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L’ emergere delle economie tedesca e giapponese e la fine del bipolarismo

- Con la seconda guerra mondiale, la periferia fu in parte terreno di hanno delineato un processo verso una struttura multipolare del centro ; i

operazioni militari e fornitrice di uomini e prodotti per gli eserciti; la meccanismi di regolazione creati per sostenere la domanda, sono stati

conflittualità politica favorì l’ emergere di nazionalismi nelle aree che intaccati dall’ inflazione e dalla crisi fiscale, che hanno indebolito il potere

aspiravano all’ autogoverno e all’ indipendenza. dei sindacati e dato spazio a politiche di restrizione dell’ intervento pubblico

Le esportazioni americane nei paesi periferici erano il 25 per cento del e delle spese sociali.

totale, e finanziamenti, investimenti e donazioni americane costituivano Tali difficoltà fanno pensare ad un processo di crisi del tipo di quelli che

il 60% del totale; la politica di aiuti allo sviluppo costituiva spesso un sancirono i passaggi tra le diverse fasi del capitalismo con l’ affermarsi di

tentativo di evitare che il paese in questione finisse nel campo di nuovi criteri di regolazione e nuove configurazioni del centro. Il

influenza socialista.L’ altra faccia della medaglia furono gli interventi capitalismo, dopo la caduta del sistema socialista, torna ad essere l’unica

militari e le guerre contro i movimenti di indipendenza quando questi forma di organizzazione dell’ economia nell’ unità del sistema mondiale.

potevano costituire un movimento a favore del campo socialista, così Cap. 4 – Caratteri della periferia e misurazione

come l’ aiuto a governi amici corrotti ed inefficienti nei paesi di nuova

indipendenza. dello sviluppo

6.5. La periferia dopo la decolonizzazione: rapporti e conflitti 1. Le caratteristiche strutturali dei paesi periferici

con il centro [LA DECOLONIZZAZIONE: dal 1947 al 1975]

L’ indipendenza di molti paesi periferici si accompagna all’ ascesa di movimenti

nazionalisti, orientati a conquistare il controllo delle proprie risorse, principalmente Economiche.

minerarie ed energetiche, e a creare un’ industria nazionale per ridurre la dipendenza dalle Struttura produttiva:prevalenza del settore primario, agricoltura (perlopiù

importazioni di manufatti dal centro e dalle fluttuazioni della domanda internazionale di di sussistenza) e attività estrattive, come effetto della specializzazione

materie prime,delle quali sarebbero aumentati i costi e con una modifica nella divisione produttiva;forte dipendenza dalle esportazioni verso i paesi

internazionale del lavoro, il che prefigurava una possibilità di concorrenza con il centro.I

programmi di sviluppo della periferia richiedono comunque tecnologie e capitali stranieri e industrializzati. L’ industria produce prevalentemente beni di consumo e

prodotti alimentari non forniti dalle agricolture in crisi. Un ruolo fondamentale è dato dalla le industrie esistenti hanno scarsi rapporti tra di loro; carenza della

banca mondiale che finanzia progetti di sviluppo, e dal FMI che interviene in presenza di capacità imprenditoriale, scarsità di risorse per la ricerca scientifica e

squilibri monetari con prestiti subordinati a misure di breve e lungo termine(politiche di tecnologica, limitata estensione dell’ istruzione superiore. Tendenza al

aggiustamento):in sostanza l’ economia di molti paesi è posta sotto la tutela dei paesi

dominanti, nella forte pressione per l’ integrazione nel mercato internazionale in posizione disavanzo della bilancia dei pagamenti per lo sforzo dell’industrializza-

subordinata. zione. Ragioni di scambio tra prodotti agricoli e manufatti in

FLUSSI DI MERCI, CAPITALI E FORZA LAVORO: peggioramento, ricorso al debito estero

La periferia continua ad essere fonte di prodotti primari (petrolio, ferro, rame, fosfati,

sotto il controllo delle multinazionali) Il nuovo aspetto della divisione del lavoro è stato Distribuzione del reddito:Più diseguale che nei paesi del centro con la

rappresentato dall’industrializzazione promossa dalle multinazionali,che usano forza lavoro povertà dilagante; diffusione di modelli di consumo occidentale.

a basso costo, attuano un decentramento delle fasi industriali con una minore quantità di Demografiche.

tecnologia, sfruttando condizioni favorevoli dal punto di vista fiscale.

FLUSSI DI POPOLAZIONE Tasso di crescita della popolazione elevato (2% contro lo 0,6 del centro).

La direzione del flusso è dalla periferia sovrappopolata ai paesi del centro e della La teoria della transizione demografica stabilisce un rapporto tra

semiperiferia, con un’ emigrazione della forza lavoro dalle colonie delle Antille, dell’ Africa andamenti demografici e sviluppo economico, basato sulla storia dei

e dell’ Asia verso i paesi europei, dall’ America centrale verso gli stati uniti. paesi industrializzati: in una prima fase di sviluppo industriale, si ha

7. Verso nuove configurazioni del sistema mondiale una riduzione della mortalità; in una seconda fase si ha anche una

Oggi, nel suo insieme, la periferia ha per il centro una rilevanza diminuzione di natalità che rallenta la crescita demografica; i paesi in

maggiore come fonte di materie prime, specialmente energetiche, che via di sviluppo si troverebbero nella prima fase, in cui non esistono

come mercato di sbocco dei manufatti; è un’ area di decentramento di ancora le condizioni per una riduzione della natalità. Se nei paesi

certe fasi della produzione industriale; è un serbatoio di manodopera, europei l’ aumento della popolazione è stato visto come un fattore di

soprattutto per le mansioni rifiutate dalle popolazioni dei paesi ad alto crescita economica (XVIII secolo), nei paesi sviluppati esso rappresenta

reddito. 15

rilevanza , non trova posto nel prodotto nazionale il valore di beni e

un ostacolo allo sviluppo (ALTA NATALITA’-BASSA MORTALITA’ -> servizi prodotti all’interno dell’unità familiare e la sua misurazione è

aumento della popolazione inattiva a carico): il reddito pro-capite soltanto stimata.

non cresce e l’ emigrazione è soluzione ai problemi della  Problemi dovuti al passaggio del valore del prodotto nazionale all’indice

sopravvivenza: così si riduce ulteriormente la popolazione attiva. da utilizzare come criterio di confronto tra paesi diversi:

Socio-politiche. -Per calcolare il prodotto medio occorre prima di tutto partire dal valore

Struttura polarizzata della società (ricchi/poveri), mancanza della 2

della popolazione da usare come base , che normalmente è la

classe intermedia. Stato debole e sistema politico instabile; fedeltà popolazione censita o stimata per l’anno di riferimento. Due critiche a

allo stato meno forte che legami tribali, etnici, religiosi; istituzioni questo criterio: 1) L’indicatore più appropriato per il livello di vita di un

spesso corrotte... paese non dovrebbe essere l’aumento di popolazione, ma quello della

produttività, che dovrebbe misurarsi dividendo il prodotto totale per la

2. La misurazione dello sviluppo in base al prodotto nazionale sola parte attiva della popolazione; 2)Una diminuzione del prodotto pro-

Il criterio più comunemente usato per distinguere i paesi sottosviluppati è il capite dovuta all’aumento della popolazione, (a prodotto totale

PRODOTTO NAZIONALE PRO-CAPITE. costante), potrebbe essere l’effetto di una maggiore durata della vita e

L’ indice generalmente utilizzato per la misurazione del grado di sviluppo una diminuzione della mortalità infantile, conseguente, per esempio, ad

è il PNL pro capite valutato in dollari, ed è l’ indice adottato dalla Banca una migliore distribuzione dello stesso reddito; non potrebbe dunque

Mondiale, che in base ad esso classifica i paesi che ricorrono ai prestiti. considerarsi come un peggioramento delle condizioni di vita del paese.

 Il problema principale nasce dalla conversione dei diversi prodotti in

PROBLEMI RELATIVI AL CALCOLO DEL PNL PRO CAPITE un’unica moneta, che può determinare sopravalutazioni o

sottovalutazioni del prodotto nazionale per tre motivi:

Valore dei prezzi di mercato della produzione di tutti i beni e servizi 1) Il tasso di cambio ufficiale fissato dal governo o dalla banca centrale

finali meno il valore dei beni intermedi: si ottiene così il valore aggiunto non sempre riflette gli effettivi rapporti economici che esistono tra un

1

totale. paese e il resto del mondo, particolarmente nei paesi periferici, in cui il

 Problemi connessi alla rilevazione e all’affidabilità statistica nei paesi valore della moneta è sensibilmente sopravvalutato per favorire l’

che non dispongono di un servizio statistico nazionale, con difficoltà importazione dei mezzi della produzione dei paesi industrializzati.

relative alle stime; 2) Quando si verificano oscillazioni del tasso di cambio il prodotto può

- sfuggono alle rilevazioni statistiche tutte le forme di economia subire cambiamenti notevoli tra un anno e l’ altro senza riflettere l’

sommersa ed informale. andamento della produzione reale.

- ulteriori problemi derivano dalla difficoltà nella misurazione dei 3) Il tasso di cambio di un paese dipende dall’ offerta e la domanda

prezzi di produzione come prezzi di mercato : poiché questo della sua moneta, connesse ai flussi di mercato con il resto del mondo:

escluderebbe dal calcolo i servizi della pubblica amministrazione e il tasso di cambio di una moneta con il dollaro, riflette la su a capacità

tutto ciò che non passa per il mercato e che viene direttamente di acquisto negli Stati Uniti e la capacità di acquisto del dollaro nel

consumato, si procede alla loro valutazione al costo dei fattori, paese per le merci all’ ingrosso; un dollaro in questi paesi acquista una

eguagliandoli alla remunerazione dei dipendenti pubblici. Per quanto frazione di pnl molto più alta di quella che acquisterebbe negli USA e il

riguarda l’autoconsumo che nei paesi della periferia ha una gran tasso di cambio non riflette l’ effettiva capacità di acquisto della moneta

locale.

1 IL PNL è IL REDDITO TOTALE guadagnato dai residenti e differisce dal PIL perché include il reddito

che i cittadini guadagnano all’ estero ed esclude quello realizzato da stranieri nel paese. Il PIL viene 2 Passando dal prodotto totale al prodotto medio o pro-capite, si tiene conto della popolazione e si riducono

definito come “il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un

intervallo di tempo determinato”; il PIL (Y) e la somma di:: il consumo (C), l’investimento (I), la spesa i valori dei prodotti espressi nella valuta di ciascun paese ad un’ unica unità di misura, ossi esprimerli tutti

pubblica (G), le esportazioni nette (NX):Y = C + I + G + NX; nella stessa unità monetaria. Se il confronto avviene tra valori calcolati in diversi momenti nel tempo,

occorrerà passare da valori correnti a valori costanti, usando opportuni coefficienti di deflazione. 16

CALCOLANDO CON IL METODO DELLA PARITA’ DI ACQUISTO:

Rapporto tra pnl pro capite medio tra paesi a basso reddito e alto reddito = 1:18

Per risolvere questi problemi è stato elaborato il metodo della parità del “ “ tra il più povero (Mozambico) e più ricco (Svizzera) = 1:60

potere d’ acquisto che calcola i prezzi in base al dollaro internazionale,

corrispondente alla stessa quota di prodotto nazionale per ogni paese. I confronti fra livelli del prodotto nazionale pro capite e l’ indice di sviluppo

umano HDI suggeriscono che le condizioni di vita e il benessere dei paesi

3. Prodotto nazionale, distribuzione e benessere non dipendono unicamente dalla quantità di ricchezza prodotta, ma dal

Il PNL pro capite è ritenuto un indice soddisfacente, quando ad esso si modo in cui questa è distribuita ed impiegata; in particolare, è importante

correla ogni elemento significativo per lo sviluppo. considerare la disponibilità dei beni essenziali e della possibilità di

accedervi, legati alle politiche economiche e sociali seguite dai diversi

CRITICHE AL PNL COME INDICE DI SVILUPPO: governi. La durata della vita è, infatti, connessa alla disponibilità di avere

- Non dà informazioni sulla distribuzione del reddito, più diseguale nei acqua potabile, di accedere ai servizi sanitari, di alimentarsi, dell’istruzione.

paesi in via di sviluppo; è piuttosto condivisa dunque l’idea di

accompagnare all’ indice di sviluppo un indice della distribuzione del Cap. 5 Strategie e politiche di sviluppo

reddito.

