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Economia degli intermediari finanziari - Lucidi Appunti scolastici Premium

Lucidi sulle lezioni dell'analisi della struttura finanziaria per l'esame di Economia degli intermediari finanziari. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i saldi finanziari, i settori dell’economia, il fabbisogno di trasferimento.

Esame di Economia degli intermediari finanziari docente Prof. -. Non

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ESTRATTO DOCUMENTO

Formazione del fabbisogno finanziario

delle imprese (1/2)

autofinanziamento

(A) Investimenti

(I)

A/I

Fonte: Banca d’Italia (2006) 18

Formazione del fabbisogno finanziario

delle imprese (2/2)

• Il grafico evidenzia la relazione esistente tra

dinamiche reali e dinamiche finanziarie relative

alle imprese.

• Il rapporto (grafico in basso) tra

l’autofinanziamento e gli investimenti

(grado di autocopertura degli investimenti) è in

diminuzione a causa della brusca frenata nella

disponibilità di risorse interne nonostante

l’assorbimento contenuto a titolo di oneri

finanziari. 19

Passività finanziarie delle imprese (1/6)

D

OF Confronto temporale PIL

VA

Fonte: Banca d’Italia (2006)

Per completezza è riportato l’andamento delle passività finanziarie delle

famiglie italiane e la loro onerosità rispetto al reddito disponibile

20

Passività finanziarie delle imprese (2/6)

confronto temporale

• L’andamento discordante che si era prodotto a

partire da metà ‘96 tra indebitamento

assoluto (debiti finanziari in % del PIL) e

indebitamento relativo (rapporto tra debiti a

breve, medio e lungo termine - e somma tra

debiti stessi e patrimonio netto), dipeso dalla

maggiore patrimonializzazione delle imprese, si

è arrestato nel 2000.

• Il grado di indebitamento assoluto e relativo

delle imprese e i debiti delle famiglie sono in

crescita dal 1999. 21

Passività finanziarie delle imprese (3/6)

Confronto temporale (consistenze a fine anno)

1975 1980 1985 1990 1995 2000 2002 2005

passività sull'interno 96,7 95,6 93,7 89,5 86,7 87,4 88,6 89,4

debiti a breve

termine 39,8 24,6 18,5 21,2 20,7 13,9 14,6 11,8

- di cui bancari 38,5 23,3 16,7 18,0 19,3 12,7 13,1 10,6

debiti a ml termine 27,0 15,0 9,9 12,1 16,3 11,7 14.5 16,8

- di cui bancari 2,8 2,8 1,8 0,8 12,5 9,3 11,5 13,3

titoli 8,2 3,5 2,3 2,8 1,6 0,4 0,9 1,8

azioni e partecip. 21,7 52,2 56,6 45,8 40,3 48,0 41,8 43,6

debiti commerciali 9,4 12,0 10,8

altre passività 0,3 6,4 7,6 7,8 4,0 4,8 4,5

passività sull'estero 3,3 4,4 6,3 10,5 13,3 12.8 11.4 10,6

totale attività 1.442.513

totale passività 2.671.993

Fonte: Banca d’Italia (2006) 22

Passività finanziarie delle imprese (4/6)

Confronto temporale

Anche sul fronte della domanda di fondi,

si assiste alla progressiva

disintermediazione bancaria:

nell’arco di 30 anni l'indebitamento

bancario a breve si è ridotto drasticamente,

mentre si affermano il ricorso al mercato e

il credito infrasettoriale (di fornitura). 23

Passività finanziarie delle imprese (5/6)

Confronto tra paesi

Francia 1995 6,6 30,6 41,1 21,7 1,89

2004 6,8 21,6 58,2 13,3 3,19

Germania 1995 2,8 40,4 43,8 13,0 1,14

2004 3,1 36,9 46,2 13,9 1,51

Giappone 1995 9,1 40,7 30,1 20,1 3,09

2000 9,6 38,7 31,7 20,0 2,73

Italia 1995 1,4 40,3 35,9 22,4 1,27

2004 2,6 31,4 48,5 17,5 1,80

G. Bretagna 1995 6,2 23,1 62,5 8,1 2,18

2004 10,3 30,9 53,7 5,1 2,45

Spagna 1996 2,5 22,8 47,1 27,6 1,94

2004 0,5 27,7 47,7 24,0 3,11

USA 1995 9,4 14,2 56,7 19,7 2,36

2004 10,4 14,9 54,1 20,6 2,64

Area Euro 1995 3,7 35,8 42,2 18,3 1,42

2004 4,2 30,5 50,7 14,7 2,16

Fonte: Banca d’Italia (2006) 24

Passività finanziarie delle imprese (6/6)

Confronto tra paesi

• Dal confronto internazionale risulta

un maggio ricorso al capitale di

rischio del sistema imprese che si

avvicina nel 2004 agli altri Paesi.

