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Capitolo 3 - le operazioni di impiego

3.1 L’istruttoria di fido

L’istruttoria di fido è costituita da indagini, ricerche, analisi ed elaborazioni destinate a fornire

elementi di valutazione ai competenti organi della banca per la formulazione di un giudizio

dettagliato circa la richiesta di affidamento inoltrata dalla clientela, in relazione sia alla sua

capacità di rimborso sia ai rischi insiti nell’operazione.

La richiesta di affidamento viene redatta su appositi moduli predisposti dalle istituzioni creditizie,

il cui contenuto mira a fornire informazioni e dati sufficienti per poter valutare il cliente. La

maggior parte delle banche utilizza lo schema imposto dalle autorità di vigilanza: la richiesta deve

risultare da una documentazione formale, sottoscritta dal/i soggetto/i interessato/i, con

evidenziazione dell’importo, della durata del credito richiesto e delle eventuali garanzie prestate.

Dopodiché ciascun ente creditizio potrà acquisire ogni ulteriore informazione e valutazione

ritenuta utile ai fini della valutazione del cliente (tabella 3.1 pag. 83).

Raccolta tutta la documentazione necessaria, la banca dà il via all’istruttoria, che si articola in

cinque fasi.

1. A “ ”

NALISI DELLE QUALITÀ PERSONALI DEL RICHIEDENTE

In questa fase la banca accerta l’esattezza, la validità e la compiutezza dei dati forniti dal soggetto

nella richiesta di affidamento, e li integra con ulteriori informazioni, poi utili per le successive

analisi.

La Centrale dei rischi (istituita presso la Banca d’Italia) è un sistema informativo

sull’indebitamento della clientela verso le banche e gli intermediari finanziari non bancari. Gli

intermediari le comunicano ogni mese il totale dei crediti verso i clienti, per importi ≥ 30.000€, e i

crediti in sofferenza di qualunque importo; di contro, la Banca d’Italia gli dà informazioni circa il

debito totale verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato. Questa modalità operativa

favorisce l’accesso al credito per la clientela meritevole: infatti è possibile migliorare il processo

di valutazione del merito di credito della clientela, innalzare la qualità del credito concesso, e

rafforzare la stabilità finanziaria del sistema creditizio.

2. V ERIFICA DEGLI ASPETTI FORMALI DELLA DOCUMENTAZIONE RACCOLTA

La banca esamina la situazione giuridica del soggetto richiedente e, specie per le imprese, la

regolarità formale dei bilanci presentati (verifica completezza ed esaustività).

3. A

NALISI DI TIPO QUALITATIVO

La banca esamina informazioni qualitative del richiedente che hanno per oggetto il business plan

(documento programmatico con cui l’impresa definisce strategie ed esigenze finanziarie), le

politiche aziendali e le strategie adottate dall’impresa con riferimento al settore economico in cui essa

opera o intende operare. Questa fase è importante: consente alla banca di assumere informazioni

utili nella successiva fase dell’istruttoria per valutare il grado di redditività futura dell’impresa e,

quindi, la capacità di rimborso del finanziamento.

4. A

NALISI DI TIPO QUANTITATIVO

È la fase di elaborazione delle informazioni raccolta. La banca, attraverso tecniche di tipo

consuntivo e previsionale, elabora indicatori di sintesi rispettivamente da interpretare e formulare

sulla base dei risultati delle analisi qualitative svolte in precedenza.

Le analisi di tipo consuntivo riguardano l’interpretazione dei valori che compongono il bilancio.

Questa analisi viene svolta in primis tramite quozienti di bilancio, il cui scopo è di fornire indicazioni

sintetiche circa le condizioni dell’impresa (in particolare redditività, liquidità, indebitamento,

modalità di utilizzo del capitale investito). Inoltre, l’analisi viene svolta mediante la tecnica dei flussi

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finanziari, che fornisce informazioni sugli aspetti finanziari della gestione dell’impresa, con

riguardo ai fabbisogni di fondi e alle fonti di risorse utilizzate per la copertura degli stessi.

Le analisi di tipo previsionale, invece, hanno lo scopo di quantificare la capacità di rimborso

dell’impresa, e si basano sulla predisposizione di bilanci preventivi e sul bilancio preventivo di

cassa.

5. V ALUTAZIONE DI SINTESI E MONITORAGGIO DELLE POSIZIONI IN ESSERE

Eseguite le indagini sul soggetto da affidare, la banca redige la relazione di sintesi, cioè un

documento in cui vengono evidenziati tutti gli aspetti emersi dagli accertamenti effettuati, e in

base al quale la banca (gli organi competenti) decide per l’accoglimento della richiesta di

finanziamento o meno. Il giudizio di affidabilità si basa essenzialmente sulla verifica della capacità

di reddito futura del soggetto richiedente e sulle potenzialità di sviluppo dell’azienda (elementi

spesso sintetizzati da un rating).

Rilevanti in materia di concessione di credito sono le garanzie offerte a supporto della richiesta di

finanziamento. Tali garanzie possono essere reali, quando esiste una forma di vincolo su beni reali,

dell’affidato o di terzi, a favore della banca (privilegi, pegno, ipoteche), oppure personali, quando

la garanzia risiede nelle doti morali e nella capacità economica, finanziaria e patrimoniale

dell’affidato e di terzi coobbligati (avallo, fideiussioni di terzi).

A difesa delle piccole-medie imprese e di quelle neocostituite, le quali possono non essere in grado

di fornire garanzie per l’ottenimento di finanziamenti, si è diffusa la garanzia collettiva dei fidi,

che si realizza attraverso l’operato di consorzi e di cooperative di garanzia collettiva fidi (Confidi).

Tali organismi sono costituiti da piccole-medie imprese, banche e istituzioni locali che si

prefiggono di aumentare la forza contrattuale nei rapporti con le istituzioni finanziarie, attraverso

la concessione di garanzie personali e la costituzione di un fondo monetario a favore delle imprese

aderenti.

L’istruttoria di fido non termina con le 5 fasi sopra esposte, ma prosegue anche dopo la

concessione del finanziamento mediante una costante attività di monitoraggio, al fine di prevenire

la nascita di patologie aziendali che potrebbero rendere difficoltoso il recupero del credito erogato.

Il monitoring può avvenire in molteplici modi: ad esempio, tramite la periodica richiesta di

informazioni circa la situazione economica e finanziaria dell’impresa; oppure tramite la verifica

delle modalità di utilizzo del fido accordato e della loro conformità agli accordi contrattuali.

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3.2 I prestiti per cassa

Attraverso i crediti per cassa la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro

utilizzabile in unica soluzione o a più riprese secondo quanto stabilito contrattualmente.

3.2.1 I prestiti per cassa a breve termine (≤18 mesi)

In questa categoria includiamo i prestiti bancari con scadenza non superiore ai 18 mesi, e i prestiti

bancari “a revoca”, ossia caratterizzati dalla facoltà concessa all’istituto finanziatore di richiedere la

restituzione delle somme erogate e al cliente di rimborsare il prestito ottenuto.

Inoltre, si qualificano come diretti tutti i crediti per i quali la banca ha un esborso certo e

immediato a favore dell’affidato, che risulta l’unico soggetto impegnato al rimborso delle somme

erogate, a differenza di quanto accade nelle operazioni autoliquidabili.

Vediamo le diverse forme tecniche di finanziamenti bancari diretti a breve termine.

L’

• APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE

L’apertura di credito è un contratto in base al quale la banca si obbliga a tenere a disposizione del

cliente una somma di denaro che può essere utilizzata anche con prelievi parziali e ripristinata con

successivi versamenti.

Tale contratto è regolato sia dalle norme civilistiche (art. 1842) sia dalle condizioni generali di

contratto relative al rapporto banca-cliente previste dall’ABI (non vincolanti per gli enti creditizi).

Le banche richiedono la sottoscrizione di un modulo (lettera contratto) in cui vengono indicate le

condizioni che regolano il rapporto.

Da un punto di vista giuridico, si parla di “apertura di credito” ogniqualvolta la banca autorizza il

cliente ad utilizzare somme di denaro eccedenti le sue disponibilità. Tuttavia, in relazione a

particolari fenomeni che possono verificarsi durante un rapporto, si identificano i seguenti

sottotipi:

1) apertura di credito ordinaria in conto corrente (più diffusa): la banca concede al cliente il

diritto di usufruire del credito in più riprese e di effettuare versamenti ed accreditamenti in

conto successivi per ricostituire la disponibilità originaria ottenuta: pertanto il credito non viene

esaurito con un unico prelievo, né viene estinto con un unico rimborso. L’impresa beneficiaria

ha il vantaggio di collegare l’ammontare del credito effettivamente utilizzato e le variabili

esigenze di gestione.

