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SLIDE 9/1 … 2

LA GESTIONE PATRIMONIALE INDIVIDUALE MOBILIARI 2

LA GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO 2

SLIDE 9/2 6

SLIDE 10 Il funzionamento dei mercati secondari e gli equilibri di gestione degli

intermediari mobiliari 9

SLIDE 11 Il funzionamento del mercato primario 15

Quotazione in borsa 18

SLIDE 12 Gli strumenti creditizi 21

SLIDE 13 Gli strumenti per la gestione dei rischi 27

Gli strumenti derivati 28

SLIDE 13/2 Gli swap 33

Opzioni 39

SLIDE 14 le assicurazioni private i fondi pensione 50

FONDI PENSIONE 55

SLIDE 15 elementi di gestione bancaria 56

L’attivit bancaria Il d.lgs. 385/1993 56

RISCHI ASSET & LIABILITY SIDE —> IL RISCHIO DI INTERESSE 57

RISCHI ASSET & LIABILITY SIDE —> IL RISCHIO DI LIQUIDIT 60

SLIDE 15/2 rischi asset side 61

IL RISCHIO DI MERCATO 61

IL RISCHIO DI CREDITO 62

RISCHI LIABILITY SIDE (Cenni) lato passivo 66

IL RISCHIO DI LEVA FINANZIARIA 66

SLIDE 16 La gestione delle crisi bancarie 66

à À

SLIDE 9/1 …

LA GESTIONE PATRIMONIALE INDIVIDUALE MOBILIARI

«gestione, su base discrezionale e individualizzata, di portafogli di investimento che includono uno o pi

strumenti finanziari e nell'ambito di un mandato conferito dai clienti» (Art. 1 comma 5-quinquies, TUF)

Svolta da banche, sim, sgr

• Al gestore (autonomia) assegnato l’incarico di effettuare le scelte di investimento e disinvestimento

• che egli ritiene opportune per conseguire le combinazioni rischio/rendimento desiderate dal mandante.

Il patrimonio affidato in gestione all’intermediario resta distinto, sia rispetto alle attivit dell’intermediario,

• sia rispetto ai patrimoni conferiti da altri investitori.

La gestione di patrimoni un’attivit di puro servizio, senza alcuna assunzione di posizioni in proprio.

• Pu essere attiva o passiva, rispetto ad un indice di riferimento (benchmark)

Le GP possono essere:

• GPM (Gestioni Patrimoniali in valori Mobiliari): investimento in titoli;

• GPF (Gestioni Patrimoniali in Fondi): investimento prevalentemente o esclusivamente in OICR;

OICR= Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio. La denominazione identifica i fondi comuni di

investimento aperti e chiusi, le societ di investimento a capitale variabile (Sicav) e le societ di investimento

a capitale fisso (Sicaf).

• Miste: investimento in entrambe le tipologie di strumenti, privilegiando titoli o OICR in funzione dell'asset

class alla quale si fa riferimento.

Grandezze economico-patrimoniali degli IF che effettuano gespa individuali (banche; SIM; SGR)

LA GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO

• Gestione delle somme conferite dal cliente svolta da sgr, sicav, sicaf

• Nella gestione collettiva il livello di personalizzazione inferiore: gestione «in monte»

• La gestione collettiva pu essere svolta mediante tre tipologie di OICR: i fondi comuni di investimento, le

SICAV e le SICAF.

• La gestione pu essere attiva o passiva, rispetto ad un indice di riferimento (benchmark)

Gli attori coinvolti nella gestione collettiva del risparmio mediante un fondo comune di investimento

Le quote di un fondo comune

di investimento sottoscritte

dagli investitori sono custodite

presso: una banca

depositaria

ò ò è ò è à à è è à à ù

Gli attori coinvolti nella gestione collettiva del risparmio mediante una SICAV

La sicav è una società per azioni che ha per oggetto sociale l’investimento del patrimonio che raccoglie

attraverso l’emissione di proprie azioni, in modo tale da creare un patrimonio che verrà poi gestito e investito

in strumenti finanziari. Rispetto a quanto visto sopra l’investitore ha la possibilità di incidere sulla politica di

investimento. Il patrimonio della sicav può variabile, mentre per la sicaf il patrimonio è fisso.

Modalit di sottoscrizione delle quote di OICR= Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio

• N.B. NON versamento del capitale sotto forma di contanti ma attraverso un bonifico o un assegno bancario.