• Di scarso rilievo rimane il ricorso al

mercato obbligazionario . 25

Conclusioni (1/4)

Sistema finanziario

italiano Borsa

Capitalismo con poco

familiare spessore

Assenza di Tradizionale

hausbank specializzazione

in un sistema creditizia

bancocentrico 26

Conclusioni (2/4)

BORSA CON POCO SPESSORE: la Borsa Valori è stata

tradizionalmente poco presente e poco incisiva nella vita

finanziaria delle imprese italiane;

CAPITALISMO FAMILIARE: la presenza di un diffuso

capitalismo familiare ha condizionato la realtà produttiva

italiana caratterizzata dal prevalere della PMI. L’azionariato

diffuso è un’eccezione che riguarda in prevalenza le grandi

imprese (ex partecipazioni statali). Per le altre, vi è

predominanza dell’impresa familiare, i cui equilibri nel

capitale, riflettono gli equilibri all’interno della famiglia;

27

Conclusioni (3/4)

ASSENZA HAUSBANK: il nostro è sicuramente un sistema orientato

agli intermediari, ed in particolare a quelli creditizi, anche se manca

l’elemento caratterizzante del controllo sulla gestione delle unità

produttive e difetta di quella proficua sinergia banca-impresa che

rende i flussi finanziari funzionali alla crescita reale.

SPECIALIZZAZIONE CREDITIZIA: la Legge Bancaria del 1936-38 creò

un sistema estremamente specializzato temporalmente (breve termine

versus lungo termine), territorialmente e per settori di attività

economica;

Ne è derivato un sistema creditizio sostanzialmente deresponsabilizzato

nella sua attività caratteristica di valutazione del merito del credito.

Inoltre, nel corso degli anni Sessanta, lo Stato si assunse l’onere di

finanziare la grandi opere, particolarmente nel Mezzogiorno, senza

valutarne l’effettiva necessità. 28

Conclusioni (4/4)

Negli ultimi anni abbiamo assistito

ad una crescita del mercato mobiliare

Risanamento dei Diminuzione dei

conti pubblici tassi di interesse

I depositi bancari e

Riduzione dell’offerta i titoli di Stato diventano

dei titoli di Stato meno appetibili

Ricerca di

Sviluppo del

Spostamento dei strumenti

Mercato

flussi di risparmio di investimento

mobiliare

verso altri canali alternativi

29

Sistema economico e sistema finanziario (1/6)

Che relazione?

Le relazioni intercorrenti tra lo sviluppo

dell’economia finanziaria e dell’economia reale

sono state oggetto di numerosi studi:

molti indicatori finanziari si sono rivelati significativamente

correlati alla crescita economica, quindi, modifiche nella

struttura del sistema economico dovrebbero produrre,

di riflesso, cambiamenti nel sistema finanziario.

In altri termini, variazioni nei flussi e nella distribuzione del

reddito dovrebbero influenzare l’entità e le forme del

risparmio che, a loro volta, dovrebbero incedere sul processo

di accumulazione del capitale.

Nel rapporto esistente tra sviluppo economico e

sovrastruttura finanziaria ancora non è stato

chiarito il nesso di causa-effetto 30

Sistema economico e sistema finanziario (2/7)

Perché studiare il nesso tra finanza e sviluppo?

• Occorre definire un modello di

riferimento per l’interpretazione della

realtà finanziaria di ciascun sistema

al fine di individuare gli elementi per

incentivare lo sviluppo economico.

31

Sistema economico e sistema finanziario (3/7)

Gli strumenti per l’interpretazione

• L’analisi storica (la storiografia economica)

e l’analisi economica (la teoria economica)

hanno formulato diverse interpretazioni

della relazione tra sistema finanziario e

sistema economico.

• La teoria dell’intermediazione finanziaria

interpreta organicamente il ruolo svolto

dagli intermediari finanziari.

• Ad oggi, non esiste una teoria

universalmente accettata sulla relazione di

causa-effetto tra sistema finanziario e

sistema economico. 32

Sistema economico e sistema finanziario (4/7)

Le teorie

• Storia economica: Goldsmith (uniformità nelle serie storiche),

Gerschenkron (ruolo della banca mista nel recupero del gap di

industrializzazione), Cameron (innovazioni finanziarie importanti

al pari di quelle tecniche).

• Teoria economica: Hicks (applicazione della teoria marginalistica

ai prodotti finanziari); Tobin (sviluppo economico legato al

prevalere dell’effetto reddito sull’effetto sostituzione); Gurley e

Shaw (dissociazione risparmio e investimento e ruolo degli

intermediari).

• Teoria dell’intermediazione finanziaria: teoria dei costi di

transazione; teoria dell’incertezza; teoria delle asimmetrie

informative. 33


PAGINE

36

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AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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