1 Economia delle risorse ambientali 2020/2021
Economia delle risorse ambientali Risorse per studio Teoria Alessia Diana Scienze Faunistiche 2020/2021 I semestre Scuola di Agraria presso Università Prof. Caterina Contini degli studi di Firenze
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Indice
- Introduzione 3
- Principi chiave 4
- Micro e macroeconomia 5
- Modelli dell’analisi economica 5
- Domanda, offerta e mercato 6
- Rappresentazione dell’equilibrio, la spesa totale del consumatore, il ricavo totale dei produttori ed il surplus 7
- Mercato libero e controlli sui prezzi 14
- Elasticità della domanda e dell’offerta 15
- Teoria della scelta del consumatore e della domanda 21
- Teoria dell’offerta 30
- Decisione del livello di produzione nel breve e lungo periodo 38
- Economia ambientale 50
- Strumenti di politica ambientale 58
- Principio Chi Inquina Paga (PIP) 59
- Permessi negoziabili 64
- Analisi costi-benefici 69
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Introduzione sull’economia
L’economia è quella scienza che studia come gli operatori economici impiegano le risorse per produrre beni e servizi ed i modi in cui essi vengono distribuiti tra i suoi componenti allo scopo di soddisfare i bisogni della collettività.
Cioè, l’economia studia le relazioni che si instaurano tra gli operatori economici per risolvere il problema della produzione e dello scambio.
Gli operatori economici sono soggetti appartenenti a tutte le istituzioni del sistema economico, comprese le imprese, famiglie e stato. Tali soggetti agiscono in base ad una fitta rete di rapporti economici che danno luogo, in sintesi, alla produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi.
Approssimando, le sfere fondamentali dell’economia sono le seguenti:
- 1. Produzione di beni e servizi;
- 2. Distribuzione del prodotto sotto forma di redditi monetari;
- 3. Utilizzazione del reddito.
I servizi sono dei beni immateriali che vengono prodotti contestualmente al consumo. Quindi sono delle “prestazioni, consumate nello stesso momento in cui vengono prodotte. I beni invece sono oggetti utili o produttivi, come smartphone o acciaio. La produzione di beni e servizi include varie cose: una trasformazione in senso tecnico, una trasformazione nello spazio, una trasformazione nel tempo e poi nel modo.
Un sistema economico determina il tipo di lavoro svolto da ciascuno individuo e la sua remunerazione, il modo in cui le risorse sia di tipo naturale che prodotte dall’uomo vengono utilizzate “allocate” nei processi produttivi.
Il problema dell’allocazione delle risorse è un problema economico. Tale problema sorge dalla scarsità delle risorse, ossia dalla loro disponibilità in misura limitata rispetto ai bisogni economici.
Tutto questo si collega al cosiddetto principio utilitario, ossia dato un certo risultato o fine da conseguire, l’individuo tende ad ottenerlo con il minore impiego possibile di mezzi; dati certi mezzi disponibili, l’individuo tende ad ottenere dal loro impiego il massimo risultato possibile.
Una risorsa è scarsa quando, ad un prezzo pari a zero, la sua domanda eccede l’offerta. L’economia studia come le società contemporanee amministrano ed allocano risorse scarse.
I bisogni, quindi, sono illimitati ma le risorse sono limitate. Le risorse si dividono in utili, che esistono in una molteplicità di impieghi alternativi per essa ed esiste una pluralità di fini desiderabili che quella risorsa concorre a raggiungere.
Si definisce invece limitata, quando essa è disponibile in quantità limitata.
Il principio dell’efficienza invece è un principio chiave dell’economia. La finalità dell’efficienza è di ottenere dalle risorse economiche la massima quantità possibile di beni e servizi.
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Mercato
Il mercato è il luogo economico, fisico o astratto, dove avvengono gli scambi tra coloro che offrono un determinato bene o servizio e coloro che domandano. Si tratta di vere e proprie istituzioni, che mettono in relazione acquirenti e venditori di beni e servizi.
Potremmo anche dare un’altra definizione più completa:
“Il mercato è un processo attraverso il quale le decisioni delle famiglie circa il consumo di beni e servizi diversi, delle imprese circa che cosa e come produrre e vendere, e dei lavoratori circa quanto e per chi lavorare, sono rese compatibili attraverso aggiustamenti di prezzi.”
