra un

1

totale. paese e il resto del mondo, particolarmente nei paesi periferici, in cui il

 Problemi connessi alla rilevazione e all’affidabilità statistica nei paesi valore della moneta è sensibilmente sopravvalutato per favorire l’

che non dispongono di un servizio statistico nazionale, con difficoltà importazione dei mezzi della produzione dei paesi industrializzati.

relative alle stime; 2) Quando si verificano oscillazioni del tasso di cambio il prodotto può

- sfuggono alle rilevazioni statistiche tutte le forme di economia subire cambiamenti notevoli tra un anno e l’ altro senza riflettere l’

sommersa ed informale. andamento della produzione reale.

- ulteriori problemi derivano dalla difficoltà nella misurazione dei 3) Il tasso di cambio di un paese dipende dall’ offerta e la domanda

prezzi di produzione come prezzi di mercato : poiché questo della sua moneta, connesse ai flussi di mercato con il resto del mondo:

escluderebbe dal calcolo i servizi della pubblica amministrazione e il tasso di cambio di una moneta con il dollaro, riflette la su a capacità

tutto ciò che non passa per il mercato e che viene direttamente di acquisto negli Stati Uniti e la capacità di acquisto del dollaro nel

consumato, si procede alla loro valutazione al costo dei fattori, paese per le merci all’ ingrosso; un dollaro in questi paesi acquista una

eguagliandoli alla remunerazione dei dipendenti pubblici. Per quanto frazione di pnl molto più alta di quella che acquisterebbe negli USA e il

riguarda l’autoconsumo che nei paesi della periferia ha una gran tasso di cambio non riflette l’ effettiva capacità di acquisto della moneta

locale.

1 IL PNL è IL REDDITO TOTALE guadagnato dai residenti e differisce dal PIL perché include il reddito

che i cittadini guadagnano all’ estero ed esclude quello realizzato da stranieri nel paese. Il PIL viene 2 Passando dal prodotto totale al prodotto medio o pro-capite, si tiene conto della popolazione e si riducono

definito come “il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un

intervallo di tempo determinato”; il PIL (Y) e la somma di:: il consumo (C), l’investimento (I), la spesa i valori dei prodotti espressi nella valuta di ciascun paese ad un’ unica unità di misura, ossi esprimerli tutti

pubblica (G), le esportazioni nette (NX):Y = C + I + G + NX; nella stessa unità monetaria. Se il confronto avviene tra valori calcolati in diversi momenti nel tempo,

occorrerà passare da valori correnti a valori costanti, usando opportuni coefficienti di deflazione. 16

CALCOLANDO CON IL METODO DELLA PARITA’ DI ACQUISTO:

Rapporto tra pnl pro capite medio tra paesi a basso reddito e alto reddito = 1:18

Per risolvere questi problemi è stato elaborato il metodo della parità del “ “ tra il più povero (Mozambico) e più ricco (Svizzera) = 1:60

potere d’ acquisto che calcola i prezzi in base al dollaro internazionale,

corrispondente alla stessa quota di prodotto nazionale per ogni paese. I confronti fra livelli del prodotto nazionale pro capite e l’ indice di sviluppo

umano HDI suggeriscono che le condizioni di vita e il benessere dei paesi

3. Prodotto nazionale, distribuzione e benessere non dipendono unicamente dalla quantità di ricchezza prodotta, ma dal

Il PNL pro capite è ritenuto un indice soddisfacente, quando ad esso si modo in cui questa è distribuita ed impiegata; in particolare, è importante

correla ogni elemento significativo per lo sviluppo. considerare la disponibilità dei beni essenziali e della possibilità di

accedervi, legati alle politiche economiche e sociali seguite dai diversi

CRITICHE AL PNL COME INDICE DI SVILUPPO: governi. La durata della vita è, infatti, connessa alla disponibilità di avere

- Non dà informazioni sulla distribuzione del reddito, più diseguale nei acqua potabile, di accedere ai servizi sanitari, di alimentarsi, dell’istruzione.

paesi in via di sviluppo; è piuttosto condivisa dunque l’idea di

accompagnare all’ indice di sviluppo un indice della distribuzione del Cap. 5 Strategie e politiche di sviluppo

reddito.

- L’ indice di sviluppo non può definirsi una misura del benessere della

società: vi sono voci incluse nel prodotto nazionale il cui aumento 1. Politiche e strategia

non coincide con un maggiore benessere (spese sanitarie) e

viceversa (servizi pubblici).Non si tiene conto inoltre degli effetti POLITICA ECONOMICA:

negativi su ambiente naturale e sociale (qualità della vita, insieme di azioni mediante le quali soggetti pubblici, le autorità economiche

deterioramento del capitale umano etc…) o policymakers, usano gli strumenti a disposizione per far leva sulle

variabili economiche e modificare il funzionamento del sistema economico o

4. Indici complementari o alternativi al prodotto nazionale di parti di esso, in maniera desiderabile dall’ interesse della collettività o

- Dollaro internazionale. delle classi e gruppi influenti.

- Accompagnare al pnl altri indici di qualità della vita(durata di vita, Ad esempio, un aumento del saggio di sconto e dunque dei tassi di

istruzione, sanità…). 3 4

interesse , deciso dalla banca centrale per contrastare l’ inflazione , è una

-Nel 1990 il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ha definito lo manovra politica monetaria volta alla stabilizzazione.

sviluppo come un processo di ampliamento delle possibilità degli La stabilizzazione in fase di inflazione si può correggere anche con un’

individui (sfera della salute, politica, dei diritti civili). Per gli aspetti azione di politica fiscale, aumentando le aliquote per contrarre la domanda;

economico-sociali è stato definito l’ indice HDI – Indice di sviluppo se si verifica nell’ immediato una contrazione dell’ economia e una

umano (speranza di vita, livello di istruzione, pnl a parità di acquisto) in conseguente disoccupazione, occorrerà una politica della spesa pubblica

base al quale si ha una diversa classificazione dei paesi rispetto al pnl. compensatrice.

5. I diversi gradi di sviluppo nelle statistiche internazionali STRATEGIA:

Un insieme di politiche economiche e riforme amministrative e istituzionali,

Paesi a basso reddito: PNL sotto 600 dollari ;Medio basso:PNL sotto volto a raggiungere una modificazione del sistema economico secondo un

2.450; Medio alto:PNL fino a 7.050

Rapporto tra pnl pro capite medio tra paesi a basso reddito e alto reddito = 1:55 3 Il tasso di interesse è il prezzo dei prestiti: rappresenta sia l’ammontare che il prenditore paga sia quello

“ “ tra il più povero (Mozambico) e più ricco (Svizzera) = 1:408 che il risparmiatore riceve.; poiché un elevato tasso di interesse rende il risparmio più redditizio, la quantità

di fondi mutuabili offerta aumenta all’aumentare del tasso di interesse.

4 variazione percentuale del livello dei prezzi da un anno all’altro, calcolato sull’ indice dei prezzi al consumo

17

certo orientamento. processo di industrializzazione---- isolamento dal mercato mondiale in

base ad una rigida pianificazione -- conseguenze negative sul progresso

tecnologico, la capacità imprenditoriale, l’ aumento della produttività via

STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO via che i bisogni fondamentali venivano soddisfatti.