Due modalit di sottoscrizione:

PIC (Piano di Investimento di Capitale): PAC (Piano di Accumulo di Capitale):

versamento in un’unica soluzione versamenti periodici

- Vantaggi legati alla capitalizzazione - Vantaggi di effettuare i versamenti con gradualit e

composta degli interessi di neutralizzare i rischi legati al market timing

- Svantaggi legati al market timing: la capacità - Svantaggi legati ai costi fissi per ogni versamento

dell'investitore di individuare il momento ovvero alle commissioni di sottoscrizione

corretto per accedere all'investimento.

Le tipologie di fondi comuni di investimento

• fondi aperti: consentono di sottoscrivere le quote o richiedere il rimborso in qualsiasi momento.

Patrimonio variabile: investe in strumenti quotati e facilmente liquidabili: obbligazioni o azioni.

• fondi chiusi: patrimonio predefinito: investe in strumenti poco liquidi e di lungo periodo: immobili, azioni

di società non quotate, titolo obbligazionari di società non quotate. Orizzonte temporale di lungo termine fino

a 30 anni. È suddiviso in un numero predeterminato di quote: quota minima di partecipazione 50.000 €.

Se i fondi sono destinati agli investitori retail vi è l'obbligo per i fondi chiusi di quotarsi per garantire che

l'investitore retail abbia la possibilità di cedere le proprie quote sul mercato senza impoverire il patrimonio

comune.

• fondi riservati: a investitori qualificati. Possono essere aperti o chiusi. Significa che possono beneficiare

di alcuni spazi di manovra in più rispetto alla normativa che fissa dei limiti nel contenimento dei rischi,

questo li rende più rischiosi.

• fondi speculativi: sono molto rischiosi, possono investire il patrimonio in qualsiasi tipo di attività. Sono

adatti a soggetti che hanno la dotazione patrimoniale molto elevata. Quota minima investimento 500.000 €.

In base alla classificazione Assogestioni:

Prodotti a rischio più contenuto: investono in strumenti del mercato monetario, le cui

FONDI DI LIQUIDITÀ oscillazioni sono piuttosto limitate. Si distinguono a seconda della valuta in cui sono

denominati gli strumenti sottostanti.

Prevedono la presenza di obbligazioni per almeno il 70% del patrimonio. Si distinguono a

FONDI

OBBLIGAZIONARI seconda che investono in titoli di Stato piuttosto che in obbligazioni emesse da aziende,

ma anche per la valuta dell'obbligazioni in portafoglio. Da questi parametri dipende il loro

livello di rischio, tendenzialmente più moderato per investimento in titoli di Stato, più

accentuato per l'obbligazioni corporate e per i titoli denominati in valuta estera.

à à à

Investono in azioni e obbligazioni.

FONDI BILANCIATI bilanciati puri se la percentuale di azioni è compresa tra il 30% e 70%;

bilanciate azionarie tra il 50% il 90%;

bilanciati obbligazionari tra il 10% e il 50%.

Il livello di rischio dei fondi bilanciati cresce all'aumentare delle componente azionaria che

detengono in portafoglio.

Sono i prodotti che investono almeno il 70% del patrimonio in azioni. Rischio elevato.

FONDI AZIONARI Una sorta di contenitore residuale, dove confluiscono prodotti anche molto diversi tra loro,

FONDI FLESSIBILI che quindi non potrebbero essere collocati altrove, ma che hanno in comune la

caratteristica di essere fondi senza benchmark.

I Fondi Etici o socialmente responsabile (SRI) sono strumenti di gestione del risparmio che risponde ai

bisogni dei risparmiatori che non sono interessati esclusivamente a massimizzare il rendimento del loro

denaro, ma anche ai risvolti etici derivanti dal suo impiego.

• Dal punto di vista della regolamentazione finanziaria, i fondi comuni di investimento etici sono assimilati ai

fondi comuni tradizionali e possono appartenere a una delle categorie definite da Assogestioni

Tipologie di fondi etici

• fondi a devoluzione: l’investitore devolvere in beneficenza una quota dei profitti.

• fondi socialmente responsabili: canalizzano il risparmio verso settori “meritevoli”

Il carattere etico del fondo si pu concretizzare in:

– screening negativo —> il fondo esclude dai suoi investimenti titoli di imprese che per il settore in cui

operano non sono considerati meritevoli;

– screening positivo (fondi ESG) —> inclusione in portafoglio di titoli meritevoli di società che rispettano

determinati requisiti in materia ambientale, sociale e di governance.

– cause-based investing —> vanno a scansionare i titoli di imprese particolarmente attive nel community

investing, che utilizzano una parte dei proventi raccolti per fornire alloggio ai

senzatetto, creare posti di lavoro.

– engagement (azionariato attivo) —> tipico dei fondi che investono in azioni delle imprese, fondi che

possono esercitare tramite un proprio rappresentante una certa pressione sul management.

