Come nasce e si sviluppa il sistema finanziario
Il sistema finanziario nasce storicamente con lo scopo di trasferire risorse finanziarie. Questo trasferimento di risorse può essere di due tipologie: "diretto" o "indiretto" (intermediate). La presenza in queste due tipologie di trasferimento vede sempre il contributo di un datore di fondi (chi trasferisce i fondi) e un prenditore di fondi (chi riceve i fondi con promessa di restituzione). Analizziamo dunque adesso le due tipologie di trasferimento più nel concreto. Le unità aggregate in surplus sono le famiglie, mentre le unità aggregate in deficit sono le imprese e lo Stato (ove per aggregate si intende viste nel complesso).
Trasferimento diretto (informale)
Il trasferimento di tipo diretto è un trasferimento nel quale non vi è una intermediazione tra il datore di fondi e il prenditore di fondi, che dunque interagiscono per via diretta nello scambio di fondi. Un esempio anche banale, se vogliamo, di trasferimento diretto è quello tra due amici o parenti che si prestano dei soldi. Inoltre, possiamo definire il datore di fondi come unità in surplus, cioè soggetto con capacità finanziaria in eccesso e con capacità di allocare mediante prestito i fondi, mentre il prenditore di fondi possiamo anche definirlo come unità in deficit, ossia soggetto con scarsa o minore capacità finanziaria che è disposto ad acquisire fondi con promessa di restituzione. Il trasferimento diretto però presenta per le sue caratteristiche parecchi inconvenienti quali:
- Implica la conoscenza e la fiducia reciproca tra datore e prenditore di fondi con ispezione della funzione obiettivo del prenditore, quindi capire cosa voglia fare con questi fondi.
- Convergenza tra le preferenze inter-temporali dello scambio, quindi essenzialmente capire se c'è accordo sulla durata e sulla scadenza e restituzione del prestito tra i due soggetti.
- Problemi relativi alla contrazione del debito in valuta estera; il datore di fondi potrebbe infatti non essere disposto a concedere i fondi in valuta estera.
- Valutazione reale del rischio e compatibilità del medesimo tra datore e prenditore di fondi, ovvero la probabilità con cui il prenditore rispetterà la promessa di restituzione fatta.
- Problemi di dimensioni dello scambio tra possibilità finanziaria del datore di fondi e la richiesta fatta dal prenditore di fondi.
- Costi di transazione tra il datore e il prenditore di fondi nell'ipotesi dello scambio diretto.
- Problemi sui profili contrattuali e giuridici.
- Compatibilità del pricing, ossia compatibilità tra datore e prenditore sui tassi di interesse da corrispondere.
- Problemi relativi alla visibilità tra datore e prenditore, un problema di tipo geografico in quanto lo scambio diretto è limitato al campo di azione personale, tuttavia la tecnologia ha di parecchio diminuito il problema della visibilità.
Trasferimento indiretto (intermediato)
Questa tipologia di trasferimento nasce anche molto tempo fa, e proprio gli Italiani sono stati i pionieri di questo trasferimento, questo perché le banche nascono in Italia. Il trasferimento indiretto nasce proprio con l'obiettivo di diminuire e/o eliminare tutte le problematiche legate a un trasferimento di tipo diretto. Questo trasferimento consiste nel fatto che il datore e il prestatore non si incontrano direttamente ma vi è un soggetto terzo (intermediario) che professionalmente o istituzionalmente fa questo lavoro, ossia regola il trasferimento tra i due soggetti. Il soggetto intermediario per eccellenza è la banca, anche se vi sono altri enti che possono svolgere questa funzione.
Le caratteristiche dello scambio indiretto sono molteplici. Ad esempio, l'unità in surplus e quella in deficit possono anche non conoscersi direttamente, in quanto sia l'unità in surplus che in deficit si interfacciano direttamente con l'intermediario per qualsiasi necessità e non direttamente l'uno con l'altro. Il lavoro che fa la banca è quindi quello di cercare di rendere possibile lo scambio anche tramite l'aumento delle probabilità delle preferenze tra il datore e il prenditore. Un altro vantaggio consiste nel fattore territorialità: le banche infatti sono presenti radicalmente sul territorio con filiali e rappresentanti, riuscendo a coprire questo limite territoriale. Viene superato anche il problema degli importi, in quanto la banca si relaziona con centinaia di unità in surplus, riuscendo spesso a soddisfare anche richieste di fondi consistenti, eliminando anche il problema della conversione in valuta estera del prestito. Viene superato il problema della valutazione del rischio e del rapporto fiduciario tra datore e prenditore, in quanto adesso i due soggetti si relazionano con l'intermediario, ed è quest'ultimo a occuparsi tramite il proprio personale di valutare i rischi.
