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Economia degli intermediari - Appunti

Appunti per l'esame di Economia degli Intermediari, del professor Josanco Floreani, corso di Laurea in Economia Aziendale, università di Udine.
Rischio di mercato e rischio di interesse;
portafogli bancari;
intermediari creditizi bancari e non bancari.

Esame di Economia degli Intermediari docente Prof. J. Floreani

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ESTRATTO DOCUMENTO

costo medio,e lo posso interpretare come il profitto in termini di margini di interesse

che percepisce la banca.

Portafoglio della banca Rendimento medio attività fruttifere:

IA

AFI Costo medio passività fruttifere:

IP

PFI IA IP

Attività Passività Spread: AFI PFI

AFI,AF,ANF PFI,PNF

Qui potrei avere diversi rapporti tra AFI e PFI:ci concentriamo sulla componente tipica

del reddito di una banca,ossia il margine di interesse;io potrei avere una situazione di

bilancio in cui le AFI sono superiori alle PFI,x cui una parte delle mie AFI,sulle quali

percepisco interessi attivi,è finanziata dalle PFI,sulle quali mi impegno a pagare

interessi,la parte rimanente sarà finanziata da passività nn fruttifere o PNF,osia la

parte rimanente è finanziata costo zero,x cui il mio spread lo vado a realizzare sulla

parte corrispondente alla PFI,mentre per la differenza tra AFI e PFI quello che dalla

prassi bancaria viene definito capitale circolante,su queste attività a costo zero,io

quello che vado a maturare sono interessi attivi sulle AFI. Un attività fruttifera è per

esempio il mutuo,ossia attività creditizie,così come acquisto di titoli di stato,imprese.

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IA IP IA

[ − ]

MI(margine di interesse della banca)= x PFI + [AFI –PFI]x

AFI PFI AFI

Spread Capitale

circolante(CC)

La differenza TRA INTERESSI ATTIVI E passivi li guadagno sulla parte di attività

fruttifere finanziate da passività fruttifere Se ho 10 di AFI e 10 di PFI è ovvio che su

quei 10calcolo lo spread,se ne avessi 12 di AFI,su quei 2 in eccesso guadagno un

interesse attivo ma nn ho il correlativo costo .Lo spread lo guadagno sulla parte di

attività fruttifere di interessi finanziate da passività fruttifere di interessi,infatti osservo

la differenza tra rendimento medio delle AFI e costo medio delle PFI per la parte

finanziata dalle PFI;invece la parte di AFI nn finanziate da PFI,ossia attività a costo

nullo il guadagno è essenzialmente gli interessi attivi,quindi abbiamo individuato la

formula del MI in termini medi,ossia di costi e rendimenti medi. Ossia abbiamo parlato

di interessi medi valutati in relazione alle rispettive attività e passività. Il margine di

interesse come può essere positivo,può essere anche negativo,quando le PFI sono

maggiori delle AFI.

Si potrebbe parlare di SPREAD anche in termini assoluti,ossia come interessi attivi –

interessi passivi,ex la banca ha 100.000 euro di IA e 80.000 di IP,il margine di

interesse sarà 20.000,però posso considerare il MI sia in termini assoluti,come appena

visto,ossia di unità monetaria,ma anche in relazione alle attività che hanno dato luogo

a quei interessi attivi,e le passività che hanno dato luogo a quei interessi passivi,x cui

potrei avere 1 milione di euro di AF che hanno dato luogo agli IA e 100000 euro di PF

che hanno dato luogo agli interessi passivi,rapporto quindi ottengo quindi tassi di

interesse medio.Il vantaggio di esprimere MI in termini di rendimenti medi e costi medi

è utile perché consente di individuare,anziché concentrarsi sulle unità monetarie,le

leve sulle quali potrei agire per ottimizzare il mio margine di interessi,e questo potrei

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farlo dividendo tale espressione del MI sul patrimonio della banca = spread x PFI sul

MI PFI CC IA

x x

=S

patrimonio + CC sul patrimonio x IA sulle AFI ossia + .

