Appunti economia degli intermediari finanziari
04/03/2013
Il sistema finanziario è l’insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari.
Rappresenta la struttura attraverso cui si svolge l’attività finanziaria, cioè la produzione e l’offerta dei
servizi finanziari. Gli strumenti finanziari sono una particolare categoria di contratti aventi per oggetto
diritti e prestazioni di natura finanziaria. I mercati sono specializzati nella negoziazione di strumenti
finanziari. Gli intermediari finanziari sono una speciale classe di imprese che svolge essenzialmente
attività finanziaria, un’attività basata sulla produzione e sulla negoziazione di strumenti finanziari e
sull’offerta di servizi connessi con la loro circolazione.
Gli strumenti finanziari sono contratti che fondamentalmente incorporano diritti patrimoniali (credito,
proprietà, ecc.). La prima tipologia è rappresentata dai mutui o dalle obbligazioni, la seconda tipologia
è rappresentata da strumenti che contengono diritti non patrimoniali come le azioni ed i relativi poteri
amministrativi. La terza tipologia è rappresentata dai derivati, cioè strumenti che offrono un diritto
discrezionale e/o obbligatorio a comprare/vendere a termine una data attività finanziaria, ad esempio i
future obbligano l’acquisto di una determinata valuta mentre le opzioni danno una possibilità di
scegliere. Attraverso gli strumenti finanziari si possono ottenere 4 vantaggi:
- Denominazione della ricchezza: il singolo investitore ha fondi disponibili di norma solo per
una piccola frazione del valore complessivo di un’azienda produttiva, o della spesa della
pubblica amministrazione. Se questo valore viene incorporato in strumenti finanziari, diviene
possibile regolarne l’importo unitario per un ammontare sufficientemente piccolo in modo che
il loro acquisto sia accessibile anche per l’investitore più modesto. (frazionamento degli asset
reali)
- Trasferimento della ricchezza: la circolazione degli strumenti finanziari avviene in modo
molto più rapido e semplice rispetto a quanto accade per la ricchezza reale. La conseguenza più
importante è che gli investitori godono di un grado più elevato di liquidità dei loro impieghi
(possibilità di comprare e vendere in un mercato) e possono quindi rivedere continuamente le
loro scelte (allocazione).
- Diversificazione del rischio: gli strumenti finanziari rappresentano quote di ricchezza reale,
sono intrinsecamente rischiosi: gli investitori vedranno soddisfatti i loro diritti patrimoniali solo
se le attività finanziarie avranno i risultati positivi assunti nelle previsioni. L’esposizione al
rischio è più sopportabile se ogni investitore può ripartire la propria ricchezza tra un numero più
ampio di impieghi piuttosto che destinare tutto a un singolo investimento. Gli strumenti
finanziari sono alla base di questa possibilità di distribuzione della ricchezza tra una
molteplicità di impieghi (riduzione del rischio).
- Separazione del rischio: si fa riferimento alla possibilità che ogni strumento finanziario sia
definito e costruito contrattualmente in modo da incorporare specifiche quantità di rischio. Si
possono disegnare strumenti a bassissimo rischio (titoli di Stato a breve termine), oppure
strumenti ad alto rischio come le azioni di una società con prospettive molto incerte ma che, in
caso di successo, può fare profitti straordinari. Tra questi due estremi si colloca una gamma
pressoché infinita di tipologie di strumenti: la regola fondamentale che governa la loro
distribuzione è che rischi più alti devono essere associati ad aspettative di reddito a loro volta
più alte. Questa gamma di alternative corrisponde alla necessità di soddisfare categorie di
investitori che si distinguono proprio per la loro propensione al rischio.
