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Regolamentazione

L'obiettivo della regolamentazione è quello di garantire una maggiore stabilità, una maggiore efficienza e una maggiore trasparenza del settore bancario. Regolamentando il settore è stato inoltre possibile aumentare la fiducia del settore bancario al pubblico, oltre che agli intermediari stessi, portando inoltre questi ultimi a un livello di concorrenza.

Al livello della stabilità, sono state introdotte delle regole che garantiscono la microstabilità, ovvero la possibilità degli intermediari finanziari di essere solvibili e di avere liquidità, mentre al livello della macrostabilità è stata raggiunta la stabilità dei prezzi per mantenere la stabilità del sistema. Al livello dell'efficienza, sono state introdotte regole in grado di prevenire cartelli o abusi di posizione, oltre alla rimozione degli ostacoli alla libera concorrenza. La trasparenza è invece necessaria per proteggere gli investitori dai problemi di asimmetria informativa, mediante un'informazione trasparente e affidabile sugli strumenti finanziari e sul corretto comportamento degli intermediari finanziari nei confronti della clientela.

Ci sono comunque dei limiti nella regolamentazione, come la creazione di moral hazard, provocato dalla volontà dei governi di creare delle reti di salvataggio. Inoltre, il regolamentatore potrebbe essere influenzato dal regolato, e i costi di implementazione delle regolamentazioni sono alti.

TUB – Testo Unico Bancario

Nasce il 1° settembre 1993. Con esso l'attività bancaria passa da interesse pubblico (legge bancaria 1936-1938) a attività d'impresa, e vengono rimossi vincoli normativi per stimolare l'evoluzione del sistema bancario verso una configurazione concorrenziale, dove sono possibili rischi di impresa. Il principio principale del TUB è quello della sana e prudente gestione, ovvero del raggiungimento della stabilità complessiva, dell'efficienza e della competitività attraverso strumenti di vigilanza prudenziale, che richiede cioè determinati requisiti. Inoltre, con il TUB l'assetto istituzionale del sistema finanziario italiano sposta il proprio baricentro dalle banche verso le istituzioni e le attività non bancarie e verso i mercati mobiliari.

Ricapitolando, i principi fondamentali del TUB sono: natura imprenditoriale delle banche, despecializzazione istituzionale, temporale e operativa, concorrenza, neutralità della vigilanza.

TUF – Testo Unico della Finanza

Nasce il 24 febbraio 1998. Con esso il modello di vigilanza onnicomprensivo della legge bancaria diventa un modello ibrido, nel quale i controlli diretti a tutelare la stabilità degli intermediari rimangono affidati alla Banca d'Italia, mentre i controlli indirizzati a favorire la trasparenza e il corretto funzionamento dei mercati vengono attribuiti alla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), che nasce nel 1974.

Banca d'Italia

Nasce il 10 agosto 1893 dalla fusione della Banca Nazionale, della Banca Nazionale Toscana e dalla Banca Toscana di Credito, con capitale di 300 milioni di lire suddiviso in 300.000 quote da 1.000 lire l'una, successivamente rivalutati a 7.5 miliardi di euro. Con la legge bancaria del 1936 la Banca d'Italia viene dichiarata istituto di pubblico interesse, e formalizzò la possibilità di emettere moneta, l'attività di vigilanza sulle banche e l'attività di prestatore di ultima istanza nei confronti delle aziende di credito, e ebbe il divieto di finanziare direttamente l'economia privata.

La Banca d'Italia è sotto la sorveglianza del Ministero dell'Economia e delle Finanze, nonostante abbia degli elementi privatistici, come ad esempio la forma di SPA, la presenza di organi simili a quelli dello schema societario e la mancata partecipazione dello Stato al suo capitale, che viene detenuto da Istituti di Previdenza, Istituti di Assicurazione, Casse di Risparmio, Istituti di credito di diritto pubblico e da SPA esercenti attività bancaria, grazie alle liberalizzazioni del 1990.

L'assetto governativo della Banca d'Italia è formato da un'assemblea generale dei soci, da un consiglio superiore, formato dal Governatore e da 13 consiglieri, da un Direttorio, formato dal Governatore, da un Direttore Generale e da tre Vicedirettori Generali, e dal Governatore stesso, che viene eletto dal Presidente della Repubblica con un mandato di sei anni non rinnovabili.

La funzione principale della Banca d'Italia è quella di garantire una stabilità monetaria e finanziaria, partecipando alle decisioni di politica monetaria e curandone l'implementazione nel territorio, oltre alla vigilanza nei confronti delle banche di tipo regolamentare e di controllo, attraverso i documenti e ispezioni.

