Il cost engeeniering è importante perché gli ingegneri fanno dei progetti ma devono anche valutare se questi progetti
sono economicamente validi e se aggiungono valore all’azienda. Per valutare quanto un progetto sia valido ci sono
alcuni parametri fondamentali da seguire pedissequamente.
Ogni azienda è influenzata dai parametri legati alla sua caratterizzazione, and esempio la gestione dell’azienda chimica
è influenzata dai parametri legati agli impianti chimici.
Le attività dell’impresa che ci interessano sono sia quelle a lungo termine, come terreni e immobili ma anche quelli a
breve termine come ad esempio le scorte di magazzino. Ci sono anche attività intangibili che generano ricavi per
l’impresa come i brevetti ed i marchi registrati che non hanno fondamenti fisici.
Inizialmente le attività dell’impresa vengono finanziate attraverso capitale netto cioè il denaro fornito dagli azionisti
alla base della fondazione di un’azienda, oppure attraverso capitale di prestito cioè quello fornito dalle banche.
Bisogna anche valutare se queste attività sono redditizie e per esserlo devono superare una soglia di rendimento che
si valuta in base agli indici fino ad ora studiati.
IL BILANCIO: È costituito da tre componenti e si basa su quelli che sono i principi contabili
1. STATO PATRIMONIALE: include le attività possedute da un’impresa con il loro valore ma anche il mix di debito-
capitale netto utilizzato per finanziare i possedimenti stessi in un determinato momento della vita dell’azienda.
Lo stato patrimoniale è diviso in attività (costituito da attività a lungo termine, a breve termine, investimenti
in titoli e attività di altre imprese e attività immateriali cioè che non sono fisiche come brevetti e marchi di
fabbrica) e in passività (passività a breve termine dell’impresa, impegni di debito dell’impresa, altri impegni a
lungo termine e investimenti azionari nell’impresa).
2. CONTO PROFITTI E PERDITE: Fornisce informazioni sui ricavi e sulle spese dell’impresa
3. IL RENDICONTO DEI FLUSSI DI CASSA
Ritornando allo STATO PATRIMONIALE e analizzando le attività vediamo che contiene al suo interno le attività fisse,
quelle che ci interessano particolarmente, e consistono in quelle reali a lungo termine in cui sono inclusi gli impianti
industriali, i terreni e gli immobili che l’azienda possiede per svolgere le sue attività produttive. Altra componente
importante nelle attività sono gli investimenti finanziari: l’azienda può infatti investire anche nella finanza può ad
esempio comprare titoli, azioni e così via.
Leggendo il bilancio di una azienda già è chiaro su cosa si sta focalizzando la stessa. Un’azienda può infatti concentrarci
sull’acquisto di impianti (attività fisse) oppure su investimenti finanziari. Da questo si possono differenziare le diverse
tipologie di imprese: un’impresa bancaria ad esempio avrà attività che verteranno più su investimenti finanziari al
contrario di un’impresa maggiormente incentrata nella produzione di un determinato prodotto il cui intento sarà
quello di andare ad “investire” il capitale acquistando beni materiali.
Il CONTO PROFITTI E PERDITE è un conto in cui registro i ricavi dell’azienda, ottenuti dalle vendite, a cui vanno sottratte
le spese di esercizio cioè quelle necessarie per mandare avanti la nostra attività. La sottrazione di questi due fattori ci
dà il reddito operativo.
Gli asset (cioè qualsiasi bene di proprietà di un’azienda che può essere monetizzato) dello STATO PATRIMONIALE sono
divisi tra:
• ATTIVITA’ FISSE: In cui rientrano attrezzature, impianti terreno ed edifici ma anche i GAAP (principi contabili
internazionali utilizzati per ridurre la disparità nelle informative finanziari presentate dalle aziende per
permettere un confronto preciso tra i dati finanziari tra le aziende). Il Gaap è per lo più richiesto dalle aziende
con un fatturato superiore ad un tot. I possedimenti registrati nelle attività fisse devono essere chiaramente
valutati al loro costo storico.
• ATTIVITA’ A BREVE TERMINE: magazzino, crediti verso i clienti e la liquidità.
• INVESTIMENTI E TITOLI NEGOZIABILI
• ATTIVITA’ IMMATERIALI
L’elemento caratteristico della azienda industriale può risiedere nella presenza delle cosiddette immobilizzazioni tra
gli elementi attivi del capitale aziendale. Ogni problema della gestione industriale è condizionato dalle
immobilizzazioni che sono un punto caratteristico dell’azienda e la gestione corretta delle immobilizzazioni è
fondamentale per la redditività dell’azienda e questo si porta dietro tutta un’organizzazione che deve essere
efficiente.