Scambio diretto organizzato (la borsa valori)
Fino ad adesso abbiamo considerato lo scambio diretto come un semplice scambio informale tra soggetti che si conoscono e che hanno un rapporto fiduciario. Tuttavia, il discorso cambia quando parliamo della borsa valori, in quanto questo mezzo fa parte della categoria scambio diretto ma non informale. La borsa valori formalizza e organizza in maniera efficace lo scambio diretto; infatti, se riflettiamo su cosa sia la borsa valori, possiamo intenderla come una forma sofisticata e complessa di scambio diretto. Questo scambio è reso possibile dalla stessa borsa valori, che mette in contatto diretto il datore e il prenditore di fondi tramite complessi strumenti finanziari e regole precise. La Parmalat, per esempio, ha bisogno di liquidi (unità in deficit) e emette obbligazioni. Il risparmiatore (unità in surplus) può tramite la borsa valori acquistare queste obbligazioni. Le regole di scambio sono definite a livello europeo quanto dalla stessa borsa valori, rispettando scadenze, orari e modalità di contrattazione. Si tratta inoltre di una forma di scambio diretto organizzato "spersonalizzato", ossia non vi è l'interesse da parte del prenditore di fondi di conoscere il datore dei fondi, mentre al datore interessa conoscere l'unità in deficit per capire in che settore opera, come investirà i fondi, ecc.
Dobbiamo quindi chiederci se questa forma di scambio diretto organizzato elimina tutti i problemi relativi allo scambio diretto informale. Sicuramente il problema spaziale viene eliminato grazie ai canali telematici, che permettono al datore e prenditore di fondi di non doversi obbligatoriamente trovarsi nel medesimo luogo per trasferire i fondi. Rimane però il problema fiduciario e del rischio di credito, che si ripresentano anche in questo scambio diretto organizzato; rimane anche il problema dei tassi delle obbligazioni proposte dall'unità in deficit, che può coprire come non coprire il rischio che il datore sta correndo nel cedere questi fondi. Il problema dell'importo viene invece risolto grazie alla "tecnicalità finanziaria", spezzettando in tanti più piccoli importi l'obbligazione rispetto al valore iniziale. Persiste il problema della valuta e delle scadenze, ma se questo è un forte limite, lo stesso può essere abilmente superato grazie alle stesse borse valori, perché accanto alle borse valori intese come mercato primario vi è anche la borsa valori intesa come mercato secondario. Ossia, la possibilità che viene data al datore di fondi di rivendere sul mercato di borsa l'obbligazione assunta a un altro investitore o risparmiatore prima della scadenza naturale della stessa, per avere indietro un valore o un capitale che può essere maggiore o minore all'origine, superando così il problema delle scadenze.
Un altro quesito da porsi è se gli intermediari possano stare solo negli scambi indiretti o possano anche stare in questo scambio diretto organizzato tramite la borsa valori. Chiaramente possono trovarsi in questi scambi, in quanto i due mondi non sono del tutto scollegati tra di loro. Nel caso specifico, possono trovarsi in questo scambio diretto organizzato ma facendo qualcosa di diverso; quindi, vi sarà sempre un intermediario anche in questo scambio. Infatti, se un risparmiatore vuole investire in borsa, non può farlo in maniera autonoma telematicamente, ma ha bisogno dei "gatekeepers", ossia coloro che possono farci accedere alla borsa e sono gli intermediari stessi come le banche e le SIM, e che permettono di far fluire questo ordine alla borsa e a sua volta trasmettere i fondi al prenditore stesso. Ma non solo le banche e le SIM permettono, inoltre, di poter fare una scelta economica comparata per capire su dove è meglio investire tramite adeguata consulenza.
