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Le operazioni bancarie

I contratti bancari

I contratti bancari fanno parte della più ampia categoria dei contratti finanziari, che si caratterizzano per la funzione di trasferire moneta tra diversi agenti economici in un rapporto creditizio e di attuare una distribuzione del rischio tra gli operatori. In relazione alle modalità di stipula, i contratti in questione possono essere distinti in:

  • Contratti bilaterali: derivano da un rapporto diretto tra le parti, che ne convengono contenuti, caratteristiche e condizioni — elevata personalizzazione, limitata negoziabilità.
  • Contratti di mercato: risultano fortemente standardizzati in tutte le condizioni contrattuali, scadenze, contenuti, valore nominale — spesso incorporati in valore mobiliare, agevole negoziabilità.

Nota bene: negoziabilità = possibilità di un soggetto di recedere dal contratto prima della scadenza facendosi sostituire o meno nella propria posizione da un altro soggetto.

In Italia i contratti posti in essere dagli intermediari bancari sono soprattutto di tipo bilaterale. Le attività che le banche sono abilitate a porre in essere con le loro controparti, e che si sostanziano in specifiche fattispecie contrattuali, sono esplicitate nel TUB (Testo unico bancario). L’articolo 10 del TUB definisce il contenuto dell’attività bancaria: l’esercizio congiunto di due funzioni,

  • La raccolta del risparmio tra il pubblico e
  • L’esercizio del credito,

che insieme individuano il fulcro dell’azione bancaria: le operazioni di intermediazione creditizia. In particolare, la raccolta del risparmio è definita come “acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di deposito, sia sotto altra forma”. In tale ottica,

  • Le operazioni di raccolta consentono alla banca di procurarsi i fondi liquidi;
  • Le operazioni di impiego consistono negli investimenti attuati dall’intermediario bancario con le risorse raccolte.

L'art 1 del TUB stabilisce l'elenco delle attività esercitabili dalla banca in tutto il territorio comunitario. È possibile individuare tre grandi aree di operatività delle banche:

  • Le operazioni di approvvigionamento di risorse finanziarie, definite operazioni di raccolta o operazioni passive;
  • Le operazioni di prestito e di investimento delle suddette risorse, definite operazioni di impiego o operazioni attive;
  • Le operazioni di trasferimento e gestione in senso ampio delle risorse finanziarie per conto della clientela, definite come operazioni di servizio (servizi bancari).

Oltre ai servizi tipicamente bancari disciplinati dal TUB, le banche possono svolgere una serie di servizi e attività di investimento riportate nel TUF (Testo unico finanziario):

  • Negoziazione per conto proprio;
  • Esecuzione di ordini per conto dei clienti;
  • Collocamento, in più tipologie;
  • Gestione di portafogli;
  • Consulenza in materia di investimenti;
  • Ricezione e trasmissione di ordini.

Una tassonomia dei contratti bancari

I contratti bancari possono essere aggregati in macroclassi di composizione variabile. Una prima distinzione è quella tra operazioni al dettaglio e operazioni all’ingrosso.

  • Operazioni al dettaglio: sono attuate dalla banca in contropartita con un numero ampio di operatori, normalmente per importi unitari contenuti.
  • Operazioni all’ingrosso: riguardano transazioni aventi importi unitari elevati poste in essere con grandi clienti e con operatori professionali e istituzionali.

Pertanto le operazioni di raccolta, impiego o servizio effettuate dalle banche possono assumere le caratteristiche di transazioni al dettaglio o all’ingrosso in relazione alle controparti che entrano nel contratto, agli obiettivi perseguiti e all’importo unitario. Una seconda distinzione è quella tra raccolta diretta e raccolta indiretta.

  • Raccolta diretta: indica risorse finanziarie che la banca raccoglie mediante l’emissione di proprie passività per le quali assume un obbligo di restituzione, e pertanto viene registrata nello stato patrimoniale della banca stessa.
  • Raccolta indiretta: vede la banca come intermediario fra il cliente e un soggetto terzo (diverso dalla banca: ad esempio Società di gestione del risparmio) emittente di passività che non rientrano quindi nello stato patrimoniale della banca, ma trovano indicazione nella nota integrativa.