BCE – Banca Centrale Europea e Eurosistema

L'introduzione dell'euro e della terza fase dell'Unione Economica e Monetaria (1 gennaio 1999) ha portato un radicale cambiamento nell'assetto istituzionale europeo. Difatti, molte funzioni, come ad esempio l'emissione della moneta, la conduzione di una politica monetaria e la gestione delle riserve valutarie sono state trasferite alla BCE, che è un ente sovranazionale priva di personalità giuridica, e non inclusa tra le istituzioni comunitarie. Le altre funzioni sono invece rimaste alle BCN (Banche Centrali Nazionali) che hanno ricoperto un ruolo di funzione esecutiva e di vigilanza interna, purché esse non interferiscano con gli obiettivi e i compiti dell'Eurosistema.

L'assetto governativo della BCE è formato da un Consiglio Direttivo, formato dal Comitato Esecutivo e dai Governatori delle varie BCN, e dal Comitato Esecutivo, formato da un Presidente, un Vicepresidente e quattro membri ordinari nominati dal Consiglio Europeo, che ha l'obiettivo di attuare le scelte fatte dal Consiglio Direttivo, tramite gestione giornaliera della liquidità e gestione delle aste.

La BCE e L'Eurosistema hanno una completa indipendenza, sia a livello istituzionale, che a livello soggettivo, operativo, economico e funzionale. Il problema di tale indipendenza è la mancanza di un organo alternativo politico che possa valutare le sue azioni; per questo motivo si parla di deficit di democrazia, dove la solidità della moneta unica possa essere più importante degli altri obiettivi del Trattato di Maastricht, come ad esempio lo sviluppo economico e l'occupazione.

Durante la Crisi del Debito del 2011, la BCE ha rafforzato la propria posizione di liquidity provider attraverso il programma LTRO 3y, che prevedeva un massiccio prestito di liquidità alle banche a tassi bassi per una durata di tre anni. Per rafforzare il sistema ed evitare altre crisi simili è stato ideato l'accentramento anche del controllo sul sistema finanziario. L'idea iniziale era quella di passare tutte e le 6.000 banche sotto il controllo europeo, ma la creazione finale dello SSM (Single Supervisory mechanism) ne ha previsto solamente 150, di cui le 3 principali di ogni stato e tutte quelle che hanno ricevuto salvataggi europei.

La vigilanza delle banche è passata da un modello di tipo strutturale, previsto dalla legge bancaria, che vigilava sul sistema impedendo a nuove realtà di accedere salvo autorizzazioni, a un modello di tipo prudenziale, che permette a chiunque abbia determinati requisiti di accedere e di esercitare l'attività bancaria.

Unione Bancaria

L'obiettivo è quello di stabilizzare la moneta unica, di stabilizzare le banche sistemiche e di spezzare il circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci sovrani. Per svolgere tale operazione viene creato il Consiglio di Vigilanza, e di conseguenza il Comitato di Mediazione, che risolve i contrasti tra il Consiglio di Vigilanza e il Comitato Esecutivo della BCE.

Il progetto di Unione Bancaria si basa su tra pilastri, ovvero sulla riduzione della probabilità di fallire di una banca, sulla riduzione dei costi sociali in seguito a un fallimento bancario e sull'aumento della vigilanza bancaria.

Il Meccanismo unico di risoluzione delle banche prevede due tipi di risoluzione, ovvero il sistema del Bail-in, nel quale le perdite si assegnano agli investitori, e il sistema del Backstop, ovvero del paracadute finanziario, che dovrà intervenire solamente nel caso la banca non riesca a salvarsi da sola, e consiste nel recupero di risorse direttamente dallo Stato o dal Fondo salva Stati.

La garanzia dei depositi è stata effettuata per tutelare il risparmiatore inconsapevole, e vale fino a un massimale di 100.000 euro.

Attività Bancaria

La banca è quella azienda di produzione che opera a proprio rischio nel settore del credito, raccogliendo risorse finanziarie presso il pubblico tramite depositi a vista, ed erogando risorse finanziarie sotto forma di credito. È necessario specificare che l'attività bancaria è riservata alle banche, per cui non è possibile raccogliere depositi presso il pubblico se non si è banca, nonostante sia possibile emettere prestiti anche se non si è banca. Per ricevere l'autorizzazione all'attività bancaria è necessario avere dei determinati requisiti, che sono: SPA o Società di Cooperativa di Azioni a Responsabilità Limitata, sede legale e direzioni generale in Italia, capitale minimo 6.3 milioni di euro per le SPA, 2 milioni di euro per le Società a Credito Cooperativo, nessun conflitto di interesse, onorabilità dei soci, professionalità del personale.

