Estratto del documento

Economia Aziendale

Appunti + nozioni importanti acquisite a lezione per preparazione e superamento

dell’esame Realizzato da

G. E. Uccellino & D. Monopoli

1

L’attività economica

Le persone perseguono molteplici fini, il perseguimento di tali fini suscita bisogni (naturali e

sociali); per soddisfare i bisogni le persone svolgono l’attività economica, ossia l’attività di

produzione e consumo di beni economici. Tali beni economici sono utili e scarsi, sono utili perché

soddisfano dei bisogni, scarsi poiché si trovano in quantità finite (a differenza dei beni liberi, i quali

sono infiniti e liberi a tutti). L’attività economica è un mezzo/strumento. L’attività economica si

svolge in Per azienda si intende l’ordine economico di un istituto, ossia l’insieme degli

azienda.

accadimenti economici. Per si intende tutte quelle società umane che assumono caratteri di

istituti

istituzioni, ossia di regole e di strutture di comportamento relativamente stabili. [L’istituto è un

insieme di soggetti che offrono contributi e che ricevono ricompense; nel loro insieme tali soggetti

compongono la categoria dei portatori di interessi] Si riconoscono come rilevanti quattro classi di

istituti: le famiglie, le imprese, lo Stato e gli istituti non profit. A questi istituti corrispondono

quattro classi di aziende: l’azienda familiare di consumo e gestione patrimoniale, azienda di

produzione, azienda composta pubblica e azienda non profit.

Le quattro classi di aziende sono accomunate dal fine generale del soddisfacimento dei bisogni

umani e dal mezzo costituito dall’attività economica. Tuttavia si differenziano per i fini economici

immediati.

(vedi appunti: azienda famigliare, di produzione etcc..)

Nello studio dell’attività economica si possono distinguere due gruppi di persone:

soggetto autonomo ed egoista, orientato alla massimizzazione dei

l’homo economicus,

- propri redditi e della propria ricchezza. Per lui tutti i problemi e gli obbiettivi sono chiari,

egli ha tutte le informazioni disponibili per prendere una decisione, tutte le alternative

sono confrontabili simultaneamente, solo lui prende decisioni e l’alternativa che sceglie è la

migliore. la quale vive all’interno di una collettività, ha una razionalità limitata

la persona umana,

- e possiede dei valori quali la solidarietà.

Le scienze economiche si articolano in due rami: l’economia politica e l’economia aziendale.

si occupa di osservare i fenomeni economici delle aziende singole.

L’economia aziendale

L’economia aziendale elabora le conoscenze e le teorie economiche utili per il governo delle

aziende di ogni ordine. L’economia aziendale studia l’attività economica che si svolge negli istituti.

L’innovazione economica consiste nella ricerca di nuove e più convenienti modalità di svolgimento

delle produzioni e dei consumi. È principio fondamentale dell’economia l’utilizzazione

massimamente efficiente delle risorse scarse, ossia dei beni economici. Nell’attività economica si

tende ad ottenere un dato risultato con il minimo impiego di risorse. Si tratta di massimizzare la

disponibilità dei beni. E per massimizzare la disponibilità dei beni occorre ricercare modalità più

convenienti di svolgimento dell’attività economica, ossia innovare.

Il sistema degli accadimenti e le combinazioni economiche.

L’insieme delle operazioni economiche svolte dalle persone in un istituto forma le combinazioni

economiche generali dell’istituto stesso. Le combinazioni economiche fanno parte del sistema

degli accadimenti, ossia l’insieme di azioni e fenomeni che si manifestano nell’azienda(accadimenti

interni) e nel suo ambiente (accadimenti esterni). Lo svolgimento delle combinazioni economiche si

2

attua in parte attraverso insiemi di operazioni interne (operazioni di gestione interna ) e in parte

attraverso insiemi di operazioni esterne: es. le negoziazioni.

Le varie classi di impresa svolgono combinazioni economiche che hanno alcune caratteristiche di

fondo comuni, ma che in molti aspetti possono essere molto differenti tra loro. Le combinazioni

economiche generali d’impresa si articolano in ossia in

coordinazioni economiche parziali,

insiemi di processi caratterizzati da una funzione e da competenze specialistiche. Spesso, nel

linguaggio corrente, le coordinazioni parziali sono denominate semplicemente “funzioni” e così si

parla di funzione ricerca e sviluppo”, “funzione produzione”, “funzione commerciale”, “funzione

finanza e funzione personale.

