RISPOSTE ECONOMIA DELLA TASSAZIONE
Traslazione dell’imposta: natura e caratteristiche del fenomeno.
1) La traslazione dell’imposta consiste nello spostamento totale o parziale dell’onere dell’imposta, dal soggetto che ha
l’obbligo giuridico di pagare l’imposta (contribuente ad un altro che ne sopporta l’onere
di diritto o percosso)
economico (contribuente di fatto o inciso). Tramite lo studio del fenomeno della traslazione riusciamo a mettere in
evidenza la differenza che si crea o che si potrebbe creare fra contribuente di diritto e contribuente di fatto; i due
soggetti possono talvolta coincidere: infatti se il soggetto stabilito dalla legge come contribuente non è in grado di
trasferire tale onere su altri, lui al tempo stesso è contribuente di diritto e di fatto; mentre se lui è in grado di trasferirla
completamente, c’è un divorzio completo tra colui che viene chiamato dalla legge a pagare il tributo e colui il quale
sopporta l’onere economico; d’altra parte, poi, abbiamo casi di trasferimento parziale di cui ne è l’esempio tipico quello
del venditore/produttore che, una volta gravato dell’imposta, aumento il prezzo e la trasferisce tutto o in parte al
d’imposta dipende essenzialmente dal meccanismo di formazione dei prezzi,
consumatore. Il fenomeno della traslazione
quindi se io ad esempio vengo gravato di 1 euro d’imposta per ogni per ogni pacchetto di chewing-gum venduto, io
verso 1 euro all’erario per ogni pacchetto venduto ma aumento anche il prezzo del pacchetto di 1 euro. Sono obbligato,
però, a versare l’imposta altrimenti vengo considerato un evasore. Il meccanismo della traslazione d’imposta è utile per
perseguiti dall’utilizzo del sistema
capire il funzionamento del mercato, perché mette in evidenza entrambi gli effetti
tributario, ossia mette in evidenza sia cosa succede sul mercato, e dunque quali sono gli effetti di efficienza allocativa e
quali sono gli effetti distributivi. Ad esempio: consideriamo un’imposta traslabile completamente, ossia completamente
che c’è un’alterazione del prezzo di mercato, quindi un
scaricabile sui prezzi e sostenuta dai consumatori; succede
effetto di efficienza sul funzionamento del mercato di quel bene, e c’è un effetto distributivo; dunque io devo conoscere
il processo di traslazione, le possibilità di traslazione del tributo per verificare se quell’imposta che sto introducendo
realizza gli obiettivi che io mi sono preposto, cioè in che grado distorce le scelte di mercato e come si va a distribuire il
L’onere dell’imposta ha 3 direttrici di traslazione: può essere traslato progressivamente (in avanti), dal
carico tributario.
produttore al consumatore tramite contrattazione dell’offerta e aumento del prezzo , può altresì essere traslato
regressivamente (all’indietro), dai consumatori ai produttori tramite riduzione della domanda e del prezzo, e
obliquamente su beni non tassati, incidendo sulla domanda o offerta di questi ultimi. Infine, la possibilità o meno e il
cui si verifica la traslazione dell’imposta dipende da
grado con tutta una serie di condizioni combinate fra di loro:
lasso di tempo preso in considerazione: tempo brevissimo ( i cambiamenti di comportamento da parte dell’impresa
- di magazzino legate all’offerta; tempo breve (mutamento dell’offerta attuata attraverso
sono vincolati a scelte di scorte
variazioni dell’utilizzo di fattori produttivi); tempo lungo ( cambia la dotazione complessiva dei fattori della
produzione).
- caratteristiche e metodi di calcolo dell’imposta
condizioni della domanda e dell’offerta
- regime di mercato in cui opera l’entità tassata
-
Traslazione dell’imposta e domanda
2) (rigida ed elastica) (con grafici)
Possiamo vedere l’effetto della traslazione dell’imposta in funzione della domanda. Sia nel caso di domanda rigida, che
nel caso di domanda elastica, ipotizzando un’offerta a costi crescenti, in seguito all’imposta l’aumento del prezzo è
inferiore all’imposta stessa e si ha una traslazione parziale. Tuttavia, nel caso di domanda rigida la variazione del prezzo
è maggiore rispetto a quella della domanda elastica. L’ammontare dell’imposta è lo stesso per entrambe le tipologie di
domanda, ma il suo ammontare può essere trasferito in misura diversa in base all’andamento della domanda stessa. La
riduzione delle vendite causata dall’aumento di prezzo dipende esclusivamente dall’andamento della domanda: quanto
più questa è elastica tanto maggiore sarà la riduzione delle vendite e quindi tanto sarà più elevata la riduzione dei costi
al diminuire della produzione. Al contrario, nei casi di domanda più rigida la riduzione delle vendite sarà minore e tanto
più i venditori saranno in grado di tenere il prezzo più elevato e trasferire l’imposta ai compratori. L’imposta dunque
graverà tanto più sul consumatore quanto più è rigida la sua domanda.
