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-APPROVIGIONAMENTO GREEN

E’ l’insieme delle attività volte ad attribuire la preferenza a MATERIALI e PRODOTTI con

caratteristiche di eco-compatibilità.

(anni ’90 orientamento delle imprese verso l’approv.green apporta maggiore competitività

commerciale)

L’APPROVIGIONAMENTO GREEN, applicato a tutte le fasi: dall’ACQUISTO di materia fino al

CLIENTE FINALE.

Le imprese devono:

• Scegliere materiale eco-compatibili rispetto alla legge e con garanzie che assicurano che non

vi siano elementi tossici

• Guardare oltre il vantaggio economico della propria azienda ed estendere i propri obiettivi

all’etica e alla responsabilità aziendale

La SENSIBILITÀ GREEN (ambientale) non è ancora molto sviluppata a causa degli elevati costi

per la fase iniziale dell’apprivigionamento di materiali eco-compatibili.

 

bisogna dunque aumentare il volume degli approv. stimolare il mercato ricorrendo a strumenti

legislativi.

Maturazione della COSCIENZA AMBIENTALE nel mercato grazie alla connessione che va dal

fornitore al cliente finale

Agire consapevole :  

PRODUTTORE DI MATERIALI PRODUTTORE FINALE UTILIZZATORE

L’approvigionamento green è uno strumento che permette di diffondere a tutti i livelli della filiera

una particolare attenzione verso l’ambiente. Tutto questo è denominato GREENIZATION.

La responsabilità dei prodotti finiti va alle aziende (fornitori) bisogna controllare che le merci

acquistate seguano le normative eco.

Dichiarazioni sulla RESPONSABILIZZAZIONE:

• 

PPP (Pulluter Pays Principle) l’azienda inquinante deve ripristinare lo status originario

dell’area compromessa

• 

EPR (Extendid Producer Responsability) mira a promuovere miglioramenti ambientali

lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti

Criteri di SELEZIONE dei fornitori della eco-compatibilità :

• Grado di impatto ambientale delle materie

• Iniziative del management ambientale del fornitore

Un POTENZIALE fornitore deve avere almeno:

-Sistema di gestione ambientale 

-Documenti di dettaglio (MSDSdocumento che serve per valutare il materiale dei fornitori

avanguardia sui temi ambientali)

Elementi correnti di valutazione

Q –Quality

C –Cost

D –Delivery (consegna)

+

Nuovo elemento di valutazione

E –Environment (capacità di risposta ambientale)

SCELTA DEI FORNITORI incidere sulla struttura dei costi in senso innovativo

Il fornitore viene trattato come un partner in un rapporto di reciprocità (incontri periodici, prove

d’esame estensione del suo ruolo, in modo da proporre sviluppo e tecnologie in grado di elevare

le prestazioni ambientali dei prodotti (si sostituisce all’ente R&S per diminuzione costi)

VANTAGGI PER FORNITORI per approv.green :

• migliori capacità di gestione

• diminuzione di sprechi

• contenimento rischi ambientali

• accelerazione e innovazione tecnologica

Approvigionamento green beni di acquisto “migliori” in termini di prestazione, qualità,

affidabilità, performance eco-compatibili, attraverso:

Accuratezza nella selezione

Addestramento / Formazione

Uso di sistemi di collaborazione

…nei confronti dei fornitori.

RIDUZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI l’impresa ha la responsabilità di compiere INDAGINI

sullo stato di inquinamento dell’area e di bonificarla sostenibilità di ALTI COSTI Riduzione:

-Outsourcing

-Standardizzazione

-Selezione fornitori

-Unificazione dei componenti/materiali

-Ottimizzazione del numero az.le dei fornitori (contractor)

Procedura di IMPLEMENTAZIONE DELL’APPROV. GREEN:

1. Programmazione dell’approvvigionamento

-Necessità: attraverso orientamenti della clientela, rapporto con i principi dell’azienda e

l’Eco-sostenibilità, rapporto con i fornitori

-Determinazione merci: acquisto di articoli di diverso tipo

-Fissazione obiettivi: ECONOMICI e ECO-COMPATIBILI

2. Standard di riferimento valutazione azienda* e delle merci**.

2 tipi:

- Standard di valutazione degli aspetti ambientali presso il fornitore

-Standard di valutazione delle partite di acquisto

*** 

3. Preparativi sistema di calcolo degli app. :

-Formulari di indagini degli app.: per capire quanti prodotti eco-compatibili sono stati

acquistati e se soddisfano i criteri di approvvigionamento

-Comunicazione ai fornitori : responsabile di acquisto comunica i principali punti a cui

dovranno tener conto i fornitori (standard, modalità, istruzioni, ecc)

4. Attuazione valutazione dei fornitori elaborata dai questionari, individuiamo la fascia di

appartenenza (livello A-B-C) e attraverso feedback effettuano iniziative da loro intraprese.

