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Gestione aziendale e struttura dell'azienda

L'insieme delle operazioni gestionali tipiche della vita dell’azienda (organismo: gestione aziendale: nasce-vive-muore come i viventi). I fatti gestionali/le operazioni (come vendere o produrre) vengono misurati perché le informazioni quantitative orientano le scelte/decisioni future → rendiconto gestionale: presuppone l’esistenza di una delega alla gestione (es. il proprietario delega la gestione aziendale ad uno o più amministratori; ciò ha importanti conseguenze giuridiche).

Azienda e impresa

Sono elementi terminologici distinti. L’impresa è il contenitore/involucro/vestito dentro cui agisce l’azienda, è un istituto/consorzio umano. È un concetto dinamico, il divenire di un’impresa, l’ordine economico d’istituto, la sequenza degli accadimenti e dei fatti gestionali. Vi sono molti tipi di imprese. Si distinguono però le imprese portate al profitto e quelle no profit (la gestione aziendale, cioè l’insieme degli accadimenti/operazioni aziendali, è profondamente diversa tra le due).

Azienda: significato etimologico

  • Il termine «azienda» deriva dal latino «facienda», cioè cose da fare (spagnolo hazienda/hacienda).
  • Oppure dal latino «agenda», di nuovo: cose da approntare, da fare.

Il termine azienda sottintende un’attività dinamica e composita, implicitamente ordinata secondo un programma definito.

Azienda: definizione giuridica

  • L’art. 2555 del Codice civile (libro V del lavoro, titolo VIII dell’azienda) fornisce la seguente nozione: «L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l’esercizio dell’impresa».
  • Complesso: unitarietà di beni.
  • Beni: materiali, immateriali, tangibili, intangibili, mobili, immobili (es. macchinari, terreni, impianti, brevetti, marchio). Tutti economicamente e giuridicamente rilevanti. In primis devono avere una funzione diretta o indiretta di produzione di reddito (ricchezza ulteriore), come il marchio per la o gli impianti/macchinari.
  • Inoltre, tutti i beni disponibili per l'imprenditore derivano da contratti (=sono acquisiti sui mercati propri di ciascun bene o discendono da processi legalistici).
  • Imprenditore: organizza l’impresa (può gestirla direttamente o indirettamente tramite delega), titolare in proprio dei diritti sui beni.

Azienda: definizione dottrinale

L’azienda risponde ad un programma ordinato. Ha una finalizzazione di scopo: soddisfare i bisogni umani (primari e non). L’azienda è un istituto economico atto a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, compone e svolge in continua coordinazione la produzione o l’acquisizione e il consumo della ricchezza.

Coordinazione: di approvvigionamento di risorse di vario genere, di trasformazione fisico/tecnica delle risorse, di realizzo sul mercato.

Ricchezza

La ricchezza è una grandezza sia di natura patrimoniale sia reddituale (addizionale rispetto al patrimonio iniziale). Il patrimonio è ricchezza (dotazione patrimoniale), così come il reddito. Sul piano aziendale, quando l’imprenditore avvia l’impresa, dota l’impresa di un patrimonio iniziale sottraendolo ad altre finalità (se ne spossessa). Con quel patrimonio acquista beni da organizzare/fattori produttivi. Il patrimonio iniziale (denaro, beni) è quindi trasformato per soddisfare i bisogni (inizialmente avere profitto). ➔ Il capitale iniziale/ricchezza ha generato nuova ricchezza/reddito/nuovo livello di patrimonio e così via ciclicamente. Il reddito è generazione di nuova ricchezza, mentre il patrimonio è la ricchezza iniziale. Le misurazioni vengono effettuate a seguito di periodi amministrativi/definiti, solitamente coincidenti con 1 anno (anche 3/6 mesi).

Bisogni personali e attività economica

Gli istituti preordinati al soddisfacimento di bisogni e formati da persone sono le famiglie, le imprese e le amministrazioni (settore statale, province, regioni, comuni…).