Un insieme di politiche economiche e riforme amministrative e La Cina, il paese che ha avuti risultato migliori, ha abbandonato il

istituzionali, volto a raggiungere uno sviluppo economico del paese. modello socialista, introducendo meccanismi di mercato e aprendosi ai

I fattori principali che influiscono sulla strategia da adottare, sono: flussi di capitali esteri.

- la struttura economico-sociale: per i paesi del centro sviluppo

significa la crescita in condizioni di stabilità, perseguita con In generale tali strategie, nella loro accezione meno radicale suggeriscono

strumenti di politica monetaria e di bilancio; per quelli della periferia la via di un diverso orientamento dei flussi commerciali, da una prevalenza

una strategia di sviluppo deve rimuovere gli ostacoli strutturali e dei rapporti tra periferia e centro a quelli tra paesi periferici.

istituzionali alla crescita e comporta una vasta gamma di politiche e

riforme più radicali. 3. I nodi cruciali delle strategie di sviluppo

- il significato attribuito al fine dello sviluppo;implica giudizi di Diverse strategie basate su correnti teoriche che si occupano di

valore delle autorità economiche o degli economisti:nella pratica, la sviluppo:keynesiane, neokeynesiane, strutturaliste, neoclassiche,

strategia dipenderà dai rapporti tra governo e classi sociali e l’ neoricardiane.

influenza di ideologie e teorie prevalenti.

- i condizionamenti internazionali, la posizione del paese nel

sistema, la sua dipendenza dai mercati internazionali. Diverse sono le caratteristiche dei paesi sui cui definire strategie di

sviluppo, che riflettono il passato coloniale, le differenti dotazioni di risorse,

i risultati delle politiche seguite.

2. Strategie di sviluppo e teorie radicali Alcuni problemi o nodi cruciali sui cui operare delle scelte:

Le teorie radicali, contrapposte al paradigma della modernizzazione,

hanno influenzato indirizzi politici volti alla separazione dei paesi in via 1) L’ ordine di priorità attribuito al PNL, alla distribuzione del reddito,

di sviluppo dal sistema capitalistico e dal mercato mondiale, con l’idea all’ eliminazione della povertà:

che il modo di produzione capitalistico con sarebbe più in grado di - Se la crescita del prodotto nazionale viene considerata prioritaria,

assicurare la crescita delle forze produttive e che solo una società di tipo una distribuzione più egualitaria del reddito viene ritenuta possibile

socialista potrebbe determinare industrializzazione e modernizzazione solo in una fase avanzata del processo di sviluppo, come effetto di

dell’agricoltura, per l’uscita dalla condizione periferica. una crescita stabile e continuata in cui i benefici si estendono nel

[Tale scelta identifica lo sviluppo con la transizione. ] tempo dai più ricchi ai più poveri.

- Si può però anche sostenere che una preliminare distribuzione del

Le strategie di self-reliance o delinkage sostengono la necessità di reddito occupa il primo posto in una strategia di sviluppo, come

basarsi sulle proprie forze e di sganciarsi dal mercato mondiale , e condizione indispensabile della crescita.

derivano dalla teoria della dipendenza(vd. ), sottolineando gli svantaggi 2) Le caratteristiche del processo di accumulazione

, da cui dipende il

per i paesi periferici derivati dal commercio internazionale, le tasso di crescita e il suo finanziamento.

conseguenze negative degli effetti di dimostrazione degli stili di vita dei - Il fattore più importante della crescita può essere considerato l’

paesi più ricchi, la necessità di dare priorità ai bisogni fondamentali della accumulo di capitale fisico, muovendo come problema primario la

popolazione. mobilitazione del fabbisogno di investimento;

- oppure la formazione del capitale umano mediante il

MODELLO SOCIALISTA: miglioramento delle condizioni di vita, l’ istruzione, la

Riforme agrarie- diffusione dei servizi sociali --- riduzione delle specializzazione della forza lavoro.

sperequazioni di reddito-- impulso alla formazione del capitale e al 18

- Il finanziamento dell’accumulazione può essere affidato al 4. Le strategie di sviluppo nella teoria e nella pratica dal

risparmio interno, al sistema fiscale o al debito pubblico, dopoguerra ad oggi.

- oppure al risparmio estero mediante flussi di investimenti

diretti, prestiti, aiuti Nella storia del pensiero e orientamenti delle politiche di sviluppo, sono

individuabili tre principali fasi:

3) Posizione del paese nel mercato mondiale

: --------------------------------------------------------------------------------

- Si può sostenere che per lo sviluppo un paese deve aprirsi ai

mercati internazionali, per assicurare l’ impiego più efficiente 1) Dal dopoguerra agli anni ’60: si attua la decolonizzazione e nasce l’

delle risorse nazionali, per stimolare e diffondere il progresso economia dello sviluppo. L’ influenza del pensiero keynesiano contribuisce a

tecnico, per finanziare il processo di accumulazione. formare un ambiente culturale favorevole a trattare i problemi dello

- Si può invece sostenere che il mercato deve rendersi sviluppo al di fuori degli schemi neoclassici.

indipendente, puntando sul mercato interno, mobilitando il

risparmio ed espandendo la domanda, e che l’ industrializzazione

di un paese richiede la protezione dei settori più deboli nei

confronti della concorrenza internazionale, soprattutto in una Il modello di Harrod-Domar dimostra, (combinando i principi del

fase iniziale. moltiplicatore* e dell’ acceleratore*), che un’ economia può crescere in

4) Carattere e priorità del cambiamento strutturale e modi in cui equilibrio di piena occupazione se il suo saggio di crescita naturale

vengono impostati i rapporti tra industria e agricoltura : (dipendente dalle variabili esogene della cresciuta della popolazione e

- si può sostenere che il cambiamento strutturale deriva dalla della produttività), coincide con il saggio di crescita garantita che

prevalenza dell’ industria (grande o piccola, urbana o rurale), che assicura l’ uguagliamento tra capacità produttiva programmata degli

costituisce il motore dello sviluppo, sull’ agricoltura, che avrebbe investitori e domanda. Questo saggio è uguale al rapporto s/v tra

un ruolo funzionale all’ industria, come fornitrice di surplus di propensione al risparmio e coefficiente di capitale (ossia rapporto

lavoro, prodotti e capitali; tra capitale e prodotto.)

- alcuni autori mettono invece in risalto il ruolo della domanda

delle popolazioni rurali, l’ importanza di un aumento dei loro Il passaggio da questo modello di crescita di derivazione neokeynesiana,

redditi e la necessità di investimenti da destinare al settore e un programma di sviluppo, avviene assumendo il valore desiderato del

agricolo (colture per il consumo interno o destinate all’ tasso di crescita come obiettivo, dipendente, per un coefficiente di

esportazione) e di riforme della proprietà. capitale costante, dall’ ammontare del risparmio e quindi dall’

5) Ruolo attribuito allo stato nel processo

: accumulazione del capitale.