P P P AFI

Ora se assumo tale espressione questo rapporto tra MI e patrimonio,rappresenta il

ritorno in termini di MI sul capitale netto,rendimento sul capitale netto. In termini

aziendali quando si vogliono misurare delle performance,si considerano degli indicatori

tra grandezze di ordine economico e grandezze di carattere patrimoniale,quindi un

indicatore che viene utilizzato per determinare le performance dell’azienda come

rapporto tra utile netto e patrimonio. Se io determino tale rapporto tra MI e patrimonio

in realtà nn è proprio rendimento sul mio capitale perché dovrei considerare anziché

margine di interesse l’utile netto sulla banca (UN),utile netto che oltre al margine di

interesse comprende altri elementi di costo e ricavo,xò questo indicatore può indicarmi

il rendimento sul capitale netto della sola attività creditizia della banca.

E qui osservando tale espressione posso evidenziare le leve sulle quali incidere per

migliorare il rendimento sul capitale netto,per cui essenzialmente le leve fondamentali

sono o agire sullo spread,quindi tentare di ampliare questo spread tra IA e IP,la

seconda leve è il capitale circolante,ossia tyentare di ampliare il finanziamento di AFI

con ANF,ossia a costo zero,oppure come terza leva agire nel rapporto tra PFI e

patrimonio della banca,il rapporto tra passività e patrimonio indica la leva

finanziaria,ossia il livello di indebitamento in rapporto al patrimonio della banca. Potrei

immaginare di incrementare la mia redditività in termini di MI incrementando la leva

finanziaria,ossia incrementando il perso delle mia passività sul mio patrimonio. Ora

quali sono le condizioni x cui l’intervento su una leva ha un effetto positivo sulla mia

redditività intermini di interessi sul patrimonio:che lo spread sia positivo,ossia interessi

medi attivi superiori agli interessi medi che vado io-banca a corrispondere. Potrei

pensare di espandere i volumi di intermediazioni,ossia espandere le passività e quindi

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espandere i crediti che vado a concedere all’economia,in modo tale da lucrare questo

spread. Operando con un determinato livello di indebitamento ho un certo spread,nn è

detto che incrementando il mio livello di indebitamento questo differenziale tra

interessi attivi e passivi rimanga lo stesso,xkè ad esempio un espansione del mio

indebitamento potrebbe richiedere la corresponsione agli apportatori di mezzi di

debito di interessi superiori,per poter attrarre maggiori strumenti di

finanziamento,quindi l’incremento delle passività potrebbe portare al restringimento

dello spread o addirittura ad un aumento del mio costo medio altre al rendimento

medio sulle AFI. Anche perché al crescere della leva,ossia del mio indebitamento sul

patrimonio,è chiaro che il rischio di insolvenza della banca percepito della banca

potrebbe aumentare,quindi i finanziatori della banca potrebbero richiedere un premio

al rischio superiore,che traduco in un incremento del costo del debito in capo alla

banca stessa.

Ora considereremo un altro fattore legato alle dinamiche di interesse e quindi vedere

come potrebbe variare il margine al variare dei tassi di interessi:i tassi di interesse del

mercato variano e la banca si vedrà costretta a variare i tassi che applica sia ai

rapporti di credito sia a i rapporti di debito ,con ovvie ripercussioni sul mio margine di

interesse. Ora per capire le ripercussioni che le variazioni dei tassi di mercato

producono sul margine di interesse,occorre effettuare una seconda distinzione delle AF

e PF:distinzione tra attività sensibili(AS) e attività nn sensibili(ANS),passività

sensibili(PS) e passività nn sensibili(PNS). Attività e passività ossia rispettivamente

sensibili e nn sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. L’idea è che quindi al

variare dei tassi di interesse alcune attività e passività dovranno adeguarsi ai nuovi

tassi di interesse,x cui la banca adeguerà i tassi di interesse applicati sulle attività e

passività;ma potrebbero esserci altra attività e passività che nn sensibili ai tassi di

mercato,ossia quando questi variano ciò nn produce effetti sui tassi di interesse che

maturano su queste attività e passività.L’importanza relativa alle attività sensibili e

