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Economia degli intermediari - Appunti

Appunti per l'esame di Economia degli Intermediari, professor Josanco Floreani, del corso di Laurea in Economia aziendale dell'università di Udine, facoltà di Economia.
- oggetto delle operazioni di leasing e factoring;
leasing finanziario e leasing operativo.

Esame di Economia degli Intermediari docente Prof. J. Floreani

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ESTRATTO DOCUMENTO

vantaggi di carattere fiscale,che fanno riferimento possibilità di dedurre i

canoni che vado a pagare dalle imposte:nel mutuo essenzialmente il costo lo

recupero attraverso le quote di ammortamento xkè sono proprietario,nel caso

del leasing essenzialmente io nn sono proprietario del bene e quindi nn vado a

spesare nelle quote di ammortamento a bilancio,vado quindi a recuperare il

costo del bene deducendo dalle imposte i canoni che vado a pagare e da

questo punto di vista la normativa fiscale nei leasing immobiliari consentiva di

portare a deduzione i canoni di leasing a condizione che la durata contrattuale

del leasing fosse almeno di 5 anni(quindi legge abbastanza permissiva),ossia

se acquistavo tramite leasing un bene immobile con durata contrattuale 30

anni,io in realtà con canoni periodici spalmati in 30 anni,io in realtà potevo in 5

anni recuperare il costo del bene attraverso la deduzione dei canoni,nel caso

del mutuo la deduzione dipende dalle aliquote di ammortamento fiscalmente

ammesse,quindi se questa è prevista nell’ordine del 3 %,qual è il periodo di

recupero fiscale?100/3=33,3 anni per recuperare il costo,quindi il leasing

consentiva un vantaggio enorme dal punto di vista fiscale xkè consentiva di

recuperare già in 5 anni;dopodiché la normativa sul leasing è venuta sempre

più stringente,passando da 5 anni a 2/3 del periodo di ammortamento

fiscalmente previsto al fine di poter dedurre i canoni delle imposte,quindi la

legge è divenuta più stringente,quindi se un bene immobile risulta fiscalmente

ammortizzabile fiscalmente in 33 anni,la durata del contratto di leasing dovrà

essere almeno 22,x cui i cordoni sono stati stretti dal punto di vista del leasing

immobiliare;questo presenta ancora alcuni vantaggi fiscali rispetto a quello di

mutuo anche se minori rispetto al passato. Nn sempre il recupero del costo di

un contratto di leasing avviene con la deduzione dei canoni,ma può essere che

avvenga attraverso quote di ammortamento come nel caso del mutuo,il che

potrebbe sembrare un paradosso xkè l’impresa nn è proprietaria del bene,x cui

da un punto di vista logico dovrebbe essere l’intermediario che va a spesare le

quote di ammortamento sul costo del finanziamento,in realtà i principi contabili

internazionali,facendo pregio sul concetto di sostanza + che di

forma,considerano l’utilizzatore equivalentemente ad un proprietario,x cui le

imprese che adottano questi principi contabili internazionali devono iscrivere

questo bene nel bilancio come se fosse di loro proprietà,quindi vanno a spesare

il costo del bene in conto economico attraverso le quote di ammortamento,e

quindi il recupero del bene nn avviene con la deducibilità dei canoni,ma

attraverso le quote di ammortamento in conto economico,ma per le imprese

minori che nn adottano questi principi internazionali vale la regola generale

della deducibilità,sempre che rispetti il vincolo in termini di durata contrattuale.

Contratto di factoring:l’operazione di factoring si sostanzia nel finanziamento

nn di capitale fisso,ma coprire esigenze di capitale circolante,ossia prevede

anticipo da società di factoring,che potrebbe essere una banca o un istituto

indipendente o appartenente ad un gruppo bancario. Si sostanzia in un anticipo

a fonte della cessione di crediti commerciali,quindi qui l’istituto giuridico è

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quello della cessione del credito. Ho un impresa quindi che cede crediti esigibili

presenti o futuri che quindi vanno ceduti ad una società di factoring per

ottenere un anticipo,generalmente nn vengono accettati crediti con scadenze

che vanno oltre 120 giorni,quelli oltre i 120 giorni infatti nn si ritengono +

crediti di natura commerciale ma di altra natura. Il presupposto è la cessione di