All’interno del mercato si definisce un prezzo in corrispondenza del quale avviene lo scambio. È l’insieme quindi dei compratori e dei venditori di un determinato bene o servizio, i compratori determinano quindi la domanda mentre i venditori definiscono l’offerta.
Per approfondire infatti come funziona il mercato, quindi, bisogna considerare il comportamento degli acquirenti e dei venditori, prima separatamente e poi insieme, perché il funzionamento del mercato dipende dall’interazione tra i due.
Vi sono vari tipi di mercati, guidati da vari fattori. Una prima differenza si può fare nel caso di un’economia dirigistica, in quel caso il mercato è regolato da un’autorità, come lo Stato. Nei mercati nei quali non vi è l’intervento del Governo invece, si parla di mercati liberi. In un libero mercato, gli individui perseguono i propri interessi senza direttive o interferenze imposte da qualche autorità.
La “mano invisibile” è l’azione del libero mercato che, attraverso i prezzi, spinge gli individui, orientati al perseguimento degli interessi privati, a compiere scelte economiche efficienti per la società.
Un mercato invece sarà concorrenziale, quando due o più imprese competono per attirare i consumatori.
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La micro e la macroeconomia
Molti economisti si specializzano in particolari campi dell’indagine economica.
“La microeconomia propone una trattazione dettagliata delle decisioni individuali in merito a beni particolari.”
Per esempio, è possibile indagare le ragioni per le quali le famiglie preferiscono le automobili alle biciclette ed i produttori decidono di produrre automobili o biciclette. Così facendo si aggrega il comportamento di tutte le famiglie e le imprese per analizzare l’acquisto e la produzione totale di entrambi i beni.
“La macroeconomia invece, pone l’accento sulle interazioni di eventi particolari con il sistema economico nel suo complesso. Essa volutamente semplifica gli aspetti dell’analisi che riguardano i comportamenti individuali al fine di consentire un’analisi gestibile delle interazioni a livello dell’intero sistema economico.”
Per esempio, i macroeconomisti normalmente non si occupano di scomposizioni dei beni di consumo tipici come televisioni o automobili, vengono infatti tutti considerati come aggregato unico, perché sono più interessati all’analisi dell’interazione tra spesa totale delle famiglie per beni di consumo e spesa delle imprese per macchine ed immobili.
Vi sono dei concetti importanti per l’analisi della macroeconomia, come il PIL, o il livello generale dei prezzi ed il tasso di occupazione. Il PIL in particolare è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un sistema economico in un dato periodo di tempo, per esempio in un anno.
I modelli nell’analisi economica
L’analisi economica impiega dei modelli, ossia dei quadri concettuali che rappresentano in modo semplificato la visione di un fenomeno individuando gli elementi fondamentali e le loro relazioni.
“Il modello non è altro che una semplificazione della realtà, attraverso il ricorso ad ipotesi semplificatrici, esso consente di prevedere il comportamento degli attori economici.”
Nei modelli vengono utilizzati dei dati, ossia evidenze circa il comportamento degli attori e/o dei fenomeni economici. Ovviamente si usano dei grafici, in questo modo si interpretano le relazioni esistenti tra almeno due variabili. La funzione di domanda, ad esempio, ci indica la quantità di un bene che un consumatore desidera acquistare per ogni livello del prezzo.
Prezzo (P) x Quantità domandata (Q)
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La domanda, l’offerta ed il mercato
Il mercato, come abbiamo già definito in precedenza, è un sistema di strumenti istituzionali, che consentono ad acquirenti e venditori di entrare in contatto al fine di realizzare scambi regolari e ricorrenti di beni e servizi. Tutti i mercati hanno la funzione di determinare i prezzi in corrispondenza dei quali la disponibilità all’acquisto dei compratori uguaglia la disponibilità alla vendita degli offerenti.
Per comprendere bene il processo allocativo, è necessario disporre di un modello di funzionamento di un tipico mercato. I caratteri essenziali di questo modello di mercato sono: il comportamento degli acquirenti, quindi la domanda, e quello dei venditori, quindi l’offerta.
