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Economia del mercato mobiliare, parte teorica con la professoressa Fandella Appunti scolastici Premium

Appunti di economia del mercato mobiliare sulla parte teorica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Dell'Acqua dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia del mercato mobiliare docente Prof. M. Dell'acqua

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ESTRATTO DOCUMENTO

la normativa prevede che sia sempre e comunque fornita una informativa minima di rischiosità

dello strumento finanziario.

Se l’intermediario fornisce servizi di investimento che contengono un elemento di

test di adeguatezza

racomandazione è necessario applicare un e cioè verificare che quanto

consigliato sia compatibile con la conoscenza, la situazione finanziaria e gli obbiettivi di

investimento del cliente.

Se l’intermediario presta servizi per il quale il cliente non fa affidamento su raccomandazioni,

test di adeguatezza

l’intermediario deve applicare il e cioè verificare che il cliente conosca in

modo sufficiente le caratteristiche del prodotto e i relativi rischi.

Se il cliente utilizza servizi di investimento che consistono solo nell’esecuzione, ricezione o

trasmissione di ordini, l’intermediario solo su prodotti non complessi non dovrà applicare nessun

test. conflitti di interesse

La MiFid ha disposto all’art 13 la normativa sui che prevede un rafforzamento

delle regole interne per la loro prevenzione e la necessità di informare il cliente della policy

aziendale adottata al riguardo.

Per la Disciplina agli incentivi è previsto l’obbligo per gli intermediari di comunicare alla clientela

gli incentivi percepiti da controparti terze e di dimostrare che tali incentivi sono rivolti a migliorare

la qualità del servizio fornito al cliente.

RECEPIMENTO NAZIONALE DELLA MIFID

1° livello è formato dalla direttiva stessa in materia di servizi e attività d’investimento e mercati.

2° livello è composto da misure di implementazione: con regole di condotta per prestazione di

servizi e attività di investimento e market transparency.

3°livello prevede le linee guida

4°livello stabilisce l’attività di controllo

L’applicazione delle disposizioni avviene il 1 novembre 2007

OBBIETTIVI vs NORME ATTUATIVE

1.requisiti generali di organizzazione: sistemi e controlli interni, esternalizzazione, gestione dei

conflitti di interesse e gestione dei rischi

2. Protezione degli investitori: informativa alla clientela, classificazione della clientela, best

execution, disciplina degli incentivi

3. Stimolo alla concorrenza dei mercati: abolizione dell’obbligo di concentrazione, trasparenza,

best execution

4. Facilitare la prestazione di servizi: passaporti unico

MISURE ATTUATIVE DELLA MIFID

1. Protezione degli investitori attraverso informativa sugli strumenti finanziari che si basa sulla

valutazione dei rischi intriseci allo strumenti come rischio di mercato,valutario, di credito, di

default,di interesse, stimando attraverso il metodo VAR la rischiosità dello strumento.

2. Protezione degli investitori attraverso la profilatura del cliente ovvero una valutazione su:

-esperienza e conoscenza del cliente

- obbiettivi di investimento

- situazione fianziaria

Che formano quindi il profilo finanziario del cliente in cui va fatto un CONTROLLO DI

ADEGUATEZZA.

Se L’intermediario non presta servizio di consulenza deve effettuare un controllo di appropriatezza

tra strumento e esperienza e conoscenza del cliente.

Al profilo finanziario viene assegnato un range di VAR che costituisce il livello di rischio tollerato

dal relativo profilo. E quindi l’intermediario deve far sì che il cliente abbia strumenti coerenti con il

profilo di rischio del cliente.

Fanno parte dei prodotti di consulenza i prodotti del mercato primario come obbligazioni, azioni,

ipo, titoli di mercato secondario, certificati di deposito, Titoli di OICR, hedge funds, polizze di

ramo 3 e 4, gestioni patrimoniali, e si esclude solo le polizze di ramo 1 collocate dalla banca.

3. Protezione degli investitori tramite vari controlli di adeguatezza. A partire dalla complessità del

prodotto e il profilo finanziario del cliente, controllo di adeguatezza del rischio al portafoglio,

controllo di adeguatezza per frequenza delle operazioni e per concentrazione.

