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Economia del mercato mobiliare, parte pratica con il Professore Dell'Acqua Appunti scolastici Premium

Appunti di economia del mercato mobiliare sulla parte pratica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Dell'Acqua dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia del mercato mobiliare docente Prof. M. Dell'acqua

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ESTRATTO DOCUMENTO

uniforme indipendente

titoli è e dal valore nominale del titolo. Il prezzo è espresso in forma

percentuale. Se il prezzo è 100 allora ho pagato il 100% del valore nominale, sul quale riceverò

una remunerazione. Ovvero che gli interessi sono calcolati sul valore nominale e non sul prezzo.

QUOTAZIONE: i titoli di debito sono quotati in termini percentuali rispetto al valore nominale.

-quotazione 100 è detta alla pari ( i tassi di mercato sono uguali ai tassi cedolari)

-quotazione sotto 100 è detta sotto la pari( tassi di mercato > tassi cedolari)

-quotazione sopra 100 è detta sopra la pari( tassi di mercato < tassi cedolari)

Vi è uno stretto legame tra prezzo remunerazione e tassi di interesse

Per gli zcb di solito il prezzo è inferiore al valore di rimborso proprio perché la remunerazione è

data da R =VN -P /P. Se si vuole alzare la remunerazione e allora il prezzo deve scendere

Per i titoli con cedola vi è una relazione inversa tra remunerazione e prezzo del titolo.

- se i tasso di mercato sono uguali ai tassi cedolari allora P=VN ovvero il titolo quota alla pari

- Se tm> tc : la remunerazione più alta fa si che il prezzo sia quotato sotto la pari

- Se tm <tc : la remunerazione più bassa fa si che il prezzo sia quotato sopra la pari

In generale i titoli di debito sono quotati al corso secco, ovvero il valore attuale di tutti i flussi futuri

attualizzati al tasso di mercato.

Tuttavia quando un’obbligazione viene venduta l’acquirente acquista il diritto al rimborso del

capitale e al percepimento delle cedole non ancora maturate quindi deve pagare al venditore il

valore attuale dei flussi futuri e la quota parte di cedola già maturata ( rateo)

corso tell quell: corso secco+rateo cedolare.

Quindi il prezzo di negoziazione è dato dal

Rateo cedolare =cedola x gg/365 con gg giorni trascorsi dallo stacco di cedola

( la quotazione del titolo è al corso secco mentre la sua negoziazione al corso tell quell, questo

perché se quotasse al corso tell quell varierebbe con lo scorrere del tempo e non in base alle

aspettative del mercato.)

(Il corso tell quell è sempre maggiore del corso secco tranne in due casi in cui sono uguali ovvero

se 1) il titolo è uno zcb oppure se 2) la vendita del titolo avviene in data di anniversario di stacco di

cedola)

TIPOLOGIE DI TITOLI DI DEBITO

PRESTITI A ELEMENTI FISSI:

Con elementi caratterizzanti come:

-valore nominale

-taglio minimo sottoscrivibile

-natura dell’emittente

-modalità di rimborso: clausola interessate è la possibilità dei titoli callble che danno la possibilità

per l’emittente di rimborsare anticipatamente, si chiamano putable se la facoltà è riservata

all’investitore.

-grado di subordinazione

-prezzo di rimborso

-scadenza

Le caratteristiche sono ben definite ma non è detto che siano IMMUTABILI quindi potrebbero

modificarsi e variare nella vita del titolo.

PRESTITI A ELEMENTI VARIABILI: hanno elementi che vanno a modificare il prezzo di rimborso

finale e le cedole permettono un continuo allineamento alle aspettative di mercato. Questi titoli si

indicizzano a parametri di vario tipo per ammortizzare l’efetto sui titoli di un cambiamento di

mercato. L’indicizzazione può riguardare il capitale oppure le cedole ma anche entrambi.

Parametri di indicizzazione

1) monetari i titoli si allineano ai tassi monetari, l’investitore guadagna se i tassi dovessero salire

mentre per l’emittente è una situazione peggiore poichè dovrebbe pagare di più il suo debito.

Di solito i titoli a breve scadenza sono legati ad un tasso e questo dipende dalle aspettative

dei soggetti.

2) reali: l’indicizzazione avviene verso un bene reale. Come l’inflazione oppure l’oro.