  • Le persone perseguono molteplici fini di varia specie e questi fini suscitano bisogni.
  • Per soddisfare i bisogni le persone svolgono, tra l’altro, l’attività economica (produzione e consumo di beni e servizi economici).
  • Gran parte dell’attività economica si svolge nell’ambito di tre classi di istituti (di cui le persone fanno parte):
    • Famiglie: aziende di consumo e gestione patrimoniale
    • Imprese
    • Amministrazioni pubbliche

Anche le famiglie hanno un ciclo di provvista-consumo-acquisto. La famiglia è un nucleo che, per poter soddisfare i bisogni non solo primari, ha bisogno di risorse, acquisite dal patrimonio/reddito. Tipica e caratteristica della famiglia è l’attività di consumo e di risparmio (quota di reddito non spesa nei consumi, più elevata al crescere del reddito).

Azienda come ordine economico di istituto

L’azienda è l’insieme degli accadimenti che hanno rilevanza economica e giuridica sui livelli di patrimonio e reddito.

  • Gli istituti (famiglie, imprese, amministrazioni pubbliche) sono anzitutto «consorzi» umani che perseguono il soddisfacimento di bisogni personali.
  • L’azienda è solo una parte, per quanto importante, dell’istituto: valori etici, missioni sociali, vocazioni filantropiche, finalità sovraordinate (bene comune) possono costituire, ad esempio, altrettanti attributi distintivi paradigmatici dell’istituto stesso.
  • L’azienda è dunque ordine economico di istituto (è una categoria logica relativa alla struttura e al funzionamento della parte economica degli istituti).

L’attività economica di scambio

L’azienda, in quanto astrattamente ordine economico di istituto, comprende l’insieme degli accadimenti economici composti a sistema al proprio interno. Valore economico: ricchezza intesa patrimonialmente e dinamicamente come flusso di reddito. Il valore economico è il valore di scambio, determinato in base al funzionamento di specifici mercati. Alla base del valore economico deve esistere un contratto poiché è necessaria la volontà di scambio di diritti.

Grandezze: sono espressione di quantità di valore. Unità di misura: metro monetario. La misurazione delle grandezze all’interno del processo aziendale consiste in una metodologia di determinazione quantitativa di valori monetari. Il valore economico/discambio dipende dal valore monetario/prezzo di scambio (pagato per acquisire i fattori produttivi). Prezzo di scambio: valore monetario formatosi nel tempo per mezzo di scambi; i prezzi si determinano per effetto dell’incontro tra domanda e offerta. Il prezzo è un valore contabile e le misure contabili si basano sui prezzi monetari. La ricchezza viene misurata dal differenziale di valore: nello scambio si genera un output-input. La ricchezza ha un valore che è di duplice valenza: è patrimonio, ma deve avere una traduzione monetaria.

Processo aziendale/ciclo di input e output

Input = valori economici acquisiti attraverso contratti/scambi contrattuali, il valore economico dei fattori produttivi (beni/risorse/ore di lavoro messe a disposizione dal lavoratore) che vanno organizzati dall’imprenditore; output = valori economici realizzati nel mercato di sbocco. ➔ L’azienda funziona a cicli di input/output: viene generata ricchezza sotto forma di reddito presupponendo un patrimonio iniziale. L’equilibrio economico è raggiunto quando si valorizza la produzione sul mercato di sbocco poiché gli output superano gli input. Oltre all’equilibrio economico, è necessario quello finanziario. Il profitto/reddito è la differenza tra i ricavi e i costi, tra output e input. In condizioni fisiologiche, il profitto dipende dalla capacità gestoria. Perdita: output minore di input (diminuzione del patrimonio iniziale). Se non si crea profitto, si distrugge la ricchezza. L’imprenditore mette a profitto un patrimonio ed è suo dovere farlo prosperare.

Precisazione terminologica

Azienda, impresa, società non sono sinonimi. L’azienda può essere pubblica, famigliare e di gestione patrimoniale, impresa di produzione. Non tutte le aziende sono imprese, ma tutte le imprese sono aziende. Società: vestito giuridico con il quale si configura l’impresa, che può avere forme diverse (società corporativa, individuale, di persone, di capitali). Ditta: insegna commerciale, ragione sociale. Differenti accezioni per la dottrina economico-aziendale e per la normativa civilistica (in particolare, diritto commerciale).

