Economia del mercato mobiliare
Introduzione
Prof. Valeria Venturelli
Anno accademico 2018/2019, 1o semestre
Che cos'è l'economia del mercato mobiliare?
- Riguarda lo scambio diretto.
- Economia in quanto riguarda in maniera prevalente, seppure non esclusiva, contenuti propri della scienza economica.
- Mercato: organizzazione che permette alla domanda e all'offerta di interagire consentendo la formazione dei prezzi.
- Mobiliare: riferisce all'oggetto delle negoziazioni.
I mercati mobiliari
I mercati mobiliari sono:
- L'insieme di operatori, strumenti e tecniche che favoriscono gli scambi di mezzi finanziari tra gli operatori che hanno saldi finanziari di segno opposto.
- Luogo reale o virtuale, in cui avvengono gli scambi di strumenti finanziari.
Risparmio - Investimento = SF > 0: un saldo finanziario maggiore di 0 costituisce i settori in surplus finanziario; mentre un saldo finanziario minore di 0 costituisce i settori in deficit finanziario, e quindi le esigenze di investimento e finanziamento superano il risparmio.
Per conciliare le esigenze degli operatori finanziari che operano in settori finanziari contrapposti, utilizziamo il canale di finanziamento diretto perché è un canale in cui le passività finanziarie emesse dai creditori figurano nell'attivo di SP del soggetto in deficit. Queste vengono chiamate "direct securities".
Può esserci il caso in cui si passi da un canale diretto a uno indiretto, grazie alla presenza della banca che trasforma una serie di caratteristiche del rapporto di intermediazione. In particolare, la banca emette proprie attività finanziarie (prestiti) che vengono erogati nei confronti dei soggetti in deficit finanziario; contestualmente la banca offre proprie passività finanziarie (depositi) che vengono sottoscritti dalle famiglie ed entrano nel loro portafoglio di attività finanziarie.
In realtà è la banca che intermedia e che accentra su di sé quello che è il rischio connaturato dalle diverse operazioni e trasforma alcune caratteristiche del finanziamento. Essendo quindi, il mercato finanziario, il luogo in cui avviene il trasferimento di mezzi finanziari dagli operatori che presentano un avanzo finanziario agli operatori che presentano un avanzo finanziario, ad esso spetta il compito di agevolare la raccolta delle risorse finanziarie eccedenti dagli operatori in surplus e la loro ridistribuzione agli operatori in deficit.
Il trasferimento di mezzi finanziari da un settore all'altro, o per meglio dire da un soggetto in avanzo finanziario a un altro in disavanzo finanziario, può avvenire direttamente oppure attraverso l'intervento di un intermediario finanziario (solitamente la banca). Nel primo caso si parla di intermediazione diretta in quanto offerenti e richiedenti di fondi si incontrano direttamente; nel secondo caso, invece, si parla di intermediazione indiretta dal momento che è necessario l'intervento di un terzo operatore, l'intermediario, che si frappone fra l'offerente e il richiedente fondi.
Le banche esistono perché riescono a gestire al meglio i rischi e trasformare rischi, scadenze e importi: significa che la banca interviene offrendo forme di finanziamento con una scadenza gradita sia da famiglie che da imprese. Trasforma importi nel senso che se un'impresa ha bisogno di finanziare la sostituzione di un impianto, la banca fa fatica a trovare una famiglia che riesca ad associare una spesa simile.
Per quanto riguarda la seconda definizione, si parla di un luogo virtuale in cui si scambiano strumenti finanziari. Il contratto finanziario dà origine a un'attività/passività finanziaria, cioè un'unità intangibile che consente il trasferimento di risorse. Quando parlo di mercati mobiliari, parlo del luogo in cui si scambiano un sottoinsieme di attività finanziarie, cioè gli strumenti finanziari.