3) valutari: immunizzo il titolo a variazioni di valute

4) finanziari: riguarda una serie di indicatori di tipo finanziario come l’indice della borsa italiana.

Modalità di indicizzazione

Chiusa: se vi è un elenco definito al momento dell’emissione

Aperta: se a lato dell’emissione esiste una descrizione della modalità di sostituzione.

Variabilità del titolo rispetto al parametro

Pura: se tanto varia il paramentro tanto varia il titolo

Vincolata: se il valore del titolo può oscillare in un intervallo di valori.

I principali rischi immunizzabili sono

Rischio di credito: o rischio di default dell’emittente.

• Rischio di interesse: possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di variazione dei

• tassi

Rischi valutari: se si investe in titoli denominati in valuta estera diversa da quella domestica si è

• esposti alla variabilità del cambio ( se il dollaro si deprezza l’investitore europeo che ha investito

in titoli esteri perde euro)

Rischi di liquidità: il mercato secondario non sia efficiente.

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VALUTAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

I regimi di capitalizzazione sono regime semplice e regime composto, il più utilizzato è il regime

composto poichè al trascorrere del tempo è quello che approssima meglio i flussi.

Con capitalizzazione M=VAx(1+rt) in RS e M=VA(1+r)^t in RC

Con attualizzazione VA=C ( 1/1+rt) in RS e VA=C( 1/ (1+r)^t ) in RC

valutazione di uno zero copuon Bond:

• Valutazione di un titolo con cedola

• TASSO DI RENDIMENTO IMMEDIATO:

Per confrontare le obbligazioni posso utilizzare il

TRI=

I cui limiti sono:

La sua valutazione prescinde da qualsiasi implicazione temporale e dall’analisi della struttura del

titolo. Non considera nessuna variazione di prezzo e fornisce semplicemente un rapporto tra

componente di reddito in maturazione con un orizzonte temporale breve.

TASSO DI RENDIMENTO EFFETTIVO A

Si passa ad un altro metodo di valutazione ovvero il

SCADENZA

I cui limiti sono:

Il titolo deve rimanere in possesso per tutta la durata fino alla scadenza, deve essere considerato

il reinvestimento costante nel tempo e che il reinvestimento è continuo e indipendente dalla

durata del reimpiego di ogni flusso. Macaulay Duration

Un metodo di valutazione più efficiente è la nonchè la formulazione originaria

del concetto di duration: misura la vita media residua dei flussi finanziari di un titolo.

Infatti la scadenza di un titolo è inadeguata a valutare correttamente l’elemento temporale

effettivo di un titolo in quanto fa riferimento esclusivamente alla sua data di estinzione

trascurando le informazioni inerenti al valore dei flussi e il loro tempo di manifestazione.

La MCD rapresenta la vita media ponderata di un titolo dove i pesi sono i flussi finanziari

attualizzati

Ha una relazione positiva con la scadenza

Ha una relazione inversa con il tasso di rendimento: duration bassa alto rendimento

Relazione inversa con l’aumentare della cedola: duration bassa implica cedole grandi

La DURATION è utilizzata per individuare la relazione tra variazione del tasso di interesse ed

effetto sul prezzo del titolo. Si propone di individuare l’esposizione al rischio di interesse implicito

in ogni titolo obbligazionario. L’imtemdi della variazione dipende dalle caratteristiche del titolo in

analisi. La duration è una misura oggettiva e indipendente da:

-avversione al rischio

-aspettative di mercato

-posizione lunga o corta dell’investimento

profile: visto che D da la misura del rischio di tasso ovvero quanto varia il prezzo a

Performance

variazioni di tasso: tipicamente se i tassi salgono cercherò titoli con duration più basse. Se i tassi

scendono cercherò titoli con duration più alte perchè l’impatto dei tassi sui prezzi sono minori.

La DURATION MODIFICATA EFFETTIVA: ci fornisce una misura della sensitività di un titolo alle

variazioni del tasso di interesse.

Considerando il prezzo come variabile dipendente del tasso di mercato possiamo calcolare la

derivata rispetto al rendimento. Nonchè dP/dr

Quindi graficamente la duration si approssima ad una retta:

La curva che approssima la duration è la

Convexity che è un attributo oggettivo del

titolo indipendente da :

-avversione al rischio

-aspettative di mercato

-posizione lunga o corta dell’investimento.