Il terzo pilastro del sistema finanziario sono gli intermediari questi si dividono in:
- creditizi (banche e intermediari non bancari)
- mobiliari
- assicurativi
- oicr
Creditizi: svolgono attività di intermediazione creditizia, che consiste nel raccogliere fondi (risparmio)
tra il pubblico da parte dell'intermediario e un’attività di erogazione di prestiti alle imprese, gli
intermediari si interpongono tra le controparti contrattuali. Lo Stato patrimoniale di una banca è
composto da fondi depositati dai risparmiatori che si traducono in debiti nei loro confronti. Di
conseguenza la banca eroga prestiti alle imprese dietro un corrispettivo (tasso di interesse). In questo
modo il rapporto tra imprese e risparmiatori, si spezza, questo è un processo di trasformazione dei
capitali. Depositi (rappresentano le passività) Portafoglio prestiti (attività)
- Scadenze: offrono strumenti con diverse scadenze, in media più elevata della circolazione dei
depositi, dando la possibilità alle imprese di effettuare degli investimenti più agevolmente
rispetto al richiesta di fondi rivolta direttamente al mercato. Le passività dello stato patrimoniale
hanno una scadenza minima, mentre le attività hanno una scadenza elevata. Il c/c si dice
passività a vista, perché permette al creditore di pretendere il denaro depositato in qualsiasi
momento, ha una scadenza che dipende dalla domanda del risparmiatore, questo pone alla
banca l'onere di tenere una scorta di liquidità tale per cui possa affrontare le richieste dei
depositanti tempestivamente.
- Liquidità: detengono il massimo grado possibile di liquidità, vuol dire che possono trasformare
i risparmi in moneta nel minor tempo possibile (ad utilizzo di scambio ad esempio). I
finanziamenti bancari in realtà hanno una liquidità molto bassa, nel senso che hanno scarsa
idoneità alla conversione in moneta prima della loro naturale scadenza.
- Rischio: può essere variabile a seconda che si guarda dal lato del risparmiatore o della banca.
Di solito per i correntisti è un rischio molto basso questo in assenza di crisi particolari. Dal lato
della banca il rischio è più alto a causa dei finanziamenti erogati alle imprese, questo perché
potrebbero essere insolventi. Tasso attivo bancario = euribor a 6 mesi (tasso privo di rischio) +
spread. Euribor è il tasso che applicano le banche per prestare tra di loro il denaro, lo spread
rappresenta il profitto della banca sul prestito erogato. es: euribor + 350 punti base (spread) =
circa 6% attualmente. Le imprese potrebbero evitare il prestito con la banca e chiedere al
mercato direttamente il denaro necessario con l'emissione di prestiti obbligazionari, questo
concorre alla formazione di un rischio cioè di non riuscire a raccogliere la cifra desiderata a
seconda che il mercato sia disposto o meno ad acquistare i titoli di debito emessi.
- Importo unitario: intercettano un volume di capitali che normalmente non affluirebbe a chi ne
ha bisogno sui circuiti di mercato.
L'attività di intermediazione creditizia si svolge sui circuiti di allocazione di capitali indiretti, mentre
quelli diretti sono i mercati. Gli intermediari finanziari non bancari svolgono la stessa attività creditizia
delle banche senza avere l'onere di tenere passività a vista. Questi possono emettere obbligazioni o
chiedere prestiti direttamente alle banche per finanziare la propria attività. Le banche hanno un grande
vantaggio competitivo sugli intermediari non bancari, si approvvigionano di capitali al costo più basso
possibile. Il tasso concesso sui prestiti è ovviamente più alto rispetto a quello che si corrisponde ai
risparmiatori per la detenzione del c/c. Una società di leasing raccoglie capitale dalle banche ottenendo
un tasso alto, a loro volta offriranno capitali alle imprese ad un tasso ancora più alto. Le banche hanno
la possibilità di offrire prestiti a tassi inferiori rispetto agli intermediari finanziari non bancari.
Intermediari mobiliari: la loro attività è strumentale al funzionamento dei circuiti diretti di
allocazione delle risorse finanziarie. Senza di essi le negoziazioni sui mercati tra aziende e
risparmiatori sarebbero più difficili e più onerose. Le attività sono:
- ricezione e trasmissione di ordini (acquisto e/o vendita di titoli mobiliari)
- negoziazione di titoli mobiliari per conto terzi (BROKER)
- negoziazione di valori mobiliari in conto proprio (DEALER)
Il broker fa attività di mediazione nella quale agevola la ricerca della controparte e la chiusura delle
transazioni contrattuali ma non chiude la posizione in proprio (abbassa i costi di ricerca della
controparte). Una volta stabilito il contatto le controparti dialogano per concludere la transazione, al
broker spetta una provvigione per il servizio svolto. Il dealer fa attività di mediazione diretta di titoli
mobiliari, magari acquistando o vendendo i titoli che la controparte desidera vendere o acquistare, si
prende il rischio di tenere i titoli nel proprio portafoglio. Il market maker negozia per conto proprio,
letteralmente colui che fa il mercato. è un tipo particolare di dealer che non può rifiutarsi di eseguire
una transazione chiesta da una controparte. Il market maker presenta la quota ufficiale nel mercato di
un determinato titolo, sia in acquisto che in vendita. Queste attività si svolgono sui mercati secondari.
