Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

vengono valutate secondo il metodo del patrimonio netto: si attribuisce alla partecipazione

un valore pari alla quota di pertinenza della banca nel patrimonio netto della partecipata.

La partecipazione deve essere svalutata in presenza di perdite ritenute durevoli

5) cassa: valute aventi corso legale e depositi liberi verso la Banca Centrale dei paesi in

cui la banca risiede con le proprie filiali. L’interesse della banca è ridurre sempre al minimo

le giacenze perché sono improduttive. Le banche devono tenere in cassa altre valute. Non

c’è motivo di una valutazione.

6) immobilizzazioni immateriali: Sono compresi l’avviamento pagato nell’acquisto di

partecipazioni, i costi delle procedure informatiche/ telematiche. Sono costi pluriennali

ammortizzabili in un periodo non superiore a 5 anni. Il loro valore in bilancio rappresenta la

loro utilità residua.

7) immobilizzazioni materiali: Sono costituite da immobili, impianti, mobili… alcuni

immobili sono iscritti al loro valore di acquisto comprensivo delle spese di ristrutturazione e

manutenzione. In bilancio sono iscritte deducendo dal valore contabile gli ammortamenti

effettuati secondo le aliquote fiscalmente ammesse.

Stato patrimoniale- passivo:

1) debiti verso banche: La banca fa richieste ad altre banche. Se abbiamo più debiti

verso banche vuol dire che cmq la banca gode di più fiducia sul mercato. Inoltre vuol dire

che la banca prende più liquidità dal sistema per dare crediti alla clientela e quindi agisce

in modo professionale

2) debiti verso clientela: La maggior parte sono depositi a vista sul conto corrente

3) titoli in circolazione: titoli emessi, quotati e non, valutati al costo ammortizzato.

4) passività finanziarie di negoziazione: passività finanziarie classificate nel portafoglio

di negoziazione

5) Fondo rischi su crediti: Importo risultante dopo gli utilizzi operati nell’esercizio e gli

accantonamenti stanziati in sede di redazione del bilancio. Sono somme costituite a titolo

prudenziale per la copertura di eventuali perdite

6) fondo rischi e oneri: nella sottovoce fondi di quiescenza vanno indicati esclusivamente

i fondi di previdenza complementare a prestazione definita. Altri fondi: accantonamenti per

oneri che potrebbero derivare dalle azioni revocatorie, promosse contro la banca per

incassi di crediti da debitori assoggettati a procedure concorsuali, oneri per previsioni di

perdite su garanzie rilasciate ed impegni assunti.

7) riserve: Dall’utile netto deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla

ventesima parte di essi per costruire un fondo di riserva che raggiunga un quinto del

capitale sociale. Vanno inserite riserve da valutazione relative alle attività finanziarie

disponibili per la vendita

8) azioni proprie: azioni proprie della banca detenute da quest’ultima

Conto economico:

interessi attivi/passivi e proventi/oneri assimilati: relativi a disponibilità liquide, attività

finanziarie detenute per la vendita, crediti, titoli in circolazione, nonché eventuali altri

interessi maturati nell’esercizio.

Commissioni attive/passive: proventi e oneri relativi ai servizi prestati e a quelli ricevuti

dalla banca o dalla società finanziaria

Dividendi e proventi simili: dividendi relativi ad azioni o quote detenuto in portafoglio

diverse da quelle valutate in base al metodo del patrimonio netto.

Risultato netto dell’attività di negoziazione: figurano per sbilancio complessivo: 1) il

saldo tra i profitti e le perdite delle operazioni classificate nelle attività finanziarie detenute

per la negoziazione e nelle passività finanziarie di negoziazione; 2) il saldo tra i profitti e le

perdite delle operazioni finanziarie.

Spese amministrative: spese per il personale: spese per i dipendenti della società

distaccati presso altre imprese, spese relative ai contratti di lavoro atipici (cocopro),

compensi agli amministratori; altre spese amministrative: spese per servizi professionali,

spese per l’acquisto di beni e servizi non professionali (telefono…) i fitti e i canoni passivi

Utile/ perdita dì esercizio: saldo dei proventi e degli oneri indicati in tutte le voci da 10 a

280.

TASSI D’INTERESSE DALLA BANCA

Sono basati su tassi di raccolta (passivi) e tassi di concessione (attivi) e rappresentano

una posizione della banca nel rapporto.

