Economia degli intermediari finanziari - Lezione 9
Abbiamo visto politiche e logiche di politica monetaria. Quando parliamo di obiettivi di politica monetaria riferiti al tasso attuale di inflazione e dunque l’obiettivo della stabilità dei prezzi oppure la crescita economica o determinati livelli di occupazione, se questi obiettivi rientrano nel mandato statutario dell’autorità di politica monetaria: questi obiettivi sono definiti obiettivi finali. Quindi sono le cosiddette variabili finali, tipicamente variabili create dall’economia reale, sulle quali la politica monetaria cerca di intervenire.
Per il conseguimento di questi obiettivi la politica monetaria attiva determinate leve, determinati strumenti, che fanno riferimento alla quantità di moneta e liquidità in generale in circolazione nel sistema, ma il controllo di questa massa monetaria prodotta dalla banca centrale può essere esercitato sia incidendo sulla variabile quantità, e queste sono tipicamente le riserve bancarie ossia le riserve che le banche commerciali detengono presso la banca centrale, rappresentativo per loro di un credito, ma le BC potrebbero anche utilizzare quali strumenti non solo la variabile quantità ma anche la variabile prezzo, e qui si fa riferimento al tasso di interesse, che è il tipico prezzo dei rapporti creditizi.
Per cui qui l’obiettivo è sempre quello di regolare la quantità di moneta, ma non incidendo direttamente sulle riserve che le banche devono detenere, ma agendovi in via indiretta attraverso la regolazione dei tassi di interesse in generale presenti sul mercato.
Approfondimento
La BC impiega determinati strumenti di controllo della quantità di moneta per perseguire gli obiettivi finali, le variabili reali. Ma occorre capire cosa c’è in mezzo: ossia qual è il canale di trasmissione della politica monetaria: dunque la BC controlla direttamente determinati strumenti che possono essere o i tassi di interesse (prezzi) o le riserve bancarie, con l’obiettivo di produrre degli effetti sulle variabili finali; dunque agire su questi strumenti finanziari per produrre degli effetti sugli obiettivi finali; è chiaro che l’efficacia della politica monetaria si basa su una serie di azioni e reazioni che si verificano nel mezzo, tra gli strumenti direttamente controllati dalla BC e gli obiettivi finali, e questa catena di azioni e reazioni viene chiamato meccanismo di trasmissione della politica monetaria.
Quando la BC agisce su prezzi o risorse (variabili controllate dalle BC) produce effetti su delle variabili intermedie finanziarie tipiche, definiti come obiettivi intermedi della politica monetaria. Le riserve sono variabili direttamente controllate dalla BC, che definisce il quantitativo di riserve obbligatorie che le banche devono detenere, le riserve in eccesso sono invece una scelta libera delle banche.
Ci sono tassi di interesse che sono però anch’essi direttamente controllati dalla BC, e sono essenzialmente i tassi di interesse ai quali la BC si dichiara disposta a cedere finanziamenti alle singole banche (ricorda canale bancario è uno dei canali di creazione della base monetaria immessa nel sistema attraverso operazioni di rifinanziamento concesso alle banche commerciali con costo definito dalla BC).
Una manovra sui tassi controllati dalla BC che vengono detti tassi ufficiali e sulle riserve bancarie mi attendo produca effetti su altre variabili finanziarie che non sono direttamente controllate dalla BC, ma dipendono dalle decisioni prese da questa, queste variabili intermedie potrebbero essere: i tassi bancari, quindi i tassi di interesse applicati dalle banche commerciali alla propria clientela. Mi attendo che questi tassi applicati dalle banche alla propria clientela dipenda in una certa misura dai tassi applicati al più basso livello, ossia ai tassi ai quali le stesse banche commerciali possono finanziarsi dalla BC.
Tanto più mi costa il credito che io vado ad ottenere dalla BC, tanto più alto è il costo che andrò ad applicare alla clientela. Fra questi due tipi di crediti concessi, in mezzo ci sta il mercato interbancario, ossia il mercato dei crediti e dei depositi che le banche formano tra di loro. Potrebbe essere che la banca che ha bisogno di compensare i bisogni a breve termine, vada a reperire risorse in questo mercato, ossia da altre banche; dunque si vengono a formare rapporti di debito e credito tra banche del sistema che viene definito mercato interbancario.
