Dispensa di
Economia dei Sistemi Industriali
INDICE
1. Introduzione
2. I Fallimenti di Mercato
3. La Teoria d’Impresa
4. L’Integrazione Verticale
5. La Diversificazione
6. L’Internazionalizzazione
7. Le Forme Intermedie: gli Accordi tra Imprese
8. Le Innovazioni
9. Le Politiche Industriali
10. Le Politiche Industriali in Italia
11. La Normativa Antitrust vigente
parte di Microeconomia:
1. Introduzione
2. La Tecnologia
3. Le Funzioni di Costo e la Minimizzazione dei Costi
4. I Costi di Breve e Lungo Periodo
5. Le Economia di Scala
6. La Concentrazione
7. La Concorrenza Perfetta
8. La Teoria dei Giochi
9. La Teoria dell’Oligopolio
10. Le Barriere all’Entrata
11. I Mercati Contendibili
A cura di Luigi Daniele
A.A. 2012-‐2013
1
ECONOMIA dei SISTEMI INDUSTRIALI
Introduzione
Il corso di Economia dei Sistemi Industriali si pone l’obiettivo di studiare il modo efficiente
per la PRODUZIONE e lo SCAMBIO di beni e servizi.
Il modello di AUTOCONSUMO della produzione non è più possibile e il processo di
specializzazione della produzione e dello scambio va ben analizzato.
L’obiettivo di un sistema economico è soddisfare i bisogni economici dei soggetti sapendo che
ciascun individuo ha un suo sistema di preferenze. Le PREFERENZE dei soggetti economici
possono essere definite attraverso le funzioni di Utilità: esse misurano l’utilità di possedere
un certo paniere di beni e servizi piuttosto che un altro.
Ipotizzando che i singoli individui siano RAZIONALI (la razionalità individuale è dalla
≠
razionalità collettiva), essi massimizzeranno la loro utilità con e senza vincoli da rispettare.
Se fossimo in condizioni di RISORSE ILLIMITATE non ci sarebbero problemi. Ma LA SCARSITÀ
DELLE RISORSE impone che ad un certo punto i vincoli diventino molto stringenti creando
trade off tra le utilità dei diversi individui.
In queste condizioni bisogna capire quando una certa allocazione delle risorse è EFFICIENTE
oppure no, per questo motivo si parla di
EFFICIENZA ALLOCATIVA.
L’EFFICIENZA ALLOCATIVA si ha quando, in condizioni di scarsità delle risorse, si allocano le
risorse in modo tale da ottenere una soluzione efficiente.
DEFINIZIONE 1:
Una certa allocazione di beni e servizi è definita efficiente se non sono disponibili altre
alternative allocative che non sono universalmente preferite dai soggetti economici.
DEFINIZIONE 2:
Una soluzione è efficiente quando è universalmente preferita, cioè quando nessun individuo
potrebbe migliorare senza che gli altri peggiorino la loro posizione.
DEFINIZIONE 3:
Se una soluzione prevede il miglioramento delle condizioni di uno o più individui a scapito di
altri, allora è una soluzione INEFFICIENTE.
Per poter ragionare in termini di efficienza allocativa dobbiamo conoscere:
Il gruppo di individui coinvolti;
• Le preferenze degli individui coinvolti;
• Le relazioni tra l’allocazione delle risorse e le preferenze degli individui.
•
Uno studioso italiano, Vilfredo Pareto, ha concentrato molto i suoi studi sull’efficienza, in
particolare allocativa, tanto che l’efficienza allocativa è conosciuta anche come EFFICIENZA DI
PARETO. In particolare, prese due allocazioni di beni e servizi A e B diremo che:
A è pareto dominata da B se a parità di tutti gli altri, almeno un soggetto preferisce B
Ø ad A. in questo caso A è inefficiente e B non è detto che sia efficiente perché
à
potrebbe esserci un’altra allocazione diversa da A e B che almeno un soggetto
preferisce anche a B.
B è pareto ottimale se non esiste alcun’altra allocazione universalmente o
Ø univocamente preferita. allocazione pareto ottimale = allocazione efficiente.
à
2
Le definizioni fin qui espresse e i ragionamenti fatti ci conducono a tre implicazioni:
1. Quando un’allocazione è inefficiente c’è (a livello collettivo) uno spreco di risorse.
Viceversa, un’allocazione efficiente usa in maniera ottimale le risorse a livello
collettivo.
