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Economia delle aziende di credito

Introduzione e contesto normativo

Le aziende di credito non esistono più: l'ultima legge bancaria è stata varata nel settembre 1993. Le banche sono inserite all'interno di un macrosistema finanziario e di uno più piccolo bancario. Le banche erano delle istituzioni e non delle imprese, ma diventano un'impresa con la legge bancaria del '93 entrata in vigore l'anno successivo. Essendo un'impresa, si prefigge come obiettivo quello di massimizzare il profitto e a livello sociale di fornire risorse finanziarie a un'economia e farla crescere.

Sean Peter, via finanziaria dello sviluppo: un'economia non può crescere senza le risorse di una banca. Se c'è meno credito fornito dalle banche, c'è meno carburante per l'economia. Le banche presenti all'interno di un sistema e di un mercato operano all'interno di mercati. Sono inserite nel sistema finanziario in cui come attori ci sono le banche, le autorità di vigilanza (BCE, ...) e poi degli intermediari finanziari ma non bancari (assicurazioni, società di leasing, factoring, fiduciarie, ...).

Sistema bancario e mercato

Sottosistema di quello finanziario vi è il sistema bancario composto dalle sole banche. Le casse di risparmio sono diventate società per azioni, con l'obiettivo di massimizzare il profitto. Il sistema bancario italiano, prima molto pubblico, ora è molto privato e quindi c'è meno ingerenza politica all'interno delle banche. Le banche sono operatori di mercato come le imprese.

I mercati

I mercati sono luoghi dove si incontrano gli operatori e si effettuano gli scambi. Ci sono dei mercati:

  • Fisici
  • Digitali (la borsa)
  • Di broker, ricevitore di ordine di acquisto, passatore di ordine al venditore
  • Di dealer, anch'egli passatore di ordine che è però in possesso di quello strumento, è lui in prima persona che può vendere non deve cercare un venditore
  • Al dettaglio, mercato in cui operano operatori di piccole dimensioni, mercato molto ampio
  • All'ingrosso, operatori di dimensioni significative
  • Diretti, un mercato diretto è un mercato in cui il prezzo scaturisce dall'incontro tra la domanda individuale e l'offerta individuale di 2 soggetti, non ci sono massicce correnti di domanda e offerta. Quello che rileva è la forza contrattuale delle parti, il loro peso. Il credito è concesso sul mercato diretto, a seconda del cliente, anche il mercato dei conti correnti. La banca infatti è un classico operatore dei mercati diretti: compra (attività raccolta), vende (attività impiego) e trasferisce denaro (attività dei servizi).
  • Aperti, dall'incontro tra massicce correnti di domanda e offerta e la forza contrattuale delle parti non vale niente. L'esempio principale è il mercato della borsa. I principali mercati aperti sono monetario, finanziario, dei cambi e internazionale dei capitali.

Il mercato monetario e finanziario

Il mercato monetario: su questo mercato vengono scambiate attività finanziarie di breve periodo, breve periodo che arriva fino ai 18 mesi. Per prassi il mercato monetario viene considerato un mercato fino a 12 mesi, i mercati si adeguano allo spartiacque che contrassegna il breve periodo nelle imprese. Per prassi si ragiona in termini di vita residua non di scadenza. Posso ridefinire il mercato monetario come quello nel quale vengono scambiate delle attività finanziarie aventi una vita residua fino a (≤) 12 mesi.

Il mercato finanziario è quel mercato nel quale vengono scambiate attività finanziarie con una vita residua superiore a 12 mesi. Il mercato dei cambi vengono scambiate attività finanziarie espresse in valuta non di conto, su questo mercato le banche facevano null'altro che il cambio valuta, ora hanno posizioni in cambi, comprano e vendono valute, speculano sulle valute, cercano di trarne profitto.

Il mercato internazionale dei capitali

Il mercato internazionale dei capitali, anche chiamato euromercato, il prefisso euro non ha nulla a che vedere con la valuta dell'UE. Il prefisso euro indica una valuta portata al di fuori del suo paese di origine e depositata in qualche paese europeo. Sull'euromercato vengono negoziate due cose: le eurovalute, erano la base per fare delle emissioni obbligazionarie e iniziarono ad essere chiamate euro-obbligazioni, tipico di un mercato aperto (o indiretto), e gli eurocrediti, in questo caso sono importanti forza contrattuale e gli altri elementi caratterizzanti un mercato diretto. Guardando le due componenti del mercato, la componente euro-bond pesa di più rispetto alla componente euro-credito.

