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Economia del lavoro e della famiglia

Prof. Paola Villa L 5 – Aezioni ppunti

Offerta di lavoro e istruzione

Evidenza empirica e domande

Dal secondo dopoguerra in tutti i paesi del mondo si è registrato un significativo aumento:

  • Tassi di partecipazione scolastica (gli iscritti ad un certo ordine di scuola e la popolazione corrispondente nella stessa fascia di età) [v. Brucchi, 2001, cap. 2, tab. 2.1, p. 22, fotocopia distribuita in aula]
  • Livello medio di istruzione della popolazione (aumento della popolazione con livelli d’istruzione secondaria (superiore) e terziaria) [v. tab. 1]
Tabella 1: La struttura della popolazione per livello d’istruzione in Italia, 1971 e 2001 (%)
(popolazione > 6 anni di età) 1971 2001
Istruzione universitaria 1.8 6.5
Istruzione secondaria superiore 6.7 26.1
Istruzione secondaria inferiore 14.7 30.5
Istruzione primaria 44.4 25.7
Inferiore al livello primario o analfabeti 32.5 11.2

Fonte: I Censimento della popolazione. STAT

La crescita generalizzata della partecipazione scolastica si è accompagnata ad una riduzione dei divari di istruzione sia tra paesi che all’interno dei singoli paesi. Permane comunque una elevata variabilità nel tempo e nello spazio nei livelli d’istruzione della popolazione.

L’evidenza empirica [v. Borjas, Cap. 6; Brucchi 2001, Cap. 2; Istat, Italia in cifre 2012; Istat a Noi Italia. 100 statistiche per il paese; ecc.] mostra che l’istruzione ha degli effetti in termini di performance sul mercato del lavoro. In particolare, una maggiore istruzione si accompagna a:

  • Maggiore partecipazione al mercato del lavoro
  • Minore probabilità di disoccupazione
  • Maggiori livelli retributivi (reddito corrente)
  • Maggiore dinamica del reddito da lavoro nel corso della vita lavorativa (reddito futuro)

Domande

  • Cosa determina la domanda di istruzione?
  • Cosa determina le differenze nel livello di istruzione conseguito dagli individui? Perché alcuni abbandonano presto ed altri proseguono?
  • Investire in istruzione (tempo e risorse finanziarie) è un buon investimento?

Il problema dell’investimento in istruzione

L’approccio economico vede l’istruzione in termini di investimento in capitale umano, in analogia con l’investimento in capitale fisico (l’acquisizione di un fattore produttivo al tempo che assicura una rendita associata alla maggiore produttività al tempo t0 t1). Il termine "capitale umano" è qui utilizzato come una astrazione utile per spiegare il problema della scelta individuale di acquisire istruzione.

La scelta di istruzione è quindi vista come un investimento finalizzato ad accrescere le capacità di reddito futuro.

Problema: la scelta di istruzione (quanto investire in istruzione) deve essere fatta oggi sulla base delle aspettative dei redditi futuri associati al conseguimento di un titolo di studio (diploma di scuola superiore, laurea triennale, laurea specialistica, dottorato).

Ipotizziamo un caso molto semplice, con due soli periodi di tempo e perfetta informazione. L’individuo deve decidere (supponiamo al termine della scuola dell’obbligo) se andare a lavorare o continuare a studiare. Le alternative sono:

  • Nel 1° periodo non investo in istruzione, entro nel mercato del lavoro e percepisco W1; nel 2° periodo percepisco lo stesso livello di reddito, W1;
  • Nel 1° periodo investo in istruzione, sostenendo un costo diretto (γ) e un costo indiretto (W1, in quanto reddito non percepito); nel 2° periodo lavoro e percepisco W2.

Fig. 1 – Profilo temporale del reddito (senza istruzione, con istruzione)

€ W2 (con istruzione) W1 (senza istruzione) 0 -γ 1° periodo 2° periodo

NB: nel grafico i guadagni e i costi corrispondono a delle aree.

Gli individui devono decidere quanto investire in istruzione, tenendo presente i costi diretti e indiretti da sostenere (nel primo periodo) e il flusso atteso di reddito nella vita lavorativa (secondo periodo). I costi (diretti e indiretti) sono sostenuti nel 1° periodo, i benefici dell’istruzione (flusso atteso di reddito da lavoro) saranno realizzati nel futuro, ovvero nel 2° periodo. È quindi necessario attualizzare i benefici.

L’individuo deciderà di proseguire gli studi se il valore attuale dell’incremento dei guadagni che percepirà in futuro (nel 2° periodo) è superiore ai costi (diretti e indiretti) che deve sostenere per studiare. Ciò implica che deve calcolare il tasso di rendimento associato alla scelta di studiare.

Il tasso di rendimento associato alla scelta di studiare è quel tasso che azzera il valore attuale, denominato valore presente scontato atteso (VPS = 0). Ovvero:

VPS = (W2 - W1) / (1+ β) - (γ + W1)

per VSP = 0

(W2 - W1) / (1+ β) = (γ + W1)

risolvendo per β

β = [(W2 - W1) / (γ + W1)] - 1

Quindi il rendimento associato all’istruzione, è dato dal rapporto tra guadagni e costi. Sarà tanto più elevato quanto maggiore è il differenziale retributivo (ΔW) e minori sono i costi di acquisizione di istruzione.