Si deve tener conto del carattere concorrenziale (la banca deve essere competitiva)

Tassi esogeni:

insieme dei tassi che esistono nel mercato finanziario e non sono fissati dalle banche.

Possono essere:

- tassi rappresentativi di emissione di titoli di Stato: questi tassi possono influenzare

quelli interni perché sono concorrenti ai titoli passivi. Rappresentano investimenti che

si posizionano allo stesso posto dei depositi perché sono privi di rischi. È un

investimento a capitale sicuro

- tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale: riguardano le operazioni di mercato

aperto, sono dati dalle banche su proposta della banca centrale per riequilibrare i

flussi e con l’obiettivo di immissione di liquidità.

- Tassi interbancari: sono considerati tassi esogeni perché dato che nel mercato

interbancario operano tutti professionisti, essi si definiscono neutrali al rischio e sono

in grado di valutare il costo di queste operazioni.

L’effettiva gestione dei tassi deve tener conto del rischio. Rischio di gestione:

1) rischio di liquidità: alla data di scadenza il soggetto non è in grado di estinguere il

flusso. Si hanno comunque garanzie che venga estinto.

2) rischio di credito: implica che l’impegno non verrà estinto o non verrà estinto

completamente

3) rischio di mercato: degenerazione del rischio di credito. Quando il volume dei

rischi di credito è tale da non rendere più in grado l’intermediario di far fronte alle

proprie posizioni con altre parti perché la perdita è troppo grande. Può derivare

anche a causa di scarsi controlli o di elusione di controllo.

4) rischio operativo: è un rischio derivante dalle manifestazioni di costi tecnici

derivanti da una situazione relativa alla struttura che gli intermediari possono aver

messo in atto per portare a termine le proprie operazioni. Sono rischi legati

all’organizzazione.

OPERAZIONI DI POLITICA MONETARIA DEL SEBC:

A) operazioni di mercato aperto: svolgono un ruolo importante nella politica

monetaria dell’Eurosistema al fine di controllare i tassi di interesse, determinare le

condizioni di liquidità sul mercato e segnalare l’orientamento della politica

monetaria. Sono svolte su iniziativa della BCE che a monte stabilisce le modalità e

le condizioni per la loro effettuazione. L’ammontare della discrepanza fra domanda

e offerta è stabilito e reso noto prima dell’intervento, dalla BCE.

Le operazioni di mercato aperto si possono classificare in:

I) operazioni di rifinanziamento principale : operazioni temporanee di

finanziamento con frequenza settimanale e scadenza di norma a due settimane.

Effettuate dalle banche centrali nazionali attraverso aste standard. Hanno un

ruolo centrale nel conseguimento degli obiettivi che l’eurosistema intende

raggiungere attraverso le oerazioni di mercato aperto. Forniscono la maggior

parte del rifinanziamento necessario al settore finanziario

II) operazioni di rifinanziamento più a lungo termine: operazioni temporanee di

finanziamento con frequenza mensile e scadenza di norma a tre mesi. Mirano a

fornire alle controparti ulteriori finanziamenti a più lungo termine. Sono usate

quando la crisi dell’intermediario o del gruppo di intermediari è più problematica

III) operazioni di fine tuning: legate a situazioni non prevedibili di mercato. Mirano a

regolare la liquidità del mercato e a controllare l’evoluzione dei tassi d’interesse.

Sono prevalentemente operazioni temporanee ma possono anche assumere la

forma di operazioni definitive.

IV) operazioni strutturali: effettuate mediante l’emissione di certificati di debito,

operazioni temporanee e definitive. Effettuate ogni volta che la BCE intende

modificare la posizione strutturale dell’euro- sistema nei confronti del settore

finanziario.

