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Capitolo I: Schumpeter

Secondo Schumpeter, l’innovazione è determinante per il mutamento industriale. Invenzione, secondo Schumpeter, è qualcosa di puramente scientifico mentre innovazione è fare “qualcosa di nuovo” nel sistema economico, un nuovo prodotto, mercato o processo di produzione. Schumpeter considera il progresso scientifico come esogeno al sistema economico e non analizza gli effetti di fattori economici e sociali sullo sviluppo scientifico né le relazioni tra quest’ultimo e l’innovazione. Non tutte le innovazioni derivano da invenzioni. L’innovazione è la risposta creativa delle imprese e non la semplice reazione adattiva al mutato contesto economico. L’innovazione avviene tanto nelle piccole quanto nelle grandi imprese; la dimensione non è né necessaria né sufficiente per determinare l’innovazione. Schumpeter considera infine solamente le innovazioni radicali. L’impostazione schumpeteriana ha influenzato i successivi studi fino agli anni '60.

Caratteristiche dell’innovazione secondo Schumpeter

L’innovazione non è un elemento insito nel concetto di attività economica razionale, è un processo distinto caratterizzato da incertezza. L’innovazione può essere compresa ex-post e non ex-ante. L’innovatore è un soggetto a razionalità limitata e non può prevedere l’esito della sua attività innovativa; proprio per questo motivo le strategie innovative delle diverse imprese possono differire tra di loro. Le innovazioni non sarebbero distribuite uniformemente nel tempo e nello spazio ma avanzano a grappoli. Una innovazione in un determinato settore provoca ulteriori innovazioni in settori correlati. L’età delle imprese è fondamentale per spiegare la dinamica innovativa. L’impresa giovane tenderà ad innovare maggiormente nel tentativo di scalfire la leadership di imprese anziane che, con un comportamento conservatore, risponderà con innovazioni incrementali o con l’imitazione. Schumpeter, in definitiva, studia il processo di innovazione e le ripercussioni nel sistema economico e non le cause scatenanti. Inoltre privilegia gli aspetti di discontinuità e radicalità piuttosto che quelli di continuità e incrementalismo.

2 scuole a confronto: neoclassici ed evoluzionisti

Le affinità

  • Opportunità scientifiche e tecnologiche stimolano l’innovazione.
  • L’appropriabilità (es. brevetti) stimola l’innovazione.
  • La domanda influisce positivamente sull’attività innovativa. Maggiore la domanda, maggiori gli investimenti in R&S.
  • Struttura di mercato e innovazione si influenzano reciprocamente: più concentrata è la struttura di mercato, più elevato è il tasso di sviluppo tecnologico. Ma questo a sua volta ha un feedback sulla struttura di mercato.

Le diversità

  • I neoclassici studiano il sistema economico in equilibrio, gli evoluzionisti lo studiano durante le fasi di transizione.
  • I neoclassici pongono poca attenzione ai processi di aggiustamento verso l’equilibrio, gli evoluzionisti studiano invece le fasi di transizione.
  • I neoclassici considerano la tecnologia come informazione, gli evoluzionisti come multidimensionale, legata alla conoscenza.
  • I neoclassici ritengono importanti le strategie di impresa, gli evoluzionisti danno maggior importanza alle competenze delle imprese.
  • I neoclassici considerano l’apprendimento come il risultato dell’esperienza mentre gli evoluzionisti danno più importanza all’aspetto cognitivo e di soluzione di problemi.
  • I neoclassici considerano le imprese come agenti isolati e senza storia, gli evoluzionisti le considerano immerse nel contesto sociale e istituzionale.
  • Le imprese neoclassiche sono razionali e hanno a disposizione tutta l’informazione. Quelle evoluzioniste sono a razionalità limitata.
  • In ottica neoclassica, i fallimenti sono dovuti a beni indivisibili e difficoltà di appropriazione. Per gli evoluzionisti le istituzioni e i sistemi innovativi nazionali giocano un ruolo determinante.

