I gruppi aziendali (capitolo 1)
Nozione dell'economia aziendale
Sono più unità (generalmente società) giuridicamente indipendenti, facenti capo al medesimo soggetto economico, gestite in modo unitario (una direzione unitaria). L'elemento distintivo è il frazionamento in realtà giuridicamente diverse. Vi sono diverse tre differenti visioni circa il grado di unitarietà economica fra le parti giuridicamente distinte che compongono il gruppo:
- Realtà unitaria: gruppo visto nella sostanza economica come un’unica azienda - fra le realtà giuridicamente distinte vi sono importanti legami che inducono a ritenerle parte di un tutto.
L'unitarietà di gestione e di soggetto economico sono una chiave di lettura economico-aziendale che considera globalmente i suoi aspetti di gestione, organizzazione e rilevazione (es. bilancio consolidato, ecc.). Sarebbe difficile immaginare una gestione unitaria con più soggetti economici così come un medesimo soggetto economico che attua sistematicamente una gestione priva di coordinamento: si parla di economia dei gruppi e non diritto dei gruppi.
Il gruppo appare come una forma organizzativa, dunque un’azienda, con riferimento alla suddivisione e articolazione delle attività svolte fra le diverse unità giuridiche. La forma gruppo è il modo di ripartirle e coordinarle fra i soggetti giuridici. Nota: parlando di gruppo come forma organizzativa ci si riferisce all’assetto societario, non a quello personale – non esclude altre forme (es. azienda con divisioni che sono anche società autonome).
L’azienda è vista come realtà componibile e scomponibile (es. fusioni, scissioni, cessioni di rami, ecc.) a prescindere dalla forma gruppo – si può entrarvi e uscirvi facilmente (soggetti giuridici autonomi).
L'unitarietà
L'unitarietà nella gestione e nel soggetto economico determina forti legami fra le unità (società) del gruppo. Esistono imprese:
- Multidivisionali: se la multidivisionale è formata da una sola società, vi è un’unica impresa, altrimenti sono più aziende.
- Decentrate nelle decisioni: se la realtà decentrata è formata da una sola società, allora è un’unica impresa, altrimenti sono più aziende.
Cambiando l’assetto giuridico non cambia l’essenza economica – possono avere o meno la forma di gruppo ma la loro essenza economica resta la medesima. Nota: unitario non vuol dire monolitico, non significa che non si possa adattare facilmente alle circostanze – vi sono molte aziende diverse dal gruppo non sono monolitiche, anche se unitarie.
- Realtà unitaria ma super-aziendale: quando si sostiene che l’autonomia abbia un imprescindibile rilievo anche economico – un tutto che non assorbe le singole parti, va oltre le singole aziende le quali mantengono una specifica valenza aziendale.
- Aziende autonome con forti legami partecipativi solo talvolta unitarie: ad esempio quando le specifiche realtà sono collegate tecnicamente a seguito di un processo di integrazione verticale.
Classificazione dei gruppi
1. Rapporti di potere fra le società del gruppo
- Struttura verticale o egemonici o gerarchici: fra le unità giuridicamente distinte vi è una gerarchia – a loro volta possono essere:
- A struttura semplice: Società A: capogruppo/holding/controllante; Società B e C: filiali/affiliate/controllate. Se la capogruppo gestisce solo le partecipazioni, viene detta “holding pura”; se gestisce le partecipazioni e svolge anche attività operativa, viene detta “holding mista”.
- A struttura complessa: Le società B e C sono dette anche “sub-holding”. In questo caso vi sono più livelli di raggruppamento e si parla di partecipazione diretta (es. A con B) e indiretta (es. A con B1).
- Struttura orizzontale o paritetici o coordinati o di fatto: unità giuridicamente distinte poste sullo stesso piano. I gruppi orizzontali sono spesso piccoli gruppi a proprietà familiare dove i membri della famiglia sono anche il soggetto economico e possiedono di persona le azioni o quote della società.
2. Legami economici fra le società del gruppo
- Con integrazione verticale: unione di più imprese poste lungo una filiera produttiva – es. gruppo Fileni che controlla mangimifici, incubatoi, allevamenti, macellazione e lavorazione carni.
