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Economia degli intermediari - Appunti

Appunti per l'esame di Economia degli Intermediari, del professor Josanco Floreani, corso di Laurea in Economia Aziendale, università di Udine.
Attività creditizia tradizionale;
Crediti finalizzati e non finalizzati;
crediti ad utilizzo discrezionale;
crediti a base controllata;
crediti strutturali.

Esame di Economia degli Intermediari docente Prof. J. Floreani

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Lezione 12 Economia degli intermediari

Classificazione attività creditizia tradizionale:a parte le classificazioni fatte nella

lezione precedente in base alla discrezionalità di utilizzo del fido e abbiamo

visto che le modalità ad utilizzo assolutamente discrezionale sono quelle

più rischiose come l’apertura di credito;c’è un’altra classificazione usata per

distinguere le diverse forme tecniche di prestiti che la banca concede in

fido:questa classificazione fa riferimento alla finalizzazione o meno del credito

che viene concesso e sotto questo profilo distinguo tra crediti finalizzati e

crediti nn finalizzati,dove questo connotato della finalizzazione si riferisce

alla possibilità per la banca di controllare le modalità di utilizzo del credito da

parte del cliente che l’ha ricevuto,parliamo essenzialmente di crediti concessi

ad imprese. La caratteristica fondamentale del credito finalizzato è anche di

avere di avere una fonte di rimborso del credito stesso predefinita;i crediti

finalizzati sono quelli che vanno a finanziare il fabbisogno di capitale circolante

delle imprese,fabbisogni dunque legati al capitale circolante rappresentati da

documenti quali le fatture che comprovano la vendita di prodotti,o titoli di

credito come le cambiali. Quindi ho un impresa che vende merci comprovate

da fattura,il regolamento è pattuito a tot giorni,ossia concede dilazione di

pagamento,ma dal momento della vendita al momento del

pagamento,l’impresa potrebbe avere fabbisogno di liquidità,che può essere

compensato attraverso la richiesta alla banca di un anticipo su quella posizione

creditoria,quindi farsi anticipare dalla banca il credito rappresentato da ricevute

o cambiali .I connotato della finalizzazione sono facilmente distinguibili in

quanto :la banca è in grado di verificare che quel credito è stato concesso in

quanto comprovato da una transazione commerciale sottostante,dunque è

grazie alla presenza di questa transazione sottostante ben definita che per la

banca è possibile controllare le modalità di utilizzo del credito;la fonte di

rimborso x la banca è predefinita(qui è prevista una specifica modalità di

adempimento del debitore originario) qui in quanto è tendenzialmente previsto

che il rimborso del credito concesso dalla banca avviene nella misura in cui

questo risulta a scadenza,x cui il debitore principale ,quello relativo alla fattura,

è tenuto all’adempimento a scadenza del credito indicato dalla fattura nella

scadenza prevista. Per cui la banca concede l’anticipo secondo fattura,e a

scadenza l’adempimento da parte del debitore consente alla banca di rientrare

nel costo sostenuto;ovviamente questo vale nella misura in cui il debitore

principale risulta adempiente;in linea di principi o il fatto che ci sia una

transazione sottostante al credito e un debitore tenuto all’adempimento,quanto

meno attribuisce alla banca una garanzia superiore ad una semplice

concessione di credito svincolata da una transazione commerciale sottostante,

x cui in linea di principio si assume che i crediti finalizzati,ossia crediti

rappresentati da una rapporto commerciale sottostante siano meno rischiosi di

altri tipologie di credito,in realtà nn è del tutto vero xkè qua la rischiosità

effettiva del credito che la banca va a concedere dipende in misura rilevante

1

dalla solvibilità e del merito di credito del debitore ceduto,x cui la banca

dovrebbe fare una doppia valutazione di merito di credito,una relativa

all’impresa cedente il credito e un’altra riguardante le caratteristiche del

debitore principale,e sono proprio le caratteristiche di questo a definire il livello

di rischio sottostante;quindi se volessimo ricapitolare le riclassificazione dei

crediti cedibili alla clientela dovremmo avere la prima distinzione tra crediti

finalizzati e crediti nn finalizzato,se volessi invece classificare i crediti in base a

categorie omogenee di rischio dovrei classificarli tra crediti ad utilizzo

discrezionale,forme di credito a base controllata(forme di credito di tipo

finalizzato vengono fatte rientrare in questa categoria,ossia anticipi della banca

su crediti commerciali sottostanti,dove qui il controllo è evidenziato anche dalla

clausola salvo buon fine)e infine operazioni di credito strutturate,ossia

operazioni di credito in cui i fondi vengono erogati in un'unica soluzione a lato