Le operazioni passive (RACCOLTA) si classificano ulteriormente:

  • Secondo la natura e gli obbiettivi si distinguono depositi moneta e depositi tempo;
  • Secondo le modalità di stipula si distinguono contratti bilaterali e contratti di mercato;
  • Secondo la richiesta di rimborso si distinguono a vista (in qualsiasi momento) e a scadenza;
  • Secondo la scadenza si distinguono a breve (fino a 18 mesi) e a medio/lungo (oltre i 18 mesi);
  • Secondo la valuta di denominazione si distinguono domestica/euro e estera.

Le operazioni attive (IMPIEGHI), precisamente di prestito, hanno alcune distinzioni:

  • Secondo la modalità di utilizzo si distinguono prestiti per cassa (quelli in cui la banca, una volta completata l'istruttoria e decisa la concessione del fido, è soggetta ad un esborso monetario certo e spesso immediato) (es. concessione di un mutuo, apertura di credito in conto corrente) e prestiti per firma (quelli in cui l'esborso monetario della banca è un eventualità) (es. garanzia prestata dalla banca ad un suo cliente);
  • Secondo la presenza di garanzie si distinguono garantiti e in bianco (senza alcuna garanzia);
  • Secondo la modalità di rimborso si distinguono autoliquidabili (vengono rimborsati da un altro soggetto) e a rimborso diretto (è operato direttamente dal finanziato);
  • Secondo la modalità di rientro si distinguono a revoca (non è prevista alcuna scadenza) e scadenzati (vi è un piano di rientro con scadenze);
  • Secondo la scadenza si distinguono a breve (fino a 18 mesi) e a medio/lungo (oltre i 18 mesi);
  • Secondo la valuta di denominazione si distinguono domestica/euro e estera.

Le operazioni attive e passive nel bilancio bancario

Le operazioni di raccolta, di impiego e di servizio sono iscritte nello stato patrimoniale.

Attività (Impieghi) Passività (Raccolta)
Impieghi Raccolta
Crediti v/banche Debiti v/banche
Crediti v/clienti Debiti v/clienti
Attività finanziarie Titoli in circolazione
Partecipazioni
Attività materiali e imm.

Come mostra la tabella, la raccolta diretta è contabilizzata nello SP tra passivo, mentre la raccolta indiretta non viene contabilizzata nello SP poiché non rappresenta risorse che generano flussi di liquidità idonei a finanziare le attività di impiego della banca. Le banche corrispondono ai depositanti interessi passivi a fronte della raccolta effettuata e percepiscono interessi attivi sui crediti per cassa erogati e sono remunerate mediante commissioni. La differenza tra interessi attivi e passivi determina il margine di interesse. Nello schema obbligatorio di conto economico delle banche trovano rappresentazione i ricavi derivanti dai servizi di banca offerti alla clientela, indicati con la voce di commissioni attive e i costi cioè dei debiti verso terzi, indicati con la voce di commissioni passive.

Le regole di trasparenza

Le norme sulla trasparenza si riferiscono ad un insieme di regole volte a porre il cliente in condizione di conoscere i diritti e gli obblighi che derivano dalla stipula di contratti bancari e dal rapporto con l’intermediario. La Banca d’Italia evidenzia che le norme sulla trasparenza, oltre a promuovere la tutela del cliente, costituiscono un efficace strumento di salvaguardia della concorrenza e concorrono alla sana e prudente gestione della banca. Le regole sulla trasparenza si ispirano a principi di:

  • Semplificazione della documentazione messa a disposizione della clientela
  • Correttezza, completezza e comprensibilità delle informazioni da rendere
  • Comparabilità delle offerte

È previsto che con riferimento alle operazioni di raccolta, di impiego e di servizio vengano fornite in dettaglio alla clientela le informazioni sui tassi praticati, i prezzi, le spese e tutte le condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti. Una volta stipulato il contratto, ad esso è allegato il “documento di sintesi” delle principali condizioni contrattuali. I contratti bancari devono avere forma scritta e una copia deve essere consegnata al cliente. Le modifiche delle condizioni contrattuali devono essere comunicate alla clientela. Nei contratti di durata, la banca ha la facoltà di modificare unilateralmente i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni di contratto purché vi sussista un giustificato motivo. La banca deve comunicare la modifica al cliente almeno 30 giorni prima dell’applicazione, e se il cliente non vuole accettare le nuove condizioni ha 60 giorni per recedere dal contratto; se non recede entro 60 giorni, la modifica si intende approvata. L’iniziativa “Pattichiari” è un supporto alla trasparenza delle operazioni e alla comparabilità delle offerte bancarie. È un consorzio costituito da oltre il 60% delle banche italiane e ha l’obiettivo di fornire alla clientela semplici strumenti di conoscenza e confronto delle offerte promosse dai diversi istituti. I servizi disponibili sono: rintracciare il bancomat più vicino, conti correnti a confronto, trasferibilità dei servizi, sicurezza delle operazioni.