Il testo unico della finanza (TUF) identifica propriamente cosa sono gli strumenti finanziari. Infatti, all'articolo 1 del d. lgs. 58/1998, viene indicato cosa sono gli strumenti finanziari, e cioè:
- I valori mobiliari: categorie di valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali, ad esempio:
- Azioni di società e altri titoli equivalenti;
- Obbligazioni e altri titoli di debito;
- Qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che permette di acquisire o di vendere i valori mobiliari indicati alle precedenti lettere. Praticamente posso fare riferimento a un'obbligazione convertibile o a un warrant azionario, che sono strumenti che consentono di acquisire in caso di un warrant o di convertire in caso di un'obbligazione convertibile, un titolo azionario o un buono di acquisto.
- Qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti determinato con riferimento ai valori mobiliari indicati alle precedenti lettere, a valute, a tassi di interesse, a rendimenti, a merci, a indici o a misure.
- Strumenti del mercato monetario: strumenti negoziati all'interno del mercato monetario, che è un segmento a breve termine a rischio basso.
- Quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio.
- Strumenti derivati.
Dagli strumenti finanziari sono esplicitamente esclusi i mezzi di pagamento, titoli e contratti riconducibili alla moneta bancaria. Strumento finanziario: azioni, obbligazioni, titoli che permettono di acquisire questi strumenti, strumenti derivati.
Capitolo 1: I mercati finanziari e la loro classificazione
I mercati finanziari possono essere classificati sulla base della natura degli strumenti negoziati (creditizio, mobiliare, assicurativo). Questi tre mercati si differenziano per la natura degli strumenti negoziati.
Il mercato mobiliare
Il mercato mobiliare ha le seguenti caratteristiche:
- Funzioni svolte (primario, secondario)
Il mercato primario è il luogo in cui avviene la prima immissione di strumenti finanziari sul mercato e tali emissioni possono assumere la veste della tecnica dell'asta, del consorzio di collocamento o dell'aumento del capitale. Qual è la sua funzione principale? Esso svolge la funzione di finanziamento degli emittenti di strumenti finanziari.
Nel mercato primario si individua quel complesso di operazioni attraverso le quali il pubblico dei risparmiatori sottoscrive strumenti finanziari di nuova emissione contro il versamento, a favore dell'emittente, di mezzi finanziari.
Se il mercato primario è un mercato di emissione, è diverso il caso del mercato secondario, il quale è il luogo in cui avviene la successiva negoziazione degli strumenti finanziari già in circolazione. Esso può assumere varie configurazioni e diversi livelli di organizzazione (al riguardo si pensi alla Borsa quale principale mercato secondario regolamentato).
La funzione principale del mercato secondario non è la raccolta di nuovo capitale, ma è quella di rendere indipendenti due periodi rilevanti per l'investitore: "holding period", cioè il periodo di tempo in cui l'investitore detiene l'investimento rispetto al "maturity period", cioè la scadenza dello strumento finanziario che si sta negoziando. In sostanza, la funzione principale del mercato secondario è quella di facilitare gli investimenti e i disinvestimenti di strumenti finanziari da parte dei risparmiatori, favorendone la liquidabilità.
Esempio: lo stato emette un BTP a 10 anni, lo compro in asta e il mercato secondario fa sì che se ho necessità di smobilizzare un titolo, riesco a trovare una controparte che è in grado di subentrare nel mio titolo. Più è efficiente il mercato secondario, più ho probabilità di avere un mercato primario efficiente.
- Scadenza degli strumenti negoziati (monetario, dei capitali)
In base alla scadenza si distingue tra mercato monetario e mercato dei capitali. Quando parlo di mercato monetario parlo di strumenti che hanno una scadenza a breve termine, ma per la stragrande maggioranza dei mercati, "breve termine" significa scadenza entro i 12 mesi e si negoziano i titoli a basso rischio; il mercato dei capitali è il mercato in cui vengono negoziati i titoli con una scadenza a lungo termine.
- Modalità di liquidazione (a pronti, a termine)
La liquidazione, anche detta regolamento, è il momento in cui avviene lo scambio di titoli contro denaro. A seconda del momento in cui avviene questo scambio, i mercati si suddividono in "mercati a pronti", i quali vengono definiti anche "mercati a contante"/"mercati spot"/"mercati cash", in cui la liquidazione segue dopo pochi giorni la firma del contratto. Tipicamente all'interno del MTA, la liquidazione avviene in T+2 dove T è il giorno in cui si stipula il contratto e il +2 significa che la liquidazione avviene il secondo giorno di borsa aperta successivo alla stipulazione del contratto. Invece, i mercati a termine, chiamati anche "mercati forward", sono mercati dove gli strumenti finanziari vengono ritirati in una data successiva che segue molto spesso un calendario di borsa, ad esempio nei mercati a termine (future) vengono liquidati il terzo venerdì del mese e può seguire anche diversi giorni/mesi dal giorno della stipulazione.
