Economia dei sistemi industriali
In questo corso affronteremo 7 capitoli:
- Le dinamiche di entrata e uscita dai settori
- I confini orizzontali e i processi di diversificazione
- I confini verticali, le scelte di integrazione verticale, le relazioni inter-organizzative
- I processi di internalizzazione
- Le strutture organizzative delle imprese
- Mercato e strategie competitive
- Innovazione e cambiamento organizzativo
Focus del corso
Il focus di questo corso è sull'impresa e gli aspetti principali che affronteremo sono:
- Cosa induce un'impresa ad entrare o a uscire da un settore
- Strategie di crescita
- Scelte di make or buy
- Processi di internalizzazione
- Processi di innovazione (molto importante)
Capitolo 1: I processi di entrata e uscita
In questo capitolo affrontiamo i processi di entrata e di uscita in un settore industriale. Un settore industriale è l'insieme di tutte le imprese che cercano di soddisfare la stessa necessità (desiderio) di un target di clienti.
Per definire i vari settori industriali esiste il sistema di classificazione delle attività economiche: codice ATECO (AT = attività; ECO = economiche). Le informazioni riguardanti un'impresa si trovano presso la Camera di Commercio (e anche ISTAT).
Colui che entra in un settore può essere:
- Un giovane imprenditore
- Un'impresa: possono essere imprese che creano nuove imprese o un'impresa che si butta su un altro mercato.
Se il soggetto che entra nel settore è un'impresa affermata, allora questa può entrare in maniera determinante all'interno del settore. Se il soggetto che entra nel settore è un nuovo e piccolo imprenditore, allora è probabile che questo esca (viene espulso) dal settore nel giro di qualche anno.
Allora perché i piccoli imprenditori entrano? Perché è molto difficile prevedere cosa succederà e quindi ci prova e poi come va va. I fenomeni di entrata e di uscita sono molto ricorrenti e soprattutto rilevanti in tutti i settori. In genere, entrate e uscite si equivalgono.
La maggior parte delle imprese che escono sono quelle appena entrate perché queste hanno spesso una dimensione inferiore alla media di quelle già presenti. L'andamento dei tassi di natalità e di mortalità delle imprese è possibile vederlo tramite studi presenti all'interno del sito ISTAT: tra il 2010 e il 2015 c'è stata una continua riduzione del numero di imprese attive (m = 8% e n = 7%).
Inoltre, sempre presso il sito ISTAT è possibile verificare l'indicatore TEA, cioè la vivacità imprenditoriale che è data dal rapporto tra: tasso di natalità e tasso di mortalità. L'Italia ha un TEA circa uguale al 5% ed è l'ultimo dei paesi europei.
Pericoli di uscita per gli incumbents
Vediamo ora i pericoli di uscita per gli incumbents, cioè per le imprese che sono già presenti nei settori:
- Concorrenza: tali imprese devono fare attenzione alle imprese che diversificano perché queste spesso sono molto grandi.
- Ciclo di vita del settore: bisogna fare attenzione alla fase di vita del settore. Se il settore è in espansione, allora è più semplice entrare. Se il settore è in maturità, allora è più difficile entrare perché chi entra deve "rubare" quota di mercato alle imprese già presenti.
Importanza di conoscere le condizioni di entrata
Per entrare in un settore è molto importante:
- Conoscere tutti gli aspetti che determinano le condizioni di entrata
- Raccogliere capitale: questo aspetto è molto importante perché i ricavi sono molto collegati al capitale; di solito il rapporto si aggira tra 1 e 4. Quindi, è molto importante raccogliere capitale, cioè il fabbisogno finanziario.
Il fabbisogno finanziario viene coperto da due fonti (più una):
- Capitale di debito: viene messo da soggetti esterni (banche); va restituito a prescindere dal profitto con tanto di interessi.
- Capitale di rischio: viene conferito dai soci; non può essere restituito e i suoi interessi dipendono dal profitto. Tale capitale ha un'influenza sul controllo dell'impresa.
- Autofinanziamento: è il profitto che genera l'impresa. Questa terza fonte viene utilizzata dalle imprese già avviate.
La fase di raccolta di capitale è più semplice per imprese già esistenti, mentre risulta più complessa per un nuovo imprenditore che deve convincere soggetti esterni.
Fattori che determinano i processi di entrata
Vediamo i due fattori che determinano i processi di entrata:
- Fattori di spinta: detta "imprenditorialità per necessità". Le persone hanno necessità di guadagnare e quindi costituiscono un'attività propria per necessità appunto.
- Fattori di attrazione: detta "imprenditorialità per opportunità". Una persona crede di sfruttare una opportunità di generare reddito maggiore rispetto a quello che già ha. Ad esempio, un ex dipendente che decide di mettersi in proprio.