-complessità prodotto: associazione del profilo di rischio del cliente con il relativo profilo

finanziario.

-rischio di portafoglio: si stima l’impatto dell’operazione da porre in essere sul rischio di

portafoglio al fine di stabilirne l’adeguatezza per il cliente, quindi si confronta il portafoglio

detenuto al momento della valutazione dal cliente con il portafoglio che si avrebbe se fossero

eseguite le operazioni di compravendita desiderate ed infine vengono considerate adeguate le

operazioni che riducono il rischio globale e fanno ricadere il portafoglio finale in una classe di

rischio compatibile con il profilo finanziario del cliente ovvero in una classe non superiore a quella

risultante dalla profilatura.

- concentrazione: si verifica l’esposizione complessiva del cliente verso l’emittente relativamente

per azioni e obbligazioni, oltre certe proporzioni non si possono detenere gli stessi strumenti

finanziari.

- Frequenza: la valutazione di adeguatezza per frequenza si basa sul confronto tra il profilo del

cliente e la soglia di numerosità degli ordini allo stesso associata. Sono precisi diversi contatori

su base trimestrale con soglie differenziate per tipologia di prodotto.

In ogni caso il controllo di adeguatezza è BLOCCANTE solo quando si tratta di operazioni di

acquisto di prodotti di consulenza. Mentre negli altri casi il controllo di adeguatezza da esito al

massimo a messaggi non bloccanti di adeguatezza.

TIPOLOGIE DI CONTROLLO IN BASE ALLA TIPOLOGIA DI CLIENTELA

CLIENTELA RETAIL: a questa categoria è riservato il maggior grado di tutela, si applica il principio

di best execution, il test di adeguatezza sia per la consulenza sia per la gestione, test di

appropriatezza, consegna di policy per la gestione del conflitto di interessi, e informativa dei

conflitti di interesse.

CLIENTI PROFESSIONALI: si pongono a metà strada tra i retail e i qualificat, si applica il principio

di best execution e informativa dei conflitti di interesse, il test di adeguatezza è solo parziale e non

si applica quello di appropriatezza.

CLIENTI QUALIFICATI: in cui l’unico grado di tutela è dato dall’informatica sui conflitti di interesse.

MIFID II

APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO

Le principali regole di condotta sono:

• il principio di parità di trattamento, che garantisce il medesimo trattamento a tutti i portatori

degli strumenti finanziari quotati che si trovano nelle stesse condizioni

• Regole di correttezza

• Regole organizzative

Il testo unico della finanza conosce 2 tipi di appello a pubblico risparmio 1) l’offerta al pubblico di

prodotti finanziari e 2)l’offerta pubblica di acquisto o scambio. L’offerta al pubblico si ritiene

qualsiasi comunicazione rivolta a persone in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, che presenti

sufficienti informazioni sulle condizioni dell’offerta e dei prodotti finanziari offerti così da mettere

un investitore in grado di decidere di acquistare o di sottoscrivere tali prodotti finanziari.

1) OFFERTA PUBBLICA DI ACQUISTO all’art 1 è definita come ogni offerta, invito a offrire o

messaggio promozionale in qualsiasi forma effettuati, finalizzati all’acquisto o allo scambio di

prodotti finanziari e rivolti ad un numero di soggetti di ammontare complessivo superiore a

quelli indicati nel regolamento previsto. Il contenuto di questa offerta può essere:

- proposta di acquisto, vendita, sottoscrizione o scambio

- comunicazioni che tendono alla successiva conclusione di un contratto

Poichè l’appello si sottopone alle norme speciali del TUF è necessario che sia rivolto al pubblico

risparmio, in cui assumono rilievo due elementi, il primo, quantitativo , fa riferieto al numero dei

destinatari, il secondo, qualitativo, riguarda la professionalità degli stessi destinatari infatti non

constituisconi offerte al pubblico risparmio quelle riservate agli investitori qualificati.

La disciplina riservata all’offerta al pubblico risparmio non si applica in via decisionale della

Consob alle offerte:

-indirizzate ad investitori qualificati

-rivolte ad un pubblico di soggetti inferiori a 100

-offerte di ammontare complessivo sotto i 2,5 milioni

-offerte aventi ad oggetto PF con valore nominale di almeno 50.000€ e il cui ammontare minino di

sottoscrizione è di 250.000€

-offerte aventi ad oggetto PF per un corrispettivo di almeno 50.000€ per investitore e per offerta.

