Economia del lavoro
Prof. Manuela Samek Lodovici - 1° Parziale 21 Settembre 2015
Il mercato del lavoro
Luogo di incontro/scambio del lavoro:
- Gli individui offrono il loro tempo e le loro competenze in cambio di una remunerazione (salario).
- Le imprese domandano lavoro per produrre beni e servizi.
- Le istituzioni regolano il funzionamento del mercato del lavoro e intervengono con le politiche del lavoro.
Dal punto di vista delle imprese è il mercato in cui ci si approvvigiona del più importante fattore produttivo. Dal punto di vista del lavoratore è il mercato in cui si genera e distribuisce la più importante fonte di reddito delle famiglie, che determina, in ultima analisi, il benessere degli individui.
Indicatori del mercato del lavoro
- Occupati: tra 15 e 64 anni
- Inattivi: non cercano lavoro
- Disoccupati: cercano lavoro
Indicatori di stock:
- Di attività (FL/P) ci indica quante persone nel mercato del lavoro sono attive, tanto più è elevato tanto più è dinamico tale mercato, al contrario il mercato non stimola. (2014=55,47%)
- Di occupazione (O/P) ci indica il numero di persone in età da lavoro. Quanto un sistema economico riesce ad utilizzare le risorse umane, tanto più è basso tante più risorse sono sprecate. (2014=63,9%)
- Di disoccupazione (U/FL) ci indica quante sono le persone che partecipano al mercato del lavoro ma non hanno un lavoro. Indicatore di equilibrio (2014=12,7%)
- Retribuzioni (quanto viene remunerato), produttività (quanto produce un’unità di lavoro), costo del lavoro (quanto costo bisogna sostenere per un’unità di prodotto [salario/produttività])
Indicatori di flusso: transazioni da uno stato all'altro nell'unità di tempo. Due paesi con un tasso di disoccupazione del 10%, uno ha un tasso fisso e statico e l'altro tasso del 10% ogni mese il totale è uguale ma nel primo caso è più difficile uscire dalla disoccupazione così come perdere il lavoro.
- Flussi di entrate ed uscite dalla disoccupazione: consentono di misurare la durata media della disoccupazione.
- Flussi di entrate ed uscite dall'occupazione: consentono di misurare il grado di mobilità del lavoro.
- Flussi di entrate ed uscite dalla forza di lavoro: consentono di misurare le scelte di partecipazione in relazione al ciclo economico.
Il modello analitico di base – il mercato del lavoro in concorrenza perfetta
Il mercato del lavoro è luogo di incontro/scambio del bene “lavoro”. Gli individui possiedono il fattore “lavoro”, che viene domandato dalle imprese per produrre beni e servizi. Gli individui offrono lavoro (offerta di lavoro) e le imprese domandano lavoro (domanda di lavoro).
Dal lato dell’offerta, gli individui decidono se e quanto lavorare sulla base delle proprie preferenze su come allocare il proprio tempo e degli incentivi monetari e non monetari. Dal lato della domanda, le imprese decidono se e quanti lavoratori assumere tenendo in considerazione il costo del lavoro e degli altri fattori di produzione e l’andamento della domanda. Gli individui hanno preferenze diverse tra loro e queste influenzano l'offerta di lavoro. Le imprese tendono a considerare il costo del lavoro, i fattori produttivi e la tecnologia.
Le ipotesi di base in questo mercato:
- Il comportamento degli agenti - lavoratori e imprese – è razionale e discende dalla massimizzazione della loro funzione obiettivo, rispettivamente, quella di massimizzare l'utilità per gli individui e quella di massimizzare il profitto per le imprese.
- I mercati sono perfettamente concorrenziali e quindi tutti gli agenti sono “price-takers” nel senso che i lavoratori non possono incidere sui salari che vengono loro offerti, e le imprese non possono influenzare né i salari né i prezzi che sono perfettamente flessibili. I prezzi e i salari, infatti, sono dati dall'incontro della domanda e dell'offerta sul mercato.
- I lavoratori e le imprese hanno le stesse caratteristiche.
- Gli agenti hanno un’informazione completa sulle condizioni del mercato del lavoro.
- Non ci sono vincoli o barriere di alcun tipo alla mobilità del lavoro.
(La prima ipotesi è quella di base, le altre servono per costruire un termine di paragone).