Le coordinazioni parziali sono riconducibili alle seguenti classi e sottoclassi di operazioni:

1. Configurazione dell’assetto istituzionale gestione

2. gestione:

gestione caratteristica (ricerca e sviluppo, approvvigionamenti,

- fabbricazione, commercializzazione, logistica)

gestione finanziaria (gestione del capitale di rischio, gestione dei debiti di prestito)

- gestione patrimoniale

- gestione tributaria

- gestione assicurativa

-

3. Organizzazione

4. rilevazione

Le negoziazioni

Lo svolgimento delle combinazioni economiche si attua in parte attraverso insiemi di

operazioni interne (operazioni di gestione interna ) e in parte attraverso insiemi di operazioni

esterne, ad esempio attraverso le negoziazioni, ossia le operazioni attraverso le quali l’impresa

acquisisce da terzi le condizioni di produzione e cede i propri prodotti o condizioni di

produzione. Le grandi classi di negoziazioni svolte dalle imprese sono: negoziazioni di beni

privati, negoziazioni di beni pubblici, negoziazioni di lavoro, di capitale di rischio o prestito, e

negoziazioni di rischi particolari. Quando si svolge una negoziazione, ad esempio uno scambio

di merci, il venditore e il compratore, sostengono dei costi di attivazione e di gestione della

negoziazione, denominati costi di transazione. Il compratore sostiene due insiemi di costi: il

costo di acquisto della merce al quale si devono sommare i il venditore

costi di transazione;

ottiene un ricavo rappresentato dal prezzo complessivo della merce ceduta, ma a tale ricavo

devono essere sottratti dei costi sostenuti per attivare e per gestire la transazione. In sintesi

cliente e venditore sostengono costi di transazione per avviare la relazione, per stipulare i

contratti, per controllare il rispetto delle clausole contrattuali e per risolvere le contestazioni

post-contrattuali. Inoltre le due parti coinvolte in una negoziazione si trovano in una situazione

di ciascuna delle parti tende a tener nascoste le informazioni che

asimmetria informativa:

potrebbero danneggiarlo. Per cercare di colmare in parte l’asimmetria informativa si

sostengono costi di transazione. Spesso per mantenere relazioni di lungo periodo una delle

parti è indotta ad effettuare investimenti. Tali investimenti sono detti investimenti specifici.

Chi effettua investimenti specialistici lega le proprie sorti a quelle della controparte contando

di trarne vantaggi ma, correndo anche rischi. Le due parti coinvolte in una negoziazione

possono presentarsi con ossia con capacità di influenza nei confronti

forza contrattuale,

dell’altra parte. Un fornitore si trova in una posizione di forza contrattuale quando non ha

concorrenti, al contrario si trova in una posizione di debolezza se molti concorrenti offrono un

prodotto analogo al suo. 3

Assetto istituzionale

Le operazioni di configurazione dell’assetto istituzionale sono le operazioni che determinano la

nascita, la configurazione di base, le trasformazioni e la cessazione dell’istituto. Sono dunque

operazioni di configurazione dell’assetto istituzionale: operazioni che riguardano la

costituzione dell’istituto, configurazione degli organi di governo, trasformazione della

compagine dei membri dell’istituto, operazioni di acquisizioni, fusioni e scissioni, stipulazioni di

alleanze e liquidazione dell’istituto. Per le imprese sono di primaria importanza le scelte di

configurazione del capitale proprio, ossia le scelte in merito a quali soggetti apportano il

capitale di rischio e in quale misura rispetto al fabbisogno monetario complessivo dell’impresa.

L’istituto è visto come un insieme di soggetti che offrono contributi e che ricevono ricompense

o traggono benefici; queste persone sono fondamentali per la vita dell’azienda. Per fa si che

l’azienda possa continuare a godere dei contributi apportati dai soggetti, essa deve garantire la

remunerazione del capitale. Per la vita duratura di un istituto è essenziale che esso possieda un

governo unitario. Il governo deve essere unitario in due aspetti: vi deve essere un disegno

unitario che porti al perseguimento di un bene comune, ed inoltre la responsabilità delle

decisioni ultime deve essere attribuita ad un solo organo: si tratta di realizzare il principio della

unità del comando, che dà chiarezza alle linee di comando. Inoltre per far si che i portatori di

interesse continuino a contribuire nell’azienda, va rispettato un criterio: i contributi e le

ricompense devono essere bilanciate. Il contributo apportato non deve essere più delle

ricompense ottenute. Anche quando le ricompense (remunerazioni) sono esagerate rispetto ai

contributi apportati, l’azienda perde economicità. L’economicità è la capacità di sopravvivere

nel tempo senza avere un bisogno necessario di coperture da parte di terzi. Perdere

l’economicità significa perdere l’indipendenza decisionale.