- Con integrazione orizzontale: unione di più imprese operanti nello stesso settore – es. Volkswagen, SEAT, Audi, Skoda, Lamborghini, Citroen e Peugeot.
- Misti: deriva da integrazione orizzontale e verticale – es. Fiat, Alfa, Lancia, Ferrari, Maserati, Chrysler, Magneti Marelli, ecc.
- Conglomerati: è il frutto della diversificazione più spinta – es. Procter & Gamble, operante nei detersivi, nel caffè, nei pannolini, nella produzione televisiva; Samsung; Hyundai, ecc.
3. Legami tecnici fra le società del gruppo
- Economici: quando presenti anche rapporti tecnici.
- Finanziari: quando assenti rapporti tecnici.
4. Luoghi in cui si localizzano le società del gruppo
- Gruppi nazionali: quando presenti in un solo paese.
- Gruppi internazionali: quando presenti in più paesi (problema della vasta utilizzata).
La leva azionaria di gruppo
Il soggetto economico può controllare il gruppo con meno conferimenti di capitale sociale facendo leva sui conferimenti di altri soggetti; vale solo per i gruppi a struttura verticale essendo necessari legami partecipativi fra le società del gruppo.
Esempio: A (1.000), di cui 600 detenuti dal Soggetto Economico (60%) e 400 dai terzi di A (40%) B (1.000), di cui 600 detenuti dalla società A (60% -> 360 SE e 240 dai terzi di A) e 400 dai terzi di B (40%) C (1.000), di cui 600 detenuti dalla società B (60% -> 360 società A, dove 216 SE e 144 terzi di A, e 240 terzi di B) e 400 dai terzi di C (40%).
A livello di gruppo il capitale sociale conferito è 600 (SE) + 400 (tA) + 400 (tB) + 400 (tC) = 1.800.
La convenienza dei terzi a partecipare (capitale di terzi) può essere ad esempio spiegato rifacendosi al ricorrente forma verticale del gruppo delle grandi società anche quotate, aventi dunque sia capitale di comando che di risparmio.
La leva finanziaria di gruppo
Rappresenta la possibilità di accrescere la capacità di credito per l’apparente miglioramento di alcuni indicatori a seguito del frazionamento in più società –> le singole società appaiono meno indebitate rispetto al gruppo nel suo complesso (vale solo per i gruppi a struttura verticale).
Esempio: AA (1000) -> detiene B per il 60% Banca 1.400 Mutui 1.000 B (1000) -> detiene C per il 60% C (1000) Partecipazioni in 600 Capitale 1.000 B sociale CB Banca 1.200 Mutui 1.000 Banca 1.400 Mutui 1.000 Partecipazioni in 800 Capitale 1.000 Partecipazioni 600 Capitale 1.000 B sociale in B sociale = Consolidato A B C 3.000 = 1.671.800 Banca 4.000 Mutui 3.000 = 1.800 = 600() + 400() + 400() + 400()
Le determinanti della forma gruppo
Dimensione
- Analisi statica dei gruppi (fotografia): l’ipotesi di partenza –> con l’aumentare della dimensione dell’impresa crescono le probabilità di trovare imprese in forma gruppo.
- Analisi dinamica dei gruppi (film): la crescita della dimensione si accompagna ad eventi che favoriscono la forma gruppo –> la crescita non avviene solo per vie interne (crescita di fatturato, dipendenti o capitale investito), ma avviene anche per:
- Concentrazione: non solo con eliminazione di concorrenti, ma anche con acquisizione di partecipazioni di controllo (nasce o si allarga il gruppo).
- Diversificazione: più spesso con acquisizione di partecipazioni di controllo.
Flessibilità: capacità di adattarsi rapidamente –> viene favorita dalla forma gruppo.
Gestione della complessità: la forma gruppo potrebbe aiutare nella gestione di un’impresa –> frazionarla in parti distinte più piccole ne rende più facile la gestione. Metafora di Simon e “l’orologiaio”: ogni volta che un cliente suona alla porta e lui va ad aprire deve buttar via tutto il lavoro svolto fino a quel momento poiché una volta interrotto è. Più facile sbagliare ed un dettaglio sbagliato compromette il funzionamento di tutto l’orologio, essendo le componenti legate tra loro –> organizzando unità giuridicamente distinte è invece più semplice gestire quella realtà complessa. Ciò può valere anche per le “piccole” crescite, spesso replicando realtà già note.
