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Economia del lavoro e della famiglia

Prof. Paola Villa L 8 – Azione punti

La domanda di lavoro

Introduzione

La domanda di lavoro (la quantità di ore-uomo impiegate nel processo produttivo) è essenzialmente una domanda derivata: le imprese domandano lavoro per produrre i beni e servizi richiesti dal mercato. In un modello stilizzato, con imprese concorrenziali, i consumatori domandano beni e servizi che le imprese producono in modo efficiente (ciò è assicurato dal fatto che il comportamento delle imprese è guidato dalla massimizzazione del profitto). Quindi la domanda di lavoro delle imprese è finalizzata alla produzione di beni e servizi per soddisfare la domanda dei consumatori (e realizzare un profitto).

A livello intuitivo è possibile affermare che:

  • La domanda di lavoro dell’impresa (quindi a livello aggregato la domanda di lavoro per l’insieme delle imprese) dipende dalla domanda del bene prodotto (Y), che a sua volta dipende dal prezzo di mercato (P).
  • Per produrre un certo bene si possono utilizzare diverse combinazioni dei fattori produttivi (per semplicità, capitale e lavoro), quindi la domanda di lavoro dipende anche dalle tecniche disponibili (rapporto K/E).
  • La scelta sulla tecnologia da impiegare (rapporto K/E) dipende dai prezzi dei fattori (W e R).

La teoria della domanda di lavoro è interamente mutuata dalla teoria microeconomica della produzione. In questa lezione si riprendono solamente i concetti fondamentali. Per una trattazione più completa ed esauriente gli studenti sono incoraggiati a riprendere il manuale sul quale hanno studiato per il corso di microeconomia.

E = il numero di ore-uomo impiegate dall’impresa
K = il capitale (lo stock aggregato di terra, macchinari, e altri input fisici)

Assunzioni (modello standard di base)

  • Le imprese operano in mercati perfettamente concorrenziali (non hanno potere di mercato)
    • Mercato del prodotto (Y): P è dato
    • Mercato del lavoro (E): W è dato
    • Mercato del capitale (K): R è dato
  • Le imprese massimizzano il profitto
  • I fattori di produzione (K, E) sono tra loro sostituti
  • Lavoratori omogenei (perfetti sostituti)
  • I servizi dei fattori produttivi (K, E) possono variare in modo istantaneo, senza costi (per il lavoro non ci sono costi di reclutamento, assunzione, licenziamento)
  • Si ipotizza un mondo con informazione perfetta (senza costi)

Per procedere nell’analisi è utile distinguere tra:

  • Lungo periodo: problema della scelta dell’impresa quando tutti i fattori produttivi possono variare
  • Breve periodo: problema della scelta dell’impresa quando alcuni fattori sono dati (ad esempio, è dato il fattore K)

La domanda di lavoro nel lungo periodo (singola impresa)

Sia data la funzione di produzione:

Y = f (K, E)

dove K e E possono essere combinati in vari modi per produrre lo stesso livello di produzione, Y0.

La funzione di produzione può essere rappresentata graficamente da un insieme di isoquanti. Lungo un isoquanto è possibile sostituire un fattore con l’altro, mantenendo costante il livello di output. Il saggio al quale è possibile la sostituzione tra i fattori, mantenendo Y costante, è denominato saggio marginale tecnico di sostituzione (SMTS):

MPE·dE + MPK·dK = dY = 0

SMTS = dK/dL = MPK/MPL

Poiché il prezzo del fattore lavoro, W, e il prezzo del fattore capitale, R, sono dati, è possibile ipotizzare diverse combinazioni dei fattori produttivi (K, E) allo stesso livello di costo totale (C0):

C0 = R·K + W·E

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Zaba91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Villa Paolo.
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