Offerta di lavoro
Per offerta di lavoro si intende l'ammontare complessivo di lavoro offerto sul mercato in un dato momento dalla popolazione in cambio di una retribuzione. La qualità e la quantità del lavoro offerto dipendono da:
Quantità del lavoro offerto dipende da:
- Numero di persone che offrono lavoro che a loro volta dipendono da:
- Andamenti demografici (popolazione in età lavorativa)
- Decisioni di partecipazione (margine estensivo) che dipendono da preferenze, reddito non da lavoro, salario di mercato.
- Numero di ore di lavoro offerte (margine intensivo): L'offerta di lavoro aggregata (monte ore) tiene conto del margine intensivo e del margine estensivo.
Componenti dell'offerta di lavoro aggregata:
- Marg. intensivo x marg. estensivo x occupati in forza lavoro x popolazione in età da lavoro
- Oppure: offerta di lavoro x domanda di lavoro x demografia
Qualità del lavoro offerto dipende da:
- Dalle competenze di chi offre lavoro, a sua volta dall'investimento nel capitale umano (istruzione, salute, formazione)
Grafici: dal 1960 al 2013
Margine estensivo
Si notano grandi differenze di genere (tra uomo e donna): vi è una riduzione della partecipazione da parte degli uomini al mercato del lavoro in tutti i paesi, mentre il tasso di partecipazione femminile al lavoro è aumentato. (si sta arrivando ad una convergenza). Si notano anche delle differenze di età: negli ultimi anni in tutti i paesi è aumentata l'età del pensionamento.
Margine intensivo
Si nota che gli uomini hanno ridotto le ore lavorate e le donne le hanno aumentate.
Il modello statico di offerta di lavoro individuale
Spiega l'offerta di lavoro maschile senza vincoli famigliari.
- L'individuo deve decidere come allocare il suo tempo (T) tra lavoro (l) e tempo libero (t) in un dato periodo.
- Le variabili che influenzano l'offerta di lavoro sono: le preferenze, i salari, le disponibilità patrimoniali e il tempo.
- L’individuo si comporta in modo razionale: massimizza la propria utilità (in termini di tempo libero e consumo di beni e servizi) sotto il vincolo di tempo totale disponibile e di bilancio (reddito totale);
- Nel modello di base il potenziale lavoratore:
- Non ha alcun controllo né sul salario che riceve in cambio del proprio lavoro, né sui prezzi dei beni/servizi che acquista con il suo reddito (da lavoro e patrimoniale).
- Possiede un’informazione completa sui tassi di salario e sui prezzi dei beni/servizi.
- Può liberamente scegliere il numero di ore (e frazioni di ora) da offrire nel mercato del lavoro.
L’offerta di lavoro nasce dalla scelta tra consumo (c) e tempo libero (t). Entrambi danno benessere all’individuo.
- Per consumare è necessario avere un reddito, quindi lavorare e rinunciare a tempo libero.
- I beni/servizi di consumo hanno un prezzo stabilito nel mercato (p).
- Il prezzo di un’ora di tempo libero è il guadagno che si conseguirebbe utilizzando quell’ora per lavorare, ovvero il salario orario di mercato (w), che rappresenta il costo opportunità di un’ora di tempo libero.
- Prezzi e salari sono dati, non dipendono dalle scelte individuali.
- Scegliendo l’ammontare di tempo libero ottimale, gli individui scelgono quanto lavoro offrire (ovvero il tempo non utilizzato come tempo libero).
Le preferenze dell’individuo si rappresentano con una tradizionale funzione di utilità:
U=U(c,t) [Uc > 0 Ucc < 0; Ut > 0 Utt < 0],
dove c = beni di consumo che può acquistare col suo reddito da lavoro e patrimoniale e t = tempo libero
La scelta del numero di ore da offrire sul mercato del lavoro viene fatta dall’individuo con l’obiettivo di massimizzare la sua utilità. Graficamente le preferenze dell’individuo (funzione di utilità) sono rappresentate da curve di indifferenza tra consumo e tempo libero.
Le curve di indifferenza
- Lungo la curva di indifferenza l'individuo è indifferente perché l'utilità è costante.
- Le curve più lontane dall'origine presentano livelli di utilità più elevati.
- Sono inclinate negativamente: se riduco c, affinché il benessere rimanga costante devo aumentare t, e viceversa. SMSc,t=La pendenza della curva di indifferenza è data dal saggio marginale di sostituzione: - ut/ uc (utilità marginale di 1 unità in più di tempo libero : utilità marginale di 1 unità in più di consumo).