La Convexity misura l’accelerazione o

decelerazione dell’aggiustamento del prezzo

alle variazioni di tasso e deriva dall’espansione

del polinomio di taylor. Usando l’espansione di

taylor si parte dal prezzo iniziale noto e si stima

il nuovo prezzo basato sulla variazione

infinitesima del tasso

Il primo passaggio è quello di calcolare il prezzo P (r+dr)

Calcolandone la duration modificata e poi facendo la derivata seconda della funzione di prezzo si

può ricavare la Convexity:

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TITOLI DI STATO

Il più grande segmento dei titoli obbligazionari sono i titoli di stato, lo stock è composto da 1920

miliardi di euro di titoli di stato italiano, che sono 1/4 delle obbligazioni europee e sono ripartiti in

una serie di tipologie

buoni ordinari del tesoro (

BOT- scambiati nel mercato monetario)

Sono titoli zero copuon bond emessi con periodicità mensile da ministero del tesoro. Possono

essere di breve scadenza quindi 3-6 mesi oppure lunga scendenza 12 mesi. È un titolo al

portatore con un taglio minimo di sottoscrizione di 1000€. Essendo zcb dovrebbero essere quotati

sotto la pari e il rimborso pari al valore nominale quindi la remunerazione dovrebbe essere data

dallo scarto di emissione. Tuttavia essendo un periodo di tassi negativi quindi i prezzi di

negoziazione sono quotati sopra la pari. Quindi un titolo acquisito vicino alla scadenza oggi vale il

COMPETITIVA,

valore nominale. Sono emessi con il procedimento dell’ASTA a differenza di altri

titoli emessi con asta marginale.

certificati del tesoro zero copoun (mercato

CTZ- finanziario)

Titoli a rendimento fisso e zcb. Emessi a sconto ovvero sotto la pari. La remunerazione è calcolata

sullo scarto di emissione. Sono titoli al portatore e taglio minimo sottoscrivibile 1000€. Hanno

scadenza 24 mesi quindi sono dei BOT ma con lunga scadenza ed emessi con asta marginale.

del tesoro poliennali (mercato

BTP-buoni finanziario)

Titoli a cedola fissa quindi esposta al rischio di interesse e pagata semestralmente. Il 70% dei

titoli di stato sono BTP per una quantità di 1345 miliardi. Hanno scadenza che varia dai 3,

10,15,30 fino a 50 anni. La remunerazione dipende dalle cedole semestrali e dall’eventuale scarto

di emissione,sono titoli al portatore con taglio minimo di 1000€. L’interesse di questi titoli da

parte del tesoro è che scadenze lunghe con tassi bassi sono vantaggiose. Sono emessi tramite

asta marginale e sindacati di collocamento per titoli con caratteristiche nuove.

di credito del tesoro (mercato f)

CCT-certificati

Titoli con cedola a tasso variabile, con scadenza da 5 a 7 anni, la remunerazione dipende dalle

cedole che sono indicizzate al rendimento dei BOT o al tasso euribor 6 mesi a cui viene aggiunto

lo spread eventuale derivante dallo scarto di emissione. Sono titoli al portatore con taglio minimo

di 1000€ e emessi con asta marginale. Sono titoli appetibili anche per gli investitori internazionali

poichè hanno la caratteristica di essere indicizzati ad un tasso a breve, il tasso cedolare quindi

oscilla in base alle variazioni dei tassi a breve termine. Il prezzo di questi titoli dovrebbe essere

quotati sotto la pari ma nella realtà dei fatti per quanto riguarda i CCT italiani la rischiosità è più

alta poichè lo stato italiano è esposto al rischio di fallimento impattando quindi sulla quotazione

del prezzo. In momenti di instabilità il prezzo e il tasso dipendono dal rischio di default quindi il

prezzo crolla. Infatti lo stato dal 2011 ha ridotto la scadenza dei CCT a 3-5 anni per poi

riallungarla in periodi di stabilità.

buoni del tesoro poliennali indicizzati all’inflazione

BTP€i-

Titoli a cedola e capitale di rimborso variabile. Con scadenze medio lunghe dai 5,10,15,30 anni.