- L’ indice di sviluppo non può definirsi una misura del benessere della

società: vi sono voci incluse nel prodotto nazionale il cui aumento 1. Politiche e strategia

non coincide con un maggiore benessere (spese sanitarie) e

viceversa (servizi pubblici).Non si tiene conto inoltre degli effetti POLITICA ECONOMICA:

negativi su ambiente naturale e sociale (qualità della vita, insieme di azioni mediante le quali soggetti pubblici, le autorità economiche

deterioramento del capitale umano etc…) o policymakers, usano gli strumenti a disposizione per far leva sulle

variabili economiche e modificare il funzionamento del sistema economico o

4. Indici complementari o alternativi al prodotto nazionale di parti di esso, in maniera desiderabile dall’ interesse della collettività o

- Dollaro internazionale. delle classi e gruppi influenti.

- Accompagnare al pnl altri indici di qualità della vita(durata di vita, Ad esempio, un aumento del saggio di sconto e dunque dei tassi di

istruzione, sanità…). 3 4

interesse , deciso dalla banca centrale per contrastare l’ inflazione , è una

-Nel 1990 il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ha definito lo manovra politica monetaria volta alla stabilizzazione.

sviluppo come un processo di ampliamento delle possibilità degli La stabilizzazione in fase di inflazione si può correggere anche con un’

individui (sfera della salute, politica, dei diritti civili). Per gli aspetti azione di politica fiscale, aumentando le aliquote per contrarre la domanda;

economico-sociali è stato definito l’ indice HDI – Indice di sviluppo se si verifica nell’ immediato una contrazione dell’ economia e una

umano (speranza di vita, livello di istruzione, pnl a parità di acquisto) in conseguente disoccupazione, occorrerà una politica della spesa pubblica

base al quale si ha una diversa classificazione dei paesi rispetto al pnl. compensatrice.

5. I diversi gradi di sviluppo nelle statistiche internazionali STRATEGIA:

Un insieme di politiche economiche e riforme amministrative e istituzionali,

Paesi a basso reddito: PNL sotto 600 dollari ;Medio basso:PNL sotto volto a raggiungere una modificazione del sistema economico secondo un

2.450; Medio alto:PNL fino a 7.050

Rapporto tra pnl pro capite medio tra paesi a basso reddito e alto reddito = 1:55 3 Il tasso di interesse è il prezzo dei prestiti: rappresenta sia l’ammontare che il prenditore paga sia quello

“ “ tra il più povero (Mozambico) e più ricco (Svizzera) = 1:408 che il risparmiatore riceve.; poiché un elevato tasso di interesse rende il risparmio più redditizio, la quantità

di fondi mutuabili offerta aumenta all’aumentare del tasso di interesse.

4 variazione percentuale del livello dei prezzi da un anno all’altro, calcolato sull’ indice dei prezzi al consumo

17

certo orientamento. processo di industrializzazione---- isolamento dal mercato mondiale in

base ad una rigida pianificazione -- conseguenze negative sul progresso

tecnologico, la capacità imprenditoriale, l’ aumento della produttività via

STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO via che i bisogni fondamentali venivano soddisfatti.

Un insieme di politiche economiche e riforme amministrative e La Cina, il paese che ha avuti risultato migliori, ha abbandonato il

istituzionali, volto a raggiungere uno sviluppo economico del paese. modello socialista, introducendo meccanismi di mercato e aprendosi ai

I fattori principali che influiscono sulla strategia da adottare, sono: flussi di capitali esteri.

- la struttura economico-sociale: per i paesi del centro sviluppo

significa la crescita in condizioni di stabilità, perseguita con In generale tali strategie, nella loro accezione meno radicale suggeriscono

strumenti di politica monetaria e di bilancio; per quelli della periferia la via di un diverso orientamento dei flussi commerciali, da una prevalenza

una strategia di sviluppo deve rimuovere gli ostacoli strutturali e dei rapporti tra periferia e centro a quelli tra paesi periferici.

istituzionali alla crescita e comporta una vasta gamma di politiche e

riforme più radicali. 3. I nodi cruciali delle strategie di sviluppo

- il significato attribuito al fine dello sviluppo;implica giudizi di Diverse strategie basate su correnti teoriche che si occupano di

valore delle autorità economiche o degli economisti:nella pratica, la sviluppo:keynesiane, neokeynesiane, strutturaliste, neoclassiche,

strategia dipenderà dai rapporti tra governo e classi sociali e l’ neoricardiane.

influenza di ideologie e teorie prevalenti.

- i condizionamenti internazionali, la posizione del paese nel

sistema, la sua dipendenza dai mercati internazionali. Diverse sono le caratteristiche dei paesi sui cui definire strategie di

sviluppo, che riflettono il passato coloniale, le differenti dotazioni di risorse,

i risultati delle politiche seguite.

2. Strategie di sviluppo e teorie radicali Alcuni problemi o nodi cruciali sui cui operare delle scelte:

Le teorie radicali, contrapposte al paradigma della modernizzazione,

hanno influenzato indirizzi politici volti alla separazione dei paesi in via 1) L’ ordine di priorità attribuito al PNL, alla distribuzione del reddito,

di sviluppo dal sistema capitalistico e dal mercato mondiale, con l’idea all’ eliminazione della povertà:

che il modo di produzione capitalistico con sarebbe più in grado di - Se la crescita del prodotto nazionale viene considerata prioritaria,

assicurare la crescita delle forze produttive e che solo una società di tipo una distribuzione più egualitaria del reddito viene ritenuta possibile

socialista potrebbe determinare industrializzazione e modernizzazione solo in una fase avanzata del processo di sviluppo, come effetto di

dell’agricoltura, per l’uscita dalla condizione periferica. una crescita stabile e continuata in cui i benefici si estendono nel

[Tale scelta identifica lo sviluppo con la transizione. ] tempo dai più ricchi ai più poveri.

- Si può però anche sostenere che una preliminare distribuzione del

Le strategie di self-reliance o delinkage sostengono la necessità di reddito occupa il primo posto in una strategia di sviluppo, come

basarsi sulle proprie forze e di sganciarsi dal mercato mondiale , e condizione indispensabile della crescita.

derivano dalla teoria della dipendenza(vd. ), sottolineando gli svantaggi 2) Le caratteristiche del processo di accumulazione

, da cui dipende il

per i paesi periferici derivati dal commercio internazionale, le tasso di crescita e il suo finanziamento.

conseguenze negative degli effetti di dimostrazione degli stili di vita dei - Il fattore più importante della crescita può essere considerato l’

paesi più ricchi, la necessità di dare priorità ai bisogni fondamentali della accumulo di capitale fisico, muovendo come problema primario la

popolazione. mobilitazione del fabbisogno di investimento;

- oppure la formazione del capitale umano mediante il

MODELLO SOCIALISTA: miglioramento delle condizioni di vita, l’ istruzione, la

Riforme agrarie- diffusione dei servizi sociali --- riduzione delle specializzazione della forza lavoro.

sperequazioni di reddito-- impulso alla formazione del capitale e al 18

- Il finanziamento dell’accumulazione può essere affidato al 4. Le strategie di sviluppo nella teoria e nella pratica dal

risparmio interno, al sistema fiscale o al debito pubblico, dopoguerra ad oggi.

- oppure al risparmio estero mediante flussi di investimenti

diretti, prestiti, aiuti Nella storia del pensiero e orientamenti delle politiche di sviluppo, sono

individuabili tre principali fasi:

3) Posizione del paese nel mercato mondiale

: --------------------------------------------------------------------------------

- Si può sostenere che per lo sviluppo un paese deve aprirsi ai

mercati internazionali, per assicurare l’ impiego più efficiente 1) Dal dopoguerra agli anni ’60: si attua la decolonizzazione e nasce l’

delle risorse nazionali, per stimolare e diffondere il progresso economia dello sviluppo. L’ influenza del pensiero keynesiano contribuisce a

tecnico, per finanziare il processo di accumulazione. formare un ambiente culturale favorevole a trattare i problemi dello

- Si può invece sostenere che il mercato deve rendersi sviluppo al di fuori degli schemi neoclassici.

indipendente, puntando sul mercato interno, mobilitando il

risparmio ed espandendo la domanda, e che l’ industrializzazione

di un paese richiede la protezione dei settori più deboli nei

confronti della concorrenza internazionale, soprattutto in una Il modello di Harrod-Domar dimostra, (combinando i principi del

fase iniziale. moltiplicatore* e dell’ acceleratore*), che un’ economia può crescere in

4) Carattere e priorità del cambiamento strutturale e modi in cui equilibrio di piena occupazione se il suo saggio di crescita naturale

vengono impostati i rapporti tra industria e agricoltura : (dipendente dalle variabili esogene della cresciuta della popolazione e

- si può sostenere che il cambiamento strutturale deriva dalla della produttività), coincide con il saggio di crescita garantita che

prevalenza dell’ industria (grande o piccola, urbana o rurale), che assicura l’ uguagliamento tra capacità produttiva programmata degli

costituisce il motore dello sviluppo, sull’ agricoltura, che avrebbe investitori e domanda. Questo saggio è uguale al rapporto s/v tra

un ruolo funzionale all’ industria, come fornitrice di surplus di propensione al risparmio e coefficiente di capitale (ossia rapporto

lavoro, prodotti e capitali; tra capitale e prodotto.)

- alcuni autori mettono invece in risalto il ruolo della domanda

delle popolazioni rurali, l’ importanza di un aumento dei loro Il passaggio da questo modello di crescita di derivazione neokeynesiana,

redditi e la necessità di investimenti da destinare al settore e un programma di sviluppo, avviene assumendo il valore desiderato del

agricolo (colture per il consumo interno o destinate all’ tasso di crescita come obiettivo, dipendente, per un coefficiente di

esportazione) e di riforme della proprietà. capitale costante, dall’ ammontare del risparmio e quindi dall’

5) Ruolo attribuito allo stato nel processo

: accumulazione del capitale.

