Estratto del documento

Lezione 11: Economia degli intermediari

Intermediari creditizi non bancari

Ora ci concentriamo sugli intermediari creditizi non bancari: le attività che questi possono svolgere sono andate modificandosi nel tempo a seguito di variazioni dal lato normativo. Ora questi intermediari sono disciplinati dal testo unico bancario (TUB), dunque stessa normativa che disciplina le banche. Tra le attività che possono svolgere ai sensi dell’attuale disciplina è: la raccolta del risparmio tra il pubblico e la concessione di finanziamenti alla propria clientela, dunque un’attività vera e propria creditizia con la differenza che questi non possono assumere depositi a vista, mentre le banche possono.

Ora in precedenza, fino alla revisione del testo unico bancario avvenuto negli ultimi due anni, questi intermediari potevano anche assumere partecipazioni in imprese, quindi finanziare imprese non solo con attività creditizia ma partecipando direttamente al capitale dell’impresa, dunque finanziamento a titolo di capitale proprio.

Il nuovo assetto del TUB

Nel nuovo assetto del TUB non è prevista la possibilità per questi di assumere partecipazioni, ma solo svolgere attività creditizia e di gestione di mezzi di pagamento o prestazione servizi di pagamento, l’attività di assunzione di partecipazioni è stata tolta in quanto è stata creata una figura di intermediario, definita società finanziaria, che ha quale oggetto l’assunzione di partecipazioni in imprese.

Problematiche e opportunità

Problematica relativa all’assunzione di partecipazioni: attività svolta non soltanto dalle società finanziarie ma anche dalle banche. C’è stata una importante evoluzione della normativa che ha determinato una liberalizzazione della facoltà delle banche di assumere partecipazioni del capitale delle imprese. Il problema delle partecipazioni delle banche presenta profili sia di criticità ma anche dell’opportunità di business abbastanza importanti: dal punto di vista delle criticità, a seguito della legge bancaria degli anni '30, c’era stato un regime di separazione tra banca e impresa, ossia venivano limitati sia i rapporti tra banca e impresa a monte sia a valle, a monte l’impresa non finanziaria che assume partecipazioni delle banche, rapporti a monte è il caso in cui è la banca che assume partecipazioni della società non finanziaria.

Le ragioni per questi vincoli era di evitare l’insorgere di eccessivi rischi dal lato della banca e dall’altra evitare una eccessiva commistione tra capitale bancario e capitale industriale. Relativamente ai rischi ai quali può essere esposta una banca, quando assume partecipazioni nelle imprese, si tratta di rischi di immobilizzo, ossia rischio di immobilizzare l’attivo della banca su posizioni relative al capitale imprenditoriale essenzialmente eccessivo, rischio ossia di concentrazione degli impieghi in posizioni legate al capitale imprenditoriale.

Da notare poi che oltre a questi rischi, l’assunzione di partecipazioni potrebbe esporre la banca a rischi diversi da quelli tipici ai quali la banca è esposta nell’attività di concessione dei crediti: quando una banca opera nei mercati finanziari è tipico il rischio di variazione dei prezzi delle attività finanziarie, quando assumo partecipazioni corro rischi diversi da quelli finanziari che per la banca rappresentano problemi particolari di gestione.

Ci sono però dei benefici, da un punto di vista teorico, legati alla partecipazione di una banca al capitale delle imprese: benefici dal lato informativo, ossia la partecipazione al capitale può significare un complemento rispetto alla tipica attività creditizia della banca, quindi potrei avere una banca che sostiene l’imprese attraverso due forme: credito, apporto di capitale di credito, e dall’altra investendo nel capitale proprio.

Ora è evidente che questo rapporto di complementarietà tra i due tipi di finanziamenti, è un rapporto che si basa sul valore dell’informazione; l’operazione di credito si basa sulla posizione di informazioni rispetto alla controparte, ossia si presenta il problema già visto di asimmetria informativa, imperfezione del mercato che potrebbe portare a razionamenti del credito; l’ipotesi qui è che l’intermediario sia in grado di valutare in modo adeguato i meriti di credito della controparte rispetto a un qualsiasi altro finanziatore.

Il problema però è che pure la banca sostiene dei costi di informazione rispetto alle controparti che va ad affidare, è chiaro però che se la banca acquisisce anche partecipazioni al capitale proprio di un’impresa, posso immaginare che la banca possa trarne un vantaggio di tipo informativo (se acquisto partecipazioni, divengo proprietario di quell’azienda per la quota di capitale, ed ottengo tutti i diritti propri dell’azionista, quindi l’attività di monitoraggio che svolgerebbe in quanto socio, consentirebbe di ottenere un patrimonio informativo che potrei utilizzare dall’altra parte nell’attività di concessione di credito all’azienda), quindi possibilità di sfruttare economie di scopo, e qui dovremmo definirle come economie di conoscenza, ossia il fatto di replicare uno stesso input, qui l’informazione sull’impresa tratta in virtù della qualifica di azionista, per attivare una serie di rapporti complementari, quindi sia finanziamento a titolo di capitale proprio sia a titolo di capitale di debito, effetto complessivo quindi di miglioramento dello stato informativo sul soggetto, sia consente di attivare successivi rapporti creditizi a costi relativamente minori. Per cui ho rischi di immobilizzo in questa attività di assunzione di partecipazioni. Ma anche benefici di natura informativa.

Normativa sulle partecipazioni

Da un punto di vista normativo l’acquisto di partecipazioni da parte delle banche del capitale di imprese non finanziare era soggetto ad una duplice tipologia di limite: uno era un limite legato alle attività di partecipazioni rispetto al capitale della banca, per cui l’esposizione che la banca assumeva nei confronti dell’impresa a titoli di partecipazione, non poteva superare una certa percentuale del patrimonio della banca e qui c’era un limite riferito alla singola partecipazione ed un limite riferito al complesso delle partecipazioni detenute dalle banche: per le banche ordinarie i limiti erano il 3% della partecipazione individuale e il 15% della partecipazione complessiva, per cui la banca non poteva assumere partecipazioni del capitale dell’impresa per un valore superiore al 3% del patrimonio della banca, e il complesso delle partecipazioni assunte del capitale delle imprese non superiore al 15% del patrimonio della banca stessa, accanto a questi limiti c’era un “vincolo di separatezza” attorno al 15%, ossia la banca non poteva assumere partecipazioni superiori al 15% ma non riferito al patrimonio della banca stessa ma riferito al capitale dell’azienda stessa.

Dopo di che a seguito di un’evoluzione normativa, normativa comunitaria del 2006, ora cade il vincolo di separatezza, quindi sempre soggette le banche al vincolo in relazione al proprio patrimonio, che con la disciplina comunitaria diventano 15% per la partecipazione individuale e 60% per il complesso delle partecipazioni al capitale delle imprese, ma le banche possono anche acquisire partecipazioni di controllo di un’impresa, cade il vincolo di separazione a valle relativo alle partecipazioni tre banche e imprese, ma cade anche a monte il vincolo di separazione, cioè legato alle partecipazioni che le imprese industriali possono acquisire delle banche.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Economia degli intermediari - Appunti Pag. 1 Economia degli intermediari - Appunti Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia degli intermediari - Appunti Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alecop92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Floreani Josanco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community