Questi titoli hanno cedole indicizzate all’indice armonizzato dei prezzi al consumo quindi

garantiscono un rendimento reale e indipendente dal livello di inflazione. Sono quotati al corso

secco e negoziati al corso tell quell nel quale il rateo cedolare dipende dal tasso cedolare e

eventuale rivalutazione che dipende dall’inflazione. Il valore di rimborso è dato dal valore nominale

moltiplicato per il coefficiente di inflazione. L’emissione avviene per asta marginale e sindacati di

collocamento.

buoni del tesoro poliennali italia

BTP ITALIA-

La differenza con i buoni del tesoro poliennale indicizzati è che :

1) sono titoli la cui cedola è indicizzata all’inflazione italiana

2) è pensato per la collocazione nel piccolo risparmiatore

L’emissione avviene direttamente nel mercato secondario dei MOT per cui lo stato usa degli

intermediari e colloca il titolo. Quindi non avviene il procedimento d’asta.

Quindi la cedola non è definita al momento dell’emissione ma è presente un range di valori. Se ci

sarà tanta richiesta la cedola attribuità sarà il valore minimo del range mentre se ci sarà poca

richiesta la cedola attribuita sarà il valore massimo del range.

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ALTRI TITOLI OBBLIGAZIONARI

TITOLI STEP UP / STEP DOWN

Obbligazioni che hanno la caratteristica di avere tassi progressivamente crescenti o decrescenti.

La durata delle obbligazioni viene divisa in sottoperiodi nei quali si prevede un determinato livello

del tasso. Il tasso previsto per ogni periodo è diverso per ogni periodo di cedola e può essere

crescente (step up) o decrescente (step down).

REVERSE FLOATER

Obbligazioni con cedola predeterminata (fissa-crescente-descrescente) che a partire da una certa

data si indicizza inversamente ad un parametro come l’inflazione o l’euribor. Molto spesso questi

titoli hanno all’inizii della vita un tasso di interesse molto elevato per renderli più appetibili.

Sono obbligazioni molto rischiose poichè titoli a lunga durata. Per alleviare il rischio sono costituiti

dei floor ovvero livelli minimi garantiti per le cedole ma anche dei cap.

Esempio: titolo con livello cedolare determinato indicizzato inversamente all’euribor

Se i tassi scendono ( in teoria dovrei avere una remunerazione più bassa ma ho indicizzato

qll’inverso quindi ho più rendimento

Se i tassi salgono ( in teoria dovrei avere una remunerazione più alta ma in realtà perdo

DROP LOCK

Titoli assistiti da particolari clausole che scattano in caso di eccessiva variazione dei tassi. Ovvero

obbligazioni a tasso variabile per cui è previsto che in caso venga raggiunta la soglia minima di

rendimento stabilita si convertono automaticamente in titoli a tasso fisso. Queste obbligazioni

possono prevedere anche una soglia massima sopra la quale il titolo si converte automaticamente

in titolo a tasso fisso.

BULL & BEAR

Obbligazioni che possono essere indicizzate a vari parametri e che possono essere rimborsate

sopra o sotto la pari. Sono formate da due transh:

-Bull (toro) per cui il parametro indicizzato è al rialzo

-bear (orso) per cui il parametro indicizzato è al ribasso

Alla scadenza l’investitore in bull prenderà il valore nominale più la performance del parametro

mentre il bear prenderà il valore nominale diminuito della performance del parametro.

Per l’emittente non cambia nulla poichè solo ad uno paga qualcosa in più. La differenza è per i

sottoscrittori o bull o bear poichè anche se sono stati messi dei limiti alle perdite o uno o l’altro

non guadagna sulla performance del parametro.

ASSET BACKED SECURITY (ABS)

Sono strumenti finanziari emessi a fronte di un operazione di cartolarizzazione. Sono titoli con un

sottostante che è titpicamente un credito. Un azienda di solito una banca che ha in portafoglio dei

crediti li cede ad un’altra società veicolo creata appositamente, per ripagare l’acquisto dei crediti

la società veicolo emette delle obbligazioni con lo scopo di collocarle agli investitori finali attratti

dal fatto che vi sono crediti sono posti a garanzia del pagamento delle obbligazioni emesse.

Tuttavia ho elevata probabilità che una parte dei crediti non siano solubili in quel caso ha elevato

rischio.