crediti aventi natura commerciale. Dal punto di vista economico l’operazione di

factoring consente al cedente,tipicamente un impresa,ottiene liquidità contro

crediti ceduti e vantati verso debitori terzi,quindi liquidità in forma di anticipi

che le banche concedono su cessione di crediti commerciali. La differenza tra

factoring e anticipo salvo confine che la banca va concedere al

cliente:nell’anticipo salvo confine io nn ho la cessione del credito,ma

semplicemente mi faccio anticipare il valore del credito,ma senza cedere

questo alla banca stessa;l’operazione di factoring prevede proprio la cessione

del credito alla banca,quale ente specializzato in questa attività presubilmente;

ma la sostanza economica è la stessa,ossia smobilizzare crediti che si vantano

verso debitori terzi per ottenere liquidità;il contenuto economico xò

dell’operazione factoring potrebbe essere molto più ampio,nel senso che

l’operazione di anticipo può nn essere l’unica;il contratto di factoring può

essere molto + ampio al semplice anticipo del credito vantato verso il

debitore,anzi in certi casi l’anticipo può pure nn essere presente,quindi potrei

stipulare un contratto di factoring in cui nn è previsto anticipo,ossia si

tratterebbe di pura concessione del credito all’impresa. Per cui i contenuti

potrebbero essere di diverso tipo:o contenuto finanziario ,quando ho il

momento di anticipi vero e proprio,oppure un contenuto gestionale,x cui la

concessione del credito all’intermediario potrebbe avere in oggetto la fase

amministrativa-gestionale dei crediti stessi,ossia l’intermediario provvederebbe

alla contabilizzazione dei crediti,gestione delle procedure di incasso dei

crediti,così come l’intermediario potrebbe provvedere a gestire le operazione di

recupero dei crediti,in caso di insolvenza,così come gestire azioni giudiziarie

connesse ad un inadempimento,quindi si tratta di amministrazione del

portafoglio crediti,momento gestionale,che va ad aggiungersi al momento

finanziario,oppure potrebbe sostituirsi ad esso,ossia l’impresa richiede

semplicemente un servizio di gestione relativo al portafoglio crediti;la terza

funzione economica che potrebbe essere sottesa ad un contratto di factoring è

la funzione di garanzia e questa dipende dalle clausole specifiche presenti nel

contratto,quindi io vado a creare 2 tipologie di gestione del credito:1)PRO

SOLVENDO e 2)PRO SOLUTO. Nel primo caso la cessione avviene secondo la

clausola salvo buon fine,quindi la società di factoring avrà diritto di rivalsa

sull’impresa cedente nel caso il debitore ceduto risulti inadempiente e quindi il

rischio è ancora in capo all’imprenditore,nel secondo caso invece ho un vero e

proprio meccanismo di garanzia sotteso al contratto di factoring,in quanto

l’intermediario assume in proprio il rischio connesso all’inadempimento del

debitore ceduto,quindi gli effetti negativi dell’inadempimento vengono a

prodursi in capo a tale società e nn in capo all’impresa. Le varie combinazioni

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tra queste diverse funzioni,ossia la presenza di tutte queste funzioni nel

contratto,o la presenza solo di alcune funzioni vanno a cambiare sia la

convenienza economica dell’operazione in capo al cedente,sia i costi ai quali

l’impresa cedente si espone. Gli elementi di costo qui possono essere o i tassi

di interesse,elemento tipico dell’aspetto finanziario ossia l’anticipo,quindi

interessi proporzionali alla durata dell’anticipo e al tasso di interesse

convenuto,x cui ti concedo anticipo su credito pari a 120 giorni,con pagamento

quindi degli interessi proporzionale al tasso di interesse convenuto e al

capitale prestato,ma anchealla durata dell’anticipo.