Le quattro situazioni del mercato

Primo scatto: Anni '70

  • Situazione mercati
    • Monetario: C'erano i primi titoli di stato (BOT) ed era un mercato sostanzialmente monoprodotto.
    • Finanziario: C'erano le azioni, la borsa era piccola, poche società quotate. C'erano delle obbligazioni emesse dalle imprese e da enti pubblici (Enel) e obbligazioni emesse da ICS (istituti di credito speciale).
    • Cambi: La banca non aveva posizioni in cambi, solo cambi a valuta.
    • Internazionale k: Non era ancora nato.
  • Sistema finanziario

    Si suddivideva in sistema creditizio e altri intermediari (non creditizi quali assicurazioni, fiduciari, le prime società leasing). Il sistema creditizio si articolava a sua volta in due sottosistemi: sistema bancario e sistema degli ICS. Sistema bancario articolato in altri due sottosistemi:

    • Autorità di vigilanza: BIT (banca d’Italia) e CICR (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) che esercitata alta vigilanza.
    • Banche: BIN (banche di interesse nazionale, presenti in almeno 30 province italiane, le tre banche più grandi presenti sull’intero territorio nazionale, una era la Banca commerciale italiana, il Credito Italiano e la terza era il Banco di Roma, erano banche pubbliche), CR (casse di risparmio, banche pubbliche, cassa di risparmio più importante del mondo la Cariplo), ICDP (istituti di credito di diritto pubblico, Montepaschi, banco di Sardegna, erano anch’esse pubbliche), ACO (aziende di credito ordinario, erano private), POP (banche popolari) e CRA (casse rurali e artigiane, erano nettamente le banche più numerose esistenti in Italia lo sono tuttora con il nome BCC).
  • Fenomeni caratterizzanti
    • La banca rivestiva una posizione di centralità assoluta nell’intermediare i flussi finanziari, sistema finanziario bancocentrico.
    • C’era molta poca concorrenza in ambito bancario (solo 3 BIN), c’erano inoltre delle nicchie geografiche protette (es., cassa di risparmio di Volterra). Le banche non potevano aprire sportelli dove desideravano, poca concorrenza.
    • L’attività svolta dalle banche, le banche guadagnavano, ottenevano utili e profitti e svolgevano l’attività più di base: raccoglievano e impiegavano (conti correnti e prestiti). Compravano e poi vendevano denaro a un tasso inferiore (spread forbice -> tassi sull’impegno e sulla raccolta). Facendo raccolta e impiego chiudono in utile, unico problema che può inceppare il meccanismo è l’insolvenza.
  • Rischi
    • Di credito: Modalità con cui si proteggevano dal rischio di credito era con le garanzie (personali, fideiussione e reali, pegno e ipoteca). Le garanzie reali non sono però così sicure, comportano costi e non assicurano di venderle al prezzo che avevano quando ho concesso il mutuo, infine spesso non proteggono tutti un immobile posso darlo in garanzia a più soggetti che mi finanziano. Non è possibile proteggersi da un rischio di credito solo con le garanzie, la garanzia è tipica di quella un’impresa in liquidazione, non in funzionamento. Per coprirsi si effettua prima un’analisi di solvibilità per stabilire se a chi devo concedere il mutuo è solvibile, non sapendo la sua solvibilità dopo 10 anni dal mutuo chiedo una garanzia di tasso.
    • Di tasso: I tassi erano fissi. Il rischio è che i tassi salgano (prestiti), se questi passano da esempio 6% a 10% per 3 anni avendo dato un tasso fisso porto a casa sempre 6% e quindi interessi più bassi rispetto a quelli che porterei a casa concedendo nuovi prestiti, se invece scendono porto a casa di più, interessi a un tasso più alto. Processo contrario nel caso dei depositi, devo però tenere conto della durata del deposito. La strategia usata dalle banche per coprire il rischio di tasso era quella di trasformazione delle scadenze, dovevo abbinare ogni singola operazione passiva con un’operazione attiva aventi uguale scadenza. La durata media della raccolta e quella degli impieghi e i relativi importi devono essere collegati a livello di bilancio della banca, se c’è sfasamento incorro in un rischio di tasso.
    • Di cambio: Negli anni ’70 era poca roba, il problema non sussiste. Un rischio di cambio c’è quando ho un prestito in dollari, e il dollaro si deprezza rispetto all’euro, per coprirmi un modo è quello di fare un deposito dello stesso importo in dollari, le eventuali variazioni così si compensano (concetto identico uguale a quello di individuazione delle scadenze). Se il prestito è superiore al deposito, stessa durata, rischio sulla differenza tra i 2, per il resto sono coperto, la differenza (rischio) si chiama posizione aperta.
    • Di commissione: Le banche possono assumere partecipazioni di imprese, il rischio è l’eventuale fallimento dell’impresa, la banca rischia anch’essa di fallire nel momento in cui ha una partecipazione di maggioranza. Le sorti della gestione bancaria seguono quelle della gestione dell’impresa a rischio di fallimento. Negli anni ’70 era vietato alle banche assumere partecipazioni nelle imprese (legge del ’36) divieto continuo fino al ‘93.

