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Economia degli intermediari - Appunti

Appunti per l'esame di Economia degli Intermediari, del professor Josanco Floreani, corso di Laurea in Economia Aziendale, università di Udine.
Intermediari creditizi non bancari, disciplinati dallo stesso testo che disciplina le Banche, il Testo Unico Bancario.

Esame di Economia degli Intermediari docente Prof. J. Floreani

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Lezione 11 Economia degli intermediari

Ora ci concentriamo sugli intermediari creditizi nn bancari:le attività che questi

possono svolgere sono andate modificandosi nel tempo a seguito di variazioni dal lato

normativo. Ora questi intermediari sono disciplinati dal testo unico

bancario(TUB),dunque stessa normativa che disciplina le banche. Tra le attività che

possono svolgere ai sensi dell’attuale disciplina è:la raccolta del risparmio tra il

pubblico e la concessione di finanziamenti alla propria clientela,dunque un attività

vera e propria creditizia con la differenza che questi nn possono assumere depositi a

vista,mentre le banche possono. Ora in precedenza,fino alla revisione del testo unico

bancario avvenuto negli ultimi 2 anni,questi INT potevano anche assumere

partecipazioni in imprese,quindi finanziare imprese nn solo con attività creditizia ma

partecipando direttamente al capitale dell’impresa,dunque finanziamento a titolo di

capitale proprio. Nel nuovo assetto del TUB nn è prevista la possibilità x questi di

assumere partecipazioni,ma solo svolgere attività creditizia e di gestione di mezzi di

pagamento o prestazione servizi di pagamento,l’attività di assunzione di

partecipazioni è stata tolta in quanto è stata creata una figura di INT,definita società

finanziaria,che ha quale oggetto l’assunzione di partecipazioni in imprese.

Problematica relativa all’assunzione di partecipazioni:attività svolta nn soltanto dalle

società finanziarie ma anche dalle banche.C’è stata una imp evoluzione della

normativa che ha determinato una liberalizzazione della facoltà delle banche di

assumere partecipazioni del capitale delle imprese. Il problema delle partecipazioni

delle banche presenta profili sia di criticità ma anche dell’opportunità di business

abbastanza importanti:dal punto di vista delle criticità,a seguito della legge bancaria

degli anni 30,c’era stato un regime di separazione tra banca e impresa,ossia venivano

limitate sia i rapporti tra banca e impresa a monte sia a valle,a monte l’impresa nn

finanziaria che assume partecipazioni delle banche,rapporti a monte è il caso in cui è

la banca che assume partecipazioni della società nn finanziaria. Le ragioni x questi

vincoli era di evitare l’insorgere di eccessivi rischi dal lato della banca e dall’altra

evitare una eccessiva commistione tra capitale bancario e capitale industriale.

Relativamente ai rischi ai quali può essere esposta una banca,quando assume

partecipazioni nelle imprese,si tratta di rischi di immobilizzo,ossia rischio di

immobilizzare l’attivo della banca su posizioni relative al capitale imprenditoriale

essenzialmente eccessivo,rischio ossia di concentrazione degli impieghi in posizioni

legate al capitale imprenditoriale Da notare poi che oltre a questi rischi,l’assunzione di

partecipazioni potrebbe esporre la banca a rischi diversi da quelli tipici ai quali la

banca è esposta nell’attività di concessione dei crediti:quando una banca opera nei

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mercati finanziari è tipico il rischio di variazione dei prezzi delle attività

finanziarie,quando assumo partecipazioni corro rischi diversi da quelli finanziari che

per la banca rappresentano problemi particolari di gestione. Ci sono però dei

benefici,da un punto di vista teorico,legati alla partecipazione di una banca al capitale

delle imprese:benefici dal lato informativo,ossia la partecipazione al capitale può

significare un complemento rispetto alla tipica attività creditizia della banca,quindi

potrei avere una banca che sostiene l’imprese attraverso 2 forme:credito,apporto di

capitale di credito,e dall’altra investendo nel capitale proprio. Ora è EVIDENTE CHE