INT=120/360(durata anticipo ossia 4 mesi su 12,qui espressi in giorni) x i (tasso

di interesse convenuto) x C(capitale anticipato)

E’ chiaro che il tasso di interesse nn è l’unico costo convenuto,qualora vi sia

anche l’aspetto gestionale o di garanzia;questi servizi verranno remunerati nn

attraverso tassi di interesse ma di commissioni per il servizio di gestione o di

garanzia prestato dalla società di factoring,e qui le commissioni potrebbero

articolarsi in maniera diversa,in particolare nel pro saluto assumerò

commissioni doppie rispetto al pro solvendo. In realtà nella misura in cui

l’impresa cedente volesse valutare la convenienza o meno dell’operazione,in

realtà nn dovrei considerare solo i costi in termini di interessi o

commissioni(oneri espliciti,visibili xkè l’impresa li osserva;infatti l’interesse è

concordato,mentre le commissioni sono conosciute,ossia il loro valore è già

conoscibile prima secondo le regole contrattuali),xò la convenienza economica

dell’operazione dovrebbe essere misurata nn solo in base ai costi espliciti che

sostengo,ma più che altro in base ai costi netti,x cui oltre ai costi espliciti

dovrei valutarli al netto di eventuali risparmi di costo in termini

amministrativi(ossia al netto di risparmi legati all’esternalizzazione delle

procedure di gestione dei crediti),e questo la vado a misurare in prospettiva di

un servizio di gestione del portafoglio crediti che la società di factoring mi

presta(ossia l’esternalizzazione di tutta una serie di operazioni relative al

portafoglio crediti,dal punto di vista dell’impresa dovrebbe comportare risparmi

di costi in termini di procedure amministrative,qualora questi siano elevati i

costi che vado a sostenere nn saranno proprio quelli di commissioni e

interessi,ma un costo + basso che tiene conto dei risparmi legati

all’esternalizzazione di alcune funzioni).Per le grandi imprese il beneficio

potrebbe essere minore,ma per una piccola-media impresa i benefici legati alla

gestione potrebbero essere molto elevati e addirittura fare premio a volte

rispetto ai costi.

Conclusa parte su INT CREDITIZI

Servizi di pagamento:una delle funzioni del SF è IL TRASFERIMENTO DI RISORSE

DA CONTROPARTI in surplus a controparti in deficit,qualsiasi transazione

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comporta scambi di moneta,dunque è un’operazione complementare;è chiaro

che il trasferimento di moneta sia nello spazio sia nel tempo richiede di essere

regolato. Quindi è una seconda funzione rilevante del SF:ossia predisporre dei

sistemi di pagamento,volti ad agevolare il trasferimento della moneta tra

soggetti creditori,debitori sia di natura commerciale,sia finanziaria,e qui il ruolo

degli INT è molto rilevante,in particolare si parla di banche,ossia soggetti che

intervengono in modo rilevante nel sistema dei pagamenti secondo un duplice

ruolo:produrre genere monetario,le banche producono mezzi di pagamento

quando concedono depositi a vista utilizzabili come moneta negli scambi,e

intervengano come produttori di mezzi di pagamento,ossia produttori di mezzi

con i quali la moneta può essere fatta circolare,e qua la banca mette a

disposizione strumenti con cui posso effettuare pagamenti quali

bonifici,disposizioni di pagamento,assegni,quindi strumenti e procedure

attraverso i quali la moneta può circolare. Quindi il ruolo della banca è

duplice:da un lato produce mezzi di pagamento,genere monetario,dall’altra

mettono a disposizione del mercato tutte quelle procedure,quei strumenti con

cui può essere fatta circolare la moneta e questa è la specificità della banca;in

realtà in un ottica di liberalizzazione dei sistemi di pagamento,e questo avviene

con la direttiva comunitaria sui servizi di pagamento,in realtà altri soggetti

possono intervenire nei sistemi di pagamento producendo mezzi di

pagamento,quindi nn genere monetario che soltanto la banca può tramite

depositi a vista,in alternativa alla banca centrale,xò ci potrebbero essere

soggetti autorizzati a concedere servizi di pagamento,ossia creare mezzi

attraverso i quali la moneta può circolare;questi soggetti possono essere INT

specializzati,ma anche gli istituti di moneta elettronica,ossia veri e propri

intermediari che concedono strumenti di pagamento nella forma di moneta

elettronica,ossia si fa riferimento all’incorporazione di un controvalore

monetario in un supporto magnetico,quale carta di pagamento(carta di

credito),ma qualunque altro dispositivo elettronico che mi concede di

memorizzare un dato valore monetario,quindi l’emissione di moneta elettronica

comporta il versamento di un controvalore monetario da parte del soggetto che

richiede il servizio e l’incorporazione di questo valore nella memoria

magnetica,che così posso utilizzare negli scambi(quindi concedo controvalore

monetario che viene memorizzato in un supporto che utilizzo negli scambi).E

questo viene consentito alle banche,ma anche ad intermediari

specifici,chiamati istituti di moneta elettronica,e ciò che contraddistingue

questi ultimi è l’oggetto quasi esclusivo dell’attività,ossia posso ottenere

l’autorizzazione come istituto di moneta elettronica limitatamente a questa

specifica attività,ma nn posso svolgere la tipica attività bancaria,quindi

l’oggetto sociale è limitato all’emissione di questi strumenti di pagamento,che

quindi nn è esclusivo delle banche.

