Riassunto economia dell'innovazione realizzato da Francesca Baetta
Capitolo 1: Le origini dell'economia dell'innovazione
Precursori dell'economia dell'innovazione
-
Adam Smith (apprendimento) parla del tema della divisione del lavoro.
Due miglioramenti:
- Divisione del lavoro, ovvero i lavoratori facevano sempre lo stesso lavoro (a catena), inoltre si cerca di migliorare le macchine per migliorare il lavoro.
- Si cerca di sfruttare principi scientifici per sviluppare innovazioni.
La divisione del lavoro permette di ottenere un apprendimento che consente di creare strumenti che facilitano la mansione dell'operaio. L'estensione del mercato (aumento della domanda) genera maggiore divisione del lavoro, maggiore specializzazione, maggiore rendimento. L'operaio diventa più performante ed il processo più rapido e meno soggetto all'errore, e questo va a vantaggio del processo produttivo.
-
Charles Babbage (meccanizzazione e cambiamento tecnologico)
Vengono costruiti macchinari per rendere automatici i processi produttivi, perciò servono lavoratori sempre più qualificati. Sottolinea la dimensione dell'organizzazione e valenza dell'esperienza ai fini del progresso tecnico.
-
Carl Marx (progresso tecnico) padre teorico delle idee economiste.
La sua idea è quella di sostituire il lavoro con il capitale. Nell'opera "Il Capitale" caratterizza l'innovazione come l'esito di un processo sociale in cui le tecnologie sono selezionate e legittimate dalla dialettica tra le parti sociali. Lo stimolo ad innovare proviene: dall'ampiezza dei mercati e dalla dinamica concorrenziale.
-
Friedrich List (catch-up tecnologico)
Protezionismo non fine a se stesso, il Regno Unito è il leader tecnologico. La sua idea è che i processi innovativi e lo sviluppo dei prodotti richiedono competenze non reperibili facilmente. Vede lo sviluppo come un processo sistemico con più attori coinvolti con la stessa finalità.
-
Alfred Marshall (localizzazione geografica delle attività economiche)
Considerato il padre della geografia economica, poiché parla del tema della globalizzazione geografica e delle attività economiche in generale. La conoscenza è localizzata in precise aree ed è fondamentale per l'innovazione. Senza la conoscenza non si sviluppa l'innovazione.
-
Sintesi neoclassica (ispirata alla fisica newtoniana).
In questa fase l'innovazione non è rilevante per chi studia economia; riguarda gli scienziati, chi studia la tecnologia.
-
Joseph Schumpeter: Padre dell'economia dell'innovazione, economista austriaco attivo nella prima metà del '900.
L'innovazione può prendere forma di nuovi beni di consumo, nuovi mercati, forme di organizzazione e trasporto. L'impatto è un cambiamento della struttura economica (distruzione creativa secondo Schumpeter). Considera l'innovazione come determinante principale del mutamento industriale e dello sviluppo economico. Fa la distinzione tra invenzione, ovvero acquisizione di conoscenze scientifiche tecnologiche che non sono direttamente applicate alla produzione, e innovazione, ovvero fare qualcosa di nuovo.
Schumpeter Mark 1
Ci troviamo nell'Europa (primi del '900) in "The Theory of Economic Development" (1934). In una situazione iniziale di equilibrio (economia concorrenziale, assenza di profitti) l'esistenza di un imprenditore innovatore distrugge l'equilibrio stazionario (distruzione creativa). Da quest'azione di rottura trae origine il processo di sviluppo. L'imprenditore innovatore guadagna un profitto definito come un corrispettivo che spetta a chi crea ricchezza per la collettività.
Riassumendo:
- Innovazione (esogena)
- Il processo innovativo genera profitto temporaneo ed induce ad imitare (fase espansiva).
- L'espansione prosegue fino a quando diminuiscono i prezzi e i profitti, e il processo innovativo rallenta (fase di depressione). Quindi si raggiunge un nuovo equilibrio statico.