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TITOLI IBRIDI

OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI

Titoli di debito che oltre avere tutte le caratteristiche finanziarie di una tradizionale obbligazione

offre al sottoscrittore la possibilità in tempi e modi predefiniti l’investimento obbligazionario in

azionario. Il sottoscrittore può trasformare il rapporto di credito in partecipativo senza alcun costo

aggiuntivo, l’unico costo è la rinuncia al rimborso del valore nominale. Per l’emittente è

conveniente poichè fissa il tasso di remunerazione dell’ obbligazione più bassa rispetto alle

obbligazioni ordinarie per comprendere il costo di opzione di conversione, quindi l’emittente si

finanzia in modo meno costoso e per un periodo di tempo maggiore. Se l’opzione non viene

esercitata dall’investitore l’obbligazione giunge normalmente a scadenza.

- In cosa viene convertita l’obbligazione? Il titolo in compendio sono azioni che possono essere

della società emittente ( conversione diretta) oppure più raramente di un’altra società

( conversione indiretta). L’esigenza di questa seconda tipologia di conversione nasce dal fatto

che una società non conosciuta dal mercato per poter emettere a costi inferiori si affida ad una

società conosciuta la quale paga tassi inferiori. Le due società si mettono d'accordo per

emetter un titolo sottostante della meno conosciuta che viene finanziata dall’altra.

- Rapporto di conversione: viene fissato dall’emittente e prevede il numero di obbligazioni

necessarie per ottenere in caso di conversione il titolo in compendio.

- Periodo di conversione: è l’intervallo di tempo durante il quale è possibile esercitare la facoltà di

conversione. Può essere discreto o difficilmente continuo.

Valore di una obbligazione convertibile

Il valore dell’obbligazione convertibile è data da due elementi: la componente obbligazionaria

fissa e il valore dell’opzione di conversione legata al prezzo del titolo in compendio. Quindi per

capire il visore dell’obbligaizone bisogna prima capire come il prezzo dell’azione lo influenza.

Il prezzo dell’obligazione quindi

dipende da due componenti:

1)bond value: attualizzazione dei

flussi futuri

2)Stock value: legame tra prezzo del

obbligazione e prezzo dell’azione.

Quindi il prezzo dell’obbligazione

sarà il maggiore tra i due:

-bond value < stock value c’è

convenienza a convertire

-bond value> stock value non

conviene convertire

Il valore della parità teorica individua

un punto di indifferenza tra il valore

dell’obbligazione e il valore dei titoli

in compendio. La parità teorica

implica anche un perfetto equilibrio

tra i valori di mercato dei titoli.

Mentre gli scostamenti dal valore di equilibrio sono interpretati come :

-premio di conversione o scostamento positivo: svantaggio nell’acquisizione dell’azione tramite

conversione

-sconto di conversione o scostamento negativo: vantaggio nell’acquisizione dell’aziome tramite

conversione

Le obbligazioni convertibili quotano a premio: ovvero mi conviene vendere l’obbligazione e

comprare azioni quindi il premio di conversione costituisce uno SVANTAGGIO.

È VANTAGGIOSA la conversione se l’obbligazione è quotata a sconto.

Questi 2 momenti si riconoscono dalle stime:prezzi di mercato e prezzo teorico di azioni e

obbligazioni.

Parità teorica dell’azione=

Parità teorica dell’obbligazione=

RESERVE CONVERTIBILE:

Titoli sono obbligazioni convertibili con facoltà di conversione che

spetta all’emittente quindi alla scadenza l’emittente ha la facoltà di decidere di rimborsare

l’obbligazione o convertire in azione. L’emittente deciderà in base al suo tornaconto ovvero:

Se P di mercato azione>valore del prestito: decide di rimborsare

Se P di mercato azione< valore del prestito: decide di convertire

Quindi alla scadenza darà il minore tra il valore nominale e rapporto di conversione. Sono titoli

molto rischiosi quindi in termini di rendimento hanno remunerazione molto elevata per poter fare

appeal sugli investitori. COCO BOND,

Contingent convertibile bond detti anche sono obbligazioni subordinate ibride

convertibili in azioni con una caratteristica ovvero che la conversione non avviene per scelta

dell’emittente ma con il raggiungimento di un livello, detto trigger rate, stabilito all’atto di

emissione al raggiungimento del quale scatta la conversione. Sono emessi dalle aziende di

credito di solito è la conversione avviene o in azioni oppure addirittura sono titoli che possono

essere azzerati quindi si può perdere tutto. La riduzione può quindi arrivare fino al 100% del

valore nominale. Il tasso di remunerazione è molto alto poichè c’è un elevato rischio di questi

titoli.

