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Economia degli intermediari

Lezione 20/09/21

Natura e funzioni del sistema finanziario

Banche centrali e operazioni di politica monetaria

Regolamentazione e vigilanza (1/2 domande)

Monitoraggio e gestione dei rischi

Modelli organizzativi prevalenti nell’intermediazione bancaria

Lettura e interpretazione del bilancio bancario

Le crisi finanziarie hanno costretto le banche centrali a modificare la conduzione del sistema bancario (principale attore del sistema finanziario è Banca centrale). Con crisi aumentano le regolamentazioni del sistema finanziario. Aumenta anche la vigilanza, controllo delle regole. All’interno della regolamentazione si è cercato di istruire il sistema bancario dei fatti circostanti al sistema finanziario: la vigilanza chiede alle banche di non avere un ruolo passivo, ma di adoperarsi per effettuare controlli interni. Quindi le banche attivano una rete di monitoraggio, misurazione del rischio, ecc. Si chiede quindi alle banche di essere loro stesse vigilanza. Svolte positive, banche più abili nell’analisi interna. Le banche attivarono anche delle procedure telematiche.

Modelli organizzativi

Come si organizzano le banche. Lettura del bilancio delle banche.

Parte 1, capitolo 11 Il sistema finanziario è integrato, nel senso di legato e interrelato con molte relazioni, quindi viene influenzato da molte dinamiche. È collegato agli intermediari finanziari, che sono le banche, le assicurazioni e molti altri. È anche collegato ai mercati finanziari (soggetti che scambiano), quindi ogni tipologia di mercato che crea e fa circolare strumenti finanziari. È collegato agli strumenti finanziari, ovvero a contratti finanziari che sarebbero contratti finanziari con sotto una natura giuridica.

All’interno del sistema finanziario abbiamo a monte un sistema di supervisione, in cui vi è l’autorità di regolamentazione e vigilanza. Vi sono teorie sottostanti che portano questi “arbitri” ad essere controllori o solo vigilanti e altre tipologie.

Due caratteristiche del sistema finanziario

  • È un sistema fondamentale per l’economia moderna. È sottostante a ogni processo quotidiano.
  • È una struttura dinamica: cioè nel corso del tempo evolve. È una cosa positiva perché si arricchisce continuamente di nuovi fattori, come le cripto valute. La natura dinamica mette a dura prova le autorità di regolamentazione e vigilanza.

Lezione 21/09/21

A cosa serve il sistema finanziario?

Il sistema finanziario svolge molte funzioni cruciali e difficilmente sostituibili da altri attori. Le funzioni sono:

Funzione creditizia o allocazione delle risorse

Funzione che è nata insieme alle banche. Nel sistema finanziario ci sono attori, come la banca, che raccolgono risorse, ad esempio la banca raccoglie soldi dai conti corrente, e decidono dove allocare le risorse. Le banche, ad esempio, dopo aver raccolto soldi dai conti corrente, questi non rimangono fermi ma vengono investiti o prestati. Raccolgono risorse e decidono dove destinarle.

Questo sistema può essere diviso in due elementi: non vi sono solamente dei trasferimenti di risorse formali. Nei sistemi di trasferimento risorse vi sono sistemi formali (tra parenti e amici) oppure sistemi formali con gli attori finanziari. I meccanismi di pooling rientrano all’interno delle competenze delle banche: vorrebbe dire mettere insieme le cose, ovvero ricorrere ad entrambi i sistemi. In questi casi è la banca che raccoglie le risorse da molti soggetti unendo gli importi. Questo può valere anche per l’acquisto di una casa: la banca mi concede un finanziamento, aprendo tanti piccoli conti. La funzione creditizia consente di investire e prendere a prestito, questo può avvenire sia in modo formale che informale. Attraverso il sistema formale la scala ovviamente è maggiore.

Funzione monetaria

Consente che la moneta circoli in maniera sicura, quindi attivazione dei circuiti di trasferimenti. Il sistema dei pagamenti è una funzione caratteristica del sistema finanziario: produce moneta attraverso le banche centrali, la moneta prodotta molto spesso è riconosciuta da tutti. Questa funzione fa riferimento anche agli strumenti succedanei come le carte di credito. Funzione monetaria quindi capacità di produrre moneta e farla circolare in modo sicuro.

