Capitolo 3: I gruppi aziendali
Le aziende hanno assunto sempre più i connotati di sistemi aperti, che interagiscono con il sistema ambientale. Per questo motivo si è oggi giunti al modello dell’azienda relazionale. Le aziende, infatti, in un primo momento hanno risposto ai mutamenti ambientali mediante l’ampliamento delle proprie dimensioni. Ciò tuttavia ha comportato la comparsa di alcuni problemi (irrigidimento della struttura operativa, burocratizzazione delle operazioni aziendali, inefficienza nel coordinamento e nel controllo dell’attività...).
Si è preferito quindi svilupparsi diversamente, cioè mediante le politiche aggregative, che consentono di sfruttare i benefici sia della grande che della piccola dimensione. Le tipologie di aggregazione aziendali sono estremamente numerose. Un primo criterio di classificazione potrebbe essere quello del grado di formalizzazione delle relazioni tra le aziende:
- Rapporti di tipo informale: sono aggregazioni di “fatto”, sprovviste di strutture convenzionali e dotate di collegamenti precari. Per questo spesso si interrompono così come sono nate qualora vengano a mancare le condizioni che ne hanno decretato l’avvio. Esempi: reti di sub-fornitura, costellazioni di imprese, collegamenti di carattere personale (gentlemen’s agreement)...
- Rapporti di tipo contrattuale: aggregazioni con una relazione strutturata. Può trattarsi anche solo di un legame limitato a particolari aspetti della gestione o anche a singole operazioni. Inoltre, il manifestarsi di alcune condizioni previste contrattualmente (raggiungimento di uno scopo, verificarsi di determinati eventi prestabiliti...) può condurre rapidamente all’interruzione del rapporto. Esempi: consorzi, franchising, associazioni in partecipazione...
- Rapporti patrimoniali: aggregazioni in cui vi è la massima coesione e i rapporti sono duraturi. Esempi: gruppi aziendali.
** Possono anche verificarsi sovrapposizioni tra le categorie sopra descritte.
Definizioni di gruppi aziendali
Possono essere date principalmente 3 definizioni di “gruppi aziendali”:
La prima definizione (che è anche quella più accettata) prevede la presenza delle seguenti condizioni:
- Esistenza di più aziende con veste giuridica di società, preferibilmente di capitali (SPA, SRL, SAPA) dotate di autonomia giuridica;
- Presenza di una società che eserciti il potere di controllo/direzione sul gruppo;
Le condizioni richieste quindi sono sostanzialmente (spiegazione pag.46/47):
- Pluralità dei soggetti giuridici (le singole aziende);
- Unicità del soggetto economico;
- Controllo tramite partecipazioni al cap;