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Sulla distinzione tra regolamento a vista e regolamento a termine si fonda la distinzione tra interme-diari

creditizi bancari e intermediari creditizi non bancari:

 definiamo banche gli intermediari, in senso tecnico-economico, che raccolgono e impiegano senza

vincoli di scadenza temporale, cioè la banca è l’intermediario del credito che pratica un regolamento

a vista;

 definiamo intermediari creditizi non bancari gli intermediari che praticano forme di ge-stione con

la clientela che prevedono un regolamento a termine.

Da ciò si deduce che mentre le banche svolgono la funzione monetaria, gli intermediari creditizi non

bancari prevedendo un regolamento a termine non svolgono una funzione monetaria.

LEZIONE 26/27.04.07

L’ATTIVITA’ DI PROVVISTA

Facciamo qualche osservazione alle modalità con cui le banche e gli intermediari creditizi non ban-cari

gestiscono la loro tesoreria, cioè il flusso delle entrate e delle uscite monetarie.

L’intermediario non bancario riceve una somma e sa che può utilizzare questa somma fino ad una

o certa data, avendo cognizione di questo elemento è in grado di modellare la sua atti-vità di impiego

incrociando al limite le scadenze dei singoli impieghi con quelle delle singo-le provviste.

La banchiere contrariamente all’intermediario creditizio non bancario non conosce i termini di

o scadenza contrattuale dei rapporti di provvista e di impiego, tuttavia è in grado di cono-scere in

base all’analisi statistica della dinamica dei rapporti con la clientela quali sono le dinamiche globali

della provvista e dell’impiego.

Nella tesoreria della banca noi non abbiamo più l’incrocio tra singolo rapporto di provvista e sin-golo

rapporto di impiego, ma abbiamo una gestione che prende in considerazione il complesso dei rapporti

intrattenuti con la clientela ed in funzione dei quali sviluppa due strumenti alternativi:

1. la funzione monetaria;

2. la riserva tecnica;

una riserva costituita da titoli aventi rapida possibilità di smobilizzo, ovvero bassa duration

3. (investimenti di portafoglio).

Man mano che si sviluppa la funzione monetaria si riduce la necessità della banca di destinare parte dei

depositi a riserva tecnica.

Nella tesoreria degli intermediari creditizi non bancari si deve prendere in considerazione l’eventua-lità che

il cliente non adempia, il rischio di credito incombe con due manifestazioni tipiche:

1. quello dell’inadempimento in assoluto, cioè il denaro prestato non torna più in tutto o in parte;

2. quello dell’adempimento ritardato.

Se sussistono queste due eventualità evidentemente l’intermediario creditizio non bancario può di-sporre

di una riserva alternativa che consiste nelle stipulazione di una linea di credito con una ban-ca, la quale

consenta di saltare gli sfasamenti temporali tra le scadenze dei rapporti di provvista e di impiego.

Si possono manifestare due fenomeni:

la provvista anticipi la realizzazione della provvista, ovvero ho bisogno di risorse finan-ziarie da

1. destinare all’impiego ma non ho ancora realizzato l’attività di provvista, faccio capo alla relazione

con la banca per attingere le risorse finanziarie nella fase iniziale (fin quando cioè non ho realizzato

il collocamento);

la provvista anticipi l’attività di impiego, ovvero ho realizzato il collocamento ma non va-do a

2. realizzare immediatamente l’impiego, la esuberanza che si è creata la vado ad utilizzare per

realizzare un deposito presso la banca che andrà in seguito ad utilizzare man mano che si realizza

la liquidità di impiego.

Le operazioni di provvista consistono nella raccolta dei depositi che assumono tipicamente la forma:

 del deposito a risparmio, libero o vincolato, rappresentato da:

1. libretto;

2. sottoscrizione di obbligazioni bancarie;

3. certificati di deposito.

 del deposito libero in conto corrente.