dell’applicazione del rapporto,come l’anticipazione su pegno oppure contratti di

mutuo,erogato l’intero finanziamento secondo una struttura a scadenza),ma

l’impianto strutturale nn indica soltanto il fatto che le somme vengono erogate

immediatamente a lato della stipula del contratto,ma anche all’esistenza di una

precisa scadenza per quanto riguarda il credito e l’esistenza di un piano di

ammortamento ben definito,ossia una sequenza di pagamenti che il cliente

deve effettuare per estinguere il debito;dal punto di vista del rischio le

operazioni strutturate sono più rischiose rispetto ad altre perché sn operazione

che si collocano nel medio-lungo termine;in realtà 1)sono operazioni

garantite,già visto negli anticipi su pegno,ma anche i mutui sono spesso

garantiti da immobili e 2)poiché l’erogazione di fondi avviene contestualmente

all’attuazione del rapporto,la banca è in grado di prevedere le dinamiche per

quanto riguarda i flussi di cassa,l’uscita di cassa la conosco perché avviene

alato dell’attivazione del rapporto,i flussi di cassa in entrata sono in grado cmq

di prevederli xkè rientranti nella tipologia di rimborso predefinita,come i canoni

per il mutuo,dunque dovrebbero risultare + sicuri delle linee di credito

concesse a totale discrezionalità del cliente;è chiaro che il rischio è legato

all’adempimento del cliente.

Valutazione del merito di credito effettuato dalla banca per la concessione del

credito:la valutazione del merito di credito quando è volta a valutare la

capacità di rimborso da parte del cliente,pone diverse problematiche:da una

parte richiede l’acquisizione di informazioni sul cliente,il problema è valutare

quali informazioni raccogliere e quali aspetti del soggetto affidato valutare in

maniera più puntuale. Le banche potrebbero effettuare o una valutazione del

merito di credito di tipo statica,ossia valutare il merito di credito (ex di

un’impresa) della struttura patrimoniale dell’impresa,il che significa indagare

sul livello di patrimonializzazzione dell’impresa(ossia se è capitalizzata o

meno,in quanto ciò rappresenta la maggiore garanzia)che è la principale

garanzia di adempimento di un’obbligazione assunta,in realtà se volessi

valutare il merito di credito sulla base di valori patrimoniali,oltre al livello di

2

patrimonio dovrei valutare la composizione dell’attivo,ossia i cespiti che

l’impresa presenta in attivo come possibile garanzia del credito concesso;in

realtà la valutazione statica,fondata su parametri statici non è la +

soddisfacente possibile per valutare il merito di credito,xkè la capacità effettiva

di adempiere deriva in prima battuta alla capacità del soggetto di creare

reddito, x cui generalmente le banche vanno ad effettuare analisi di bilancio

sugli elementi patrimoniali,ma + in particolare un analisi di conto economico

legata all’individuazione della capacità di produrre reddito. La capacità di

indebitamento di un soggetto dipendeanche dai volumi di debito che il sogg ha

già in essere in contropartita del sistema bancario,ossia livelli di indebitamento

complessivo in capo a quel cliente;ora questo nn dovrebbe essere un problema

quando il cliente è finanziato da un solo istituto,ma pone dei problemi quando

apre rapporti di credito con più istituti bancari,è chiaro che x la banca si pone

un problema di conoscibilità dei livelli di indebitamento del cliente;in realtà le

banche hanno degli strumenti che consentono loro di valutare in modo

adeguato i livelli di indebitamento complessivo in capo al cliente:e questi

strumenti fanno riferimento agli obblighi informativi che le banche hanno verso

le autorità di vigilanza e quindi per noi le banche centrali;avevamo visto tra gli

strumenti tipici della vigilanza,oltre alla vigilanza regolamentare,ossia vado a

porre dei regolamenti riferiti ai livelli di patrimonializzazzione delle

banche,abbiamo visto la vigilanza informativa,ossia disciplinare tutta una serie

di informazioni che le banche sono tenute a comunicare alla banca d’italia;tra

le informazioni che devo comunicare alla banca d’italia,rientrano i dati

contabili(SP,CE),ma ci sono anche info che le banche devono comunicare alla

banca d’italia riguardanti i nominativi dei soggetti ai quali la banca va a

concedere credito(ciascuna banca mensilmente dovrà comunicare alla banca

d’Italia la propria esposizione creditizia rispetto al soggetto al quale ha

concesso il fido,la banca d’italia aggregherà le segnalazioni che mensilmente

sono state fornite da ciascuna banca x ciascun nominativo segnalato e

restituisce un flusso informativo alle banche segnalanti x quanto riguarda la

posizione aggregata di indebitamento di ciascun soggetto;x cui se ho un

impresa indebitata con tre banca,ciascuna banca segnala alla banca d’italia il

livello di esposizione rispetto a quell’impresa,la banca d’italia aggrega questi

livelli di esposizione segnalati da ciascuna di queste banche affidatarie e

restituisce a queste la posizione risultante di debito di quel soggetto rispetto

all’intero sistema bancario;quindi attraverso questo flusso di ritorno che la

banca centrale fornisce mensilmente le banche sn in grado di capire il profilo di