Sarà compito dell’istituto finanziatore determinare l’ammontare massimo del credito da

concedere, e vigilare sull’utilizzo dello stesso da parte dell’affidato allo scopo di assicurarsi che

l’alternanza di prelievi e versamenti sia frequente (altrimenti si ha trasformazione credito breve

termine in finanziamento medio/lungo termine).

2) credito per elasticità di cassa (scoperto di conto): origina da prelievi di importo limitato

eccedenti le disponibilità depositate sul conto corrente per un limitato periodo di tempo. Può

essere considerato come un anticipo concesso dalla banca al cliente a fronte di risorse finanziarie

di cui egli disporrà nel breve tempo e che si impegnerà a versare sul conto. Il cliente dovrà

corrispondere alla banca, oltre agli interessi maturati sul saldo Dare del c/c, anche una

commissione di istruttoria veloce, che è una tantum ed addebitata a fine trimestre.

3) sconfinamento: si verifica quando il cliente utilizza una somma superiore all’ammontare

massimo di credito messo a disposizione con una precedente apertura di credito. In questo caso

il cliente deve pagare una commissione sull’accordato e una commissione di istruttoria veloce.

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Si distingue tra apertura di credito in conto corrente a scadenza determinata (non superiore a 18

mesi) e indeterminata (il finanziamento si intende valido sino a revoca). Tale distinzione è

importante :

- per i riflessi di natura gestionale che comporta per la banca erogante: l’apertura di credito a

tempo indeterminato dà meno certezze circa i flussi di rimborso;

- per i diversi comportamenti che l’istituto finanziatore può assumere in caso di recesso dal

contratto: nell’apertura a tempo determinato la banca può recedere solo per giusta causa,

nell’apertura a tempo indeterminato entrambe le parti possono recedere dal contratto.

Un’ulteriore distinzione riguarda la presenza o meno di garanzie collaterali, di carattere personale

e reale, richieste dalla banca.

Per quanto riguarda gli elementi di costo dell’operazione, la componente principale è costituita

dagli interessi, calcolati e capitalizzati in via posticipata alla fine di ogni periodo e al momento

dell’estinzione del rapporto. In genere, il tasso di interesse nell’apertura di credito è superiore a

quelli applicati in altre operazioni di finanziamento a breve termine. La percentuale varia in un

range compreso tra il prime rate (tasso applicato alla miglior clientela) e il top rate (tasso massimo); la

sua determinazione dipende dal grado di rischiosità dell’affidato, dalla presenza di garanzie

collaterali e dalla forza contrattuale del cliente (e inoltre dalle condizioni dei mercati).

Altri elementi di costo sono la commissione su accordato e la commissione di istruttoria veloce.

cliente non affidato: se eccede la disponibilità sul c/c ---> commissione di istruttoria veloce;

• cliente affidato: se non sconfina il fido ---> commissione sull’accordato; se utilizza tutto il fido e

• sconfina oltre tale somma ---> commissione sull’accordato e commissione di istruttoria veloce.

Ulteriori elementi di costo sono le spese di tenuta conto, addebitate al cliente in base al numero di

operazioni effettuate nel periodo in esame, le spese per invio documentazione, il bollo di legge.

L’apertura di credito ordinaria in c/c è consigliata alle imprese che hanno un fabbisogno

finanziario di breve periodo oscillante, e che incontrano difficoltà a definire l’ampiezza e la durata

delle punte massime e minime delle loro esigenze finanziarie.

L’

• ANTICIPAZIONE SU PEGNO

L’anticipazione su pegno è un contratto di prestito monetario a breve termine garantito da pegno

su merci o titoli: l’operazione è quindi costituita da un contratto principale di prestito, da cui ha

origine l’anticipazione, e da un contratto accessorio di pegno. Da un lato il debitore cede beni a

garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti, perdendone la disponibilità ma non la

proprietà; dall’altro la banca si impegna a conservare tali beni, senza disporne, per tutto il

finanziamento e a restituirli a seguito dell’estinzione del prestito. Solo nell’ipotesi di mancato

rimborso i beni potranno essere venduti all’incanto, con la banca che potrà soddisfarsi sul ricavato

con prelazione sugli altri creditori.

Le operazioni di anticipazione vengono classificate in base:

- alla garanzia che assiste l’operazione;

- alla forma tecnica di utilizzo.

In base al primo criterio, avremo anticipazione su merci, valori mobiliari o crediti a seconda del tipo

di bene oggetto di pegno. Le banche preferiscono valori mobiliari e crediti, perchè, rispetto alle

merci, presentano minori problemi di valutazione e di conservazione. Infatti l’oggetto del pegno

deve essere valutato da parte dell’istituzione creditizia: la maggior difficoltà sta nel determinare il

suo valore corrente e nello stimare le variazioni che esso potrà subire nel corso dell’operazione.

Pertanto la banca si cautela applicando uno scarto percentuale sul valore corrente dei beni dati in

pegno, la cui misura varia a seconda del bene in pegno (20-50% per valori mobiliari quali i titoli,

30-70% per merci). 20 di 46

In base al secondo criterio, distinguiamo due forme tecniche di anticipazione:

in conto corrente: la banca concede al cliente una linea di credito in c/c, per cui egli può

• utilizzare più volte il credito, ripristinando la disponibilità iniziale tramite successivi versamenti

sul conto, secondo le modalità già viste per l’apertura di credito in c/c. A differenza di

quest’ultima, nell’anticipazione in conto corrente la garanzia pignoratizia può essere costituita

solo su titoli di credito, merci, o titoli rappresentativi delle stesse, perchè è necessario mantenere

costante lo scarto tra il valore dei beni pignorati e l’ammontare del credito erogato per l’intera

durata del contratto.

per somma e scadenza fissa: il cliente viene accreditato del valore nominale al netto degli

• interessi, calcolati in via anticipata per tutta la durata dell’operazione sull’intero ammontare

della somma erogata. È evidente che il tasso di interesse non può variare nel corso

dell’operazione.

Diversa è la durata dell’operazione in relazione alla forma tecnica prescelta e al tipo di bene dato in

garanzia.

- antic. per somma e scadenza fissa con pegno su titoli: ≤ 6 mesi;

- antic. per somma e scadenza fissa con pegno su merci: 6 - 12 mesi;

- antic. in conto corrente: i termini di rimborso sono contrattualmente fissati.

Per quanto riguarda gli elementi di costo, il ruolo preminente è assunto dal tasso di interesse, per

il quale vi sono diverse modalità di calcolo a seconda della forma tecnica prescelta: nelle

anticipazioni in conto corrente, infatti, il tasso è più elevato per via della maggiore elasticità di

utilizzo. Inoltre il tasso di interesse è determinato in base alla durata dell’operazione, alle

caratteristiche dei beni oggetto di pegno e alla misura dello scarto.

Inoltre, nel caso di anticipazione in conto corrente avremo i costi accessori esaminati per l’apertura

di credito: commissione su accordato, commissione di istruttoria veloce, spese di gestione.

Infine, anche lo scarto è un elemento di costo, in quanto obbliga l’impresa a privarsi di beni il cui

valore è superiore al prestito ottenuto.

L’anticipazione su pegno è utile alle aziende con scorte di merci o materie prime eccedenti il

normale fabbisogno della gestione corrente, o che non rientrano tra i fattori produttivi

dell’impresa. La scelta della forma tecnica dipende invece dalla dinamica del fabbisogno

finanziario da fronteggiare: se le necessità sono facilmente individuabili, è più adatta

l’anticipazione per somma e scadenza fissa, altrimenti è meglio l’anticipazione in conto corrente.

I

• L RIPORTO FINANZIARIO

Il riporto finanziario è un contratto nel quale il riportato trasferisce in proprietà al riportatore titoli

di credito (in genere valori mobiliari) di una data specie per un determinato prezzo; alla scadenza

pattuita, il riportatore dovrà trasferire al riportato la proprietà di altrettanti titoli della stessa

specie, dietro rimborso del prezzo, che può essere aumentato (riporto in senso stretto) o diminuito

(deporto) nella misura convenuta alla stipulazione del contratto. Raro è il riporto in cui il prezzo a

pronti e quello a termine coincidono (riporto alla pari).

A differenza dell’apertura di credito e dell’anticipazione, il riporto finanziario non richiede la

presenza di una banca; tuttavia il ruolo di riportatore è quasi sempre assunto da un ente creditizio.

In genere il riportato è un cliente disposto a privarsi temporaneamente di titoli di sua proprietà per

ottenere disponibilità liquide, il cui ammontare è proporzionalmente commisurato al valore dei

titoli ceduti. Infatti tale ammontare (= prezzo base dell’operazione) è pari al prezzo corrente dei valori

mobiliari oggetto di riporto, diminuito di uno scarto percentuale. 21 di 46

Le principali componenti di costo sono:

- la tassa sul contratto, rappresentata dal bollo da apporre sul fissato;

- il tasso di riporto, fisso per tutta la durata dell’operazione e computato in via anticipata,

determinato come differenza tra prezzo a pronti e prezzo a termine o attraverso l’indicizzazione

di un quantum da aggiungere/sottrarre al prezzo base per ottenere il prezzo a termine.