2. Dato il gruppo di individui e le loro preferenze esistono molte allocazioni efficienti.
ESEMPIO:
il docente, perché è la figura con più autorità, mangia tutta una torta.
à non c’è spreco di risorse
à il docente non preferisce nessun’altra soluzione SOLUZIONE EFFICIENTE
à
il docente, nonostante sia la figura con più autorità, divide in parti uguali con gli
studenti.
à non c’è spreco di risorse
à fatta questa allocazione, nessuno ne accetterebbe mai una diversa perché una
qualsiasi variazione scontenterebbe qualcuno SOLUZIONE EFFICIENTE
à
3. In economia l’efficienza non ha nulla a che fare con il concetto etico di EQUITÀ.
Il concetto di efficienza allocativa ha due implicazioni:
1. A LIVELLO NORMATIVO: è lo strumento per perseguire e orientare il sistema verso
determinate norme e obiettivi; è un criterio in base al quale giudicare le decisioni di
gruppo.
2. A LIVELLO POSITIVO: come strumento per capire, spiegare, interpretare e prevedere
fenomeni.
IL PRINCIPIO DI EFFICIENZA dice che se si è in grado di trattare tra individui ci si accorderà
spostandosi senza peggiorare l’utilità degli altri. Le soluzioni inefficienti saranno scartate e gli
individui si metteranno d’Accordo su soluzioni efficienti.
INDIVIDUI RAZIONALI
+ à SOLUZIONI EFFICIENTI
CONTRATTAZIONI TRA INDIVIDUI
STRUTTURA E COMPOSIZIONE DEL SISTEMA ECONOMICO
I sistemi economici sono caratterizzati prevalentemente da due meccanismi principali: LA
SPECIALIZZAZIONE e IL COORDINAMENTO.
La Specializzazione prevede che i soggetti si specializzino in attività distinte che
caratterizzano il processo di produzione e scambio dei beni e servizi. Nessuno è
autosufficiente; infatti, la specializzazione implica lo scambio dei beni prodotti.
Il Coordinamento è necessario per coordinare lo scambio di beni e servizi prodotti.
Il sistema economico deve coordinare un ENORME PROBLEMA: il raggiungimento di
un’allocazione efficiente delle risorse. Infatti, per coordinare sono necessarie INFORMAZIONI
riguardanti la disponibilità delle risorse, le tecnologie di produzione ecc.
Le informazioni non sono possedute da gruppi di individui o singoli individui, ma sono
disperse nel sistema. Storicamente, per risolvere il problema della dispersione delle
informazioni, si sono viste due soluzioni:
CENTRALIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI, che accumula tutte le informazioni in un
o elaboratore che le elabora e definisce l’allocazione efficiente che sarà poi comunicata a
tutti. è l’idea del comunismo inteso come grande sistema di pianificazione
à
DECENTRAMENTO DI INFORMAZIONI E DECISIONI, che prevede che le decisioni siano
o prese localmente e che le informazioni rimangano decentrate dove sono. è l’idea del
à
capitalismo
3
La seconda soluzione (decentramento) ha sicuramente il vantaggio dell’ASSENZA DEI COSTI
DI CENTRALIZZAZIONE che il primo non ha; però non risolve il problema di come ottenere un
buon coordinamento se le informazioni rimangono decentrate; in particolare è vero che non
comporta costi ma pare evidente che per raggiungere un coordinamento collettivo causa uno
spreco di risorse.
Tra questi due modelli, che rappresentano due forme pure, ci sono infinite soluzioni
intermedie.
La Teoria Economica sostiene che l’economia di mercato che si basa sui prezzi di mercato è in
grado di dare al sistema un’allocazione efficiente delle risorse senza sprecare risorse,
accentrando tutte le informazioni. In altre parole, i singoli producono e scambiano beni e
servizi attraverso un unico meccanismo di coordinamento: la fissazione del prezzo a cui si è
disposti a comprare e a vendere sul mercato.
Se il mercato e il sistema dei prezzi funzionano bene, lo Stato (detto in questo caso Stato
Minimo) deve svolgere solo una funzione: garantire i diritti di proprietà agli individui.
Tutti gli altri meccanismi di coordinamento al più riescono a trovare lo stesso risultato del
sistema di mercato basato sulla fissazione dei prezzi ma, poiché utilizza risorse per
raggiungere questo risultato, sono inefficienti.
Il sistema di mercato e dei prezzi è dimostrato dalla Teoria Economica  
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