5. Formazione dei fornitori volta a sviluppare attenzione per l’ambiente ed infine per la

costituzione di una SGA volta al rilascio della certificazione.

- Criteri valutazione azienda tramite SGA (rilascio di una certificazione ambientale ISO

14001) in caso di:

-presenza politiche ambientali

-valutazione impatti ambientali

-meccanismi formazione ambientale

** Criteri valutazione beni patrimoniali (materiale per ufficio) a seconda:

- Materiali

- Marchi ecologici (garantiscono standard ecologici definiti dall’azienda che li emana)

Criteri valutazione per merci a seconda:

- Sostanze chimiche

- Eco-compatibilità

*** Concludendo, otteniamo 3 livelli di fornitori a seconda della loro “valutazione ambientale”:

1. LIVELLO A: aziende pro-attive nella tutela dell’ambiente

2. LIVELLO B: aziende attive nella tutela dell’ambiente (mantenimento relazioni fornitori)

3. LIVELLO C: aziende scarsamente impegnate […] (cessazione relazioni fornitori)

QCD E SOLUZIONI DI TRADE-OFF TRA ECOLOGIA ED ECONOMIA

c AMBIENTE COSTI

Ridurre i costi degli approvvigionamenti pensando all’ambiente

Incremento della richiesta porta una riduzione dei prezzi abbattimento dei costi

La creazione di relazioni partnership con i fornitori + legge ISO 14001= innovazione congiunta con

l’ambiente realizzare prodotti sempre migliori

-ECO-LOGISTICA

Gestire in maniera strategica, il trasferimento e lo stoccaggio di materiali, componenti e prodotti

 

finiti a partire dai fornitori aziende cliente finale.

La LOGISTICA è uno dei sistemi dell’azienda che più incide sull’azienda a cui non si può

rinunciare. È un elemento che consente di elevare l’eco-efficienza aziendale, ovvero internalizzare

la variabile ambientale, le responsabilità, i rischi e i costi

Orientati a ridurre l’impatto sull’ambiente

SUPPLY CHAIN ENVIRONMENTAL MANAGEMENT

(Gestione Ambientale nella Supply Chain)

Per ridurre i danni all’ambiente non basta adeguare la realtà dell’azienda a normative, ma bisogna

introdurre nell’organizzazione meccanismi di eco-efficienza e cambiando alcuni elementi:

-mezzi di trasporto autoveicoli : passaggio da carburanti di origine fossile ad carburanti

rinnovabili (gas naturale) 

-centri di smistamento (depot) cambiare le tecniche di gestione dei depositi puntando a ridurre

l’inqiuinamento acustico e le emmissioni prodotte dai mezzi in movimentazione

-canali (di trasporto merci) modificare i percorsi che si intraprendono in maniera da non

danneggiare l’ambiente (meno emissioni di biossido di carbonio=navigazione fluviale, snellimento

traffico)

-IMABALLAGGI 

Involucri o contenitori che proteggono i prodotti pronti per la consegna è importante che

consumatori e produttori prendano in considerazione la riciclabilità del materiale da imballaggio

(realizzazione del prodotto include la scelta del materiale da confezionamento)

I rifiuti da imballaggio: La commissione europea ha sezionato vari tipi di rifiuti:

-carta, cartone –plastica –legno –metallo –vetro

La gestione dei rifiuti è affidata al CONAI (Consorzio Nazionale degli Imballaggi) e ad altri

consorzi specializzati, che hanno il compito di sensibilizzare le coscienze dei residenti stipulando

accordi con i comuni.

Il sistema italiano rispetto al sistema di smaltimento dei rifiuti estero offre migliori risultati in

termini di efficacia ed efficienza.

-LA LOGISTICA INVERSA (REVERSE LOGISTICS)

Accostamento del: 

FLUSSO ARTERIOSO (trasporto di ossigeno pulito e pronto all’uso) trasporto prodotti appena

usciti dalla fabbrica e consegnati al cliente 

FLUSSO VENOSO (raccolta del sangue da riossigenare) riciclaggio

Logistica inversa è intesa come processo di trasferimento delle merci dai siti finali ad un altro

luogo, con lo scopo di catturare valore per lo smaltimento dei prodotti o ritorno allo stadio

precedente la produzione.