-A favore dell’ intervento dello stato nell’ economia: per le I due punti più criticati di questa impostazione neokeynesiana sono la

imperfezioni dei mercati dei paesi periferici e per la loro capacità costanza del coefficiente di capitale e l’ identificazione del capitale con il

di attuare un’ efficiente allocazione delle risorse per la necessità solo capitale fisico

di investimenti pubblici contro la scarsità di capitale privato; per

la mancanza di una borghesia imprenditoriale, per l’ importanza I modelli dualistici (Lewis, Fei e Ramis, Jorgenson) descrivono ed

delle politiche redistributive. analizzano le economie dei paesi periferici come composte di due settori:

-Contro l’ intervento dello stato: l’ efficienza e la crescita possono moderno (agricoltura specializzata prevalentemente destinata all’

essere garantite solo da dal mercato e la libera concorrenza; esportazione , oltre che un limitato sistema industriale) ed arretrato (aree

occorre dunque ridurre gli interventi pubblici che distorcono gli rurali ad agricoltura tradizionale, sovrappopolate ed a bassa produttività)

incentivi e garantire con politiche macroeconomiche la stabilità

favorevole alla crescita. 19

economica, a ricercare conferme della teoria neoclassica del

Gli strutturalisti latino americani pongono l’ attenzione sugli commercio internazionale verso la liberalizzazione commerciale.

aspetti strutturali dell’ economia, in particolare sul cattivo Anni 70-90: Su un altro versante, l’ analisi dei successi e degli insuccessi delle

funzionamento dei mercati; contestano la spiegazione della costante strategie seguite per la crescita del PNL si accompagnava al persistere della

inflazione dei paesi latino-americani come fenomeno solo monetario e disoccupazione e della povertà di massa; questo stimola una nuova strategia di

ne ricercano le cause nell’ arretratezza dell’ agricoltura latifondistica sviluppo che prende il nome di teoria dei bisogni fondamentali, che rovescia l’

che determina un ‘offerta rigida e nel mancato sviluppo dell’industria, ordine di priorità accettato nei decenni precedenti, mettendo al primo posto,

che rende il paese dipendente dall’ importazione di manufatti e dall’ anziché la crescita della produzione aggregata, il raggiungimento di un livello

esportazione di prodotti primari a ragioni di scambio decrescenti. minimo di vita per gli strati più poveri della popolazione. Tale obiettivo richiedeva,

rispetto a quello di un’accumulazione accelerata nell’industria, una diversa

Da entrambi i modelli derivano indicazioni strategiche improntate alla distribuzione delle risorse con un aumento del loro impegno nei servizi sociali e

nell’ agricoltura, dove era impiegata la maggior parte della popolazione e la parte

necessità di espandere il nucleo capitalista del paese. Nelle più povera..

politiche di sviluppo del dopoguerra il tasso di crescita del prodotto

nazionale è assunto come obiettivo prioritario, mettendo al centro il

problema dell’industrializzazione. Questo orientamento, pur non universalmente condiviso, influenzò i

L’ accumulazione del capitale fisso industriale e sociale richiede progetti di sviluppo delle organizzazioni internazionali come la Banca

un aumento del risparmio interno, flussi di capitale estero, Mondiale, che per un certo periodo privilegiò il mondo rurale cercando di

mobilitazione di forza lavoro e importazione di tecnologie. combinare elementi produttivi e obiettivi sociali (progetti agricoli

Risparmio e forza lavoro devono essere forniti dall’ agricoltura integrati.)

tradizionale e dalla sovrappopolazione rurale. L’ attuazione di --------------------------------------------------------------------------------

questa strategia implica un ruolo decisivo dello stato, con la 3) Dagli Ottanta ad oggi:

tassazione indiretta dell’agricoltura e l’apertura di una forbice tra prezzi

agricoli ed industriali; lo stato è poi chiamato a gestire direttamente le L’ aggravarsi drammatico degli squilibri interni ed esterni di gran parte dei

imprese nazionali per supplire alla mancanza di capacità imprenditoriali; paesi periferici (crisi debitoria) sposta l’ attenzione sui problemi della

i manufatti prodotti devono sostituire gradualmente le importazioni con stabilizzazione; il clima culturale vede la perdita dell’ egemonia del

l’ adozione di misure protezionistiche contro la concorrenza dei paesi keynesismo e dello strutturalismo, mentre tengono i modelli neoclassici

industrializzati. dell’ equilibrio generale, l’ economia del benessere e la

macroeconomia monetarista.

Tali orientamenti rispondono alle aspirazioni nazionaliste emergenti e

sono influenzati dalla concezione dello sviluppo come modernizzazione, La nuova ortodossia monetarista è caratterizzata da tre aspetti principali:

ossia accelerata industrializzazione con grandi opere pubbliche. - i prezzi corretti per assicurare l’ efficiente allocazione delle risorse sono quelli di

-------------------------------------------------------------------------------- mercato, sia per i prodotti che per i fattori della produzione

2) Dagli anni ’60 agli ’80: -Gli squilibri interni (inflazione) ed esterni (disavanzo nella bilancia dei

pagamenti) vengono attribuiti ad un’ eccessiva offerta di moneta, dovuta ai

disavanzi dei bilanci statali (spiegazione monetarista)

Un primo rilevante cambiamento si verifica nella politica commerciale di - Riaffermazione dei teoremi neoclassici della teoria del commercio internazionale

alcuni paesi, che riducono la protezione della propria industria attuando e dall’ analisi welfarista dei costi del protezionismo.

una maggior apertura verso il mercato internazionale, creando incentivi

alle esportazioni. Si delinea così una differenziazione tra paesi Con questi presupposti universalistici viene meno la specificità

orientati verso uno sviluppo endogeno e paesi con economie dell’economia dello sviluppo, ossia la necessità di un apparato concettuale

politiche di tipo esogeno, con una tendenza, nella letteratura 20

specifico per la soluzione dei problemi dello sviluppo. politiche adatte ai paesi già industrializzati in grado di dare impulso all’

Vengono attaccati: economia senza accusare danni eccessivi, che hanno portato in molti paesi

-le politiche di industrializzazione sostitutiva delle importazioni, perché l’ arresto del meccanismo di sviluppo a causa della caduta degli

creano un’ industria non competitiva. investimenti e del deterioramento del capitale umano, aggravando le

-i prezzi amministrati dei prodotti agricoli e i tassi di cambio dimensioni della povertà. Sono pertanto emersi i limiti maggiori delle

sopravvalutati, che hanno sfavorito l’ agricoltura e la produzione per l’ politiche di aggiustamento che hanno la radice nella carenza di conoscenza

esportazione. dei meccanismi di crescita e sviluppo dei paesi periferici.

I bassi tassi di interessi ed i minimi salariai, che avrebbero distorto i

costi del capitale e del lavoro, franando l’ occupazione . QUATTRO ELEMENTI DEL DIBATTITO RECENTE:

-l’ eccessiva espansione della spesa pubblica e delle imprese di stato 1) Il riconoscimento dell’ insufficiente importanza che le strategie del

sussidiate, fonte di inefficienza, inflazione e corruzione. passato avevano attribuito all’ agricoltura nel cambiamento strutturale

2) La constatazione dell’ insufficienza degli incentivi di prezzo a garantire la

Le ricette proposte prevedono: ripresa della crescita, e quindi la necessità di una gradualità dei processi di

-soppressione delle misure protezionistiche liberalizzazione

-liberalizzazione del commercio interno 3) La convinzione che il vincolo più stringente all’ industrializzazione sia la

-contrazione della spesa pubblica mancanza delle capacità imprenditoriali e tecniche

-privatizzazione delle imprese pubbliche 4) La priorità attribuita ai problemi della distribuzione

Queste impostazioni vengono adottate nei programmi di aggiustamento SIGNIFICATI ATTRIBUITI AL CONCETTO DI SVILUPPO nei recenti

del FMI e della Banca Mondiale, a cui è condizionata la concessione di orientamenti della letteratura economica:

prestiti, vitali per le economie dei paesi indebitati. Termini positivi : mutamento morfologico di un modo di produzione

AFFINITA’ E DIFFERENZE CON LE STRATEGIE DEI DECENNI Termini normativi, propri della politica economica: occorre prima precisare

PRECEDENTI le direzioni scelte per il mutamento.

