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ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI

Lezione 1 16/01/2018

Aspetti definitori

Il sistema finanziario: dimensione strutturale

Strutturale analizzare il sistema finalizzato al soddisfacimento delle esigenze finanziarie degli operatori

economici. Esigenze di investimento e finanziamento degli operatori economici: famiglie, imprese, stato e

resto del mondo. Analizzo il sistema nella sua struttura negli elementi che lo compongono.

Funzionalequali sono le funzioni svolte dal sistema finanziario, studio le sue funzioni, in particolare quella

di intermediazione finanziaria

Il sistema finanziario è composto da 3 pilastri:

1) Attività finanziarie: strumenti finanziari, come le azioni

2) Istituzioni finanziarie: consentono il trasferimento dell’attività finanziarie, mercati

3) Regole: che presiedono al funzionamento delle attività e delle istituzioni finanziarie, che presiedono

il mercato

Questi tre pilastri messi insieme rendono il sistema complicato, come è successo nella crisi del 2008.

LA CRISI DEL 2008

Le interconnessioni tra i tre pilastri sono complesse. L’esempio è la crisi finanziaria del 2008. Essa contiene

le debolezze dei tre aspetti.

La crisi nasce in un mercato dei mutui sub prime. Il mutuo è un finanziamento concesso dietro garanzia, il

mutuo sub prime è concesso a una tipologia particolare di persone, non hanno un reddito stabile, una

clientela che non ha una storia creditizia, con lavori saltuari che influenzano la capacità di pagare mese per

mese le rate. La banca ha interesse a erogare un mutuo per avere un tasso di interesse più alto (5%). Ho due

forme di guadagno: entro in una nicchia di mercato nuova e ti chiedo un tasso unitario più elevato. Espando

il volume del business e guadagno di più.

La crisi nasce perché un gruppo di banche negli USA eroga mutui a una clientela più rischiosa, perché agli

inizi del 2000 la politica monetaria era una politica di tassi molto bassi per immettere più liquidità nel

sistema per favorire la ripresa dei consumi. Circola più liquidità e posso investire sui mercati finanziari ma

anche indebitarmi a tassi pari a 0. Le banche iniziano ad erogare molti mutui perché hanno una pressione

molto forte da parte delle famiglie. Nasce subito una connessione tra mercato finanziario e immobiliare, si

crea una bolla. Le famiglie si indebitano e comprano casa, ma se ho una pressione forte i prezzi delle case

aumentano e inizia la bolla, aumentano del 40% e questo aumento fa sì che le banche vedano nel collateral

del loro mutuo una fonte ulteriore di stabilità finanziaria. Se chiedo un mutuo di una casa che vale 100 ti

danno un mutuo di 70% più o meno, le banche però erogano il 100% altrimenti non riuscivano ad entrare nei

sub prime.

Nel 2005 le cose cambiano, la politica monetaria adotta politiche restrittive e i tassi salgono, chi voleva

chiedere un mutuo non lo chiede più e chi aveva un mutuo non era più in grado di ripagarlo. Sul mercato

immobiliare ora scoppia la bolla immobiliare perché c’è meno domanda e aumenta la pressione dal lato

dell’offerta per i clienti sub prime diventano insolventi, finché è un sistema isolato va bene ma quado diventa

comune il mercato scoppia e i prezzi crollano. Da qui ha origine la crisi all’interno del sistema finanziario.

Il problema da locale (USA) diventa mondiale perché la complessità del sistema finanziario era tale che nel

frattempo rispetto a questo sistema si stava creando il sistema bancario ombra (legale) che pero aveva creato

una bolla finanziaria. Il fatto che il rischio che si pensava fosse concentrato in realtà era sparso in tutto il

mondo quindi quando questo rischio è parso, la crisi diventa mondiale. 1

Si pensava che il rischio fosse nel bilancio di un piccolo gruppo di banche. Si faceva riferimento a un

modello di banca OTH (hold) OTD (distribute)

 OTH (Originate-To-Hold) è un modello tradizionale la banca eroga un finanziamento e ce l’ho in

bilancio tra l’attivo dello stato patrimoniale (LOANS), implica che erogo un finanziamento e lo

tengo fino alla scadenza, gestisco da vicino il rischio.

 OTD (Originate-To-Distribute) è un modello perfetto, origino i prestiti ma non li tengo in

portafoglio fino a scadenza, ho finanziamenti molto simili (mutui), può essere impacchettato, posso

cartolarizzarlo, li metto insieme e poi li vendo, lo faccio perché avevo prestiti immobilizzati, ma

voglio mobilità quindi vendo e tolgo LOANS e ci metto i CASH nell’attivo dello stato patrimoniale.