Il libretto è una ricevuta continuamente aggiornata sulla quale si prende nota dei versamenti eseguiti,

delle movimentazioni di prelievo e della liquidazione periodica dell’interesse.

I depositi vincolati sono caratterizzati anche alternativamente da:

 termine condizionale: il deposito si rende disponibile al verificarsi di un determinato evento o di

una determinata condizione;

 vincolo cumulare: si crea un deposito a nome dell’infante e la disponibilità è soggetta al

raggiungimento della maggiore età;

 vincolo giudiziario: quel deposito sarà disponibile solo all’esito dell’accertamento giudiziario.

Il buono fruttifero è una ricevuta della costituzione del deposito sulla quale viene indicata la scadenza

dello stesso.

Le obbligazioni bancarie è un deposito o prestito a termine e rappresentano una parte della provvista

delle banche. Le obbligazioni bancarie possono essere emesse per tagli minimi unitari non inferiori ad €

10.000, in un’unica soluzione oppure per tranche. Risultano essere caratterizzate sia da un mercato

autonomo sia da un mercato assicurato dalla banca stessa.

Il prezzo della obbligazione bancaria rinegoziato dalla banca è legato alla dinamica dei tassi di interesse.

Le operazioni bancarie possono essere regolate per cassa o in conto corrente.

Mentre il regolamento per cassa si basa essenzialmente sull’uso della moneta legale, il regolamento in

conto corrente si basa sull’uso della moneta fiduciaria o di quella scritturale ne consegue che è suscettibile

ad alimentare la funzione monetaria.

I rapporti di conto corrente vengono distinti in:

 rapporti in conto corrente di corrispondenza attivi,

 rapporti in conto corrente di corrispondenza passivi.

Dobbiamo tenere presente che con riferimento ai rapporti di conto corrente distinguiamo quattro nozioni di

saldo e cioè:

saldo contabile,cioè la somma algebrica di tutti gli addebitamenti e di tutti gli accreditamenti

1. registrati in conto con riferimento alla data di esecuzione e\o di registrazione;

saldo liquido,cioè la somma algebrica di tutte le partite la cui valuta (cioè la data da cui inizia o

2. cessa la contabilizzazione degli interessi) è già maturata. In tale ipotesi ove venga eseguiti degli

addebitamenti per importi che pur trovando capienza nel saldo contabile, eccedono il saldo liquido

con riferimento alla valuta assegnata ai suddetti addebitamenti, il conto risulta scoperto per valuta.

saldo disponibile, cioè la somma di tutte le partite regolate in conto di cui sia accertato l’esito.

3. saldo indisponibile, cioè la somma di tutte le partite di cui non sia ancora accertato l’esito.

4.

Le nozioni di saldo liquido e di saldo disponibile rispondono a motivazioni diverse:

 il saldo liquido identifica la data a martire dalla quale si calcolano gli interessi;

 il saldo disponibile è legato alla percezione del rischio insito nella negoziazione di titoli

di credito dei quali al momento della negoziazione non è ancora noto l’esito.

in relazione alle varie tipologie di saldo che abbiamo individuato distinguiamo tre prospetti:

il saldo contabile viene individuato dall’estratto conto;

1. il saldo liquido viene determinato dalla staffa o scala o riassunto scalare;

2. il saldo disponibile viene individuato dal prospetto di liquidità;

3.

da un punto di vista temporale questi tre prospetti camminano su strade completamente distinte e

separate tra loro e che rispondono:

1. ad una LOGICA PURAMNTE CONTABILE l’estratto conto;

2. ad una LOGICA ECONOMICA o DI LIUIDAZIONE DEGLI INTERESSI la staffa;

3. ad una LOGICA DI GESTIONE DEL RISCHIO il prospetto di liquidità.

Con riferimento alla nozione di saldo indisponibile va posto in evidenza che, dall’eventuale utilizzo di saldi

relativi a versamenti di assegni di cui non è ancora noto l’esito trae origine per la banca posizioni di rischio

connesse con il recupero delle somme frattanto anticipate.