Questo mercato è il mercato che collega le decisioni di politica monetaria alle condizioni di credito che le banche applicano alla propria clientela. Dunque aumento tassi da parte della BC, determina aumento dei tassi che le banche applicano quando prestano fondi ad altre banche e questo porta infine ad un aumento dei tassi applicati alla clientela. Viceversa con la diminuzione dei tassi.
Da un punto di vista logico ciò è ragionevole, non dal punto di vista pratico: non è detto che questa catena di azioni e reazioni nella realtà si manifesti realmente, ossia che questo meccanismo di trasmissione funzioni realmente. Tanto più questo meccanismo di trasmissione è efficiente, tanto più la BC, manovrando i tassi o le riserve, riesce ad ottenere un effetto sulle variabili finali.
Motivi di inefficienza del meccanismo di trasmissione
Per quali motivi di trasmissione potrebbe non funzionare? I motivi potrebbero riferirsi sia alla configurazione del SF, ossia le caratteristiche intrinseche del SF (ex: di un dato paese), oppure in riferimento a situazioni finali intrinseche legate ai prenditori finali di fondi, per esempio le famiglie.
Per quanto riguarda il primo motivo (configurazione): un SF potrebbe basarsi o su mercato o sugli intermediari, per i secondi posso ritenere che questo meccanismo di trasmissione sia efficiente, questo per la rilevanza che assume l’intermediario bancario; in un sistema finanziario basato prevalentemente sul mercato invece è probabile che qui il meccanismo di trasmissione sia meno efficiente, a seguito della minore rilevanza degli intermediari bancari, per cui la BC dovrebbe pensare di agire su altre variabili non legate alle banche.
Altri motivi per cui il meccanismo di trasmissione della politica monetaria può non essere efficiente può essere legato a situazioni particolari dei prenditori di fondi:
- Livello di autofinanziamento del sistema di imprese che può essere di vario livello, ossia finanziare i propri consumi con strumenti propri alternativi al credito bancario, dunque un aumento del tasso di interesse da parte della BC per perseguire una politica restrittiva potrebbe non avere grandi effetti, perché le imprese utilizzerebbero altre fonti di finanziamento rispetto a quello bancario.
- Disponibilità di canali alternativi di finanziamento. È ovvio che se BC cercano di variare il costo del credito agendo sui tassi, potrebbe essere che i prenditori finali di fondi abbiano canali di finanziamento alternativi; non è detto che un’azione sui tassi provochi una reazione a cascata sui crediti applicati al sistema.
Un problema rilevante connesso a questo è l’asimmetria degli effetti prodotti dall’aumento o diminuzione dei tassi applicati dalla BC. La BC adotta una politica monetaria restrittiva, quindi aumenta il costo del credito concesso alle banche, determinando aumento dei tassi applicati dalle banche alla clientela e viceversa con una politica espansiva. Non è però detto che i due effetti siano della stessa intensità.
Tendenzialmente mi aspetto che l’aumento dei tassi da parte delle banche commerciali, a fronte dei finanziamenti, sia maggiore rispetto alla diminuzione dei tassi da parte delle BC. Questo è legato alla tipologia dei tassi di interesse applicati dalle banche alla clientela. Ora, a fronte di un aumento di tassi ufficiali, se il meccanismo di trasmissione funziona in modo efficiente, mi attendo un elevato aumento del costo del credito; ma quando i tassi ufficiali diminuiscono (politica monetaria più espansiva) è difficile immaginare che le banche riescano ad adattare in maniera sostanziale tutta la struttura dei tassi che applicano ai clienti, perché le banche adottano due tipologie di tassi: un tasso passivo (tasso che riconoscono ai depositanti) e un tasso attivo (che fanno pagare ai debitori di fondi), è chiaro che il tasso sui depositi ha dei limiti sulla contrazione, è difficile pensare che possa scendere di molto; è chiaro che poi i tassi attivi devono essere superiore ai tassi passivi, proprio per una ragione di economicità della banca; è chiaro dunque che la reattività dei tassi bancari a fronte di una riduzione dei tassi di interesse da parte della BC sia inferiore alla reattività del lato opposto.
Vi è poi un altro problema di fondo legato al comportamento effettivo della clientela che viene affidata: potrebbe essere che a fronte di un aumento dei tassi di interessi bancari indotti dalla politica monetaria...
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