-A favore dell’ intervento dello stato nell’ economia: per le I due punti più criticati di questa impostazione neokeynesiana sono la

imperfezioni dei mercati dei paesi periferici e per la loro capacità costanza del coefficiente di capitale e l’ identificazione del capitale con il

di attuare un’ efficiente allocazione delle risorse per la necessità solo capitale fisico

di investimenti pubblici contro la scarsità di capitale privato; per

la mancanza di una borghesia imprenditoriale, per l’ importanza I modelli dualistici (Lewis, Fei e Ramis, Jorgenson) descrivono ed

delle politiche redistributive. analizzano le economie dei paesi periferici come composte di due settori:

-Contro l’ intervento dello stato: l’ efficienza e la crescita possono moderno (agricoltura specializzata prevalentemente destinata all’

essere garantite solo da dal mercato e la libera concorrenza; esportazione , oltre che un limitato sistema industriale) ed arretrato (aree

occorre dunque ridurre gli interventi pubblici che distorcono gli rurali ad agricoltura tradizionale, sovrappopolate ed a bassa produttività)

incentivi e garantire con politiche macroeconomiche la stabilità

favorevole alla crescita. 19

economica, a ricercare conferme della teoria neoclassica del

Gli strutturalisti latino americani pongono l’ attenzione sugli commercio internazionale verso la liberalizzazione commerciale.

aspetti strutturali dell’ economia, in particolare sul cattivo Anni 70-90: Su un altro versante, l’ analisi dei successi e degli insuccessi delle

funzionamento dei mercati; contestano la spiegazione della costante strategie seguite per la crescita del PNL si accompagnava al persistere della

inflazione dei paesi latino-americani come fenomeno solo monetario e disoccupazione e della povertà di massa; questo stimola una nuova strategia di

ne ricercano le cause nell’ arretratezza dell’ agricoltura latifondistica sviluppo che prende il nome di teoria dei bisogni fondamentali, che rovescia l’

che determina un ‘offerta rigida e nel mancato sviluppo dell’industria, ordine di priorità accettato nei decenni precedenti, mettendo al primo posto,

che rende il paese dipendente dall’ importazione di manufatti e dall’ anziché la crescita della produzione aggregata, il raggiungimento di un livello

esportazione di prodotti primari a ragioni di scambio decrescenti. minimo di vita per gli strati più poveri della popolazione. Tale obiettivo richiedeva,

rispetto a quello di un’accumulazione accelerata nell’industria, una diversa

Da entrambi i modelli derivano indicazioni strategiche improntate alla distribuzione delle risorse con un aumento del loro impegno nei servizi sociali e

nell’ agricoltura, dove era impiegata la maggior parte della popolazione e la parte

necessità di espandere il nucleo capitalista del paese. Nelle più povera..

politiche di sviluppo del dopoguerra il tasso di crescita del prodotto

nazionale è assunto come obiettivo prioritario, mettendo al centro il

problema dell’industrializzazione. Questo orientamento, pur non universalmente condiviso, influenzò i

L’ accumulazione del capitale fisso industriale e sociale richiede progetti di sviluppo delle organizzazioni internazionali come la Banca

un aumento del risparmio interno, flussi di capitale estero, Mondiale, che per un certo periodo privilegiò il mondo rurale cercando di

mobilitazione di forza lavoro e importazione di tecnologie. combinare elementi produttivi e obiettivi sociali (progetti agricoli

Risparmio e forza lavoro devono essere forniti dall’ agricoltura integrati.)

tradizionale e dalla sovrappopolazione rurale. L’ attuazione di --------------------------------------------------------------------------------

questa strategia implica un ruolo decisivo dello stato, con la 3) Dagli Ottanta ad oggi:

tassazione indiretta dell’agricoltura e l’apertura di una forbice tra prezzi

agricoli ed industriali; lo stato è poi chiamato a gestire direttamente le L’ aggravarsi drammatico degli squilibri interni ed esterni di gran parte dei

imprese nazionali per supplire alla mancanza di capacità imprenditoriali; paesi periferici (crisi debitoria) sposta l’ attenzione sui problemi della

i manufatti prodotti devono sostituire gradualmente le importazioni con stabilizzazione; il clima culturale vede la perdita dell’ egemonia del

l’ adozione di misure protezionistiche contro la concorrenza dei paesi keynesismo e dello strutturalismo, mentre tengono i modelli neoclassici

industrializzati. dell’ equilibrio generale, l’ economia del benessere e la

macroeconomia monetarista.

Tali orientamenti rispondono alle aspirazioni nazionaliste emergenti e

sono influenzati dalla concezione dello sviluppo come modernizzazione, La nuova ortodossia monetarista è caratterizzata da tre aspetti principali:

ossia accelerata industrializzazione con grandi opere pubbliche. - i prezzi corretti per assicurare l’ efficiente allocazione delle risorse sono quelli di

-------------------------------------------------------------------------------- mercato, sia per i prodotti che per i fattori della produzione

2) Dagli anni ’60 agli ’80: -Gli squilibri interni (inflazione) ed esterni (disavanzo nella bilancia dei

pagamenti) vengono attribuiti ad un’ eccessiva offerta di moneta, dovuta ai

disavanzi dei bilanci statali (spiegazione monetarista)

Un primo rilevante cambiamento si verifica nella politica commerciale di - Riaffermazione dei teoremi neoclassici della teoria del commercio internazionale

alcuni paesi, che riducono la protezione della propria industria attuando e dall’ analisi welfarista dei costi del protezionismo.

una maggior apertura verso il mercato internazionale, creando incentivi

alle esportazioni. Si delinea così una differenziazione tra paesi Con questi presupposti universalistici viene meno la specificità

orientati verso uno sviluppo endogeno e paesi con economie dell’economia dello sviluppo, ossia la necessità di un apparato concettuale

politiche di tipo esogeno, con una tendenza, nella letteratura 20

specifico per la soluzione dei problemi dello sviluppo. politiche adatte ai paesi già industrializzati in grado di dare impulso all’

Vengono attaccati: economia senza accusare danni eccessivi, che hanno portato in molti paesi

-le politiche di industrializzazione sostitutiva delle importazioni, perché l’ arresto del meccanismo di sviluppo a causa della caduta degli

creano un’ industria non competitiva. investimenti e del deterioramento del capitale umano, aggravando le

-i prezzi amministrati dei prodotti agricoli e i tassi di cambio dimensioni della povertà. Sono pertanto emersi i limiti maggiori delle

sopravvalutati, che hanno sfavorito l’ agricoltura e la produzione per l’ politiche di aggiustamento che hanno la radice nella carenza di conoscenza

esportazione. dei meccanismi di crescita e sviluppo dei paesi periferici.

I bassi tassi di interessi ed i minimi salariai, che avrebbero distorto i

costi del capitale e del lavoro, franando l’ occupazione . QUATTRO ELEMENTI DEL DIBATTITO RECENTE:

-l’ eccessiva espansione della spesa pubblica e delle imprese di stato 1) Il riconoscimento dell’ insufficiente importanza che le strategie del

sussidiate, fonte di inefficienza, inflazione e corruzione. passato avevano attribuito all’ agricoltura nel cambiamento strutturale

2) La constatazione dell’ insufficienza degli incentivi di prezzo a garantire la

Le ricette proposte prevedono: ripresa della crescita, e quindi la necessità di una gradualità dei processi di

-soppressione delle misure protezionistiche liberalizzazione

-liberalizzazione del commercio interno 3) La convinzione che il vincolo più stringente all’ industrializzazione sia la

-contrazione della spesa pubblica mancanza delle capacità imprenditoriali e tecniche

-privatizzazione delle imprese pubbliche 4) La priorità attribuita ai problemi della distribuzione

Queste impostazioni vengono adottate nei programmi di aggiustamento SIGNIFICATI ATTRIBUITI AL CONCETTO DI SVILUPPO nei recenti

del FMI e della Banca Mondiale, a cui è condizionata la concessione di orientamenti della letteratura economica:

prestiti, vitali per le economie dei paesi indebitati. Termini positivi : mutamento morfologico di un modo di produzione

AFFINITA’ E DIFFERENZE CON LE STRATEGIE DEI DECENNI Termini normativi, propri della politica economica: occorre prima precisare

PRECEDENTI le direzioni scelte per il mutamento.

La crescita del PNL è ancora l’ indicatore privilegiato, ne’ si trascurano i 1)LE ANALISI DI SEN: partono dalla critica del welfarismo e dallo studio dei

problemi della disoccupazione e della povertà. fenomeni di povertà e fame; approdano ad un significato di sviluppo come

ampliamento delle capacità, possibilità (entitlements) dei soggetti; oltre

Ciò che è cambiato è l’ individuazione delle cause della mancata alla crescita del reddito serve che siano garantite le possibilità di accesso

crescita: prima si individuava nell’ ‘insufficienza del risparmio, allo sviluppo tramite istituzioni e politiche idonee

nel dualismo dell’economia, nella struttura dell’ agricoltura

tradizionale, nelle asimmetrie tra paesi centrali e periferici sul 2) IL MODELLO DI CRESCITA DI SOLOW (Modello di tipo neoclassico) era

mercato mondiale; ora l’ opinione prevalente è che i segnali sono stato il modello dominante nel filone di studi sulla teoria della crescita negli

distorti e le risorse non sono impiegate in modo efficiente e anni ’50. [Il tasso di crescita di un’ economia è proporzionale al tasso di

funzionale alla crescita a causa delle politiche dirigiste e progresso tecnico considerato come variabile esogena.]

stataliste adottate. I nuovi modelli di tipo neoclassico tendono da un lato, a spiegare la crescita

come risultato di forze endogene al sistema, dall’ altro identificano fattori

5. Alcuni elementi per una ridefinizione della strategia di esogeni distinti sia dalla tecnologia, che dall’ accumulazione del capitale

sviluppo fisico (la variabile strategica del modello di Harrod-Domar)

Le impostazioni NEOCLASSICHE E MONETARISTE prevalenti negli anni 3) I modelli dualistici sono stati ripresi dagli orientamenti recenti (tesi di

’80, su cui erano basate i programmi di aggiustamento di BM e FMI, Kaldor sui rapporti tra industria e agricoltura nello sviluppo), portando in

hanno portato a suggerire ricette identiche in situazioni differenti; rilievo tre temi: 21

- l’ attenzione alle risorse umane e alla formazione del capitale umano, capitalistico che, rispettandone la compatibilità, porti all’ uscita dalla

definita come accumulazione di capacità che aumenta la produttività del periferia.

lavoro. Altri modelli avevano prestato attenzione al progresso tecnico

ma trattandolo come variabile esogena. E’ POSSIBILE L’ USCITA DALLA PERIFERIA?

- L’ importanza attribuita (sulle tracce di Kaldor), all’ espansione della -Per le TEORIE RADICALI ciò non è possibile rimanendo all’ interno del

domanda diretta dal settore agricolo a quello industriale come sistema capitalistico, poiché l’ esistenza della periferia ne è un connotato

condizione di uno sviluppo equilibrato, superando il limite dei modelli essenziale (LUXEMBERG)

dualistici di Lewis che dell’ agricoltura consideravano solo l’ offerta -Secondo un orientamento precedentemente trascurato dell’ economia

potenziale di forza lavoro in eccesso, e non la domanda. classica, i limiti allo sviluppo sono posti dalle risorse non

-L’ importanza della funzione di istituzioni proprie dei paesi periferici riproducibili e da tutti i fattori che costituiscono l’ ambiente

(agricoltura e credito rurale), in passato considerate come residui della naturale.

società tradizionale e dunque ostacoli al progresso. Ora tali istituzioni Le conseguenze della crescita dei paesi della periferia :

vengono considerate risposte appropriate alle caratteristiche dell’ -un’ enorme capacità di consumo che porterebbe all’ esaurimento delle

ambiente naturale ed economico, nella per la riduzione dei rischi e la risorse disponibili e a danni catastrofici sull’eco-sistema;

minimizzazione dei costi di informazione e transazione, la -conflitti per il controllo delle risorse;

compensazione di effetti di distribuzione delle risorse non equa. -tentativi di stabilire nuove regole internazionali

-spinta all’ innovazione tecnologica e sociale per modificare la struttura

Esiste dunque un’ interdipendenza tra variabili economiche ed della produzione e dei consumi.

istituzionali e a un intervento su queste ultime allo scopo di

modernizzarle in base a modelli esterni, possono essere preferite Per i Keynesiani il meccanismo per garantire una crescita bilanciata e di

misure che favoriscano il graduale evolversi di istituti e rapporti piena occupazione era da ricercarsi in una modifica della distribuzione

funzionale dei redditi: la crescita dipende dalle decisioni di investimento

tradizionali in interazione con l’ ambiente economico e sociale. dei capitalisti (alti profitti da investire --> accumulazione --> alta

crescita -> alta occupazione).

