ECONOMIA DEL BENESSERE
PRIMO TEOREMA DEL BENESSERE! In concorrenza perfetta, l’equilibrio raggiunto dal mercato è un
ottimo paretiano. (Poco spazio a intervento dello Stato)
SECONDO TEOREMA DEL BENESSERE Modificando le dotazioni iniziali si può raggiungere lo
!
stesso la Pareto efficienza. (Ruolo stato in riallocazione risorse iniziali).
ESCLUSO INTERVENTO DELLO STATO PER RENDERE ECONOMIA PIU’ EFFICIENTE
INTERVENTO PUBBLICO:
-‐ Funzione Allocativa
-‐ Funzione Redistributiva
-‐ Funzione di Stabilizzazione
Quando lo stato interviene:
1. (FUNZIONE ALLOCATIVA, Fallimento dei mercati Stato interviene in produzione e
consumo): in questo caso non si forma un mercato di concorrenza perfetta, non riesce ad
allocare efficacemente e spontaneamente le risorse.
Monopolio Naturale: singola impresa produce l’intera quantità domandata a costi
o minori rispetto le imprese più piccole. Può violare la condizione di efficienza con un
costo maggiore del costo marginale (first best) . Stato si accontenta del Costo medio
(second best).
Beni pubblici: Non rivalità – Non escludibilità/ Puri – Impuri . Forniti anche dal settore
o privato, viene meno il primo teorema del benessere (prezzo= costo marginale) nella
realtà prezzo=0
Esternalità: Comportamento di 1 consumatore o 1 impresa agisce direttamente su un
o altro. Nascono da mancanza attribuzione dei diritti di proprietà, possono essere
Negative o Positive.
Mercati incompleti: Mercato non offre beni o servizi anche se costo di produzione è
o inferiore al prezzo (es. assicurazione per disoccupazione). Ragioni per mercati
incompleti: Mancanza di coordinamento-‐ Costi di transizione-‐ Informazione
Asimmetrica.
-‐ Mancanza di informazioni causa: SELEZIONE AVVERSA (compratori e venditori con
caratteristiche negative hanno maggiori possibilità, es. cliente malato con assicurazione per la
salute), AZZARDO MORALE (opportunismo post-‐contrattuale, individui perseguono interessi a
spese della controparte). Posso risolvere la mancanza di informazione pre-‐contrattuale, rimane
quella post-‐contrattuale.
2. (FUNZIONE REDISTRIBUTIVA): Efficienza non implica equità, il mercato può essere ingiusto,
posso utilizzare la spesa pubblica per ottenere la distribuzione desiderata. Parliamo di
Efficienza ed Equità. (Equità nelle opportunità -‐ Equità nei risultati). Redistribuzione attraverso
politiche di
Trasferimento denaro – Offerta beni e servizi.
3. STABILIZZAZIONE: Fluttuazioni e cicli economici L’inflazione può raggiungere livelli alti o
livelli bassi (Stagflazione). Ciclo economico caratterizzato da oscillazioni.
4. OLTRE L’ECONOMIA DEL BENESSERE Stato interviene per promuovere, disincentivare o
fornire beni non pubblici. Atteggiamento paternalistico
-‐ Beni meritori: Non rientrano nei beni pubblici ma lo stato può fornirli, sovvenzionarli o
proibirli. (es. divieto di uso di droghe)
-‐ Bias cognitivi: possibilità che gli individui non si comportino in maniera ottimale, esula
dall’economia del benessere, si avvicina a economia comportamentale. Cause:
-‐ Miopia: guardare troppo al quotidiano e poco al futuro
-‐ Euristiche di scelta: Modi veloci ed approssimativi per prendere decisioni
-‐ Dissonanza cognitiva: Preferenza, credenze ed opinioni di scelta contrastano tra di loro (es.
esposizione sul lavoro a discapito della sicurezza).
WELFARE STATE
Prestazioni Welfare State non rientrano in definizione di Bene Pubblico. Le prestazioni sociali sono
beni meritori. Modelli:
TRADIZIONALE: i consumatori sono soggetti passivi, fiducia del sistema verso i dipendenti
• pubblici.