-per questi titoli è previsto anche che venga sospeso il pagamento delle cedole per un periodo

determinato e l’emittente non può andare in default per il mancato pagamento di queste cedole

poichè è previsto all’atto dell’emissione.

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TITOLI AZIONARI

Sono strumenti finanziari che rappresentano una quota di partecipazione al capitale sociale di

imprese, hanno un uguale valore e attribuiscono a tutti i detentori uguali diritti, l’atto costitutivo

dell’emittente può però prevedere emissione di azioni con diritti diversi.

Sono caratterizzati da un orizzonte temporale indeterminato quindi chi investe non sa se e

quando verrà restituito l’intero capitale. In generale l’investitore acquistando titoli azionari diventa

socio dell’emittente e quindi condivide il rischio d’impresa e partecipa alle vicende gestionali.

Sono detti anche titoli a redditività variabile in quanto il rendimento dipende dalla società

emittente. ( la ragione principale per cui ci comprano azioni è sul fatto di poter guadagnare sullo

spread di prezzo in quanto si spera che il prezzo salga). L’azione è la quota minima di

rappresentazione dell’azienda quindi una frazione dell’azienda:

Valore azione = valore azienda/ #azioni

Ogni azione attribuisce una serie di diritti di vario tipo come:

• AMMINISTRATIVI : attribuiscono la facoltà di partecipare alla società come diritto a partecipare

all’assemblea, diritto ad impugnare delibere, stimolare il collegio sindacale, diritto di voto, diritto

di nomina dei liquidatori in caso di cessazione dll’attività

• PATRIMONIALI: attribuiscono il diritto a percepire reddito da utili e quote di liquidazione.

• MISTI: come l’opzione e il recesso, che sono diritti sia amministrativi sia patrimoniali come ad

esempio nel caso di cambiamento dell’oggetto sociale in cui il socio può esercitare il diritto di

recesso. Anche in altri momenti particolari è data agli azionisti la facoltà di recedere per cui la

società riprende le azioni e le rimborsa.

In ogni caso per i titoli azionari è fondamentale l'esistenza del mercato secondario per poter

scambiare i titoli a scadenza indefinita, quindi l’esistenza del mercato secondario e la sua liquidità

è la garanzia per i titoli azionari

Le diverse tipologie di azioni incorporano differenti dirittti amministrativi e patrimoniali. Il nuovo

diritto societario ha permesso alle società di emettere categorie di azioni personalizzate con

contenuti liberamente determinati superando così la rigida distinzione tra categorie che vigeva nel

codice civile pre riforma:

-azioni ordinarie

-azioni privilegiate

-azioni di risparmio

Esistono in circolazione altre tipologie di azioni con diverse graduazioni di diritti. La suddivisione

tradizionale è venuta a meno con la riforma del diritto societario che ha interodotto la facoltà per

la società di emettere delle azioni con diritti patrimoniali e amministrativi diversi a scelta:

-azioni con pieni diritti patrimoniali ma limitati poteri amministrativi

-azioni con remunerazione legata alla performance di un settore dell’azienda

E’ fondamentale ricordare che ogni azione di una particolare tipologia ha stesso valore di ogni

azione appartenente. azioni con privilegi interni di voto:

Altra novità del 2014 sono le il cui peso in assemblea è

maggiore rispetto alle altre tipologie di azione.

L’unica limitazione rimasta è che non possono essere emesse azioni con voto limitato per una

parte maggiore del 50% del capitale sociale ciò per impedire che un soggetto che possiede una

quota del capitale sociale ma senza possibilità di votare non gli venga scaricato il peso del rischio

di impresa.

La maggioranza delle azioni quotate sono azioni ordinarie quindi pieni poteri amministrativi e

patrimoniali che permettono di partecipare alle scelte aziendali ma non asssicurano nessun

dividendo anche se l’azienda genera utili, che vengono redistribuiti solo per decisione

dall’assemblea dei soci. La parte di utile che viene distribuito si chiama payout ratio.