La crescita del PNL è ancora l’ indicatore privilegiato, ne’ si trascurano i 1)LE ANALISI DI SEN: partono dalla critica del welfarismo e dallo studio dei

problemi della disoccupazione e della povertà. fenomeni di povertà e fame; approdano ad un significato di sviluppo come

ampliamento delle capacità, possibilità (entitlements) dei soggetti; oltre

Ciò che è cambiato è l’ individuazione delle cause della mancata alla crescita del reddito serve che siano garantite le possibilità di accesso

crescita: prima si individuava nell’ ‘insufficienza del risparmio, allo sviluppo tramite istituzioni e politiche idonee

nel dualismo dell’economia, nella struttura dell’ agricoltura

tradizionale, nelle asimmetrie tra paesi centrali e periferici sul 2) IL MODELLO DI CRESCITA DI SOLOW (Modello di tipo neoclassico) era

mercato mondiale; ora l’ opinione prevalente è che i segnali sono stato il modello dominante nel filone di studi sulla teoria della crescita negli

distorti e le risorse non sono impiegate in modo efficiente e anni ’50. [Il tasso di crescita di un’ economia è proporzionale al tasso di

funzionale alla crescita a causa delle politiche dirigiste e progresso tecnico considerato come variabile esogena.]

stataliste adottate. I nuovi modelli di tipo neoclassico tendono da un lato, a spiegare la crescita

come risultato di forze endogene al sistema, dall’ altro identificano fattori

5. Alcuni elementi per una ridefinizione della strategia di esogeni distinti sia dalla tecnologia, che dall’ accumulazione del capitale

sviluppo fisico (la variabile strategica del modello di Harrod-Domar)

Le impostazioni NEOCLASSICHE E MONETARISTE prevalenti negli anni 3) I modelli dualistici sono stati ripresi dagli orientamenti recenti (tesi di

’80, su cui erano basate i programmi di aggiustamento di BM e FMI, Kaldor sui rapporti tra industria e agricoltura nello sviluppo), portando in

hanno portato a suggerire ricette identiche in situazioni differenti; rilievo tre temi: 21

- l’ attenzione alle risorse umane e alla formazione del capitale umano, capitalistico che, rispettandone la compatibilità, porti all’ uscita dalla

definita come accumulazione di capacità che aumenta la produttività del periferia.

lavoro. Altri modelli avevano prestato attenzione al progresso tecnico

ma trattandolo come variabile esogena. E’ POSSIBILE L’ USCITA DALLA PERIFERIA?

- L’ importanza attribuita (sulle tracce di Kaldor), all’ espansione della -Per le TEORIE RADICALI ciò non è possibile rimanendo all’ interno del

domanda diretta dal settore agricolo a quello industriale come sistema capitalistico, poiché l’ esistenza della periferia ne è un connotato

condizione di uno sviluppo equilibrato, superando il limite dei modelli essenziale (LUXEMBERG)

dualistici di Lewis che dell’ agricoltura consideravano solo l’ offerta -Secondo un orientamento precedentemente trascurato dell’ economia

potenziale di forza lavoro in eccesso, e non la domanda. classica, i limiti allo sviluppo sono posti dalle risorse non

-L’ importanza della funzione di istituzioni proprie dei paesi periferici riproducibili e da tutti i fattori che costituiscono l’ ambiente

(agricoltura e credito rurale), in passato considerate come residui della naturale.

società tradizionale e dunque ostacoli al progresso. Ora tali istituzioni Le conseguenze della crescita dei paesi della periferia :

vengono considerate risposte appropriate alle caratteristiche dell’ -un’ enorme capacità di consumo che porterebbe all’ esaurimento delle

ambiente naturale ed economico, nella per la riduzione dei rischi e la risorse disponibili e a danni catastrofici sull’eco-sistema;

minimizzazione dei costi di informazione e transazione, la -conflitti per il controllo delle risorse;

compensazione di effetti di distribuzione delle risorse non equa. -tentativi di stabilire nuove regole internazionali

-spinta all’ innovazione tecnologica e sociale per modificare la struttura

Esiste dunque un’ interdipendenza tra variabili economiche ed della produzione e dei consumi.

istituzionali e a un intervento su queste ultime allo scopo di

modernizzarle in base a modelli esterni, possono essere preferite Per i Keynesiani il meccanismo per garantire una crescita bilanciata e di

misure che favoriscano il graduale evolversi di istituti e rapporti piena occupazione era da ricercarsi in una modifica della distribuzione

funzionale dei redditi: la crescita dipende dalle decisioni di investimento

tradizionali in interazione con l’ ambiente economico e sociale. dei capitalisti (alti profitti da investire --> accumulazione --> alta

crescita -> alta occupazione).

6.E’ possibile il superamento del sottosviluppo? DISUGUAGLIANZA CRESCENTE AL DI SOTTO DELLA PIENA

Elementi per la definizione di una strategia di sviluppo possibile: OCCUPAZIONE, DISUGUAGLIANZA COSTANTE NELLA FASE MATURA

DELLO SVILUPPO

OBIETTIVI (STADIO STAZIONARIO=DISUGUAGLIANZA PERMANENTE)

 Possibilità per tutti di soddisfare i bisogni essenziali In termini di strategie di sviluppo: finanziamento dei progetti in

 Eliminazione della povertà di massa e dell’ emarginazione sociale relazione al tasso di rendimento.

 Crescita continua del prodotto nazionale e aumento della produttività

del lavoro con investimenti nel capitale umano

 Cambiamento strutturale verso un’ industria efficiente e a una

trasformazione dell’ agricoltura Tra il secondo dopoguerra e gli anni ’60, l’ impostazione dei programmi

 Maggiore indipendenza dal mercato mondiale e differenziazione delle di sviluppo è influenzata dal modello HD, di derivazione keynesianoIL

esportazioni. MODELLO DI HARROD-DOMAR è un modello aggregato di crescita che ha lo scopo

di determinare l’ andamento che deve avere la produzione del reddito perché la

 Evoluzione delle istituzioni economiche, sociali e politiche non con l’ crescita di un sistema economico (composto di un solo settore, chiuso e senza

imposizione di modelli esterni ma delle specificità sociali e finanza pubblica e moneta) continui indefinitamente in equilibrio;esso dimostra,

culturali dei diversi paesi. (combinando i principi del moltiplicatore* e dell’ acceleratore*), che un’ economia

LO SVILUPPO POSSIBILE tiene conto dei vincoli del sistema mondiale può crescere in equilibrio di piena occupazione se il suo saggio di crescita

per ogni paese, ed è uno sviluppo interno al sistema mondiale naturale (dipendente dalle variabili esogene della cresciuta della popolazione e 22

della produttività), coincide con il saggio di crescita garantita che assicura esogeno

l’ uguagliamento tra capacità produttiva programmata degli investitori e Il meccanismo per garantire una crescita bilanciata e di piena

domanda. Questo saggio è uguale al rapporto s/v tra propensione al occupazione è da individuarsi in un mutamento delle tecniche indotto da

risparmio e coefficiente di capitale (ossia rapporto tra capitale e modificazioni dei prezza dei fattori (lavoro e capitale). Se si è lontani

prodotto.) dalla piena occupazione, la riduzione dei salari induce ad adottare

tecniche intensive di lavoro e viceversa.

