Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Tuttavia è bene osservare che l’esecutore materiale di questa area

centrale non è la banca che si limita ad essere il mandante; si può

rivolgere a soggetti in grado di collocare sul mercato questi prodotti

per poi acquistarli oppure accogliere questi soggetti nel gruppo

societario bancario.

A vigilare sulla corretta esecuzione di questo sistema vi sono le

autorità di vigilanza, principalmente: Bankitalia e Consob.

-Intermediari finanziari:

Si caratterizzano dalla natura dei dati di bilancio, nei quali la quasi

totalità delle voci è di natura finanziari, le voci reali occupano un

ruolo marginale.

Gli intermediari non sono solamente le banche ma comprendono un

più vasto novero di soggetti:

Banche, con riserva di legge sull’attività bancaria.

 Intermediari creditizi non bancari: svolgono alcune attività

 tipiche della banca (es: prestito) ma non altre.

SPV: speciale purpose vehicle, veicolo per un’operazione

 speciale ES:3 quad. gli SPV stanno tornando

SGR: società gestione del risparmio, svolge soprattutto

 gestione di fondi comuni, in cui soggetti apportano risorse in

un fondo e l’SGR gestisce e investe i risparmi di questo fondo. I

fondi comuni possono essere gestiti solo da SGR (riserva di

legge).

SIM: società di intermediazione mobiliare, si tratta della

 società che permette di fare scambi su valori mobiliari, ossia

titoli. Tuttavia è bene osservare che la funzione delle SIM può

essere svolta anche dalle banche.

Assicurazioni: si tratta dell’unico soggetto che può creare

 prodotti assicurativi (riserva di legge).

-Tassonomia dei mercati finanziari:

In base alla presenza di regolamentazione esistono due

 categorie di mercati:

1) Mercati regolamentati, si tratta di mercati che seguono

regole più rigide e schematizzate, che conferiscono al

soggetto che vi fa parte sia onori che oneri.

2) Mercati over the counter, si tratta di mercati dal

funzionamento maggiormente informale

Grado di novità degli strumenti finanziari:

 1) Primario, si tratta del mercato di titoli e strumenti che non

hanno mai avuto un proprietario ossia di nuova emissione e

nel quale si crea il prezzo.

2) Secondario, si tratta del mercato in cui sono scambiati tutti i

titoli che hanno già avuto un proprietario o comunque non di

nuova emissione.

Durata degli strumenti finanziari (sempre riferito alla durata

 residua):

1) Mercati monetari, strumenti di breve durata, solitamente

uguale o inferiore a 12 mesi.

2) Mercati finanziari (o dei capitali)

Rilevanza della forza contrattuale:

 1) Mercati diretti, in cui la conoscenza dei contraenti in gioco

ha un impatto sul prezzo, è possibile far valere la forza

contrattuale.

2) Mercati aperti, indipendentemente dalla forza contrattuale

delle parti il prezzo è il medesimo.

Tipologia di strumenti finanziari:

 1) Mercati obbligazionari

2) Mercati azionari

3) Mercati dei derivati

-Attività finanziarie, rapporti giuridici sottostanti:

Rapporto di credito: datore e prenditore stipulano un contratto

 che comporta la restituzione della somma in più date future ad

un determinato tasso d’interesse.

Partecipazione al capitale di rischio: comporta l’acquisizione di

 diritti patrimoniali e amministrativi, che rende questo

strumento particolare.

Assicurazione: con in versamento di somme (premi) a favore di

 un intermediario assicurativo, questi as****************

*8esume l’obbligo di risarcimento dei danni subiti dai soggetti

 al verificarsi di determinati eventi.

Strumenti derivati: natura ibrida (credito + assicurazione)

-Modulo 2, la moneta:

La moneta è un’entità multiforme che ha più aspetti, funzioni e

configurazioni.

Le funzioni della moneta:

Mezzo di regolamentazione degli scambi, che libera

 l’acquirente di un bene o servizio da ogni obbligo nei confronti

del venditore.

Moneta merce valore intrinseco=valore estrinseco,

 

solitamente in metallo prezioso, più pesava più valeva.

Moneta segno valore intrinseco ≠ valore estrinseco,

 

creata per comodità di scambio, tipicamente le

banconote.

Unità di conto: fornirci una misurazione del valore delle cose,

 misura ciò che in teoria non esiste, vale a dire il valore

intrinseco dei beni e dei servizi all’interno di un determinato

contesto sociale.

Scorta di liquidità: funzione di riserva, la moneta ha la capacità

 di mantenere il suo valore nominale (mantenimento del potere

d’acquisto nominale). Diverso discorso vale per il potere

d’acquisto reale, che dipende da altri fattori.