6.E’ possibile il superamento del sottosviluppo? DISUGUAGLIANZA CRESCENTE AL DI SOTTO DELLA PIENA

Elementi per la definizione di una strategia di sviluppo possibile: OCCUPAZIONE, DISUGUAGLIANZA COSTANTE NELLA FASE MATURA

DELLO SVILUPPO

OBIETTIVI (STADIO STAZIONARIO=DISUGUAGLIANZA PERMANENTE)

 Possibilità per tutti di soddisfare i bisogni essenziali In termini di strategie di sviluppo: finanziamento dei progetti in

 Eliminazione della povertà di massa e dell’ emarginazione sociale relazione al tasso di rendimento.

 Crescita continua del prodotto nazionale e aumento della produttività

del lavoro con investimenti nel capitale umano

 Cambiamento strutturale verso un’ industria efficiente e a una

trasformazione dell’ agricoltura Tra il secondo dopoguerra e gli anni ’60, l’ impostazione dei programmi

 Maggiore indipendenza dal mercato mondiale e differenziazione delle di sviluppo è influenzata dal modello HD, di derivazione keynesianoIL

esportazioni. MODELLO DI HARROD-DOMAR è un modello aggregato di crescita che ha lo scopo

di determinare l’ andamento che deve avere la produzione del reddito perché la

 Evoluzione delle istituzioni economiche, sociali e politiche non con l’ crescita di un sistema economico (composto di un solo settore, chiuso e senza

imposizione di modelli esterni ma delle specificità sociali e finanza pubblica e moneta) continui indefinitamente in equilibrio;esso dimostra,

culturali dei diversi paesi. (combinando i principi del moltiplicatore* e dell’ acceleratore*), che un’ economia

LO SVILUPPO POSSIBILE tiene conto dei vincoli del sistema mondiale può crescere in equilibrio di piena occupazione se il suo saggio di crescita

per ogni paese, ed è uno sviluppo interno al sistema mondiale naturale (dipendente dalle variabili esogene della cresciuta della popolazione e 22

della produttività), coincide con il saggio di crescita garantita che assicura esogeno

l’ uguagliamento tra capacità produttiva programmata degli investitori e Il meccanismo per garantire una crescita bilanciata e di piena

domanda. Questo saggio è uguale al rapporto s/v tra propensione al occupazione è da individuarsi in un mutamento delle tecniche indotto da

risparmio e coefficiente di capitale (ossia rapporto tra capitale e modificazioni dei prezza dei fattori (lavoro e capitale). Se si è lontani

prodotto.) dalla piena occupazione, la riduzione dei salari induce ad adottare

tecniche intensive di lavoro e viceversa.

Se si parte da una situazione di diseguale ditribuzione della ricchezza, l’

incentivo al risparmio delle classi più ricche sarà minore, a causa dei

IL TASSO DI CRESCITA E L’ INDUSTRIALIZZAZIONE VANNO PERSEGUITI rendimenti marginali decrescenti, così che progressivamente il tasso più

CON ACCUMULAZIONE E AUMENTO DEL RISPARMIO INTERNO: LE elevato di accumulazione che caratterizza le classi più povere provoca

INDICAZIONI STRRATEGICHE SONO: una COVERGENZA nella distribuzione della ricchezza

- RUOLO CRUCIALE DELLO STATO (STADIO STAZIONARIO=SCOMPARSA DELLA DISUGUAGLIANZA se tutti i

-SOSTITUZIONE DELLE IMPORTAZIONI soggetti hanno le stesse abilità e la stessa propensione al risparmio)

- PROTEZION E DELL’ INDUSTRIA NASCENTE La sostituibilità tra lavoro e capitale e quindi la possibilità di mutare la tecnica

produttiva costituisce il meccanismo riequilibratore dei modelli neoclassici.

Per i neoclassici la distribuzione funzionale del reddito non ha

influenza sulla crescita; la quota di risparmio investita è costante

(dipende dalla crescita della popolazione e dagli ammortamenti). L’

accumulazione capitalistica non garantisce, di per se, una crescita

continua del reddito, senza l’ intervento di un progresso tecnico

Entrambi i modelli vedono nella crescita del prodotto l’ obiettivo dello sviluppo

ENTRAMBI I MODELLI PRESUPPONGONO LA CRESCITA, MA NON LA SPIEGANO

sia quella che in ogni momento consente di ottenere una produzione

K v Y

uguale alla domanda. Tale condizione è espressa da t= t

IL MODELLO DI CRESCITA di HARROD-DOMAR (1939-1946)  Dato il coefficiente di capitale (v),

(produttività marginale del capitale)

[1] uguale al rapporto tra incremento di capitale e incremento di reddito

Perché il sistema sia in equilibrio deve essere rispettata la prodotto:

I =S

condizione: Investimento(I)=Risparmio(S) v= (K/Y)

t t da cui K = v Y

t t

[1]  gli imprenditori [principio dell’ acceleratore] decideranno l’

 La propensione al risparmio (s) è uguale al risparmio (S) diviso il ammontare degli investimenti in base alle variazioni attese del

Y reddito Y ; per cui si ha:

reddito prodotto ( ) :

t a at+1

I =v (Y -Y )

s = S /Y S = s Y

[2] da cui t t

t t t t [2]

e quindi, per la [1] si ha I s Y

t= t

 Inoltre, gli investimenti I si aggiungono alla dotazione di capitale

(K) preesistente e l’ equilibrio richiede che la dotazione di capitale 23

 diminuzione dei salari ---- > aumento dei profitti ---- > aumento del risparmio e

Perché le aspettative degli investitori si realizzino e quindi si abbia dell’ accumulazione e inflazione

una crescita in equilibrio, il reddito atteso deve essere deve DIMINUISCE LA QUOTA DI REDDITO PER I LAVORATORI MA AUMENTA IL

eguagliare il reddito prodotto: RISPARMIO AGGREGATO.

at+1

Y = Y t+1 OBIETTIVO DELLO SVILUPPO E’ FAR AVVICINARE IL SAGGIO DI CRESCITA

da cui l’ equazione I =v (Y -Y ) può essere riscritta NATURALE (CHE GARANTISSE LA PIENA OCCUPAZIONE) A QUELLO GARANTITO.

t a t

I =v (Y -Y ) Il modello di Harrod-Domar non assicura che la crescita del sistema si verifichi in condizioni

t t+1 t di stabilità: se le previsioni degli imprenditori non si realizzano ed essi investono più o meno

di quanto assicura un’ offerta eguale alla domanda, non esiste nessun meccanismo nel

 Tenendo conto della [1] e della [2] si ha sistema che assicuri l’ equilibrio. Sia la spinta inflazionista che quella depressiva, non

s Y v (Y -Y ) da cui

= trovando alcun elemento equilibratore, tenderanno ad avere effetti cumulativi

t t+1 t+1 Il passaggio da questo modello di crescita, pensato in relazione al problema keynesiano

della piena occupazione, a un programma di sviluppo, avviene assumendo il valore

(Y -Y )

t+1 t+1 desiderato del tasso di crescita come obiettivo, dipendente, per un coefficiente di capitale

---------------- =s/v costante, dall’ammontare del risparmio e quindi dall’accumulazione del capitale.

I due punti più criticati di questa impostazione neokeynesiana sono la costanza del

Y coefficiente di capitale e l’ identificazione del capitale con il solo capitale fisico e dello

= G

Il valore del primo membro è il tasso di crescita garantito , da sviluppo con la crescita.

g

cui L’indicazione principale del modello di H-D e’ che il tasso di crescita di

G =s/v lungo periodo dipende da due variabili fondamentali: la propensione al

g risparmio (e quindi l’ investimento ) e la produttività del capitale.

G

Il tasso di crescita garantito , è

g IL MODELLO DI CRESCITA di SOLOW (1956)

1. il tasso di crescita del reddito che assicura l’ equilibrio tra domanda e offerta IL MODELLO NEOCLASSICO DI SOLOW si differenzia da quello di Harrod-Domar

corrispondente alla dotazione di capitale programmata dagli investitori (e che dipende

dal saggio marginale di risparmio e dunque, dall’ investimento) . perché il coefficiente di capitale v, nei primi costante, qui può variare in

2.quel tasso di crescita del reddito che assicura che nel sistema economico la domanda conseguenza di mutamenti nelle combinazioni di lavoro e capitale, supposti

eguaglia la produzione corrispondente alla dotazione di capitale programmata dagli perfettamente sostituibili . L’ accumulazione capitalistica non garantisce, di per se,

investitori) una crescita continua del reddito, senza l’ intervento di un progresso tecnico

3. (quello che corrisponde all’ uguaglianza di domanda e offerta ottenuta sfruttando la esogeno La principale novità del modello di Solow rispetto a quello di Harrod-Domar

capacità produttiva resa possibile dall’ accumulazione di capitale.) è l’enfasi sul concetto di rendimenti decrescenti per i singoli f attori di produzione.

Solow non si pone il problema della coincidenza tra saggio effettivo di crescita e il

G non garantisce automaticamente un equilibrio di piena occupazione:

g tasso garantito e quindi della instabilità che può derivare,secondo Harrod, dallo

perché ciò avvenga esso deve essere uguale al saggio di crescita naturale squilibrio tra domanda e offerta globale, ma solo quello del raggiungimento dell’

G

( ) (cioè il tasso di crescita potenziale consentito dalle variabili esogene

n equilibrio di piena occupazione.La sostituibilità tra lavoro e capitale e quindi la

della crescita della forza lavoro-della popolazione- e della produttività del possibilità di mutare la tecnica produttiva costituisce il meccanismo

lavoro.) Tale eguaglianza può avere luogo solo per caso. riequilibratore dei modelli neoclassici. Nel modello di Solow infatti compare

esplicitamente la funzione di produzione che include lavoro e capitale come fattori

G G

Se ----> la forza lavoro cresce di meno ed è insufficiente a garantire

g> n essenziali per giungere al prodotto finale .Se c’è abbondanza di capitale si

l’ assorbimento delle riporse ---- > aumento dei salari ---- > diminuzione dei utilizzeranno metodi più intensivi di questo fattore, viceversa se c’è relativa

profitti---- > diminuzione dell’ accumulazione e depressione abbondanza di lavoro prevarranno le tecniche più intensive di lavoro. In altre parole,

AUMENTANO I SALARI MA DIMINUISCE IL RISPARMIO AGGREGATO il rapporto capitale-prodotto e’endogeno e dipende dalla dotazione relativa di

capitale e lavoro

G G

Se ----> le aspettative degli investitori sono realizzate ma la forza

g< n

lavoro cresce di più della sua possibilità di impiego---- >disoccupazione e 24

Un’ altra differenza è che il tasso di crescita non dipende dalla propensione al  SECONDA IPOTESI: si assume che la produttività marginale

risparmio e quindi dall’ investimento. Se l’ investimento aumenta, ci sarà un dei fattori sia decrescente e vari tra + infinito e zero.

aumento della produzione nel momento dato, ma non un aumento del saggio di Quindi all’ aumentare di capitale, la produttività media del lavoro aumenta ad un

crescita nel lungo periodo dato che, per l’ ipotesi della produttività marginale tasso decrescente: al crescere di K, y aumenta ma in misura decrescente:

decrescente, l’ aumento del capitale diminuisce il suo contributo marginale alla

produzione, mentre il risparmio non può crescere indefinitamente.