Esempio: Canon cede il polistirolo degli imballaggi ad aziende che lo trasformano in sfere (nuovi

materiali anti-urto) costo e qualità del nuovo materiale: più convenienti rispetto al materiale

vergine. 6. STRATEGIA DI BUSINESS AMBIENTALE (ECO-BUSINESS)

XXI sec epoca in cui l’ambiente è PROTAGONISTA

Incremento valore delle imprese che svolgono attività in campo ecologico, offrendo soluzioni per

l’azzeramento di sprechi e riciclo delle risorse.

STRATEGIE di business: 

1. Innovazione orientata al business di riciclo

Strategie che puntano alla distribuzione commerciale di elementi “hard” (beni di consumo

durevole, vita lunga) non devono essere più considerate in quanto non accrescono il business

dell’impresa.

Esempio: ulteriore allungamento della vita dell’automobile porterà le imprese a non sperare di

accrescere il proprio business.

Ci si orienta quindi a strategia che puntano alla distribuzione comm.le di elementi “soft” (beni di

breve durata [es: elettrodomestici] )

2. Life Cycle Design

Progettazione di nuovi modelli di business che prevedono un utilizzo o recupero delle risorse

(riciclo). Le strategie da adottare si basano su:

• Analisi del ciclo di vita

• Progettazione del ciclo di vita (L.C.D.)

• Proposta di un piano di business

I temi per la VALUTAZIONE delle strategie di business:

• 

Beni di consumo: tessuti,giornali,pellicole con un utilizzo breve presentano un duplice tipo

di riciclo  

CONSUMATORE SISTEMA DI RACCOLTA

DISASSEMBLAGGIO (differenziazione materiali)

Riciclo materiali Riutilizzo componenti

PRODUZIONE MATERIALI

CONTROLLO COMPONENTI PRODUTTORE FINALE

• 

Merci deperibili: prodotti enogastronomici (cibo e bevande) riciclo enfatizzato dalla

produzione di “compost” da impiegare come fertilizzante

 

AGRICOLTURA o ALLEVAMENTO INDUSTRIE ALIMENTARI DISTRIBUZIONI

SUPERMERCATI ABITAZIONI PRIVATE

RACCOLTA RIFIUTI COMPOSTAGGIO

UMIDO

USO COME RICICLO NATURALE

FERTILIZZANTE (compost)

• Beni di consumo durevole : beni mobili e immobili (automobili, pc). Sono di facile

manutenibilità. Il futuro è quello di costruire nuovi prodotti eco-compatibili

• Beni di produzione: generatori, macchine industriali, impianti (beni di lungo periodo).

Il mantenimento delle prestazioni iniziali comporta una riduzione degli effetti ambientali

negativi (es: riduzione di perdite di energia durante il funzionamento)

-CREAZIONE DI NUOVI BUSINESS AMBIENTALI

Eco-business: 

Risparmio di energia : eliminazione emissioni costituzione sistema sociale basato sul

 risparmio 

Trattamento rifiuti e riciclo : riutilizzo prodotti gestione dei rifiuti

 

Trattamento sostanze chimica : valutazione dell’inquinamento ambientale

 neutralizzazione sostanze chimiche

Risparmio risorse

 

Servizi per la gestione ambientale : certificazione ambientale (ISO 14000…)

 formazione

attestati ambientali

Le imprese devono adeguarsi qualora si emana una disposizione di legge per la salvaguardia

dell’ambiente l’impresa diventa più redditizia in quanto ha un business di prevenzione

dell’inquinamento. 

Oppure l’impresa richiede una certificazione (ISO) aziende certificate vengono preferite

5 CONDIZIONI PER LA NASCITA DI BUSINESS AMBIENTALI:

1. INDIVIDUAZIONE TEMI

2. GRADO DI URGENZA DEI TEMI

3. CONFORMITA’ ALLE LEGGI E AI DECRETI

4. POSSIBILITA’ DI DISPORRE DI TECNOLOGIE ALTERNATIVE

5. RESPONSABILITA’ NEL SOSTENIMENTO DEGLI ONERI

-PROBLEMI AMBIENTALI

connessi all’ENERGIA e al SURRISCALDAMENTO del pianeta, depauperamento di foreste, ecc.

innalzamento livello dei mari scioglimento dei ghiacciai (temperatura atmosferica in

 aumento) 

alterazione e anomalie del clima degrado funzione di ricircolo delle correnti marine

 (ESEMPIO: GHIACCIAI)

-TEMI DI BUSINESS

INTERVENTI per fronteggiare i problemi descritti:

conversione sistemi economici, sistemi sociali e stili di vita

 controllo uso di combustili fossili

 nuove architetture per assorbimento delle emissioni (riduzione gas serra)

 mirare al risparmio energetico nelle aziende (nell’uso di illuminazione,

 condizionamento.. i costruttori di tali impianti devono applicare le normative indicate), nei

privati (nell’uso di elettrodomestici: i consumatori prima di acquisire un elettrodomestico

dovrebbero confrontare i valori relativi al consumo) e nei sistemi sociali (nei trasporti:

incentivare persone a spostarsi utilizzando mezzi che consentano la massima efficienza

energetica possibile.