Con riferimento a questo profilo di rischio la banca può svolgere la sua valutazione con riferimento a due

criteri: l’apprezzamento della qualità del negoziato;

1. la bontà del negoziato.

2.

La valutazione di questi due profili porta alla definizione di particolari linee di credito il cosiddetto fido

assegni o fido per negoziazioni o fido tecnico, ovvero la linea di credito accordata dalla banca al cliente

in funzione della disponibilità dalla banca ad assumere il rischio che può derivare dalla negoziazione di

assegni e di titoli che sono tratti su altre banche o di cui al momento della negoziazione non è ancora noto

l’esito.

Per ogni rapporto di conto vengono inoltre stabilite due condizioni:

1. la condizione di valuta legata all’accertamento della data da cui inizia o cessa l’accertamento degli

interessi;

2. la condizione di disponibilità legata alla percezione del rischio che il titolo torni insoluto.

Dobbiamo ora soffermarci sulle linee di credito le quali si suddividono in:

 linea di credito rotativa è quella in funzione della quale ogni versamento ha l’effetto di ripristinare

la linea i credito preesistente;

 linea di credito una tantum è quella in funzione della quale il versamento ha effetto solutorio, cioè

in seguito al quale il rapporto di credito cessa di esistere. LEZIONE 2.05.07

Gli investimenti di portafoglio sono acquisizioni di valori mobiliari i quali possono avere la funzio-ne di

serbatoio di liquidità, cioè sono investimenti mantenuti in essere in funzione della possibilità di acquisire

attraverso il suo utilizzo una disponibilità di risorse liquide.

L’operazione di riporto è una operazione con la quale vengono negoziate contestualmente due rapporti

uno a pronti,l’altro a termine

Del riporto abbiamo tre denominazioni:

il riporto è una tecnica con la quale si tende a far slittare il termine di chiusura di un rapporto

1. qualora non si abbia la disponibilità per farlo.

il contratto di pronti contro termine, cioè io vendo (o acquisto) i titoli che sono in mio portafoglio a

2. pronti, obbligandomi contestualmente a riacquistare (o rivendere) gli stessi titoli ad una certa data, a

termine, ad un prezzo già predeterminato. Del contratto pronti contro termine conosciamo tre

varianti:

 proposta come alternativa alla negoziazione dei depositi nei rapporti tra banca e cliente, in

quanto mentre per i depositi si prevede un regime tributario più oneroso del 27% per i

contratti di pronti contro termine si prevede un imposta minore del 12,50%. Naturalmente da

ciò si deduce che le due operazioni avranno un tasso di interesse diverso: per il deposito

sarà più alto, mentre per i contratti di pronti contro termine risulterà essere più basso. Questa

operazione incontra una limitazione nella disponibilità di portafoglio della banca.

Contabilmente quando andiamo a realizzare questa operazione la trattiamo alla stregua di

un rapporto puramente finanziario, quindi evidenziamo una entrata di cassa contro

accensione di un debito nei confronti della clientela; al momento della chiusura del rapporto

andremo ad estinguere il debito contabilizzato separatamente agli interessi.

 Inteso come tecnica di regolamento dei rapporti nel mercato interbancario, cioè il mercato su

cui operano le banche. Nel ambito del mercato interbancario ci sono delle banche le quali

hanno eccedenza di provvista e ci sono delle banche le quali hanno una provvista inferiore

rispetto alle loro possibilità di impiego. Le banche che sono in condizioni di eccedenza

trasferiscono le risorse eccedenti alle banche deficitarie, questo trasferimento può assumere

due forme:

finanziamento vero e proprio, la banca in condizioni di eccedenza concede credito

1. alla banca deficitaria, oppure costituisce un deposito presso la banca deficitaria.

attraverso la forma del pronti contro termine, il finanziamento viene concesso tramite

2. cessione di titoli dalla banca deficitaria all’altra banca e

3. quindi acquisizioni delle corrispondenti disponibilità.