Sistemi di pagamento:complesso di elementi,ossia insieme di mezzi

monetari(moneta legale emessa dalle BC,o moneta bancaria emessa dalle

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banche commerciali),degli strumenti con cui posso far circolare la moneta e in

un ottica + ampia anche le norme che regolano il sistema dei pagamenti ossia

ne regolano il funzionamento,e tutti gli accordi interbancari che a vario titolo

agevolano il trasferimento della moneta tra soggetti creditori e debitori,tra

questi 2 devono intervenire gli intermediari,ossia interviene la banca del

debitore e la banca del creditore,in particolare ciò avviene nella disposizione di

bonifico(accredito e addebito di c/c),ossia trasferimento di fondi tra soggetti da

un conto all’altro che richiede sempre delle procedure interbancarie,ossia

rapporti che si instaurano tra le banche,e quindi il sistema di pagamento

riguarda anche le procedure attraverso le quali avviene lo scambio di

informazione tra le banche e con cui gestiscono le operazioni di accredito e

addebito nei conti intestati al creditore e debitori,x cui un aspetto + ampio

rispetto al genere monetario e gli strumenti di circolazione. Da un punto di

vista sia tecnico sia economico gli aspetti di maggior rilievo x il funzionamento

del sistema dei pagamenti si riferiscono proprio alle procedure interbancarie

con cui la moneta viene fatta circolare,e ciò implica problematiche legate sia al

costo sia ai rischi:l’elemento del costo è rilevante nel momento in cui il sistema

dei pagamenti dovrebbe consentirmi il trasferimento della moneta a costi

relativamente bassi,altrimenti opterei per la moneta legale e nn

bancaria,l’elemento che spinge i sistemi economici ad abbandonare i

pagamenti tramite moneta legale ed abbracciare di servizi di pagamento

prestati dalle banche è il minore costo che quest’ultimi dovrebbero

richiedere,costi legati alla rapidità con cui posso trasferire fondi con servizi

prestati dalle banche,l’elemento del costo quindi è essenziale in riferimento

alla gestione dei pagamenti attraverso procedure interbancarie;c’è anche un

problema di rischio,ossia legato ai rischi di inadempimento del debitore,rischi

che potrei scomporre nel rischio di credito,ossia rischio che il debitore nn sia in

grado di adempiere alla propria obbligazione,e rischio di liquidità,ossia rischio

che il debitore nn sia in grado di adempiere puntualmente alla propria

obbligazione,anche se molto spesso questi 2 rischi possono coincidere. Per cui

le 2 categorie logiche che devo considerare sono l’economicità del

pagamento,e i rischi legati al trasferimento della moneta .Un sistema di

pagamenti è efficiente in quanto le procedure che lo governano sono in grado

di minimizzare i rischi sottesi al pagamento dati i costi,o minimizzare i costi

dato il livello di rischio legato al pagamento. Qui i rischi dipendono nn solo dalle

tipologie di procedure adottate,ma anche dalla natura dei pagamenti che vado

a gestire:i pagamenti potrebbero essere di diversi tipi,quindi

all’ingrosso(ammontare molto elevato),ma anche pagamenti al dettaglio;nel

primo caso andrò a regolare un numero limitato di operazioni di alto volume,nel

secondo caso vado a regolare un flusso rilevante di operazioni con importo

unitario molto limitato;i rischi sottesi al regolamento delle 2 tipologie di

operazioni sono ben diversi:nel caso di pagamenti al dettaglio,saranno

transazioni o di natura commerciale o tipologie di pagamenti che riguardano

soggetti privati,nel caso di pagamenti all’ingrosso tipicamente fanno

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riferimento alle transazioni di natura finanziaria che coinvolgono gli