Nel caso estremo di domanda perfettamente rigida, l’offerta si adegua ad essa ed è la produzione a fissare il prezzo. In
questo caso la variazione del prezzo è pari all’imposta e si ha una traslazione totale in avanti sul compratore.
Nell’altro caso estremo in cui la domanda è perfettamente elastica (figura astratta), dato il prezzo di equilibrio, una sua
minima variazione in alto annulla la domanda, mentre una variazione in basso rende la domanda infinita. In questo caso,
non potendosi verificare una variazione di prezzo, l’imposta graverà totalmente sul venditore, il quale, avendo i costi più
alti nella misura dell’imposta, ridurrà la quantità offerta.
dell’imposta e andamento dell’offerta: funzioni di costo costanti, crescenti e decrescenti.
3) Traslazione (con grafici)
Vediamo che cosa accade nel caso in cui ci troviamo ad analizzare la traslazione dell’imposta in relazione
all’andamento dell’offerta, ossia dal lato dell’andamento della funzione dei costi.
Nel caso in cui l’offerta sia a ossia quando l’impresa è in una situazione nella quale il costo marginale e
costi costanti,
quello medio non variano al variare della quantità prodotta, l’introduzione di un’imposta specifica fa aumentare il
prezzo e diminuisce la quantità prodotta. Questa minore quantità però è prodotta allo stesso costo rispetto a quello prima
dell’imposta, quindi non vi è alcuna variazione di costo e la variazione di prezzo sarà pari all’ammontare dell’imposta.
In conclusione l’imposta si trasferisce tutta sui consumatori e si ha una traslazione totale in avanti
. l’aumento del costo marginale a causa dell’imposta provoca un
Nel caso in cui abbiamo una funzione a costi crescenti,
aumento del prezzo lungo la curva di domanda e ciò fa ridurre la quantità venduta e di conseguenza la quantità prodotta.
Questa minore quantità però è prodotta a costi marginali più bassi, di conseguenza il prezzo aumenterà ma in misura
inferiore all’imposta. L’imposta quindi si trasferisce in parte sul consumatore e grava per la parte restante sul
produttore/venditore. Siamo di fronte ad una traslazione parziale. Spieghiamo meglio. Lavoriamo in un’ipotesi di
specifica, che si commisura all’unità di prodotto (1€ per ogni saponetta). In questo caso, l’imposta determina
imposta
uno spostamento verso l’alto della funzione di offerta. A questa quantità, una volta introdotta l’imposta, il nostro
produttore si trova in disequilibrio, cioè si trova in una situazione nella quale il costo supera il ricavo. Quindi inizierà un
percorso per la ridefinizione dell’equilibrio, tenderà a ridurre la quantità fino a che non troverà una nuova situazione di
incontro tra la nuova funzione di offerta e la funzione di domanda, che non cambia perché questa è determinata da
quelle che sono le scelte dei consumatori. Al consumatore non cambia niente se quello che lui paga va in parte al
produttore e in parte allo Stato: la disponibilità massima a pagare per un determinato bene corrisponde al suo beneficio
marginale (utilità marginale) che non cambia a seconda se ci sia o meno l’imposta. Il produttore ridurrà la quantità e
aumenterà il prezzo fino a che non troverà un nuovo punto di equilibrio. Abbiamo una traslazione in avanti, perché
aumenta il prezzo, di tipo parziale. L’aumento del prezzo determinato dall’imposta è inferiore rispetto all’imposta
dell’imposta si
stessa. In un caso di questo genere, cioè in presenza di una funzione di costi crescenti, il pagamento
distribuisce in parte sui consumatori e in parte sui produttori. Data la funzione di costi, i produttori non sono in grado di
ottemperare completamente l’ammontare del tributo che parzialmente rimarrà a loro carico. Allora, il gettito, cioè quello
che incassa lo Stato dall’introduzione di questa imposta su questo particolare bene (imposta per la variazione della
quantità), sarà dato dal rettangolo dp. Anche l’eccesso di pressione, che è il triangolo TEEt, va a gravare una parte sui
consumatori e una parte sulla rendita del produttore.