I soggetti coinvolti nell’offerta al pubblico risparmio sono gli emittenti di PF oggetto dell’offerta, il

proponente dell’operazione che può coincidere o meno con l’emittente, ed infine gli intermediari

collocatori che svolgono il compito di concludere i contratti di acquisto o vendita di PF oggetto di

offerta. Per questi contratti è sempre prevista la forma scritta. La consob richiede chel’adesione

all’offerta venga effettuata mediante la sottoscrizione di un apposito modulo.

Nella sfera pubblica di PF il trade off dei passaggi di questa offerta prevede che l’intermediario

offra nel mercato PF e riporti all’emittente il controvalore. Ma l’intermediario deve valutare questi

SF, in primo luogo perché li deve comprare e poi perché partecipa al rischio di questi investimenti.

Quindi in relazione a queste due sfere che interessano all’investitore ci accorgiamo che nell’offerta

di questi prodotti il legislatore evidenzia in modo importante l’elemento informativo ovcero da

importanza al fatto che L’investitore deve essere in grado di decidere e conoscere le valutazioni

del prodotto.

L’art 94 del TUF il regolatore esordisce dicendo che coloro che intendono fare un offerta al

pubblico devono preventivamente chiedere autorizzazione alla consob allegandovi un prospetto.

Il legislatore impone il pacchetto informativo che deve essere fornito all’investitore, questo sono

l’insieme di contenuti definiti come essenziali affinché l’investitore possa decidere se vuole

investire o meno, queste informazioni che devono essere organizzare e strutturare in modo chiaro

si chiama PROSPETTO, che deve comtenere tutto ciò che serve. Quanto più l’emittente e

l’emissione sono importanti questi prospetti possono anche essere interi volumi di documenti.

L’importanza dei contenuti informativi scritti nel prospetto e resi noti necessariamente per fare

l’offerta, è tale per cui senza tale invio alla consob e approvazione della consob non può

pubblicare.

Non è possibile entrare nel mercato senza l’autorizzazione da parte dell’organismo della consob,

e la approvazione deve essere esplicita ovvero non è ammesso il silenzio assenso, in questo caso

si evidenzia una comunicazione esplicita. La comunicazione in sintesi riguarda le caratteristiche

dell’offerta in particolare deve indicare:

I soggetti che intendono proporre l’offerta con la specificazione del ruolo svolto da ciascuno di

• essi: specificazione di emittente e rete di intermediari in funzione della trasparenza.

Le caratteristiche essenziali e la quantità dei titoli oggetto di offerta: in termini di caratteristiche

• degli SF, anche in termini di qualità,e caratteristiche delle modalità di passaggio e tempistica

dell’offerta stessa resa pubblica.

La modalità e i termini previsti per lo svolgimento dell’operazione

Il legislatore si è preoccupato affinché questo prospetto possa essere analizzato, valutato,

comprensibile deve contenere tutte le informazioni per fornire un giudizio fondato. Il legislatore ha

dato un elenco di di notizie che devono essere fornite in modo chiaro e comprensibile ad un

investitore retail che posssa autonomamente e idoneamente interpretare , e che questo possa

senza riferirsi ad un intermediario.

Le informazioni relative all’emittente devono essere quelle maggiormente fornite, specialmente

l’indicazione delle attività svolte in passato e quelle future devono essere quelle dei 3 anni passati

e presentazione di progetti dei 3 anni futuri dell’emittente.

CONTROLLO DEL PROSPETTO: se non seguito causa cattive scelte da parte degli investitori,

quindi è un passo delicato perché dopo l’azione della consob di verificare le informazioni del

prospetto, non ci può portare a pensare che questa azione sia una azione di merito da parte della

consob, ovvero che la consob quando analizza le info non va a vedere se questi titoli sono buoni

o cattivi, la consob valuta solo il valore delle informazioni. La consob con l’approvazione dice che

hai dato in modo corretto tutte le informazioni necessarie per la valutazione dell’investitore. Quindi

LA CONSOB NON FA UNA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELLO SF oggetto di offerta.