Nei mercati primari vengono svolte attività di collocamento di valori mobiliari, che possono avvenire
con sottoscrizione oppure senza sottoscrizione. Il collocamento con sottoscrizione (underwriting)
significa vendita di titoli di prima emissione ai risparmiatori (aziende che si quotano in borsa ad
esempio), agiscono dando delle garanzie, a differenza del collocamento senza sottoscrizione che non
suppone per gli intermediari l'obbligo di darne. Gli intermediari che agiscono senza sottoscrizione
ricoprono un ruolo puramente di venditori. Il collocamento con sottoscrizione può essere totale o
parziale, in ogni caso l'intermediario si assume un impegno nei confronti dell'impresa che commissiona
la vendita dei titoli mobiliari. L'intermediario in questo caso si assume l'obbligo di vendere al mercato
una certa quantità di titoli, in caso non raggiunga l'obiettivo imposto in fase di contrattazione si assume
il rischio di dover acquistare la quantità di titoli che sono rimasti invenduti. Con la sottoscrizione totale
si assume l'impegno di vendere il 100% dei titoli sul mercato, applicando le commissioni più alte per
l'operazione richiesta. L'emittente non ha la certezza del netto ricavo che si porterà a casa, perché
questo dipende dal prezzo di mercato che riuscirà a spuntare. Il collocamento a fermo impone
all'intermediario un impegno sulla quantità e sul prezzo unitario di negoziazione, si trova in questo caso
a dover acquistare i titoli mobiliari a priori, correndo il rischio di non riuscire a spuntare un prezzo
uguale o superiore sul mercato.
Per gestione patrimoniale individuale si intende l'attività che consiste nella delega alla banca nella
gestione per conto del risparmiatore dei propri risparmi. La banca investe i risparmi in cambio di una
provvigione non assumendosi i rischi che sono in capo al risparmiatore, come il guadagno che se ne
può ottenere da una buona gestione. Questi fondi non si trovano nello stato patrimoniale della banca
perché le si chiede solo di intermediare, non di assumere una posizione di debito nei confronti dei
risparmiatori (al massimo si trovano nei conti d'ordine). Tale attività viene remunerata dietro il
corrispettivo di commissione per il servizio di gestione del risparmio. Le banche svolgono anche
attività di consulenza in tema di investimenti e attività di gestione di sistemi multilaterali di
negoziazione. Gestione di piattaforme di trading informatiche. Esistono anche dei servizi accessori
come la custodia e l'amministrazione dei titoli, oppure servizi di ricerca e studio/analisi. Servizi di
consulenza per ipo/fusioni e acquisizioni aziendali, un'altra attività accessoria è quella di
intermediazione in cambi e valute. La redditività degli intermediari creditizi deriva dal margine con il
quale attirano capitali e li prestano alle imprese. La redditività degli intermediari mobiliari deriva dalle
commissioni che ricevono dalla negoziazione e dai servizi prestati.
06/03/2013
Passività a scadenza predefinita: mutui, leasing, ecc.. prevedono un rimborso graduale tramite piani di
ammortamento concordati dal cliente negoziando con l'intermediario. La banca ha una serie di servizi
che la rendono diversificata rispetto agli altri intermediari, ricoprendo più categorie di intermediazione
(creditizia, mobiliare...), ogni sua attività viene monitorata a seconda del settore in cui viene svolta da
autorità di vigilanza (creditizia = banca d’Italia, mobiliare = consob)
Gli intermediari assicurativi (compagnie assicurative) offrono un servizio di gestione dei rischi
(copertura dei rischi "puri"). Esistono 2 categorie di rischi:
- rischi speculativi, nascono in base a posizioni che hanno le imprese o gli individui, il cui valore
dipende dall'oscillazione di una variabile sottostante. Le banche gestiscono questi rischi
offrendo servizi di copertura (derivati). Si dicono speculativi perché tale oscillazione potrebbe
evolvere in senso favorevole o sfavorevole per il cliente o viceversa per la banca. Se il tasso di
interesse concordato oscilla in diminuzione il cliente paga meno interessi, mentre se oscilla in
aumento saranno maggiori gli interessi che saranno corrisposti alla banca. Esistono rischi legati
ai tassi di cambio, derivano dall'oscillazione delle valute sul mercato monetario. Le variabili
principali che fanno da fonte per i rischi speculativi sono: tassi di interesse, cambi, prezzi dei
titoli, inflazione, prezzi commodity (materie prime).
