Economia del lavoro e della famiglia
Prof. Paola Villa - L 6
Offerta di lavoro nell’ambito della famiglia
Introduzione (ed evidenza empirica)
L’analisi dell’offerta di lavoro condotta fino ad ora ha come unità l’individuo. Il modello neoclassico nella versione di base considera la domanda di tempo libero (viene infatti identificato con l’espressione “modello di domanda di tempo libero”), e analizza il problema della scelta per l’individuo tra ore di lavoro e ore di tempo libero. Due osservazioni aiutano a capire i limiti del modello base (e il modo con cui questi limiti sono stati superati).
In primo luogo, una parte di ciò che viene identificato come “tempo libero” in effetti è un’attività lavorativa (anche se non retribuita), sebbene ciò che si produce sono beni e servizi consumati dal nucleo familiare (preparare i pasti, pulire la casa, accudire i bambini, fare la spesa, curare l’orto, piccole riparazioni, ecc.).
In secondo luogo, il modello base dell’offerta di lavoro individuale non tiene conto del fatto che le decisioni dei singoli su quando, come e per quanto offrire il proprio lavoro sul mercato dipendono dal contesto familiare, anzi sono il punto d’arrivo di un processo decisionale interno alla famiglia e non riferito al singolo individuo preso a sé.
In tutti i paesi si osservano differenze sistematiche tra uomini e donne nell’allocazione del tempo tra: lavoro retribuito (mercato del lavoro), lavoro non retribuito (produzione domestica) e tempo libero. Per gli USA si osserva (i dati fanno riferimento alle ore lavorate in media al giorno dalla popolazione di 20-74 anni):
- Gli uomini dedicano in media più ore nel lavoro retribuito rispetto alle donne (5.2 e 3.3).
- Le donne dedicano in media più ore nel lavoro domestico rispetto agli uomini (4.5 e 2.7).
- Il numero totale delle ore lavorate (retribuite e non retribuite) è simile (7.9 e 7.8).
Risultati simili si osservano nei paesi OCSE e in Italia (v. OECD, Society at a Glance 2011, Chapter 1, figg. 1.4, 1.6, 1.7) ma con un numero complessivo di ore di lavoro superiore per le donne rispetto agli uomini (e quindi un differenziale di tempo libero a favore degli uomini).
Domande
- Come i diversi componenti della famiglia (padre, madre, figlio/a) allocano il loro tempo tra lavoro retribuito, lavoro non retribuito e tempo libero?
- Perché alcune persone all’interno della famiglia si specializzano nel lavoro per il mercato ed altre nel lavoro domestico?
Household production
Già negli anni ’60, Mincer (1962, Labour Force Participation of Married Women) e Becker (1965, A theory of allocation of time) introducevano la famiglia come oggetto dell’analisi economica, trattandola come una impresa che produce beni e servizi.
Assunzione: la famiglia acquista beni di consumo sul mercato (con il reddito percepito vendendo ore di lavoro sul mercato) ma produce al suo interno anche molti beni che la famiglia consuma. Il problema della scelta riguarda l’allocazione del tempo dei propri membri fra attività retribuite, attività di produzione famigliare (lavoro domestico e per la cura dei figli), e tempo libero vero e proprio.
Introdurre la famiglia come soggetto decisionale consente di ri-esaminare le decisioni relative all’offerta di lavoro tenendo conto:
- Del lavoro non retribuito nell’ambito familiare.
- Dell’influenza reciproca delle decisioni lavorative dei diversi membri (ad esempio, se la donna decide di lavorare e se il reddito che i singoli membri guadagnano viene messo in comune, il reddito da ‘lavoro non proprio’ del marito aumenta).
- Dell’interazione fra decisioni di offrire lavoro e decisioni di avere figli (fecondità).
Per approfondire questi tre punti, iniziamo da un’analisi grafica del comportamento della famiglia-impresa. Il testo di riferimento per questa analisi è Borjas (Cap. 2, § 2.3, 46-53).
Ipotesi:
- Famiglia di due componenti, lui e lei, in coppia.
- La famiglia consuma beni e servizi X comprati sul mercato e beni e servizi Z prodotti con lavoro domestico.
- Lui e lei non hanno necessariamente stessa produttività sul mercato del lavoro (possono quindi avere salari diversi) o nel lavoro domestico.
- Lui e lei hanno lo stesso tempo da mettere a disposizione del lavoro domestico e del lavoro per il mercato (24 – ore di sonno e cura personale).
In prima istanza, consideriamo lui e lei separatamente, costruendo il vincolo di bilancio, che è dato dal tempo a disposizione e dalla produttività nella produzione domestica (lavoro non retribuito) e di mercato (lavoro retribuito). La produttività sul mercato è misurata dal salario. Nella figura che segue consideriamo ‘lei’ e rappresentiamo quello che può essere considerato al contempo il vincolo di bilancio e la frontiera delle opportunità di consumo per l’individuo. L’inclinazione del vincolo di bilancio (in questo esempio) è unitaria (inclinazione pari a -1). Ciò significa che in un’ora di lavoro, lei può procurarsi lo stesso valore e quindi (dati i prezzi dei beni) la stessa quantità di beni di consumo producendoli direttamente o lavorando per il mercato per pagarli. In altri termini l’esempio ipotizza per ‘lei’ una produttività praticamente equivalente nella produzione.
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