ECONOMIA DELLE AZIENDE DI CREDITO
IL CALCOLO DEL GAP
Il Gap semplice o repricing gap è la differenza tra le attività sensibili e le passività sensibili, infatti
nell’attivo delle banche vi sono determinate attività e passività che vanno rimpiazzate. Per
calcolare il gap dovrò applicare la formula seguente:
GP = AS - PS
Ad esempio il gap a t=6 occorre considerare tutte le attività e le passività a tasso fisso che
scendono entro i prossimi 6 mesi e quelle a tasso variabile che prevedono la revisione entro
massimo sei mesi.
Importante valore è il gap del margine di interesse. Il margine di interesse MI è fato dalla differenza
tra gli interessi attivi IA e gli interessi passivi IP:
i + AFI − i . PFI = i . (AS + A NS ) − i . (PS + PNS )
MI = IA - IP = ,
a p a p
dove: AS = attività sensibili
ANS = attività non sensibili
PS = passività sensibili
PNS = passività non sensibili
Consideriamo la variazione del margine di interesse che sarà data da:
ΔMI = Δi . AS − Δi . PS
a p
Δi = Δi = Δi
ipotizzando che: a p
Si ottiene che:
∆MI = ∆i (AS - PS) = ∆i (∑ as - ∑ps) = ∆i G
Se ho un Gap positivo e una variazione positiva del tasso di interesse avremo un effetto positivo
sul conto economico della banca, mentre se il gap è negativo e ci fosse un aumento del tasso di
interesse, vorrà dire che sul conto economico della banca avremo un effetto negativo.
Quando più alto è il Gap, tanto maggiore sarà l’aumento dei tassi, tanto maggiore sarà l’impatto
positivo del Margine di interesse. Gap > 0 Gap < 0
∆i > 0 ∆MI > 0 ∆MI < 0
∆i < 0 ∆MI < 0 ∆MI > 0
Si possono utilizzare degli indicatori sul Gap:
1) ∆(MI/MP) - G/MP ∆i: valuta l’impatto di una variazione dei tassi sul rapporto fra margine di
interesse e mezzi propri, un indicatore molto utilizzato
2) ∆(MI/AF) - G/AF ∆i : Misura la sensibilità alla variazione dei tassi del rapporto fra margine di
interesse e attività finanziarie
3) Gap Ratio = AS/PS: è particolarmente appropriato per confronti fra banche di dimensioni
differenti essendo insensibile alle dimensioni
IL MATURITY ADJUSTED GAP
Qualora considerassimo Gap con scadenze temporali differenti, è necessario l’utilizzo del maturity
adjusted gap che permette di affrontare il problema della diversa scansione temporale delle
scadenze delle attività e delle passività. Per ogni attività sensibile j che frutta un tasso di interesse
ia = a s xi xs + a s (i + Δi )(1 − s )
i_j, l’ammontare di interessi interessi attivi sarà dato da: j j j j j j j
Ipotizzando una variazione uniforme dei tassi attività e passivi, la variazione del margine di
interesse è stimabile come la differenza tra la variazione complessiva degli interessi attivi connessi
all’insieme delle n attività sensibili, e la variazione complessiva degli interessi passivi all’insieme
delle n passività sensibili, dove:
∑ ∑
ΔI A = a s . Δi . (1 − s ) ΔIP = ps . Δi . (1 − s )
e
j j k k k Pagina 1
s indica la frazione d’anno da oggi fino alla scadenza o data di revisione del tasso dell’attività j-
j
esima. MA
∑ ∑
[ a s . (1 − s ) − ps . (1 − s )] . Δi = G . Δi
Quindi abbiamo che: ∆MI = ∆IA - ∆IP = j j j j
MA
G
dove indica il gap corretto per la scadenza (maturity-adjusted gap).
GAP MARGINALI E CUMULATI
Possiamo distinguere i Gap tra Gap Cumulati e Gap Marginali: I primi sono definiti come la
entro
differenza tra attività e passività che prevedono la rinegoziazione del tasso di interesse una
determinata data futura. Mentre i Gap marginali sono definiti come differenza fra attività e
in
passività che prevedono la rinegoziazione del tasso un particolare periodo futuro. Il gap
cumulato relativo a un certo t non è altro che la somma algebrica di tutti i gap marginali relativi a t
ed ai periodi precedenti. Utilizzando tali gap è possibili ottenere una versione semplificata del
t * = t + t /2
maturity-adjustament gap. Approssimando con .
j j j−1
Rischio e valore nelle banche Il modello del repricing gap
Gap Marginali e cumulati
• I gap marginali e cumulati consentono di prefigurare l’impatto sul margine di più
variazioni infra-annuali nei tassi di interesse:
D
Periodo Livello tassi Livello tassi i rispetto a t0 G’ . Effetto su
t
attivi passivi MI
(basis points) (€ mln)
t 6,0% 3%
0 ò
1 mese 5,5% 2,5% -50 140 ò
3 mesi 6,3% 3,3% +30 -170 ò
6 mesi 5,6% 2,6% -40 120 ò
12 mesi 6,6% 3,6% +60 -90 ò
Totale
• I gap marginali consentono dunque di analizzare l’effetto sul margine di una
possibile traiettoria temporale dei tassi di mercato.