Nell’ultimo caso, quello in cui abbiamo una funzioni a costi decrescenti, si verifica una situazione di monopolio
naturale . Dunque che succede? A mano a mano che riduco la quantità, i costi aumentano (il costo per quantità inferiore
a formare dopo l’introduzione dell’imposta, dovrà essere
sarà sempre più alto). Quindi il nuovo equilibrio che si andrà
un equilibrio che dovrà essere in grado di recuperare non solo l’imposta ma anche i costi dovuto alla diminuzione della
quantità. La tassazione nel mercato con imprese che hanno costi decrescenti, determina un effetto opposto da quello
voluto perché un aumento del prezzo finale, causato da un decremento della quantità, dopo l’introduzione dell’imposta
superiore all’imposta stessa e quindi l’impresa sarà in grado di recuperare non solo il costo,
sarà ma anche la parte di
costi aggiuntivi che derivano dalla quantità di produzione inferiore; vi è la presenza di economie di scale (ingenti costi
mercato diventa monopolizzato: c’è un’infrastruttura fisica a fronte
fissi rispetto al costo totale variabile); il di un
servizio (gasdotti, oleodotti, ferrovie).
All’aumentare della quantità, il costo medio si riduce (i costi fissi si distribuiscono su una quantità molto grande). Si
l’intera domanda di mercato.
parla di monopolio naturale, perché il primo che entra si ritroverà a soddisfare
In questo casa la variazione del prezzo (delta p) è > di t.
Traslazione totale in avanti, quindi sul consumatore grava sia l’onere dell’imposta (t), sia i costi aggiuntivi che il
produttore sopporta.
4) Traslazione: imposta e aumento dei costi e imposta come riduzione dei ricavi (grafico)
Mettere insieme i 2 aspetti ci è utile per evidenziare una situazione rilevante:
che gravi sull’impresa l’imposta (imposta come aumento dei costi), il prezzo di vendita si alza
-supponiamo e quindi si riduce la
quantità domandata. L’effetto grava tutto sul consumatore.
_ Imposta come riduzione dei ricavi; si abbassa la curva di domanda e diminuisce sia il prezzo che la quantità.
La distribuzione dell’onere è sempre lo stesso in entrambe le visioni.
Traslazione dell’imposta e regimi di mercato (
5) a) concorrenza perfetta e b) monopolio) (con grafici)
a) concorrenza perfetta dell’onere fiscale che
La traslazione è una distribuzione si determina attraverso il cambiamento del sistema dei prezzi. Il
fenomeno della traslazione dipende da tutta una serie di condizioni: dalla domanda, dall’offerta, dalla forma di mercato,
dal tipo di imposta, dall’ammontare dell’imposta (cioè dalle aliquote), e anche in riferimento al tempo. L’effetto della
traslazione del tributo consiste nello trasferimento di tutto o in parte dell’onere dal soggetto che viene identificato dalla
legge come soggetto passivo (quello che deve pagare), cioè colui che è obbligato dal punto di vista giuridico, al
contribuente di fatto. Questa verifica del fenomeno della traslazione può riguardare tempo breve, tempo medio, tempo
lungo. Gli effetti della traslazione dipendono, come dicevamo, anche dalla forma di mercato da esaminare. L’andamento
dell’offerta ci porta a definire diverse forme di mercato:
mercato di monopolio naturale: in cui prevale un’unica impresa sul mercato stesso, che ha una funzione dei costi
-
decrescente
- mercato di concorrenza perfetta pura: in cui le imprese hanno la stessa funzione di costo, che è costante
- mercato di concorrenza (perfetta) di medio termine: in cui non ci sono imprese inframarginali ed è un modello più
realistico. Le imprese sono tutte price taker, ma possono avere delle funzioni dei costi differenti a causa della
differenziazione dei fattori produttivi che impiegano.
Come abbiamo visto gli effetti della traslazione d’imposta dipendono da molti fattori fra loro combinati, fra cui anche i
regimi di mercato in cui una determinata entità opera; il regime di mercato a concorrenza perfetta può essere esaminato
sia attraverso la funzioni di costi costanti oppure mediante la funzione di costi crescenti.