Esigenze e convenienze gestionali varie: nella vita delle imprese ci possono essere tante circostanze, che inevitabilmente, portano a dar vita alla forma gruppo –> es. esportazione, “segmentazione” mercato, opportunità e vincoli giuridici, ecc.
Indagini sui gruppi in Italia
Primi anni ‘90: Il fenomeno gruppo da questa indagine esiste, ma è focalizzata su realtà quotate –> qui viene confermata l’ipotesi secondo cui tanto più si è grandi tanto più conviene la forma gruppo.
Alcuni risultati di sintesi tratti da un’indagine su gruppi industriali delle Marche –> si è partiti dalla classifica ove presenti le singole società e ci si è domandati se fossero o meno parte di un gruppo, per rispondere a ciò si è:
- Guardato l’elenco dei soci delle singole per verificare se vi fossero altre società al suo interno e così via.
- Guardato se la singola comparisse o meno nell’elenco socie di altre.
L’indagine è stata dunque svolta consultando il libro dei soci delle singole società. Tramite il numero di imprese parti di un gruppo e il numero di gruppi individuati si sono potute analizzare le caratteristiche dei vari gruppi.
Un ulteriore indicatore per individuare l’appartenenza ad un gruppo possono essere le classi di fatturato: Società appartenenti ad un gruppo per classe dimensionale: approfondimento per la provincia di Ancona –> in termini di addetti. Nota: è dunque vero sì che la grande dimensione si lega alla forma gruppo MA non è l’unico fattore –> dall’indagine emerge come forme minori ricorrono maggiormente alla forma gruppo rispetto a quanto ci si potesse aspettare.
2C Rapporto Unioncamere 2004 (situazione nel 2000) 2C Rapporto Unioncamere 2006 (situazione del 2003) N° gruppi individuati 66.465 N° gruppi individuati 71.287. Emerge che il fenomeno gruppo è sempre più diffuso, anche in realtà di dimensione ridotta.
Indagine ISTAT del 2005 sui gruppi in Italia nel 2003 Indagine ISTAT del 2006 sui gruppi in Italia nel 2003. Da un anno all’altro sono esserci circa 7.000 nuovi gruppi –> ciò significa che sono stati utilizzati nuovi metodi per individuarli.
Conclusioni indagini
- La consapevolezza del fenomeno gruppo è relativamente recente.
- Il gruppo è un fenomeno diffuso anche in piccole realtà.
- Vi sono difficoltà nell’individuare e monitorare i vari gruppi.
- Esistono anche dei c.d. “gruppi invisibili” –> come, dal punto di vista quantitativo, nel caso di un libero professionista socio o amministratore.
- Se il gruppo è visto come una realtà unitaria, la dimensione del sistema d’imprese è più elevata (minore nanismo di quel che si dice, sono piccoli ma meno si quel che viene detto).
Imprese a proprietà familiare, patti di famiglia, holding
La “famiglia” come soggetto economico di riferimento: es. due fratelli che fondano un’impresa che poi cresce –> nel tempo si crea un problema di ricambio generazionale, entrano nuove generazioni nell’impresa di famiglia che svolgono mansioni varie. Per gestire la nuova situazione viene stabilito il patto di famiglia: insieme di regole (formali e non) per l’ingresso dei familiari e volto a favorire la successione –> per gestire concretamente il patto di famiglia si potrebbe creare una holding familiare.
L'evoluzione dei gruppi come imprese-rete (capitolo 3)
Da un lato le aziende stringono accordi con soggetti esterni per accedere a risorse non controllate direttamente da loro ma di proprietà di altre aziende, dall’altro tendono a riorganizzarsi internamente in modo più flessibile e snello –> è stato introdotto il concetto di rete, inteso come: modo astratto di organizzare le forze produttive valorizzando le interazioni tra soggetti autonomi.
Gli elementi caratterizzanti la rete sono:
- I nodi: unità orientate ai risultati, autoregolate, capaci di cooperare con gli altri e di interpretare gli eventi esterni –> caratterizzati dall’autonomia, ovvero capacità di sviluppare comportamenti attivi volti a valorizzare risorse interne e a cercare integrazione con altri nodi.