 Riferito ai rapporti tra banca centrale e banche del sistema al fine di regolare la liquidità del

sistema. Per conseguire gli obiettivi di accrescere o ridurre la liquidità del sistema la banca

centrale dispone di vari strumenti:

la riserva obbligatoria,

1. intrattiene rapporti di conto con le banche del sistema,

2. si propone sul mercato per negoziare operazioni di pronti contro termine (

3. operazioni temporanee in titoli) proponendosi di volta in volta come riportato o

come riportatore:

assume la posizione di riportato, cioè vende titoli a pronti e li riacquista a

o termine, per ridurre la liquidità del sistema;

assume la posizione di riportatore, cioè acquista a pronti e li rivende a termine,

o per aumentare la liquidità del sistema.

lo swap o scambio è finalizzato al controllo e alla gestione del rischio di cambio, ovvero il

3. rischio che si profila tutte le volte che vengono intrattenuti dei rapporti in valuta diversa da quella di

conto. La liquidità interna del sistema è infatti determinata da:

una componente interna,cioè la liquidità che si genera e che corrisponde alla moneta avente

o corso legale nell’ambito del sistema;

la componente estera. La Banca Centrale può decidere di alimentare o meno questa

o componente e l’alimenta offrendosi sul mercato per negoziare degli swap a basso prezzo.

LEZIONE 3.05.07

L’ATTIVITA’DI IMPIEGO

Il mutuo è un rapporto di prestito identificato per solito con la concessione della disponibilità di una certa

somma per la quale viene stabilito un termine di scadenza a maturazione del quale la somma deve essere

restituita.

In alternativa al regolamento in mutuo noi possiamo avere anche una serie di operazioni le quali trovano

regolamento in conto corrente.

Se il rapporto prende la forma dell’apertura di crediti in conto corrente la banca da luogo alla

concessione di una linea di credito che viene contabilizzata solo a partire dal suo effettivo utilizzo; inoltre

pur essendo previsto in talune circostanze che l’utilizzo sia unico solitamente è una linea di credito a

carattere rotativo, caratterizzata dalla liquidazione periodica degli interessi.

L’apertura di credito, sia o non sia regolata in conto corrente, può essere:

sia a tempo indeterminato, valida cioè fino a revoca ;

o sia a tempo determinato, con validità limitata ad un certo periodo di tempo. Tale ipotesi ricorre nel

o caso dei cosiddetti crediti stagionali o crediti di campagna (cosi denominati perché destinati a

finanziare una specifica campagna d’acquisto).

Distinguiamo tre tipologie di commissioni:

la commissione di finanziamento o di assicurato finanziamento, tende ad assicurare alla banca

1. indipendentemente dagli effettivi utilizzi una remunerazione per il suddetto impegno di tesoreria;

la commissione di massimo scoperto, viene calcolata sull’effettivo utilizzo dell’importo accordato,

2. cioè sul massimo saldo debitore accumulato dal cliente nel periodo considerato, ed è quindi legato

all’effettivo utilizzo della concessione;

la commissione di mancato utilizzo viene calcolata sulla parte del fido accordato ma non

3. utilizzato. È legata a particolari categorie di crediti quali le cosiddette Evergreen, le quali sono

caratterizzati da affidamenti di elevati importi.

U n altro rapporto che la banca intrattiene con i clienti è l’operazione di sconto, ovvero la banca si rende

cessionaria di un credito non ancora scaduto, del quale, previa deduzione dell’interesse e delle

competenze accessorie, anticipa il pagamento mettendo a disposizione del cliente, denominato scontista,

il netto ricavo dell’operazione. Questa cessione può avvenire con l’apposizione di due clausole:

1. la clausola PRO-SOLVENDO, la banca si rende acquirente del credito ma non se ne assume il

rischio;

2. la clausola PRO-SOLUTO, la banca si rende acquirente del credito e se ne assume anche il rischio.