COMMAND & CONTROL: consumatori soggetti passivi, i dipendenti mirano a vantaggio
• personale. Lo
Stato controlla i risultati. (
politiche alloggi)
VOICE: i consumatori sono soggetti attivi, possono incidere su erogazione servizi
• (ammortizzatori sociali)
CHOICE & COMPETITION: Realizzazione dei quasi mercati, lo Stato accredita soggetti privati
• che possono erogare servizi
(sanità)
I QUASI MERCATI: Lo stato finanzia i servizi, non li eroga, diventa responsabile per il controllo di
qualità e quantità. Cambia il ruolo dello Stato. (limite in copertura territoriale non uniforme es. sanità).
Sacrificio della tutela universalistica, concezione mercificata della società). Alcuni sostengono che possa
sacrificare la tutela universalistica, concezione mercificata della società.
Aspetti positivi Utente libero di scegliere il servizio, concorrenza rende servizi più efficienti.
!
Aspetti negativi Asimmetrie informative, monopoli e oligopoli falserebbero risultato, costi di
!
transizione potrebbero essere elevati.
Inizialmente solo per lavoratori dipendenti, poi estensione a tutta la cittadinanza. Nascita presa
coscienza dei RISCHI SOCIALI. MODELLI:
-‐ MODELLO SOCIALDEMOCRATICO: Paesi nordici. Universalismo
-‐ MODELLO LIBERALE: Tutela a pochi, incoraggiamento a soluzioni che può offrire il mercato.
Equità procedurale, fornire tutela a pochi.
-‐ MODELLO CORPORATIVO: Tutela diritti dei lavoratori più che dei cittadini (GERMANIA)
-‐ MODELLO MEDITERRANEO: Programmi frammentati, uso clientelare, famiglia importante.
Governi liberisti ! riduzione spesa sociale. Negli anni problemi finanziari hanno improntato politica su
RIGORE FINANZIARIO, i WS stanno diventando finanziariamente non sostenibili, dopo aver dato
concessioni o benefici è difficile tornare indietro (DIRITTI ACQUISITI). Problemi finanziari hanno portato
a improntare i comportamenti sul RIGORE FINANZIARIO.
Visione sociologica lavori sono più a rischio, Ciclo vitale (in alcune fasi della vita si è più a
!Alcuni
rischio), Rischio intergenerazionale.
Visione economica Settori non rientrano nei beni pubblici. Beni di merito.
!
FINANZIAMENTO: Ripartito tra lavoratore e datore di lavoro, possono essere usati i contributi dei
cittadini che richiedono i servizi.
-‐ Regolamentazione assicurazione privata obbligatoria, ruolo stato regolamentazione (es. Auto)
-‐ Assicurazione sociale con contributi sociali (Ruolo dello Stato maggiore)
-‐ Prestazioni finanziate con imposte generali (Paesi scandinavi)
PENSIONE Trasferimento parte di reddito da periodo di lavoro a periodo di inattività
!
SANITA’ Bene intermedio per realizzare stato di salute per individuo, non è un bene pubblico,
!
intervento pubblico giustificato da aspetti di fallimento del mercato o da ragioni di equità. Esternalità
positive – Informazione imperfetta – Ignoranza su cosa si domanda – Spesa salute connessa ad eventi saltuari ed incerti –
Efficacia servizi richiede distribuzione sul territorio.
Modello: Pubblico (rischio inefficienza) – Privatistico (rischio iniquità) – Sistemi misti
Offerta servizi ospedalieri: Modello integrato (vicino pubblico puro)
Modello contrattuale (offerta servizi sia da pubblico che da privato)
Modello a rimborso (Assicurazione sanitaria obbligatoria).
Quasi mercati togliere agli Stati quanti più compiti possibili, introdurre istituzioni che aumentino
-
Economia del risparmio e della previdenza
-
Economia del risparmio e della previdenza - Appunti
-
Economia
-
Economia politica