- Le connessioni: legami tra i diversi nodi della rete –> di vario tipo: burocratici, di mercato, informazioni formalizzate, comunicazioni.
Mentre in passato si cercava un vantaggio competitivo internalizzando le varie fasi della catena del valore, negli ultimi anni le imprese tendono sempre più a dar vita a collaborazioni per lo svolgimento in comune di una o più attività –> così da sfruttare i vantaggi della grande dimensione riducendo contemporaneamente i relativi rischi ed oneri.
Il concetto di rete
Il concetto di rete può essere classificato come:
- Impresa rete: si sviluppano entro i confini della medesima organizzazione tramite la suddivisione in unità di business autonome, ma controllate da uno stesso SE. Le unità non sono indipendenti, né completamente autonome ma decentrate –> si presenta come una struttura organizzativa più complessa rispetto a quelle tradizionali in quanto è contemporaneamente “un mercato, una gerarchia, una rete informativa, un sistema sociale, un clan, una struttura politica”.
Il legame tra le diverse unità può avere duplice natura:
- Finanziaria: se vi è una holding che detiene le partecipazioni di controllo ed esercita un’azione blanda d’indirizzo sulle varie unità con ampia autonomia.
- Operativa: spesso assume configurazione di un pool di conoscenze e relazioni fra le diverse unità.
Rete di imprese: sono forme organizzative che realizzano il coordinamento di più nodi (le imprese), trasformandoli in un unico sistema di azione economica. Le imprese sono indipendenti sotto il profilo proprietario, ma legate da contratti o consuetudini –> le relazioni possono essere strutturate con un’azienda leader che si circonda di un insieme di aziende collaboranti, o si possono concretizzare in un sistema di relazioni paritetiche tra più imprese tutte sullo stesso piano.
Il gruppo come rete d'imprese
Il gruppo è una possibile manifestazione di impresa-rete –> ha caratteri simili alla rete, come il forte legame tra le imprese (soggetto economico in comune e gestione unitaria) ed un certo grado di autonomia del soggetto giuridico, può dunque essere considerato una rete, dove ogni azienda rappresenta un nodo. Nota: Non deve mancare l’autonomia dei nodi, limitata dalla presenza di un soggetto economico unitario che le gestisce in un’ottica globale. Il fenomeno del gruppo può scaturire da due processi diversi:
- Un’unica grande impresa che decide di rendere formale la ripartizione interna per unità organizzative autonome dando vita a imprese indipendenti ma legate dal vincolo partecipativo –> riconducibile all’impresa-rete.
- Un’impresa che decide di realizzare un processo di crescita dimensionale attraverso l’acquisizione di partecipazioni in imprese esterne e indipendenti piuttosto che tramite investimenti strutturali interni (diverse unità che danno vita a un complesso più ampio) –> riconducibile alla rete di impresa.
Le imprese che costituiscono in un certo momento il gruppo possono rientrare e essere considerate nel concetto di rete (cosa non vera al contrario).
Le aggregazioni aziendali
Vengono classificati come aggregazioni aziendali di tipo informale e di tipo formale –> tale fenomeno si verifica quando vi sono collegamenti e forme di collaborazione che però non intaccano l’autonomia delle aziende che vi prendono parte. Per essere aggregazione, i collegamenti devono essere forti –> non sono sufficienti semplici relazioni (es. acquisto periodico di cancelleria).
- Aggregazioni informali: possono anche esservi degli accordi contrattuali MA esse si muovono al di là del contratto specifico –> vengono individuate 4 situazioni:
- Rapporti azienda-finanziatori: in determinati contesti il finanziatore entra nelle vicende di gestione dell’impresa andando oltre al suo incarico di mero finanziatore –> la collaborazione economica può essere la premessa per poi generare tale collaborazione (non riguarda la collaborazione economica in sé).
Esempio: processi di ristrutturazione e risanamento per superare una crisi aziendale (per nuovi finanziamenti, per trasformare quelli vecchi in capitale sociale, ecc.).
Rapporto cliente-fornitore: spesso si creano rapporti dialettici con una certa intensità sotto forma di collaborazioni (progettazione e realizzazione).
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