Questo modello, molto semplice, può essere esteso per considerare situazioni più complesse (individui con abilità innate diverse, differenze nelle famiglie in termini di capacità finanziaria, informazione imperfetta, informazione asimmetrica sulle effettive capacità degli individui).

Questo modello è alla base di due approcci teorici diversi:

  • Teoria del capitale umano: gli individui sono tra loro uguali in termini di prestazioni lavorative potenziali, si differenziano però in quanto hanno diversi livelli di capitale umano, come risultato del diverso investimento in istruzione. All’aumentare del livello di istruzione, aumenta la produttività degli individui, quindi i livelli retributivi risultano più elevati. → istruzione → produttività del lavoro → livello retributivo
  • Teoria dei segnali: gli individui sono tra loro diversi in termini di prestazioni lavorative in quanto hanno diverse abilità innate (il talento è distribuito in modo diverso). I più abili sono più produttivi dei meno abili. L’informazione sul talento (capacità lavorativa) delle persone non è osservabile o facilmente misurabile. L’investimento in istruzione serve a rivelare il talento degli individui (quindi a remunerare di più gli individui più abili), non ad aumentare la produttività degli individui. Questo approccio spiega quindi in modo diverso la relazione positiva tra livello d’istruzione e livello retributivo. → talento → produttività del lavoro → istruzione (e livello retributivo)

La teoria del capitale umano e la scelta di istruzione

Per la rappresentazione grafica dei problemi considerati in questo paragrafo si rimanda al manuale (Borjas, Cap. 6, oppure Brucchi, Cap. 2).

La scelta di acquisire istruzione di un individuo (scelta ottimale)

H = capitale umano (per il singolo individuo)

Si = anni di istruzione (anni di scolarità acquisita dal singolo individuo)

ω(Si) = [costi dell’istruzione (equivalente monetario dell’insieme dei costi – diretti, indiretti e non monetari - dell’istruzione)]

H = Si [il capitale umano per il singolo individuo coincide con gli anni di scolarità acquisita]

I = H(Si) = I(Si) [le prospettive di reddito nell’arco della vita lavorativa si assume siano proporzionali agli anni di scolarità acquisita dal singolo individuo]

U = U(Si) [l’equivalente monetario del piacere di possedere istruzione (espresso come equivalente monetario)]

In questo modello stilizzato (quindi con diverse assunzioni forti, introdotte per semplicità) la decisione di un aumento nel livello d’istruzione (ΔSi) ha ripercussioni sui guadagni (futuri) e sui costi (sostenuti durante il periodo di istruzione):

  • Guadagni (innalzamento delle prospettive di reddito nell’arco della vita lavorativa)
  • Costi (monetari diretti + monetari indiretti + non monetari)

Il problema della scelta individuale di anni di istruzione, Si* (livello di istruzione ottimo per l’individuo i-esimo) può essere rappresentato graficamente utilizzando la funzione che illustra le prospettive di reddito nell’arco della vita dell’individuo (assumendo rendimenti marginali decrescenti del capitale umano) e la funzione di utilità dell’individuo i-esimo (dove i beni considerati sono il reddito e gli anni di istruzione).

Si assume una relazione positiva (con incrementi via via decrescenti) tra prospettive di reddito nell’arco della vita lavorativa dell’individuo (Ii) e livello d’istruzione (Si):

I = I(Si) I' > 0, I'' < 0 (curva istruzione-reddito)

Si assume inoltre un sistema di preferenze per l’individuo, U(Si), per cui:

  • L’istruzione è vista come un bene, nel senso che dà piacere (godimento culturale);
  • A parità di livello di istruzione, Si, il benessere dell’individuo aumenta all’aumentare di Ii;
  • Un aumento nel livello di istruzione implica dei costi (non monetari) via via crescenti (livelli d’istruzione via via più elevati implicano un impegno maggiore), per mantenere l’individuo indifferente occorre compensarlo con maggiori aumenti di reddito.

Per semplicità espositiva, si assume che la funzione U(Si) sia espressa in termini monetari (e incorpori anche i costi monetari, diretti e indiretti, dell’istruzione).

In presenza di benefici (aumento nelle prospettive di reddito dovute ad un aumento nel livello d’istruzione) e di costi (monetari diretti, monetari indiretti e non monetari) la scelta ottimale sarà quella che uguaglia al margine i benefici con i costi. Quindi:

Scelta ottimale: uguaglianza tra beneficio marginale e costo marginale (verrà scelto il punto sulla curva istruzione-reddito associato alla curva di indifferenza più elevata)

La scelta ottimale di istruzione, Si*, può essere rappresentata graficamente dal punto di tangenza tra il vincolo, I(Si), e la curva di indifferenza più alta, U(Si). In corrispondenza di questo punto, il beneficio marginale di una unità aggiuntiva di istruzione (un anno in più) è esattamente uguale al suo costo marginale (costi monetari e non monetari).

Il problema può essere così formalizzato:

max [U(Si) + Ii – ω(Si)]

s.v. I = I(Si)

La soluzione del problema può essere espressa matematicamente come:

dU(Si)/dSi + dI(Si)/dSi = dω(Si)/dSi (beneficio marginale) (costo marginale)

Se gli individui fossero tutti uguali, avrebbero gli stessi costi e gli stessi benefici. Realizzerebbero quindi lo stesso tipo di scelta in termini di investimento in istruzione. Ma gli individui non sono tutti uguali. Vediamo quindi ora che...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Zaba91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Villa Paolo.
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