L’approvazione della consob non significa la bontà dello strumento. Il ruolo della consob è quello

di valutare le informazioni mentre negli intermediari possiamo vedere un ruolo qualitativo.

Durante il periodo di valutazione del prospetto la consob può richiedere documenti aggiuntivi e

chiarimenti.

Il legislatore si rende conto che anche se il prospetto è ben fatto, comunque il prospetto può

essere di fatto ingente per essere letto e interpretato, quindi il legislatore prevede che accanto al

tomo venga pubblicato un documento di sintesi che possa effettivamente individuare quali sono

gli elementi di base dell’operatività. E anche questa sintesi deve essere approvata dalla consob.

Che si basa sull’ efficacia delle informazioni.

Una normativa complessa si muove per contenuti omogenei, ma al momento non esiste un

organismo analogo alla BCE per il mercato finanziario.. al di là di ciò ovviamente anche per il

contesto delle offerte pubbliche europee prevedono il MUTUO RICONOSCIMENTO del prospetto

e della approvazione della consob.

Quando si richiede più di quanto si ha a disposizione allora come si fa a soddisfare il mercato?

prima si mirava a favorire i clienti in ordine di tempo poi ci si è accorti che questa modalità non è

giusta, per garantire la massima distruùibuzuone del titolo e garantendo anche una parità di

trattamento dei destinatari dell’offerta: si può fare attraverso la garanzia di almeno la quota

minima di titoli offerti. Gli intermediari devono essere noti al mercato e comunicare attraverso il

prospetto se esistono conflitti di interesse e altro..

Nel momento in cui il prospetto è stato autorizzato non è che la vità dell’emittente si blocca ma

continua la sua vita imprenditoriale e il legislatore si preoccupa che vengano fornite informazioni

nuove e aggiornate e di fatto che possono interessare la valutazione del potenziale investitore

imponendo una continuità di obblighi informativi che fa si che nel momento in cui l’emittente si

rivolge al mercato è sempre tenuto a specificare cosa accade nella sua attività.

Il legislatore quindi prevede la continuità informativa delle info rilevanti ci consente di allacciare al

fatto che le offerte pubbliche portano a far sì che i titoli siano presentati nel mercato secondario.

Non è detto che l’offerta di un titoli porti alla quotazione ma molto spesso accade, in Questo caso

è previsto la pubblicazione di un prospetto di quotazione. Questa quotazione garantisce la

liquidabilità e quindi è una garanzia per l’investitore. Al momento sembra che ci sia un elemento di

rottura e non un aggancio preciso infatti tra la disciplina tra TUF ed disciplina di emissione nel

mercato c’è uno stacco.

Sei titoli arrivano alla quotazione ufficiale dopo un’offerta publica il prospetto di quotazione

coincide con il prospetto informativo. Perché c’è questa apparente rottura? perché nella struttura

generale dll’emissione è prevista anche il caso che i titoli non siano stati oggetto di offerta

pubblica che in questo caso devo fornire il prospetto di quotazione.

Da sistemare

Ragioni della quotazione per l’impresa sono plurime:

1. Ampliare e diversificare le fonti finanziare, le imprese italiane sono avverse al finanziamento da

terzi e questo ha limitato l’espansione delle stesse imprese, l’apertura verso capitali di terzi

evidenzia ed implica una maggiore capacità di crescita in termini di competitività.

2. Facilitare il finanziamento dello sviluppo

3. Accrescere lo standing creditizio

4.

5.

Il che rende l’azienda sempre più trasparente che favorisce la valutazione da parte dei mercati di

investitori e favorisce la crescita del potenziale d’impresa. Tenendo conto che le imprese con le

loro performance possano essere influenzate da informazioni esterne.

I vantaggi però possono essere anche dei sottoscrittori di azioni: infatti la quotazione facilità la

liquidità del titolo, la realizzazione dell’investimento da parte di investitori istituzionali, agevola la

ristrutturazione dell’assetto proprietario. Un ‘investitore deve essere ben conscio che liquidiabiltà

del titolo non implica l’immediata smobilitazione ma infatti quando si compra un titolo si compra

un rischio di posizione e si mette nell’ottica di dover considerare che il valore dell’investimento

varierà in base alle contrattazioni e ordini eseguiti da altri investitori ... sarà indipendente dalle

nostre decisioni

Un mercato efficiente garantisce l’entrata nel mercato da parte di investitori istituzionali come

OICR, la gestione di questi investitori istituzionali e il fatto che il titolo abbia un mercato diventa un

requisito fondamentale.