intermediari finanziari e quindi il pagamento all’ingrosso potrebbe comprendere

tutti i rapporti che intercorre tra banche in mercati interbancari,ossia rapporti

di credito sul mercato interbancario;è chiaro che se sono una banca che

trasferisce disponibilità di fondi dalla banca che concede credito alla banca che

li riceve,nn si tratta di operazioni delegate,ma operazioni di finanziamento

direttamente tra intermediari,ossia rapporti di finanziamento che sono

compresi tra pagamenti all’ingrosso,in quanto l’ammontare è molto

elevato,dove le parti creditrici e debitrici sono controparti finanziarie;al

dettaglio invece vado a comprendere transazioni commerciali. Una procedura

di pagamento comprende diverse fasi,la prima sarà la fase dell’accertamento

delle reciproche obbligazioni contrattuali,quindi l’accertamento della

controparte debitrice e l’ammontare della quale debitore e l’accertamento della

controparte creditrice .In più potrei avere una fase legata alla compensazione

tra crediti e debiti reciproci delle controparti e la terza fase è quella del

regolamento vero e proprio,ossia l’adempimento vero e proprio delle reciproche

obbligazioni contrattuali,ossia trasferimento della moneta dal debitore al

creditore. Siccome qui parliamo di procedure interbancarie il pagamento

raggiunge la propria finalità con l’addebito nel conto del soggetto debitore e

l’accredito nel conto del soggetto creditore. Le procedure di compensazione e

regolamento potrebbero essere variamente articolate a seconda degli accordi

interbancari,e comportano anche dei rischi diversi in relazione a questo rischio

di credito e rischio di controparte. Se ci concentriamo sul momento della

compensazione tra partite debitorie e creditorie tra diversi intermediari,qui la

compensazione potrebbe avvenire o su base bilaterale e su base

multilaterale .Nell’ottica della compensazione:individuare un unico saldo-

addebito o accredito che l’intermediario ha nel confronto degli altri;quando

parlo di saldo-addebito o accredito verso gli altri potrebbe riflettere posizioni

debitorie e creditorie proprie dell’intermediario,sia posizioni che assume per

conto della propria clientela;cioè il pagamento che la banca fa ad un'altra

potrebbe essere legata sia ad operazioni proprie,ma potrebbe essere legata

all’adempimento di un pagamento din un cliente dell’intermediario. Ora la

logica della compensazione bilaterale è di individuare un saldo creditore o

debitore che ciascuna banca vanta verso tutte le controparti del sistema,come

banche,ossia verso la banca b,c d e così via. La compensazione multilaterale

prevede di individuare nn un saldo debitore creditore o debitore

dell’intermediario verso ciascuna delle controparti,ma individuare per l’

intermediario considerato un unico saldo di addebito o accredito nei confronti

dell’intero sistema bancario,x cui la compensazione multilaterale potrebbe

essere considerata come compensazione di secondo livello,ossia una volta

definiti i saldi versi le singole controparti,questi li vado ad aggregare.

Dopodiché una volta effettuata la compensazione vado a regolare le posizioni

contrattuali,e qui quando parlo di regolamento,ossia l’effettivo trasferimento

della moneta dal debitore al creditore,in realtà le cose si complicano,xkè potrei

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avere procedure diverse relativamente a questo trasferimento dei fondi:il

regolamento tra banche può avvenire o attraverso l’utilizzo di conti correnti di

corrispondenza,la cui logica è quella x cui una banca accede nei c/c di

corrispondenza presso ciascuna controparte di mercato,x cui intrattengo

rapporti di c/c con tutte le banche del sistema,se io devo trasferire fondi

monetari per conto di un cliente a favore di un’altra banca qui il regolamento

avviene chiedendo alla mia controparte bancaria di addebitare il c/c che io

detengo presso quella banca,viceversa se la controparte bancaria è debitrice

verso di me sarò io ad addebitare sul c/c nei suoi confronti,si tratta di

procedure di pagamento che prevedono l’apertura di conti correnti di

corrispondenza,ossia rapporti di conto corrente bilaterali,con tutte le

controparti. Ora i problemi qui sono legati ai costi connessi ai pagamenti

tramite c/c di corrispondenza:è ovvio che nella misura in cui una banca

dovesse intrattenere relazione finanziarie di pagamento con una moltitudine di

controparti bancarie è chiaro che questa tipologia di pagamento richiederebbe

di aprire una moltitudine di posizioni di c/c, il che significa costi di diversa

natura:costi di natura gestionali,ossia legati alla gestione dei conti che vado ad