Secondo scatto: Anni '80

  • Situazione mercati
    • Monetario: Rappresentato dai bot, mercato importante inizia a cresce il deficit e il debito pubblico. A fine decennio i titoli di stato esplodono, tassi elevatissimi. Altri due elementi con dimensione residuale: operazioni pronti contro termine; e operazioni credito di firma (fideiussione, accettazione bancaria).
    • Finanziario: Sempre pochi titoli, poi sempre obbligazioni emesse dagli ICS a medio-lungo, degli enti pubblici, delle imprese, ...
    • Cambi: Ancora poco sviluppato, si può fare poco poiché la regolamentazione vincola, esisteva e fino all’89 una normativa valutaria molto restrittiva. “In ambito cambi tutto è vietato fuorché ciò che è consentito”.
    • Internazionale k: Non c’era, era in una fase embrionale di sviluppo, piccolissimo, non rilevante.
  • Sistema finanziario

    Uguale a quello degli anni '70. La categoria degli altri intermediari si arricchisce di numero, società di leasing crescono tanto e sono società che in prima battuta non sono bancarie ma di emanazione di altri soggetti (compagnie automobilistiche). Queste società rappresentano una soluzione finanziaria al raggiungimento di un obiettivo commerciale, non nascono per fare concorrenza. Effetto sulle banche che un po’ drena risorse e opportunità che sarebbero arrivate alla banca (per comprare macchina non chiedo prestito mi fanno il leasing).

  • Fenomeni caratterizzanti
    • Sistema bancario ancora bancocentrico, la banca raccoglie e impiega (compra e vende denaro), visione che è molto limitante. Le banche oggi fanno moltissime altre cose, negli anni ’80 iniziano a fare altre cose -> disintermediazione, introdotti elementi di cambiamento nelle tradizionali modalità di intermediazione di cui si valevano gli intermediari bancari, inizia ad avere un peso la componente servizi (di risparmio, del pagamento,...).
    • Due tipi di sistemi: quelli orientati al mercato e quelli agli intermediari. Le banche gestiscono e intermediari i flussi bancari che provengono dall’intera economia. Sistema orientato al mercato quando gli operatori reperiscono le risorse con cui operare non solo dagli intermediari ma in larga parte dal mercato dei capitali (borsistico). In un sistema orientato al mercato le banche contano un pochino meno come finanziatori, contano molto di più come soggetti che gestiscono le operazioni sui capitali (approdo in borsa, quotazioni,...).
    • Indicatori che segnalano l’orientamento di un sistema, se orientato al mercato o agli intermediari, tre indicatori teorizzati da Goldsmith.
  • Rischi
    • Di credito: Ci si protegge mediante richiesta di garanzie reali e personali (come in precedenza).
    • Di tasso: Il rischio di tasso viene coperto con il matching (sincronizzazione) delle scadenze, inoltre è presente il tasso variabile, ovvero identificazione di alcuni tassi di mercato alla cui fluttuazione viene ancorato il rendimento delle attività finanziarie.
    • Di cambio: Si continua ad operare con posizioni aperte piuttosto che chiuse.
    • Di commissione: Continua a permanere il divieto da parte delle banche di assumere partecipazioni nelle imprese non finanziarie.