QUESTO RAPPORTO DI complementarietà tra i 2 tipi di finanziamenti,è un rapporto che

si basa sul valore dell’informazione;l’operazione di credito si basa sulla posizione di

informazioni rispetto alla controparte,ossia si presenta il problema già visto di

asimmetria informativa,imperfezione del mercato che potrebbe portare a razionamenti

del credito;l’ipotesi qui è che l’INT sia in grado di valutare in modo adeguato i meriti di

credito della controparte rispetto a un qualsiasi altro finanziatore. Il problema xò è che

pure la banca sostiene dei costi di informazione rispetto alle controparti che va ad

affidare,è chiaro xò che se la banca acquisisce anche partecipazioni al capitale proprio

di un impresa,posso immaginare che la banca possa trarne un vantaggio di tipo

informativo(se acquisto partecipazioni,divengo proprietario di quell’azienda per la

quota di capitale,ed ottengo tutti i diritti propri dell’azionista,quindi l’attività di

monitoraggio che svolgerebbe in quanto socio,consentirebbe di ottenere un

patrimonio informativo che potrei utilizzare dall’altra parte nell’attività di concessione

di credito all’azienda),quindi possibilità di sfruttare economie di scopo,e qui dovremmo

definirle come economie di conoscenza,ossia il fatto di replicare uno stesso input,qui

l’informazione sull’impresa tratta in virtù della qualifica di azionista,per attivare una

serie di rapporti complementari,quindi sia finanziamento a titolo di capitale proprio sia

a titolo di capitale di debito,effetto complessivo quindi di miglioramento dello stato

informativo sul soggetto,sia consente di attivare successivi rapporti creditizi a costi

relativamente minori. Per cui ho rischi di immobilizzo in questa attività di assunzione di

part. Ma anche benefici di natura informativa. Da un punto di vista normativo

l’acquisto di partecipazioni da parte delle banche del capitale di imprese nn finanziare

era soggetto ad una duplice tipologia di limite:uno era un limite legato alle attività di

partecipazioni rispetto al capitale della banca,x cui l’esposizione che la banca

assumeva nei confronti dell’impresa a titoli di partecipazione,nn poteva superare una

certa percentuale del patrimonio della banca e qui c’era un limite riferito alla singola

partecipazione ed un limite riferito al complesso delle partecipazioni detenute dalle

banche:per le banche ordinarie i limiti erano il 3% della partecipazione individuale e il

15% della partecipazione complessiva,x cui la banca nn poteva assumere

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partecipazioni del capitale dell’impresa x un valore superiore al 3%del patrimonio

della banca,e il complesso delle partecipazioni assunte del capitale delle imprese nn

superiore al 15 % del patrimonio della banca stessa,accanto a questi limiti c’era un

“vincolo di separatezza” attorno al 15%,ossia la banca nn poteva assumere

partecipazioni superiori al 15% ma nn riferito al patrimonio della banca stessa ma

riferito al capitale dell’azienda stessa. Dopo di che a seguito di un evoluzione

normativa,normativa comunitaria del 2006,ora cade il vincolo di separatezza,quindi

sempre soggette le banche al vincolo in relazione al proprio patrimonio,che con la

disciplina comunitaria diventano 15% per la partecipazione individuale e 60 % per il

complesso delle partecipazioni al capitale delle imprese,ma le banche possono anche

acquisire partecipazioni di controllo di un imprese,cade il vincolo di separazione a valle

relativo alle partecipazioni tre banche e imprese,ma cade anche a monte il vincolo di

separazione,cioè legato alle partecipazioni che le imprese industriali possono acquisire

delle banche.

In realtà il regime delle partecipazioni delle imprese è abbastanza rilevante xkè potrei

avere diversi soggetti che le possono assumere:banche,ma anche società

finanziarie,ma infine anche altri intermediari finanziari che intervengono nel capitale

delle imprese. Molte volte i motivi che spingono un INT ad intervenire nel cap.