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passività è elavata nel momento in cui i tassi di interesse sul mercato variano

profondamente. QuAndo parliamo di ATTIVITà sensibili e passività nn sensibili occorre

riferirlo ad un determinato orizzonte temporale di riferimento,x cui capire se le attività

e passività in questione adeguano o meno i tassi di interesse a quei tassi di mercato

entro quel dato orizzonte temporale,x cui potrebbe essere che la stessa attività nn sia

sensibile in quel dato intervallo di tempo,ma oltre a quell’intervallo lo sia. Per cui il

ragionamento sulla sensibilità,occorre determinare l’orizzonte temporale di

riferimento. Qui le banche quando effettuano queste analisi assumono orizzonti

temporali di qualche mese. Per cui se valuto un orizzonte temporale di 3 mesi,devo

chiedermi quali attività e passività in questi 3 mesi adeguano il tasso di interesse a

quelli nuovi di mercato. Se mi colloco sul piano delle AF,ma lo stesso vale x le PF,quali

potrebbero essere sensibili in questo orizzonte di 3 mesi,ossia imp quali attivitàin

questo periodo di 3 mesi adeguano il loro tasso di interesse?1)Attività a vista,cioè

quelle attività senza precisa scadenza,come aperture di credito fino a revoca,ossia fino

a quando la banca decide di revocar;in questo caso se in questi 3 mesi i tassi di

mercato variano,la banca può adeguare i tassi dell’operazione del mercato?

Certamente s,xkè essendo un’attività senza scadenza,la banca potrebbe revocare il

credito e poi riconcederlo ad un tasso aggiornato,quindi si tratta di un’attività

sensibile,2)attività che scade entro i 3 mesi,indipendentemente dalla scadenza

originaria della attività stessa,per cui potrei avere un mutuo originariamente concesso

a 20 anni(scadenza originaria) e che viene a scadenza in T3(ossia tre mesi),questa

attività è chiaramente sensibili perché se io concedo alla scadenza un nuovo mutuo

questo verrà adeguato ai nuovi tassi di mercato,x cui le attività ,indipendentemente

dalla durata contrattuale originaria, che scadono entro questo orizzonte temporale

sono sensibili alla variazione dei tassi di interesse;3)attività che hanno scadenza oltre

questo orizzonte temporaleT3,ex attività che scade fra 9 anni:questa attività può

essere assunta come sensibile ai tassi di interesse secondo la circostanza?se si tratta

di una’attività sulla quale la banca recepisce interessi periodici:potrebbe essere anche

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qui il caso del mutuo;ex ti concedo un muto con scadenza a 3° anni,sulle quali pago

canoni periodicamente e le rate che vado a pagare sul mutuo comprendono una quota

capitale + una quota interesse;se ho un mutuo a tasso variabile,ossia un mutuo che

adegua i tassi di interesse a quelli di mercato,è chiaro che,se la scadenza della rata

cade entro quest’intervallo(3 mesi),è chiaro che la rata del mutuo sarà sensibile ai

tassi di mercato,ossia se questi aumentano entro i 3 mesi,gli interessi che il cliente

paga sul mutuo aumentano. Lo stesso ragionamento può essere fatto relativamente

alle passività;quindi entro T3 saranno sensibili passività a vista,quali depositi in

controcorrente,le passività con scadenza entro T3,oppure passività con scadenza oltre

i tre mesi,ma alle quali la banca ad esempio paga rate periodiche e una di queste

scade entro l’orizzonte temporale di riferimento. Imp:stiamo considerando un periodo

di 3 mesi specifico,ossia ta T con zero a T3,nn 3 mesi come periodicità,infatti come

avevamo detto dobbiamo individuare un periodo di riferimento specifico. A seconda di

come viene a configurarsi il bilancio,ossia la relazione tra attività sensibili passività

sensibili,una variazione dei tassi di mercato potrebbe avere degli effetti molto rilevanti

sull’MI. Per esempio le AS potrebbero essere pari alle PS,questa situazione per cui la

differenza tra attività sensibili e passività sensibili è pari a zero,dove tale differenza tra