L'imprenditore gioca un ruolo cruciale nello stimolare la crescita economica. Secondo questa visione identifica da un lato una chiara relazione unidirezionale dell'innovazione alla profittabilità di impresa, dall'altra parte, mentre il processo di diffusione evolve, i profitti tendono a scomparire, sostenendo l'assenza di persistenza del profitto nel lungo periodo. Esso individua nell'imprenditore (nuove imprese) l'idea di innovazione, poiché hanno un impatto enorme sull'economia e società. Questo è il fenomeno della distruzione creatrice (che cambia la struttura della società ed economia). Parla inoltre di incertezza radicale dell'innovazione, il rischio non si conosce però si può conoscere la distribuzione delle probabilità (es: servizi di meteo). Incertezza è quando non si ha nessuna idea sulla distribuzione della probabilità, quando non si conosce nulla.
Schumpeter Mark 2
Ci troviamo nel periodo dopo la guerra degli USA in "Capitalism, Socialism and Democracy" (1947). Esso riconosce il ruolo delle rendite monopolistiche nello stimolare il processo di distribuzione creativa, generata da attività di innovazione. Il tipo di competenze tecnologiche e le risorse interne all'impresa necessarie per affrontare i moderni contesti industriali sono sempre più sofisticate, e l'impresa che opera in un contesto di concorrenza competitiva non ha le condizioni dimensionali ed efficienza necessarie per innovare con successo. Quindi, secondo questa visione, ci si aspetta che le grandi imprese mostrino una maggiore propensione all'innovazione rispetto alle piccole imprese.
- Consolidamento industrie oligopolistiche: individua il ruolo di innovatori nelle grandi imprese, poiché hanno grandi risorse e possono schiacciare i più piccoli, inoltre possono generare innovazioni.
- Concorrenza schumpeteriana: la concorrenza avviene sull'innovazione. Con l'innovazione si acquisisce un monopolio temporaneo, si possono stabilire prezzi più alti e ottenere profitti maggiori. Inoltre vi sono elevati incentivi per introdurre innovazioni, scarse risorse disponibili per investimenti in ricerca e sviluppo, impossibilità ad appropriarsi interamente della rendita dell'attività innovativa.
- Il ruolo delle grandi imprese: vengono definite come innovatori perché hanno molte risorse, possibilità di investire in ricerca e sviluppo e schiacciare i concorrenti più piccoli.
- Accumulazione creatrice: continuo emergere di innovazione che si sviluppa nell'ambito delle grandi imprese (circolo vizioso delle grandi imprese).
- Ricerca e sviluppo come fonte endogena dell'innovazione: la ricerca e sviluppo dà la possibilità di far emergere innovazioni.
-
Solow (innovazione e crescita economica)
Cerca di spiegare la crescita del PIL dei paesi avanzati, sostenendo come la crescita economica sia dovuta a capitale e lavoro. Residuo di Solow: la principale crescita del PIL dei paesi avanzati non può essere spiegata né dal capitale né dall'aumento del lavoro, ma dalla produttività totale dei fattori (progresso tecnico).
Impatto innovazione sulla società
Vi sono innovazioni chiave (elettricità, acciaio..) che creano le condizioni per cui ci possa essere un cambiamento forte per l'economia e società, però a causa di queste grandi innovazioni, la spinta innovativa si riduce. Questi periodi di minor crescita generano a loro volta periodi di incentivi per cercare nuove innovazioni. Vi è quindi un livello altalenante, l'innovazione aumenta in modo non lineare ma ciclico.
La scuola evolutiva
Gli approcci evolutivi nascono con Darwin (1859), influenzato da Malthus (1798), da cui trae il meccanismo di selezione naturale: la lotta per la sopravvivenza. Il darwinismo sociale tende a rendere la società umana regolata dalle stesse leggi del mondo animale e naturale, quindi dominata dalla lotta per la vita, che assicura la sopravvivenza e il dominio al più forte.
Approccio evolutivo dell'impresa
Per Darwin le specie trasferiscono alla progenie parte del proprio patrimonio genetico (ereditarietà). Il patrimonio genetico non si auto replica completamente, lasciando spazio a variazioni. Tali variazioni danno luogo ad individui eterogenei. L'evoluzione procede per differenza. Nella lotta per la sopravvivenza vengono selezionate le specie con maggiore capacità di adattamento all'ambiente.
Per gli evoluzionisti sul mercato si verificano tre processi chiave:
- Direzione (mercato)
- Variazione (tecnologica, organizzativa, istituzionale)
- Riproduzione (uguale ereditarietà) di pratiche produttive ed organizzative e contesto istituzionale.
Cos'è la teoria dell'impresa?