Quando si negozia un’ operazione di sconto gli interessi sono liquidati in via anticipata, abbiamo i

cosiddetti interessi anticipati.

Per calcolare l’importo degli interessi dovuti per l’operazione di sconto si possono applicare due formule:

lo sconto razionale, viene calcolato applicando il tasso d’interesse al calore attuale:

1. Va = 365* C

365+i*g

lo sconto commerciale (appiccato generalmente alle operazioni di sconto bancario) viene

2. calcolato applicando il tasso d’interesse al montante invece che al valore attuale:ù

Va = C*i*g

365

In cui:

va = valore attuale

C = capitale da scontare

i = tasso d’interesse

g = tempo (espresso in giorni)

CONTABILIZZAZIONE DELL’OPERAZIONE

AVERE: c \ c di corrispondenza DARE: portafoglio sconti

AVERE: interessi attivi

Nel momento in cui la banca si rende cessionaria di crediti contabilizza innanzitutto i crediti che ha

acquistato nel proprio portafoglio sconti. Questi crediti quindi vanno contabilizzati in dare e quindi

nell’attivo portafoglio sconti. Gli interessi attivi vanno contabilizzati al conto economico interessi attivi e la

somma scontata va accreditata nel c \ c del cedente.

Nel caso il titolo torni insoluto la banca dovrà scaricare i crediti dal portafoglio sconti e addebitare in dare

al c \c del presentatore:

AVERE: portafoglio sconti DARE: c \ c di corrispondenza

Quando noi analizziamo l’operazione di sconto poniamo in essere una linea di credito che viene definita

CASTELLETTO RISCONTO la quale è a carattere rotativo ovvero si ripristina alla scadenza del credito

precedentemente scontato, man mano che matura la scadenza del credito precedentemente scontato si

verifica una chiusura del castelletto.

La banca che negozia operazioni di sconto è tenuta a tenere una doppia contabilità:

una è la contabilità generale che prende nota dell’operazione di sconto;

o ed un’altra contabilità che prende invece in considerazione il rischio intrinseco nella

o negoziazione dell’operazione di sconto. LEZIONE 4.05.07

L’accreditamento salvo buon fine prevede che la banca venisse fornita di un mandato all’incasso i

crediti restavano quindi di proprietà del cliente però venivano affidati alla banca perché ne curasse

l’incasso. La banca contestualmente alla ricezione del mandato all’incasso:

 da un lato lì caricava al suo portafoglio crediti all’incasso;

 dall’altro accreditava nel conto corrente della clientela l’intero importo dei crediti oggetto della

negoziazione , però la valuta assegnata ai crediti negoziati e accreditati in conto non era allineata a

quella della negoziazione ma era allineata con la data di scadenza dei crediti.

Quindi non abbiamo una liquidazione anticipata degli interessi, come avveniva per lo sconto, ma abbiamo

una liquidazione posticipata con la normale chiusura del conto,quindi una liquidazione per competenze.

Un ulteriore differenza dell’accreditamento salvo buon fine rispetto allo sconto è rappresentato dalla data

di valuta che nello sconto coincide con la data di negoziazione, mentre nell’accreditamento salvo buon fine

coincide con la data di scadenza di crediti.

Inoltre mentre lo sconto mette a disposizione una somma inferiore all’importo del credito, l’accreditamento

salvo buon fine mette a disposizione l’intera somma.

Se i crediti che negoziamo con questa operazione sono più di uno la valuta che assegniamo a questo

accreditamento corrisponderà alla dilazione media della intera presentazione, cioè la media aritmetica

ponderata del numero di giorni che per ciascun credito intercorrono dalla data di negoziazione alla data di

scadenza del credito utilizzando come pesi gli importi dei singoli crediti.

Un’altra tecnica è quella della regolamento in c \anticipi la quale risulta essere caratterizzata

dall’affidamento alla banca dell’incarico di curare l’incasso del credito.