Il riporto finanziario è effettuato da società finanziarie e assicurative che dispongono di elevati

quantitativi di valori mobiliari tali da poter essere temporaneamente alienati senza pregiudicare

l’attività d’impresa.

Si veda la tabella 3.3 pag. 109 per un confronto tra anticipazione su titoli e riporto finanziario.

L

• A SOVVENZIONE CAMBIARIA

La sovvenzione cambiaria consiste nell’accredito del netto ricavo ottenuto dallo sconto di una

cambiale pagherò emessa dal cliente a favore della banca finanziatrice (pagherò diretto).

La sovvenzione cambiaria prevede un grado di rischio assimilabile ad un’apertura di credito

semplice in bianco poiché non offre garanzie di alcun tipo in relazione al buon fine dell’operazione

stessa, dipendendo esclusivamente dalla capacità di rimborso del cliente affidato. L’unico

vantaggio per l’istituto finanziatore deriva dal fatto di disporre di un titolo sulla base del quale

porre in essere un processo di esecuzione coattiva per il recupero del credito, qualora alla scadenza

il titolo non venisse onorato.

Gli elementi di costo sono gli interessi, calcolati in via anticipata, la commissione d’incasso,

eventuali altre commissioni, l’imposta di bollo sull’effetto.

Il ricorso alla sovvenzione cambiaria è da ricollegarsi ad operazioni che comportano esigenze

finanziarie di natura transitoria, connesse a temporanee espansioni degli affari dell’impresa

affidata.

L

• O SMOBILIZZO DI CREDITI COMMERCIALI A BREVE TERMINE

Lo smobilizzo di crediti commerciali consiste in un anticipo effettuato da un ente creditizio a

favore di imprese che detengono crediti mercantili nel proprio portafoglio. Si tratta di operazioni

autoliquidabili o a ciclo controllato, ovvero i mezzi necessari al rimborso del prestito non

provengono direttamente dal finanziato, ma da un terzo soggetto, spesso debitore del sovvenuto

stesso.

Ricordiamo che la cessione del credito commerciale alla banca può avvenire:

- pro solvendo: qualora alla scadenza il terzo non paghi, la banca si rivale sul proprio sovvenuto;

- pro soluto: l’affidato è sollevato da ogni responsabilità circa il buon esito dell’operazione.

Le operazioni che rientrano in questa fattispecie sono: sconto bancario, anticipo Ri.Ba s.b.f.,

anticipo fatture s.b.f. e factoring.

‣ Lo sconto bancario

Lo sconto bancario è un contratto con il quale la banca, previa deduzione dell’interesse, anticipa al

cliente l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto mediante la cessione (s.b.f.) del

credito stesso (art. 1858 c.c.)

Ci sono due elementi su cui soffermarsi:

1) il c.c. parla genericamente di credito: l’operazione può avere per oggetto titoli cambiari,

annualità dovute da enti pubblici, note di pegno, BOT, ecc.;

2) la cessione è pro solvendo. 22 di 46

L’operazione di sconto può avvenire tramite:

- castelletto: la banca predefinisce l’ammontare massimo degli effetti presentabili (cifra di

castelletto), che coincide con il credito accordato; il castelletto ha carattere rotativo, per cui la

disponibilità originaria viene ricostituita ogni volta che gli effetti scontati in precedenza

giungono a scadenza e vengono regolarmente pagati.

- in forma isolata: l’affidato, che dispone di un castelletto di sconto, lo ha già completamente

utilizzato ma deve far fronte ad esigenze finanziarie eccezionali e dispone di effetti cambiari: in

tal caso la banca procede all’operazione di sconto, senza però incrementare l’entità del castelletto

in essere.

Tra le componenti di costo, il ruolo preminente è assunto dal tasso di interesse, calcolato sul

valore nominale del titolo. Vi sono poi commissioni e diritti accessori, connessi alle spese

amministrative sostenute per il servizio di incasso degli effetti. Le competenze sono calcolate in via

anticipata sull’intero importo messo a disposizione del cliente.

Vi sono 3 modalità di estinzione dello sconto cambiario:

1) regolare pagamento a scadenza da parte dell’obbligato principale;

2) mancato pagamento da parte dell’obbligato principale, in forza del quale la banca richiederà

l’intervento del cliente scontista, che sarà tenuto a restituire il valore nominale degli effetti;

3) ritiro della cambiale prima della scadenza ad opera del cliente della banca.

‣ L’anticipo Ri.Ba. (ricevuta bancaria) salvo buon fine

L’anticipo Ri.Ba. s.b.f. è un accredito su un conto transitorio (conto anticipi), intestato al cliente, di

un importo pari al valore nominale degli effetti presentati per l’incasso, con valuta postergata alla

data di scadenza degli effetti stessi. Il cliente affidato può utilizzare subito le somme messe a

disposizione, anche se ciò comporta uno scoperto di valuta che dà origine ad interessi passivi a

suo carico

Anche per questa operazione la banca determina una cifra di castelletto con carattere rotativo.

Tuttavia nell’anticipo s.b.f. la banca, prima di determinare tale cifra, raggruppa gli effetti per

gruppi di scadenze omogenee e definisce la valuta adeguata degli effetti presentati, calcolando la

scadenza media dei singoli gruppi e aggiungendo al termine un certo numero di giorni.

Vi sono 3 modalità attraverso le quali la banca concede credito all’impresa che dispone di Ri.Ba.:

1) accredito diretto sul conto corrente di corrispondenza, per un importo pari al VN degli effetti

con valuta adeguata: questa modalità consente di avere disponibilità immediata di somme di

denaro, per il cui utilizzo il cliente pagherà interessi per scoperto di valuta. Alla scadenza degli

effetti, il pagamento da parte del debitore chiuderà l’operazione; in caso contrario, il cliente

verrà addebitato in c/c dell’importo relativo maggiorato delle spese sostenute dalla banca.

2) utilizzo di conto transitorio fruttifero (conto anticipi): il conto anticipi viene accreditato, con

valuta adeguata, del VN degli effetti e contemporaneamente addebitato, con valuta giorno

dell’operazione, dello stesso importo, che viene reso disponibile sul conto corrente ordinario. Si

crea così uno scoperto di valuta sul conto anticipi, che dà origine a interessi debitori per il

cliente calcolati sull’ammontare complessivo degli effetti presentati, mentre sul c/c ordinario,

se non utilizzate, le somme accreditate produrranno interessi creditori per il cliente.

3) utilizzo di conto transitorio fruttifero (conto evidenza) con applicazione di tassi differenziati

sugli scoperti di conto corrente: il conto transitorio viene accreditato, con valuta adeguata, del

VN degli effetti, ma il loro addebito avverrà soltanto nel giorno di maturazione della valuta,

così da non produrre interessi debitori per il cliente, il quale comunque può disporre di una

linea di credito di importo pari alla somma resa disponibile sul conto transitorio. Su tale linea

di credito verranno computati interessi ad un tasso debitore inferiore rispetto a quello

normalmente previsto per le aperture di credito. 23 di 46

L’anticipo Ri.Ba. s.b.f. è molto apprezzato per l’elevato grado di flessibilità, che consente agli

utilizzatori di commisurare il proprio indebitamento bancario alle effettive necessità della gestione

finanziaria dell’impresa.

Vedasi quadro 3.3 pag. 116

‣ L’anticipo su fatture

Tramite l’anticipo su fatture la banca fornisce una forma di sostegno creditizio alle imprese che

non dispongono di effetti cambiari da scontare o ricevute bancarie da presentare per l’anticipo sul

portafoglio s.b.f., bensì regolano le proprie transazioni commerciali attraverso la richiesta di

bonifici o giroconti ai soggetti debitori.

La banca mette a disposizione dell’affidato parte dell’importo (di norma l’80%) risultante dalle

fatture da lui emesse nei confronti dei suoi clienti, riservandosi di richiederne la restituzione

qualora, alla scadenza prevista per il regolamento delle fatture, non sia ancora avvenuto il

pagamento. Anche in questa operazione la banca fa ricorso ad un conto transitorio fruttifero, il

conto anticipo su fatture, il cui funzionamento è simile a quello del conto anticipi s.b.f. visto prima:

esso infatti produce interessi debitori calcolati, per tutta la durata dell’anticipo, sull’intera somma

messa a disposizione, accreditata sul conto transitorio con valuta postergata e

contemporaneamente girata sul conto corrente con valuta immediata. (si veda il quadro 3.4 pag. 119).

Attraverso questa operazione, l’impresa può smobilizzare crediti non ancora scaduti per

fronteggiare esigenze di liquidità.