Spiega perché le attività economiche sono organizzate attraverso le imprese e quali processi hanno luogo all'interno delle imprese. (Perché esistono e cosa fanno). Nel tempo l'espressione teoria dell'impresa è stata usata sempre più per indicare il primo aspetto (il perché), che più precisamente potrebbe essere definito come teoria dei confini dell'impresa o anche problema make-or-buy (insieme di valutazioni fatte da un imprenditore, fatto per decidere chi deve produrre i singoli componenti di un prodotto aziendale).
Una teoria dell'impresa innovativa dovrebbe spiegare perché e come l'attività innovativa è organizzata nelle imprese. La teoria dell'impresa si contrappone alla teoria neoclassica.
Teoria neoclassica
- Razionalità sostanziale (delle imprese)
- Massimizzazione dei profitti e minimizzazione dei costi (scopo)
- Equilibrio e statica comparata (dei mercati)
- Tecnologia come informazione
- Apprendimento come acquisizione di informazione
L'impresa neoclassica viene rappresentata come una funzione di costo-produzione, interazione strategica, nessun ruolo della storia e contesto (non esistono eventi passati da considerare).
Teoria evolutiva
- Razionalità limitata (gli agenti non sono in grado di prendere decisioni del tutto razionali)
- Comportamento soddisfacente: si danno obbiettivi da raggiungere
- Disequilibrio e cambiamento (dei mercati)
- Tecnologia come conoscenza
- Apprendimento come accumulazione di conoscenza
Caratteristiche impresa evolutiva: eterogeneità, risorse, routine, capacità, importanza di storia e contesto.
Elementi chiave della teoria evolutiva
-
Tecnologia: Dosi e Nelson parlano delle tecnologie come strumenti creati e pensati dagli esseri umani per ottenere determinati fini. Vi sono tantissime tipologie di tecnologia.
- Tecnologia come manufatto: strumenti creati dagli esseri umani per raggiungere un determinato fine, dietro al manufatto vi è la tecnologia (aereo, lance di pietra, cellulare touch screen pieghevole).
- Tecnologia come procedura o routine: risposta automatica a problemi complessi (lavoro).
- Tecnologia come conoscenza: essa è non rivale (un bene non rivale può essere utilizzato da più persone, es: godere della bellezza di un panorama) e indivisibile, inoltre ha alti costi iniziali che però possono essere ammortizzati successivamente. Inoltre la tecnologia (conoscenza tecnologica) differisce dall'informazione nelle modalità e costi di replicazione.
- Routine: risultato cumulativo dell'apprendimento dell'impresa che deve sopravvivere in un ambiente in continuo cambiamento. Le routine sono l'esito di un processo di evoluzione darwiniana con cui le imprese individuano le soluzioni più adatte a garantire la propria sopravvivenza. Le routine sono assimilate al patrimonio genetico che conserva il sapere accumulato nel passato e che apprende nuovi comportamenti quando le mutate condizioni ambientali di mercato lo impongono. Quando si parla di routine si deve considerare un gruppo di individui (impresa = più individui). Le routine sono delle procedure utilizzate per raggiungere i propri obiettivi. La routine è una procedura automatica.
-
Conoscenza: può essere classificata in vari modi: know why (about principles), know what (about facts), know who (about people and interactions), know how (about skills). La conoscenza tacita significa che non tutto ciò che sappiamo può essere espresso in modo esplicito.
- Conoscenza tacita: Questa è basata sull'esperienza, risulta da interazioni personali, è localizzata (difficile da trasportare, se non per interazioni dirette) e contestuale. Essa è presente in attività produttive, sistemi complessi e processi innovativi.
- Conoscenza codificata: La conoscenza però può anche essere (non tutta) codificata, essa è fondamentale per la diffusione di nuove tecnologie.
- Capacità: Dosi definisce la capacità come fare in modo di ottenere un risultato che vogliamo ottenere. Vi è un legame tra capacità e routine, capacità e risorse, e capacità e competenze. La capacità, a differenza della routine, richiede un'intenzione.
- Capacità dinamiche: abilità delle organizzazioni ed imprese ad integrare risorse e competenze interne ed esterne per poter gestire il cambiamento.
Domande
- Parla dell'imprenditore innovatore secondo Schumpeter.
- Cosa sono le routine? Quando vengono utilizzate?
- Differenza tra teoria neoclassica ed evolutiva.