Chi compra?

Faccio un veicolo finanziario e mi immagino un intermediario finanziario (SPV = Special Purpose Vehicle) e

vendo il mio pacchetto di prestiti in cambio di cash, ma come fa a comprarli?

Ha bisogno di cash ed emette del debito che va tra le passività sotto forma di obbligazione (ABS= Asset

Backed Securities). Ogni 6 mesi deve pagare l’obbligazione con gli interessi dei mutui che ha in portafoglio.

SPV si trova nella condizione di aver un attivo che vale sempre meno e non ha soldi per rimborsare le

obbligazioni.

La storia era più complessa, gli ABS in realtà erano collocate in tranche, io emettevo un milione di

obbligazione senior o junior, vengono rimborsati prima i senior. Tutti i rimborsi di loans che arrivano prima

li uso per pagare i senior e poi i junior (tassi più alti ma più rischiosi), gli ABS venivano comprate da altri

intermediari finanziari che nel loro portafoglio aveva tante tranches diverse di ABS. Fanno un pacchetto di

ABS e creano un CDO = Collateralized debt obligation (obbligazione che ha come garanzia un titolo che ha

come garanzia l’attivo). Io sono la banca e ho comprato pacchetti di ABS ed emetto i CDO, rimborso gli

obbligazionisti con il rendimento degli ABS che dipende dai LOANS.

Questo stava arrivando fino alle famiglie.

Questo è il sistema finanziario ombra.

Questa crisi ha bloccato la liquidità, io banca a nessun prezzo riesco a trovare liquidità e non posso

rimborsare il mio depositante.

Mentre nel 2000 esisteva già una regolamentazione sul rischio di credito, in realtà molti rischi non erano

regolamentati. I tre pilastri avevano interconnessioni complesse.

Mutuo suprime concesso soltanto a particolari clientele, clientela che non ha storia creditizia e ha condizioni

precarie che possono influenzare le banche. La banca ha interessi a fornire mutuo ad una clientela rischiosa

perché così può imporre un tasso di interesse più alto. La crisi del 2008 nasce perché alcune banche emettono

quantità di mutuo elevate a clientela molto rischiosa.

(Anche sul q)OTH stava diventando OTD. Il modello Oth è modello tradizionale, io banca erogo un

finanziamento e ce l’ho nell’attivo. OTD è un modello diverso, to distribute, origino i prestiti ma non li tengo

in portafoglio fino alla scadenza, sono tutti a scadenza medio termine, hanno tutti un importo rilevante,

strumenti standardizzati, non sono fatti su misura del singolo. Uno strumento standardizzato può essere

messe in un pacchetto, cartolarizzato li metto insieme e poi li vendo. Abserono collocati in tranche, divisi

in senior e junior. I senior vengono rimborsati prima dei junior, ma quello junior ha un tasso di interesse più

alto.

Attività finanziarie: strumenti che incorporano i rapporti di finanziamento tra gli operatori. Ciascun

strumento ha obblighi e diritti differenti. Dentro ho molti strumenti finanziari, eterogenei tra di loro.

Definizione molto ampia. Tutte queste attività hanno caratteristiche comuni:

 Tempo: la prestazione (tempo t) e la controprestazione (tempo t+1) avvengono sempre in momenti

diversi 2

 Rischio: visto che prestazione e controprestazione avvengono in due momenti diversi abbiamo un

rischio di credito (effettuo una prestazione ma il soggetto non riesce a rimborsare) e di molti altri

rischi, come quello di mercato. È positivo (aumenta il valore) è negativo (perdita di valore). Una

componente di dimensione al secondo dello strumento il rischio può essere più o meno elevato.

 Interesse/rendimenti: che ha una duplice varianza, remunerazione connessa alla rinuncia del potere

di acquisto della moneta e alle caratteristiche del rischio della controparte, ho l'interesse e questa

remunerazione deve corrispondere anche al rischio che mi sto accollando. Due componenti:

remunerazione e rischio. Tanto più elevato è il rischio tanto più sarà elevata la remunerazione. Il

free risk e risk premium.

tasso di interesse è costituito da due componenti:

( )

i=i free risk + i (risk premium)

A parità di durata temporale, tanto più è elevato i tanto maggiore è il rischio che

mi sto potando in portafoglio, tanto più e basso io sto facendo un investimento

monetario

1. Free risk: componente riconosciuta a prescindere dal rischio della controparte. Vanno a

vedere un tasso di interesse legato a un titolo privo di rischio. Esempio tassi interbancari

Quando voglio empiricamente sapere a quanto ammonta un tasso

europei.