Schema di relazione tra circuiti finanziari
Questo schema ci fa comprendere come unità in surplus e unità in deficit si relazionano con il circuito diretto e quello intermediato. Come visto, il circuito diretto si divide in informale e in quello dei mercati organizzati. Il circuito intermediato offre vari servizi di intermediazione creditizia, servizi mobiliari e attività di partecipazione. Il circuito diretto e quello intermediato a differenza di quello che si può pensare sono correlati e intrecciati tra di loro, se non per quello che riguarda l'attività di intermediazione creditizia delle banche.
Intermediazione creditizia
Servizio operato dalle banche consiste nell'accensione di conti da parte delle unità in surplus e la cessione di prestiti della banca a unità in deficit utilizzando tale risparmio; tuttavia, la banca deve attentamente sapere a chi cedere questi prestiti poiché se questi non rientrano, la banca rischia di divenire insolvente mettendo a rischio se stessa e i risparmi delle unità in surplus.
Levato questo caso dell'intermediazione creditizia, i due mercati sono molto correlati, poiché vi deve sempre essere la presenza di un intermediario per svolgere attività mobiliari o di partecipazione, per esempio quando la banca vuole partecipare ad aste pubbliche di titoli, una quota di questi titoli la banca li fa rimanere nel proprio attivo, altri vengono venduti a unità in surplus. L'intermediario finanziario opera nel circuito diretto in modo da favorire il piazzamento di titoli emessi dalle unità in deficit che non saprebbero dove trovare le unità in surplus desiderose di sottoscrivere tali obbligazioni. Ma anche per le proposte di cessioni di obbligazioni c'è sempre bisogno dell'intermediario banca o delle SIM che veicolano le richieste tramite negoziazione di titoli nel mercato secondario.
Mercati organizzati
Operano tramite strumenti mobiliari, che possiamo ritrovare nei mezzi quali i derivati e più in concreto le obbligazioni. Tali strumenti sono standardizzati e regolamentati. Questa standardizzazione però negli ultimi anni è andata scemando, questo perché esiste un alto numero di contratti differenti che fanno parte però sempre della categoria più grande delle obbligazioni. Queste ultime sono sempre emesse da debitori che possiamo ritrovare nell'ente pubblico prima di tutto e poi dagli enti locali territoriali. Queste obbligazioni emesse dall'ente pubblico e dagli enti locali costituisce in toto il debito pubblico. (A emettere obbligazioni vi sono poi le imprese).
Attività mobiliare del circuito intermediato
La banca, per raccogliere fondi dalle unità in surplus, utilizza lo strumento mobiliare dell'obbligazione; con questo risparmio sottoscrive azioni emesse dalle imprese (oltre che concedere prestiti e mutui). Una banca ha dunque nel suo attivo partecipazioni.
La cartolarizzazione
Se precedentemente escludevamo il servizio di attività di intermediazione creditizia operato dalle banche dal collegamento tra mercato diretto e intermediato, dobbiamo tuttavia affermare che nel corso del tempo vi sono stati dei processi di attivazione di legami profondi tra attività creditizia con i mercati di capitali che si trovano nel circuito diretto. Collegando di fatto l'attività di intermediazione creditizia con il mercato diretto. Inoltre, un eccessivo uso della cartolarizzazione è stato causa della crisi.
Le variabili nella scelta delle forme di trasferimento
- Visibilità reciproca dei datori e prenditori di fondi;
- Compatibilità delle preferenze;
- Distribuzione delle informazioni;
- Fiducia: (La fiducia viene intesa come reiterazione di comportamenti corretti nel tempo).
Sistema finanziario (funzioni e soggetti)
Le funzioni del sistema finanziario sono essenzialmente due:
- Scambio finanziario tra unità in surplus e unità in deficit;
- Trasferimento di risorse finanziarie nello spazio e nel tempo.
