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Economia dei trasporti

I trasporti come dimensione storica e geografica

Il 900 secondo l'evoluzione dei trasporti può essere diviso in 5 fasi:

  • 1990-1913: in cui si sviluppa l'attività marittima per il trasporto merci, e il settore ferroviario per quanto riguarda il trasporto passeggeri.
  • 1914-1949: progressi nel settore delle infrastrutture dei trasporti, soprattutto nelle reti interne grazie ai vantaggi della motorizzazione e meccanizzazione.
  • 1950-1973: si sviluppa il trasporto su strada (con le ricostruzioni nel dopo guerra).
  • 1974-1989: con lo shock petrolifero ci fu un aumento del prezzo del petrolio e un conseguente rallentamento nello sviluppo dei trasporti.
  • 1990 ad oggi: il compito dei trasporti diventa quello di ridurre i rischi minimizzando i costi di trasporto.

Gli scambi internazionali avvengono maggiormente con trasporto marittimo e aereo. ¾ dei movimenti merci è su trasporto stradale che è più costoso ma allo stesso tempo è più flessibile e il suo sviluppo va anche attribuito all'uso dei container; i problemi dovuti al trasporto stradale sono: il costo del combustibile e la necessità di realizzare collegamenti stradali.

3% dei movimenti merci mondiali è su ferrovie; negli anni 40 ci fu il massimo sviluppo con 1.336.000 km di rete; la rete europea non si è sviluppata a causa delle condizioni geografiche e per i diversi standard tra paesi come l'alimentazione e lo scartamento; tra il 35 e il 60 si passò dai motori a vapore a diesel con i quali si realizzava un risparmio energetico, davano più autonomia, avevano bisogno di meno manutenzione e raggiungevano una velocità massima più elevata. Si sviluppò l'uso dei container anche nel trasporto ferroviario ma dato che esistevano 2 standard di container si crearono dei problemi perché le gallerie erano troppo piccole.

La navigazione fluviale al giorno d'oggi è quasi scomparsa, mentre i trasporti per condotta o per fune sono poco costosi e la condotta è molto usata nel campo dell'energia.

Porti e trasporto marittimo

Il trasporto marittimo si evolve grazie alla tecnologia. Possiamo fare una distinzione dei porti:

  • Porti di I generazione: sono porti cittadini, sono il centro di piccoli scambi commerciali e tutte le attività portuali sono dislocate all'interno del porto.
  • Porti di II generazione: si sviluppano durante il processo di industrializzazione, le dimensioni crescono e all'interno troviamo imprese per la manipolazione dei carichi e vicini ad essi si sviluppano attività di trasformazione.
  • Porti di III generazione: sono porti regionali che fanno scambi a livello internazionale.
  • Porti di IV generazione: si ha un decentramento delle attività quale conseguenza di una riduzione degli spazi disponibili e si ha un aumento dei costi.

L'autorità portuale ha il compito di coordinare il network portuale che può essere di 3 tipi:

  • Sequenziale: l'output del primo è l'input del secondo (è una catena).
  • Reciproco: ciascuno produce l'output per gli altri e al contempo riceve l'input per lo sviluppo.
  • Di gruppo: 2 porti dello stesso network sono concorrenti e si dividono il mercato; si instaura una relazione di tipo cooperativo.

Trasporto aereo

Il trasporto aereo nacque per scopi militari e poi per uso civile. La Commissione Europea propose una possibile deregolamentazione in 3 pacchetti:

  • Il primo introduce un regime più liberale per le tariffe e rende più agevole l'entrata nel mercato.
  • Con il secondo, gli stati possono adottare delle misure protettive nel caso in cui le nuove norme arrechino danni finanziari alle compagnie. Gli stati membri devono autorizzare l'entrata nel mercato.

ECONOMIA DEI TRASPORTI

1. I trasporti come dimensione storica e geografica

Il 900 secondo l'evoluzione dei trasporti può essere diviso in 5 fasi:

  • 1900-1913: in cui si sviluppa l’attività marittima per il trasporto merci, e il settore ferroviario per quanto riguarda il trasporto passeggeri.
  • 1914-1949: progressi nel settore delle infrastrutture dei trasporti, soprattutto nelle reti interne grazie ai vantaggi della motorizzazione e meccanizzazione.
  • 1950-1973: si sviluppa il trasporto su strada (con le ricostruzioni nel dopoguerra).
  • 1974-1989: con lo shock petrolifero, ci fu un aumento del prezzo del petrolio e un conseguente rallentamento nello sviluppo dei trasporti.
  • 1990 ad oggi: il compito dei trasporti diventa quello di ridurre i rischi minimizzando i costi di trasporto.

Gli scambi internazionali avvengono maggiormente con trasporto marittimo e aereo. ¾ dei movimenti merci è su trasporto stradale che è più costoso ma allo stesso tempo è più flessibile e il suo sviluppo va anche attribuito all’uso dei container; i problemi dovuti al trasporto stradale sono: il costo del combustibile e la necessità di realizzare collegamenti stradali.

3% dei movimenti merci mondiali è su ferrovia; negli anni 40 ci fu il massimo sviluppo con 1.336.000 km di rete; la rete europea non si è sviluppata a causa delle condizioni geografiche e per i diversi standard tra paesi come l’alimentazione e lo scartamento; tra il 35 e il 60 si passò dai motori a vapore a diesel con i quali si realizzava un risparmio energetico, davano più autonomia, avevano bisogno di meno manutenzione e raggiungevano una velocità massima più elevata. Si sviluppò l’uso dei container anche nel trasporto ferroviario ma dato che esistevano 2 standard di container si crearono dei problemi in quanto le gallerie erano troppo piccole.

La navigazione fluviale al giorno d’oggi è quasi scomparsa, mentre i trasporti per condotta o per fune sono poco costosi e la condotta è molto usata nel campo dell’energia.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/06 Economia applicata

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