‣ Il factoring

Il factoring è una tipologia contrattuale mediante la quale un imprenditore (cedente) si impegna a

cedere i propri crediti di natura commerciale a breve termine ad un operatore specializzato

(cessionario o factor, che può essere una banca o una società di factoring) il quale, a fronte di un

compenso, si assume l’impegno di curarne la gestione e l’incasso, garantendone il buon fine anche

in caso di insolvenza del debitore e di finanziare il cedente mediante lo smobilizzo anticipato delle

partite creditorie.

Una prima distinzione di factoring riguarda la tipologia di compiti svolti dal factor. Quello

appena descritto è il conventional factoring; vi è poi il maturity factoring, nel quale il factor svolge

unicamente le funzioni di gestione dei crediti e di garanzia, ma non quella di erogazione di risorse

finanziarie.

Un altro criterio di classificazione riguarda l’area geografica di appartenenza degli operatori che

intervengono nel rapporto: se cedente e debitore appartengono allo stesso paese abbiamo il

domestic factoring, viceversa abbiamo l’international factoring (qui i soggetti coinvolti possono essere

4: l’importatore, il suo factor nazionale, l’esportatore e il suo factor).

Ulteriore distinzione, tipica del nostro paese, è quella tra factoring pro solvendo e pro soluto: nel

primo caso il cessionario chiederà al cedente la restituzione delle somme anticipate se alla

scadenza il debitore non adempie alla sua obbligazione, mentre nel secondo caso il factor non

potrà richiedere nulla al cedente.

Vi è poi il caso dell’esclusione della notifica (non notification factoring) dell’avvenuta cessione del

credito al debitore ceduto che continuerà quindi a pagare il cedente, il quale avrà l’obbligo di

versare i crediti riscossi al factor affinché questo possa provvedere alla loro gestione. Pertanto

viene meno la funzione di gestione del portafoglio crediti, e ciò determina una duplicazione di

costi perchè al factor deve essere comunque corrisposto un compenso per l’attività di

amministrazione e gestione dei crediti. 24 di 46

Le 3 principali caratteristiche richieste per crediti oggetto di cessione sono:

- liquidità: si tratta di crediti commerciali a breve termine (30-180 gg.);

- disponibilità: attiene alla possibilità per il factor di procedere regolarmente alla sua riscossione;

- cedibilità: il credito non deve essere sottoposto a condizioni/vincoli che ne possano ostacolare il

trasferimento al factor.

Sono numerose le componenti di costo: in primis la commissione per il servizio di gestione e

amministrazione dei crediti; poi le spese dell’istruttoria svolta dal factor, i diritti fissi richiesti per

ogni fattura ceduta, le spese di tenuta conto e di incasso. L’operazione di factoring comporta un

grado di onerosità superiore rispetto alle operazioni di smobilizzo analizzate precedentemente.

3.2.2 I prestiti per cassa a medio e lungo termine

L'espressione medio e lungo termine fa riferimento alla scadenza del finanziamento (≥ 18 mesi).

I crediti a scadenza protratta vengono indicati come crediti “di scopo”, per i quali cioè è necessario

stabilire una stretta relazione tra il prestito erogato e l'investimento destinato ad essere finanziato.

Per i prestiti di medio lungo termine risulta più difficile determinare il grado di rischio: vi sono

maggiori difficoltà nella previsione dell'andamento dell'impresa affidata e la possibilità di errori di

valutazione e di rischi di perdita questo ha portato a richiedere al sovvenuto garanzie reali.

I finanziamenti bancari a medio lungo termine possono assumere due forme:

- il mutuo

- il leasing

I

• L MUTUO

“Il mutuo è un contratto con il quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di

denaro o di altre cose fungibili e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e

qualità” (c.c. art.1813).

Il mutuo ha una struttura contrattuale ben definita ed è caratterizzata da alcuni aspetti sostanziali.

Dal punto di vista tecnico vengono definiti mutui quelle operazioni che prevedono l'erogazione di

una somma di denaro la cui restituzione da parte del beneficiario (mutuatario) avverrà secondo un

piano di rimborso, che stabilisce la periodicità e l'ammontare delle rate. La sua determinazione

viene di norma lasciata all'iniziativa delle parti e può articolarsi in diverse fattispecie:

Piani di rimborso

Ammortamento alla francese (a rate costanti) la rata prevede una quota capitale crescente e una quota

interessi decrescente, e risulta quindi di importo fisso per

tutto il finanziamento

Ammortamento all’italiana (a capitale costante) la rata prevede una quota capitale costante per tutto il

finanziamento e una quota interessi decrescente

Ammortamento balloon le rate sono formate dai soli interessi, mentre il rimborso

del capitale scatta a scadenze fisse, di solito ogni 5 anni

Ammortamento a rata fissa e durata variabile la rata rimane fissa per tutto il finanziamento mentre le

variazioni del tasso determinano l'accorciamento o

l'allungamento del piano di rimborso

La frequenza di pagamento delle rate viene stabilita fra le parti e può essere mensile, trimestrale o

semestrale. Il puntuale pagamento della rata è molto importante perchè il ritardo (quando la rata

viene pagata tra il trentesimo e il novantesimo giorno dalla scadenza della rata) o il mancato

pagamento fa scattare l'applicazione degli “interessi di mora”. 25 di 46

Il tasso di interesse riveste un ruolo fondamentale nel finanziamento per l'onerosità

dell'operazione e per la determinazione della tipologia di contratto offerto alla clientela. Esistono

infatti diversi tipi di mutuo:

mutuo a tasso fisso: quando il tasso di interesse rimane invariato per tutto il finanziamento e il

• cliente avrà sempre la certezza dell’importo della rata da pagare;

mutuo a tasso variabile: quando il tasso di interesse è variabile, legato di solito a parametri di

• mercato (ai quali si aggiunge solitamente uno spread) e quindi la rata del mutuo varia;

mutuo a tasso variabile con cap: il tasso di interesse è variabile ma se durante la vita del

• finanziamento dovesse superare una soglia massima predefinita, il cliente si limiterebbe a

pagare un interesse pari a tale soglia “tetto”;

mutuo a tasso variabile con rata costante: la rata è costante e quindi l'incremento (riduzione) del

• tasso di interesse porterà all'allungamento (accorciamento) del periodo di pagamento.

mutuo offset: principalmente a tasso variabile, è una novità nel mondo dei mutui. Si caratterizza

• per un importo della rata che varia al variare del denaro detenuto in giacenza sul conto

corrente. Maggiore è la giacenza media sul conto corrente, meno si paga di interesse per il

mutuo.

mutuo misto: quando è prevista l'applicazione sia del tasso fisso che del tasso variabile.

• mutuo con tasso d'ingresso: quando per un certo periodo iniziale viene applicato un tasso

• ridotto e alla scadenza di tale periodo è prevista l'applicazione dell'usuale tasso fisso e/o

variabile corrente al momento della scadenza.

Il mutuatario ha la facoltà di procedere all'estinzione, totale o parziale, anticipata del prestito

senza incorrere in penali che invece esistevano in passato. Il decreto legge 31 gennaio 2007

“decreto Bersani-bis” ha stabilito la nullità di penali per l'estinzione anticipata del mutuo, a

condizione che:

- il finanziamento sia richiesto da persone fisiche per l'acquisto o la ristrutturazione di unità

immobiliari;

- il contratto di mutuo si stato stipulato dopo il 2 febbraio 2007.

La durata contrattuale del mutuo è in genere compresa fra i 5 e i 30 anni.

La lunga durata del mutuo rende poco agevole per la banca formulare previsioni sulla capacità

reddituale e finanziaria del mutuatario e quindi sulla sua affidabilità: ciò giustifica la presenza

indispensabile di garanzie di tipo reale. Le garanzie reali richieste dalle banche sono solitamente

costituite da ipoteche di primo grado sul bene oggetto dell’operazione; nel caso di prestito alle

imprese industriali si preferisce il privilegio al pegno.

Il comitato interministeriale per il credito e il risparmio ha stabilito che l'importo massimo

erogabile è pari all'80% del valore dei beni ipotecati o del costo dell'operazione da eseguire sugli

stessi, tale limite deve però essere elevato all'100% nel caso in cui vengano prestate garanzie

integrative tipo fideiussioni, fondi pubblici di garanzia ecc.

Numerosi sono gli elementi di costo che si riferisco ad un'operazione di mutuo, quali: tasso di

interesse, spese notarili, spese di istruttoria, spese di perizia, imposta sostitutiva, premio di

assicurazione contro l'incendio o il furto del bene.

Al fine di favorire la trasparenza informativa e il confronto tra le varie proposte degli intermediari,

le banche devono rendere noto un indicatore che esprime l'onerosità globale del finanziamento,

definito indicatore sintetico di costo (ISC).