TIPOLOGIE DI AZIONI IN CIRCOLAZIONI

-AZIONI ORDINARIE: con pieni poteri amministrativi e patrimoniali, i cui possessori hanno il diritto

di voto in assemblea. Per definizione queste azioni sono nominative, ovvero nel libro dei soci è

riportata il nome del proprietario dell’azione. Il diritto a ricevere i dividendi in caso di distribuizione

e il diritto di rimborso del capitale in caso di scioglimento. Sono le ultime tra le azioni ad essere

rimborsate

-AZIONI PRIVILEGIATE: hanno il privilegio patrimoniale e sono state emesse prima della riforma

del 2014 quindi sono caratterizzate da una penalizzazione dei diritti amministrativi ovvero che

queste azioni hanno diritto di voto limitato alle sole assemblee straordinarie, quindi non possono

votare nelle assemblee ordinarie ovvero nella normale amministrazione. Si garantisce comunque

la possibilità di ottenere un dividendo più elevato e in via prioritaria rispetto alle azioni ordinarie,

quindi il pagamento dei dividendi viene sempre deciso dall’assemblea dei soci e in caso di

decisione prima devono essere pagati i dividendi delle azioni privilegiate. In alcuni casi lo statuto

societario può prevedere una maggiorazione dei dividendi spettanti agli azionisti privilegiati: ma

anche in questo caso come per tutte le azioni in generale anche in presenza di utili non è garantito

il pagamento di dividendi.

-AZIONI DI RISPARMIO: (istituite nel 1974 nella legge 216 della consob) hanno la caratteristica di

essere pensate per i risparmiatori in cui il diritto di voto è completamente annullato ma

caratterizzate da particolari privilegi di natura patrimoniali. L’obbiettivo era quello di convogliare i

risparmiatori verso le azioni quindi sono state rese le azioni più appetibili e simili alle obbligazioni

ovvero un buon rendimento. Non danno alcun diritto di voto quindi gli azionisti di risparmio non

possono decidere riguardo questioni aziendali ovvero sono azioni a voto limitato e non possono

essere emesse per più del 50% è solo da società quotate in borsa proprio per il fatto di avvicinare

i risparmiatori al mercato azionario. È prevista la possibilità che partecipi alle assemblee un

rappresentate degli azionisti di risparmio e al massimo può impugnare le delibere. Questa

mancanza tuttavia viene compensata da una maggiorazione dei diritti patrimoniali: ovvero il

pagamento di un dividendo pari al 5% del valore nominale dell’azione cumulabile per due anni e

la maggiorazione del 2% rispetto al dividendo percepito dalle azioni privilegiate. Questi due

elementi rendono un titolo azionario più vicino ad un titolo obbligazionario.

(Le società hanno raccolto capitale di rischio senza perdere il controllo decisionale

dell’assemblea) Come sono state accolte dal mercato queste azioni? Il valore è più alto o più

basso rispetto alle altre azioni?

L’azione ordinaria quota di solito un 20-30% in più poichè nel prezzo di quel titolo è incluso il

diritto di voto quindi vale di più che è importante per chi vuole tenere il controllo della società.

Es: la scalata ovvero offerta pubblica di acquisto riguarda le azioni ordinarie. Quindi significa che

c’è qualcuno che è disposto a pagare di più per il diittto di voto sia che lo eserciti sia che non lo

eserciti poichè ci sarà sempre qualcuno disposto a comprare un’azione di controllo ovvero

ordinaria.

Dal 2014 è stata data la facoltà alle società non quotate di emettere AZIONI A VOTO PLURIMO

fino a un massimo di 3 voti per azione, e in caso la società si quotasse in borsa possono tenere

queste azioni a voto plurimo. Ma è possibile attribuire un peso maggiore del diritto di voto agli

azionisti che hanno posseduto il titolo per in periodo continuativo non inferiore a due anni se

previsto da statuto delle società quotate e queste su si chiamano AZIONI A VOTO MAGGIORATO:

quindi ogni azionista può detenere fino ad un massimo di due voti per ciascuna azione posseduta

se ha posseduto l’azione per un periodo continuativo non inferiore a due anni.

AUMENTO DI CAPITALE: impattano sul valore delle azioni quando una società emette nuove

azioni per portare avanti il suo business.

Vi sono 3 tipologie di aumenti di capitale:

A TITOLO GRATUITO, quando ai vecchi sociè riconosciuta una nuova azione: questo può

avvenire attraverso un trasferimento di un flusso di capitale dalle riserve verso il capitale sociale.

Gli elementi del capitale sociale:

- valore nominale: quota del capitale sociale che rappresenta ogni singola azione. Non ha alcun

effetto sul mercato delle azioni ma è solo una redistribuzione del valore dell’azienda.