AS e PS è definita come GAP,in questo caso se i tassi di interesse variano,il mio MI di

interesse avrà una variazione pari a zero,ossia gli IA e IP varieranno,ma in termini di

differenziale nn dovrei avere alcuna variazione,ovviamente a condizione che la

variazione dei tassi sia simmetrica rispetto le AS e PS,x cui nell’ipotesi in cui i tassi

variano del 0,5%,così sarebbe anche per le AS e per le PS,che potrebbe nn sempre

realizzarsi,ossia potrebbe essere che i tassi attivi varino fino ad una certa misura,e i

tassi passivi varino,ma fino ad una certa misura,ossia i tassi passivi potrebbero essere

meno sensibili e in tal caso è chiaro che pure in presenza di un gap nullo ci sarebbe

cmq una modifica del MI. Se tra le mie PS ci sono in misura preponderante passività a

vista all’aumentare dei tassi di mercato la banca potrebbe trovarsi a fronte di una

sensibilità asimmetrica tra IA e IP,xkè i depositanti in c/c sono generalmente piccoli

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risparmiatori,che nn sono attivi nel seguire l’andamento degli interessi del mercato.

Dunque a seconda della composizione di attività sensibili e passività sensibili,potrebbe

essere che la sensibilità non si presenti nella stessa misura, x cui la variazione dei

tassi nn si scarica nella stessa misura su AS e PS,invece ipotizzando che vi sia

simmetria ,in presenza GAP nullo,la banca nn sarebbe esposta ad un rischio di

interesse nel senso che al variare dei tassi di mercato tendenzialmente nn varierebbe

il MI. Nella misura in cui il GAP è diverso da zero,ossia le AS sono maggiori delle PS,o

viceversa,in questo caso la banca sarà esposta ad un rischio sul fronte del MI per

effetto di una variazione dei tassi di mercato. Se le AS sono maggiori delle PS,se i tassi

di interesse aumentano,il MI aumenterà. Se invece i tassi di interesse sono in

diminuzione, in presenza di un GAP positivo,il margine di interesse sarà in contrazione.

In presenza di un GAP negativo,ossia PS maggiori di AS,all’aumentare dei tassi di

interesse avrò un MI maggiore,e l’opposto in diminuzione dei tassi di interesse di

mercato. Per cui l’esposizione della banca al rischio derivante dalla misura di questo

GAP indica 2 cose:1)indica una situazione statica,ossia l’esposizione in quell’istante

della banca al rischio di tasso,di interesse e 2)indica come la banca potrebbe

governare questo GAP,per volgere a proprio favore le variazione dei tassi di

mercato,ossia posso considerare questo GAP nn come qualcosa di fisso,statico ma

come qualcosa che può variare,modificando la composizione di bilancio,in modo da

trarre vantaggio da queste variazioni;ossia parliamo di variazione dei tassi di interesse

di mercato attese,x cui la banca formulerebbe delle previsioni circa le variazione dei

tassi di interesse,e in funzioni di queste previsioni andrebbe a modificare la

composizione del bilancio,in termini di rapporto tra AS e PS e ANS e PNS;questa

possibilità di modifica della composizione di bilancio dev’essere incrociata con il profilo

di rischio desiderato dalla banca,x cui un managment della banca avverso al rischio

adotterà una politica di mantenimento di un GAP tendenzialmente nullo,x cui

indipendentemente da come variano i tassi di mercato il mio MI nn subisce

variazioni,sempre nell’ipotesi di una sensibilità simmetrica tra AS e PS;cmq anche in

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Alecop92

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PORDENONE, UDINE)
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecop92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Floreani Josanco.

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