- Taglio della singola transazione (dettaglio, ingrosso)
Ci occuperemo sempre di mercati al dettaglio dove il lotto da negoziare è contenuto/minimo (esempio: entro i 1.000€). I mercati all’ingrosso (esempio: MTS) sono mercati riservati alla vendita di titoli di stato con importi rilevanti (esempio: 2.500.000 milioni di euro).
- Tipologie di strutture (fisici, telematici)
È definito come il luogo in cui negozio. Si può affermare che, al fine di rendere il più possibile efficiente il processo di formazione dei prezzi e di favorire il volume più elevato possibile di scambi, i mercati sono nati come luogo fisico di incontro e per lungo tempo hanno mantenuto tale modello fino a quando non sono intervenuti fattori di maggiore efficienza nella formazione dei prezzi e nella diffusione delle informazioni sulle negoziazioni. La distinzione è tra mercati fisici, cioè un luogo dove i partecipanti vanno ed esprimono le proprie opinioni finanziarie (i mercati fisici al giorno d’oggi sono molto rari).
In questo senso, l’evoluzione della tecnologia ha avuto un ruolo di primissimo ordine, infatti, in mancanza di strutture in grado di trasmettere velocemente e a costi contenuti le informazioni necessarie a realizzare lo scambio di strumenti finanziari e una più che adeguata qualità dei prezzi, non vi poteva essere alcuna struttura di mercato alternativa al modello dell’accentramento degli scambi in un unico luogo considerato il "mercato ufficiale" di borsa. Dal ’94 in poi quindi c’è stata la completa sostituzione del mercato fisico con il mercato telematico, il quale è caratterizzato da un’interfaccia telematica la quale mi dà la possibilità di connettermi da remoto. In Italia sono presenti solamente mercati telematici.
Al di fuori di tali mercati, lo scambio di strumenti finanziari poteva realizzarsi attraverso l’intervento di operatori specializzati prevalentemente su base telefonica, venendo così a identificare i cosiddetti "mercati Over the Counter" (OTC).
- Regole di svolgimento degli scambi (regolamentati, non regolamentati – OTC)
La direttiva MIFID ha da un lato definito il mercato regolamentato e dall’altro codificato due categorie di mercati alternativi: i sistemi multilaterali di negoziazione e la figura dell’internalizzatore sistematico.
- Mercato regolamentato: è definito come un sistema multilaterale amministrato e/o gestito dal gestore del mercato, che consente o facilita l’incontro di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi di strumenti finanziari, in modo da dar luogo a contratti relativi a strumenti finanziari ammessi alla negoziazione conformemente alle sue regole e/o ai suoi sistemi. Si tratta di un mercato autorizzato (dall’autorità di vigilanza), che deve essere multilaterale e caratterizzato da regole e sistemi di negoziazione non discrezionali, che deve dar luogo a contratti giuridicamente vincolati, che deve avere per oggetto lo scambio di strumenti finanziari.
- Sistema multilaterale di negoziazione (MTF): è definito come un sistema multilaterale gestito da un’impresa di investimento o da un gestore del mercato che consente l’incontro di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, finalizzati alla realizzazione di un contratto. Si tratta di un sistema multilaterale (ovvero di un sistema i cui rapporti non si realizzano esclusivamente tra i soggetti che organizzano gli scambi e i soggetti a essi esterni), in cui tutti gli operatori interessati allo scambio di strumenti finanziari possono agire nel rispetto delle regole definite dagli organizzatori del mercato in modo certo e non modificabile discrezionalmente, così da portare alla conclusione di un contratto.