• La presenza di gap periodali diversi da zero può quindi generare una variazione
del margine di interesse anche in presenza di un gap cumulato nullo.
• La completa eliminazione del rischio di interesse richiederebbe l’azzeramento di
tutti i gap marginali, anche giornalieri. 15
© Resti e Sironi, 2008
LIMITI DEL MODELLO DEL REPRICING GAP e IL GAP STANDARDIZZATO
1) Ipotesi di variazioni uniformi dei tassi attivi e passivi e dei tassi di diversa scadenza: a fronte di
una certa variazione nei tassi di mercato, alcune attività o passività della banca in realtà si
adeguano in misura più marcata rispetto ad altre ed inoltre i tassi a diversa scadenza non
subiscono variazioni uniformi
2) Il trattamento delle poste a vista: i tassi di interesse relativi alle poste a vista non si adeguano
immediatamente alle variazioni dei tassi di mercato
3) Manca considerazioni degli effetti di variazioni dei tassi di interesse sulla quantità di fondi
intermediati: il modello si concentra esclusivamente su dei valori flusso senza alcuna
considerazione per gli eventuali effetti sui valori stock.
4) Mancata considerazione degli effetti di variazioni dei tassi sui valori di mercato: un rialzo dei
tassi, ad esempio, non si limita a esercitare effetti sui flussi reddituali connessi alle attività
fruttifere e alle passività onerose, ma modifica anche i valori di mercato di queste ultime. Tale
effetto viene ignorato dal repricing gap.
Per superare uno dei limiti del modello del Gap semplice è possibile introdurre il concetto di Gap
standardizzato che è pari a:
s ∑ ∑
G = a s . beta − ps . ga m m a
j j k k
e rappresentano la sensibilità delle attività e delle passività. Pagina 2
IL MODELLO DEL DURATION GAP
La duration indica la data entro cui il possessore di un titolo obbligazionario rientra in possesso
del capitale inizialmente investito, tenendo conto delle cedole. Quanto più alte saranno le cedole,
tanto minore sarà la duration, perchè il possessore del titolo riuscirà in un tempo sempre minore
ad essere ripagato. Maggiore è la duration, maggiore sarà la rischiosità del titolo, essendo più
sensibile a variazioni di mercato.
Consideriamo il seguente stato patrimoniale semplificato della banca Alfa nel 2006
Attività Passività
Mutui decennali a tasso fisso (5%) 100 CD a tasso fisso 2 anni 90
Patrimonio 10
Totale Totale 100
Il margine di interesse sarà:
MI = I A − IP = (5%100) - (3%90) = 5-2,7 = 2,3
2007 2007 2007
Quindi il ROE della banca è 23%
Senza alcuna variazione di tassi il bilancio del 2007 sarebbe:
Attività Passività
Cassa 2,3 CD a tasso fisso 2 anni (3%) 90
Mutuo decennale tasso fisso (5%) 100 Patrimonio 10
Utile netto 2,3
Totale 102,3 Totale 102,3
Supponiamo che al primo gennaio 2007 vi sia un aumento dell’1% dei tassi di interesse. Sul
bilancio del 2007 la variazione del tasso di interesse non varia, perchè i mutui sono a tasso fisso
così come i CD. Quindi il MI risulta 2,3 sia nel 2007 che nel 2008. Nel 2009 scadono i CD, allora la
la banca Alfa decide di finanziarsi nuove condizioni di mercato, rinnovando i certificati di deposto
con altri CD, ad un tasso di interesse superiore (3%+1% = 4%). Il margine di interesse varierà:
MI = I A − IP = (5% 100) -(4% 90) = 5-3,6 = 1,4
2009 2009 2009
In questo caso cambierà anche il ROE della banca che è pari a 9,59%
Seguendo la logica del repricing gap, l’effetto di una variazione dei tassi avvenuta all’inizio del
2007 sulla redditività della banca viene riconosciuta solo due esercizi dopo che la variazione ha
avuto luogo, mediante una variazione negativa del MI.
Andiamo a valutare il Mutuo nel 2007, subito dopo l’aumento dei tassi di interesse del 1%:
VM = 5/(1+6%)^t + 100/(1+6%)^9 = 93,2
mutuo
Andiamo anche a calcolare il valore di mercato dei certificati di deposito a fine 2007:
VM = 92,7/(1+4%) = 89,14
CD
In entrambi i casi la variazione in rialzo dei tassi porta ad una riduzione del valore.