  • Funzione Creditizia, che consiste nell'avviare il risparmio liquido messo a disposizione dalle unità in surplus verso forme di investimento, solitamente nelle imprese in deficit. Non essendo un intermediario puro, la banca pone delle condizioni di scambio, che sono la trasformazioni delle scadenze e dei rischi.
  • Funzione Monetaria, ovvero il regolamento degli scambi, dal momento che la passività bancaria, rappresentata dai depositi, è comunemente accettata come mezzo di pagamento attraverso gli assegni, grazie al fatto che essi sono pagati a vista dalla banca stessa, ovvero sono affidabili. La moneta bancaria è attualmente la moneta principale, per motivi di efficienza, ovvero minori costi, e per motivi forzosi, come ad esempio i limiti ai pagamenti in contanti.
  • Funzione di Investimento, che prevede investimenti personali della banca, con l'obiettivo di aumentare la redditività, la liquidità e le informazioni.
  • Funzione di Servizi, che prevede investimenti per terzi, per clienti retail (negoziazioni titoli), per clienti istituzionali (altre banche o compagnie di assicurazione) o per clienti corporate (collocamento con garanzia titoli, distribuzione e attività di consulenza).

La banca grazie alle despecializzazioni può adesso effettuare l'intera gamma di servizi esistenti, confermandosi come banca universale.

Intermediario Mobiliare

  • 1913 – Solamente gli agenti di cambio erano abilitati a tale operazioni.
  • 1991 – Istituzione SIM (Società di Intermediazione Mobiliare), che avevano la riserva di operare nella compravendita di servizi finanziari, per conto proprio o di terzi, nella sede della Borsa.
  • 1996 – Decreto EuroSIM, permette il libero stabilimento e di prestazione dei servizi di stabilimento, permettendo l'accesso diretto alle banche ai mercati regolamentati.

Conglomerazioni Bancarie

Con le modifiche avvenute, gli intermediari hanno visto la possibilità di creare delle conglomerazioni tra di loro, per avere dei vantaggi di varia natura. Ad esempio, tra le determinanti esogene troviamo la deregolamentazione e l'innovazione tecnologica, tra le determinanti strategiche troviamo la possibilità di accesso a nuovi mercati, la diversificazione della gamma offerta e il miglioramento dell'attivo, mentre tra le determinanti economiche troviamo la possibilità di ridurre il costo unitario della gestione e l'incremento dei volumi di vendita.

I conglomerati, che siano bancari, finanziari o assicurativi, comportano però dei rischi, come il double-gearing, che permette di utilizzare lo stesso capitale per un duplice rischio di due aziende diverse, gli arbitraggi regolamentari, che consistono nello spostare le attività nei settori meno controllari e vigilati, e nel rischio di contagio; inoltre, è possibile vedere un consistente conflitto di interessi.

Corporate Governance

È il sistema delle regole e delle procedure a cui gli organi sociali fanno riferimento per adempiere alle proprie responsabilità nei confronti degli stakeholder. La Corporate Governance è di grande interesse per le Attività di Vigilanza, dato che la qualità del governo è un elemento fondamentale per la sana e prudente gestione. Le funzioni sono tre, ovvero la supervisione strategica, il controllo e la gestione.

I sistemi di amministrazioni possono essere di tre tipi, ovvero col sistema tradizionale, che prevede la nomina del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale entrambe da parte dell'assemblea dei soci; il sistema dualistico, che prevede la nomina del consiglio di sorveglianza da parte dell'assemblea dei soci, consiglio il quale nomina poi il consiglio di gestione; sistema monistico, che prevede la nomina del consiglio di amministrazione da parte dell'assemblea dei soci, consiglio nel quale viene poi costituito un comitato per il controllo sulla gestione.

I sistemi di controllo delle Autorità di Vigilanza avviene in tre livelli, che sono i controlli di linea, ovvero operativi, i controlli dei rischi, e i controlli di internal auditing. I principi sono comunque quelli della separatezza delle varie funzioni, dell'escalation, ovvero che le anomalie devono essere tempestivamente comunicate ai livelli superiori, e della tracciabilità, ovvero che il sistema dei controlli deve registrare ogni fatto di gestione.

Trasparenza operazioni e servizi bancari e finanziari

Titolo VI del TUB – Trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti, il tutto per tutelare la parte debole, ovvero la clientela. In merito, è obbligatorio per le banche la pubblicità e l'informativa precontrattuale, che consistono nei documenti dei diritti del cliente, nel foglio informativo del prodotto/servizio offerto, che deve includere l'ISC (Indicatore Sintetico del Costo), nella copia dello schema di contratto e nel documento di sintesi. Inoltre, è obbligatoria la forma scritta e i contenuti del contratto, oltre al fatto di dover informare il cliente dell'intenzione di cambio unilaterale delle condizioni del contratto stesso, che può accettare o recedere senza oneri aggiuntivi. Fino al decreto Bersani 2006 le banche non erano obbligate ad avvertire i clienti, ma bastava che pubblicassero tale modifica nella Gazzetta Ufficiale.

Raccolta a breve termine

Si dividono in operazioni originarie, che consistono nella raccolta di depositi presso il pubblico, e in...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher poggi37 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Gai Lorenzo.
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