Il processo di selezione degli investimenti socialmente responsabili

Attori: • SGR: dedicata o non dedicata solo a fondi etici.

• Advisor etico: il soggetto che identifica l'universo investibile, cioè l'insieme di titoli da cui il gestore

può pescare quello da inserire nel portafoglio del fondo.

• Gestore: colui che pesca dall'universo investibili titoli che sembrano migliori dal punto di vista

dell'andamento storico dei prezzi in borsa.

• Comitato etico: interno o esterno. Può essere composto da persone di provenienza molto diversa.

Ci possono essere dei tecnici che appartengono al mondo scientifico, docenti

universitari. Ha un ruolo di supervisione etica dell'operato del fondo.

L’investitore sopporta un “sacrificio etico”?

Possiamo escludere che l’investitore perda sistematicamente qualcosa se investe in un fondo etico.

ll fondo etico ha un'articolazione più complessa rispetto a quello tradizionale che porta maggiore i costi.

Confronto sintetico tra gestione individuale di portafogli e gestione collettiva (fondi)

Gestione Patrimoniale FONDO

Il patrimonio del singolo cliente è separato da quello degli Il patrimonio è unico e il singolo investitore

altri clienti. I titoli che compongono il portafoglio sono acquista solo quote di portafoglio collettivo e

intestati al singolo sottoscrittore e a lui fanno capo indistinto.

individualmente anche i diritti che ne scaturiscono. Per Per questo i fondi definiscono gestioni collettive.

questo le GP si identificano come gestioni individuali.

STRUMENTO: È un servizio che implica un'attività di Costituito da un portafoglio gestito in moneta, del

investimento personalizzata supportata da una quale i sottoscrittore possiede uno o più quote e

rendicontazione dettagliata e individuale che prevede un'informativa standard.

DOCUMENTAZIONE: L’attività di gestione e la struttura di L'attività di gestione e la struttura di portafoglio

portafoglio sono disciplinati dal contratto stipulato tra il sono normate dal regolamento del fondo.

cliente e l'intermediario.

GESTORE: banca, SGR, una società di intermediazione Solo esclusivamente una SGR o una società di

mobiliare o un'impresa di investimento estera autorizzata. gestione estera autorizzata

SOGLIA DI ACCESSO: sopra ai 10.000 € per un cliente Soglia minima di investimento è pari a 500 €, è

retail, superiore a 500.000 € per la clientela privata è ancora spesso prevista anche la possibilità di acquistare i

più alta per i clienti istituzionali. fondi attraverso un piano di accumulo, con

versamenti minimi di 50 € ciascuno

I Piani Individuali di Risparmio (PIR)

• Introdotti dalla Legge di Stabilit 2017

Finalit : convogliare il risparmio delle famiglie italiane verso le pmi commerciali e industriali italiane o

europee radicate in Italia.

• Intestatario: persona fisica

• Vantaggi fiscali per i sottoscrittori, a determinate condizioni:

a) periodo di detenzione minimo: 5 anni

b) vincoli di investimento: max 30.000 € annui e max 150.000 € totali

c) vincoli di composizione

1) per almeno 2/3 di ciascun anno solare, > 70% investito in strumenti anche non quotati di pmi italiane

o europee radicate in Italia, di cui:

- almeno il 30% in strumenti di imprese non incluse nel FTSE MIB (o indici equivalenti)

- almeno il 5% in strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali

di negoziazione (es. AIM)

- almeno il 5% in quote di fondi per il venture capital italiane

2) < 10% investito presso uno stesso emittente

• Svantaggi: struttura dei costi pesante, rischio di liquidità, valutare bene la struttura commissionale e elevato

rischio di concentrazioni italiane

Gli ELTIF investimenti di medio-lungo termine

• Introdotti dal Regolamento UE 2015/760 (e D. lgs. 233 del 2017)

Finalit : agevolare il finanziamento delle startup e la crescita delle PMI

• Fondi chiusi

• Investono in: strumenti equity, bond, prestiti, a favore di imprese:

─ non finanziarie;

─ non quotate su un mercato regolamentato o su un MTF;

─ quotate su un mercato regolamentato o su un MTF, ma con capitalizzazione di mercato inferiore a 500 mln;

─ stabilite in uno Stato UE

• Se destinati ad investitori retail: - investimento iniziale < 10.000 €;

- investimento totale < 10% patrimonio

Grandezze economico-patrimoniali degli IF che effettuano gespa collettive

à à

SLIDE 9/2

Gli stili di gestione patrimoniale

• Presenza di un benchmark: consente all'investitore di fare una prima quotazione di come si è mosso il

gestore, se il benchmark è stato battuto dal gestore significa che quest'ultimo è stato bravo.