- Cos'è la tecnologia e quali tipi di tecnologia conosci.
Capitolo 2: Fonti Innovazione
Le fonti dell'innovazione
L'innovazione può scaturire da molte fonti e diverse dipende dalle relazioni e collegamenti che si stabiliscono tra di esse.
-
Differenza: lato individuale e lato organizzativo.
- Lato organizzativo: vi sono imprese, università, organizzazioni ed enti pubblici. Per parlare di creatività organizzativa, bisogna tenere presente il livello di creatività individuale (quanto sono creativi gli individui dentro l'impresa).
- Le loro motivazioni di generare innovazione sono molto diverse tra di loro. Imprese: creano innovazione per generare valore.
- I diversi autori possono collaborare tra di loro o essere concorrenti. Le imprese sono però il motore fondamentale dell'innovazione. Questo perché hanno incentivi molto forti (profitto) e più risorse (finanziarie e di routine), inoltre esse hanno dei sistemi (manageriali) per poter organizzare le loro attività.
La creatività individuale
La creatività è la capacità di produrre qualcosa di nuovo (ambito scientifico e tecnologico). Le capacità creative di un individuo sono funzione di molti fattori:
- Capacità intellettuali: di calcolo, osservazione, memoria.
- Conoscenze che possiede: troppa conoscenza o troppo poco però potrebbe non generare creatività.
- Forma mentis: modo di pensare, di guardare le cose, distinguere ciò che è rilevante e ciò che non lo è.
- Personalità: fiducia in se stessi, tolleranza dell'ambiguità (capacità di tollerare l'incertezza e il fatto di non sapere tutto), capacità nel gestire il rischio.
- Motivazioni che lo ispirano: motivazioni intrinseche (passione) ed estrinseche (guadagno).
- Ambiente che lo circonda: il contesto in cui ci si esprime può fare la differenza.
La creatività di un'organizzazione
Dipende da:
- Creatività degli individui che la compongono
- Processi sociale che plasmano il modo in cui questi individui si comportano e interagiscono in termini di organizzazione (routines).
Come incentivare la creatività di un'organizzazione?
- Con sistemi per la raccolta di idee (la casetta dei suggerimenti: idea adottata da parte dei dipendenti per la prima volta nel 1985 da un'impresa di prodotti per ufficio. Si chiede ai dipendenti in forma anonima idee per migliorare i processi).
- Con angoli delle idee, focus group e attività di brain-storming (per stimolare la creatività).
- Programmi di training creativo: formare individui cercando di migliorare la loro creatività a livello individuale.
- Cultura aziendale che incoraggia (ma non paga direttamente) la creatività: dando altre forme di riconoscimento (es: riconoscimento sociale: essere noto all'interno dell'organizzazione di essere una persona creativa).
Le imprese soprattutto più recenti hanno adottato strategie per migliorare la propria creatività. Google: in determinate aree di attività chiede ai suoi dipendenti di utilizzare il 20% del loro tempo in progetti personali, che poi possono essere valutati successivamente.
Dalla creatività all'innovazione
- Creatività: nuove idee
- Invenzione: idee utili
- Innovazione: commercializzazione
Tutte le fonti di invenzioni possono essere fonti di innovazione.
Inventori
Hanno molte caratteristiche in comune con i creativi (conoscenze in più settori, pensano più ai problemi che alle soluzione, guardano il generale non il particolare). Uno studio durato oltre 10 anni ha individuato le caratteristiche degli inventori di maggiore successo:
- Hanno una buona padronanza delle conoscenze fondamentali del settore in cui operano, che però non è l'unico campo in cui sono specializzati.
- Sono curiosi e più interessati ai problemi che alle soluzioni.
- Mettono in discussione i modelli di pensiero dominanti.
- Percepiscono la conoscenza come sapere integrato.
- Ricercano soluzioni globali piuttosto che particolari, secondo un approccio generalista.
Un meccanico geniale: Jorde Odon e il suo dispositivo
Meccanico argentino, che parlando al bar con un suo amico, lo sfida a togliere un tappo da dentro la bottiglia con una busta di plastica. Il suo dispositivo è stato utilizzato nella medicina per far nascere il feto in condizioni di difficoltà.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Economia dell'innovazione
-
Economia dell'innovazione
-
Economia dell'innovazione
-
Riassunto esame Economia dell'innovazione