Possiamo quindi definire domanda ed offerta.
“La domanda è la relazione inversa tra la quantità di un bene o servizio che gli acquirenti sono disposti ad acquistare ed il prezzo del bene o del servizio.”
Dunque, non indica una particolare quantità richiesta, bensì definisce la quantità del bene che gli acquirenti sono disposti a pagare ad ogni possibile prezzo.
“L’offerta invece è la relazione diretta tra la quantità di un bene o un servizio che i venditori sono disposti a vendere ed il prezzo del bene o del servizio”
Anche qua non è indicata una data quantità, bensì ad ogni ipotetico valore del prezzo, abbiamo una certa quantità di un bene o servizio che i suoi venditori sono disposti a vendere.
Vi è però un’ulteriore distinzione da fare: domanda e quantità domandata. La domanda infatti descrive il comportamento intenzionale o effettivo degli acquirenti ad ogni valore del prezzo, mentre la quantità domandata ha significato solo in riferimento ad un particolare prezzo. Analoga distinzione va fatta per l’offerta e la quantità offerta.
A parità di altre condizioni, la quantità domandata è tanto maggiore quanto più il prezzo è basso, mentre la quantità offerta è tanto maggiore quanto più il prezzo è elevato.
Ipotizzando però che valga l’ipotesi “a parità di altre condizioni” sia per la domanda che per l’offerta. Ad un certo prezzo intermedio, è possibile che la quantità domandata e la quantità offerta siano uguali: questo prezzo, se esiste, è detto prezzo di equilibrio del mercato. Solo al prezzo di equilibrio il mercato è stabile ed è possibile per gli agenti economici di acquistare o vendere tutto ciò che desiderano. Il mercato si dice che si autoregoli.
“Il prezzo di equilibrio del mercato è quel prezzo in corrispondenza del quale la quantità domandata dagli acquirenti eguaglia la quantità offerta dei venditori.”
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Quando la quantità offerta e la quantità domandata sono uguali, si raggiunge la quantità di equilibrio del mercato. Quando eccede la domanda, abbiamo un eccesso di domanda.
Si ha quindi un eccesso di offerta quando la quantità offerta eccede la quantità domandata al prezzo corrente di mercato.
Si ha, al contrario, un eccesso di domanda quando la quantità domandata eccede la quantità offerta al prezzo corrente di mercato.
La rappresentazione dell’equilibrio, la spesa totale dei consumatori, il ricavo totale dei produttori ed il surplus
Precedentemente abbiamo introdotto la curva di domanda. Ritrattando adesso in dettaglio l’argomento, possiamo definirla come:
“La curva di domanda rappresenta la relazione tra prezzo e quantità domandata di un bene o servizio, a parità di altre condizioni.”
Qua sopra abbiamo un esempio preso dal libro. Sulle ascisse troviamo la quantità domandata, in questo caso di barrette di cioccolato. Sulle ordinate invece troviamo il prezzo per ogni barretta, riferito in euro. Rappresenta quindi le combinazioni di prezzo e di quantità.
Curva di domanda
0,6
0,5
Barretta) 0,4
Per 0,3
(euro
Prezzo 0,2
0,1
0 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180
Quantità domandata (migliaia di barrette)
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Chiaramente questa curva di domanda è una retta inclinata negativamente: al diminuire del prezzo la quantità domandata aumenta e viceversa. Questo però a parità di condizioni.
L’andamento della curva di domanda è abbastanza intuitivo. Mostra la relazione tra prezzo e quantità, ma vi sono altri fattori e condizioni da considerare. Se vi sono variazioni in queste condizioni e fattori, allora abbiamo dei cambiamenti nella curva di domanda. Le condizioni che abbiamo suddetto però sono: i prezzi dei beni correlati, il reddito dei consumatori, i gusti e le preferenze dei consumatori.
La curva di domanda, quindi, mette in relazione il prezzo e la quantità domandata di tutti i compratori del mercato. All’aumentare del prezzo, diminuisce la domanda. Ciò vale per tutti gli individui.
