Economia del lavoro e della famiglia
Prof. Paola Villa
L 10 – Azione punti
La struttura salariale e i differenziali salariali compensativi
Introduzione
L’idea alla base del modello neoclassico visto nelle lezioni precedenti (mercato del lavoro concorrenziale con lavoro omogeneo) è che il gioco concorrenziale (dal lato della domanda e dal lato dell’offerta) assicura che:
- Ciascuna impresa paghi la stessa retribuzione ai propri lavoratori (legge del prezzo unico).
- Tutti i lavoratori ricevano una retribuzione (salario reale) che corrisponde alla loro produttività marginale.
Tra le assunzioni che assicurano l’equilibrio del mercato del lavoro in concorrenza perfetta vanno ricordate:
- Aggiustamento istantaneo di P e W (ad eventuali cambiamenti nelle condizioni della domanda e dell’offerta di lavoro).
- Lavoratori omogenei nelle loro caratteristiche "economiche" (istruzione, skills, esperienza) eterogenei (ad esempio in termini di rischio di disoccupazione, incidenti sul lavoro, salute, ecc.) e di lavoratori eterogenei (in termini di livelli di investimento in capitale umano, esperienza, ecc.).
Le ineguaglianze nei salari e nei livelli di reddito (da lavoro): l’evidenza empirica
L’evidenza empirica sui livelli retributivi, redditi individuali e redditi familiari documentano l’esistenza di persistenti ineguaglianze in tutti i paesi, industrializzati e in via di sviluppo. Nell’affrontare il tema dell’ineguaglianza nei redditi (da lavoro) individuali/familiari è necessario distinguere tra:
- Ineguaglianza in termini di risultato, che può essere giustificato sulla base di differenze tra i lavoratori nelle loro caratteristiche "economiche" (es. in termini di capitale umano, capacità lavorative, abilità, grado di avversione al rischio, ecc.).
- Ineguaglianza in termini di trattamento (o opportunità offerte agli individui), che ostacola l’accesso alla formazione o ai lavori meglio retribuiti, oppure impedisce gli avanzamenti di carriera, sulla base delle loro caratteristiche personali (es. sesso, gruppo etnico di appartenenza, classe sociale, ecc.).
In questa lezione concentriamo l’attenzione sulle ineguaglianze che possono derivare da differenze nelle caratteristiche dei lavoratori o dei lavori (e rimandiamo alla lezione sulla “discriminazione” il secondo tipo di ineguaglianze). L’interesse sui differenziali salariali (quindi sulle caratteristiche della struttura salariale) è connessa alla distribuzione del reddito (da lavoro) in quanto fonte importante di ineguaglianza economica.
L’assunzione di fondo dell’analisi del benessere economico della popolazione è così sintetizzabile: Benessere = Reddito + Consumo economico.
Come si misura l’ineguaglianza
I dati sulla distribuzione del reddito (individuale o familiare) possono essere rappresentati graficamente utilizzando la curva di Lorenz. La curva di Lorenz riporta a livello grafico la distribuzione del reddito di una popolazione (individui o famiglie) ordinando la popolazione (per gruppi o per singoli individui della popolazione) in base al livello di reddito percepito:
- Asse verticale: quota cumulativa del reddito (individuale/familiare) percepita dai vari gruppi di popolazione.
- Asse orizzontale: quota cumulativa (dei vari quintili/decili) della popolazione.
Ciascun punto lungo la curva di Lorenz indica la % cumulativa del reddito percepita dalla % cumulativa della popolazione. Se la distribuzione del reddito fosse di "perfetta uguaglianza", la curva di Lorenz effettiva corrisponderebbe alla diagonale. Quanto più la distribuzione è disuguale, quanto maggiore sarà la distanza tra la curva di Lorenz effettiva e la diagonale (v. figura 1).
L’indice di concentrazione di Gini è una misura della disuguaglianza, che corrisponde al rapporto tra:
- Area tra la diagonale e la curva di Lorenz effettiva (area tratteggiata).
- Intera area al di sotto della diagonale (triangolo ABC).
Il valore dell’indice di Gini è compreso tra 0 (perfetta uguaglianza) e 1 (perfetta disuguaglianza), quindi:
- Livelli elevati di disuguaglianza: valori elevati dell’indice di Gini.
- Aumento nel livello della disuguaglianza: aumento nel valore dell’indice di Gini.
L’indice di Gini può essere utilizzato nelle analisi comparate per paesi, e per descrivere l’evoluzione della distribuzione del reddito nel tempo. Non dice tuttavia nulla sulla distribuzione della disuguaglianza all’interno della popolazione (a parità di indice, si possono avere diverse distribuzioni). Data l’ambiguità dell’indice sintetico, vengono di norma utilizzati anche altri indicatori. Tra quelli più utilizzati:
- 90-10 wage gap: indica il differenziale salariale tra il lavoratore del 90° percentile nella distribuzione del reddito e il lavoratore del 10° percentile (in percentuale). È una misura della disuguaglianza tra i lavoratori ad alto salario e quelli a basso salario.
- 50-10 wage gap: indica il differenziale salariale tra il lavoratore del 50° percentile nella distribuzione del reddito e il lavoratore del 10° percentile (in percentuale). È una misura della disuguaglianza tra i lavoratori della classe ‘media’ e quelli a basso salario.
L’evidenza empirica
L’evidenza empirica sulla distribuzione dei salari, così come quella sulla distribuzione del reddito individuale da lavoro e quella sui redditi familiari, presenta nella generalità dei casi...