rischio complessivo di quel soggetto rispetto all’intero sistema bancario;in

realtà si tratta di un flusso informativo che mi dà un indicazione del livello di

rischio in capo a quel soggetto precisa,ma nn precisa in senso assoluto xkè ci

sono tutta una serie di posizione debitorie di quel soggetto che nn confluiscono

in tale base dati centralizzata,nel senso che le segnalazioni sono dovute per

rapporti di fido superiori a 30.000 euro ,per rapporti di fido inferiori le banche

nn sono dovute a inviare segnalazioni a questa banca dati centralizzata,che

3

viene definita centrale dei rischi,ossia centrale che censisce tutti i rischi in

essere a singoli soggetti che hanno ricevuti fidi dal sistema bancario,quindi se

vado ad escludere questi rapporti di fido inferiori a 30,000,è chiaro che vado a

censire una parte del complessivo affidamento ottenuto,vado a definire una

posizione di rischio nn precisa in senso assoluto,ossia alcune tipologie di

credito vengono escluse da questa banca dati centralizzata;quindi le banche

che ricevono questo flusso di ritorno sono in grado di valutare in modo

abbastanza attendibile la rischiosità complessiva di un soggetto,è da ricordare

poi che l’interrogazione di questa banca dati potrebbe avvenire secondo una

duplice prospettiva da parte della banca:o in un ottica pensante,quindi la banca

prima di concessione del credito,in fase di valutazione del merito del credito ex

ante per decidere se concedere o meno il crdito,oppure l’interrogazione di

questa centrale dei rischi può essere finalizzata ad un monitoraggio ex post

sulla rischiosità di quel soggetto,ossia la banca ha già concesso il fido e va

monitorare le dinamiche dell’indebitamento complessivo di quel soggetto nei

confronti dell’intero sistema bancario secondo una finalità di controllo e qui le

informazioni che ottengo possono essere utili nella prospettiva

decisionale,ossia di eventuale revoca delle linee di fido che ho concesso;ora se

la revoca,almeno per quanto riguarda le linee di credito ad utilizzo

discrezionale ossia tipicamente seguite da clausola fino a revoca,è chiaro che

le decisioni in merito ad una potenziale revoca dovrebbero essere fondate su

una percepita maggiore rischiosità del soggetto rispetto alla situazione iniziale

che aveva portato alla cessione del credito,dunque la banca dovrebbe essere in

grado di valutare come il profilo di indebitamento del soggetto vada

evolvendosi nel tempo e queste sono particolari informazioni detenute nella

centrale dei rischi. Ora i flussi informativi che la centrale dei rischi fornisce nn

rappresnta il valore complessivo della situazione di indebitamento verso il

sistema bancario:cause:1)ho l’evoluzione del rapporto complessivo entro un

certo periodo di tempo(generalmente vengono segnalati gli ultimi 2 anni (24

mesi)delle dinamiche complessive del’indebitamento,2)il debito che risulta

dalla centrale dei rischi viene scomposto in diverse chiavi di classificazione:per

cui la centrale dei rischi mi segnala l’ACCORDATO(indica il fido

complessivamente concesso dal sistema bancario al cliente,ma abbiamo visto

che il fido nn sempre viene utilizzato dal cliente),la voce correlata è

l’UTILIZZO,cioè a fronte di un certo livello di fido accordato dal sistema

bancario,quanto quel cliente ha effettivamente utilizzato(quanto in realtà ha

utilizzato) e qua incrociando i dati sull’accordato e sull’utilizzo nn riferiti a un

particolare salto temporale ma nella nuova evoluzione dei 2 anni è ovvio che la

banca potrà dedurre informazioni( x esempio se nell’arco dei 24 mesi osservo

che il volume dell’accordato è in diminuzione,potrebbe voler dire che dal punto

di vista del comportamento del sistema bancario,ci sono banche che hanno

richiesto il rientro delle linee di fido e ciò starebbe ad indicare che l’accordato

ha subito una contrazione,da un punto di vista della banca che ottiene l’info

quindi si tratta di un info di rilevanza,significa che il sistema bancario ha

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Alecop92

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PORDENONE, UDINE)
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecop92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Floreani Josanco.

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