- Internalizzatori sistematici: vengono definiti come piattaforme di negoziazione gestite da intermediari abilitati, che compensano al loro interno gli ordini di acquisto e di vendita ricevuti; in altri termini, a questi intermediari viene riconosciuta la possibilità di "internalizzare" gli ordini di compravendita della clientela, eseguendoli in contropartita diretta senza indirizzarli verso altri mercati in cui tali strumenti finanziari sono negoziati. Anche nel caso degli intermediari che svolgono tale attività di internalizzazione, le autorità di vigilanza hanno imposto precisi obblighi per quanto riguarda i requisiti e le caratteristiche degli intermediari stessi nonché la pubblicizzazione dei prezzi, l’esecuzione degli ordini di compravendita e le modalità di accesso alle negoziazioni.
La direttiva MIFID ha definito i concetti di "mercato regolamentato", di "sistema multilaterale di negoziazione" e di "internalizzatore sistematico". Tale articolazione su tre livelli dei mercati costituisce l’attuale configurazione dell’insieme dei mercati secondari e si giustifica altresì con la necessità che essi siano tra loro concorrenti al fine di consentire agli investitori la possibilità di confrontarne l’efficienza delle modalità di formazione e la qualità dei prezzi praticati.
Va rilevato infine che a fronte dell’aumentato livello di concorrenza tra mercati e di un più efficiente processo di "price discovery" si assiste a una frammentazione delle negoziazioni fra più mercati che di fatto porta inevitabilmente a una pluralità di prezzi che talvolta mina il più generale concetto di efficienza dei mercati. NB: frammentazione dei mercati = fenomeno che si manifesta quando uno strumento finanziario è oggetto di negoziazione su più mercati.
- Sistema di esecuzione degli ordini (orden driven, quote driven)
In relazione anche alle forme organizzative adottate, i mercati sono classificabili come mercati "orden driven" o come mercati "quote driven".
- Mercati orden driven: sono così denominati in quanto il prezzo scaturisce dal fluire degli ordini da parte dei compratori e dei venditori.
- Mercati quote driven: sono così denominati perché il prezzo è quello proposto dagli intermediari ed eventualmente accettato dai potenziali compratori e venditori.
Modalità di esecuzione degli ordini: i requisiti e le condizioni di efficiente organizzazione dei mercati
Il perseguimento delle condizioni di efficienza necessita di una configurazione efficiente dell’assetto organizzativo del mercato. A tale riguardo è opportuno che concorrano due elementi fondamentali: da un lato è necessario che si possano riscontrare quei requisiti di efficiente funzionamento organizzativo di un mercato; dall’altro che il mercato abbia una struttura (o forma) organizzativa tale da massimizzare il suo efficiente funzionamento.
Con riferimento ai requisiti di efficiente funzionamento di un mercato, la letteratura economica li ha individuati nei concetti di spessore (o profondità), di ampiezza e di elasticità.
Concetto di spessore (o di profondità)
Tale caratteristica è riscontrabile in quei mercati in cui si hanno ordini (effettivi o potenziali) di acquisto o di vendita di strumenti finanziari a prezzi prossimi a quelli negoziati in un determinato istante. Questa condizione consente quindi di compensare un eventuale sbilancio tra domanda e offerta senza che ne derivi una variazione di prezzo eccessiva. Riferisce quindi alla distribuzione degli ordini di acquisto e di vendita presenti nel book di negoziazione.
Concetto di ampiezza
Questo concetto è attribuibile a un mercato quando in esso gli ordini di acquisto e vendita, oltre ad avere prezzi prossimi a quelli correnti, sono anche di importo consistente. Tale attributo, congiunto allo spessore, aumenta la capacità del mercato di agire quale stabilizzatore dei prezzi al manifestarsi di variazioni degli stessi generate da temporanei sbilanci tra domanda e offerta.
Concetto di elasticità
L’elasticità di un mercato è quella prerogativa in base alla quale al mercato stesso è data la capacità di generare tempestivamente nuovi ordini (di acquisto o di vendita) al manifestarsi di fluttuazioni di prezzo. Un mercato è elastico se è in grado di attirare nuovi ordini a seguito di temporanei squilibri tra domanda e offerta.
Profondità + ampiezza + elasticità = liquidità
Il concetto di liquidità viene inteso come la capacità...
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