A proposito del trasferimento di risorse finanziarie nello spazio e nel tempo, sono appunto gli strumenti e i servizi di pagamento che consentono il trasferimento di risorse finanziarie nello spazio. Inoltre, il trasferimento nello spazio può essere indipendente da quello nel tempo, ma raramente viceversa. Nel sistema dei pagamenti, in passato vi era un duo-polio delle banche e delle poste; adesso invece vi sono altri soggetti quali i circuiti privati ossia MoneyGram e Western Union. Il mercato non crea strumenti finanziari ma agevola il trasferimento tramite certezza, comodità e tempistiche, al quale si aggiunge la certezza giuridica fornita dalla Monte Titoli S.p.A. (gruppo Poste).
Come detto, il mercato organizzato e quello degli intermediari è stato nel tempo sempre più intrecciato, creando una maggiore complessità degli strumenti finanziari e una concezione diversa del risparmio e del suo uso. Anche i mercati negli ultimi 20 anni hanno subito mutazioni notevoli, anche in considerazione dei principi di privatizzazione iniziati negli anni '90.
Il sistema finanziario ha tre grandi categorie:
- Famiglie: Possono relazionarsi tramite intermediari direttamente tramite i prestiti e depositi; le famiglie possiamo considerarle come unità in surplus e in deficit se le consideriamo come unità in sé, mentre possiamo considerarle unità in surplus se le vediamo come unità aggregate. Le famiglie possono allocare il risparmio anche tramite investitori istituzionali, tramite strumenti come quote di fondi comuni, fondi pensione e polizze vite, ma l'unità famiglia può anche allocare il risparmio sul mercato tramite titoli a breve (BOT ecc.), obbligazioni e azioni.
- Imprese: Le imprese chiedono o possono chiedere dei prestiti a vista o a medio-lungo termine alle banche, quindi agli intermediari. Infatti, le imprese al 95% si finanziano tramite canale bancario. Se invece l'impresa è quotata in borsa, allora il finanziamento può avvenire tramite rapporto con il mercato tramite azioni e obbligazioni.
- Settore pubblico: Il settore pubblico si finanzia tramite immissione di titoli nei mercati obbligazionari oppure tramite le banche, attraverso il circuito intermediato.
Autorità di vigilanza
- Banca d'Italia: Nasce nel 1893 a un trentennio dall'unificazione politica, come risultato della fusione di tre delle sei banche che allora operavano come "istituti di emissione". Le sue funzioni sono quella di banca centrale, in quanto parte dell'eurosistema, concorre a definire gli indirizzi della politica monetaria attraverso la partecipazione del governatore al consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Funzione di organo di vigilanza nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari, secondo i principi della sana e prudente gestione in collaborazione con CONSOB e ISVAP. Ancora, come organo di vigilanza, la Banca d'Italia esercita la sorveglianza del sistema dei pagamenti.
- CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa): Istituita nel 1974 con il compito di controllare il mercato mobiliare. Svolge un'attività orientata alla tutela degli investitori e al miglioramento dell'efficienza e della trasparenza del mercato.
- ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo): Nasce con la legge 576/1982 e assorbe una parte delle funzioni di indirizzo e di controllo del comparto assicurativo. Le funzioni di questo ente si concentrano nella vigilanza del settore assicurativo, ma svolge anche una funzione di analisi e ricerca.
- COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione): Organo previsto dal D.lgs.124/1993, decreto che traccia le linee fondamentali della riforma della previdenza e istituisce i fondi pensione. Alla commissione sono riservate principalmente le seguenti funzioni:
- Vigilanza: intesa sia come autorizzazione dei fondi pensione a esercitare l'attività, sia come monitoraggio della correttezza della gestione dei fondi.
- Analisi e ricerca: ci si riferisce ad analisi e previsioni sull'andamento delle attività previdenziali.
- Authority: Autorità che ha il compito di assicurare che i meccanismi di concorrenza siano assicurati, sanzionando la presenza di eventuali cartelli.
L'assetto delle authority può essere di tipo specializzato (natura dell'intermediario) oppure un'articolazione per funzione degli intermediari. In Italia essenzialmente vi è un modello misto tra i due detti in precedenza, e questo implica un continuo dialogo tra le cinque autorità di vigilanza.
L'esistenza degli intermediari finanziari fa sì che:
- Processo di trasformazione: Importi, scadenze, forme contrattuali, rischio. [Regolamentata]
- Diversificazione dei rischi
- Efficienza
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Economia degli intermediari finanziari - Rischi degli intermediari finanziari
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