Si possono distinguere due categorie di monete:

Moneta corso legale, ossia la moneta che per legge circola in

 un paese, viene creata da un soggetto pubblico e non può

essere rifiutata dal creditore.

Moneta scritturale, utilizzabile in alternativa a quella legale, sia

 come strumento di pagamento (bancomat, carta di credito,

assegno, ecc.), sia come procedure di pagamento (bonifici,

giroconti, procedure di incasso e pagamento, ecc.)

-Il sistema dei pagamenti:

La struttura sulla quale la moneta scritturale si muove viene detta

sistema dei pagamenti, è costituito da una serie di elementi:

strumenti, norme, procedure, produttori, istituzioni la cui attività è

diretta ad assicurare efficienza ed affidabilità dei trasferimenti di

fondi tra gli operatori economici.

La moneta legale non è strumento di pagamento ma genere di

moneta.

La moneta scritturale in questo contesto si articola in due momenti:

1) Attivazione del pagamento

2) Gestione del pagamento

Peculiarità del funzionamento del sistema dei pagamenti è il

coinvolgimento di una rete infrastrutturale tecnologica, soprattutto

per quanto riguarda i sistemi di sicurezza.

Ovviamente l’architrave del sistema è rappresentato dal circuito

interbancario, si tratta di una realizzazione riconducibile alle banche

centrali. Si tratta di una rete telematica tra le banche.

L’attivazione richiede:

1) Scambio di documenti ed informazioni relative alle operazioni

di pagamento e d’incasso eseguite per conto dei clienti.

2) La compensazione dei debiti e crediti interbancari, ossia la

definizione della posizione reciproca delle banche rispetto a

crediti e debiti.

3) La liquidazione degli eventuali sbilanci.

Il regolamento di compensazione di crediti e debiti è stato regolato

attraverso diversi sistemi:

A) Schema bilaterale tramite conti di corrispondenza

B) Schema multilaterale, su base lorda o netta

Lorda: ogni transazione viene regolata nel momento in cui

 viene registrata, indipendentemente che siano crediti o

debiti

Netta: da un determinato lasso di tempo si conteggiano i

 saldi tra debiti e crediti in modo da ridurre tutto ad

un’unica operazione

A. Sc. bilaterale B/ Apertura di conti correnti,

reciprocamente nelle altre banche

A coinvolte nel sistema, i regolamenti

avvengono attraverso questi conti.

Tuttavia vi sono diverse criticità

quando è coinvolta una banca

C esterna al sistema.

B. Sc. multilaterale

A B Il ruolo di arbitro della gestione

BCE/BCN dei pagamenti viene affidato ad

un terzo soggetto, es: Banca

centrale europea/nazionale. È

comodo poiché qualsiasi banca

possiede un conto in banca

centrale.

Si tratta di un sistema efficiente e

C

C) Schema ibrido, si tratta di uno schema multilaterale in parte a

base netta ed in parte a base lorda con lo scopo di mitigare i

difetti di entrambi i sistemi.

Il motore dei pagamenti è quindi la banca centrale, tra le sue

funzioni si annoverano storicamente la gestione della politica

monetaria e del cambio, mantenimento del potere d’acquisto della

moneta a livello, ossia interno (tasso d’inflazione) ed esterno (tasso

di cambio).

Ma anche, più recentemente, supervisione e gestione dei sistemi di

pagamento.

Prestatore di ultima istanza, ossia quando una banca necessita di

un finanziamento ma non è riuscita a reperirlo da nessuna parte,

l’ultimo soggetto a cui può rivolgersi è la BCE rispettando

determinate procedure e forme di garanzia.

Un’attenzione del tutto particolare merita il ruolo di vigilanza sul

sistema bancario, anch’esso relativamente recente, con esercizio di

controllo diretto sulle banche più grandi, le più piccole sono ancora

sotto il controllo delle banche centrali nazionali.

-Obiettivi di politica monetaria NB :

obiettivi finali:

Stabilità dei prezzi (inflazione al livello obiettivo)

 Stabilizzazione delle fluttuazioni cicliche dell’economia

 (normalizzazione PIL)

È bene ricordare che non tutte le banche centrali operano entrambi

gli obiettivi e non tutte danno il medesimo peso a entrambi gli

obiettivi, emblematica è la differenza tra la BCE e la FED, dove la

prima è concentrata maggiormente sull’inflazione mentre la

seconda ugualmente su entrambi.

