Lezione 12: Economia degli intermediari
Classificazione dell'attività creditizia tradizionale
A parte le classificazioni fatte nella lezione precedente in base alla discrezionalità di utilizzo del fido, e abbiamo visto che le modalità ad utilizzo assolutamente discrezionale sono quelle più rischiose come l’apertura di credito; c’è un’altra classificazione usata per distinguere le diverse forme tecniche di prestiti che la banca concede in fido.
Questa classificazione fa riferimento alla finalizzazione o meno del credito che viene concesso e sotto questo profilo distinguo tra crediti finalizzati e crediti non finalizzati, dove questo connotato della finalizzazione si riferisce alla possibilità per la banca di controllare le modalità di utilizzo del credito da parte del cliente che l’ha ricevuto, parliamo essenzialmente di crediti concessi ad imprese.
La caratteristica fondamentale del credito finalizzato è anche di avere una fonte di rimborso del credito stesso predefinita; i crediti finalizzati sono quelli che vanno a finanziare il fabbisogno di capitale circolante delle imprese, fabbisogni dunque legati al capitale circolante rappresentati da documenti quali le fatture che comprovano la vendita di prodotti, o titoli di credito come le cambiali.
Quindi ho un'impresa che vende merci comprovate da fattura, il regolamento è pattuito a tot giorni, ossia concede dilazione di pagamento, ma dal momento della vendita al momento del pagamento, l’impresa potrebbe avere fabbisogno di liquidità, che può essere compensato attraverso la richiesta alla banca di un anticipo su quella posizione creditoria, quindi farsi anticipare dalla banca il credito rappresentato da ricevute o cambiali.
I connotati della finalizzazione sono facilmente distinguibili in quanto: la banca è in grado di verificare che quel credito è stato concesso in quanto comprovato da una transazione commerciale sottostante, dunque è grazie alla presenza di questa transazione sottostante ben definita che per la banca è possibile controllare le modalità di utilizzo del credito; la fonte di rimborso per la banca è predefinita (qui è prevista una specifica modalità di adempimento del debitore originario) qui in quanto è tendenzialmente previsto che il rimborso del credito concesso dalla banca avviene nella misura in cui questo risulta a scadenza, per cui il debitore principale, quello relativo alla fattura, è tenuto all’adempimento a scadenza del credito indicato dalla fattura nella scadenza prevista.
Per cui la banca concede l’anticipo secondo fattura, e a scadenza l’adempimento da parte del debitore consente alla banca di rientrare nel costo sostenuto; ovviamente questo vale nella misura in cui il debitore principale risulta adempiente; in linea di principio il fatto che ci sia una transazione sottostante al credito e un debitore tenuto all’adempimento, quantomeno attribuisce alla banca una garanzia superiore ad una semplice concessione di credito svincolata da una transazione commerciale sottostante, per cui in linea di principio si assume che i crediti finalizzati, ossia crediti rappresentati da un rapporto commerciale sottostante siano meno rischiosi di altre tipologie di credito, in realtà non è del tutto vero perché qua la rischiosità effettiva del credito che la banca va a concedere dipende in misura rilevante dalla solvibilità e del merito di credito del debitore ceduto, per cui la banca dovrebbe fare una doppia valutazione di merito di credito, una relativa all’impresa cedente il credito e un’altra riguardante le caratteristiche del debitore principale, e sono proprio le caratteristiche di questo a definire il livello di rischio sottostante.
Riclassificazione dei crediti cedibili alla clientela
Se volessimo ricapitolare la riclassificazione dei crediti cedibili alla clientela, dovremmo avere la prima distinzione tra crediti finalizzati e crediti non finalizzati. Se volessi invece classificare i crediti in base a categorie omogenee di rischio dovrei classificarli tra: crediti ad utilizzo discrezionale, forme di credito a base controllata (forme di credito di tipo finalizzato vengono fatte rientrare in questa categoria, ossia anticipi della banca su crediti commerciali sottostanti, dove qui il controllo è evidenziato anche dalla clausola salvo buon fine) e infine operazioni di credito strutturate, ossia operazioni di credito in cui i fondi vengono erogati in un'unica soluzione a lato dell’applicazione del rapporto, come l’anticipazione su pegno oppure contratti di mutuo, erogato l’intero finanziamento secondo una struttura a scadenza.