Terzo scatto: Fine anni '80 inizio anni '90

  • Situazione mercati
    • Monetario: Si inizia ad avere una piccola rivoluzione (nei mercati monetari e finanziari). Adesso oltre ai bot, alle operazioni pronti contro termine e accettazioni bancarie, si aggiungono i CD (certificati di deposito) titoli emessi dalle banche, sono titoli a breve a partire dal 1985, questi si pongono in concorrenza con i bot (titoli di stato) avevano scadenze differenti. Affermazione di questi elementi è rapidissima, vendendo un titolo di stato porto a casa solo la piccola commissione che faccio (pochi BIPS), nel momento in cui invece vendo un CD riesco contemporaneamente a fare raccolta diretta perché il CD è emesso dalla banca è una passività della banca e quanto il cliente paga è un flusso in entrata a titolo di raccolta diretta che è reinvestibile. CD erano più convenienti rispetto a vendere i titoli di stato. I CD emessi dalle banche nel 1987 hanno superato la vendita dei CD emessi dagli istituti speciali (che li emanavano dal ’49), viene inoltra data la possibilità alle banche di emettere CD oltre il breve termine (medio termine fino a 60 mesi). Il 33% della raccolta bancaria diretta veniva effettuata tramite i CD. Nel ’96 le ritenute fiscali vengono riviste, svantaggiando così l’investimento nei CD (ritenute dal 12,5% al 25%).
    • Finanziario: Nel 1983 c’è una legge che istituisce e introduce i fondi comuni di investimento. Questi sono dei soggetti (investitori) che portano a casa risorse da persone che desiderano investire mettono in monte questi patrimoni e li destinano in investimenti particolari, buona parte di questi investimenti erano in azioni. Ai singoli investitori viene riconosciuto il valore della quota. Le azioni salgono moltissimo, cambiano tante cose: molte società attratte da questo andamento molto positivo si quotano sul mercato di borsa; e cambia la cultura nelle persone che inizia a farsi cogliere da questa opportunità di facile guadagno (si ottenevano capital gain molto vantaggiosi che non erano tassati). Inizia inoltre a svilupparsi la professione del consulente finanziario (colui che andava a vendere i fondi comuni di investimento) figura che verrà per legge regolarizzato nel 1991 e prenderà il nome di promotore finanziario. La gente che lavorava in banca nei titoli decide di andare a fare il consulente finanziario, lo fanno perché possono portare a casa stipendi molto maggiori. Alla fine però la bolla speculativa scoppia le azioni scendono, la gente si trova a vivere un dramma. I consulenti vengono ripresi nelle banche a condizione che riportino tutti i clienti e gli investimenti fatti nel frattempo. Si continua a immettere obbligazioni ICS, enti pubblici e privati. Non ancora obbligazioni bancarie, in quanto le banche operavano nel breve.
    • Cambi: Il ruolo delle banche inizia a modificarsi, oltre ad agire come cambia valute, avviene la liberalizzazione valutaria. Per effetto della normativa cambiano i presupposti, tutto è consentito tranne ciò che è vietato, si possono effettuare operazioni in valuta. Ci sono prestiti in valuta, titoli in valuta,... Compiono strumenti per lavorare sul mercato dei cambi (futures per proteggersi dai rischi di campo e di tasso).
    • Internazionale k: Nei primi anni ’80 iniziano a comparire delle emissioni di euro obbligazioni, euro commercial paper, diventa un mercato importante, fiorente.
  • Sistema finanziario

    Resta invariato, iniziano a comparire le società di intermediazione finanziaria (SIF) che sono intermediari non creditizi.

  • Fenomeni caratterizzanti
    • Indici di Goldsmith:
      • Attività finanziaria/ ricchezza nazionale: è un indice di stock (flusso), ∆AF/PIL. Indicatore che serve per capire il peso delle variabili finanziarie. Se le AF crescono più del PIL il sistema è orientato agli intermediari.
      • Attività finanziare delle banche/ passività finanziarie dei settori utilizzatori: ∆AFb/ ∆PFsu. È l’indicatore che mi dice l’orientamento del sistema. Classica attività finanziaria delle banche è i crediti, i settori utilizzatori sono quelli che usano risorse (le imprese), le passività finanziarie di questi settori non sono il loro debito verso le banche bensì le passività finanziarie legate all’emissione di passività da parte delle imprese.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeleAlbo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Oriani Marco.
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