Per spiegare la crescita del sistema Solow e altri autori neoclassici sono ricorsi al

progresso tecnico, inserendolo nella funzione di produzione-- LA CRESCITA

DEL PROGRESSO TECNICO DIVENTA DIRETTAMENTE PROPORZIONALE

AL TASSO DEL PROGRESSO TECNICO DATO ESOGENAMENTE.

Il problema numero uno del modello di Solow è che predice un mondo che una

volta raggiunto lo stato stazionario non ha più forze interne che promuovano la 

crescita. MA le economie avanzate che avrebbero tutte le caratteristiche per Se il risparmio è una frazione costante del reddito s, con s<1, e se vale l.’ipotesi

trovarsi vicine al loro stato stazionario non mostrano alcuna tendenza a frenare di uguaglianza tra risparmi ed investimenti, possiamo scrivere I = sY e,

la loro crescita. Il modello di Solow d’altro canto, laddove i parametri del modello dividendo per L, I/L=s Y/L = sy;

siano tutti uguali tra i vari paesi predice convergenza (i paesi poveri tendono a il risparmio (e l’ investimento) per lavoratore che viene realizzato è una

crescere di più dei ricchi)assoluta e dunque una correlazione negativa tra reddito funzione di k .

pro-capite e tasso di crescita che non sembra essere una regolarità statistica  Assumendo che la forza lavoro cresca ad un tasso n, affinché i nuovi lavoratori

osservabile. vengano dotati del capitale necessario, data la tecnica vigente k , si dovrà

Δ L = n L

investire esattamente n k ; infatti il numero di nuovi lavoratori sarà e

FATTORI DI CRESCITA : CAPITALE, LAVORO, PROGRESSO TECNICO I ≡ΔK ΔK/ Δ L = k

l’investimento dovrà essere tale che .

Si supponga che il prodotto interno o reddito Y, sia funzione della

dotazione di capitale K e della forza lavoro impiegata nella produzione,L;

l’economia di un paese può quindi essere rappresentata dalla seguente 

: Y = F ( K, L )

funzione Allora possiamo anche scrivere :

I/ΔL= K ------ > I= ΔL K ------ > I/L= (ΔL / L) K = nK

 PRIMA IPOTESI: La funzione è a rendimenti costanti di scala: un

aumento dei fattori produttivi dà luogo ad un aumento del prodotto  Abbiamo quindi due espressioni per l’ investimento per lavoratore, entrambe

delle stesse proporzioni (la funzione è di primo grado); perciò, se K ed funzioni di k:

L aumentano nella proporzione Y aumenterà nella stessa

,anche - la prima indica l’ investimento effettivamente realizzato, uguale a sy; essendo

proporzione ovvero:

, una trasformazione equivalente della funzione f( k ) sarà una curva crescente a

tassi decrescenti.

- La seconda indica l’ investimento per lavoratore che sarebbe necessario

F(K, ) =

L Y effettuare per dotare, ad ogni periodo, i nuovi lavoratori del capitale

da cui , per e K=K/L si può scrivere

=1/L corrispondente alla tecnica data, k, uguale ad nk. In questo caso la funzione

sarà, come si vede, una retta passante per l.origine. Il grafico seguente mostra

Y/L F (K/L,1)= f (K) tutte le funzioni trattate:

Dunque il prodotto per lavoratore è funzione solo del rapporto

capitale/lavoro K, che rappresenta la combinazione di fattori produttivi

adottata (la tecnica

) 25

ΔK/K ΔY/Y

i tassi di crescita del capitale, e del prodotto, sono uguali e pari ad n,

infatti:

dk/k=(dK/K) - (dL/L) = (dK/K) –n

dk* = 0 = dk*/k*,

e poiché quando k=k* abbiamo quindi (d K)/K=n

ma se i fattori di produzione K ed L crescono, nello stato stazionario, allo stesso

saggio, anche il prodotto Y, per l’ ipotesi di rendimenti di scala costanti, dovrà

crescere allo stesso saggio e cioè n.

E. da notare che il saggio di crescita di lungo periodo di tutte le variabili, n, è

esogenamente dato. Possiamo valutare la rilevanza di questo modello per la

spiegazione della crescita nei PVS cercando di rispondere a questa domanda:

perché alcuni paesi hanno redditi pro-capite superiori ad altri? In base al modello,

Quanto detto finora consente di analizzare l’ evoluzione dinamica del sistema, se per ipotesi i paesi adottano tutti la stessa tecnologia, esistono solo due

infatti il saggio di variazione di k è: fonti che possono essere causa di differenze nel reddito:

i) il valore del reddito di equilibrio (steady state);

dk/k= (dK/K) – (dL/L) ----- > dk = (I/L) – nk ----- > dk = sy – nk ii) il valore del rapporto capitale lavoro, k, e quindi y, diverso da paese a

paese; ossia la distanza dalla posizione di equilibrio (da k* e da y*) può variare

questa espressione dice che per ogni valore di k < k* ( ovvero nel tratto a tra paese e paese.

sy > nk

sinistra di k* nel grafico) , e dk > 0 pertanto il rapporto capitale lavoro Dunque diverso comportamento del risparmio (s) e diversa crescita demografica (n)

aumenta. Ciò spinge il sistema a convergere al punto k *. Questo non sorprende IL MECCANISMO PER RIPORTARE L’ ECONOMIA SUL SENTIERO DI CRESCITA

affatto visto che, come detto sopra e come si vede dal grafico, ciò significa che l’ BILANCIATA è DA INDIVIDUARSI IN UN MUTAMNETO DELLE TECNICHE INDOTTO

DA MODIFICAIZONI DEIPREZZI DEI FATTORI (LAVORO E CAPITALE). Se si è

investimento per lavoratore effettuato è superiore a quello necessario a lontani dalla piena occupazione la riduzione dei salari induce ad

mantenere costante il valore di k . Nel punto .e, in corrispondenza di k* , le due adottare tecniche intensive di lavoro. La concentrazione nella

sy =nk, dk= 0

funzioni dell’ investimento pro capite si intersecano perciò e il distribuzione del reddito aumenta. Viceversa quando ci si avvicina

sistema raggiunge una posizione di equilibrio; si tratta di un equilibrio stabile alla piena occupazione.

perché per valori del rapporto capitale prodotto diversi da k* il sistema viene Il progresso tecnico esogeno è la condizione per far aumentare il

sy < nk, dk < 0

sospinto a convergere verso tale valore (se k> k* allora , ossia tasso di crescita del prodotto

l’ investimento è inferiore a quello necessario a dotare i nuovi lavoratori del

capitale che corrisponde a k e quindi il rapporto capitale/lavoro diminuisce). A Le ipotesi del modello

tale posizione corrisponde un solo valore di equilibrio del prodotto pro-capite y*.

La posizione raggiunta viene detta di equilibrio stazionario: in esso la crescita  Due fattori di produzione: lavoro e capitale.

è nulla per le variabili pro capite y e k, mentre il prodotto Y il capitale K e la forza  Presenza di una funzione di produzione e una funzione di accumulazione del capitale

lavoro L crescono tutti allo stesso tasso, n.  Funzione di produzione con rendimenti di scala costanti e rendimenti decrescenti dei singoli

I valori di stato stazionario del rapporto capitale prodotto e del prodotto per fattori (di tipo Cobb-Douglas). Presenza del progresso tecnico come variabile esogena (il

lavoratore (k* e y*) sono dati da: progresso tecnico non è spiegato: è "manna dal cielo").

 Concorrenza perfetta e massimizzazione dei profitti.

k*=(s/n) y *= (s/n) f (k*) Uguaglianza tra risparmi e investimenti.

y*= (n/s) k* Modello di Solow senza progresso tecnico con variabili aggregate 26

La rappresentazione più semplice del modello di Solow è quella in cui il progresso tecnico Questo significa che prima o poi dK, che, come abbiamo visto, cresce più velocemente,

non esiste e lo stato della tecnologia rimane costante. raggiungerà il livello dei risparmi sY, in modo tale che:

La funzione di produzione di tipo (Cobb-Douglas) suppone che per produrre una

determinata quantità di output serva una particolare combinazione dei due fattori produttivi

lavoro e capitale. Questa situazione, che viene chiamata di stato stazionario, è un equilibrio di lungo periodo.In

conclusione:

 Nel breve periodo il reddito Y e il capitale K possono aumentare o diminuire a seconda che i

Y = Prodotto o output risparmi sY siano maggiori o minori del deprezzamento del capitale dK.

K = Capitale  Nel lungo periodo si arriva in una situazione di stato stazionario, dove i risparmi sono pari al

L = Lavoro deprezzamento del capitale e dove reddito e capitale non crescono.

α = Costante il cui valore va da 0 a 1  Una variazione della propensione al risparmio s o del tasso di deprezzamento del capitale d

avrà effetti positivi o negativi sui livelli aggregati di capitale e di reddito esclusivamente nel

La funzione di accumulazione del capitale suppone che il capitale sia pari a quello del breve periodo.

periodo precedente, più la quantità di risparmi (poiché i risparmi vengono impiegati  Non è possibile quindi avere in questa situazione una crescita costante e continua del

interamente negli investimenti) meno il deprezzamento del capitale, ossia quella parte del capitale e del reddito.

capitale che diventa obsoleta e va perciò rinnovata. Modello di Solow senza progresso tecnico considerando l'output per addetto

Ciò che interessa di più del modello di Solow è la rappresentazione delle sue variabili in termini

K = capitale di valori per addetto: più che il reddito e il capitale aggregato di un paese, ci interessa sapere

t = tempo quanto reddito è generato e quanto capitale è a disposizione di una singola persona. L'output

s = propensione al risparmio per addetto si esprime con la formula Y/L=y (indichiamo con le lettere minuscole y e k

d = tasso di deprezzamento del capitale rispettivamente reddito e capitale per lavoratore. Riprendendo la funzione di produzione

precedente, otterremo:

Quindi la variazione di capitale da un periodo all'altro è data da: Semplificando, otterremo: , cioè

Supponiamo che, a causa di un alta propensione al risparmio s, gli investimenti siano

maggiori del deprezzamento del capitale; si avrà quindi un aumento del capitale da un Per quanto riguarda la funzione di accumulazione del capitale, utilizziamo uno stratagemma

periodo all'altro. Secondo la funzione di produzione, l'aumento di capitale comporta un matematico e prendiamo il logaritmo dell'equazione del capitale per addetto k = K/L:

aumento del reddito Y. Tuttavia, se supponiamo che la quantità di lavoro resti invariata, a

causa dei rendimenti decrescenti dei fattori tale reddito Y crescerà ad una quota pari a: Abbiamo scoperto che il tasso di crescita del capitale per addetto (Δk/k) è dato dal tasso di

crescita del capitale a livello aggregato (ΔK/K) meno il tasso di crescita della popolazione

lavorativa o della popolazione nel suo complesso in caso di piena occupazione (ΔL/L,

rappresentato con la lettera n).