Capitolo 2 - Le operazioni di raccolta

Le operazioni di raccolta

Con il termine raccolta si indicano le forme di provvista bancaria che consentono all’intermediario di dotarsi di risorse finanziarie a titolo di debito. Tali operazioni costituiscono delle passività per la banca sulle quali matureranno interessi a favore del cliente; possono essere operazioni al dettaglio o all’ingrosso.

La raccolta al dettaglio

La raccolta al dettaglio è attuata dalla banca in contropartita con un numero ampio di operatori, per importi unitari contenuti. È possibile distinguere numerose forme tecniche di raccolta quali:

  • Raccolta diretta: le risorse finanziarie affidate dall’investitore confluiscono direttamente nel passivo della banca, che le utilizzerà per esercitare la funzione di intermediazione creditizia o altre forme di investimento
  • Conto corrente
  • Deposito a risparmio
  • Operazioni pronto contro termine
  • Certificato di deposito

Nella prassi bancaria è però possibile individuare anche la raccolta indiretta: si tratta di operazioni che in realtà costituiscono dei servizi (di compravendita, di gestione, ecc.) erogati dalla banca a favore della clientela e che non comportano per l’istituto incremento di disponibilità liquide; in questo caso infatti la banca non riceve direttamente liquidità dalla clientela, piuttosto essa risulta un intermediario tra il cliente e le molteplici forme di investimento in strumenti finanziari (es. azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento) presenti sul mercato dei capitali. Ogni operazione di raccolta è preceduta dalla profilatura del cliente: si tratta di una fase in cui la banca acquisisce dati, documenti ed informazioni del cliente, da cui evince la natura e lo scopo del rapporto contrattuale che si sta per instaurare. A seguito di ciò la banca arriva a definire il profilo di rischio attribuibile ad ogni risparmiatore.

Il deposito a risparmio

Il deposito a risparmio è una forma di raccolta tradizionale che si configura come un deposito tempo in quanto accoglie le risorse sottratte durevolmente al consumo (≠ deposito moneta). All’atto della stipulazione del contratto di deposito a risparmio la banca rilascia al cliente il libretto di deposito, sul quale si devono annotare le operazioni di versamento e prelevamento. Esso è lo strumento attraverso il quale si esercitano i diritti derivanti dal contratto di deposito. Esistono diverse tipologie di libretti di deposito: in particolare, si distingue tra libretti al portatore (quando non contiene l'indicazione del depositante ed è il possesso che attribuisce al possessore la legittimità ad ottenere il rimborso) e libretti nominativi (quando contiene l'indicazione del depositante e la persona se vuole riscuotere il libretto deve dimostrare di essere l'intestatario del libretto).

Dal punto di vista tecnico, ogni operazione viene registrata cronologicamente sulle pagine del libretto, con esplicitazione della natura, dell’importo e del saldo del conto di deposito. Il calcolo degli interessi è effettuato su un conto individuale di deposito che accoglie ogni operazione ed i cui dati confluiscono al centro elaborazione dati della banca con i relativi calcoli dei saldi per capitali e interessi. Sul libretto verranno iscritti gli interessi al netto della ritenuta fiscale (a titolo di imposta per persone fisiche ed enti non commerciali, a titolo di acconto per società ed enti commerciali). Negli anni, l’utilizzo dei depositi a risparmio si è ridimensionata: da un lato per la ridotta appetibilità in termini di rendimento rispetto ad altre tipologie di depositi a tempo (es. conto deposito), dall’altro per la mancanza di flessibilità tipica dei conti correnti che non consente al cliente di accedere ad un’ampia gamma di servizi.