B) operazioni su iniziativa delle controparti: sono finalizzate a immettere o

assorbire liquidità overnight, a segnalare l’orientamento generale della politica

monetaria e a fornire un limite alle fluttuazioni dei tassi di interesse del mercato

overnight (del brevissimo periodo). Le controparti possono accedere di loro

iniziativa a due tipologie di operazioni di rifinanziamento:

- possono utilizzare le operazioni di rifinanziamento marginale per ottenere liquidità

overnight dalle banche centrali nazionali, a fronte di attività stanziabili garanzia

- possono anche utilizzare le operazioni di deposito presso la banca centrale per

costruire depositi overnight presso le banche centrali nazionali

C) riserve obbligatorie: si applica agli istituti di credito dell’area dell’euro e mira

principalmente a stabilizzare i tassi di interesse del mercato monetario e a creare

un fabbisogno strutturale di liquidità. È la quantità obbligatoria accantonata dalle

banche, che viene stabilita dalle autorità come assicurazione del sistema. Si vuole

essere sicuri di essere sempre in grado di restituire ai soggetti in surplus i fondi che

la banca ha a sua volta prestato a quelli in deficit

PRINCIPI GENERALI DI GESTIONE DELL’ATTIVITÀ BANCARIA

Funzione monetaria: la banca crea strumenti alternativi alla moneta contante ma

rappresentativi della stessa quindi strumenti in grado di essere riconosciuti dal mercato

alla stessa stregua della moneta corrente. Sono strumenti liquidi e riconosciuti da tutti. I

depositi sono gli unici considerati alla stregua dei titoli di stato. Il riconoscere da parte del

mercato il valore della moneta in strumenti alternativi porta gli operatori a utilizzare questi

strumenti senza muovere direttamente moneta corrente. Questo implica una maggiore

garanzia dal punto di vista del deposito. L’espansione monetaria porta l’espansione della

funzione creditizia

Funzione creditizia: l’attività della banca può essere divisa in queste due perché i

risparmiatori lasciano in deposito i risparmi e usano strumenti alternativi, allora la banca

può contare sulla giacenza di un volume di risparmio che può avere per la concessione del

credito.

Tanto più il mercato dimentica l’uso della moneta corrente e usa strumenti alternativi,

maggiore sarà la giacenza. Per questo la funzione creditizia dipende da quella monetaria.

Più si stabilizza la raccolta più si sviluppa la funzione creditizia.

La possibilità di migliorare queste funzioni implica un costo/ricavo che è esplicitabile

esclusivamente al tasso di interesse che è passivo per i flussi a raccolta che arrivano nella

banca. La differenza tra gli interessi attivi e passivi da il guadagno effettivo detto margine

d’interesse.

Funzione di intermediazione: rappresenta tutte le operazioni che svolge la banca nel

mercato finanziario. I ricavi rappresentano il margine di intermediazione ovvero flussi

derivanti dal servizio di investimento. Questi servizi comunque sono anche molto legati al

mercato borsistico.

AUTORIZZAZIONE ALL’ATTIVITà BANCARIA

Il T.U. prevede che la raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito

costituiscono l’attività bancaria. L’esercizio di tale attività è riservato alle banche.

Per l’accesso di nuovi soggetti bancari al mercato si richiede:

1) l’adozione della forma di società per azioni o di società cooperativa a

responsabilità limitata

2) l’esistenza di un capitale versato di ammontare non inferiore a 6,3milioni di

euro ovvero a 2 milioni di euro per le banche di credito cooperativo (i limiti

tengono conto dell’esigenza di non ostacolare l’accesso al mercato di nuovi

operatori e di assicurare adeguati mezzi finanziari alle banche nella fase d’inizio

dell’attività)

3) la presentazione di un programma di attività iniziale, unitamente all’atto

costitutivo e allo statuto; nel programma sono indicati: i settori di intervento, le

operazioni e i servizi che la banca intende svolgere, la struttura tecnica,

organizzativa e territoriale, le caratteristiche del sistema informativo che la banca

utilizzerà per tenere sotto controllo la propria situazione tecnica e per la funzione

di vigilanza

4) il possesso da parte dei partecipanti al capitale dei requisiti di onorabilità e degli

altri presupposti soggettivi necessari per il rilascio dell’autorizzazione; i soggetti

che detengono anche indirettamente partecipazioni in misura superiore al 5%

devono possedere i requisiti di onorabilità; non sono tenuti a comprovare il


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

11

PESO

84.13 KB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PIACENZA - CREMONA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Fandella Paola.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Economia delle aziende di credito

Tutte lezioni esercitazioni  Economia delle aziende di credito, Prova intermedia
Appunto
Riassunto esame Economia delle aziende di credito, prof. Fandella
Appunto
Tutte lezioni esercitazioni  Economia delle aziende di credito, Prova intermedia
Appunto
Storia economica - Appunti
Appunto