Se si parte da una situazione di diseguale ditribuzione della ricchezza, l’

incentivo al risparmio delle classi più ricche sarà minore, a causa dei

IL TASSO DI CRESCITA E L’ INDUSTRIALIZZAZIONE VANNO PERSEGUITI rendimenti marginali decrescenti, così che progressivamente il tasso più

CON ACCUMULAZIONE E AUMENTO DEL RISPARMIO INTERNO: LE elevato di accumulazione che caratterizza le classi più povere provoca

INDICAZIONI STRRATEGICHE SONO: una COVERGENZA nella distribuzione della ricchezza

- RUOLO CRUCIALE DELLO STATO (STADIO STAZIONARIO=SCOMPARSA DELLA DISUGUAGLIANZA se tutti i

-SOSTITUZIONE DELLE IMPORTAZIONI soggetti hanno le stesse abilità e la stessa propensione al risparmio)

- PROTEZION E DELL’ INDUSTRIA NASCENTE La sostituibilità tra lavoro e capitale e quindi la possibilità di mutare la tecnica

produttiva costituisce il meccanismo riequilibratore dei modelli neoclassici.

Per i neoclassici la distribuzione funzionale del reddito non ha

influenza sulla crescita; la quota di risparmio investita è costante

(dipende dalla crescita della popolazione e dagli ammortamenti). L’

accumulazione capitalistica non garantisce, di per se, una crescita

continua del reddito, senza l’ intervento di un progresso tecnico

Entrambi i modelli vedono nella crescita del prodotto l’ obiettivo dello sviluppo

ENTRAMBI I MODELLI PRESUPPONGONO LA CRESCITA, MA NON LA SPIEGANO

sia quella che in ogni momento consente di ottenere una produzione

K v Y

uguale alla domanda. Tale condizione è espressa da t= t

IL MODELLO DI CRESCITA di HARROD-DOMAR (1939-1946)  Dato il coefficiente di capitale (v),

(produttività marginale del capitale)

[1] uguale al rapporto tra incremento di capitale e incremento di reddito

Perché il sistema sia in equilibrio deve essere rispettata la prodotto:

I =S

condizione: Investimento(I)=Risparmio(S) v= (K/Y)

t t da cui K = v Y

t t

[1]  gli imprenditori [principio dell’ acceleratore] decideranno l’

 La propensione al risparmio (s) è uguale al risparmio (S) diviso il ammontare degli investimenti in base alle variazioni attese del

Y reddito Y ; per cui si ha:

reddito prodotto ( ) :

t a at+1

I =v (Y -Y )

s = S /Y S = s Y

[2] da cui t t

t t t t [2]

e quindi, per la [1] si ha I s Y

t= t

 Inoltre, gli investimenti I si aggiungono alla dotazione di capitale

(K) preesistente e l’ equilibrio richiede che la dotazione di capitale 23

 diminuzione dei salari ---- > aumento dei profitti ---- > aumento del risparmio e

Perché le aspettative degli investitori si realizzino e quindi si abbia dell’ accumulazione e inflazione

una crescita in equilibrio, il reddito atteso deve essere deve DIMINUISCE LA QUOTA DI REDDITO PER I LAVORATORI MA AUMENTA IL

eguagliare il reddito prodotto: RISPARMIO AGGREGATO.

at+1

Y = Y t+1 OBIETTIVO DELLO SVILUPPO E’ FAR AVVICINARE IL SAGGIO DI CRESCITA

da cui l’ equazione I =v (Y -Y ) può essere riscritta NATURALE (CHE GARANTISSE LA PIENA OCCUPAZIONE) A QUELLO GARANTITO.

t a t

I =v (Y -Y ) Il modello di Harrod-Domar non assicura che la crescita del sistema si verifichi in condizioni

t t+1 t di stabilità: se le previsioni degli imprenditori non si realizzano ed essi investono più o meno

di quanto assicura un’ offerta eguale alla domanda, non esiste nessun meccanismo nel

 Tenendo conto della [1] e della [2] si ha sistema che assicuri l’ equilibrio. Sia la spinta inflazionista che quella depressiva, non

s Y v (Y -Y ) da cui

= trovando alcun elemento equilibratore, tenderanno ad avere effetti cumulativi

t t+1 t+1 Il passaggio da questo modello di crescita, pensato in relazione al problema keynesiano

della piena occupazione, a un programma di sviluppo, avviene assumendo il valore

(Y -Y )

t+1 t+1 desiderato del tasso di crescita come obiettivo, dipendente, per un coefficiente di capitale

---------------- =s/v costante, dall’ammontare del risparmio e quindi dall’accumulazione del capitale.

I due punti più criticati di questa impostazione neokeynesiana sono la costanza del

Y coefficiente di capitale e l’ identificazione del capitale con il solo capitale fisico e dello

= G

Il valore del primo membro è il tasso di crescita garantito , da sviluppo con la crescita.

g

cui L’indicazione principale del modello di H-D e’ che il tasso di crescita di

G =s/v lungo periodo dipende da due variabili fondamentali: la propensione al

g risparmio (e quindi l’ investimento ) e la produttività del capitale.

G

Il tasso di crescita garantito , è

g IL MODELLO DI CRESCITA di SOLOW (1956)

1. il tasso di crescita del reddito che assicura l’ equilibrio tra domanda e offerta IL MODELLO NEOCLASSICO DI SOLOW si differenzia da quello di Harrod-Domar

corrispondente alla dotazione di capitale programmata dagli investitori (e che dipende

dal saggio marginale di risparmio e dunque, dall’ investimento) . perché il coefficiente di capitale v, nei primi costante, qui può variare in

2.quel tasso di crescita del reddito che assicura che nel sistema economico la domanda conseguenza di mutamenti nelle combinazioni di lavoro e capitale, supposti

eguaglia la produzione corrispondente alla dotazione di capitale programmata dagli perfettamente sostituibili . L’ accumulazione capitalistica non garantisce, di per se,

investitori) una crescita continua del reddito, senza l’ intervento di un progresso tecnico

3. (quello che corrisponde all’ uguaglianza di domanda e offerta ottenuta sfruttando la esogeno La principale novità del modello di Solow rispetto a quello di Harrod-Domar

capacità produttiva resa possibile dall’ accumulazione di capitale.) è l’enfasi sul concetto di rendimenti decrescenti per i singoli f attori di produzione.