- Sono convesse verso l’origine: man mano che t aumenta e c diminuisce, c diventa sempre più “prezioso” rispetto a t (utilità marginale decrescente al crescere del consumo del bene), per rinunciare a unità di c richiedo compensazioni in termini di t sempre maggiori (e viceversa).
- Non si intersecano, sarebbe contraddittorio (uno stesso paniere genererebbe livelli di benessere diversi).
Diverse preferenze diverse curve di indifferenza: Anna preferisce avere molto tempo libero e Silvia preferisce avere più consumo.
Curve piatte
Queste curve indicano che il soggetto preferisce avere tanto tempo libero e meno consumo.
Curve ripide
Queste curve indicano che il soggetto preferisce avere tanto consumo e meno tempo libero.
I vincoli
Le curve di indifferenza rappresentano ciò che l’individuo desidera fare. Ma non si può scegliere qualsiasi combinazione di consumo e tempo libero: esistono vincoli alla scelta. I vincoli rappresentano ciò che l’individuo può fare, date le risorse di reddito e di tempo a disposizione:
- Il vincolo temporale indica che il tempo totale a disposizione può essere utilizzato come tempo libero oppure come lavoro: T = l + t e l = T - t.
- Il vincolo di bilancio indica che il costo totale per il consumo non può eccedere l’ammontare delle risorse a disposizione dell’individuo: p * c ≤ y + w * l [p=prezzo del consumo (dato), w=salario di mercato (dato), y=reddito patrimoniale dell’individuo (dato)].
- Poiché l’utilità cresce con c e t, l’individuo spenderà tutte le risorse: p * c + w * t = w * T + y ovvero il valore del consumo deve essere (al massimo) pari alla somma del reddito patrimoniale e del reddito da lavoro.
La rappresentazione grafica del vincolo è la seguente:
La pendenza del vincolo mi dice l'aumento di spese che posso fare se aumento le ore di lavoro, cioè il salario reale (100 24 ore).
Esempio: Se ho un reddito non da lavoro (eredità) = 100€ al giorno e un salario = 10€ all'ora. Se lavorassi tutte le ore con zero ore di tempo libero potrei spendere fino a 340€ al giorno.
Il vincolo di bilancio
- È inclinato negativamente: date le risorse disponibili, se voglio aumentare c, devo ridurre t.
- La pendenza è data dal salario (-w): se rinuncio a un’ora di tempo libero e la uso per lavorare, posso acquistare più beni di consumo per un valore pari a w. Viceversa, se rinuncio ad un’unità di c posso lavorare p/w ore in meno, cioè aumentare il consumo di t di p/w ore.
- Il salario rappresenta il saggio al quale il mercato è disposto a scambiare c e t.
- I panieri di consumo e tempo libero sopra la retta di bilancio non sono disponibili per l’individuo, dato il suo reddito patrimoniale e il suo salario.
La scelta dell’individuo viene fatta con l’obiettivo di massimizzare il suo benessere. Cioè raggiungere il più elevato livello di utilità possibile, date le limitazioni imposte dal vincolo di bilancio. Pertanto egli risolve il seguente problema: max U = U (c, t) s.v. c + wt = wT + y. Il consumo ottimo di beni e tempo libero è dato dal punto in cui il vincolo di bilancio è tangente alla curva di indifferenza.
- La scelta dipende dalla combinazione di preferenze (rappresentate dalle curve di indifferenza) e vincoli (rappresentanti dal vincolo di bilancio).
- L’ottimo può ottenersi in un punto all’interno del vincolo di bilancio (ottimo interno) o agli estremi del vincolo di bilancio (soluzioni d’angolo).
Il salario di riserva (wg) è la pendenza della curva di indifferenza tangente al vincolo di bilancio nel punto equivalente a zero ore lavorate. (cioè a questo salario l'individuo è indifferente se partecipare o meno al mercato del lavoro) Perché l’individuo partecipi al mercato del lavoro è necessario che il mercato valuti un’ora del suo lavoro non meno di quanto egli stesso la valuta, ossia che: w > wg dove w = salario orario di mercato e wg = salario di riserva.
- Se w > wg l'individuo lavora.
- Se w = wg l'individuo è indifferente se lavorare o meno.
- Se w < wg l'individuo non lavora.