LE SPESE CHE FIGURANO NEL CONTO ECONOMICO
1. SPESE DI ESERCIZO OPEX: Sono spese necessarie per gestire un prodotto, un business o un sistema. Queste
spese vengono sottratte dai ricavi nel periodo di utilizzo per giungere ad una misura finale del reddito
operativo che consiste nel “risultato” della gestione caratteristica di un’impresa in un determinato periodo di
tempo ed è pari alla differenza tra il valore della produzione ottenuta e il costo della produzione stessa
indipendentemente dalle modalità in cui mi finanzio. Tutto quello che effettivamente ricavo è dato dai ricavi
che ottengo da quel processo meno le OPEX cioè tutte quelle spese che servono affinché il processo funzioni.
Spese Opex possono essere considerate anche gli stipendi.
2. SPESE DI FINANZIAMENTO: Sono le spese che la banca o i finanziatori forniscono per avviare la pratica di
finanziamento e queste vengono sottratte dal reddito operativo cioè, quello che effettivamente guadagno,
per stimare l’utile che poi verrà utilizzato per pagare i dividenti agli azionisti. Il dividendo è l’utile conseguiti
da una società che vengono distribuiti ai suoi azionisti come remunerazione del capitale di rischio investito.
L’azienda può valutare se restituire gli utili o investirli nuovamente.
3. SPESE IN CONTO CAPITALE CAPEX: Sono soldi che un’organizzazione o un’azienda spende per acquistare,
mantenere o migliorare le sue immobilizzazioni. Può essere considerata una spesa in conto capitale quando
viene investito del denaro per allungare la vita utile di un cespite. Queste spese vengono contabilizzate (cioè
registrate nei documenti contabili di un’azienda) gradualmente man mano che vengono effettuate.
La differenza tra le spese di esercizio OPEX (1) e spese in conto capitale CAPEX (3).
Le SPESE DI ESERCIZIO vanno subito nel conto economico mentre le SPESE IN CONTO CAPITALE vengono contabilizzate
attraverso una procedura che si chiama procedura di ammortamento. L’ammortamento è una procedura contabile
con il quale un costo pluriennale di un bene viene ripartito tra gli esercizi di vita utile del bene stesso, facendolo
partecipare per quote alla determinazione del reddito dei singoli esercizi.
I PRINCIPI CONTABILI: Sono quei principi il cui rispetto consente di giudicare attendibile un bilancio. Seguendo queste
linee guida io posso notare che vi è una distinzione fra spese che producono benefici relativamente al periodo in cui
sono sostenute (spese operative OPEX) e quelle che producono benefici per molti anni a venire (CAPEX). Ad esempio
quando costruisco un impianto so che non avrò benefici solo in un anno ma dovrò ripartire la spesa lungo tutti gli
anni di utilizzo.
Le OPEX sono spese operative che si riferiscono alle spese sostenute dall’organizzazione nel processo di
manutenzione e gestione delle attività che generano entrate nell’organizzazione. Queste spese di esercizio vanno
sottratte direttamente dai ricavi all’interno del conto economico perché hanno benefici che terminano
nell’immediato. Le spese OPEX (operation and mantenance ): sono tutte le spese necessarie per mandare avanti
l’impianto (materiali di consumo, gli addetti all’esercizio, il personale) e oltre alle spese di esercizio ci sono anche
quelle di manutenzione che sono sempre incluse nell’OPEX.
Le seconde sono chiamate spese in conto capitale cioè CAPEX che sono tutte le attività e ad altri fattori tangibili o
intangibili che vengono utilizzati da un’organizzazione aziendale per generare entrate. Sono spese finalizzate
all’aumentare la capacità dell’azienda nel creare ricchezza. Rientrano in questa categoria l’acquisto di macchinari o
edifici. Quelle del CAPEX sono spese molto alte ragion per cui c’è la necessità di andare a suddividere la quota tot ale
in “sotto quote” allocate su diversi anni (in base alla vita utile del cespite) secondo un piano di ammortamento e
quindi nel conto economico apparirà solamente una parte della spesa definita come QUOTA DI AMMORTAMENTO
che verrà sottratta dai ricavi in ciascun esercizio. Le CAPEX sono delle spese che io faccio per migliorare il mio processo
operativo e infatti queste vengono trattate in modo diverse dalle precedenti cioè vado a sottrarre solo una parte nel
mio bilancio annuo. La mia quota di ammortamento ad esempio può essere il 10% del totale, il restante 90% lo
includerà negli anni successivi.
