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Dividendi e proventi simili: dividendi relativi ad azioni o quote detenuto in portafoglio

diverse da quelle valutate in base al metodo del patrimonio netto.

Risultato netto dell’attività di negoziazione: figurano per sbilancio complessivo: 1) il

saldo tra i profitti e le perdite delle operazioni classificate nelle attività finanziarie detenute

per la negoziazione e nelle passività finanziarie di negoziazione; 2) il saldo tra i profitti e le

perdite delle operazioni finanziarie.

Spese amministrative: spese per il personale: spese per i dipendenti della società

distaccati presso altre imprese, spese relative ai contratti di lavoro atipici (cocopro),

compensi agli amministratori; altre spese amministrative: spese per servizi professionali,

spese per l’acquisto di beni e servizi non professionali (telefono…) i fitti e i canoni passivi

Utile/ perdita dì esercizio: saldo dei proventi e degli oneri indicati in tutte le voci da 10 a

280.

TASSI D’INTERESSE DALLA BANCA

Sono basati su tassi di raccolta (passivi) e tassi di concessione (attivi) e rappresentano

una posizione della banca nel rapporto.

Si deve tener conto del carattere concorrenziale (la banca deve essere competitiva)

Tassi esogeni:

insieme dei tassi che esistono nel mercato finanziario e non sono fissati dalle banche.

Possono essere:

- tassi rappresentativi di emissione di titoli di Stato: questi tassi possono influenzare

quelli interni perché sono concorrenti ai titoli passivi. Rappresentano investimenti che

si posizionano allo stesso posto dei depositi perché sono privi di rischi. È un

investimento a capitale sicuro

- tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale: riguardano le operazioni di mercato

aperto, sono dati dalle banche su proposta della banca centrale per riequilibrare i

flussi e con l’obiettivo di immissione di liquidità.

- Tassi interbancari: sono considerati tassi esogeni perché dato che nel mercato

interbancario operano tutti professionisti, essi si definiscono neutrali al rischio e sono

in grado di valutare il costo di queste operazioni.

L’effettiva gestione dei tassi deve tener conto del rischio. Rischio di gestione:

1) rischio di liquidità: alla data di scadenza il soggetto non è in grado di estinguere il

flusso. Si hanno comunque garanzie che venga estinto.

2) rischio di credito: implica che l’impegno non verrà estinto o non verrà estinto

completamente

3) rischio di mercato: degenerazione del rischio di credito. Quando il volume dei

rischi di credito è tale da non rendere più in grado l’intermediario di far fronte alle

proprie posizioni con altre parti perché la perdita è troppo grande. Può derivare

anche a causa di scarsi controlli o di elusione di controllo.

4) rischio operativo: è un rischio derivante dalle manifestazioni di costi tecnici

derivanti da una situazione relativa alla struttura che gli intermediari possono aver

messo in atto per portare a termine le proprie operazioni. Sono rischi legati

all’organizzazione.

OPERAZIONI DI POLITICA MONETARIA DEL SEBC:

A) operazioni di mercato aperto: svolgono un ruolo importante nella politica

monetaria dell’Eurosistema al fine di controllare i tassi di interesse, determinare le

condizioni di liquidità sul mercato e segnalare l’orientamento della politica

monetaria. Sono svolte su iniziativa della BCE che a monte stabilisce le modalità e

le condizioni per la loro effettuazione. L’ammontare della discrepanza fra domanda

e offerta è stabilito e reso noto prima dell’intervento, dalla BCE.

Le operazioni di mercato aperto si possono classificare in:

I) operazioni di rifinanziamento principale : operazioni temporanee di

finanziamento con frequenza settimanale e scadenza di norma a due settimane.