- rischi puri, sono gestiti dalle compagnie assicurative coprendo il rischio fino ad inibirlo tramite
la stipulazione di contratti tipici detti polizze. Sono rischi legati ad eventi futuri incerti nella
tempistica di manifestazione e nell'ammontare. Quando si verificano producono un effetto
negativo per il cliente, si dicono sinistri. Questo rischio viene coperto per l'incertezza che
rappresenta la negatività del pericolo futuro e incerto, creando un danno economico e non. La
polizza copre questo pericolo, ogni anno si paga un premio alla compagnia di assicurazione, in
questo modo si trasforma l'evento incerto e molto negativo se si dovesse manifestare in tanti
piccoli eventi certi rappresentati dal pagamento periodico di tale premio. In questo modo se si
manifesta l'evento negativo almeno non si subiscono gli effetti che ne derivano, pago
periodicamente per la sua copertura parziale o totale. Il premio risulta essere inferiore al danno
totale che dovrei subire nel caso in cui l'evento dovesse manifestarsi.
Esistono 2 distinzioni tra le polizze che le compagnie offrono ai propri clienti:
1) ramo danni (furto, incendio,...)
2) ramo vita, hanno un contenuto finanziario molto importante perché la loro durata è molto lunga.
Nel conto economico di una compagnia assicurativa troviamo una peculiarità (inversione ciclo costi
ricavi), normalmente le aziende nello svolgimento della propria attività produttività sostengono prima
costi di produzione e poi beneficiano di ricavi generati dalla remunerazione dei fattori produttivi. Nelle
assicurazioni invece si manifesta prima il ricavo e poi si sostengono i costi, i capitali che rastrellano
generano degli interessi attivi che servono a remunerare i capitali impiegati e a coprire i costi sostenuti.
L'uscita è rappresentata dal risarcimento dovuto alla manifestazione dell'evento per il quale si era
richiesta la copertura tramite la polizza. Le compagnie assicurative hanno dei debiti peculiari nel
proprio stato patrimoniale, che si definiscono riserve tecniche, sono fondi che si accantonano nel
passivo patrimoniale per far fronte agli impegni di pagamento futuri, che le compagnie sanno che
statisticamente avranno nei confronti dei creditori (assicurati che otterranno un danno) tali soggetti non
sono noti.
Intermediari OICR, organismi di investimento collettivo del risparmio. Questi sono fondi comuni di
investimento abbinati alle SGR (società di gestione del risparmio) oppure SICAV (società di
investimento a capitale variabile). I fondi comuni di investimento sono sostanzialmente veicoli
societari che raccolgono i risparmi (risorse finanziarie) degli investitori cedendo in cambio quote del
fondo, questi sono autorizzati in via preventiva dalla banca d'Italia. La SGR ha un proprio patrimonio
separato, svolge tutte le operazioni per conto del fondo. Promuove il fondo, cerca gli investitori
autonomamente, una volta raccolte le risorse ne è responsabile e decide come investire. Se investe solo
in azioni si dicono fondi comuni di investimento azionari, in obbligazioni invece obbligazionari, in
caso l'investimento sia diversificato il fondo comune di investimento si dice misto o bilanciato. La SGR
quando raccoglie i risparmi chiede agli investitori le preferenze di asset allocation, cioè come vogliono
investire i propri risparmi. I fondi possono essere aperti o chiusi, la differenza consiste nella possibilità
o meno di uscire dall'investimento in qualsiasi momento, dato che il fondo ha la possibilità di vendere e
acquistare quote in qualsiasi momento, se aperto da la possibilità agli investitori di poter rendere
liquida la propria quota del fondo. Il valore che ne ottengono nel momento in cui si disinveste dipende
dal valore di mercato di tale fondo, che può essere superiore o inferiore generando un guadagno o una
perdita. Fondo chiuso significa che tale fondo dopo un certo periodo di raccolta di risparmio, 24 mesi
di solito, viene chiuso e questo implica che non offre la possibilità ai risparmiatori di entrare o uscire
dal fondo, per un periodo che qualifica la sua durata, normalmente 5-7-10 anni. In questo periodo la
SGR investe in aziende, titoli azionari o obbligazionari, sapendo che i risparm
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