imprenditoriale sono diversi:ora una banca interviene per la ragione di concessione di

mezzi di finanziamento ma a titolo di capitale proprio,in un’ottica di ottenere

patrimonio informativo sull’impresa,ma un’altra ragione potrebbe fare riferimento alle

imprese oggetto di processi di ristrutturazione,x cui quando un impresa finanziata

dalla banca a titolo di capitale proprio è in difficoltà viene sottoposta a progetti di

ristrutturazione aziendale,il che spesso comporta l’ingresso della banca nell’impresa

proprio a livello di capitale azionario;potrebbe essere chela banca,qualora l’azienda sia

in grande difficoltà,trasformi i propri crediti in capitale azionario,ossia converte il

debito in termini di capitale proprio,cosa che si è verificata in casi di ristrutturazione

aziendale;dunque il secondo caso riguarda l’acquisizione di partecipazioni alla luce di

un progetto di ristrutturazione aziendale. Relativamente alle soc. finanziarie,qui

abbiamo una società che interviene nel capitale dell’impresa,tipicamente con

l’obiettivo di controllare l’impresa,ossia indirizzare dal punto di vista strategico le

decisioni imprenditoriali;qui il fenomeno che tendenzialmente si presenta è quello

delle holding,ossia società il cui attivo è rappresentato da partecipazioni in imprese

industriali;le holding sono società che svolgono attività operativa,ossia imprenditoriale

in determinati settori,ma detengono un portafoglio di partecipazioni di controllo di

imprese,con l’obiettivo di indirizzare le decisioni strategiche delle imprese;le holding

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danno luogo al fenomeno dei gruppi societari,quindi ho una società capogruppo che

detiene un serie di partecipazioni di queste imprese,che sono sottoposte a questa e

che sono le società del gruppo. Le società a valle delle holding,sono le società

operative,ossia le società che svolgono l’attività imprenditoriale in + settori. In realtà

sul mercato potrei trovare altre tipologie di int o soggetti finanziari che partecipano al

capitale delle imprese ma con finalità diverse:gli INT che svolgono attività finanziarie

di diversa natura,ma che tutti acquisiscono il capitale d’impresa,e qui posso trovare

intermediari del tipo MERCHANT BANK,definite anche banched’affari,oppure potrei

avere FONDI DIPRIVATE EQUITY .In entrambi i casi l’intervento nel capitale d’impresa

ha motivazioni diverse rispetto a quelle viste:nn lo fanno per il controllo,ciò

implicherebbe una partecipazione a lungo termine,ma intervengono in una prospettiva

di medio termine,con l’obiettivo di indirizzare l’impresa in un sentiero di

sviluppo,quindi apportano capitale per lo sviluppo,x cui le controparti di questi INT

saranno imprese neo costituite o imprese che stanno intraprendendo progetti di

sviluppo o riqualificazione imprenditoriale e quindi necessitano capitali;dunque un

obiettivo di medio termine,consistente nell’apportare capitale nell’impresa senza

ingerirsi nella gestione ,con l’obiettivo poi di smobilizzare la partecipazione quando

l’impresa abbia beneficiato del capitale per finanziare il proprio progetto di

investimento,si tratta quindi di una prospettiva di creare valore. Per cui in t con zero

apporto capitale per lo sviluppo dell’azienda in una prospettiva di medio termine,se

effettivamente i progetti imprenditoriali sono stati sviluppati con successo mi attendo

che il valore dell’azienda in t con n sia maggiore di quello che aveva in t con zero

quando l’ho finanziata,l’INT quindi smobilizza le partecipazione e realizza questo delta

dato dalla differenza del valore dell’azienda in Tn e il valore in To,quindi guadagna

profitto in una prospettiva di medio termine legata allo sviluppo dell’azienda. Ora lo

sbocco tipico di un impresa partecipata o dalla merchant bank o dalla private equità è

quella della successiva quotazione in borsa,è difficile che si quoti in borsa all’inizio

dello sviluppo,quindi l’obiettivo dell’impresa è quello di far intervenire queste

istituzioni nel capitale di rischio,consentire lo sviluppo dell’azienda,una sviluppata

questi istituti smobilizzano le partecipazioni e questo viene fatto in un ottica di

successiva quotazione in borsa.La differenza essenziale tra un fondo di private equità

e una merchant bank è che il primo è un soggetto,un fondo la cui attività esclusiva è

quella di investire nel capitale delle aziende,le seconde invece svolgono uno spettro di

attività molto ampio,qui l’assunzione di partecipazioni per la banca d’affari è soltanto

eventuale,tipicamente questa oltre a svolgere attività di assunzione di partecipazioni

svolge tutta una serie di altre attività in contropartita delle imprese che generalmente

sono grandi,e si tratta di attività riguardanti anche concessioni di finanziamenti a titolo

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Alecop92

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PORDENONE, UDINE)
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecop92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Floreani Josanco.

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