Processo di attivazione imprenditoriale
Infine, vediamo, sempre a riguardo delle entrate, il processo di attivazione imprenditoriale. L'imprenditorialità è il tentativo di creare una nuova impresa o attività, come ad esempio un lavoro autonomo, una nuova organizzazione, o l'espansione di un'azienda già esistente, da parte di un individuo, un gruppo di individui o un'organizzazione già avviata.
L'imprenditorialità nasce da un'opportunità o da una necessità. Per creare un'impresa servono le competenze, le idee, gli strumenti e i fondi. Bisogna saper scrivere un Business Plan, cioè saper riconoscere un'opportunità di business ed indagarla. Segue poi la ricerca di finanziatori disposti a investire nell'idea di business proposta. Seguono l'implementazione dell'idea e la conseguente raccolta dei risultati.
L'imprenditore deve essere in grado di riconoscere e valutare le opportunità di business, ma anche di attrarre capitali e guidare l'organizzazione. Questi 3 aspetti sono tutti fondamentali per il successo dell'impresa.
Per avviare un nuovo business, quindi, è necessario compiere una serie di attività, che possiamo riassumere sommariamente in quattro punti:
- Stabilire gli obiettivi e stilare un piano
- Contrattare con i fornitori per approvvigionare i materiali necessari
- Contrattare con i clienti per proporre il nuovo prodotto o servizio
- Selezionare e monitorare il personale necessario per il successo dell'impresa
Capitolo 2: Strategie di crescita
Una impresa, una volta entrata in un settore, cerca di crescere: cioè incrementare la sua dimensione aziendale. Gli indicatori per misurare la dimensione aziendale sono:
- Indicatori di input:
- Numero degli addetti (si trova nelle note integrative del bilancio)
- Capitale
- Indicatori di output:
- Valore delle vendite (anche detto fatturato): è il valore dei prodotti e/o servizi che l'impresa ha trasferito a terzi. Tale valore si trova nel conto economico.
- Valore della produzione: è il valore di ciò che l'impresa ha prodotto in un esercizio.
- Numero di prodotti venduti in un esercizio
Non è detto che tutte le grandezze crescono in maniera proporzionale. Una impresa ha due modalità di crescita:
- Differenziando: l'impresa cresce mantenendo inalterati i prodotti che immette sul mercato. Crescere differenziando consiste in:
- Aumentare le quote di mercato
- Espandersi in nuove aree geografiche
- Integrarsi verticalmente, cioè cercare di svolgere più fasi di lavorazioni che consentono di ottenere il prodotto
- Diversificando: l'impresa cresce diversificando le attività, cioè:
- Entra in nuovi settori: si può fare in due maniere:
- In maniera correlata: l'impresa entra in settori che hanno relazioni con il settore in cui l'impresa già opera
- In maniera conglomerata: l'impresa entra in settori che sono totalmente diversi a quello in cui già opera
- Differenzia i prodotti per soddisfare diversi target di clienti: si può fare in due maniere:
- In maniera verticale: l'impresa realizza prodotti "top di gamma", cioè migliori della concorrenza
- In maniera orizzontale: l'impresa realizza prodotti in cui migliora caratteristiche specifiche per un determinato target di clienti
- Entra in nuovi settori: si può fare in due maniere:
Motivazioni della diversificazione
Motivazioni della diversificazione: in generale una impresa diversifica per crescere, cioè per espandere la propria dimensione aziendale. Per quanto riguarda la diversificazione, questa ha delle sue motivazioni specifiche:
- Ragioni di efficienza:
- Sfruttare economie di scala o di scopo
- Sfruttare il mercato interno dei capitali: se l'impresa cresce, aumenta i suoi profitti (cioè i capitali) e tali profitti possono essere utilizzati per finanziare nuovi progetti
- Acquisire società sottovalutate, cioè le imprese con un potenziale di generazione di profitti elevato ma che non riescono a rendere
- Ragioni di non efficienza: tali ragioni riguardano le grandi imprese, cioè quelle in cui proprietà e controllo non corrispondono.
- In questi casi chi controlla mira ad assecondare i propri obiettivi, che spesso non sono relativi al profitto. Di solito un manager è interessato alla crescita dell'impresa per facilitare la sua gestione a discapito dei profitti.
Inoltre, una impresa può crescere in maniera interna (investe su risorse, tecnologie, ecc.) o in maniera esterna (acquisisce imprese già esistenti). Un esempio di crescita esterna conglomerata è l'impresa "Benetton", la quale operava principalmente nel settore dell'abbigliamento, che acquisisce autostrade.
Capitolo 3: I confini verticali e le scelte di integrazione
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Economia dei Sistemi Industriali
-
Appunti di Economia dei sistemi industriali
-
Economia dei Sistemi Industriali - Appunti
-
Appunti di Economia dei sistemi industriali