Finalità dell’azienda: creare valore

  • La finalità dell’azienda è creare valore non meramente capitalistico, ma anche sociale. La normativa (decreto del 1942) si occupa specificatamente di gestire le situazioni di crisi dell’impresa (la fallimentare «patologia d’impresa», la mancata creazione di valore sono molto frequenti). Tutta la comunità ne risente (dipendenti, ambiente) e il valore sociale viene oggi sempre più protetto. All’origine veniva gestita solo la curatela fallimentare, mentre oggi si cerca di anticipare i segnali di crisi per preservare il valore sociale dell’impresa.
  • Sotto il profilo economico, l’azienda esiste per creare ricchezza durevolmente nel tempo.
  • Il valore immesso in input (fattori della produzione) si accresce attraverso il processo di trasformazione e scambio, che genera un valore estratto in output (prodotto/servizio) più elevato (se la gestione è efficiente).
  • In particolare, le imprese (cioè le aziende di produzione) devono svolgere la loro attività secondo una condizione fondamentale di efficienza elevata e nel tempo crescente, remunerando adeguatamente i fattori della produzione.

Crescita delle aziende

  • (più difficile): l’azienda si espande, apre filiali/stabilimenti, acquista maggiori quote di mercato.
  • Per linee esterne/aggregazioni: le aziende crescono e si trasformano, pur mantenendo una sorta di continuità.

Estrarre valore dai processi aziendali = creare valore. È necessario acquistare input adatti per produrre output che soddisfino i bisogni di mercato/dei consumatori. I beni/servizi introdotti sul mercato devono soddisfare bisogni anche innovativi. Un’azienda è efficiente quando estrae valore, quando produce beni/servizi ad un costo tale da consentire all’imprenditore un margine. L’efficienza è il rapporto tra il valore dell’input e dell’output, non è ottenuta solamente tenendo bassi i costi, ma generando valore (es. attraverso il marchio). È necessario remunerare adeguatamente i fattori di produzione, come la forza lavoro/fornitori e capitale.

La creazione di valore è vincolata da:

  • L’orizzonte temporale
  • I livelli di efficienza interna che consentono di estrarre valore remunerando adeguatamente i fattori produttivi.

L’azienda come sistema di relazioni

  • L’azienda è un sistema/complesso di relazioni ideate, programmate ed instaurate tra fattori di vario tipo che compongono la sua struttura.
  • Il sistema di relazioni è l’ossatura dell’azienda, ideato e realizzato dalle persone che prendono decisioni, eseguono operazioni all’interno dell’azienda stessa finalizzate al soddisfacimento di un bisogno.
  • L’azienda, nella sua complessità, dipende dunque dal sistema umano, cioè da soggetti che operano scelte, assumono decisioni e svolgono operazioni finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi.

L’azienda è composta da persone. Il sistema di governance aziendale è uno dei fattori critici e più rilevanti del successo aziendale, che non dipende solo dalla qualità del servizio o dalla forza attrattiva del brand. Esso è definito come il sistema di deleghe del potere distribuite in maniera tale da portare l’impresa al successo (solitamente raggiunto quando le persone sono allineate alla stessa strategia). Il proprietario, infatti, delega la gestione aziendale a uno o più management, obbligati al rendiconto. In azienda vige un principio gerarchico (comando-riporto). Le deleghe formali possono essere assegnate a singoli individui, ma per alcune sono necessari gli organi collegiali/gruppi di soggetti. Proprietà del capitale → controllo del management.

La logica della gestione d’impresa

La gestione manageriale è contrapposta a quella padronale/famigliare, è più scientifica e più strutturata come assetto di governance. La gestione manageriale dell’impresa implica pertanto un’attività di direzione che comporta:

  • Scelte di azioni alternative (decisioni)
  • Operazioni da svolgere (esecuzione)
  • Verifica di risultati e comportamenti (controllo)
  • Allineamento strategico (feed-back/feed-forward)

Il circuito decisionale in azienda

Decisioni operative: hanno a che fare con processi ordinari di gestione corrente (es. ordine d’acquisto al fornitore per la materia prima). Il ciclo di gestione corrente assume tempistiche e modalità di carattere routinario poiché attiene ad un assetto predefinito. Decisioni strategiche: tendono a modificare nel tempo determinati routine/assetti a seguito di una valutazione prospettica orientata al futuro (es. apertura di uno stabilimento in Cina). Viene modificato l’assetto tecnico/tecnico-commerciale per creare ricchezza durevole (es. fusione con altre aziende, apertura/chiusura di una filiale). Le scelte impattano sulle grandezze in maniera significativa.