ΔVM = ΔVM − ΔVM = (100 − 93,2) − (90 − 89,12) = 5,93
B A P
Il bilancio a valori di mercato alla fine 2007 allora cambierà e sarà pari a:
Attività Passività
Cassa 2,3 CD a tasso fisso (3%) 89,13
Mutuo a tasso fisso (5%) 93,20 Utile (3,63)
Patrimonio 10
Totale 95,5 95,5
Seguendo la logica di mercato l’utile/perdita di esercizio sarà:
U = MI + ΔVM = MI + ΔVM − ΔVM = (5 − 2,7) + [(93,2 − 100) − (89,13 − 90)] = − 3,63
2007 B A P Pagina 3
La perdita di 3,63 rappresenta quindi la risultante tra una minusvalenza netta di 5,6(data dal saldo
tra la variazione dell’attivo e quella del passivo) e ricavi netti da interessi 2,3. L’effetto della
variazione al rialzo di un punto percentuale dei tassi, verificatasi nel 2007, viene ora riconosciuto
nello stesso esercizio in cui essa si è verificata.
Consideriamo ora cosa succede a fine 2008:
Il valore del CD essendo a scadenza 2 anni, è 90, mentre il valore di mercato del mutuo sarà:
VM = 5/(1+6%)^t + 100/(1+6%)^8 = 93,79
mutuo
Lo stato patrio tale sarà:
Attivo Passivo
Cassa 4,6 CD a taso fisso (3%) 90
Mutuo a tasso fisso (5%) 93,79 Utile di es 2,02
Patrimonio 6,37
Totale 98,39 Totale 98,39
U = MI + ΔVM = MI + ΔVM − ΔVM = (5 − 2,7) + [(93,79 − 93,2) − (90 − 89,13)] = 2,02
2008 B A P
DURATION
La duration di uno strumento finanziario è data dalla media aritmetica delle scadenze dei flussi di
cassa ad esso associati, dove ogni scadenza viene ponderata per il rapporto fra il valore attuale
del flusso associato a quella scadenza e il prezzo dello strumento finanziario.
F
t
D = ∑ t t
(1 + y)
P
t = scadenza espressa in anni
Ft = flusso di cassa t-esimo
1+y = tasso di rendimento effettivo a scadenza (yield to maturity)
P = prezzo o valore di mercato dello strumento finanziario
Esempio:
nel 1/1/2007 titolo obbligazionario che paga una cedola annuale del 6% con vita residua di
quattro anni (31/12/2010). Il rendimento effettivo a scadenza richiesto del mercato è pari a 6%. Il
prezzo è uguale al valore di rimborso.
31/12/07 31/12/08 31/12/09 31/12/10
6 6 6 106
Flusso
Valore attuale 5,66 5,34 5,037 83,962
Prezzo 100
1 2 3 4
Scadenza a Totale
6 6 6 106
Flusso 5,66 5,34 5,037 83,962 100
VA
Va/prezzo d 0,0566 0,0534 0,05037 0,083962 1
a x d = e 0,0566 0,1068 0,1511 3,3585
Duration 3,6730
Pagina 4
DURATION MODOFICATA
Misurare la sensibilità del suo prezzo a variazioni nel tasso di rendimento di mercato. Partiamo
dalla relazione tra prezzo di un titolo P e il tasso di rendimento a scadenza richiesto dal mercato y.
t
F /(1 + y)
P = ∑ t
faccio la derivata rispetto al tasso di interesse:
−TF TF
−1F −2F F 2F
1
t n
1 2 1 2
+ + = − [ + +
dP/dy = (1 + y) (1 + y) (1 + y) 1 + y (1 + t) (1 + y) (1 + y)
2 3 T+1 2 T
F
dP 1 1 D
t
∑
= t =
Dividendo per il prezzo si ottiene: t
dy P 1+ y 1+ y
1 + y)
P
Da cui si ottiene che la duration modificata è pari a:
D
− dy
1+ y
La duration modificata consente di stimare la variazione percentuale di un determinato strumento,
se aumenta il tasso di interesse i flussi di cassa diminuiranno, inoltre man mano che scorre il
tempo maggiore sarà l’impatto negativo del tasso di interesse ed inoltre la duration modificata
diminuirà.
Dall’esempio precedente sarà pari a: 3,6730 /(1+0,06) = 3,465
DURATION GAP
Con la duration è possibile stimare la variazione che il valore di mercato delle attività e delle
passività della banca subirebbe a seguito di una variazione dei tassi.