Per favorire la concorrenza bancaria non solo nella fase di stipula del contratto ma anche durante

la vita del finanziamento, la legge Bersani ha liberalizzato il mercato dei mutui: il mutuatario ha

anche la possibilità di trasferire il proprio debito ad una banca diversa da quella con la quale vi è

26 di 46

il contratto di mutuo, mediante la “surrogazione per volontà del debitore” dove la nuova banca

subentra nella garanzia ipotecaria. Differentemente, la “sostituzione” implica l'estinzione del

vecchio finanziamento e la stipula di un nuovo contratto di mutuo presso la nuova banca: occorre

quindi cancellare la vecchia ipoteca e iscrivere la nuova garanzia.

Un ulteriore distinzione vi è per la “rinegoziazione del contratto di mutuo”, che consiste nella

ridefinizione delle condizioni economiche e finanziarie del contratto.

I

• L LEASING

Il leasing è una forma di finanziamento in cui, in cambio di un canone periodico, il cliente

(utilizzatore) ottiene la disponibilità di un bene, potendone acquisire la proprietà al termine del

contratto dietro il pagamento di una quota prefissata (prezzo di riscatto).

Sono tre le forme contrattuali di leasing più frequenti:

- leasing finanziario: è un contratto attraverso il quale una società finanziaria (concedente o

locatore) acquista da fornitori terzi beni di qualsiasi natura per concederli in uso ad un soggetto

(utilizzatore o locatario) per un periodo di tempo prefissato e mediante il pagamento di un

canone periodico di leasing [questo si configura come un contratto trilaterale].

Al termine del contratto l'utilizzatore potrà scegliere se restituire il bene, rinnovare il contratto

con un canone ridotto, acquistare il bene al prezzo di riscatto.

La durata del contratto di leasing è di norma correlata alla durata tecnica-economica del bene.

La struttura più comune delle operazioni di leasing prevede:

- maxi canone: un primo pagamento alla stipula del contratto di norma superiore all'importo

del canone periodico (circa 10-20% in più);

- canone periodico: mensile o trimestrale, al quale andranno poi aggiunti gli interessi, una

quota destinata alla copertura degli oneri amministrativi, il premio per l'assicurazione del

bene, la remunerazione della società stessa;

- il riscatto: il prezzo che l'utilizzatore deve pagare in caso intenda acquistare il bene alla

scadenza (1-2% in meno del costo originario).

Il leasing finanziario consente agli utilizzatori di evitare ingenti immobilizzazioni, pur

permettendo loro di divenire proprietari del bene alla fine del periodo contrattuale.

- leasing operativo: è un contratto caratterizzato della bilateralità del rapporto che vede

contrattualmente impiegati l'utilizzatore e il produttore del bene che risulterà anche concedente,

rispondendo in prima persona ad eventuali vizi del bene locato.

A differenza del leasing finanziario, il riscatto del bene è poco frequente in quanto questo

contratto viene utilizzato per ottenere disponibilità temporanea di un bene strumentale.

Caratteristiche Leasing Finanziario Leasing Operativo

Soggetti interessati Tre: il produttore/fornitore del bene, la banca/ il produttore del bene (locatore) e il locatario

società di leasing e il locatario (o conduttore) (o conduttore)

Durata del contratto solitamente pari alla metà della vita In genere non superiore ai 12/18 mesi

economica del bene

Oggetto del contratto beni “specializzati” costruiti o acquistati beni fortemente standardizzati

secondo esigenze dell'utilizzatore

Servizi accessori a carico del locatario a carico del locatore

Prezzo del riscatto molto contenuto (1-2% del valore del bene) piuttosto elevato

conclusione riscatto del bene restituzione del bene 27 di 46

- lease back: è un contratto col quale il cliente si presenta nella doppia veste di fornitore e

utilizzatore del bene concesso in leasing. Infatti è lo stesso cliente a vendere ad una società

finanziaria (NON A UNA BANCA!!!) il bene, che gli verrà contestualmente concesso in leasing

secondo le consuete modalità, con il diritto di tornarne in possesso una volta terminato il

periodo di locazione. Per il cliente si tratta di un’operazione di autofinanziamento (estrema, per

situazioni di crisi).

- leasing strumentale: fa riferimento a tutti quei contratti aventi come oggetto beni strumentali

per l'attività d’impresa; tra questi ricordiamo:

- leasing immobiliare: contratto che ha per oggetto beni immobili, prevede una durata

piuttosto lunga, i canoni sono indicizzati a parametri di carattere reale, la definizione del

prezzo di riscatto avviene attraverso complessi calcoli;

- leasing agevolato: è caratterizzato dall'intervento di organismi della pubblica

amministrazione (stato, enti locali, organismi di rifinanziamento) a favore di imprese

operanti in particolari zone geografiche;

- leasing automobilistico: ha per oggetto autovetture e autocarri. In questo caso si è soliti

distinguere il single leasing che riguarda una sola automobile, il fleet leasing che ha per

locazione un intera flotta di automezzi, il full leasing dove, dietro pagamento di un canone,

all'utilizzatore viene fornita una serie di importanti servizi strettamente connessi.

3.2.3 Il credito al consumo

Con credito al consumo si intende l'insieme di tutti quei crediti accordati a soggetti diversi delle

imprese (famiglie, consumatori o privati) per acquistare beni mobili e servizi destinati al

soddisfacimento di bisogni personali o familiari eccedenti le disponibilità monetarie immediate.

In particolare, il TUB (art. 121) definisce il credito al consumo come la concessione di credito sotto

forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra facilitazione a favore di una persona

fisica; costituisce dunque uno strumento per accrescere la capacità di acquisto attuale di un

soggetto in previsione di future entrate, con le quali si darà luogo al rimborso del prestito ottenuto.

Il credito al consumo può essere finalizzato (viene erogato con lo scopo di finanziare l'acquisto di

specifiche categorie di beni e il finanziatore verifica che la somma prestata venga effettivamente

utilizzata per il fine dichiarato) o non finalizzato (non è prevista alcuna verifica sulla destinazione

dello stesso da parte del finanziatore, il quale si preoccupa solo che la restituzione avvenga

secondo le modalità e nei tempi prestabiliti. A scopo informativo il beneficiario del prestito deve

indicare la destinazione che intende dare alla somma ricevuta).

Le principali categorie di finanziamenti in prestiti sono:

prestiti personali (finalizzati o non): è la forma più diffusa. Questi prestiti sono caratterizzati da:

a) versamento iniziale che avviene in un'unica soluzione; il rimborso segue un piano di

ammortamento con rate mensili costanti determinate sulla base di un tasso di interesse; la

scadenza è solitamente tra i 3 e i 60 mesi, l'importo solitamente è inferiore ai 15.000€. Il

pagamento può avvenire con addebito in conto corrente, bonifico bancario, versamento tramite

bollettino.

prestiti rotativi: variante dei prestiti personali, vi sono almeno due forme di utilizzo prevalenti:

b) - “scoperto di doppia mensilità”, considerata la più tradizionale, attribuisce al beneficiario la

possibilità di ottenere credito per un importo massimo pari al doppio della sua retribuzione

mensile;

- una forma ibrida tra mutuo e apertura di credito in conto corrente, in quanto prevede l'erogazione

del prestito in un’unica soluzione, con rimborso determinato in base ad un piano di

ammortamento prestabilito.

Questi prestiti sono caratterizzati da una scadenza indeterminata e da un tasso di interesse

solitamente variabile. 28 di 46

c) prestiti contro cessione del quinto dello stipendio: forma più datata dei credito al consumo.

L'erogazione avviene in un'unica soluzione, secondo lo schema tipico del mutuo, mentre le rate

mensili di rimborso vengono versate direttamente dal datore di lavoro all'istituto finanziatore in

misura non superiore ad un quinto della retribuzione.

La durata e l'importo sono determinati in relazione all'ammontare dello stipendio, alla

prevedibile durata del rapporto di lavoro, all'anzianità del dipendente. Il finanziatore si tutela

attraverso l'accensione di una polizza assicurativa. Il datore di lavoro deve essere messo a

conoscenza della richiesta di finanziamento e nel caso il datore di lavoro interrompesse tali

versamenti spetta al dipendente stesso proseguire con il pagamento.

d) prestiti con carte di credito: capitolo 4.

L'offerta di credito al consumo di matrice bancaria risponde a due obiettivi fondamentali:

1) sfruttare le potenzialità del segmento di mercato rappresentato dalle famiglie;

2) fidelizzare ulteriormente la propria clientela.

Gli elementi di costo per il ricorso al credito al consumo sono molteplici come: tasso di interesse,

spese di istruttoria, commissioni per l'incasso delle rate. Tali elementi determinano una differenza

fra l’ammontare del tasso annuo nominale (TAN) e del tasso annuo effettivo globale (TAEG).

TAN (tasso annuo nominale) È il tasso espresso sul credito concesso senza tener conto di eventuali

oneri accessori pagati dal cliente quali spese di istruttoria o di incasso

TAEG (tasso annuo effettivo globale) Esprime l'effettivo costo del finanziamento a carico del cliente in quanto

considera eventuali oneri accessori quali le spese di istruttoria della

pratica, gli oneri dei rimborsi e di incasso delle rate (se previsti) oltre

che i premi pagati per le eventuali coperture assicurative

Il TAEG rappresenta l’onere finanziario complessivo da sostenere per l’accesso al finanziamento. È

il tasso che rende uguale, su base annua, la somma del valore attuale di tutti gli importi che

compongono il finanziamento erogato dal creditore alla somma del valore attuale di tutte le rate di

rimborso.