Funzione di trasmissione delle politiche economiche delle banche centrali

Quando la banca centrale adotta politiche espansive/restrittive, l’operazione è sterile se non viene amplificata dal mercato finanziario. Se ad esempio la banca centrale emette moneta e le banche le depositano, il mercato non viene influenzato; dall’altro canto se invece le banche incominciano a concedere prestiti e investimenti, il mercato finanziario verrà influenzato. Quindi le banche centrali necessitano dell’aiuto del mercato finanziario. Quindi questa funzione ha a che fare col fatto di trasmettere le politiche monetarie della banca centrale, se il sistema finanziario non fa nulla, le banche centrali non hanno effetto. Nei momenti di crisi, il sistema monetario non collaborava con le banche centrali, nacquero quindi le politiche monetarie non convenzionali adottate dalle banche centrali. Il sistema finanziario agisce quindi da trasmettitore delle politiche monetarie.

Funzione di distribuzione, trasferimento e trasformazione dei rischi

Molto spesso le imprese non conoscono la dinamica dei rischi all’interno del mercato finanziario, come ad esempio le dinamiche dei tassi di interesse. Il sistema finanziario infatti tramite questa funzione, si occupa di distribuire i rischi, ad esempio tramite le compagnie assicurative. Inoltre, questa funzione agisce a diversi livelli: derivati di assicurazione ma anche tematica di trasformazione dei rischi. ES: il trasferimento corre meno il rischio di liquidità se vi sono operatori, come la banca, a mediare tra i due soggetti. Nel mercato finanziario si hanno questi tipi di contratti che tutelano i rischi e che sono vantaggiosi per entrambe le parti.

Funzione della riduzione delle asimmetrie informative

Le asimmetrie informative sono una caratteristica tipica di ogni contratto, in termini pratici è un divario informativo tra due diversi soggetti (controparti con gap in mezzo), cioè una delle due parti conosce informazioni che l’altra non conosce. Siccome tutti i contratti sono equi se non vi è asimmetria informativa, in questo caso il rapporto tra le parti è sproporzionato. Tipici casi di asimmetria informativa sono: moral hazard (di solito si manifesta prima) e adverse selection.

  • Moral hazard: si manifesta con la sottoscrizione del contratto, quando non si riescono ad osservare le azioni della controparte. Tipico caso: polizza sui cristalli della macchina, stipulata con la compagnia assicurativa; la compagnia assicurativa non controlla e non sa se vengono compiute scorrettezze. Questo rischio viene coperto tramite franchigie e scoperti.
  • Adverse selection: riguarda il pre contrattuale. Es: se banca di Piacenza apre delle filiali a Caltanissetta è molto probabile che incorra nell’adverse selection. È quindi molto probabile che incontri dei clienti scacciati o espettorati dal sistema locale. Quindi è un fenomeno tipico delle imprese che si inseriscono in un ambiente che non conoscono.

Gli intermediari finanziari cercano di evitare le asimmetrie informative, mettendo delle franchigie, comunicando con le banche insediate precedentemente in un determinato territorio. Il set informativo di un intermediario è molto ampio, quindi con maggior facilità identifica asimmetrie. L’intermediario siccome ha molte competenze in quest’area, nasce una funzione di controllo che si traduce in controlli e segnalazioni con altre banche.

All’interno del sistema finanziario opera un certo potere d’acquisto, che può essere analizzato tramite uno stato patrimoniale e un conto economico. Qualsiasi operatore utilizza un bilancio, famiglie, bilancio individuale, aziende, stato ecc.

Conto economico

Le entrate correnti fanno capo ai miei redditi derivanti da affitti, retribuzione. Quanta parte di queste entrate sono fisse? E diverse altre analisi. Dall’altro lato ho le spese. Come in tutti i bilanci dal delta di queste voci si può ricavare un utile, che se parliamo di famiglie è risparmio periodale che rappresenta una scorta di liquidità su base annua. Quindi il risparmio (S): è un reddito che ho avuto ma che non ho consumato, è una variabile flusso. Questo flusso entra negli stock dello stato patrimoniale in patrimonio netto.