Tuttavia è bene osservare che questi obiettivi non possono essere

controllati in modo diretto e preciso, per questo motivo le BC hanno

creato dei “check” intermedi in modo da verificare se le sue

politiche stanno operando a favore degli obiettivi finali, questi sono i

cosiddetti obiettivi intermedi:

Tasso di crescita della moneta ( )

 M n

Volume di credito disponibile (CTI), abbassando il costo del

 denaro circolano più investimenti, con un effetto benefico su

PIL e inflazione.

Sono più facilmente controllabili e mantengono una relazione

stabile con gli obiettivi finali. Questo elenco non è esaustivo, ve ne

sono altri.

NB: stabilità dei prezzi significa mantenimento del tasso di

inflazione attorno la tasso obiettivo (attualmente 2%).

Il processo si articola in più stadi nel quale vengono utilizzati

determinati strumenti (tasso di rifinanziamento marginale,

operazioni di mercato aperto) per conseguire obiettivi operativi

(riserve bancarie, tassi di mercato monetario) al fine di influenzare

in via diretta alcune variabili monetarie conseguendo obiettivi

intermedi (quantità di moneta, credito, tassi di interesse a breve)

per influenzare gli obiettivi finali: prezzi, cambio, reddito,

occupazione.

Elemento quindi fondamentale è la considerazione di tutto ciò che

viene coinvolto e quanto tempo intercorre tra le politiche operate

dalla BC e la realizzazione degli obiettivi finali, si tratta di un

processo tutt’altro che deterministico che tutta via non è in grado di

tenere conto di eventuali crisi provenienti da fattori totalmente

esterni al controllo della BC.

-Dai tassi d’interesse all’inflazione e la fissazione dei prezzi:

-Gli strumenti della BCE per il controllo dell’inflazione e del pil:

BCE controlla i tassi a breve con l’obiettivo di controllare l’inflazione

e contemporaneamente ha la capacità di aumentare o ridurre la

quantità di moneta in circolazione.

Per adempiere a questi obiettivi ha a disposizione due set di

strumenti convenzionali e uno strumento a sé stante:

Operazioni di mercato aperto (OMA)

 Operazioni attivabili su iniziativa delle controparti

 Facoltà di imporre obblighi di riserva

Vi sono poi strumenti non convenzionali introdotti di recente a

seguito delle crisi bancarie.

OMA : La grande maggioranza delle operazioni che la BCE

 compie verso il mercato solo le OMA (operazioni di mercato

aperto), si tratta di operazioni aperte al mercato ossia

operazioni che BCE propone al mercato, come offerte al

mercato, tra esse si annoverano tutte le operazioni della BCE

alle quali le banche possono partecipare facoltativamente.

Operazioni su iniziativa delle controparti : sono operazioni che

 le banche chiedono a BCE di eseguire. È bene osservare che i

tassi a cui la BCE esegue queste operazioni sono i tassi ufficiali

di policy della BCE, diversi da quelli di mercato.

Riserva obbligatoria : Si tratta di una scorta di denaro che ogni

 banca deve detenere in BCE a determinate condizioni.

-Le operazioni di mercato aperto:

L’obiettivo è controllare le condizioni di liquidità delle istituzioni

creditizie dei paesi dell’euro, sia in finanziamento che in

assorbimento.

Presentano caratteristiche comuni con le OIC.

A) I soggetti che possono partecipare sono tutte le istituzioni

creditizie assoggettate a riserva obbligatoria, è comunque

messo in campo qualche piccolo criterio di solidità, ad

esempio, una banca in liquidazione non può partecipare;

questi requisiti sono fissati da BCE e dalle singole BCN. Vi sono

poi criteri aggiuntivi per particolari operazioni di ingente

dimensione e celerità.

B) Sono richieste garanzie di natura prevalentemente finanziari

(titoli), ma accetta anche crediti, titoli rappresentativi di crediti

(attività negoziabili e attività non negoziabili). Su tutto ciò che

è messo a garanzia esiste un tasso applicato dalla BCE in

relazione al rischio dell’attività messa in garanzia.

C) Le procedure con cui avvengono le operazioni OMA di BCE,

comprendono

Aste, rivolta ad un vasto numero di soggetti.

 1. Standard, si svolge nel calendario fisso annuale, vi

partecipano quasi tutte le banche ammesse alle OMA.

A tasso fisso reso noto dalla BCE pre-operazione,

 in questo caso vi è la possibilità per la BCE di far

operare il mercato ad un tasso deciso.

A tasso variabile, in cui chi partecipa offre un

 tasso.