Solitamente i crediti cambiari vengono negoziati con le operazioni di sconto;viceversa, tutti i crediti che

non hanno la forma cambiaria possono essere negoziati con la tecnica del c \ anticipi.

I crediti negoziati generalmente in c \anticipi sono:

 le ricevute bancarie, ovvero in relazione alle fatture emesse predispone delle vere e proprie

ricevute nelle quali viene solitamente menzionata l’origine del credito; queste ricevute

vengono poi inviate alla banca la quale provvede all’incasso.

 gli stati di avanzamento lavoro, ovvero in relazione agli stati di avanzamento di un lavoro

viene chiusa periodicamente la contabilità di cantiere per determinare l’importo dei lavori che

da quella impresa sono stati compiuti. Una compia del documento di lavorazione viene poi

presentato alla banca per l’anticipazione. Nel momento in cui le somme saranno

effettivamente disponibili dalla stazione appaltante sarà la banca a curare l’incasso che per

una parte andrà a decurtare l’anticipazione, per l’eccedenza sarà accreditato nel conto del

cliente. LEZIONE 9\10.05.07

Un ulteriore categoria di operazioni è quella delle anticipazioni garantite, ovvero crediti assistiti dalla

presenza di una garanzia. Possiamo prevedere due casi:

le anticipazioni su titoli, la costituzione della garanzia non genera significative

1. conseguenze nella gestione delle azienda di chi vi ricorre poiché i frutti continuano a

decorrere e a maturare quindi non si verifica una particolare limitazione;

le anticipazioni su merci, la costituzione della garanzia genera significative limitazioni nella

2. gestione dell’azienda. Questa tipologia di anticipazione trova applicazione con riferimento a

due casi:

aziende a ciclo di produzione stagionale;

o aziende che produco beni che sono sottoposti a stagionatura.

o

Nel caso in cui l’anticipazione su merci espliciti un’ipotesi non limitativa della gestione deve

essere pressa in considerazione l’eventualità che la garanzia oggetto di pegno non ha un

rilevante peso economico per l’azienda.

Per quanto concerne le anticipazioni su titoli si possono prevedere due modalità di regolamento:

quella per somma in scadenza fissa, ovvero identificato l’oggetto della garanzia l’importo della

1. anticipazione viene messo a disposizione per cassa raramente mediante accreditamento in c \c;

quella in c \c, ovvero l’anticipazione è considerata al limite del fido.

2.

Noi conosciamo essenzialmente tre tipologie di garanzia:

la garanzia reale:

1. pegno: conseguito per mezzo dello spossessamento del bene;

o ipoteca: ottenuta mediante iscrizione nel registro degli immobili. Vi è poi un’altra caratteristica

o della garanzia ipotecaria non segue il debitore, ma segue l’immobile; in quanto tale l’immobile

gravato da garanzia ipotecaria può essere tranquillamente ceduto. Assistiamo quindi al

fenomeno della spersonalizzazione del credito poiché nel momento della negoziazione non

conosco il mio creditore successivo devo basare la mia valutazione non sul debitore, ma

sull’immobile.

la garanzia personale:

2. fideiussione, consiste nell’impegno dei fideiussori a subentrare al garantito in ipotesi di

o inadempienza di questi;

avallo, consiste nell’impegno dell’avallante a subentrare al garantito in ipotesi di inadempienza

o di questi ed è condizionato alla forma cambiaria del credito.

Per quanto attiene alle garanzie personali si pine il problema dia ffiancare alla valutazione del

debitore principale la valutazione del garante, cioè del soggetto che interviene in caso di

inadempienza del debitore.

la garanzia in senso lato:

3. privilegi,cioè viene determinato l’ordine di priorità nel soddisfacimento dei diritti dei creditori

o sull’intera massa attiva o parti di questa o su determinati elementi di questa;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia aziendale
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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