Es: canali fluviali)

passaggio al carburante non fossile (eolico, fotovoltaico, ecc) : introduzione di incentivi,

 tramite contributi finanziari, per favorire tale consumo

negoziazione dei diritti di emissione CO : transazione compravendita di quote di

 2

emissione di CO tra 2 paesi, in modo che se uno non raggiunge la propria soglia limite può

2

cedere il suo diritto ad emettere la parte di quota restante ad un altro Paese, che invece abbia

emanato CO in eccedenza.

2

-TRATTAMENTO DEI RIFIUTI

Nelle discariche è alto il rischio di inquinamento del SUOLO e delle FALDE ACQUIFERE, colpa

di sostanze nocive che penetrano nel terreno.

Interventi per impedire il rischio accurata selezione dei rifiuti, uso di tecnologie e metodi che

consentono di impedire l’accesso di sostanze tossiche nelle discariche (riduzione volumi di rifiuti

con incenerimento

La combustione ad alte temperature procura fuoriuscite di sostanze tossiche (diossine)

 

Urgenza di miglioramento degli impianti di incenerimento lievitazione dei costi di tali impianti

favorisce nascita di discariche illegali introduzione meccanismo di controllo dei trasporti di rifiuti

-TEMI DI BUSINESS PER IL TRATTAMENTO DI RIFIUTI

per far fronte all’aumento dei costi di smaltimento dei rifiuti l’UE si è attivata per immettere sistemi

di ritiro e riciclo dei prodotti dismessi.

NUOVI BUSINESS:

Riutilizzo prodotti: buon riscontro nei negozi dell’usato che sono in continuo sviluppo, a

 cui si rivolgono tutte le categorie sociali per le quali il risparmio è una necessità

DISassemblaggio e riciclo prodotti: recupero di giornali, riviste, bottiglie (PET) vuote, ferro,

 rame vengono riutilizzati per ottenere ulteriori materiali

smaltimento rifiuti: direttiva 1999/31 CE definisce i luoghi per lo smaltimenti dei rifiuti in

 depositi. Le piattaforme ecologiche (passaggio intermedio tra cittadini e discariche) sono i

luoghi a cui si rivolgono i cittadini per consegnare i prodotti dismessi.

gestione e controllo rifiuti : si sono aggiunti costi di trasporto rifiuti a cause della lontananza

 

tra siti di produzione dei rifiuti e le poche discariche disponibili creazione discariche

abusive. Ciò riguarda diverse aziende è urgente dotarsi di sistemi che verifichino la

correttezza dei processi di smaltimento e trattamento rifiuti (sistemi di prevenzione, sistemi

corretta gestione rifiuti, applicazioni tecnologie informatiche)

logistica inversa : consente di ritirare i prodotti dimessi in modo corretto per trasferirli nei

 luoghi di riciclo.

Le sostanze chimiche e tossiche, provenienti dalla produzione di massa, provocano danni sia negli

eco-sistemi che per la salute dell’uomo.

Finché i loro effetti non vengano scientificamente provati non esiste normativa che intervenga su

tali emissioni. Inoltre, l’impresa viene ritenuta responsabile solo quando è provato il collegamento

delle emissioni ad essa.

Responsabilità: 

delle aziende dove si individui inquinamento del suolo presso uno stabile, l’azienda dovrà

 provvedere alla bonifica dell’area (tecniche e metodi necessari non sono ancora maturi)

dei prodotti affidata al produttore fase di produzione, utilizzo, dismissione

 

dei prodotti futuri affidata al produttore, deve attenersi alle nuove informazioni relative

 alle sostanze chimiche e quindi valutare i materiali che impiegano per realizzare i propri

prodotti.

Problemi di carattere globale come il disboscamento, volto ad aumentare la quantità di terreno da

coltivare (dovuto all’aumento demografico), ha anche aspetti negativi come la diminuzione a lungo

andare di fertilizzante naturale (humus) per la coltivazione e quindi si sostituirà con fertilizzante

chimico (diserbante).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia aziendale
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher adrianac92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Cerruti Cristiana.

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