Solow non si pone il problema della coincidenza tra saggio effettivo di crescita e il

G non garantisce automaticamente un equilibrio di piena occupazione:

g tasso garantito e quindi della instabilità che può derivare,secondo Harrod, dallo

perché ciò avvenga esso deve essere uguale al saggio di crescita naturale squilibrio tra domanda e offerta globale, ma solo quello del raggiungimento dell’

G

( ) (cioè il tasso di crescita potenziale consentito dalle variabili esogene

n equilibrio di piena occupazione.La sostituibilità tra lavoro e capitale e quindi la

della crescita della forza lavoro-della popolazione- e della produttività del possibilità di mutare la tecnica produttiva costituisce il meccanismo

lavoro.) Tale eguaglianza può avere luogo solo per caso. riequilibratore dei modelli neoclassici. Nel modello di Solow infatti compare

esplicitamente la funzione di produzione che include lavoro e capitale come fattori

G G

Se ----> la forza lavoro cresce di meno ed è insufficiente a garantire

g> n essenziali per giungere al prodotto finale .Se c’è abbondanza di capitale si

l’ assorbimento delle riporse ---- > aumento dei salari ---- > diminuzione dei utilizzeranno metodi più intensivi di questo fattore, viceversa se c’è relativa

profitti---- > diminuzione dell’ accumulazione e depressione abbondanza di lavoro prevarranno le tecniche più intensive di lavoro. In altre parole,

AUMENTANO I SALARI MA DIMINUISCE IL RISPARMIO AGGREGATO il rapporto capitale-prodotto e’endogeno e dipende dalla dotazione relativa di

capitale e lavoro

G G

Se ----> le aspettative degli investitori sono realizzate ma la forza

g< n

lavoro cresce di più della sua possibilità di impiego---- >disoccupazione e 24

Un’ altra differenza è che il tasso di crescita non dipende dalla propensione al  SECONDA IPOTESI: si assume che la produttività marginale

risparmio e quindi dall’ investimento. Se l’ investimento aumenta, ci sarà un dei fattori sia decrescente e vari tra + infinito e zero.

aumento della produzione nel momento dato, ma non un aumento del saggio di Quindi all’ aumentare di capitale, la produttività media del lavoro aumenta ad un

crescita nel lungo periodo dato che, per l’ ipotesi della produttività marginale tasso decrescente: al crescere di K, y aumenta ma in misura decrescente:

decrescente, l’ aumento del capitale diminuisce il suo contributo marginale alla

produzione, mentre il risparmio non può crescere indefinitamente.

Per spiegare la crescita del sistema Solow e altri autori neoclassici sono ricorsi al

progresso tecnico, inserendolo nella funzione di produzione-- LA CRESCITA

DEL PROGRESSO TECNICO DIVENTA DIRETTAMENTE PROPORZIONALE

AL TASSO DEL PROGRESSO TECNICO DATO ESOGENAMENTE.

Il problema numero uno del modello di Solow è che predice un mondo che una

volta raggiunto lo stato stazionario non ha più forze interne che promuovano la 

crescita. MA le economie avanzate che avrebbero tutte le caratteristiche per Se il risparmio è una frazione costante del reddito s, con s<1, e se vale l.’ipotesi

trovarsi vicine al loro stato stazionario non mostrano alcuna tendenza a frenare di uguaglianza tra risparmi ed investimenti, possiamo scrivere I = sY e,

la loro crescita. Il modello di Solow d’altro canto, laddove i parametri del modello dividendo per L, I/L=s Y/L = sy;

siano tutti uguali tra i vari paesi predice convergenza (i paesi poveri tendono a il risparmio (e l’ investimento) per lavoratore che viene realizzato è una

crescere di più dei ricchi)assoluta e dunque una correlazione negativa tra reddito funzione di k .

pro-capite e tasso di crescita che non sembra essere una regolarità statistica  Assumendo che la forza lavoro cresca ad un tasso n, affinché i nuovi lavoratori

osservabile. vengano dotati del capitale necessario, data la tecnica vigente k , si dovrà

Δ L = n L

investire esattamente n k ; infatti il numero di nuovi lavoratori sarà e

FATTORI DI CRESCITA : CAPITALE, LAVORO, PROGRESSO TECNICO I ≡ΔK ΔK/ Δ L = k

l’investimento dovrà essere tale che .

Si supponga che il prodotto interno o reddito Y, sia funzione della

dotazione di capitale K e della forza lavoro impiegata nella produzione,L;

l’economia di un paese può quindi essere rappresentata dalla seguente 

: Y = F ( K, L )

funzione Allora possiamo anche scrivere :

I/ΔL= K ------ > I= ΔL K ------ > I/L= (ΔL / L) K = nK

 PRIMA IPOTESI: La funzione è a rendimenti costanti di scala: un

aumento dei fattori produttivi dà luogo ad un aumento del prodotto  Abbiamo quindi due espressioni per l’ investimento per lavoratore, entrambe

delle stesse proporzioni (la funzione è di primo grado); perciò, se K ed funzioni di k:

L aumentano nella proporzione Y aumenterà nella stessa

,anche - la prima indica l’ investimento effettivamente realizzato, uguale a sy; essendo

proporzione ovvero:

, una trasformazione equivalente della funzione f( k ) sarà una curva crescente a

tassi decrescenti.

- La seconda indica l’ investimento per lavoratore che sarebbe necessario

F(K, ) =

L Y effettuare per dotare, ad ogni periodo, i nuovi lavoratori del capitale

da cui , per e K=K/L si può scrivere

=1/L corrispondente alla tecnica data, k, uguale ad nk. In questo caso la funzione

sarà, come si vede, una retta passante per l.origine. Il grafico seguente mostra

Y/L F (K/L,1)= f (K) tutte le funzioni trattate:

Dunque il prodotto per lavoratore è funzione solo del rapporto

capitale/lavoro K, che rappresenta la combinazione di fattori produttivi

adottata (la tecnica

) 25

ΔK/K ΔY/Y

i tassi di crescita del capitale, e del prodotto, sono uguali e pari ad n,

infatti:

dk/k=(dK/K) - (dL/L) = (dK/K) –n

dk* = 0 = dk*/k*,

e poiché quando k=k* abbiamo quindi (d K)/K=n

ma se i fattori di produzione K ed L crescono, nello stato stazionario, allo stesso

saggio, anche il prodotto Y, per l’ ipotesi di rendimenti di scala costanti, dovrà

crescere allo stesso saggio e cioè n.

E. da notare che il saggio di crescita di lungo periodo di tutte le variabili, n, è

esogenamente dato. Possiamo valutare la rilevanza di questo modello per la

spiegazione della crescita nei PVS cercando di rispondere a questa domanda:

perché alcuni paesi hanno redditi pro-capite superiori ad altri? In base al modello,

Quanto detto finora consente di analizzare l’ evoluzione dinamica del sistema, se per ipotesi i paesi adottano tutti la stessa tecnologia, esistono solo due

infatti il saggio di variazione di k è: fonti che possono essere causa di differenze nel reddito:

i) il valore del reddito di equilibrio (steady state);

dk/k= (dK/K) – (dL/L) ----- > dk = (I/L) – nk ----- > dk = sy – nk ii) il valore del rapporto capitale lavoro, k, e quindi y, diverso da paese a

paese; ossia la distanza dalla posizione di equilibrio (da k* e da y*) può variare

questa espressione dice che per ogni valore di k < k* ( ovvero nel tratto a tra paese e paese.

sy > nk

sinistra di k* nel grafico) , e dk > 0 pertanto il rapporto capitale lavoro Dunque diverso comportamento del risparmio (s) e diversa crescita demografica (n)

aumenta. Ciò spinge il sistema a convergere al punto k *. Questo non sorprende IL MECCANISMO PER RIPORTARE L’ ECONOMIA SUL SENTIERO DI CRESCITA

affatto visto che, come detto sopra e come si vede dal grafico, ciò significa che l’ BILANCIATA è DA INDIVIDUARSI IN UN MUTAMNETO DELLE TECNICHE INDOTTO

DA MODIFICAIZONI DEIPREZZI DEI FATTORI (LAVORO E CAPITALE). Se si è

investimento per lavoratore effettuato è superiore a quello necessario a lontani dalla piena occupazione la riduzione dei salari induce ad

mantenere costante il valore di k . Nel punto .e, in corrispondenza di k* , le due adottare tecniche intensive di lavoro. La concentrazione nella

sy =nk, dk= 0

funzioni dell’ investimento pro capite si intersecano perciò e il distribuzione del reddito aumenta. Viceversa quando ci si avvicina

sistema raggiunge una posizione di equilibrio; si tratta di un equilibrio stabile alla piena occupazione.

perché per valori del rapporto capitale prodotto diversi da k* il sistema viene Il progresso tecnico esogeno è la condizione per far aumentare il

sy < nk, dk < 0

sospinto a convergere verso tale valore (se k> k* allora , ossia tasso di crescita del prodotto

l’ investimento è inferiore a quello necessario a dotare i nuovi lavoratori del

capitale che corrisponde a k e quindi il rapporto capitale/lavoro diminuisce). A Le ipotesi del modello

tale posizione corrisponde un solo valore di equilibrio del prodotto pro-capite y*.