Requisiti del benchmark − rappresentativit

− replicabilit : Deve essere costruito da titoli che si possono davvero

vendere acquistare sul mercato.

− continuità e tempestivit

− oggettivit e trasparenza

Gestione attiva

La strategia di investimento del gestore prevede l’attenta osservazione delle opportunità di investimento

migliori o ricomposizione del portafoglio in modo rapido e tempestivo per cercare di sfruttare le fasi migliori

del mercato. Confrontare il risultato della gestione con il benchmark consente all'investitore di capire se le

scelte del gestore sono state efficaci o no.

L'obiettivo è quello di battere il benchmark attraverso

- la scelta di una strategia con un β di portafoglio diverso dal beta del benchmark (>1)

- market timing: modificare la composizione del portafoglio rispetto al benchmark e cercare di

aumentare le classi di attività per le quali si hanno aspettative di rialzo e sotto pesare

le classi per cui si hanno aspettative di ribasso

- security selection: si selezionano i titoli per cui si hanno indicazioni che siano titoli sottovalutati.

Gestione passiva (es. adottata dagli Exchange Traded Funds, ETF)

Obiettivo seguire il benchmark, se questo rappresenta un portafoglio ideale da replicare il gestore passivo

cercherà di comporre il portafoglio investendo gli stessi tipi titoli che compongono il benchmark.

- full replication (nei limiti del possibile), o replica fisica

- sampling replication, o replica sintetica

Gli ETF sono fondi quotati, facilmente liquidabili e accessibili a risparmiatori non facoltosi. I costi di gestione e

distribuzione sono bassi. Affianco degli ETF vi sono quelli chiamati strutturati, e legano la performance del

fondo inversamente o più che proporzionalmente all’indice.

In base a che cosa un gestore sceglie la gestione attiva o passiva?

1° All'esperienza del gestore

2° ll modo in cui il gestore ha studiato.

Se un gestore crede che sia valida l'ipotesi di massima efficienza informativa del mercato tende a pensare

che tutte le informazioni che arrivano sui titoli quotati siano incorporate nei prezzi dei titoli stessi, questo sarà

molto difficile per il gestore registrare dei rendimenti sistematicamente superiore a quello del mercato.

Se invece crede che vi sia spazio per acquisire informazioni ulteriori rispetto a quelle che hanno altri

investitori, sceglie uno stile attivo.

I PRINCIPALI INDICI AZIONARI ITALIANI à à à à

Il rendimento delle gestioni patrimoniali individuali

IL MONEY WEIGHTED RATE OF RETURN

Patrimonio finale = patrimonio iniziale + conferimenti – riscatti + risultato di gestione

1) Calcolo del Risultato della gestione RG = patrimonio finale – patrimonio iniziale – conferimenti + riscatti

2) Calcolo della consistenza media (CM)

3) Calcolo del MWRR = RG ÷ CM

Esempio

Un risparmiatore ha deciso di investire una somma di 22.000 euro in una

gestione patrimoniale in data 1/1/x.

Nel primo semestre, l’investitore ha posto in essere le seguenti operazioni:

Ipotizziamo che al 30/6/x, il valore di mercato del patrimonio investito sia

22.200. 1) Calcolo del RG

RG = 22.200 – 22.000 – 3.000 – 1.000 + 5.000 – 3.000 + 2.000 = 200

2) Calcolo della consistenza media (CM)

3) MWRR = 200 ÷ 23.182,32 = 0,86%

• Il MWRR considera sia la bravura del gestore, sia l’ammontare e la tempistica con cui i riscatti e i

conferimenti sono stati effettuati.

IL TIME WEIGHTED RATE OF RETURN

1) Scomposizione del periodo di valutazione in tanti sottoperiodi, quanti sono i versamenti e i prelevamenti.

2) Calcolo del rendimento di ogni sottoperiodo (22.500 -22.000) ÷ 22.000

3) Determinazione del

TWRR = [(1+ 2,27%) * (1 -0,78%) * (1- 0,76%) * (1+1,90%) * (1 + 0,41%) * (1 - 1,77%)] -1= 1,21 %

• Il TWRR considera solo la bravura del gestore, trascura l’investitore.

- MWRR negativo = l'investitore poco contento = gestione negativa,

- MWRR negativo e TWRR negativo = gestore incapace

- MWRR negativo e TWRR positivo = gestore capace, investitore scelte errate.

• A fine semestre, il rendiconto della gestione vi informa che il MWRR 3%, mentre il TWRR = 2%.

Le vostre scelte di conferimento/riscatto sono state premianti, rispetto a quelle del gestore? Vero

- con il rendimento del benchmark: a seconda dello stile di

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lullysuperstar di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Querci Francesca.
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