,

Dato che 0 ≤ α ≤ 1 Se vogliamo esprimere la funzione di accumulazione del capitale in termini di tasso di crescita

del capitale per addetto (Δk/k) basta fare: 27

Se voglio trasformare tale funzione in termini di capitale per addetto, basta moltiplicare per k

e otterremo:

Il significato economico della funzione è che la variazione del

capitale per addetto è correlata positivamente con il tasso di

risparmio ed il reddito (più risparmi significano più investimenti),

mentre è correlata negativamente con la crescita della popolazione

(se la popolazione cresce, dovrò dare a ciascun nuovo lavoratore una

quantità di capitale k aggiuntiva) il tasso di deprezzamento e il

livello di capitale per addetto.

Vedere meglio in appendice! Cap. 6 – (pp. 189-229)

Crescita e distribuzione del reddito

Il problema dei rapporti tra crescita e distribuzione.

- Se la crescita del prodotto nazionale è considerata prioritaria,una

distribuzione più egualitaria del reddito viene ritenuta possibile solo in una

fase avanzata del processo di sviluppo,come effetto di una crescita in cui i

benefici si estendono nel tempo dai più ricchi ai più poveri.

- Si può però anche sostenere che una iniziale distribuzione del reddito è,

in una strategia di sviluppo, condizione indispensabile alla crescita. 28

. Due obiettivi di una strategia di sviluppo corrisponde una uguale distribuzione di reddito). Quando la distribuzione

Crescita del PNL o distribuzione? è rappresentata da una curva convessa sottesa alla diagonale essa sarà

Gli anni ’40 e ’50 furono dominati dall’ identificazione tra sviluppo e tanto più diseguale quanto più la curva è convessa.

crescita: il tasso di crescita del PNL era la grandezza da determinare

nei modelli di crescita keynesiani o neoclassici, con l’ idea che una

distribuzione del reddito favorevole ai percettori di profitti (la parte più

ricca della popolazione), avrebbe consentito una maggiore formazione di

capitale, ritenuto strategico nello sviluppo (Teorie del trickle down)

Negli anni ’60 si le tematiche distributive assumono una maggior

rilevanza, anche perché il bilancio delle prime politiche di sviluppo aveva

messo in luce che i problemi della povertà erano in alcuni casi,

aggravati, soprattutto a causa del deterioramento del capitale umano

(basic needs). LIMITI: se si confrontano due diverse distribuzioni di reddito, per

Con gli anni i’80, tra le difficoltà dovute alla crisi debitoria e le politiche esempio due curve di Lorenz di un paese in momenti differenti, si può

di aggiustamento strutturale di visione neoclassica, il problema dire che una distribuzione è più equa di un’ altra solo se la curva di

distributivo perde di nuovo terreno rispetto all’ obiettivo della stabilità. Lorenz della prima si sposta per tutta la sua lunghezza al di sopra dell’

Oggi una nuova fase pone di nuovo l’accento sulla distribuzione altra. Se le due curve si intersecano non è possibile dire quale è più

(influenza delle teorie di Sen),, partendo da: egualitaria. A destra del punto di intersezione la distribuzione potrebbe

-la constatazione che la contrazione delle spese pubbliche porta ad una essere più o meno ugualitaria e a sinistra il contrario: in tal caso non si

contrazione di servizi sociali peggiorando le condizioni degli strati più può attribuire un diverso peso a diverse frazioni della popolazione, se non

deboli e deteriorando il capitale umano, considerato strategico per lo con un giudizio di valore.

sviluppo. IL COEFFICIENTE DI GINI è un indice che varia tra 0 e 1 ed è tanto

-Le politiche di aggiustamento hanno aggravato la povertà rurale più alto quanto più la distribuzione è diseguale. Si calcola come il

accrescendo fenomeni di emarginazione a favore di crisi politiche anche rapporto tra l’ area compresa tra la diagonale e la curva di Lorenz e l’

gravi area del triangolo rettangolo in cui giace la curva stessa: il coefficiente

- L’analisi teorica ha portato a concludere che la redistribuzione può cresce al crescere della disuguaglianza da 0 (perfetta uguaglianza) a 1

portare vantaggi anche i termini di efficienza. (quando le aree sono uguali, massima disuguaglianza) .Tanto maggiore è

la distanza tra la diagonale e la curva, maggiore sarà il valore al

2. La disuguaglianza e la sua misurazione numeratore (quello sopra!) e e quindi l’ indice di disuguaglianza.

Indici per la misurazione della distribuzione del reddito: L’ INDICE DI DALTON, formulato nel 1920, fa riferimento alla nozione

OGGETTIVI: basati sulla misurazione statistica della dispersione dei di benessere sociale nell’ ambito della dottrina utilitaristica, che ipotizza

livelli dei redditi. (Curva di Lorenz, Indice di Gini) che, essendo decrescente l’ utilità marginale del reddito e uguali per tutti

NORMATIVI: basati sul confronto con modelli distributivi ritenuti equi in le funzioni di utiltà,il benessere sociale è massimo quando la distribuzione

termini di benessere sociale (Indice di Dalton) del reddito è egualitaria.(INDICE NORMATIVO)

La disuguaglianza viene misurata come rapporto tra benessere

CURVA DI LORENZ: Collega gruppi percentuali di popolazione(asse sociale che deriva da una certa distribuzione e quello che si

x), - percentili - distinti per classe di reddito (asse y), con le quote dovrebbe avere se la distribuzione fosse equa. Dunque la

percentuali del reddito nazionale distribuite a ciascun gruppo. Se la valutazione della disuguaglianza si basa sulla definizione-normativa- di

distribuzione fosse perfettamente egualitaria la curva sarebbe quella che dovrebbe essere la distribuzione migliore per ottenere la

rappresentata dalla diagonale bisettrice dei due assi (ad ogni gruppo massimizzazione del benessere sociale. 29

-se l’ aumento del consumo interno riduce le esportazioni --------

LIMITI:la misurabilità cardinale delle utilità individuali e la loro squilibrio dlla bilancia commerciale----- effetti sul tasso di cambio

additività -------(se il sistema fiscale non riesce a coprire le aumentate spese dello

stato) disavanzo del bilancio statale ----- credito estero o emissione di

3. Obiettivi e compatibilità di una politica redistribuitiva. moneta ----- spinta inflazionistica da eccesso di circolazione

POLITICA REDISTRIBUTIVA: insieme di strumenti messi in atto per DISTRIBUZIONE E CRESCITA:

avvicinare la distribuzione effettiva a quella desiderata. 1) L’ aumento del reddito porta ad una migliore distribuzione del reddito?

La distribuzione desiderata può essere quella perfettamente egualitaria 2) Una migliore distribuzione influenza il tasso di crescita?

(DALTON) ; oppure l’ obiettivo può essere quello dell’ aumentare il Le strategie di sviluppo prevalenti nel dopoguerra presuppongono l’ ipotesi

reddito dei più poveri oppure l’ uguaglianza delle opportunità. del trade-off tra crescita e distribuzione: la crescita è il primo obiettivo.

Stabilito l’ obiettivo, il problema diventa quello della compatibilità tra

distribuzione ed altri risultati che il sistema economico deve (Modello di Kuznets, ad U rovesciata ,distribuzione interpersonale e

raggiungere: efficienza,stabilità, crescita. modello dualistico di Lewis, distribuzione funzionale tra profitti e salari)

4. I rapporti tra crescita e distribuzione

DISTRIBUZIONE ED EFFICIENZA: 4.1. Kuznets e Lewis:la ‘saggezza convenzionale” dei primi decenni

Tre forma di distribuzione: del dopoguerra (lo sviluppo attraversa una prima fase in cui la crescita è più diseguale)

1) Se il mercato porta ad un’ allocazione delle risorse non accettabile TRADE OFF TRA CRESCITA E DISTRIBUZIONE

socialmente, è possibile modificare al dotazione iniziale delle risorse KUZNETS(1953) -

per raggiunger un nuovo equilibrio ottimale (???) Il suo contributo riguarda i rapporti tra crescita e prodotto nazionale

2) La distribuzione può essere effettuata dopo il raggiungimento dell’ e le variazioni della distribuzione del reddito, con l’ ipotesi che la

equilibrio con trasferimenti e imposte, che devono essere tali da non disuguaglianza tende ad accentuarsi quando un paese è sulla via dello

distorcere il meccanismo di mercato. sviluppo (take-off) e si attenua solo quando lo sviluppo è stato

3) Una attuata indirettamente tramite interventi che modificano i prezzi raggiunto. Dunque inizialmente la crescita accentua la disuguaglianza, e

di mercato di fattori e prodotti, interferendo con l’ efficienza del ciò a causa dei mutamenti nella struttura della produzione, indispensabili

mercato. alla crescita.

La manualistica riporta una versione ristretta delle analisi di Kuznets nella

forma della ‘curva a U rovesciata, che descriverebbe il rapporto tra

DISTRIBUZIONE E STABILITA’: crescita e distribuzione ponendo sull’ asse x il pnl pro-capite e sulla y gli

indici di Gini della distribuzione del reddito.

Il problema è dato dallo squilibrio che la redistribuzione può LA C.D. LEGGE DI KUZNETS (distribuzione interpersonale)

determinare tra domanda e offerta complessive:

- aumento del reddito degli strati più poveri (con trasferimenti, beni e

servizi gratuiti o sussidiati, aumenti salariali)------ maggiore

domanda di beni di consumo ------ (se l’ offerta è anelastica)aumento

dei prezzi ------- (e i salari sono indicizzati) spinat inflazionistica da

aumento di domanda e costi di produzione 30

quota del reddito nazionale destinata al profitto;ciò attraverso un processo che

prevede l’assorbimento della forza lavoro nel settore capitalistico, con il lavoro

Al crescere del reddito pro-capite fino ad un certo livello, la tradizionale nella stessa funzione del marxiano esercito di riserva. Il salario della

distribuzione del reddito tende a diventare più diseguale (fase del vita in città deve essere un incentivo a trasferirsi nel settore capitalistico dove

take-off); da quel livello in poi la disuguaglianza si attenua. l’occupazione si estenderà finche la produttività marginale del lavoro sarà pari al

Nei primi decenni del dopoguerra, con l’ influenza sulle strategie salario. La differenza tra lavoro e salario, vale a dire il profitto sarà reinvestito e

di sviluppo delle teorie di stampo classico e modelli di crescita questo servirà ad aumentare sia la produttività del lavoro sia l’occupazione a salario

costante, in un processo di continuo allargamento del settore capitalistico, fino a

keynesiano, il fattore determinante della crescita era individuato nell’ che la forza lavoro non sarà completamente assorbita; finché l’ offerta di lavoro

accumulazione del capitale o nel livello degli investimenti in capitale sarà illimitata, i vantaggi dell’ accumulazione e della maggiore produttività vanno ai

fisico. Il problema della distribuzione venne riformulato nei termini di capitalisti, con un accentuata disuguaglianza nella distribuzione.

quale distribuzione del reddito consentisse un più elevato livello di Il modello di Lewis (distribuzione funzionale)

accumulazione di capitale o di investimento. La distribuzione è dunque Il modello di Lewis vuole dimostrare che –date le condizioni di

intesa in senso funzionale, tra fattori della produzione e dunque tra le esistenza di una sovrappopolazione nell’ agricoltura tradizionale- un

componenti del reddito (profitti e salari). cambiamento nella distribuzione del reddito a favore delle quota dei

Nell’ impostazione classica e marxiana, l’ offerta infinita di profitti permette la crescita della produzione e l’occupazione della forza

lavoro o il funzionamento dell’ esercito industriale di riserva lavoro nel settore moderno dell’ economia.

mantengono il salario entro i limiti di quanto è indispensabile alla

riproduzione della forza lavoro; la quota di prodotto attribuita ai salari è ASSE X=OCCUPAZIONE

quindi interamente consumata mentre il sovrappiù (profitto) viene ASSE Y: PRODUZIONE NEL SETT.MODERNO

destinato alla formazione di nuovo capitale. Dunque, quanto maggiore OS=reddito di sussistenza,pari al reddito

sarà la quota attribuita al profitto, tanto maggiori saranno medio in agricoltura

l’accumulazione e la crescita. NQ=curve di produttività marginale per

Nell’ impostazione neokeynesiana sono le decisioni di diverse dotazioni di capitale

WQ=occupazione possibile per le

investimento prese dagli imprenditori (in una situazione di equilibrio a corrispondenti dotazionidi capitale

reddito dato) che determinano il livello dei risparmi. Un aumento degli Q=punto in cui la produttività marginale

investimenti comporterà una distribuzione del reddito più favorevole ai del lavoro eguaglia il salario.