- Nuova emissione: il capitale sociale diventa ad esempio 2000 si raddoppiano le azioni ed ogni

azionista si trova con una azione in più quindi il numero di azioni diventano 200 quindi il valore

nominale rimane invariato ma aumentano il numero di azioni in circolazione.

Cosa accade al prezzo delle azioni? Dovrebbe dimezzare quindi al vecchio socio dal punto di

vista monetario non cambia nulla poichè ha 2 azioni senza averne pagata una anche se 2 hanno

lo stesso valore di quanto ne aveva una. Questo processo ha però un effetto sul mercato

secondario di quelle azioni in quanto è più semplice vendere ciò che ha un valore più piccolo. Ora

l’azione ha un prezzo più piccolo ( 50-->25) ciò ha migliorato la liquidità della borsa.

A TITOLO DI PAGAMENTO,nel mercato italiano sussiste il diritto di opzione che è un diritto misto

a metà strada tra diritto patrimoniale e amministrativo. In Italia questa tipologia di aumenti di

capitale sono offerti in opzione ai soci. Questo aumento ha due effetti sulle nuove azioni:

1. Perdita in conto capitale del valore dell’azione

2. Diminuzione del peso del voto in assemblea

Tuttavia esiste la possibilità di mantenere inalterato il peso all’interno deell’assemblea e poi

compensare la perdita in conto capitale dell’azione. Il vecchio socio non è obbligato a

sottoscrivere l’aumento di capitale ma ha diritto di esercitare la sua opzione: nel caso in cui il

socio non aderisca ha comunque la possibilità di cedere il diritto di opzione e monetizzarlo.

Mentre una volta esercitato il diritto di opzione è obbligato a sottoscrivere l’aumento di capitale

esborsando il nuovo capitale. Quindi se il vecchio socio non partecipa all’aumento di capitale

subisce:

- perdita del valore dell’azione

- Minor peso in assemblea

- Cede il diritto di opzione monetizzandolo e rientra nella perdita in conto capitale.

Ci sono casi in cui l’aumento di capitale a titolo di pagamento avvviene con ESCLUSIONE DEL

DIRITTO DI OPZIONE come quando l’aumento di cs è riservato ai dipendenti, a collocamenti

privati, o all’offerta di pubblico acquisto. In ogni caso questa esclusione deve essere votata

dall’assemblea dei soci.

AUMENTI DI CAPITALE MISTI, quando si vuole rendere più appetibili gli aumenti a pagamento.

VALUTAZIONE DEL DIRITTO DI OPZIONE

è trattato come una cedola incorporata nel titolo azionario: quindi il prezzo prima dell’aumento di

capitale conterà il diritto di opzione :

Prezzo cum= prezzo azione+diritto di opzione

Mentre il prezzo successivamente all’aumento del capitale sconterà il diritto di opzione:

Prezzo ex= prezzo azione -diritto di opzione

Esempio di aumento di capitale a pagamento

P=50 #v =100 Valore totale azioni 5000

Aumento di capitale Nuovo valore totale 20 come compensa per

per 1000 : azioni 6000 la perdita del valore

dell’azione.

P emissione=10 P nuove azioni 6000/200= 30

#n=100 Diritto di opzione Pv-Pn 50-30= 20

Il diritto di opzione è interpretabile come un fattore di garanzia del mantenimento della quota

patrimoniale sottoscritta dal socio. Garantisce i soci dall’effettto di diluizione del capitale che si

verifica al momento di una nuova emissione di titoli permettendo:

- di mantenere invariata la loro quota esercitando il diritto e sottoscrivendo nuove azioni

- Di compensare la perdita di valore procedendo alla liquidazione del diritto attraverso il mercato

Il prezzo effettivo del diritto di opzione che si viene a formare nel mercato è influenzato dalle

correnti di domanda e offerta dipendendi dalle

caratteristiche dell’operazione di aumento del capitale

• Attese circa l’evoluzione futura dei prezzi delle azioni

• Attese circa l’andamento del mercato finanziario nel suo complesso

Il prezzo del diritto di opzione dipende principalmente dal valore teorico del diritto d’opzione che è

determinato esclusivamente dalle caratteristiche dell’aumento di capitale e della quotazione delle

azioni in circolazione prima dell’effettuazione dell’operazione sul capitale


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23

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia delle imprese e dei mercati (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martyrossy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del mercato mobiliare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Dell'acqua Massimiliano.

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