Definizioni introduttive

Funzione di produzione

La funzione di produzione rappresenta la combinazione di capitale e lavoro utilizzate per ottenere l’output. Cambiamenti di tecnica determinano spostamenti lungo l’isoquanto, quindi una variazione della proporzione capitale/lavoro impiegati. Il cambiamento tecnologico determina invece uno spostamento dell’intero isoquanto verso l’origine. Il cambiamento tecnologico può essere incorporato, ovvero legato all’introduzione di nuovi beni capitali K o forza lavoro specializzata, oppure può essere disincorporato e dipendere da t, come nel caso dell’effetto del progresso scientifico. Il cambiamento tecnologico è definito neutrale se lascia invariata la proporzione capitale/lavoro. Labour saving se riduce maggiormente la quantità di lavoro impiegata e Capital saving se diminuisce più che proporzionalmente la quantità di capitale investito.

Ricerca di base, applicata e sviluppo

La ricerca di base è finalizzata all’ampliamento delle conoscenze scientifiche e non orientata alla definizione di un nuovo prodotto/processo. La ricerca applicata utilizza le conoscenze scientifiche per la creazione di nuovi prodotti/processi. Lo sviluppo è la fase più a valle e consiste nell’effettiva realizzazione di nuovi prodotti/processi/servizi.

Apprendimento per esperienza

L’apprendimento per esperienza genera innovazione nel momento in cui genera economie di scala dinamiche. Solitamente una riduzione dei costi di produzione è legata all’aumento della quantità cumulata di beni prodotti.

Alcuni concetti chiave da cui partire

Il processo di innovazione: modello lineare e modello a catena

Il modello lineare prevede una sequenza di fasi che si susseguono ordinatamente: ricerca di base, ricerca applicata, sviluppo, produzione e commercializzazione. Il modello a catena di Kline e Rosenberg ricalca nella parte centrale il modello lineare con alcune differenze. Parte dalla definizione di un mercato potenziale e continua con la fase di design analitico dove, non solo si introducono innovazioni, ma si ricombinano conoscenze e componenti già esistenti per la produzione di un nuovo prodotto/servizio/processo. Esistono anche nuove forme di relazione: i feedback che agiscono lungo la catena principale e la bidirezionalità che lega il processo di innovazione alla ricerca. Questo significa che nuovi prodotti possono nascere dall’avanzamento scientifico ma allo stesso tempo nuovi prodotti possono aiutare l’attività di ricerca (vedi ad esempio i microscopi, i computer, ecc.). Infine, la conoscenza scientifica interviene lungo tutta la catena principale e non solo durante la fase di design analitico.

I principali indicatori

Investimenti in R&S

Gli investimenti in R&S sono spesso utilizzati come indice di innovazione di un’impresa o di un’intera industria. Purtroppo si rischia di sottostimare il fenomeno dal momento che in molte imprese, specie se di piccole dimensioni, la ricerca è portata avanti in maniera non formalizzata.

I brevetti

Il numero di brevetti posseduti da un'impresa e la loro importanza (misurata contando il numero di brevetti costruiti sulla base dei brevetti posseduti dall’impresa) possono fornire una stima del livello di innovazione. Il problema è che spesso i brevetti vengono richiesti ancor prima che l’invenzione si trasformi in prodotto oppure alcuni brevetti vengono richiesti esclusivamente per evitare la produzione di prodotti simili da parte delle imprese concorrenti.

Altri indicatori

Numero di pubblicazioni scientifiche (per valutare l’innovazione a livello paese), commercio internazionale di prodotti tecnologici (stima la competitività di un paese in settori tecnologici), bilancia tecnologica dei pagamenti, misura lo scambio internazionale di beni intangibili (brevetti ad esempio).

Modelli di derivazione neoclassica: le caratteristiche

I modelli analizzati di seguito sono di derivazione neoclassica.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lamberto991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Santarelli Enrico.
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