Effettuate dalle banche centrali nazionali attraverso aste standard. Hanno un

ruolo centrale nel conseguimento degli obiettivi che l’eurosistema intende

raggiungere attraverso le oerazioni di mercato aperto. Forniscono la maggior

parte del rifinanziamento necessario al settore finanziario

II) operazioni di rifinanziamento più a lungo termine: operazioni temporanee di

finanziamento con frequenza mensile e scadenza di norma a tre mesi. Mirano a

fornire alle controparti ulteriori finanziamenti a più lungo termine. Sono usate

quando la crisi dell’intermediario o del gruppo di intermediari è più problematica

III) operazioni di fine tuning: legate a situazioni non prevedibili di mercato. Mirano a

regolare la liquidità del mercato e a controllare l’evoluzione dei tassi d’interesse.

Sono prevalentemente operazioni temporanee ma possono anche assumere la

forma di operazioni definitive.

IV) operazioni strutturali: effettuate mediante l’emissione di certificati di debito,

operazioni temporanee e definitive. Effettuate ogni volta che la BCE intende

modificare la posizione strutturale dell’euro- sistema nei confronti del settore

finanziario.

B) operazioni su iniziativa delle controparti: sono finalizzate a immettere o

assorbire liquidità overnight, a segnalare l’orientamento generale della politica

monetaria e a fornire un limite alle fluttuazioni dei tassi di interesse del mercato

overnight (del brevissimo periodo). Le controparti possono accedere di loro

iniziativa a due tipologie di operazioni di rifinanziamento:

- possono utilizzare le operazioni di rifinanziamento marginale per ottenere liquidità

overnight dalle banche centrali nazionali, a fronte di attività stanziabili garanzia

- possono anche utilizzare le operazioni di deposito presso la banca centrale per

costruire depositi overnight presso le banche centrali nazionali

C) riserve obbligatorie: si applica agli istituti di credito dell’area dell’euro e mira

principalmente a stabilizzare i tassi di interesse del mercato monetario e a creare

un fabbisogno strutturale di liquidità. È la quantità obbligatoria accantonata dalle

banche, che viene stabilita dalle autorità come assicurazione del sistema. Si vuole

essere sicuri di essere sempre in grado di restituire ai soggetti in surplus i fondi che

la banca ha a sua volta prestato a quelli in deficit

PRINCIPI GENERALI DI GESTIONE DELL’ATTIVITÀ BANCARIA

Funzione monetaria: la banca crea strumenti alternativi alla moneta contante ma

rappresentativi della stessa quindi strumenti in grado di essere riconosciuti dal mercato

alla stessa stregua della moneta corrente. Sono strumenti liquidi e riconosciuti da tutti. I

depositi sono gli unici considerati alla stregua dei titoli di stato. Il riconoscere da parte del

mercato il valore della moneta in strumenti alternativi porta gli operatori a utilizzare questi

strumenti senza muovere direttamente moneta corrente. Questo implica una maggiore

garanzia dal punto di vista del deposito. L’espansione monetaria porta l’espansione della

funzione creditizia

Funzione creditizia: l’attività della banca può essere divisa in queste due perché i

risparmiatori lasciano in deposito i risparmi e usano strumenti alternativi, allora la banca

può contare sulla giacenza di un volume di risparmio che può avere per la concessione del

credito.

Tanto più il mercato dimentica l’uso della moneta corrente e usa strumenti alternativi,

maggiore sarà la giacenza. Per questo la funzione creditizia dipende da quella monetaria.

Più si stabilizza la raccolta più si sviluppa la funzione creditizia.

La possibilità di migliorare queste funzioni implica un costo/ricavo che è esplicitabile

esclusivamente al tasso di interesse che è passivo per i flussi a raccolta che arrivano nella

banca. La differenza tra gli interessi attivi e passivi da il guadagno effettivo detto margine

d’interesse.

Funzione di intermediazione: rappresenta tutte le operazioni che svolge la banca nel

mercato finanziario. I ricavi rappresentano il margine di intermediazione ovvero flussi

derivanti dal servizio di investimento. Questi servizi comunque sono anche molto legati al

mercato borsistico.

AUTORIZZAZIONE ALL’ATTIVITà BANCARIA

Il T.U. prevede che la raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito

costituiscono l’attività bancaria. L’esercizio di tale attività è riservato alle banche.