La posizione raggiunta viene detta di equilibrio stazionario: in esso la crescita  Due fattori di produzione: lavoro e capitale.

è nulla per le variabili pro capite y e k, mentre il prodotto Y il capitale K e la forza  Presenza di una funzione di produzione e una funzione di accumulazione del capitale

lavoro L crescono tutti allo stesso tasso, n.  Funzione di produzione con rendimenti di scala costanti e rendimenti decrescenti dei singoli

I valori di stato stazionario del rapporto capitale prodotto e del prodotto per fattori (di tipo Cobb-Douglas). Presenza del progresso tecnico come variabile esogena (il

lavoratore (k* e y*) sono dati da: progresso tecnico non è spiegato: è "manna dal cielo").

 Concorrenza perfetta e massimizzazione dei profitti.

k*=(s/n) y *= (s/n) f (k*) Uguaglianza tra risparmi e investimenti.

y*= (n/s) k* Modello di Solow senza progresso tecnico con variabili aggregate 26

La rappresentazione più semplice del modello di Solow è quella in cui il progresso tecnico Questo significa che prima o poi dK, che, come abbiamo visto, cresce più velocemente,

non esiste e lo stato della tecnologia rimane costante. raggiungerà il livello dei risparmi sY, in modo tale che:

La funzione di produzione di tipo (Cobb-Douglas) suppone che per produrre una

determinata quantità di output serva una particolare combinazione dei due fattori produttivi

lavoro e capitale. Questa situazione, che viene chiamata di stato stazionario, è un equilibrio di lungo periodo.In

conclusione:

 Nel breve periodo il reddito Y e il capitale K possono aumentare o diminuire a seconda che i

Y = Prodotto o output risparmi sY siano maggiori o minori del deprezzamento del capitale dK.

K = Capitale  Nel lungo periodo si arriva in una situazione di stato stazionario, dove i risparmi sono pari al

L = Lavoro deprezzamento del capitale e dove reddito e capitale non crescono.

α = Costante il cui valore va da 0 a 1  Una variazione della propensione al risparmio s o del tasso di deprezzamento del capitale d

avrà effetti positivi o negativi sui livelli aggregati di capitale e di reddito esclusivamente nel

La funzione di accumulazione del capitale suppone che il capitale sia pari a quello del breve periodo.

periodo precedente, più la quantità di risparmi (poiché i risparmi vengono impiegati  Non è possibile quindi avere in questa situazione una crescita costante e continua del

interamente negli investimenti) meno il deprezzamento del capitale, ossia quella parte del capitale e del reddito.

capitale che diventa obsoleta e va perciò rinnovata. Modello di Solow senza progresso tecnico considerando l'output per addetto

Ciò che interessa di più del modello di Solow è la rappresentazione delle sue variabili in termini

K = capitale di valori per addetto: più che il reddito e il capitale aggregato di un paese, ci interessa sapere

t = tempo quanto reddito è generato e quanto capitale è a disposizione di una singola persona. L'output

s = propensione al risparmio per addetto si esprime con la formula Y/L=y (indichiamo con le lettere minuscole y e k

d = tasso di deprezzamento del capitale rispettivamente reddito e capitale per lavoratore. Riprendendo la funzione di produzione

precedente, otterremo:

Quindi la variazione di capitale da un periodo all'altro è data da: Semplificando, otterremo: , cioè

Supponiamo che, a causa di un alta propensione al risparmio s, gli investimenti siano

maggiori del deprezzamento del capitale; si avrà quindi un aumento del capitale da un Per quanto riguarda la funzione di accumulazione del capitale, utilizziamo uno stratagemma

periodo all'altro. Secondo la funzione di produzione, l'aumento di capitale comporta un matematico e prendiamo il logaritmo dell'equazione del capitale per addetto k = K/L:

aumento del reddito Y. Tuttavia, se supponiamo che la quantità di lavoro resti invariata, a

causa dei rendimenti decrescenti dei fattori tale reddito Y crescerà ad una quota pari a: Abbiamo scoperto che il tasso di crescita del capitale per addetto (Δk/k) è dato dal tasso di

crescita del capitale a livello aggregato (ΔK/K) meno il tasso di crescita della popolazione

lavorativa o della popolazione nel suo complesso in caso di piena occupazione (ΔL/L,

rappresentato con la lettera n).

,

Dato che 0 ≤ α ≤ 1 Se vogliamo esprimere la funzione di accumulazione del capitale in termini di tasso di crescita

del capitale per addetto (Δk/k) basta fare: 27

Se voglio trasformare tale funzione in termini di capitale per addetto, basta moltiplicare per k

e otterremo:

Il significato economico della funzione è che la variazione del

capitale per addetto è correlata positivamente con il tasso di

risparmio ed il reddito (più risparmi significano più investimenti),

mentre è correlata negativamente con la crescita della popolazione

(se la popolazione cresce, dovrò dare a ciascun nuovo lavoratore una

quantità di capitale k aggiuntiva) il tasso di deprezzamento e il

livello di capitale per addetto.

Vedere meglio in appendice! Cap. 6 – (pp. 189-229)

Crescita e distribuzione del reddito

Il problema dei rapporti tra crescita e distribuzione.

- Se la crescita del prodotto nazionale è considerata prioritaria,una

distribuzione più egualitaria del reddito viene ritenuta possibile solo in una

fase avanzata del processo di sviluppo,come effetto di una crescita in cui i

benefici si estendono nel tempo dai più ricchi ai più poveri.