Per realizzare un efficace governo d’ istituto occorre operare tre insiemi di scelte: occorre

decidere a quali soggetti assegnare il diritto e il dovere di governare (soggetti d’istituto).

occorre esplicitare a quali finalità ed obiettivi debba ispirarsi l’azione del soggetto di

istituto, ossia quali sono i fini istituzionali. Occorre scegliere una struttura di governo, ossia

scegliere l’insieme degli organi attraverso i quali esercitare il governo dell’istituto.

Combinando questi elementi si configura la nozione di assetto istituzionale. L’assetto

istituzionale è definito come la configurazione dei portatori di interesse nei confronti

dell’istituto, dei contributi che tali soggetti forniscono all’azienda, delle ricompense e dei

benefici che ne ottengono, del soggetto di istituto(ossia i portatori di interesse istituzionali),

dei fini istituzionali e delle strutture di governo. L’assetto istituzionale identifica i soggetti

primari e le regole del gioco fondamentali dell’istituto e dell’azienda ad esso corrispondente;

per tale ragione l’assetto istituzionale è elemento sovraordinato della struttura dell’azienda. Le

scelte in materia di soggetto di istituto sono determinanti per attivare rapporti costruttivi con

tutti i portatori di interessi, ossia per assicurare la vita duratura dell’istituto.

Attorno a ciascun istituto si configura sempre una vasta gamma di interessi di varia

natura(interessi economici, sociali e morali), i vari insiemi di interessi sono parzialmente in

competizione tra loro, nel senso che il soddisfacimento degli uni può richiedere il sacrificio

di altri. I contributi provenienti dai vari soggetti sono complementari e in qualche caso

fungibili. Alcune relazioni sono assimilabili a scambi. I rapporti di forza sono importanti, ad

esempio i rapporti di forza contrattuale. Molte delle attese dei soggetti in gioco sono attese

implicite, ossia non dichiarate ma sottintese. 4

I portatori di interessi istituzionali:

conferiscono il loro lavoro che viene qualificato in termini di: tempo

I prestatori di lavoro

dedicato all’impresa, competenze possedute e messe a disposizione dell’impresa, impegno ed

energia impiegati nell’attività lavorativa e risultati ottenuti. In cambio i prestatori di lavoro si

aspettano dell’impresa una rimunerazione periodica, condizioni fisiche e sociali di lavoro

positive, stabilità del lavoro (chiare condizioni di dimissione e di licenziamento), la possibilità

di svolgere mansioni ricche di contenuto e di occasioni di apprendimento, stimoli e iniziative

di sviluppo professionale, concrete prospettive di progressione di carriera in termini di

responsabilità, qualifica e remunerazione e la possibilità di influenzare le scelte dell’impresa.

Il prestatore di lavoro gode di diritti ampi e tutelati ma tuttavia, è sempre soggetto al rischio di

perdere il lavoro. La retribuzione è legata al contenuto della mansione. Il prestatore di lavoro

riconosce all’impresa il diritto di assegnargli compiti ed obiettivi variabili entro certi campi.

conferiscono mezzi monetari a titolo di capitale proprio

I conferenti di capitale di rischio

soggetto al rischio generale di impresa. I conferenti di capitale di rischio si aspettano una

rimunerazione sia periodica degli utili conseguiti dall’impresa, sia un guadagno in conto

capitale rappresentato dalla differenza tra quanto conferito e quanto realizzato al momento

della cessione delle proprie quote o al momento della liquidazione dell’impresa. La

rimunerazione del capitale di rischio è incerta e può configurarsi anche in forma di perdita. I

conferenti di capitale di rischio hanno anche il diritto e il dovere di controllare i comportamenti

delle persone che esercitano il governo dell’ impresa.

apportano mezzi monetari che vengono messi a

I conferenti di capitale di prestito

disposizione dell’impresa per un dato periodo di tempo in cambio dell’impegno da parte

dell’azienda di rimborso del capitale e di pagamento di interessi nella misura e nei tempi

stabiliti. I conferenti di capitale di prestito possono essere banche, famiglie o imprese. Le

differenti categorie di conferenti di capitale di prestito sono interessate alla trasparenza

dell’impresa finanziaria, alla sua solidità patrimoniale, alla sua redditività e alla capacità di

produrre flussi di cassa sufficienti per rimborsare puntualmente il capitale e pagare gli interessi.