aprire con una moltitudine di controparti bancarie,ma anche costi

finanziari,ossia legati alla liquidità,ovvero se vado a liquidare i rapporti

attraverso l’accredito e l’addebito dei conti di corrispondenza che intrattengo

con le controparti di mercato, dovrò detenere liquidità in misura sufficiente per

disporre dei pagamenti:se sono una banca A che deve effettuare pagamenti nei

confronti della banca B, andrò ad aprire un c/c con la banca B sul quale dovrò

detenere liquidità sufficiente per poter eseguire quella operazione di

addebito,ovvio che tanto maggiore è il numero di c/c di corrispondenza che

deterrò verso controparti,tanto maggiore è il livello di liquidità che dovrò avere

disponibile,ossia detenere liquidità in misura sufficiente x quei conti,dove con

detenere liquidità si intende detenere mezzi liquidi o facilmente

liquidibali,quindi costi legati alla gestione della liquidità,al crescere delle

interellazioni nell’ambito del sistema bancario,diventa tanto + inefficiente

questo sistema di regolamento tramite c/c di corrispondenza;ora nei moderni

sistemi finanziari questo meccanismo viene utilizzato per regolare un sistema

limitato di pagamenti,generalmente legati ad operazioni sull’estero,mentre la

grossa percentuale di operazioni di pagamento vengono regolati tramite

moneta di banca centrale,ossia le banche vanno ad effettuare pagamenti

addebitando o accreditando nn una moltitudine di c/c di corrispondenza,ma

vado ad alimentare un unico c/c che la banca va ad aprire presso la banca

centrale:abbiamo visto che la banca detiene presso la banca delle riserve

obbligatorie,o altre riserve rispetto a quelle obbligatorie,ed ottiene

rifinanziamenti da parte della banca centrale,queste operazioni di

rifinanziamento da parte della banca centrale o in situazione di riserve implica

l’apertura di un c/c presso la mia banca centrale per la gestione appunto del

rifinanziamento o la gestione delle riserve,ma è chiaro che questo c/c può

essere utilizzato con altri scopi,ossia per regolare operazioni di pagamento

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nell’ambito del sistema,quindi in alternativa al sistema di c/c di corrispondenza

potrei regolare in moneta di banca centrale;da un punto di vista

dell’economicità regolare in moneta di banca centrale significa nn dover aprire

una moltitudine di rapporti di c/c di corrispondenza con le controparti,ma un

unico conto con la banca centrale,quindi qui il pagamento averrà addebitando

il conto che la banca debitrice detiene presso la banca centrale,e con

l’accreditamento al conto che la banca detiene presso la banca centrale,qui il

vantaggio è che ciascuna banca detiene un unico conto che è presso la banca

centrale,quindi anche la gestione della liquidità è + agevole perché dovrò

detenere liquidità nn su una pluralità di conti,ma su quell’unico conto di

riferimento. Dal punto di vista tecnico,a parte che vado ad accedere un mutuo

di conto corrente,il regolamento in moneta di banca centrale potrebbe avvenire

in termini netti e in termini lordi,ossia presso la banca centrale potrei regolare o

un unico saldo netto che è quello che deriva dalle operazioni di compensazione

precedente,x cui io vado a definire un saldo netto verso l’intero sistema

bancario,quindi presso la banca centrale io vado ad accreditare o addebitare

quel saldo netto presso l’intero sistema bancario,quindi nn vado regolare

operazione per operazione,ma gestisco un unico saldo compensato;con il saldo

lordo invece io vado a regolare sul mio conto acceso presso la banca centrale

transazione x transazione,quindi se a giornata io ho 1000 operazioni a mio

credito con il sistema bancario e 1000 operazioni di debito,nn vado a regolare

con un unico saldo compensato ma vado a regolare 1000 di accredito e 1000 di

addebito;xò dal punto di vista dei rischi cè un ulteriore differenza tra

regolamenti su base netta e su base lorda e fa riferimento al momento

temporale in cui il regolamento viene effettuato. Se io vado a regolare su base

lorda,ossia transazione x transazione,vado ad effettuare il regolamento in

tempo reale,ossia quando vi è contestualità tra disposizione di pagamento e

addebito o accredito del mio conto,questo dal punto di vista dell’addebito

avverrà a condizione che sul mio conto vi sia sufficiente liquidità per fare fronte