2. Veloce, svolta in poco più di un’ora, vi partecipano le

banche di alto standing e sono attivate in una sola

occasione: “operazione di regolazione puntuale” (fine

tuning), si tratta di una regolazione puntuale e precisa

della liquidità in circolazione; ovviamente non sono

calendarizzate.

Operazioni bilaterali, comprende tutte le operazioni per le

 quali non si ricorre all’asta. Le controparti interessate

vengono contattate direttamente dall’eurosistema.

Solitamente ad opera delle BCN più che dalla BCE.

D) Le tipologie di contratti, comprende sia operazioni temporanee

di breve durata e più raramente operazioni definitive.

Operazioni temporanee: dirette ad immettere e drenare

 liquidità, mediante asta, per brevi periodi, generalmente

da 1 a 7 giorni ma estensibile ad un anno o in casi di

estrema necessità oltre. Sono operazioni di “pronti contro

termine”: ossia vi è un’operazione fatta subito ad

apertura del contratto ed una speculare a scadenza del

contratto.

Operazioni definitive: medesima finalità, ma sono

 contratti di acquisto/vendita di attività finanziarie senza

vincolo di successiva vendita/riacquisto.

Quali operazioni OMA per quali obiettivi?

1) Operazioni di rifinanziamento principale (ORP) : è l’operazione

principale di rifinanziamento delle banche, generalmente

rivolta ad iniettare liquidità nel sistema, eseguita con asta

standard sia a tasso fisso che a tasso variabile. Tipologia di

contratto: PCT (pronti contro termine). Durata: 7 giorni, per

legge ogni martedì.

2) Operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (ORLT ): fonte

aggiuntiva di liquidità, eseguite mensilmente sempre con asta

standard (fisso e variabile), sempre PCT, ma con durata del

contratto generalmente trimestrale, estesa dalla BCE a seguito

della crisi.

3) Operazioni di regolazione puntuale (Fine tuning) (OFT):

procedura eseguita quando vi è in circolazione una quantità di

liquidità diversa da quella programmata, può essere svolta con

asta veloce o con procedura bilaterale con una particolare

banca, si tratta di un’operazione non calendarizzata svolta in

caso di necessità.

4) Operazioni di tipo strutturale : hanno l’obiettivo di modificare

(aumentare o ridurre) in modo durevole la quantità di moneta

in circolazione. Non hanno né frequenza né scadenza regolare,

la procedura utilizzata è l’asta standard

-Le operazioni su iniziativa delle controparti:

Si tratta di operazioni pull, richieste alla BCE dalle banche, con le

quali possono in via generale domandare denaro o depositarlo.

L’obiettivo è dare sistemazione a carenze o eccessi di liquidità

imprevisti e che perdurano alla fine della giornata operativa.

Elemento emblematico è la brevissima durata di queste operazioni,

ossia giornaliera.

Le OIC sono ascrivibili in due tipologie di operazioni:

1) Rifinanziamento marginale, con il quale le banche a corto di

liquidità possono rivolgersi alla BCE per domandare denaro. Il

termine tecnico con il quale sono programmate queste

operazioni è “overnight” (per una notte), eventualmente

rinnovabile. È bene osservare che si tratta tuttavia di

un’operazione di nicchia in quanto dannosa per la reputation

della banca.

Brevissima durata

 Importo teoricamente illimitato

 Garantita da attività idonee depositate presso la BCE

2) Deposito presso la banca centrale, largamente utilizzata, al

punto che la BCE ha operato per disincentivare il deposito

utilizzando tassi di deposito negativi (costo).

Per le OIC assume particolare importanza la decisione dei tassi di

interesse utilizzati nelle due operazioni, regolate a tassi

simmetrici rispetto al tasso corrente delle ORP; tuttavia negli

ultimi due anni circa è venuta meno questa simmetria.

Il tasso più alto che BCE fissa è quello di rifinanziamento

marginale; quello più basso viene fissato per i depositi, ad oggi

negativo. Il tasso per le ORP viene fissato ad un livello intermedio

(di solito media) tra i due.

Questi tassi di interesse forniscono un benchmark fortissimo in

grado di influenzare gli interessi del circuito interbancario; il tasso

di deposito presso BCE rappresenta potenzialmente il minimo a

cui finanziare una banca, mentre il tasso di rifinanziamento

marginale rappresenta il tasso massimo a cui è conveniente

domandare un finanziamento ad un’altra banca.

Le operazioni inter-banca vengono quindi eseguite ad un tasso

intermedio, calcolato sulla media ponderata del tasso sui prestiti

overnight, tasso EONIA (Euro Overnight

-La riserva obbligatoria:

Si tratta di un deposito obbligatorio che le banche devono versare

presso la banca centrale, con lo scopo di concorrere alla creazione o

all’aumento del fabbisogno strutturale di liquidità del sistema

bancario rimuovendo liquidità dalla circolazione, unitamente al

favorire la stabilizzazione dei tassi di interesse di mercato

monetario.