WNW=l’area che indica il profitto

capitalisti e meno ai lavoratori. In quest’ ottica, e con esplicito ottenuto che gli imprenditori investira-

riferimento all’ impostazione classica, si pone il modello di sviluppo no permettendo alla produttività del la-

dualistico di Lewis, secondo cui il presupposto classico di una voro di aumentare (curva N2Q2)fino a Q2.

Il processo continua finchè, rimanendo il

disponibilità illimitata di lavoro può essere accettato quando si affronta il reddito medio agricolo costante, l’ inte-

problema dello sviluppo delle economie periferiche. Una delle loro ra popolazione eccedente in agricoltura

caratteristiche è infatti, il dualismo (la compresenza di un settore verrà assorbita nel settore moderno.

capitalistico e di uno di sussistenza, in cui c’ è abbondanza di forza 4.2. Effetti della crescita sulla distribuzione: critiche alla curva “ad

lavoro, non viene0 impiegato capitale riproducibile e l’ attività lavorativa U rovesciata”

è diretta alla semplice riproduzione della forza lavoro). In questo settore La tesi del trade-off tra crescita e distribuzione incontrò discussioni e

gli addetti sono così eccedenti le necessità produttive che la loro critiche che ne ridimensionarono la portata nell’orientamento delle

produttività marginale è pressoché trascurabile e il prezzo del lavoro è strategie di sviluppo. La linea di ricerca inaugurata da Kuznets adottava il

al livello di sussistenza. Poiché il problema centrale dello sviluppo è l’ metodo cross-section , in cui si raggruppavano i paesi per fasce di PIL

accumulazione del capitale, occorre che queste economie passino da una

situazione in cui il risparmio è intorno al 4-5% del reddito nazionale al 12-15%. pro-capite confrontando i valori medi con l’ indice di Gini, oppure

Ciò è possibile unicamente modificando la distribuzione del reddito a favore dei applicando l’ analisi a più periodi di sviluppo nello stesso paese. Il metodo

risparmiatori, che si trovano nella classe dei capitalisti, aumentando così la 31

però implica che tutti i paesi abbiano la stessa dinamica di sviluppo investimento sono l’ esistenza di capitale (anche di aiuti esteri) e di forza

(visione etnocentrica). lavoro a buon mercato; non si tiene conto della mancanza di capacità

Dai dati emerge invece che in alcuni dei paesi periferici la distribuzione imprenditoriali e manageriali e tecniche, che causa investimenti fallimentari

è diventata più egualitaria, in altri meno, senza nessuna significativa -Non è affatto garantito che la formazione di profitti e il loro investimento

relazione tra saggio di crescita del PIL pro-capite e distribuzione del consentano l’ occupazione di tutta la popolazione agricola eccedente: l’

reddito.Da queste ricerche emergono DUE CONCLUSIONI CONDIVISE: occupazione dipende dalle tecniche adottate; piuttosto è probabile che l’

1)Un aumento della disuguaglianza distributiva è una probabile emigrazione dalle campagne alle città trasformi una buona pare della

conseguenza del passaggio da un’ economia prevalentemente agricola di popolazione rurale in popolazione urbana disoccupata e povera.

sussistenza ed una struttura più differenziata, caratterizzata dall’ 4.4. Una conclusione provvisoria

aumento della produttività in alcuni settori, un aumento del sovrappiù e Sulle tesi di Kuznets e Lewis sui rapporti tra crescita e distribuzione.

un conseguente allargamento dei risparmi e degli investimenti, e una 1. Non esiste sufficienza empirica del fatto che l’ andamento della

crescita della forbice distributiva, con una differenziazione di reddito tra distribuzione del reddito sia quello descritto da Kuznets. La tendenza ad

gli addetti dei vari settori. La stratificazione sociale conseguente una distribuzione più diseguale del reddito è probabile solo nella prima fase

attribuirà ai ceti un diverso peso politico, mentre alcune istituzioni di un processo di crisi e trasformazione di un’ economia di sussistenza, in

redistributive tradizionali (famiglia. Tribù), entreranno in crisi con un cui si ha anche un aumento della povertà assoluta; questo dipenderà dalla

aumento della povertà assoluta (aumento delle persone al di sotto del struttura del paese e dal tipo di sviluppo.

limite di sussistenza). 2. non è dimostrato che una distribuzione più diseguale, come un aumento

2) Secondo l’ andamento della curva ad u rovesciata la tendenza all’au- dei profitti nel reddito nazionale, sia necessariamente una condizione

mento della disuguaglianza dovrebbe proseguire fino a che non si favorevole alla crescita:l’ aumento della quota dei profitti si tradurrà in

raggiunga un certo livello di reddito pro capite: le ricerche confortano l’ maggiori investimenti e in occupazione solo se esistono condizioni escluse o

ipotesi che tale andamento non sia inevitabile, ma dipenda dalle non considerate nel modello di Lewis.

caratteristiche strutturali delle economie dei diversi paesi e dal tipo di 5. Una reimpostazione del problema distributivo nei paesi periferici

LE TESI DI AMARTYA SEN

sviluppo perseguito e dalla scelta delle politiche da adottare. La concezione di Sen per cui la redistribuzione del reddito deve considerarsi un

obiettivo perseguibile di per sé, aldilà dei suoi rapporti con la crescita del reddito, è

4.3. Effetti della distribuzione sulla crescita:limiti e uno dei recenti contributi teorici fondamentale ad una ridefinizione della strategia di

contraddizioni del modello di lewis sviluppo. Lo sviluppo vuol dire per Sen un aumento degli ‘ entitlements ’,

L’ esistenza della sovrappopolazione rurale su cui si basa il modello e la attribuzioni dei soggetti in merito alle possibilità di accedere a beni e servizi,

possibilità di una produttività marginale superiore alla retribuzione garantite da istituzioni e leggi adeguate. L’ accento dell’ impostazione di Sen si

agricola sono state messe in dubbio: spesso tale eccedenza è solo sposta sulla necessita di una redistribuzione basata non sulla posizione relativa

stagionale(vd. Pag. 206). Fattori trascurati da Lewis nel considerare il nella scala dei redditi, ma sulla considerazione del livello assoluto della povertà e

lavoro agricolo come regolatore dei salari: il sindacato, l’ aumento del sulla reale potere di acquisto e di accesso ai servizi.

costo della vita nelle città per la modifca delle ragioni di scambio tra

prodotti agricoli e manufatti, l’ effetto dimostrativo del consumo dei

capitalisti sui contadini inurbati… Inoltre Lewis considera l’ agricoltura 6. Il problema della povertà

6.1.Dalla povertà relativa alla povertà assoluta

tradizionale come fonte di offerta di lavoro per l’ industria, mentre La curva di Lorenz descrive la distribuzione del reddito in base a quote spettanti a

trascura la sua potenziale domanda di prodotti industriali; la capacità di gruppi statistici di individui anonimi. Abbandonato il criterio (alla Dalton) di perfetta

consumo di questa parte è però limitata dall’ ipotesi della costanza del uguaglianza, le strategie di sviluppo si orientano in base al concetto di povertà

reddito al livello di sussistenza. assoluta, intesa come il livello minimo di sussistenza, proprio perché la povertà

L’ esperienza nei paesi periferici ha dimostrato che il modello assoluta nei paesi periferici è un problema più urgente delle ineguaglianze

non tiene: distributive. Le condizioni di vita dei diversi settori della popolazione dipendono,

-Secondo tale modello , le condizioni sufficienti perché si abbia 32

infatti, sì dal reddito, ma anche dalle caratteristiche, sociali, etniche, religiose, Le principali soluzioni al problema della bassa produttività del lavoro dei poveri

regionali. Occorre quindi analizzare e individuare i gruppi obiettivo a favore dei sono:

quali operare la distribuzione(modello di economia segmentata-Ahluwalia). 1) LA REDISTRIBUZIONE CON LA CRESCITA/TRASFERIMENTO DEGLI

INVESTIMENTI:consiste nel destinare ai poveri una quota di aumento del reddito

6.2. Caratteristiche e cause della povertà nazionale, non in forma di maggiori consumi ma di investimenti che aumentano la

Convenzionalmente la linea della povertà è fissata a 370 dollari (nel 1995, più di un produttività del lavoro, fornendo input, infrastrutture, opere di bonifica e di

miliardo di persone nel mondo). irrigazione. Istruzione. CRITICHE:1) tale provvedimento richiederebbe un governo

Ridurre la povertà significa eliminare le cause che la determinano. autorevole e stabile per essere perseguito con continuità;2) i vantaggi saranno

Per un certo periodo la causa delle povertà venne identificata con la disoccupazione ed i goduti anche –soprattutto-dai ceti più abbienti (strade,beni pubblici); 3) il

poveri con i disoccupati: fin quando si poneva in primo piano l’ obiettivo della crescita del meccanismo auto-equilibratore del mercato tenderà a ricreare la condizione del

reddito gli stati a basso reddito non venivano identificati come poveri ma come forza reddito di partenza.

lavoro disponibile per lo sviluppo di un’ economia moderna. Trasporre questa impostazione Da quest’ ultima obiezione evolve la soluzione della:

nei paesi periferici significa non tener conto di alcune caratteristiche proprie di questi 2) REDISTRIBUZIONE PRIMA DELLA CRESCITA: TRASFERIMENTO DEI FATTORI, che

ultimi: determinerebbe una distribuzione dei fattori produttivi PRIMA dell’ aumento della

qui i poveri sono soggetti sociali che lavorano ma che ottengono dal lavoro una

remunerazione assai bassa. L’ ipotesi sostenibile è che le cause principali della povertà si loro produttività; così nei paesi periferici la terra dovrebbe essere distribuita prima

possono ricondurre alla bassa produttività del lavoro svolto dai poveri e alla loro estraneità di introdurre tecniche ed innovazioni per accrescerne la produttività e si dovrebbe

al processo di modernizzazione che, esso stesso, indebolisce i sistemi di tutela e provvedere alla formazione dei lavoratori per accrescerne le capacità prima dell’

solidarietà tradizionali. industrializzazione.