Stato patrimoniale

Nel passivo, nelle mie fonti, trovo debiti (PF) (passività finanziarie), i risparmi (S) accumulati nel tempo. Trovo anche il capitale netto (CN). Nel lato attivo troviamo gli impieghi, quindi il mio capitale netto può essere investito in attività reali (AR), se il resto non l’ho investito rimane lì come banconote e costituisce le attività finanziarie (AF). Questa tipologia di analisi può essere effettuata con tutti gli operatori, famiglie, individui, imprese, banche e stato. Questa contabilità consente di capire come avvengono i trasferimenti tra operatori nel sistema finanziario.

Il punto di partenza è la differenza tra ricavi (Y) e costi (C) che costituiscono il risparmio (S). Sarebbe opportuno monitorare i flussi, adeguando costi e ricavi e ottenere risparmi a fine anno. Nella programmazione finanziaria i costi dovrebbero essere proporzionati ai ricavi. Quindi si fissa un target di risparmio con il consulente. S è residuale.

Se ottengo un risparmio S si ottiene un delta, quindi quel risparmio deve essere impiegato: se S è banconote aumenta il ramo dell’attivo dello stato patrimoniale, se invece S viene investito questo diventa attività reale AR. Attivo e passivo devono comunque muoversi in modo proporzionale.

I delta attorno al bilancio evolvono nel tempo insieme a tutte le parti. I nuovi risparmi S generano un aumento del patrimonio netto, allo stesso modo posso agire in alto a destra sullo stock di attività finanziarie, aumentando quindi i debiti (anche così aumento patrimonio netto). Attività finanziarie se compro tv, poi si azzera e aumenta patrimonio netto. Per aumentare le passività finanziarie qualcuno mi ha dovuto dare quei soldi, facendo un debito in banca. Quindi l’operatore banca ha un’attività finanziaria nei miei confronti: quindi quando faccio debito io ho PF, mentre la banca ha credito contemporaneamente e quindi ha attività finanziarie. Quindi il denaro è generato dal contratto tra le parti. Quindi deve esserci qualcuno che risparmia per me se voglio accendere un debito.

Esempio 1

A sinistra abbiamo una famiglia, con pochi risparmi e quindi poco capitale netto. A destra la famiglia sottoscrive un’obbligazione: l’azienda emette quindi una passività, la famiglia vede i suoi risparmi trasformarsi in obbligazione. Il ricavato dall’emissione dell’obbligazione per l’azienda è contate, quindi attività.

Esempio 2

La famiglia in questo caso non investe in obbligazione, ma deposita in banca il suo risparmio e aumenta il suo stock di stato patrimoniale. La banca ha quindi un credito per l’azienda se concede i risparmi a questa. Quindi il mio risparmio rimbalza fino ad arrivare all’azienda. Come prima ma con un bilancio di una banca che si è messa in mezzo a due soggetti. Per questo motivo il sistema finanziario è complesso.

Il saldo finanziario è il denaro residuale dopo aver speso dei soldi. Quindi risparmio (S)- investimenti (I). Se la liquidità non viene spesa in qualcosa di tangibile e reale, questa rimane attaccata ad una parte finanziaria, che va ad alimentare altri aspetti. Dice qual è il delta. A livello globale, risparmi e investimenti coincidono, quindi il saldo finanziario è nullo. Altri soggetti strutturalmente spendono più di quello che ricavano, come lo Stato. Mentre le famiglie generalmente hanno un saldo finanziario positivo. I singoli operatori quindi generalmente non hanno il saldo finanziario nullo.

Saldo finanziario

  • Saldo finanziario positivo: settori in surplus o avanzo finanziario. Hanno bisogno di collocarlo da qualche parte e quindi necessitano di un operatore finanziario che li impieghi.
  • Saldo finanziario negativo: deficit finanziario necessita nell’operatore finanziario per reperire risorse.

Il trasferimento che consente di soddisfare queste opposte esigenze si concretizza nella creazione di uno strumento finanziario, questo ha duplice natura, sia attiva che passiva, a seconda del soggetto (impresa che chiede debito, passività, per banca si genera credito).