I soggetti sottoposti a questo obbligo sono tutte le banche dell’area

euro e filiali di banche extra euro operanti nell’area euro, questi

rappresentano altresì il novero di soggetti ammessi alle OMA e alle

OIC.

Per quanto riguarda la modalità di calcolo:

1) Si definisce una certa grandezza o aggregato soggetto a

riserva

2) A questo aggregato si applica un’aliquota

3) Sulla somma dovuta viene applicata una franchigia forfettaria

di sconto

Questa riserva può essere movimentata ed utilizzata dalle banche,

a condizione che nel periodo di riferimento mantenga un valore

medio peri al quantitativo della somma di riserva obbligatoria

dovuta.

Più nel dettaglio:

Aggregati soggetti a riserva:

 Depositi a vista con scadenza predeterminata e con

 preavviso sino a due anni

Titoli di debito con scadenza originaria sino a due anni

 Depositi e titoli con durata superiore a due anni

 Pronti contro termine

L’aliquota:

 1% su aggregati 1 e 2

 0% su aggregati 3 e 4

La franchigia forfettaria è di 100.000€, la franchigia ha lo

 scopo di non sottoporre a stress le banche più piccole, per le

quali spesso la somma dovuta è inferiore a 100.000€.

Assolvimento dell’obbligo: calcolo del saldo medio di periodo

 sui saldi di fine giornata osservati nell’arco del periodo di

riferimento (un mese).

ES.6 quad

Remunerazione:

 Al tasso medio delle operazioni di rifinanziamento

 principale effettuate durante il periodo di mantenimento

NB: calcolata sulla riserva dovuta e non su quella

 eccedente, la parte eccedente si tratta un deposito libero

per tanto sottoposto a tasso per i depositi previsto per le

OIC (attualmente negativo).

Il periodo di mantenimento: calendarizzato da BCE tre mesi

 prima dell’inizio dell’anno.

Conto di riserva: la r.obb. viene tenuta su speciali conti di

 riserva presso la BCN in cui la banca ha sede.

Movimentazione: movimentabile integralmente, a condizione

 che il saldo medio di periodo calcolato all’ultimo giorno del

periodo stesso sia non inferiore alla riserva obbligatoria

dovuta.

-Politiche monetarie non convenzionali:

Quelle osservate finora sono politiche monetarie convenzionali, ad

esse sono affiancate tutte le misure non convenzionali.

L’obiettivo di queste misure non convenzionali è stimolare l’effetto

delle misure convenzionali sul mercato.

-Il mercato interbancario:

Si tratta di un’infrastruttura all’interno della quale avviene

circolazione di disponibilità liquide a breve termine. Favorisce la

gestione degli sbilanci di cassa (tesoreria).

È naturale quindi che il circuito interbancario sia il soggetto sul

quale impatta per primo la politica monetaria.

La piattaforma tecnologica utilizzata è l’eMID con lo scopo di creare

una struttura di collegamento multilaterale tra banche, funge da

benchmark al di fuori dell’aera euro.

Le scadenze negoziate:

Overnight (O/N): entro la giornata lavorativa

 Tomorrow next (T/N): entro la seconda giornata lavorativa

 Spot next (S/N): entro la terza giornata lavorativa

 Depositi a tempo.

Il prezzo di regolazione di questi contratti risente quindi innanzitutto

dei tassi ORP della BCE; su circuito interbancario vengono negoziati

diversi tassi di interesse, a seconda del metodo di rilevazione

utilizzato, ad esempio l’Euribor è un tasso di riferimento, calcolato

giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni

finanziarie in euro tra le principali banche europee.

È un tasso di riferimento calcolato, NON un tasso relativo ad

operazioni effettuate, ma solamente offerte, questo lo rende

facilmente manipolabile offrendo numeri qualsiasi.

Nello specifico: un campione di banche comunica alla BCE qual è il

tasso a cui intende offrire operazioni sul mercato interbancario.

Attualmente è in corso un complesso processo di riforma di tale

tasso al fine di renderlo manipolabile e riferirlo a qualche

transazione fisica.

È bene ricordare che l’Euribor più che altro rappresenta il metodo di

calcolo, non c’è un solo Euribor ma tassi diversi riferiti a periodi di

tempo diversi. Prevalentemente misura il costo del denaro a breve

termine.