La normativa di riferimento per le variabili da valutare perché una impresa possa portare i propri

titoli nel mercato, è una normativa che si propone di individuare quelle caratteristiche per cui quel

titolo è capace di stare sul mercato secondario.

L’offerta da possibilità a chi ha comprato i titoli da la possibilità di rivenderli? È da la possibilità ai

soggetti del mercato secondario una presunta remunerarzione dovuta alle performance della

società? La consob analizza tutte le informazioni per veicolare gli investimenti: la normativa

prevede una analisi della società e un elenco di caratteristiche dei titoli per l’idoneità di

negoziazione sul mercato.

Requisiti di carattere generale( borsa italiana) rianalizza gli stessi requisiti presenti nel prospetto

informativo.

Requisito 1: 3 anni di vita: requisito limitante. Per entrate nel mercato la società deve avere un

minimo di solidità, introduce un elemento apparentemente limitante all’ingresso ma prevede

anche che se sussistono elementi provanti solidità c’è possibilità di deroga a questo limite.

Dove non c’è deroga è invece il requisito di autonomia economica, questo requisito è importante

perché si intende che la borsa italiana va ad accertare se la società è in grado di vivere sulla base

del suo core business(utili sulla gestione ordinaria). Requisito che consente di affermare che

anche in caso di deroga per durata minore di 3 anni ma deve dimostrare di essere in grado di

produrre utili sulla gestione ordinaria.

Un ‘altro requisito ripreso da borsa italiana, la società deve essere capace di produrre utili e che

nell’ultimo anno abbia distribuito un dividendo questo perché aprendosi ad un mercato di

potenziali investitori si vuole avere a che fare con una società che è già in grado disitribuire utili

agli azionisti ovvero che mostra la capacità di dare redditività ai titoli.

Idoneità dei titoli, la procedura di richiesta all’ammissiome, richiede che tutti i titoli siano

dematerializzati e gestititi da monte titoli, la dematerializzaziome dei titoli ha implicato una

innovazione notevole in particolare una facilitazione mentre una volta i titoli erano stampati sui

fogli mentre oggi

Libera trasferibilità dei titoli: ad esempio titoli di emittenti a natura cooperativistica, su cui grava la

clausola di gradimento in cui il valore del singolo titolo azionario può variare se rivenduto ad un

socio non gradito.

Se abbiamo a che fare con un titolo con questa clausola non possono essere quotati in borsa,

infatti i titoli da portare la mercato devono essere valutati ugualmente dagli investitori e avere un

valore oggettivo definibile dal mercato. Il che ha portato molte banche popolari a trasformarsi in

spa per poter quotare i titoli ( Esempio creval)

(Le azioni possono essere emesse anche se non interamente pagate)

La clausola di libera trasferibilità può essere usata anche in caso di azioni di privatizzazione, le

quali portando a tanti titoli nel mercato, hanno cercato in tutti i modi di raggiungere quanti più

investitori e si sono riferiti ai più piccoli investitori. Per raggiungere questi piccolissimi investitori si

è sperimentato di far pagare i titoli a rate diverse. Questo meccanismo ha comportato una

suggestione(???): il piccolo investitore si è trovato incentivato alla sottoscrizione, un secondo

effetto in questo modo con la possibilità di avere una serie di soggetti che pagano a rate ho

creato un mercato fidelizzato e che mantengono il titolo in portafoglio e in quel periodo il titolo

salirà ed avranno un tot di benefici.....

i piccoli investitori però potrebbero aver bisogno di smobilizzare: mercato delle quote parziali di

questi titoli, che era un mercato di fatto quindi un espediente messo in atto per avvicinare i piccoli

investitori per poter far assorbire tutti i titoli.


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22

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia delle imprese e dei mercati (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martyrossy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del mercato mobiliare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Dell'acqua Massimiliano.

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