L’impianto strutturale non indica soltanto il fatto che le somme vengono erogate immediatamente a lato della stipula del contratto, ma anche all’esistenza di una precisa scadenza per quanto riguarda il credito e l’esistenza di un piano di ammortamento ben definito, ossia una sequenza di pagamenti che il cliente deve effettuare per estinguere il debito; dal punto di vista del rischio le operazioni strutturate sono più rischiose rispetto ad altre perché si collocano nel medio-lungo termine; in realtà 1) sono operazioni garantite, già visto negli anticipi su pegno, ma anche i mutui sono spesso garantiti da immobili e 2) poiché l’erogazione di fondi avviene contestualmente all’attuazione del rapporto, la banca è in grado di prevedere le dinamiche per quanto riguarda i flussi di cassa, l’uscita di cassa la conosco perché avviene al lato dell’attivazione del rapporto, i flussi di cassa in entrata sono in grado comunque di prevederli perché rientranti nella tipologia di rimborso predefinita, come i canoni per il mutuo, dunque dovrebbero risultare più sicuri delle linee di credito concesse a totale discrezionalità del cliente; è chiaro che il rischio è legato all’adempimento del cliente.
Valutazione del merito di credito effettuato dalla banca
La valutazione del merito di credito effettuata dalla banca per la concessione del credito pone diverse problematiche: da una parte richiede l’acquisizione di informazioni sul cliente, il problema è valutare quali informazioni raccogliere e quali aspetti del soggetto affidato valutare in maniera più puntuale.
Le banche potrebbero effettuare o una valutazione del merito di credito di tipo statica, ossia valutare il merito di credito (ad esempio di un’impresa) della struttura patrimoniale dell’impresa, il che significa indagare sul livello di patrimonializzazione dell’impresa (ossia se è capitalizzata o meno, in quanto ciò rappresenta la maggiore garanzia) che è la principale garanzia di adempimento di un’obbligazione assunta.
In realtà, se volessi valutare il merito di credito sulla base di valori patrimoniali, oltre al livello di patrimonio dovrei valutare la composizione dell’attivo, ossia i cespiti che l’impresa presenta in attivo come possibile garanzia del credito concesso; in realtà la valutazione statica, fondata su parametri statici non è la più soddisfacente possibile per valutare il merito di credito, perché la capacità effettiva di adempiere deriva in prima battuta alla capacità del soggetto di creare reddito, per cui generalmente le banche vanno ad effettuare analisi di bilancio sugli elementi patrimoniali, ma più in particolare un’analisi di conto economico legata all’individuazione della capacità di produrre reddito.
La capacità di indebitamento di un soggetto dipende anche dai volumi di debito che il soggetto ha già in essere in contropartita del sistema bancario, ossia livelli di indebitamento complessivo in capo a quel cliente; ora questo non dovrebbe essere un problema quando il cliente è finanziato da un solo istituto, ma pone dei problemi quando apre rapporti di credito con più istituti bancari, è chiaro che per la banca si pone un problema di conoscibilità dei livelli di indebitamento del cliente; in realtà le banche hanno degli strumenti che consentono loro di valutare in modo adeguato i livelli di indebitamento complessivo in capo al cliente: e questi strumenti fanno riferimento agli obblighi informativi che le banche hanno verso le autorità di vigilanza e quindi per noi le banche centrali.
-
Economia Aziendale
-
Economia degli intermediari - Appunti
-
Economia degli intermediari - Appunti
-
Economia monetaria