Oltre all’Euribor vi è l’Eonia, si tratta sempre di un tasso

interbancario, meglio riferibile alle operazioni interbancarie in

quanto overnight; la differenza emblematica con l’Euribor consiste

nel fatto che l’Eonia è riferito ad operazioni avvenute e non

semplicemente offerte, è calcolato e monitorato da BCE,

rappresenta la misura di riferimento nelle operazioni OIC di verifica

della policy della BCE.

-La vigilanza del sistema finanziario:

Occorre innanzitutto chiedersi perché il sistema finanziario necessiti

degli arbitri ed una regolamentazione.

Per rispondere bisogna osservare quello che è il ruolo degli

intermediari finanziari:

Funzione allocativa (o creditizia), distribuzione di potere

 d’acquisto nell’economia

Funzione monetaria (moneta fiduciaria, sulla base della solidità

 della banca), valore della moneta della banca in base alla sua

solidità

È possibile osservare che, in relazione al loro ruolo, gli intermediari

finanziari, anche se piccoli, possono influenzare in modo

macroeconomico il settore finanziario sotto diversi aspetti; viene da

sé quindi contemplare la necessità di una regolamentazione

complessa.

L’obiettivo della regolamentazione e degli arbitri è quindi evitare o,

nel caso gestire, i fallimenti di mercato (market failure) che

rappresentano tutte quelle situazioni di crisi del sistema bancario

che determina inefficienze e malfunzionamenti, dal semplice blocco

informatico, alla mancanza di fiducia tra le banche fino al fallimento

di una o più banche.

L’obiettivo finale della regolamentazione è mantenere la fiducia nel

sistema finanziario, in modo da non deteriorare il sistema bancario

e la funzione allocativa evitando situazioni di dissesto.

L’obiettivo intermedio, stabilità degli intermediari:

A livello micro, singolo intermediario, monitoraggio attento dei

 singoli intermediari.

A livello macro, sistema finanziario

Condotta: per perseguire questi obiettivi è tipico della nostra realtà

il motto: “una sana e prudente gestione della banca”, sana inteso

come orientamento alla produttività, stabilità e crescita; prudente

inteso come valutazione del rischio. Più tecnicamente:

Contenimento del rischio

 Istituzione di un capitale minimo

In caso di crisi: posti obiettivi di condotta funzionali ad evitare

situazioni di crisi è altresì necessario esplicitare le soluzioni ed i

sistemi di gestione e risoluzione della crisi, a riguardo è stato

istituto il sistema “Safety net”, con lo scopo di attutire l’effetto di

una situazione di crisi su uno o più intermediari finanziari, composto

da: Prestatore di ultima istanza, gestito dalla BCE

 Schema di assicurazione dei depositi, che entra in funzione

 quando la banca è in liquidazione, ed ha lo scopo di rimborsare

i conti correnti nel caso in cui una banca venga messa in

liquidazione.

È bene osservare che questi sistemi di contenimento e risoluzione

di safety net non sono alternativi l’uno all’altro ma più che altro

successivi, si tratta di un sistema esclusivo predisposto per le

banche e opera in modo che la crisi venga circoscritta ad una sola

banca, sempre con l’obiettivo di mantenere la fiducia nel sistema

bancario.

Più nel dettaglio:

Prestatore di ultima istanza : svolge un’attività intermedia tra

 PM e vigilanza, l’attività è tipicamente svolta dalla banca

centrale, tipicamente svolta con:

Operazione di rifinanziamento marginale

 (operazioni di mercato aperto), normalmente il prestatore

 di ultima istanza opera solamente con rifinanziamento

marginale, tuttavia in caso di crisi estese a molte banche

BCE opera in modo preventivo iniettando liquidità anziché

aspettarne la richiesta.

Per tanto, il tasso applicato è il più penalizzante possibile nel

sistema bancario.

Schema di assicurazione dei depositi : si tratta di un tipo di

 assistenza evocato in caso di situazioni di crisi ed ha lo scopo

di aiutare per lo più i piccoli correntisti. Il sistema è autogestito

dalle banche attraverso l’istituzione di un fondo consortile a

cui l’adesione è obbligatoria e dentro al quale vengono versati

periodicamente contributi.

I contributi di ogni singola banca sono aggiustati in relazione al

rischio.

Per quanto riguarda il versamento dei contributi:

A richiesta del fondo per interventi

 Periodico

Indipendentemente dal tipo di versamento è bene osservare

che questo sistema è in grado di mantenere la sua funzionalità

fin tanto che le crisi sono episodiche e coinvolgono singoli

soggetti, in caso di crisi sistemiche il sistema non è in grado di

sopperire alle singole necessità.