- Si può però anche sostenere che una iniziale distribuzione del reddito è,

in una strategia di sviluppo, condizione indispensabile alla crescita. 28

. Due obiettivi di una strategia di sviluppo corrisponde una uguale distribuzione di reddito). Quando la distribuzione

Crescita del PNL o distribuzione? è rappresentata da una curva convessa sottesa alla diagonale essa sarà

Gli anni ’40 e ’50 furono dominati dall’ identificazione tra sviluppo e tanto più diseguale quanto più la curva è convessa.

crescita: il tasso di crescita del PNL era la grandezza da determinare

nei modelli di crescita keynesiani o neoclassici, con l’ idea che una

distribuzione del reddito favorevole ai percettori di profitti (la parte più

ricca della popolazione), avrebbe consentito una maggiore formazione di

capitale, ritenuto strategico nello sviluppo (Teorie del trickle down)

Negli anni ’60 si le tematiche distributive assumono una maggior

rilevanza, anche perché il bilancio delle prime politiche di sviluppo aveva

messo in luce che i problemi della povertà erano in alcuni casi,

aggravati, soprattutto a causa del deterioramento del capitale umano

(basic needs). LIMITI: se si confrontano due diverse distribuzioni di reddito, per

Con gli anni i’80, tra le difficoltà dovute alla crisi debitoria e le politiche esempio due curve di Lorenz di un paese in momenti differenti, si può

di aggiustamento strutturale di visione neoclassica, il problema dire che una distribuzione è più equa di un’ altra solo se la curva di

distributivo perde di nuovo terreno rispetto all’ obiettivo della stabilità. Lorenz della prima si sposta per tutta la sua lunghezza al di sopra dell’

Oggi una nuova fase pone di nuovo l’accento sulla distribuzione altra. Se le due curve si intersecano non è possibile dire quale è più

(influenza delle teorie di Sen),, partendo da: egualitaria. A destra del punto di intersezione la distribuzione potrebbe

-la constatazione che la contrazione delle spese pubbliche porta ad una essere più o meno ugualitaria e a sinistra il contrario: in tal caso non si

contrazione di servizi sociali peggiorando le condizioni degli strati più può attribuire un diverso peso a diverse frazioni della popolazione, se non

deboli e deteriorando il capitale umano, considerato strategico per lo con un giudizio di valore.

sviluppo. IL COEFFICIENTE DI GINI è un indice che varia tra 0 e 1 ed è tanto

-Le politiche di aggiustamento hanno aggravato la povertà rurale più alto quanto più la distribuzione è diseguale. Si calcola come il

accrescendo fenomeni di emarginazione a favore di crisi politiche anche rapporto tra l’ area compresa tra la diagonale e la curva di Lorenz e l’

gravi area del triangolo rettangolo in cui giace la curva stessa: il coefficiente

- L’analisi teorica ha portato a concludere che la redistribuzione può cresce al crescere della disuguaglianza da 0 (perfetta uguaglianza) a 1

portare vantaggi anche i termini di efficienza. (quando le aree sono uguali, massima disuguaglianza) .Tanto maggiore è

la distanza tra la diagonale e la curva, maggiore sarà il valore al

2. La disuguaglianza e la sua misurazione numeratore (quello sopra!) e e quindi l’ indice di disuguaglianza.

Indici per la misurazione della distribuzione del reddito: L’ INDICE DI DALTON, formulato nel 1920, fa riferimento alla nozione

OGGETTIVI: basati sulla misurazione statistica della dispersione dei di benessere sociale nell’ ambito della dottrina utilitaristica, che ipotizza

livelli dei redditi. (Curva di Lorenz, Indice di Gini) che, essendo decrescente l’ utilità marginale del reddito e uguali per tutti

NORMATIVI: basati sul confronto con modelli distributivi ritenuti equi in le funzioni di utiltà,il benessere sociale è massimo quando la distribuzione

termini di benessere sociale (Indice di Dalton) del reddito è egualitaria.(INDICE NORMATIVO)

La disuguaglianza viene misurata come rapporto tra benessere

CURVA DI LORENZ: Collega gruppi percentuali di popolazione(asse sociale che deriva da una certa distribuzione e quello che si

x), - percentili - distinti per classe di reddito (asse y), con le quote dovrebbe avere se la distribuzione fosse equa. Dunque la

percentuali del reddito nazionale distribuite a ciascun gruppo. Se la valutazione della disuguaglianza si basa sulla definizione-normativa- di

distribuzione fosse perfettamente egualitaria la curva sarebbe quella che dovrebbe essere la distribuzione migliore per ottenere la

rappresentata dalla diagonale bisettrice dei due assi (ad ogni gruppo massimizzazione del benessere sociale. 29

-se l’ aumento del consumo interno riduce le esportazioni --------

LIMITI:la misurabilità cardinale delle utilità individuali e la loro squilibrio dlla bilancia commerciale----- effetti sul tasso di cambio

additività -------(se il sistema fiscale non riesce a coprire le aumentate spese dello

stato) disavanzo del bilancio statale ----- credito estero o emissione di

3. Obiettivi e compatibilità di una politica redistribuitiva. moneta ----- spinta inflazionistica da eccesso di circolazione

POLITICA REDISTRIBUTIVA: insieme di strumenti messi in atto per DISTRIBUZIONE E CRESCITA:

avvicinare la distribuzione effettiva a quella desiderata. 1) L’ aumento del reddito porta ad una migliore distribuzione del reddito?

La distribuzione desiderata può essere quella perfettamente egualitaria 2) Una migliore distribuzione influenza il tasso di crescita?

(DALTON) ; oppure l’ obiettivo può essere quello dell’ aumentare il Le strategie di sviluppo prevalenti nel dopoguerra presuppongono l’ ipotesi

reddito dei più poveri oppure l’ uguaglianza delle opportunità. del trade-off tra crescita e distribuzione: la crescita è il primo obiettivo.

Stabilito l’ obiettivo, il problema diventa quello della compatibilità tra

distribuzione ed altri risultati che il sistema economico deve (Modello di Kuznets, ad U rovesciata ,distribuzione interpersonale e

raggiungere: efficienza,stabilità, crescita. modello dualistico di Lewis, distribuzione funzionale tra profitti e salari)

4. I rapporti tra crescita e distribuzione

DISTRIBUZIONE ED EFFICIENZA: 4.1. Kuznets e Lewis:la ‘saggezza convenzionale” dei primi decenni

Tre forma di distribuzione: del dopoguerra (lo sviluppo attraversa una prima fase in cui la crescita è più diseguale)

1) Se il mercato porta ad un’ allocazione delle risorse non accettabile TRADE OFF TRA CRESCITA E DISTRIBUZIONE

socialmente, è possibile modificare al dotazione iniziale delle risorse KUZNETS(1953) -

per raggiunger un nuovo equilibrio ottimale (???) Il suo contributo riguarda i rapporti tra crescita e prodotto nazionale

2) La distribuzione può essere effettuata dopo il raggiungimento dell’ e le variazioni della distribuzione del reddito, con l’ ipotesi che la

equilibrio con trasferimenti e imposte, che devono essere tali da non disuguaglianza tende ad accentuarsi quando un paese è sulla via dello

distorcere il meccanismo di mercato. sviluppo (take-off) e si attenua solo quando lo sviluppo è stato

3) Una attuata indirettamente tramite interventi che modificano i prezzi raggiunto. Dunque inizialmente la crescita accentua la disuguaglianza, e

di mercato di fattori e prodotti, interferendo con l’ efficienza del ciò a causa dei mutamenti nella struttura della produzione, indispensabili

mercato. alla crescita.

La manualistica riporta una versione ristretta delle analisi di Kuznets nella

forma della ‘curva a U rovesciata, che descriverebbe il rapporto tra

DISTRIBUZIONE E STABILITA’: crescita e distribuzione ponendo sull’ asse x il pnl pro-capite e sulla y gli

indici di Gini della distribuzione del reddito.

Il problema è dato dallo squilibrio che la redistribuzione può LA C.D. LEGGE DI KUZNETS (distribuzione interpersonale)

determinare tra domanda e offerta complessive:

- aumento del reddito degli strati più poveri (con trasferimenti, beni e

servizi gratuiti o sussidiati, aumenti salariali)------ maggiore

domanda di beni di consumo ------ (se l’ offerta è anelastica)aumento

dei prezzi ------- (e i salari sono indicizzati) spinat inflazionistica da

aumento di domanda e costi di produzione 30


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Sara F

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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ditta Leonardo.

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