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Lezione 10: economia degli intermediari

Intermediari del canale indiretto

Gli intermediari del canale indiretto tendono a frapporre il proprio bilancio tra i prenditori di fondi e i creditori. In realtà esistono diverse tipologie di intermediari che, con vario titolo e diverse operazioni, potrebbero intervenire nel canale indiretto. Ora, qui la grossa distinzione riguarda: intermediari bancari e intermediari non bancari. Parliamo in entrambi i casi di intermediari creditizi (ciò che qualifica la loro operatività è la concessione di credito al sistema economico, reperendo fondi necessari a sostenere tale erogazione).

All’interno degli intermediari creditizi troviamo quelli che assumono qualifica di banca, altri non sono bancari, ossia non sono banche. Nel canale indiretto, oltre agli intermediari creditizi, possiamo avere altre tipologie di INT (intermediari): INT di partecipazione, ossia INT che assumono partecipazioni delle proprie controparti, ossia finanziano le imprese non a titolo di concessione di credito ma partecipando al capitale dell’impresa. In ragione della quota di partecipazione detenuta si è proprietario dell’impresa. In realtà tra gli INT di questo canale indiretto vengono introdotti anche gli INT assicurativi, tipici del canale indiretto.

Intermediari creditizi e attività bancaria

Ora consideriamo gli intermediari creditizi: cominciamo a parlare di banca. L’attività bancaria è definita come attività di raccolta di fondi con obbligo di rimborso e di esercizio del credito. La banca raccoglie fondi con obbligo di rimborso (reperisce fondi sul mercato a titolo di credito, indebitandosi, con obbligo di restituzione dei fondi assunti: la banca assume come passività la voce RACCOLTA, che si articola con diverse forme tecniche) ed esercizio del credito, dei fondi (rientrante nell’attività) che concede, con diverse forme contrattuali, alla clientela: famiglie, imprese.

In realtà, questa definizione non qualifica completamente la banca. Se la banca fosse basata esclusivamente su queste due attività, allora qualunque INT del canale creditizio sarebbe una banca. Quindi, qual è la distinzione tra banca e INT creditizio che non è banca, dato che entrambi si finanziano sul mercato in contropartita della propria clientela e poi vanno a concedere fondi al sistema economico? Ci deve essere un elemento che definisce la peculiarità della banca: questo elemento sta nella sua funzione monetaria svolta, ossia la possibilità della banca di emettere genere monetario, cosa che non possono fare gli intermediari creditizi.

Moneta bancaria e funzione monetaria

La moneta bancaria è un genere monetario aggiunto rispetto alla moneta creata dalle BC definita base monetaria. Per cui, se dovessimo definire l’offerta di moneta complessiva, questa dovrebbe comprendere la base monetaria (moneta legale) più la moneta bancaria.

La base monetaria circola in funzione di una disposizione di legge; la moneta bancaria circola e viene accettata negli scambi non in forza di legge, ma in forza della fiducia che il pubblico ha verso la banca nella sua capacità di convertire la moneta bancaria in base monetaria. In termini la moneta bancaria è rappresentata dai depositi a vista che le banche raccolgono dalla clientela, dunque la moneta bancaria è una parte della raccolta che le banche effettuano.

Raccolta e depositi a vista

La raccolta delle banche (ossia di fondi in contropartita della clientela) può avvenire con varie forme tecniche, la principale forma è il deposito a vista. I depositi a vista sono fondi depositati verso i quali la banca si costituisce debitore e determina un obbligo di restituire i fondi al cliente. Tuttavia, questi depositi non hanno una scadenza contrattuale predefinita. Ossia, il cliente depositante potrebbe in qualunque momento chiedere il rimborso, con obbligo della banca ad effettuare ciò.

La raccolta a vista da parte delle banche sarà in conto corrente: per cui il conto corrente che il correntista accende presso la banca costituisce la moneta bancaria. Il conto corrente, in quanto raccolta della banca, presenta un debito contrattuale della banca verso il cliente; i saldi che ho in conto corrente, ossia debiti della banca, posso utilizzarli come moneta strumento di pagamento: ad esempio, assegno bancario.

Strumenti di pagamento

Posso effettuare pagamenti a favore del mio creditore mediante emissione assegni, però, per poter emettere un assegno devo avere un conto corrente acceso presso la banca e poi devo avere disponibilità sufficienti per poter emettere assegni. Quindi, emettendo assegni, utilizzo uno strumento di pagamento che fa leva sul mio saldo, disponibilità di conto corrente. Chi lo riceve può presentarsi nella mia banca ed ottenere liquidità, massa monetaria legale, o a sua volta versare l’assegno su conto corrente.

La disponibilità ad emettere assegni potrebbe essere un saldo positivo di conto corrente, ma potrei anche eccedere la disponibilità di c/c, potrei emettere assegni per importi eccedenti questa disponibilità, con il presupposto di ottenere un credito dalla banca che va ad aumentare le disponibilità sulle quali posso emettere assegni. L’assegno è solo uno degli strumenti di pagamento con cui posso utilizzare il saldo di c/c per effettuare pagamenti.

Altri strumenti potrebbero essere gli ordini di pagamento, ossia ordini che impartisco alla mia banca di trasferire fondi del mio c/c al c/c del beneficiario. Questi sono ordini impartiti alla banca con cui consento alla banca di utilizzare le mie disponibilità di c/c per effettuare pagamenti. Ecco che i saldi di c/c, ossia i debiti della banca, possono essere utilizzati come moneta, ma solo se chi riceve l’assegno o il beneficiario dell’ordine si fida della capacità della banca del debitore di convertire questo strumento in pagamento in moneta legale, ossia base monetaria. Per questo parliamo di moneta fiduciaria, ossia moneta non usata in forza di legge, ma in forza di una fiducia nel sistema bancario.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecop92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Floreani Josanco.
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