È altresì bene osservare che questi sistemi di assicurazione

sono funzionali per le piccole banche, in caso di grandi

intermediari (soggetti sistemici, es: Unicredit), il fondo

potrebbe non essere in grado di coprire la totalità dei

correntisti, in questi casi opera una seconda linea di intervento

ad opera dello stato il quale opera personalmente per colmare

ciò che il fondo non è in grado di coprire.

Vi sono tuttavia delle criticità, in primo luogo in caso di

interventi da parte dello stato il costo è indirettamente a carico

di tutti i contribuenti, secondo luogo la garanzia del

salvataggio portava i grandi intermediari finanziari ad

accollarsi rischi maggiori.

Per sopperire a queste criticità:

1. Sinergia con la regolamentazione prudenziale

(contenimento del rischio), adottata principalmente

2. Limitazione della copertura, ad esempio tetto di rimborso

sull’ammontare, da noi 100.000€, o limitatamente ad

alcuni soggetti.

3. Correzione del contributo in relazione al rischio delle

attività.

Articolazione della vigilanza: consiste nella definizione della

struttura del sistema di vigilanza, i due archetipi principali

Modello accentrato, regolatore singolo: in questo sistema

 abbiamo una sola autorità di vigilanza che si pone da

interfaccia per tutta l’attività di controllo per tutti gli

intermediari, presenta il vantaggio della semplicità e della

trasparenza. La principale criticità è l’estensione che necessità

l’autorità per vigilare sull’intero sistema interbancario o

ancora, in caso di inefficienze dell’autorità, non vi è nessun

altro che può sopperire alle sue mancanze.

Modello decentrato: vi sono più autorità di vigilanza da

 coordinare, risolto con differenti strategie organizzative:

1. Vigilanza istituzionale, divisa per istituzione, si creano

autorità specializzate in vigilanza su uno specifico settore

di intermediari. Tuttavia presenta la criticità di portare i

singoli intermediari a definire il loro business in relazione

all’autorità di vigilanza più “morbida”, inoltre vi è il rischio

che l’autorità di vigilanza si trovi a vigilare su soggetti più

forti, potenzialmente in grado di assoggettarla.

2. Vigilanza per attività, dove le attività sono quelle svolte

dagli intermediari, indipendentemente dalla loro forma

giuridica. Ossia vi è un soggetto di vigilanza per ogni

attività svolta. La criticità in questo modello soggiace

nella complessità del soggetto vigilato, se un soggetto

opera un vasto numero di attività quest’ultimo rischia di

essere soggetto a molti autorità di vigilanza.

3. Vigilanza per finalità, si tratta di un modello dove alle

autorità vengono attribuite specifiche finalità da

perseguire, ad esempio la tutela del risparmio. Si tratta di

un modello trasversale a più attività così come più

intermediari finanziari ed estremamente versatile. Il

modello diventa difficile da utilizzare quando l’attività su

cui vigilare è di difficile interpretazione, ossia è difficile

collocarla in una categoria piuttosto che un’altra.

4. Vigilanza per funzioni, si tratta di un modello solamente

teorico, consiste demandare ad una certa autorità di

vigilanza una certa attività svolta da un intermediario

finanziario. Tuttavia al momento dell’applicazione finisce

inevitabilmente per essere assimilato al modello per

attività.

Modelli ibridi: che rappresentano la realtà tipica dell’Italia.

Per l’Italia, nello specifico, modello ibrido decentrato.

Vigilanza per finalità:

1) Stabilità, sia dell’intera infrastruttura (a livello macro) sia a

livello di singolo intermediario (micro) Banca d’Italia

2) Efficienza (=concorrenza), il cosiddetto ruolo delle antitrust 

AGCM (autorità garante della concorrenza sul mercato)

3) Trasparenza informazioni e correttezza operato operatori

Consob

Vigilanza per soggetti:

1) IVASS per le compagnie di assicurazione

2) COVIP per i fondi di pensione

Vi sono poi altre autorità di vigilanza con compiti particolari, il CICR,

si tratta di una specie di circolo presieduto dai ministri con i

maggiori poteri nell’ambito economico avente come leader il

ministro dell’economia.

Ovviamente oltre alle nostre autorità nazionali, facendo parte di un

mercato integrato, occorre prendere in considerazione, ad un livello

sovraordinato, le autorità di vigilanza internazionali.

Come classificare la vigilanza?

Finalità della norma di vigilanza

 Strutturale, ad esempio decidere quante banche devono

 esistere, quanti sportelli, si tratta di un tipo di vigilanza

che modella il sistema secondo un suo ideale, si tratta di

un tipo di vigilanza utilizzato maggiormente diversi anni

fa ma oggi quasi accantonato.