3.2.4 Il finanziamento delle operazioni commerciali con l'estero

La struttura del nostro sistema economico, fondato da unità produttive di piccole e medie

dimensioni, ha comportato che il sistema bancario sia il fornitore principale di tutti quei servizi di

informazione, consulenza, assistenza finanziaria e pagamento di cui gli operatori commerciali

necessitano nelle transazioni con i paesi esteri.

Da un punto di vista tecnico, gli strumenti di finanziamento diretto a breve termine utilizzati a

sostegno dell'interscambio commerciale con l'estero non presentano rilevanti differenze rispetto a

quelli utilizzati sul mercato interno.

Due sono le differenze importanti:

la valuta di denominazione del finanziamento: i finanziamenti possono essere in euro o in

1) valuta estera a seconda della scelta della moneta e tenendo conto sia del tasso di interesse sia

del rischio di cambio;

il soggetto della transazione commerciale che beneficia del prestito: è possibile distinguere:

2) - finanziamenti all’esportatore: forme tecniche più usate: l'anticipo e lo sconto. L’anticipo

all’esportazione (noto come credito fornitore) prevede l'anticipo delle somme di denaro di cui

l'esportatore è o risulterà creditore nei confronti dell'acquirente estero, in relazione a

forniture di beni/servizi, già effettuate o da effettuare.

L'operazione si perfeziona con la consegna dei documenti relativa alla compravendita alla

banca, la quale anticiperà al proprio cliente l'importo del credito, trattenendo tali documenti

fino a quando il debitore non effettua il pagamento (documenti contro pagamento D/P) o non

accetta la tratta a scadenza (documenti contro accettazione D/A). 29 di 46

L'anticipo può variare tra il 50 e il 90% del valore della merce; la durata dell'operazione è

connessa ai tempi pattuiti per la fornitura.

In presenza di scadenze inferiori alla data di pagamento, l'istituto finanziatore potrebbe

vedersi avanzare richieste di rinnovo da parte dell'esportatore; viceversa, fissando scadenze

superiori l'esportatore potrebbe dar luogo ad un rimborso anticipato del prestito.

Rilevante è la natura dei documenti: quando si tratta di documenti rappresentativi di merci

la banca si trova in possesso di una forma di garanzia del proprio credito, in caso di

documenti di legittimazione la concessione del prestito si basa solo sulla solidarietà

economica e finanziaria dell'esportatore.

L'operazione si configura come autoliquidabile, però presenta degli elementi di costo tipo il

tasso di interesse applicato, le commissioni valutarie e le eventuali perdite su cambi.

- finanziamenti all'importatore : si distinguono due categorie: i prestiti ottenuti dall'importatore

su iniziativa dell'esportatore e i finanziamenti all'importatore in senso stretto. Questi ultimi si

configurano come prestiti veri e propri. Diverso è il primo caso: l’esportatore, tramite una

banca del proprio paese, ottiene una linea di credito a favore dell'importatore. In genere

l'esportatore ha la sola funzione di avviare l’operazione, una volta ottenuto il pagamento

della sua merce non risulta più coinvolto. Il credito acquirente soddisfa due richieste: la

necessità espressa dall'esportatore di ottenere il pagamento immediato, e l'esigenza

dell'importatore di poter beneficiare di adeguate dilazioni per il regolamento dell'acquisto.

Accanto alle operazioni appena descritte (definibili a breve termine) l'esportatore è in grado di

monetizzare immediatamente gli importi presenti e futuri derivanti da operazioni commerciali

attraverso l’operazione di forfaiting, attraverso la quale è possibile trasformare una vendita a

credito in vendita per contanti. Con il termine forfaiting si indica lo sconto pro soluto di crediti

commerciali derivanti da esportazione di beni strumentali o servizi a durata pluriennale con

pagamento dilazionato, senza possibilità di rivalsa nei confronti del cedente (esportatore). Gli

strumenti utilizzati per il forfaiting possono assumere natura di:

- pagherò cambiari emessi da acquirenti esteri a favore di operatori nazionali;

- tratte spiccate dagli esportatori nazionali sui propri clienti esteri;

- lettere di credito, cioè garanzie di pagamento emesse da istituti di credito.

Prima di iniziare l'operazione l'esportatore dovrà preoccuparsi di contattare un forfaiter

(intermediario specializzato), il quale si assume l'obbligo di scontare il totale degli effetti derivanti

dall'operazione di compravendita ad un tasso definito contrattualmente per un periodo di tempo

stabilito. Al forfaiter viene riconosciuto un compenso nella forma di una commissione (commitment

fee), determinata in relazione al totale degli effetti da scontare.

Una volta ricevuti gli effetti il forfaiter procederà all'operazione di sconto, accreditando il

beneficiario del netto ricavo presso l'istituto di credito nazionale. La somma che si rende

disponibile di solito è inferiore all'ammontare nominale degli effetti presentati.

L'onerosità complessiva dell'operazione può essere ridotta grazie all'intervento della SIMEST che

può concedere agli operatori commerciali un contributo in conto di interessi.

3.2.5 I prestiti in pool

Il fabbisogno finanziario delle imprese di grandi dimensioni ha indotto le banche a consorziarsi

nelle concessioni di finanziamenti che superano il potenziale creditizio dei singoli istituti, secondo

uno schema associato chiamato pool bancario (o prestito sindacato). La struttura di un pool

comprende un certo numero di banche che varia in funzione alle dimensioni dell'impresa

richiedente e del suo fabbisogno finanziario. (vedi tab. 3.7 pag. 154 per la struttura di un pool)

Il costo sostenuti dal beneficiario del prestito (borrower) è costituito dalla somma di due elementi:

gli interessi, di solito liquidati posticipatamente, e le commissioni, che vanno a remunerare

l'attività di organizzazione del pool e di gestione del prestito. 30 di 46

A differenza di altre tipologie di prestiti, i finanziamenti in pool, anche se a medio/lungo termine,

non prevedono il rilascio di garanzie reali da parte del mutuatario; è invece previsto l'inserimento

di clausole contrattuali (covenants) che comportano la revoca del credito nel caso di non osservanza

degli obblighi fissati. Tra le più importanti si ricordano quelle che obbligano l'affidato ad assumere

determinati comportamenti riguardanti specie la comunicazione al capofila di tutte le informazioni

che possono fornire elementi di valutazione sulle condizioni economiche e patrimoniali del

borrower, e i negative pledges che invece configurano l'obbligo di non compiere determinate azioni

che potrebbero danneggiare i finanziatori. Esempi di covenants sono l’invio dei bilanci periodici e

dei verbali delle assemblee straordinarie; esempio di negative pledges è invece l'impegno da parte

del borrower a non concedere garanzie reali ad altri finanziatori o a non incrementare il proprio

livello di indebitamento oltre un certo limite.

L

• INEE DI CREDITO

I prestiti in pool possono assumere diverse forme tecniche come:

- Stand by: il cliente ha a disposizione una linea di credito scadenzata (a breve o medio termine)

con la facoltà di poterla utilizzare in maniera ripetuta nel tempo. Ciascun utilizzo avviene per

un importo prefissato comunicato alla banca capofila. Al termine, il debitore potrà rinnovare

l'utilizzo per il medesimo ammontare o importo diverso, oppure rimborsare il prestito,

rimanendo obbligato a corrispondere la commissione di mancato utilizzo.

Trimestralmente verranno poi conteggiati in via posticipata gli interessi dovuti sulle somme

utilizzate con l'aggiunta delle commissioni stabilite contrattualmente.

La possibilità di recedere dal contratto prevede che il debitore possa avvalersi di tale facoltà

dietro preavviso variabile tra i 60 e 90 giorni, con il rimborso totale dell’esposizione. La banca

invece può recedere solo in caso di gravi motivi.

Di questa formula esistono anche un paio di varianti rispetto alla forma originaria che sono:

umbrella facility: quando si riconosce la facoltà di usufruire della linea di credito (per

a) l'importo massimo stabilito) non ad ogni singolo impresa, ma alle società appartenenti ad un

medesimo gruppo; questo permette di usufruire di prestiti a condizioni più vantaggiose e di

erogare il prestito in una o più valute;

stand by ad utilizzo misto: quando il debitore ha la facoltà di usufruire di una linea di credito

b) sia mediante prelievi sia attraverso l'emissione di cambiali finanziarie o titoli a breve delle

banche.

In sintesi la linea stand by:

per il debitore/beneficiario è uno strumento flessibile di raccolta fondi anche per importi

‣ elevati e costi concorrenziali;

alle banche consente una gestione prevedibile della dinamica del credito e un miglior

‣ monitoraggio e gestione del rischio.