Sappiamo che:
ΔVM D
A A
= − Δy = − DM Δy allora posso ricavare che:
A A A
VM (1 + y )
A A
ΔVM = − VM DM Δy DM =
; dove duration modificata dell’attivo
A A A A A
ΔVM D
P P
= − Δy = − DM Δy allora posso ricavare che:
P P P
VM (1 + y )
P P
ΔVM = − VM DM Δy DM =
; dove duration modificata del passivo
P P P P P
Una volta definite le variazione dell’attivo e del passivo, in funzione al modello della duration
modificata, possiamo stimare la variazione di bilancio:
ΔVM = ΔVM − ΔVM = (−VM DM Δy ) − (VM DM Δy )
B A P A A A P P P
Assumiamo per semplicità che le variazioni dei tassi di rendimento medi dell’attivo e del passivo
Δy = Δy = Δy
siano uguali quindi: A B
Otteniamo che:
ΔVM = − (VM DM − VM DM )Δy
B A A P P
Introduciamo la leva finanziaria:
ΔVM = − (DM − L DM )VM Δy = − DGVM Δy
B A P A A
Dove:
DG = duration gap VM /VM
L = leva finanziaria = P A
Secondo il modello del duration gap la variazione del valore di mercato del patrimonio
conseguente a una variazione dei tassi è una funzione di tre elementi:
VM
1) il valore di mercato del totale dell’attivo A
2) la dimensione della variazione dei tassi di interesse ∆y
3) la differenza fra la duration modificata dell’attivo e quella del passivo, corretta per la leva
finanziaria della banca, ovvero il duration gap.
La banca è immunizzata dal rischio di tasso se il duration gap è nullo. Pagina 5
Calcoliamo ora la duration modificata dell’attivo e del passivo e il duration gap della Banca Alfa:
Collochiamoci al 31/12/2007 un attimo prima dell’aumento dei tassi.
Attività Passività
Mutui decennali a tasso fisso (5%) 100 CD a tasso fisso 2 anni (3%) 90
Patrimonio 10
Totale 100 Totale 100
F 5 105
t
∑
D = D = t = +9 = 7,46
A mutuo t t
(1 + y ) (1 + 0,05) 9
(1 + 0,05)
A 100
VM 100
A
D
DM = = 7,11
A (1 + 0,05) F
t
∑
D = D = =1
P CD t
1 + y )
P
VM
P
1
DM = = 0,97
P (1 + 0,03)
VM 90
P
L = = = 0,90
VM 100
A
DG = (DM − L DM ) = [7,11 − (0,90x 0,97)] = 6,23
A P
VM = − DGVM Δy = − 6,23x100x 0,01 = − 6,23
B A
In corrispondenza di un aumento dei tassi di un punto percentuale il valore di mercato della Banca
Alfa subirebbe una riduzione istantanea di 6,23 milioni di euro oltre il 60% del suo valore di
partenza. L’utilizzo della duration per stimare l’effetto sul valore di un’attività finanziaria di
variazioni finite dei tassi di mercato rappresenta un’approssimazione soggetta a errore.
CONVEXITY GAP
La duration presenta differenti problematiche, tra cui il fatto che la relazione tra prezzo e tasso
non sia lineare. Per cercare di allineare questa approssimazione, introduciamo il concetto di
convessità, prendendo la relazione tra rendimento e prezzo.
Il convevity gap permeate una stima più accurata della variazione del valore di mercato del
patrimonio della banca, tenendo in considerazione anche il grado di curvatura della relazione.
2
(Δy)
ΔVM = − (VM DM − VM DM )Δy = (VM CM − M V CM )
B A A P P A A P P 2
C
Dove CM è la convexity modificata data da: (1 + y) 2
F
T
2
∑
C + (t + t )
Con 2
(1 + y)
P Pagina 6
I TASSI INTERNI DI TRASFERIMENTO
Il sistema di tassi interni di trasferimento (TIT) consiste in un insieme di transazioni figurative
interne alla banca che contendono di accettare presso un’unica unità le decisioni relative alla
posizione che la banca intende assumere nei contesti delle variazione dei tassi di mercato. Gli
obiettivi perseguiti sono 4:
1) trasferire il rischio di interesse dalle unità della banca che lo generano a unità centrale che
possa correttamente gestire rischio
2) Valutare l’effettiva redditività della gestione del rischio di interesse nella banca
3) Consentire alle diverse unità della banca di non doversi preoccupare dell’attività…
4) Valutare in modo preciso il contributo offerto da ogni singola unità..
Esempio:
Si consideri una filiale che ha effettuato un’unica operazione di raccolta, emettendo al tasso del
3% un certificato di deposito di 1 milione di euro a un anno e un’unica operazione di impiego a 3
anni, un finanziamento di un milione di euro a un tasso fisso del 6%.
La filiale si trova esposta al rischio di interesse, infatti se durante il primo anno si verificasse un
aumento dei tassi, sarebbe costretta una volt
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