FREE RISK come benchmark di riferimento si possono usare:

TITOLI DI STATO A BREVE SCADENZA perché a parità di condizioni ad

 esempio l’Italia su un btp di 30 anni non so cosa succederà.

Il free risk è un tasso a breve/brevissima scadenza dove l’emittente è

una banca o un governo.

EURIBOR è il tasso di interesse che viene utilizzato con riferimento sui

 mercati interbancari europei.

LIBOR è un tasso interbancario denominato in sterline, ho una

 componente di rischio di cambio.

Per l’Europa vanno bene tutti e tre ma è meglio scegliere un titolo di

stato a breve o un Euribor.

2. Risck premium: premio a rischio, che la controparte mi deve riconoscere perché mi accollo

il rischio che la controparte non restituisce il denaro. Il risk premium deriva dal rating del

soggetto emittente. Il rating è un punteggio che viene attribuito a un governo, a una società o

a una banca e fa rifermento al merito di credito di quel soggetto. Un rating AAA è sinonimo

di assenza di rischio di credito, mentre il D indica un ente emittente insolvente.

Il risk premium esprime la probabilità di insolvenza della controparte.

Più è elevato più la probabilità di insolvenza è bassa.

Il rating si calcola tramite una serie di dati storici relativi alla banca o al governo a cui

attribuiscono probabilità differenti, trovo il valore atteso e si prendono i fondamentali e

l’economia reale per capire come succederà agli equilibri di quel soggetto.

Rischio di credito o di default. L'investitore va a vedere un indicatore per vedere se la controparte è

in grado di solvenza. L'indicatore è il rating (attribuiscono un punteggio, + alto è il punteggio, +

basso è il rischio di default, + è basso il tasso di remunerazione). I tassi di interesse cambiano nel

tempo:

 Competenza nel bilancio di due operatori: se la controparte e la prestazione compaiono nell'attivo di

un operatore e nel passivo di un altro operatore. L'impresa che colloca un prestito obbligazionario

inserisce il prestito nel passivo, mentre la banca lo inserirà nell’attivo nel portafoglio titoli.

 Struttura contrattuale sottostante: 1) debitoria: parlo di obbligazioni, strutture contrattuali con titoli,

2)di partecipazione: parliamo di azioni non + di obbligazioni, perché chi acquista l'azione diventa

socio. 3

I titoli vanno nel passivo, le obbligazioni tra i debiti, mentre le azioni nel capitale sociale.

Lezione 2

ISTITUZIONI FINANZIARIE

INTERMEDIARI FINAZIARI sono di molteplice natura possono avere caratteristiche diversi:

 CREDITIZI banche, intermediari che erogano credito ma non sono banca (società di leasing e

factoring)

 

DI PARTECIPAZIONE E INVESTIMENTO merchant bank e venture capital. Non erogano

credito ma entrano nel soggetto finanziato con una partecipazione. Una start up d’impresa, non

hanno una storia creditizia vanno in banca e non eroga un finanziamento, allora il venture capital o

l’investment bank valuta la bontà economica dell’investimento e calcola i flussi attesi, se sono

superiori ai costi d’investimento allora ti finanzio ed entrano anche loro nella società tramite

partecipazioni. Nel loro bilancio nell’attivo non c’è un prestito ma un pacchetto azionario, di

controllo. La merchant bank svolge un’attività di più ampio spettro, entra nel capitale di un’impresa

già affermata svolge servizi diversi, fa una valutazione d’azienda. In questo gruppo ci sono anche le

holding finanziarie.

 ASSICURATIVI E PREVIDENZIALI sono le compagnie di assicurazione e svolgono due attività:

c’è chi opera nel ramo danni e chi opera nel ramo vita, operano sia le polizze in caso di morte, index

che hanno una componente piccole assicurativa. I previdenziali gestiscono i fondi pensione.

 MOBILIARI sono FIM, SGR sono intermediari che operano direttamente sui mercati mobiliari e

non offrono né credito né acquisizione di partecipazione. Un fondo comune d’investimento: la SGR

prepara dei prodotti (fondi comuni di investimento) e poi li mette sul mercato. In relazione al tipo di

prodotto l’investitore sceglie il prodotto che è un fondo monetario che investe in prodotti a basso

rischio e scadenza. Tutti i soldi investiti la SGR li prende e li investe su queste tipologie di prodotti.

La SGR è un intermediario mobiliare, prende i soldi e li investe sul mercato mobiliare e in bilancio

non entra rischio. Essi stanno diventando più importanti perché i mercati finanziari stanno

diventando più importanti.