apportano all’impresa condizioni di produzione secondo una pluralità di condizioni

I fornitori

di scambio: la qualità dei beni, i volumi, i prezzi unitari e complessivi, i tempi e i modi di

consegna etcc.. tra cliente e fornitore si svolgono scambi ripetuti e frequenti nel tempo. Si

creano così relazioni stabili che tendono a produrre alti livelli di conoscenza reciproca e di

fiducia tra le parti. Le aspettative dell’impresa/cliente sono la qualità del bene, il prezzo, tempi

di pagamento non troppo brevi, consegna pronta e tempestiva e garanzie ampie e durature.

Dall’altro lato le aspettative del fornitore sono conoscenza anticipata e bassa variabilità della

qualità e dei tempi, continuità del rapporto di fornitura. Le relazioni tra clienti e fornitori

assumono caratteri particolari quando i rapporti di forza sono notevolmente sbilanciati in

favore dell’una o dell’altra parte.

coprono rischi particolari delle imprese a fronte di “premi”. Il

Le imprese di assicurazione

rapporto tra assicurato e assicuratore varia notevolmente in relazione al grado di prevedibilità

dei possibili sinistri (rischi standard e rischi speciali)

i quali acquistano i beni prodotti dall’impresa. L’intensità e la stabilità dei rapporti con

I clienti

i clienti (il patrimonio commerciale), rappresenta una parte fondamentale del patrimonio di

tutte le imprese. sono le imprese partner, quali i consorzi. I contributi sono molto vari

Gli alleati istituzionali

in relazione al tipo di alleanza 5

sono le imprese che offrono prodotti analoghi a quelli della nostra imprese in

I concorrenti

marcati in quali essa opera. In prima battuta, si potrebbe ipotizzare che tra concorrenti non si

debbano instaurare relazioni altro che di competizione. In realtà ciascuna impresa deve

gestire attentamente le relazioni con altre imprese concorrenti tenendo presente che in linea

di principio è interesse di tutti i concorrenti che la competizione sia leale e non sono rari i casi

in cui ai concorrenti conviene allearsi per realizzare specifici obbiettivi.

è sempre legato alle imprese da una molteplicità di rapporti che danno luogo a

Lo stato

contributi e ricompense. Un primo rapporto è quello che vede lo stato come percettore di

tributi ed in cambio lo Stato eroga beni pubblici. Un secondo rapporto è quello che deriva dal

ruolo dello Stato quale regolatore del comportamento delle imprese mediante l’emanazione

di norme. Un terzo rapporto si manifesta quando lo Stato funge da dispensatore di incentivi

finanziari e fiscali. Infine, per molte aziende lo Stato è un cliente.

instaurano relazioni significative con le imprese. Ad esempio

Le collettività locali

un’impresa può dare lavoro ad una quota rilevante degli abitanti di una certa area geografica

La gestione

La gestione è l’insieme delle operazioni attraverso le quali l’impresa attua direttamente la

produzione economica (raccoglie capitali, acquista i macchinari e le materie prime, fabbrica i

prodotti e li vende, paga i tributi.) La gran parte dei prestatori di lavoro di un’impresa è

occupata in operazioni di gestione, dalle operazioni di gestione proviene la gran parte dei

costi e dei ricavi dell’impresa e, di conseguenza, il risultato reddituale (utile o perdita) della

stessa. La gestione si compone di cinque sottoinsiemi. Il primo sottoinsieme è la gestione

composta dall’insieme delle operazioni di gestione che identificano la funzione

caratteristica,

economico-tecnica di ciascuna azienda. La gestione caratteristica si articola nelle seguenti

coordinazioni parziali, denominate funzioni:

si tratta di ideare prodotti che rispondano alle aspettative dei clienti

Ricerca e sviluppo:

- in termini estetici, funzionali e di prestazione e che, contemporaneamente, siano

producibili con costi bassi, e quindi vendibili a prezzi competitivi.

si tratta di operazioni di acqui

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 41
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 1 Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia aziendale, Università Cattolica Bicocca Bocconi Pag. 41
1 su 41
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.danilo94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Depperu Donatella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community