Nella slide sopra troviamo le regole generali. Molto spesso il canale del trasferimento rispetta un canale unico, a livello di settore la media ha queste caratteristiche. Un settore in surplus, come le famiglie, si vedono ridotto il loro risparmio. Tipicamente invece la pubblica amministrazione e le imprese sono in deficit. Mentre invece le banche, in generale il settore finanziario presenta un saldo finanziario nullo. In un’economia aperta si dovrà fare la somma di questi quattro aggregati generando l’ultima equazione: in un’economia aperta si hanno scambi con l’estero, quindi la somma delle prime quattro non per forza è nullo. In base alla struttura del mercato finanziario un Paese può o meno essere interessato ad attrarre capitale, come USA (paese a forte risparmio).

Il trasferimento delle risorse può avvenire in modo diretto (esempio 1), oppure trasferimento indiretto, ovvero che prevede il “rimbalzo” sulla banca. Quello diretto prevede un contratto tra le parti, mentre il trasferimento indiretto presenta tre contratti differenti. Questi trasferimenti generano i circuiti.

Il circuito più efficace e efficiente non è facilmente determinabile. Più l’impresa è piccola, poco conosciuta e poco trasparente, più il circuito intermediario è efficiente. Mentre se l’impresa è grande e conosciuta sarà più efficiente procedere attraverso il circuito diretto. In generale questi due circuiti convivono. Nel nostro paese il circuito prevalente è l’indiretto, perché prevale il tessuto imprenditoriale delle PMI. Mentre di USA si hanno molte aziende quotate, per questo motivo prevale il circuito diretto. Il nostro sistema presenta un sistema bancocentrico, mentre il sistema anglosassone presenta un sistema orientato ai mercati.

Normalmente per identificare la tipologia di sistema è considerare un valore di scala, come il PIL del paese, PIL a denominatore e a numeratore metto la capitalizzazione di borsa, valore società quotate. Se la capitalizzazione di borsa è enorme rispetto al PIL, vi sono molte società quotate, quindi circuito diretto quindi capitalizzazione di borsa/PIL. E quindi si avrà poco credito finanziario. Altro indicatore è crediti/PIL.

Lezione 22/09/21

Ricapitolando

Abbiamo visto che nel sistema finanziario vi sono diversi operatori, come famiglie, imprese, mercati (dove circolano gli strumenti) e gli intermediari finanziari, ma anche gli operatori di vigilanza. Questo sistema genera flussi di poteri di acquisto da un soggetto all’altro. Due sistemi si sono sviluppati e affermati nel tempo per far transitare poteri di acquisto da un soggetto all’altro: un sistema classico vede protagoniste le banche, il potere di acquista transita da chi ha denaro a chi lo cerca. Questo è il circuito indiretto/intermediato, perché il denaro passa in modo intermediato dalla banca. L’alternativa sono i circuiti più problematici, perché funzionano se famiglie e imprese sono in grado di stipulare contratti soddisfacenti (le famiglie dovrebbero conoscere un po’ di finanza). Circuito diretto tra prenditore di fondi e prestatore di fondi, solamente un contratto.

Quindi sistemi bancocentrici e orientati ai mercati, che si definiscono tramite indici: capitalizzazione di borsa/PIL, ecc. in Italia i prestiti bancario sono maggiori che USA. Se la capitalizzazione di borsa è alta, generalmente il sistema finanziario è orientato ai mercati. È comunque meglio ragionare in termini di rapporti.

La storia del nostro paese è peculiare: il sistema italiano è bancocentrico perché è fondato prevalentemente da PMI, quindi piccole-medie imprese non quotate in borsa. L’Italia ha anche un’altra peculiarità: è un paese con molte banche e una storia molto particolare. Le singole banche sono più di mille ed erano molte di più nel secolo scorso. Perché? Perché il sistema era leggermente feudale. In Italia la legge bancaria data 1973. È una legge abbastanza datata. La legge precedente era 1926-1936. La legge del 1936 era molto particolare, figlia di una devastante crisi, mirava le banche ad essere infallibili. In che modo? Si diceva che se noi evitiamo che non ci sia concorrenza tra le banche, evitiamo che vi siano problemi. Questa legge faceva specializzare le banche per mercato, dedicate ad un settore di nicchia, con un proprio territorio. Se una banca esterna voleva inserirsi, la banca centrale italiana lo proibiva. Quindi le banche estere non poteva invadere.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinasanfilippo1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Rossi Simone.
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