Prudenziale, mirata a certificare che le banche agiscano

 con prudenza, in modo conscio, il loro numero e sportelli

viene definito dalle regole del mercato.

In caso di crisi:

 1. Early warning, problematica presente ma ancora

reversibile

Amministrazione straordinaria

o Credito di ultima istanza

o

2. Resolution, permette di risolvere un problema in modo

incisivo in caso di problemi di entità maggiore, tuttavia,

almeno parzialmente, reversibili.

3. Liquidazione coatta amministrativa, in caso di

impossibilità a risolvere il problema, la banca smette di

funzionare e viene liquidata con regole ad hoc per il

settore finanziario.

Cronologia temporale:

 Vigilanza ex-ante, eseguita in bonis su un intermediario

 finanziario non in stato di crisi

Vigilanza ex-post, svolta su intermediari in stato di crisi

Attività svolta

 Regolamentare, si sostanzia nell’attività di produzione di

 regolamenti, ad oggi buona parte deriva dall’Europa.

Informativa, attività di raccolta di informazioni ed

 elaborazione svolta dalle banche centrali, per intercettare

eventuali criticità prima che si verifichino.

Ispettiva, si può svolgere in due modalità, ordinaria dove

 periodicamente Banca Italia, in modo non sempre

definito, passa in ispezione tutte le banche sul territorio

nazionale e svolge dei controlli; una seconda,

straordinaria, dove l’ispezione avviene a seguito di

segnalazione per criticità osservate.

-Evoluzione della vigilanza bancaria a livello europeo:

La crisi finanziaria ha evidenziato alcuni aspetti chiave di vigilanza

affetti da criticità a livello internazionale, ad esempio la mancanza

di coordinamento tra soggetti di paesi diversi. A questo si aggiunge

lo sviluppo sul mercato di istituzioni talmente grandi e ramificate da

rappresentare criticità gravissime in caso di fallimento, i cosiddetti

soggetti “too big to fail”.

La commissione europea incarica nel 2008 un gruppo di esperti

indipendenti incaricati di stilare un rapporto con le iniziative da

intraprendere per rispondere efficacemente alla crisi, questi punti

chiave sono:

Mancanza di vigilanza macroprudenziale, prudenziale solo a

 livello micro

Mancanza di disciplina specifica per soggetti internazionali

La prima misura adottata è un’architettura di vigilanza a livello

europeo, il SEVIF (sistema europeo di vigilanza finanziaria)

Viene creato un comitato con lo scopo di intercettazione e

segnalazioni di rischi sistematici, nel quale siedono i maggiori

rappresentanti delle autorità di vigilanza a livello europeo.

In secondo luogo vengono create delle autorità che si occupino di

settori sensibili:

1) Bancario produce anche regole per il sistema bancario

EBA,

2) Assicurativo EIOPA

3) Mercati e trasparenza ESMA (di cui fa parte Consob)

Questi soggetti non si sostituiscono alla loro controparte nazionale,

ma si limitano a fornire linee guida per rendere omogenea la

regolamentazione nei vari paesi dell’area euro.

Anche se integrata questa struttura presentava ancora una

debolezza:

A) La BCE stampa moneta ma non vigila direttamente sui singoli

intermediari finanziari

Il consiglio dell’Unione Europea ha promosso, a partire dal 2014 ad

oggi, un progetto di Unione Bancaria, per la gestione della vigilanza

e delle crisi bancarie, composto a tre pilastri:

Single Supervisory Mechanism (SSM), meccanismo unico di

 supervisione

Single Resolution Mechanism (SRM), meccanismo unico di

 risoluzione delle crisi, da un lato le procedure per la risoluzione

sono omogenee, tuttavia viene creato un unico fondo in grado

di intervenire in queste risoluzioni.

Deposit guarantee schemes (DSG) (attualmente in progresso),

 garanzie per i depositi dei correntisti analogo a quello

nazionale ma di capienza europea.

Con l’unione bancaria si sono creati due documenti:


ACQUISTATO

3 volte

PAGINE

45

PESO

2.67 MB

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PIACENZA - CREMONA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefano.chiesa01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Rossi Simone.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia aziendale (piacenza - cremona)

Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda Golia Cattolica - Appunti
Appunto
Management amministrazioni pubbliche
Appunto
Economia delle aziende di credito - Riassunto esame, prof. Fandella
Appunto
Tutte lezioni esercitazioni  Economia delle aziende di credito, Prova intermedia
Appunto