- Evergreen: è una linea di credito a revoca (cioè priva di una precisa scadenza) che consente al

debitore di utilizzare i fondi più volte, anche per importi parziali, senza necessità di rimborsare

i prelievi effettuati in precedenza.

La durata indefinita del contratto viene determinata solo nel momento in cui si manifesta la

volontà di una delle parti di recedere dal contratto: la banca ha facoltà di recede con un

preavviso più lungo rispetto al cliente, che ce l’ha con preavviso più ridotto ma talvolta

accompagnato dal pagamento di una penale.

L'utilizzo di somme di denaro è preceduto da un preavviso scritto dell’affidato. Alla scadenza il

debitore può attingere nuovamente alla linea di credito o non utilizzarla e dar luogo cosi ad un

rimborso parziale o totale.

Vi sono altre differenze rispetto alla stand by; la prima si riferisce all'assenza dell'imposta

sostitutiva, (l'evergreen rientra nei prestiti a breve termine); la seconda riguarda la natura del

31 di 46

credito aperto che l'evergreen può assumere visto che l'ammontare della linea concessa può

aumentare o ridurre.

L'elevato grado di elasticità che contraddistingue l'evergreen ne consente l'utilizzo a quelle

imprese che devono finanziare investimenti a rapido ritorno ma con flussi di reddito non

costanti.

- Bid line: presuppone la presenza di due gruppi di istituti finanziatori:

le banche partecipanti, che costituiscono la “prima linea” del prestito ed offrono fondi secondo

‣ un meccanismo di asta competitiva sui tassi di interesse, in forma di anticipi con scadenza

periodica (3 mesi) rinnovabili;

le banche sottoscrittrici, che rappresentano la linea di riserva e garantiscono all'impresa

‣ beneficiaria la quota dell'intera linea di credito sottoscritta a fermo.

La procedura può essere schematizzata come segue:

l'impresa invia preavviso irrevocabile (almeno 15 giorni) alla banca con l'indicazione

1) dell'importo occorrente;

la banca capofila trasmette la richiesta alle banche partecipanti che formulano un’offerta;

2) la banca capofila ordina le offerte in base al prezzo;

3) se l'importo richiesto è inferiore all'offerta si procede con l'utilizzo integrale del “credito di

4) prima linea”;

se l'importo richiesto è superiore all'offerta si utilizzerà il “credito di riserva”.

5)

Anche la bid line ha una scadenza a revoca per la quale è previsto un preavviso di durata

diversa per le banche (superiore) e il cliente (inferiore). L'imposta sostitutiva non verrà

applicata neanche in questo caso.

- Step up: prevede la distinzione fra due tranche di finanziamento dove: la prima tranche

prevede un utilizzo certo integrale che si realizzerà in un’unica erogazione sulla quale verranno

pagati interesse posticipati; la seconda tranche verrà utilizzata solo su richiesta e nella misura

stabilita e sarà erogata in una o più soluzioni.

La step up presenta di solito scadenze inferiori a 18 mesi, per evitare il pagamento dell'imposta

sostitutiva e consente di rimborsare la quota erogata in precedenza oppure di richiedere

nuovamente il credito.

Il grado di elasticità della step up è minore rispetto all'evergreen a causa della tranche che deve

essere utilizzata in misura completa.

3.3 I prestiti di firma

I prestiti concessi in forma non monetaria (prestiti di firma) hanno per oggetto l'assunzione di

un'obbligazione da parte della banca ovvero una garanzia da esse prestata a favore di un

determinato soggetto. In sostanza la banca concede credito indirettamente, obbligandosi verso

terzi a una determinata prestazione pecuniaria, anche solo eventuale, nell’interesse del cliente.

Il credito non monetario è atto a trasformarsi potenzialmente in un esborso di denaro per la banca:

per questo esso necessita di un attenta e completa istruttoria di fido.

Le tipiche forme tecniche di crediti di firma sono:

Fideiussioni: “colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce

• l'adempimento di un'obbligazione altrui” (art 1936 c.c.)

La peculiarità della fideiussione è che l'intero patrimonio del soggetto che presta la garanzia è a

disposizione del creditore. Inoltre, la fideiussione presenta caratteristiche di accessorietà e

solidarietà: è una garanzia accessoria ad un’obbligazione principale senza la quale non può

sussistere, e il fideiussore resta obbligato in solido con il debitore principale al pagamento del

credito, tanto che il creditore può rivolgersi indifferentemente all’uno o all’altro.

Nella prassi bancaria, la fideiussione viene concessa da una banca a favore di un proprio cliente

per garantire l'esecuzione tempestiva e regolare di un’obbligazione da questi assunta. 32 di 46

E' possibile individuare tre criteri in base al quale suddividere le fideiussioni:

- durata del rapporto: a scadenza determinata o a scadenza indeterminata (rara);

- natura dell'operazione: per partecipare a gare di appalto, la conclusione di determinate

transazioni commerciali, ecc.

- caratteristica dell'obbligazione garantita:

- obbligazione di dare: la banca assicura il creditore sulla capacità del proprio cliente di far

fronte al debito alla scadenza prestabilita.

- obbligazione di fare: riguarda l'osservanza degli impieghi contrattuali.

- obbligazione di non fare: intesa come impegno da parte del cliente della banca a non

assumere un determinato comportamento o a non compiere particolari atti che possano

recare pregiudizio al soggetto a favore del quale è prestata la garanzia.

Il compenso corrisposto alla banca per il rilascio della fideiussione è rappresentata da una

commissione percentuale calcolata sulla somma garantita, da corrispondersi in via anticipata, e dal

rimborso delle spese sostenute per il rilascio della garanzia stessa.

Avallo: è una tipica obbligazione cambiaria mediante la quale la banca (avallante) garantisce,

• nell'interesse del suo cliente (avallato), il pagamento di un titolo di credito.

Tale forma di garanzia trova applicazione nelle transazioni commerciali di carattere

internazionale, dove l'avallo ha lo scopo di assicurare il pagamento della tratta spiccata.

L'avallo consente al creditore di rivolgersi all'avallante (banca) solo nel caso in cui il debitore

principale risulti inadempiente.

La remunerazione dell'operazione è costituita da una commissione, commisurata in percentuale

all'importo garantito e variabile. Tale commissione deve essere corrisposta in via anticipata.

Accettazione bancaria: si intende una cambiale tratta con la quale un'impresa (traente) ordina a

• una banca (trattaria accettante) di pagare, a favore del traente stesso, una determinata somma ad

una scadenza prestabilita.

La banca accetterà la banca solo se dopo l'istruttoria di fido il traente sia risultato solvibile.

Il costo complessivo dell'accettazione bancaria è costituito dalle commissioni di accettazione

applicate sul valore nominale dell’effetto.

Credito documentario: si intende qualsiasi pattuizione che costituisce un impegno irrevocabile

• di una banca (banca emittente) assunto su richiesta e per conto di un proprio cliente (ordinante),

ad effettuare o a far effettuare ad un'altra banca (anca designata) una prestazione contro

presentazione di documenti conformi, in favore di un beneficiario.

Questa è la forma di regolamento più efficace nel commercio internazionale.

Sono dunque quattro i soggetti che partecipano all'operazione: importatore (ordinante) che dà

istruzioni ad una banca (emittente) di aprire un credito a favore dell'esportatore (beneficiario)

direttamente o tramite un'altra banca (designata).

La linea di credito prevede una durata variabile in relazione alle diverse forme tecniche, le quali

definiscono la natura dell’impegno a carico della banca, che può essere:

- il pagamento a vista;

- l’assunzione di un impegno di pagamento differito;

- l’accettazione di una tratta spiccata dal beneficiario e il pagamento alla scadenza;

- la negoziazione di tratte.

L'onere di un'apertura di credito documentario è costituito da diverse commissioni che vengono

applicate in misura percentuale sull'importo garantito. 33 di 46

Capitolo 4 - I servizi bancari

Questo capitolo affronta l’argomento degli strumenti e i servizi offerti alla clientela in generale,

ovvero a famiglie, imprese non finanziarie e pubblica amministrazione. Vi rientrano quelli di

pagamento e di incasso e quelli che costituiscono la cosiddetta raccolta bancaria indiretta (servizi

di negoziazione, di custodia e amministrazione, di consulenza e di gestione del risparmio).

Accanto a questi ci sono una serie di servizi bancari specializzati e indirizzati alla imprese non

finanziarie (quali cash management e il pool account).

4.1 Gli strumenti e i servizi di pagamento e di incasso

La funzione monetaria svolta dalle banche prevede la creazione di numerosi strumenti e servizi di

pagamento, connessi ai conti correnti. Si classificano in:

Strumenti cartacei di pagamento:

- assegno circolare (A/C)

- assegno bancario (A/B)

Strumenti e servizi non di pagamento: di incasso:

- -

cartacei (o elettronici) carte di pagamento: di credito (e servizio incassi mediante avviso (MAV)

-

revolving), di credito prepagate, di debito, bollettino bancario Freccia

-

ibride, innovative; servizio Ruoli mediante avviso (RAV)

- -

bonifico servizio elettronico incassi di Ri.Ba.