Tre direzioni per una politica contro la povertà: Per combattere la povertà sono necessari diversi tipi di interventi oltre a quelli diretti all’

1) Aumento del prodotto e del reddito del lavoro dei poveri aumento della produttività:

2) Trasferimenti di reddito eprestazione di servizi -misure di politica di prezzi che assicurino la disponibilità di prodotti alimentari

3) Istituzioni che permettano l’ attuazione di queste misure: -Parità di diritti con accesso al credito (donne)

7. La politica contro la povertà -trasferimenti di reddito con sussidi agli inabili al lavoro

7.1. La teoria dei bisogni fondamentali. -produzione ed offerta di beni pubblici (istruzione, igiene, sanità)

Tra gli anni 60 e ’80 le strategie seguite per la crescita del PNL non avevano 7.3.Riforme delle istituzioni

risolto il problemi della disoccupazione e della povertà di massa; questo stimolò OSTACOLI DI ORDINE POLITICO ALLA LOTTA CONTRO LA POVERTA’:

l’ emergere di una nuova strategia di sviluppo che prende il nome di teoria dei -Gli interessi colpiti a breve termine (burocrazia, forze armate, proprietari terrieri,

commercianti e speculatori)

bisogni fondamentali, che rovescia l’ ordine di priorità accettato nei decenni -Sfiducia in un eccessivo intervento pubblico quando l’ apparato statale è acusato di

precedenti, mettendo al primo posto, anziché la crescita della produzione inefficienza e corruzione

aggregata, il raggiungimento di un livello minimo di vita per gli strati più poveri -Emarginazione dei poveri ed esclusione dalla vita sociale, con l’ importazione di modelli

della popolazione.(Cibo, vestiario, alloggio, igiene, educazione. Bisogni politici esterni che non sostituiscono le istituzioni tradizionali di solidarietà.

immateriali di partecipazione, identità, rispetto.) Tale obiettivo richiedeva, Necessari:rifondazione dello stato e rappresentanza dei più deboli.

rispetto a quello di un’accumulazione accelerata nell’ industria, una diversa 8. Riproposizione del problema dei rapporti tra distribuzione e crescita

distribuzione delle risorse con un aumento del loro impegno nei servizi sociali e - Enfasi sulle misure per l’ aumento della produttività del lavoro dei poveri;

nell’ agricoltura. La distribuzione del redito non garantisce il soddisfacimento dei -rapporti tra distribuzione e crescita superando l’ idea del trade-off che il modello di Lewis,

ponendo l’ accumulazione di capitale fisico come fattore determinante della crescita in base

bisogni fondamentali:se lo stato non provvede alla creazione di servizi sanitari, alle teorie alla Harrod- Domar allora dominanti, presuppone la dipendenza del tasso di

di scuole, di acqua potabile, un maggior potere d’ acquisto non consentirà crescita da quello del risparmio a coefficiente di capitale fisico costante.

comunque ai poveri di soddisfare i bisogni essenziali. La lotta alla povertà inizia Cap. 7 - Il processo dell’accumulazione:

dunque con la scelta di adeguate politiche agricole, industriali, della spesa

pubblica tali da consentire un’offerta adeguata al raggiungimento degli obiettivi investimento e risparmio

fissati.Questo orientamento influenzò i progetti di sviluppo delle organizzazioni Il problema della priorità e i criteri di scelta di una politica di

internazionali come la Banca Mondiale, che per un certo periodo privilegiò il

mondo rurale cercando di combinare elementi produttivi e obiettivi sociali investimento e del suo finanziamento.

(progetti agricoli integrati). Le caratteristiche del processo di accumulazione, da cui dipende il tasso di crescita

7.2. Distribuzione con la crescita e prima della crescita e il suo finanziamento. 33

- Il fattore più importante della crescita può essere considerato l’ accumulo di La 2° denominazione si applica a quelle versioni che pongono l’ accento

capitale fisico, muovendo come problema primario la mobilitazione del sull’ esistenza di fattori che tendono a deprimere il reddito (come una

fabbisogno di investimento; crescita delle popolazione) compensando l’ effetto delle forze che stimolano

- oppure la formazione del capitale umano mediante il miglioramento delle la crescita se queste non superano un livello minimo critico. Nel caso della

condizioni di vita, l’ istruzione, la specializzazione della forza lavoro. popolazione si suppone che questa cresca, dopo che il reddito pro-capite ha

- Il finanziamento dell’accumulazione può essere affidato al risparmio interno, al superato il minimo di sussistenza, fino ad un tasso massimo, oltre il quale

sistema fiscale o al debito pubblico, ulteriori aumenti di reddito lasciano la popolazione stabile. Un'altra ipotesi

- oppure al risparmio estero mediante flussi di investimenti diretti, prestiti, aiuti è che a bassi livelli di reddito pro-capite corrispondono bassi investimenti e

risparmi che determinano un basso tasso di crescita del prodotto nazionale.

1. Il circolo vizioso e come uscirne La TRAPPOLA consiste nel fatto che, a reddito di equilibrio eguale o poco

 

Investimenti bassi ------ bassa produttività del lavoro ------ reddito superiore a quello di sussistenza, in corrispondenza del quale i tassi di

 

basso ------ mancanza di incentivi del mercato interno------ crescita della popolazione e del reddito sono eguali, senza un massiccio

investimenti bassi sforzo di investimento e un conseguente forte aumento del reddito pro-

capite, l’ economia tende a ritornare nella posizione originaria perché le

 

bassi risparmi------ bassi investimenti------ scarsa produttività del spinte alla crescita (risparmio e investimento) sono insufficienti a

lavoro------basso reddito------bassi risparmi compensare e a superare le controtendenza dovute a fattori depressivi.

Lo stato di sottosviluppo di un paese viene spiegato con l ‘insufficienza Sulle x -- il reddito nazionale procapite Y

di risparmi ed investimenti, tale da non permettere la crescita. Sulle Y - il tasso di crescita demografica dP/P.

Il punto S indica il reddito di sussistenza, in cui il tasso

Dato che nel secondo dopoguerra la crescita del prodotto nazionale di crescita è zero (popolazione stazionaria). Ad di sotto del

veniva legata all’ accumulazione del capitale fisico, la soluzione proposta reddito minimo, la popolazione decresce.

per rompere il circolo vizioso sta nell’ accumulazione del capitale, con un All’ aumentare del reddito il tasso di crescita demografica aumenta fino

investimento iniziale che massiccio che consenta di portare il PNL pro ad un livello (il 3% circa) a cui si stabilizza, per poi tornare a scendere in

capite ad un livello tale da consentire un’ offerta di risparmio sufficiente corrispondenza di livelli più elevati di reddito.

ad alimentare gli investimenti necessari ad una crescita auto-sostenuta.

Tale strategia richiede una pianificazione dello sviluppo programmato

centralmente. L’ idea –controversa – della pianificazione è stata

sostituita dall’ analisi costi-benefici dei progetti di sviluppo. “Un'altra ipotesi è che a bassi livelli di reddito pro-capite corrispondono

2. Il fabbisogno di capitale bassi investimenti e risparmi che determinano un basso tasso di crescita

2.1. La trappola dell’ equilibrio a basso livello di reddito del prodotto nazionale.”

Nel grafico che segue vengono messi in relazione:

La tesi per cui l’ avvio di un processo di sviluppo richiede una massiccia

dose di investimenti autonomi è detta del ‘big push’ o ‘minimum Sulle x -- il reddito nazionale pro-capite Y

effort’. 34

investimenti sia tanto forte da determinare un aumento di reddito superiore ad M,

Sulle y - l’ investimento pro-capite (I/P)che dipende a cui corrisponde un punto di equilibrio instabile E. Solo oltre questo punto il

dalla quota del reddito che viene risparmiata reddito nazionale cresce a u tasso superiore a quello demografico e si può quindi

Il punto S indica il reddito di sussistenza, in cui arrivare ad un punto di intersezione delle due curve E’ che rappresenta una

risparmio e l’ investimento sono zero; al di sotto c’è posizione di equilibrio stabile ad elevato livello di reddito.

disinvestimento. La conseguenza operativa di questa impostazione è che l’

Oltre il reddito di sussistenza, al crescere del reddito viene investita una

quota crescente di reddito, almeno fino a quando questo non avrà raggiunto ammontare degli investimenti da programmare deve essere molto

livelli molto alti e la propensione al risparmio si stabilizzerà elevato, e strategie gradualistiche sono destinate al fallimento.

CRITICHE AL MODELLO

1) Sui rapporti tra reddito pro capite e crescita demografica

In base alle statistiche si rileva che il saggio di natalità e quello di mortalità

che danno luogo al saggio di crescita non dipendono direttamente dal

reddito pro-capite :

-un alto tasso di natalità si correla ad una distribuzione meno egualitaria ed

è più elevato al di sotto della linea della povertà (donne –istruzione-

previdenza)

Nel grafico che segue vengono riportate la curva della popolazione e -una riduzione del tasso di mortalità dipende da medicina ed igiene, quindi

una curva che mette in relazione : più dall’ impiego dell’ aumentato reddito in spesa pubblica

*Sulle x -- il reddito nazionale pro-capite Y 2) sui rapporti tra reddito pro capite ed investimenti

Sulle Y - il tasso di crescita del prodotto e del L’ investimento e il risparmio dipenderanno dall’ esistenza e il

reddito nazionale dY/Y funzionamento di istituzioni di intermediazione finanziaria, dall’ attesa di

Questo tasso aumenterà all’ aumentare del reddito pro-capite – e quindi del remunerazione degli investitoti nazionali, da circostanze determinate dalle

risparmio e dell’ investimento (in base al modello HarrodDomar),fino ad un politiche nazionali e dagli incentivi ,messi in atto

punto in cui comincerà a decrescere perché la quota del risparmio sul reddito

si stabilizza e si hanno rendimenti decrescenti. 3) Sui rapporti tra investimenti e crescita del prodotto nazionale

Il prodotto nazionale non dipende solo dagli investimenti, ma anche da

fattori diversi come il progresso tecnico, che aumenta la produttività dimi-

nuendo la quota di investimento necessario (il fabbisogno del capitale) ad

innalzare il reddito.

Al punto S, dove le curve si intersecano, il tasso di crescita del reddito e della

popolazione sono uguali e si ha una situazione di equilibrio stabile dato che,

per ogni piccolo spostamento del reddito si avrà una variazione inversa della 2.2. Il coefficiente di capitale

popolazione che riporta il reddito pro-capite al precedente livello di

sussistenza. E’ questo il punto di equilibrio a basso livello di reddito, che Il coefficiente di capitale indica l’ ammontare del capitale richiesto per

costituisce la trappola. aumentare di un’ unità la produzione di un settore o dell’ economia.E’ dato

Se viene attuato un programma di investimenti che porta il livello del reddito dal rapporto capitale/prodotto, misurato come media ponderata dei

pro-capite ad L, il tasso di crescita del reddito totale,corrispondente a tale rapporti per i diversi settori produttivi, o meglio per i diversi progetti di

punto, è inferiore al tasso di crescita della popolazione; questo agisce come investimento che compongono il programma.

fattore depressivo, in quanto l’ accresciuta popolazione assorbe il maggior

reddito riportandolo al livello di S. Dunque è necessario che il programma di 35


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Sara F

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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ditta Leonardo.

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