Nel primo caso, quello in cui l’offerta sia a costi costanti, l’introduzione di un’imposta specifica fa aumentare il prezzo
e diminuisce la quantità prodotta. Questa minore quantità però è prodotta allo stesso costo rispetto a quello prima
dell’imposta, quindi non vi è alcuna variazione di costo e la variazione di prezzo sarà pari all’ammontare dell’imposta.
l’imposta si trasferisce tutta sui consumatori e si ha una traslazione totale in avanti.
In conclusione (identico a domanda
3)
Nel caso della funzione di costo crescente: l’aumento del costo marginale a causa dell’imposta provoca un aumento del
prezzo lungo la curva di domanda e ciò fa ridurre la quantità venduta e di conseguenza la quantità prodotta. Questa
minore quantità però è prodotta a costi marginali più bassi, di conseguenza il prezzo aumenterà ma in misura inferiore
all’imposta. L’imposta quindi si trasferisce in parte sul consumatore e grava per la parte restante sul
produttore/venditore. Siamo di fronte ad una traslazione parziale. (identico domanda 3)
b1) monopolio a costi e ricavi medi e marginali,( IMPOSTA SPECIFICA, SUI PROFITTI E AD VALOREM)
La traslazione è una distribuzione dell’onere fiscale che agisce, si determina attraverso il cambiamento del
INTRO:
sistema dei prezzi. Il fenomeno della traslazione dipende da tutta una serie di condizioni: dalla domanda, dall’offerta,
dal tipo di imposta, dall’ammontare dell’imposta (cioè dalle aliquote), e anche in riferimento al
dalla forma di mercato,
tempo. L’effetto della traslazione del tributo consiste nello trasferimento di tutto o in parte dell’onere dal soggetto che
viene identificato dalla legge come soggetto passivo (quello che deve pagare), cioè colui che è obbligato dal punto di
vista giuridico, al contribuente di fatto. Questa verifica del fenomeno della traslazione può riguardare tempo breve,
tempo medio, tempo lungo. Gli effetti della traslazione dipendono, come dicevamo, anche dalla forma di mercato da
esaminare. Noi possiamo descrivere la situazione di monopolio facendo riferimento a valore medi e marginali o valori
totali (quindi ricavi e costi totali). L’utilizzo di un modello piuttosto che di un altro dipende da ciò che vogliamo andare
a definire, cioè possiamo considerare l’imposta come aggravio dei costi o come riduzione dei ricavi. Possiamo dunque
andare a vedere un’aggiunta di imposta come un’aggiunta di costo rispetto ai costi di produzione, quindi agire sulla
funzione di offerta oppure possiamo agire sulla funzione di domanda come deduzione dei ricavi. Scegliere una strada o
un’altra dal punto di vista economico non ha nessuna conseguenza, ma dal punto di vista pratico si mette meglio in
evidenza l’effetto dell’imposta agendo sulla funzione dei costi o sulla funzione di domanda a seconda dei casi.
Quando ipotizziamo l’introduzione di un’imposta specifica è sicuramente più semplice
Caso A) imposta specifica :
agire sulla funzione di costo; abbiamo una situazione iniziale con una funzione di domanda, cioè ricavi medi, e una
funzione del ricavo marginale. In questo senso agiamo su grandezze medie e marginali. Allora la quantità (Q) e il
prezzo (P) di monopolio li stabiliamo in corrispondenza del punto di incontro fra funzione dei costi e funzione del
ricavo marginale. La funzione dei costi la consideriamo costante, quando i valori sono costanti i valori medi e marginali
coincidono (Cme = Cma). Quando i valori medi decrescono il valore marginale è inferiore al valore medio, qualunque
sia l’andamento, mentre quando crescono, il valore marginale sarà superiore al valore medio. Il punto di equilibrio, cioè
di massimo profitto, è il punto di incontro tra quantità e prezzo per i quali, i ricavi e i costi, al margine, sono uguali.
Introduciamo un’imposta specifica o unitaria, cioè un’imposta che si applica con un certo ammontare per unità di
prodotto, ad esempio 10 centesimi a saponetta venduta oppure 1 euro a CD. La funzione del costo viene a crescere, a
spostarsi parallelamente verso l’alto esattamente dell’ammontare dell’imposta. Ora, il punto di equilibrio originario,
cioè la quantità che viene venduta dal monopolista prima dell’introduzione dell’imposta non è più la
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