Per l’accesso di nuovi soggetti bancari al mercato si richiede:

1) l’adozione della forma di società per azioni o di società cooperativa a

responsabilità limitata

2) l’esistenza di un capitale versato di ammontare non inferiore a 6,3milioni di

euro ovvero a 2 milioni di euro per le banche di credito cooperativo (i limiti

tengono conto dell’esigenza di non ostacolare l’accesso al mercato di nuovi

operatori e di assicurare adeguati mezzi finanziari alle banche nella fase d’inizio

dell’attività)

3) la presentazione di un programma di attività iniziale, unitamente all’atto

costitutivo e allo statuto; nel programma sono indicati: i settori di intervento, le

operazioni e i servizi che la banca intende svolgere, la struttura tecnica,

organizzativa e territoriale, le caratteristiche del sistema informativo che la banca

utilizzerà per tenere sotto controllo la propria situazione tecnica e per la funzione

di vigilanza

4) il possesso da parte dei partecipanti al capitale dei requisiti di onorabilità e degli

altri presupposti soggettivi necessari per il rilascio dell’autorizzazione; i soggetti

che detengono anche indirettamente partecipazioni in misura superiore al 5%

devono possedere i requisiti di onorabilità; non sono tenuti a comprovare il

possesso di onorabilità i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e

direzione di banche o società finanziarie capogruppo di un gruppo bancario

5) il possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,

direzione e controllo dei requisiti di professionalità e onorabilità

6) l’insediamento della sede legale e della direzione generale nel territorio della

Repubblica

La materia è regolata da:

T.U: art 14 (autorizzazione), 25(requisiti onorabilità), 26(requisiti professionalità)

Direttive CEE

Regolamento del Ministro del tesoro del 1998 (requisiti onorabilità e professionalità)

Limiti di detenibilità: il T. U. stabilisce il divieto di autorizzazione per l’acquisizione di

partecipazioni superiori al 15% del capitale delle banche da parte di soggetti che svolgono

in misura rilevante attività di impresa in settori non bancari né finanziari.

LE AUTORITà CREDITIZIE E LA FUNZIONE DI VIGILANZA

Riferimenti normativi: Dir CEE dell’89 e del 93

TU bancario

TU delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria

Armonizzazione essenziale: posta dalla direttiva 89/646 e ha per oggetto

l’autorizzazione alla costituzione degli enti creditizi, l’esercizio dell’attività, la libertà di

stabilimento e di prestazione di servizi

Organi di controllo nazionale:

- mercato indiretto (del credito) -> banca centrale

- mercato diretto-> CONSOB

La vigilanza sulle attività disciplinate dalla presente parte ha per scopo la trasparenza e

la correttezza dei comportamenti e la sana prudente gestione dei soggetti abilitati, avendo

riguardo alla tutela degli investitori e alla stabilità, alla competitività e al buon

funzionamento del sistema finanziario.

La banca d’Italia è competente per quanto riguarda il contenimento del rischio e la

stabilità patrimoniale

La CONSOB è competente per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei

comportamenti.

Materie oggetti di regolamentazione e vigilanza: autorizzazione dell’attività bancaria,

partecipazioni al capitale e assetti proprietari, vigilanza sulle banche, concentrazioni.

La vigilanza sulle banche:

a) vigilanza informativa: attua controlli cartolari che mirano a conseguire una

conoscenza adeguata della struttura, della solidità e della gestione degli enti creditizi

b) vigilanza regolamentare: la banca d’Italia emana disposizioni di carattere generale

aventi per oggetto le seguenti materie: adeguatezza patrimoniale, contenimento del

rischio, partecipazioni detenibili, organizzazione amministrativa e contabile

c) vigilanza ispettiva: Banca d’Italia ha poteri di vigilanza ispettiva sul sistema bancario;

effettua ispezioni presso le banche e richiede a queste l’esibizione degli atti e documenti

ritenuti necessari per le verifiche e gli accertamenti


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Moses

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Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PIACENZA - CREMONA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Fandella Paola.

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