Esempi grafici sulla determinazione dell'offerta di lavoro individuale
Grafico A
L'individuo partecipa e offre ore di lavoro. In questo caso w > wg L’individuo sceglie la combinazione per cui il tasso marginale di sostituzione tra c e t (u / u ) è uguale al c salario reale w/p, cioè il tasso al quale il mercato consente all’individuo di sostituire consumo e tempo libero (tangenza tra vincolo e curva di indifferenza più elevata).
Grafico B
L'individuo non partecipa al mercato del lavoro. In questo caso w < wg La tangenza è nel punto dove: t = Tmax, equivalente a 0 ore di lavoro. Il salario di riserva wR è il SMSc,t della curva di indifferenza tangente al vincolo di bilancio nel punto equivalente a 0 ore di lavoro: è il salario al quale l’individuo è indifferente tra partecipare o meno al mercato del lavoro.
Grafico C
L'individuo non partecipa al mondo del lavoro. In questo caso w > wg L'individuo non partecipa. Questa non è una condizione di ottimo, perché l’individuo vorrebbe più tempo libero ma il vincolo di tempo non glielo consente. (curve di indifferenza relativamente inclinate, elevato rapporto ut/uc ).
Grafico D
L'individuo non ha tempo libero. In questo caso w < wg L'individuo sceglie di lavorare tutto il tempo, preferisce il consumo rispetto al tempo libero (curve di indifferenza relativamente piatte, basso rapporto ut/uc ). Con questi 4 casi notiamo che a parità di vincolo di bilancio a seconda delle preferenze gli individui hanno comportamenti diversi.
Vincoli orari e straordinari
- Individuo che non fa straordinari. Questo individuo non fa ore straordinarie perché i punti in blu (ore di straordinario) riducono la sua utilità rispetto al punto H. Date le sue preferenze, se potesse scegliere non farebbe comunque meno di H ore.
- Individuo che fa straordinari. Questo individuo invece sceglierà di fare ore di straordinario perché i punti in rosso (ore straordinario) consentono di raggiungere curve di indifferenza più elevate.
Esercizi di statistica comparata
1 – Variazione del reddito non da lavoro e offerta di lavoro
Se aumenta Y (reddito patrimoniale), a parità di salario, la retta di bilancio si sposta parallelamente verso l'alto quindi, dato che le preferenze sono fisse, il salario non cambia e il vincolo di bilancio trasla verso l'alto con la stessa pendenza. L'aumento della rendita aumenta il set delle opportunità: consente al lavoratore di spostarsi su una curva di indifferenza più elevata. L'impatto della variazione della rendita sulle ore di lavoro offerte a salario costante è chiamato effetto reddito che è negativo sull'offerta di lavoro. L'effetto reddito sull'offerta di lavoro dipende dalle preferenze dell'individuo rispetto al tempo libero:
- Se il tempo libero è un bene normale, l'individuo all'aumentare del reddito vorrà consumare di più e quindi ridurrà le ore di lavoro offerte (+ Y = + t e – l), oppure uscirà dal mercato del lavoro perché è aumentato il salario di riserva.
- Se invece il tempo libero è un bene inferiore, all'aumentare del reddito l'individuo vorrà consumare di meno, a parità dei prezzi di tutti i beni, e quindi aumenterà le ore di lavoro offerte (+ Y = + l e – t).
L'evidenza empirica mostra che il tempo libero è un bene normale e quindi all'aumentare della rendita l'offerta di lavoro diminuisce.
2 – Variazione del salario e offerta di lavoro
Se aumenta W, a parità di reddito non da lavoro, cambia l'inclinazione del vincolo di bilancio e ha un effetto ambiguo su l perché dipende da due effetti di segno opposto :
- Un aumento di w aumenta il reddito dell'individuo e quindi la domanda di tutti i beni normali, incluso t : per effetto reddito + w = + t e – l.
- w è tuttavia anche il prezzo (costo opportunità) di t, se aumenta l'individuo domanda meno t: per un effetto sostituzione + w = + l e – t.
La teoria economica non è quindi in grado di anticipare con certezza l'effetto di un aumento di w su l: se domina l'effetto reddito un aumento di w porterà ad una riduzione delle ore di lavoro offerte; viceversa se domina l'effetto sostituzione le ore di lavoro offerte aumenteranno. Una variazione del salario quindi fa ruotare la retta di bilancio intorno al punto delle dotazioni (E). Un aumento del salario sposta il lavoratore dal punto P al punto R e può causare sia un aumento (effetto sostituzione) che una riduzione (effetto ...
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