QUOTA DI AMMORTAMENTO: Ogni processo di ammortamento è definito attraverso il tasso di ammortamento cioè
la rata di ammortamento diviso il costo storico dell’impianto
TASSO DI AMMORTAMENTO Ta= At\Itl
VITA UTILE: Itl\At=1\ta
Una volta definito il tasso di ammortamento viene definito automaticamente la VITA UTILE che ci da un’indicazione
sulla vita economica relativa a cioè che io voglio ammortizzare e questo dipende dal tipo di settore che a me interessa.
Ad esempio se voglio usare un macchinario per 10 anni saprò che la vita utile di quell’elemento da me analizzato sarà
pari a 10 anni. Globalmente rappresenta il tempo di utilizzo di quello che sto analizzando. I n generale si calcola la vita
utile anche sul capitale di un’azienda
FONDO DI AMMORTAMENTO: Fan=n*At. Il fondo di ammortamento è un fondo in cui vengono registrati tutte le
quote di ammortamento pagate fino all’anno corrente. Man mano che ammortizzo il mio oggetto il fondo di
ammortamento aumenta. All’anno n (nel nostro esempio 10) il fondo di ammortamento sarà pari al costo iniziale del
cespite. Il fondo di ammortamento ci dice che siccome nello stato patrimoniale abbiamo registrato il costo relativo
all’acquisto del nostro cespite, il fondo di ammortamento si va sottrarre al mio costo storico “Itl-Fan” cioè per vedere
quanto vale nell’anno corrente quel cespite. Chiaramente con lo sfruttamento del cespite il valore dello stesso andrà
diminuendo fino a quando il suo valore non arriverà a zero una volta ammortizzato integralmente il cespite. (CESPITE
CIOE’ IL MIO ACQUISTO)
Avevamo introdotto il tasso di ammortamento che è dato da At\Itl (quota annua ammortamenti\costo storico di
acquisto del cespite). La vita utile del cespite è data invece dall’inverso del tasso di ammortamento. Il fondo di
ammortamento è invece la somma di tutte le rate di ammortamento durante gli anni.
Il tasso di ammortamento è generalmente costante e ci sono dei tassi di ammortamento predefiniti dal ministero
dell’economia per ogni tipologia di impianti (farmaceutici, chimici...)
Ad esempio andando a vedere alcuni tassi di ammortamento per le industrie e manifatture chimiche: per i fabbricati
ho un valore di ammortamento del 7% e per trovare la mia vita utile faccio 1\7%. I macchinari hanno invece un valore
di ammortamento del 22% e questo significa che avrà una vita utile sicuramente più breve (1\22). La vita utile dipende
per lo più
Il tasso di ammortamento alto comporta una vita utile bassa e quest’ultima sta a rappresentare quanto è la vita
economica di quell’immobilizzazione che non è da confondere con la vita fisica. Questi tassi sono stati definiti dal
ministero di Economia per porre dei limiti che le aziende possono utilizzare come dei tassi di ammortamenti. Il
ministero per incentivare dei finanziamenti ha permesso alle aziende di attuare dei tassi di ammortamento più alti
questo per ridurre l’utile così da pagare meno tasse.
Per quanto riguarda le industrie petrolifere abbiamo dei tassi diversi, ad esempio per le strutture ho il 5% e per i
macchinari il 17%.
Il significato di ammortamento:
1. ASPETTO ECONOMICO: rappresenta la ripartizione di un costo pluriennale tra più periodi. Portiamo
annualmente solo una parte del costo totale
2. ASPETTO PATRIMONIALE: riduzione di un valore di un bene per effetto del suo utilizzo in ambito aziendale
durante un certo periodo. Quando facciamo un investimento il costo di questo acquisto va acquisito nelle
attività dello stato patrimoniale. Quando l’impianto entra in servizio comincia a comparire l’ammortamento
nei bilanci e man mano che l’impianto produce tutte queste rate di ammortamento affluiscono in un fondo di
ammortamento che viene sottratto alle immobilizzazioni tecniche lorde (sono tutti i beni materiali che sono
impiegati durevolmente nella gestione caratteristica dell’azienda). L’ammortamento termina in base al valore
di vita utile.
3. ASPETTO FINANZIARIO: determina la graduale ricostituzione del capitale tramite i ricavi ottenuti dalle
immobilizzazioni. Il reintegro degli investimenti di risorse finanziarie in immobilizzazioni si realizza tramite i
ricavi di vendita quando essi assicurano la copertura dei costi comprese le quote di ammortamento.