- procedure Rapporti Interbancari Diretti

(RID)

4.1.1 Gli strumenti cartacei di pagamento

Si definiscono cartacei perché basati sulla circolazione materiale di supporti cartacei.

A

• SSEGNO CIRCOLARE

L’A/C è un titolo di credito all’ordine che viene emesso da una banca (emittente), autorizzata da

Banca D’Italia, su richiesta di un soggetto (richiedente) e che incorpora la promessa di pagare a

vista una determinata somma di denaro, disponibile all’atto dell’emissione, a favore di un terzo o a

se stessi (beneficiario). L’A/C presenta generalmente tre soggetti; tuttavia possono essere anche

due se il richiedente e il beneficiario coincidono.

Un primo soggetto del funzionamento di un A/C è il soggetto richiedente, il quale deve

richiederne l’emissione presso uno degli sportelli bancari autorizzati. L’emissione dell’A/C non

presuppone quindi, a differenza dell’assegno bancario, l’esistenza di un rapporto di conto

corrente con la banca. Il soggetto richiedente deve compilare l’apposito modulo di richiesta

assegni circolare e soprattutto contestualmente deve precostituire la provvista. A differenza

dell’assegno bancario infatti, l’assegno circolare è rilasciato solo dietro il versamento di una somma

corrispondente al valore nominale precostituita: è quindi sempre coperto. La copertura può essere

tramite contanti o tramite il conto corrente sul proprio conto corrente. Poiché contiene una

promessa di pagamento firmata da una banca (quella dell’emittente), ne è sicuro il buon fine. Tali

caratteristiche rendono quindi l’A/C uno strumento particolarmente sicuro per il beneficiario.

Nell’ottica del soggetto richiedente, è poco costoso: il rilascio è gratuito (a parte le commissioni per

la movimentazione del conto) se è posta su esso la clausola prestampata non trasferibile. Se manca

tale clausola, si può solo per importi inferiori a 1000 e bisogna pagare un bollo.

Un secondo soggetto è la banca emittente che può rilasciare gli assegni circolari solo dopo aver

ottenuto l’autorizzazione della Banca D’Italia.

Un terzo soggetto è il beneficiario. Una volta ottenuto in pagamento l’assegno, il beneficiario può

incassarlo a vista presentandolo anche presso una banca diversa entro 30 giorni dalla data di

emissione. Il beneficiario, come per l’assegno bancario, è soggetto ad un rischio di sottrazione o

smarrimento relativamente modesto: esiste una procedura particolare, detta ammortamento, in

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forza della quale si ottiene l’annullamento dell’assegno smarrito o rubato e la sua sostituzione con

un duplicato. Tale procedura vale anche per l’assegno bancario.

Con riferimento alle caratteristiche tecniche, l’A/C deve contenere:

• Denominazione di A/C

• Promessa di pagare a vista dalla banca dell’emittente

• Il nome della banca emittente e firma

• Data e luogo di emissione

• Importo in lettere e cifre

• Il nome della persona a favore della quale A/C è stato emesso. La natura di titolo di

credito all’ordine implica infatti che esso non possa essere emesso senza l’indicazione del

beneficiario (il quale non è per forza un soggetto terzo)

L’A/C può essere trasferito mediante girata solo per importi sotto i 1000 euro. Per importi

superiori è consentito solo tramite girata per incasso, quindi il beneficiario può girare l’A/C solo a

se stesso per l’incasso e non a altri.

Un ulteriore caratteristica è relativa alla procedura di negoziazione/scambio degli assegni tra le

banche nel caso in cui la banca del soggetto beneficiario sia diversa da quella dell’emittente. La

banca del soggetto beneficiario trasferisce materialmente il titolo all’altra banca e quest’ultima

provvede ad addebitare materialmente il titolo all’altra banca e quest’ultima provvede ad

addebitare l’importo indicato sull’assegno e a spillare o troncare l’assegno. Tuttavia si applica la

procedura di troncamento elettronico , detta check truncation, la quale prevede che la banca del

beneficiario negozi l’assegno senza inviarlo materialmente alla banca indicata sul titolo per il

pagamento. La consegna degli assegni quindi è soprattutto elettronica (maggiore efficienza e

minor costi).

L’A/C viene utilizzato per transazioni di importo medio alto non ricorrenti/programmate.

A

• SSEGNO BANCARIO

L’A/B è un titolo di credito mediante il quale un soggetto emettendo l’assegno (emittente/

traente/correntista) ordina alla banca presso la quale detiene il conto corrente (banca trattaria) di

pagare a vista una certa somma a terzi o a se stessi (beneficiario) prelevandola dal proprio conto.

Esso presuppone tre figure; anche qui possono essere due nel caso richiedente e beneficiario siano

la stessa persona.

Un primo soggetto è il soggetto traente il quale deve provvedere ad emettere l’assegno. Quindi in

questo caso l’emittente dell’assegno è il traente, non la banca. I presupposti per l’emissione del

traente sono:

• che sia correntista (deve esistere un rapporto di conto corrente con la banca trattaria);

• che depositi presso il soggetto trattario la propria firma, detta speciem;

• che abbia stipulato con la banca una convenzione di assegno in forza della quale il traente

ottiene il rilascio di un libretto di assegni bancari.

L’assegno bancario è gratuito se impressa la clausola non trasferibile. Tuttavia per importi sotto i

1000 euro la clientela può farsi rilasciare anche assegni senza clausola.

Un secondo soggetto è il beneficiario. Per il beneficiario l’A/B è pagabile a vista, cioè all’atto della

presentazione per l’incasso presso la propria banca, se la banca del traente e quella del beneficiario

coincidono; altrimenti l’accredito del relativo importo sul conto corrente è salvo buon fine: la banca

del beneficiario renderà disponibili i fondi solo quando avrò avuto conferma dalla banca trattata

ria della disponibilità dei fondi del traente.

Il beneficiario, come cautela, deve presentare il titolo entro pochi giorni dalla data di emissione, se

il comune è lo stesso( 8 giorni). Se invece il comune è diverso , 15 giorni. Trascorsa la data,

l’emittente può ordinare alla banca di non effettuare il pagamento. 35 di 46

Il beneficiario può inoltre essere esposto al rischio di “assegni a vuoto”. Esso è un assegno non

coperto. In questo caso il beneficiario può agire in via di regresso e recuperare ciò che gli spetta .

Per accrescere la sicurezza nella circolazione degli A/B e favorirne l’accettazione, la normativa

nazionale prevede una serie di presidi a favore dei prenditori /beneficiari tra i quali vi rientra la

Centrale di allarme interbancaria (CAI) per proteggersi dal rischio di frode: è un archivio

informatizzato, gestito dalla Banca di Italia, che memorizza e divulga gli estremi degli A/B e

postali smarriti, sottratti o revocati e i nominativi di coloro che gli hanno utilizzati in modo illecito.

Un terzo soggetto è la banca trattaria che può rifiutarsi di pagare l’assegno bancario nel caso in cui

questo risulti emesso senza provvista (ovvero se sul conto corrente del traente non esistono fondi

sufficienti per coprire l’assegno).

Con riferimento alle caratteristiche tecniche, l’A/B per essere valido deve contenere:

• La denominazione di assegno bancario

• L’ordine incondizionato, dato alla banca di pagare una somma determinata

• Il nome della banca che è designata a pagare

• La data e il luogo di emissione

• L’importo in cifre e lettere

• La firma del traente

• Il nome del beneficiario, informazioni necessaria se emesso all’ordine

Si può girare mediante girata a terzi se emesso all’ordine; mediante la semplice consegna del

titolo, se invece è emesso al portatore. Tuttavia la normativa anti riciclaggio prevede in ogni caso

che per importi superiori a 1000 euro si può utilizzare solo il metodo della girata per incasso.

Può essere anche esso, come quello circolare, soggetto a check truncation: la consegna materiale

del titolo è quindi sostituita da flussi elettronici diretti dalla banca del beneficiario a quella del

trattario e contenenti i dati per l’addebitamento. Per importi superiori a 5000 euro, consegna

materiale da parte di banca ad un'altra banca. 36 di 46


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LatiLeo

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Economia delle aziende di credito (1°Parziale), basato su appunti personali presi a lezione con la Prof.ssa Elena Tabacco (nel corso della Prof.ssa Federica Poli), ma può essere utilizzato anche per altri professori, e con riferimenti a studio personale del testo consigliato dal docente "Le operazioni bancarie".
Materiale sia per esame frequentante che per esame non frequentante.
(online è presente anche il materiale per il 2°Parziale)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LatiLeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Poli Federica.

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