Gli spostamenti possono essere lungo la curva: isolano gli effetti del cambiamento del prezzo, a parità di altre condizioni; oppure se la curva in sé sposta, ciò è legato a cambiamenti di ognuno dei fattori rilevanti ipotizzati costanti.
“La curva di offerta invece rappresenta la relazione tra prezzo e quantità offerta di un bene o servizio, a parità di altre condizioni.”
Curva di offerta
0,6
0,5
Barretta) 0,4
Per 0,3
(euro
Prezzo 0,2
0,1
0 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180
Quantità offerta (migliaia di barrette)
Per quanto riguarda l’offerta, la rappresentazione corrisponde ad una retta inclinata positivamente. Ciò conferma che l’offerta è una relazione diretta, mentre la domanda è una relazione inversa. Ciò significa che all’aumento del prezzo, aumenta anche la quantità offerta. La curva di offerta è definita in questo caso a “parità di condizioni”. Le condizioni comprendono infatti: tecnologia, costo dei fattori di produzione, regolamentazione pubblica, prezzi di altri beni che i produttori potrebbero decidere di produrre, ed eventi casuali. Unendo i due grafici, possiamo verificare se la disponibilità degli acquirenti e dei venditori coincidono e vedere se il mercato è in equilibrio.
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Mercato delle barrette di cioccolato
0,6
0,5
Barretta) 0,4 Surplus dei consumatori
Per 0,3 E
(euro Surplus dei produttori
Prezzo 0,2
0,1 Area di spesa totale e di ricavo totale
0 0 50 100 150 200 250
Quantità domandata ed offerta (migliaia di barrette)
Il punto E rappresenta il punto di equilibrio del mercato. Ossia rappresentato a livello di dati da 0,3. Ciò significa che un prezzo inferiore a 0,3 provoca un eccesso di domanda, che provoca un aumento dei prezzi e mano a mano il raggiungimento dell’equilibrio E.
Nel punto di equilibrio la spesa totale dei consumatori ed il ricavo totale dei produttori coincidono e sono pari al prodotto del prezzo di equilibrio per la quantità di equilibrio.
L’area invece sopra il quadrato è detto surplus dei consumatori. Rappresenta la cosiddetta “mancata spesa”, ovvero l’eccesso di beneficio dei consumatori rispetto alla spesa totale effettivamente sostenuta per l’acquisto della quantità di equilibrio. Ossia sarebbero stati disposti a comprare di più, ma hanno già ricevuto il beneficio spendendo solo un certo tot.
All’interno dell’area di ricavo, vediamo invece il surplus dei produttori. Rappresenta quindi il maggior ricavo ottenuto dai produttori rispetto a quello ottenibile dalla vendita di ciascuna unità ai prezzi definiti dalla curva di offerta. Si tratta quindi di eccesso di ricavo rispetto al ricavo ottenibile dalla vendita di ciascuna unità.
Dietro la curva di domanda
Come abbiamo spesso ripetuto, la curva di domanda è definita a parità di altre condizioni. Ora tratteremo quali sono queste condizioni.
Prima di tutto bisogna fare una distinzione tra beni sostituti e beni complementari.
“I beni sostituti sono quei beni la cui domanda aumenta con un aumento del prezzo di un bene o di un servizio, ma riduce la domanda di complementi del bene o servizio in comune”.
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Un esempio di bene sostituto è l’autobus, mentre quelli complementari solitamente comprendono due beni “legati” tra di loro, ad esempio macchina e benzina.
I beni sostituti sono beni economici in grado di soddisfare un medesimo bisogno del consumatore, il quale è del tutto indifferente nella scelta dell'uno o dell'altro.
Un aumento del prezzo di un bene o servizio, aumenta la domanda di beni sostituti e diminuisce la domanda dei beni complementari. Aumentando il prezzo di un bene sostituto, aumenterà la quantità richiesta di un altro bene sostituto.
Detto ciò, possiamo raggruppare le condizioni dietro la curva di domanda in tre categorie: il prezzo dei beni o servizi correlati, il reddito degli acquirenti ed i gusti o le preferenze dei consumatori stessi.
Se un bene complementare aumenta di prezzo, il suo complementare avrà una diminuzione della do
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