  • Le decisioni (strategiche e operative) sono assunte dai responsabili della gestione aziendale sulla base delle conoscenze acquisite e disponibili
  • Responsabili: soggetti delegati, facoltizzati a prendere determinate decisioni.
  • La conoscenza deriva dall’apprendimento, fondato sulle informazioni e sull’esperienza
  • Attraverso l’esperienza è possibile mettere in relazione decisioni, azioni e risultati, alimentando di continuo l’attività direzionale (learning by doing)

Dalla business idea agli obiettivi aziendali

Il soggetto imprenditoriale ha idee (nate da passioni), visioni ed è mosso da visioni mecenatesche. Classica struttura di gestione manageriale: dal modello di business (momento creativo) agli obiettivi aziendali da raggiungere (in genere in 5 anni), anche su base di delega.

Business idea (vision)

Esprime il modello intravisto dal soggetto economico per il raggiungimento del successo imprenditoriale.

  • Soggetto economico: soggetto/individuo o gruppo/istituzioni che danno vita alle idee (non è detto che sia l’imprenditore in carne ed ossa; es. ENI).
  • L’orientamento strategico di fondo non è banalmente vendere, ma identificare vantaggi competitivi che possano perdurare nel tempo.
  • Si riferisce all’essenza dell’attività, alla “natura profonda dell’impresa” orientata al futuro.
  • Permette di definire l’orientamento strategico di fondo e di delineare la formula imprenditoriale.

Orientamento strategico di fondo (mission)

  • L’OSF è l’identità profonda dell’impresa, la parte nascosta e invisibile del suo disegno strategico.
  • L’OSF è un progetto ambizioso e di lungo periodo che comprende le linee guida sul modo di fare business dell’impresa, ma nello stesso tempo anche un riferimento al suo ruolo sociale e ai valori etici che guidano la sua azione.
  • È il punto di vista del top management su cosa l’organizzazione vuole fare e diventare nel lungo termine.

Punti essenziali dell’OSF

  • DOVE: scelta del campo di attività cui l’impresa si ritiene vocata
  • PERCHE’: fini e obiettivi che ne guidano l’azione in termini di ruolo nei confronti delle diverse categorie di interlocutori
  • COME: filosofia gestionale, modo di funzionare, basi su cui si intende fondare il confronto con i competitors

Esempio di mission: Tim

“Dare un contributo fondamentale alla crescita delle telecomunicazioni in Italia e nel mondo. Puntare alla conquista di crescenti quote di mercato/maggior numero di clienti serviti con l’obiettivo di incrementare il valore dell’azienda e di capitalizzare tale valore a beneficio degli azionisti e dei clienti”.

Il valore strategico di fondo (l’obiettivo sociale) è unito al sub obbiettivo di natura aziendalistica (l’obiettivo tipicamente dell’azienda come ordine economico d’istituto, che è abbastanza generico). Capitalizzare tale valore a beneficio degli azionisti: l’azionista è il soggetto che detiene le azioni, il proprietario. Le azioni sono titoli rappresentativi di quote del capitale sociale. Quindi, l’obiettivo è quello di creare ricchezza ulteriore/valore accresciuto nel tempo/valore patrimoniale per pagare i dividendi nella società per azioni (la discrezionalità è condizionata dal risultato utile dell’esercizio)… dei clienti: inteso come mercato servito. Per esempio, attraverso il raggiungimento di ulteriori livelli di efficienza, è possibile abbassare i prezzi unitari del servizio/dare un servizio migliore ad un prezzo più basso.

Esempio di mission: Autogrill

“Servire la gente in movimento, ovunque durante i suoi spostamenti - La mobilità è una delle più grandi conquiste dell’era moderna che ha permesso a tutti di percorrere in tempi brevi grandi spazi.”

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DanielaCaldon16 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia d'impresa e organizzazione del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Ciabattoni Marco.
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