MERCATI FINANZIARI

La Borsa in alcuni momenti svolge la funzione di mercato primario e in altri mercato secondario.

 MERCATI PRIMARI E MERCATI SECONDARI: Il mercato primario è il mercato in cui avviene la

prima emissioni di titoli. Nel mercato secondario avviene lo scambio di titoli precedentemente

emessi. Nel mercato primario l’impresa che sta collocando azioni o obbligazioni sta facendo

funding, raccoglie risorse e fondi, rileva il mercato primario. (esempio eni). Nel mercato secondario

c’è un continuo incontro tra domanda e offerta e il prezzo del titolo riflette sempre il valore della

società che l’ha collocato sul mercato.

 MERCATI MONETARI E MERCATI DEI CAPITALI: Nei mercati monetari si negoziano titoli con

scadenza inferiore a 12 mesi. Nei mercati di capitali si negoziano tioli con scadenza superiore a 12

mesi.

REGOLE 4

Norme che disciplinano le attività e le istituzioni del sistema finanziario.

Ci sono regole sullo strumento, che deve essere compliant rispetto alle regole relative allo strumento.

Le regole sulle istituzioni, le banche sono iperregolamentate.

Possono essere:

- Origine comunitaria

- Origine nazionale (TUB,TUF)

Ci sono norme che sono di carattere nazionale che sono raccolte in TUB attività delle banche, TUF attività

sui mercati mobiliari.

I testi unici sono testi che si evolvono e si modificano continuamente.

AUTORITA’ DI CONTROLLO:

 Banca d’Italia vigila sul funzionamento del mercato delle banche

 CONSOB vigila sul funzionamento dei mercati finanziari

 IVASS vigila sulle compagnie assicurative

 COVIP vigila sui fondi pensione

IL SISTEMA FINANZIARIO: DIMENSIONE “FUNZIONALE”

E’ un modo di raccontare un sistema finanziario per le funzione che esso adempie che sono tre:

 FUNZIONE DI INTERMEDIAZIONE è la funzione di trasferimento delle risorse finanziarie da

soggetti che vogliono investire (unità in surplus) a soggetti che hanno bisogno di finanziamenti

(unità in deficit). È quella classica degli intermediari finanziari.

 FUNZIONE MONETARIA IN SENSO STRETTO le banche creano moneta bancaria (carta di

credito, bonifico, giroconto, assegno)

 FUNZIONE DI TRASMISSIONE DEGLI IMPULSI SI POLITICA MONETARIA fa riferimento al

fatto che le banche sono il canale e lo strumento attraverso cui trasmettono gli impulsi di politica

monetaria.

LA FUNZIONE DI INTERMEDIAZIONE

All’interno ci sono tipologie di soggetti che hanno saldi finanziari omogenei.

Operatori che hanno comportamenti finanziari “omogenei”:

FAMIGLIE SF>0

IMPRSE SF<0

SISTEMA FINANZIARIO SF=0

SETTORE PUBBLICO SF<0

ESTERO SF><0 5

Quanto più elevato è l’ammontare relativo dei SF rispetto al PIL, tanto più è ampia la domanda di servizi di

trasferimento di risorse.

L’intervento del sistema finanziario si realizza in modi diversi classificabili in relazione a:

- Relazione tra i bilanci degli operatori finali

- Intervento da parte di istituzioni finanziarie nel canale diretto

Lezione 3

In un canale diretto di intermediazione penso ai mercati di borsa, quindi a luoghi in cui lo scambio di risorse

tra unità in surplus e unità in deficit avviene direttamente. L’intermediario finanziario può intervenire

nell’operazione agevolandola, ma l’operazione non passa dal suo bilancio, non acquisisce il rischio. Il titolo

passa dal bilancio della società che l’ha collocato e nel mio che l’ho comprato. La banca offre un servizio,

ma non assume il rischio della compravendita. La banca è broker, mediatore. Nel canale indiretto invece

l’operazione di trasferimento di risorse da unità in surplus a unità in deficit passa attraverso il bilancio della

banca, quindi non è diretta tra le unità ma è indiretta perché si ferma nel bilancio della banca.

Canale di finanziamento diretto

Tipico dei mercati anglosassoni, uk e usa, il trasferimento di risorse avviene direttamente attraverso il

mercato. Investitore e impresa che collocano i titoli sul mercato, ciò che è una passività finanziaria dell’unità

in deficit e che va tra le passività del bilancio per l’investitore &eg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kat978 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vandone Daniela.
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