a quel pagamento;nel caso invece di un regolamento su base netta,ossia un

unico saldo compensato tra partite a credito e partite a debito,qui per

definizione la contestualità tra disposizione di pagamento e regolamento viene

a perdersi,è chiaro che se accedo ad un meccanismo di compensazione per

definizione ci sarà uno scarto temporale tra il momento in cui le disposizioni

vengono immesse nel sistema,ossia passate alla banca centrale,ed il momento

in cui quel saldo viene regolato;è chiaro che se definisco un sistema di

compensazione dei pagamenti,dovrò definire un arco temporale entro il quale

c’è l’emissione di disposizioni di pagamento e al termine di questo arco io

carico lo stato compensato ed eseguo il regolamento. Generalmente i sistemi di

pagamento che si basano sulla logica del regolamento netto prevedono un

unico momento di regolamento al termine della parte operativa,x cui la logica

qui è di compensare tutte le disposizioni di pagamento in entrata e in uscita

che si manifestano nella giornata operativa,al termine della giornata vado ad

accreditare o addebitare sul mio conto presso la BC il mio saldo

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compensato;potrei anche pensare di prevedere all’interno della giornata

operativa + momenti di regolamento dei saldi compensati,ma ci sarà cmq

sempre per definizione uno scarto temporale tra quando vengono immesse le

disposizioni di pagamento e quando il saldo viene regolato,e questo dal punto

di vista dei rischi ha implicazioni rilevanti:lo scarto temporale se c’è ,allora in

quel periodo sostanzialmente la controparte creditrice concede un vero e

proprio credito alla controparte creditrice,che nn riceve il pagamento subito ma

attende,quindi il rischio è che nel momento in cui si vada a regolamentare il

saldi compensati le controparti debitrici possano essere inadempienti;se ad

essere inadempiente è una banca di grosse dimensioni con grossi volumi di

addebito e accredito,è chiaro che il suo inadempimenti può provocare u effetto

contagio,quindi provoca in cascata inadempimenti di altre banche. I

regolamenti su base lorda comporta dei rischi minori xkè nn c’è sfasamento

temporale tra i missione della disposizione di pagamento e gestione di questo e

qui l’unico rischio quando immetto sul mio conto la disposizione di pagamento

è che in quello nn ci siano sufficienti liquidità,dal punto di vista tecnico è

abbastanza limitato xkè la banche centrali prevedono delle operazioni di

credito infra giornaliero,ossia concedono alla banca che risultano scoperte

rispetto al loro conto un credito che dovranno essere cmq coperti entro la

giornata,e cmq crediti sempre coperti da garanzie;x cui i rischi ai quali mi

espongo prevedendo un sistema di regolamento su base lorda sono inferiori a

quelli presenti sul sistema a base netta. Anche i costi sono diversi:i costi

saranno maggiori sul sistema a base lorda, xkè è chiaro che vado a regolare

una pluralità di operazioni,mentre nell’altro sistema vado a regolare un unico

saldo compensato e quindi saranno diversi dal punto di vista dei costi regolare

più conti o un unico conto verso il sistema;si tratta di combinare quindi i

componenti di costo e di rischio che contraddistinguono questi 2 sistemi;è

chiaro che per loro natura i sistemi di regolamento su base netta viene

utilizzata per operazioni al dettaglio,ossia di importo basso ma volumi

elevati,quindi operazioni che comportano rischi di contagio ridotti in caso di

inadempimento,proprio x il loro basso importo,mentre il sistema su base orda è

privilegiato per regolare operazioni molto consistenti in volumi ma poco

frequenti,quindi operazioni all’ingrosso,quindi operazioni finanziarie che

coinvolgono intermediari finanziari,e qui causa l’elevato volume di importo

l’inadempimento di uno trebbe causare un effetto domino,ossia inadempimento

di altre banche del sistema;quindi l’adempimento lordo si preferisce regolarlo

in tempo reale,ossia contestualmente alla disposizione di pagamento,ossia per

pagamenti di ampio volume.

Rischi Sistema di regolamento su base netta

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PORDENONE, UDINE)
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecop92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Floreani Josanco.

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