Chiaramente il ricavo va ad reintegrare la spesa iniziale solamente se è tale da poter coprire le spese operative
relative a quel cespite + la quota di ammortamento relativa a quell’anno. Quando il governo fa delle espansioni
tende ad aumentare il tasso di ammortamento per favorire la dotazione di capit ale interno per favorire
ulteriori investimenti all’azienda e riduce le tasse.
L’entità della quota di ammortamento dipende dall’arco di tempo entro il quale esso può essere utilizzato. Può
succedere che la durata economica è inferiore alla vita fisica ad esempio nel caso delle macchine elettriche che tra
qualche anno andranno a sostituire le macchine a benzine. La durata economica quindi è inferiore alla durata fisica
quando c’è un progresso in quella tecnologia rendendo la prima non più efficiente. Il caso in cui la vita economica è
inferiore rispetto a quella utile è quando la tecnologia che stiamo andando a pagare non è tecnologicamente avanzata
e c’è, quindi, il rischio che possa perdere valore in seguito al subentro di nuove tecnologie. Quando si verifica ciò le
aziende solitamente dismettono il vecchio impianto e lo sostituiscono con la versione moderna e più efficiente.
La vita utile di tutto il patrimonio tecnico è data da Vu= Itl\At. Dipende dal settore in cui mi trovo
L’età è invece data da E= FA\At ed è data dal fondo di ammortamento diviso la quota di ammortamento. Indica la
vecchiaia del patrimonio tecnico cioè da quanti anni si possiede. Quando il valore dell’età si avvicina a quello della sua
vita utile allora abbiamo capito che l’imprenditore ha sfruttato il suo cespite fino alla fine dei suoi giorni. L’età non
dipende dal settore ma dalla politica di investimento tecnico.
DISINVESTIMENTO= smobilizzo cessione di beni patrimoniale, operazione di trasformazione in denaro liquido di un
capitale investito mediante vendita o altri sistemi. Con le operazioni di DISINVESTIMENTO l’azienda recupera i messi
monetari investiti e può destinarli a nuove produzioni.
Rd= Cbp-(Itld-FAd)
Cbp è prezzo di cessione del cespite aziendale (fabbricato, impianto, macchinario)
Itld= l’immobilizzo tecnico lordo del patrimonio dismesso
FAd= fondo di ammortamento del valore dismesso
Rd=è la plusvalenza o minusvalenza su cessione del patrimonio cioè quanto guadagno o perdo vendendo un bene che
posseggo.
I valori di Itld-FAd li posso ricavare dal bilancio
ESEMPIO: Compro un impianto a 10000 e la vita utile è pari 5 e quindi ammortizzo ogni anno 2000. Se al quarto anno
decido di venderlo ho ammortizzato 8000. La macchina ad oggi costa 2000 (lo ricavo facendo la differenza tra il prezzo
pagato al momento dell’acquisto meno il fondo di ammortamento) se lo vendo a 3000 ho una plusvalenza mentre se
lo vendo a 1500 ho una minusvalenza.
INDICE DI RINNOVAMENTO Irin%= (Nlt\Itl) x 100
(Nit= rappresenta gli investimenti finiti + investimenti in corso+ anticipi a fornitori in anno i-esimo) Rappresenta quindi
Il fondo di ammortamento sta a rappresentare la perdita di valore del cespite che ho acquistato, quindi ogni anno che
passa il valore netto del cespite, aumentando il fondo di ammortamento, diminuisce. L’ammortamento delle
immobilizzazioni tecniche si ragguagliano alla perdita di valore subita dal patrimonio tecnico. Cioè con il passare degli
anni il cespite perde valore e perde un valore pari alle quote di ammortamento che ho pagato fino ad ora e che ho
accumulato nel mio fondo di ammortamento. Devo ricordare che alla fine ho pagato tutto il mio cespite quando il mio
fondo di ammortamento eguaglierà il prezzo inziale del mio cespite.
Se l’impresa nello stesso anno effettua nuovi investimenti tecnici Nit in misura maggiore, uguale o minore di tale valore
perduto (ammortamento?), essa presenta rispettivamente uno sviluppo, un consolidamento o una contrazione delle
proprie capacità tecnico-produttive.
I TERRENI NON SI AMMORTIZZANO: questo perché la sua durata di vita è infinita e non perde valore e anche perché
non si consuma. Ha un tasso di ammortamento pari a zero. Può esserci il caso, in cui ad esempio vado ad utilizzare un
terreno come discarica, in questo caso devo aggiornare ogni anno il valore del mio terreno che, in questo caso,
diminuisce. Quando compro un terreno edificabile ha un determinato valore, q
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