I conti di deposito

Il conto di deposito è un deposito a risparmio privo di libretto che permette al cliente di gestire il proprio denaro attraverso operazioni di versamento e prelievo (in contanti, con a/b e a/c o bonifici) dietro corresponsione di interessi sulle somme depositate. È possibile ottenere tassi di interesse più elevati vincolando, in tutto o in parte, le somme depositate sul conto per periodi superiori a 3 mesi. Quest’ultima caratteristica rende il conto di deposito, per gli importi vincolati, assimilabile ai depositi tempo rispetto ai quali risulta competitivo poiché privo di oneri di gestione.

Il conto corrente

Il conto corrente è un contratto con cui la banca si impegna ad eseguire operazioni su ordine del cliente (es. giroconti, pagamenti, riscossione crediti). È la forma di raccolta bancaria più diffusa tra i depositi moneta. Inoltre, il conto corrente consente al cliente di avvalersi di strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale (es. assegni, carte di credito e debito, moneta elettronica).

Apertura del conto corrente

Il c/c può essere acceso dalla banca a favore di persone fisiche o giuridiche. Nel primo caso si attua un procedimento identificativo del cliente in base alla normativa antiriciclaggio, per verificare che disponga della capacità d'agire; nel secondo caso si devono individuare i soggetti che rispondono per le obbligazioni assunte nei confronti della banca, e quelli a cui competono poteri di firma. Il c/c può essere oggetto di cointestazioni: in tal caso, diversi soggetti hanno diritto ad intrattenere rapporti con la banca. Ciò implica che possono operare solo congiuntamente: occorre la firma di tutti affinché la banca possa procedere con l’operazione. In altri casi vi è la facoltà di ciascun cointestatario di compiere operazioni disgiuntamente. Tutti i cointestatari del conto possono inoltre conferire a terzi una procura o delega in base al quale questi sono autorizzati a compiere operazioni per proprio conto nei limiti.

Servizi associati al conto corrente

Il sistema bancario svolge, tramite conto corrente, una funzione monetaria in quanto fornisce mezzi di pagamento accettati dal pubblico e favorisce, quindi, il regolamento degli scambi. Il contributo fornito dalle banche al sistema dei pagamenti consiste nel consentire il trasferimento dei fondi tra i vari operatori mediante operazioni di incasso e di pagamento che movimentano il conto corrente. Tali movimenti originano da molteplici strumenti tecnici di pagamento che operano sul conto corrente, quali:

  • Strumenti cartacei: assegni bancari
  • Strumenti elettronici: carte di credito/debito, bonifici (=disposizione data da un cliente alla banca di pagare in favore di un terzo beneficiario), giroconti (=trasferimento contabile di una somma dal conto di un soggetto ordinante a quello di un soggetto beneficiario attuato dalla banca dell’ordinante).

La banca inoltre offre altri servizi non strettamente di pagamento, quali:

  • Servizi su titoli: tutti i servizi svolti per conto della clientela aventi per oggetto la gestione del risparmio della clientela. Si tratta della raccolta indiretta che origina ricavi da intermediazione per la banca;
  • Servizi di custodia: la banca, dietro compenso, riceve dal cliente strumenti finanziari, titoli di credito o altri beni mobili e si impegna a conservarli e a restituirli su richiesta di quest’ultimo.

La tenuta contabile di un conto corrente

Il titolare di un conto corrente può eseguire diverse operazioni sul proprio conto, riconducibili a due categorie:

  • Operazioni di addebitamento del conto, destinate a ridurre le disponibilità presenti sul conto stesso; danno origine a movimenti di segno Dare sul c/c;
  • Operazioni di accreditamento del conto, che accrescono le disponibilità presenti sul conto stesso; danno origine a movimenti di segno Avere sul c/c.

Movimenti

  • Addebiti: assegni (circolari e bancari), bonifici, MAV, pagamenti con carta di credito e POS, ecc.
  • Accrediti: stipendi/pensioni, accredito interessi attivi, incasso di effetti.

Ad ogni operazione effettuata occorre assegnare, al fine del successivo calcolo degli interessi/commissioni, una valuta, intesa come la data a partire dalla quale l’operazione che ha movimentato il conto inizia a produrre (o cessa di produrre) i corrispondenti interessi attivi o passivi. Movimentazione a debito del cliente --> valutazione uguale o anteriore alla data dell’operazione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LatiLeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Poli Federica.
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