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Esercitazione impresa “Il Tondino” – Riclassificazione

Riclassifichiamo lo Stato Patrimoniale dell’impresa “Il Tondino”:

S P 31/12

TATO ATRIMONIALE AL

A 2007 2008 P 2007 2008

TTIVITÀ ASSIVITÀ

Cassa 135 121 Banche passive 75 75

Titoli 30 30 Debiti vs. fornitori 870 1122

Liquidità immediate 165 151 Risconto passivo 0 3

Crediti vs. clienti 915 1345 Fondo imposte 0 300

Liquidità differite 915 1345 P 945 1500

ASSIVO CORRENTE

Rimanenze finali 370 925 Fondo TFR 110 170

Disponibilità 370 925 Mutui passivi 860 735

A 1450 2421 P 970 905

TTIVO CORRENTE ASSIVO CONSOLIDATO

Impianti 1325 1205 T 1315 2405

OTALE PASSIVO

Immobilizzazioni materiali 1325 1205 Capitale sociale 425 425

Immobilizzazioni immateriali 0 0 Riserve 185 435

Immobilizzazioni finanziarie 0 0 Utile 250 361

A 1325 1205 C 860 1221

TTIVO FISSO NETTO APITALE NETTO

T 2775 3626 T 2775 3626

OTALE ATTIVO NETTO OTALE A PAREGGIO

C ONSIDERAZIONI STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO

1. Composizione dell'attivo: si confrontano le attività correnti con l'attivo fisso netto, che ci consente di

apprezzare la cosiddetta elasticità strutturale. Se abbiamo uno sbilanciamento dell'attivo verso l'attivo fisso

netto, la nostra azienda risulterà rigida. Nel caso “Il Tondino” si tratta di una società elastica, in quanto l'attivo

corrente é maggiore dell'attivo fisso netto. L'attivo corrente, in questo caso, è formato principalmente dai

crediti verso i clienti e da una scarsa liquidità immediata; l'attivo fisso netto, invece, si costituisce

unicamente di immobilizzazioni materiali.

2. Composizione delle immobilizzazioni: confronto tra immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie.

Quando il peso é maggiore sulle immobilizzazioni materiale, abbiamo a che fare con un'impresa industriale

(manifatturiera) in quando i fabbricati avranno un notevole peso.

Quando il peso é maggiore sulle immobilizzazioni immateriali, si tratta di una società che ha grandi marchi

affermati, ovvero una holding di marchi.

Quando invece il peso é maggiore sulle immobilizzazioni finanziarie, abbiamo a che fare con una holding, si

tratta un'impresa che come attività caratteristica ha la gestione di partecipazioni in altre imprese.

3. Composizione passività/capitale netto: ci consente di apprezzare il grado di indebitamento, attraverso il

confronto delle passività con il capitale netto. Un'impresa che ha una preponderanza del capitale netto

rispetto alle passività é un'impresa solida. Nel caso Il Tondino le passività sono circa due volte del capitale

netto, ovvero i terzi hanno messo più soldi rispetto ai soci, e questo indica un grado di indebitamento

elevato.

4. Confronto passivo corrente con il passivo consolidato: tendenzialmente c'è la preferenza a finanziarsi con

fonti di finanziamento a medio/lungo termine.

Quando ci troviamo in una situazione di forte prevalenza del passivo corrente, ci troviamo a che fare con

un'impresa che chiede più finanziamenti a breve periodo a più banche, perché non riuscirebbe a supportare

dei debiti a lungo termine.

5. Confronto tra attivo corrente e passivo corrente, e tra attivo fisso netto e passivo consolidato e capitale

netto:

• Se l'attivo corrente é maggiore del passivo corrente la situazione può essere considerata buona,

perché vorrà dire che in termini di esigibilità la mia impresa sarà in grado con il suo attivo corrente di

far fronte ai propri debiti di breve periodo, ovvero al suo passivo corrente. Nel caso in cui l'attivo

coerente sia inferiore del passivo corrente, si genera un fabbisogno finanziario (pvvero ci più debiti di

quanto riuscirà ad incassare nello stesso periodo di tempo) che l'impresa dovrà andare in qualche

modo a finanziare. La regola dice che: i fabbisogni a breve periodo si finanziano con forme di

finanziamento a breve periodo (banca passiva). L'azienda si presenta solvibile, anche se la liquidità

immediata è minima rispetto al valore dei crediti. Nel caso di Il Tondino, infatti, ci aspettiamo che

entro 12 mesi l'impresa incassi 2421 euro con i quali riuscirà a coprire i debiti di breve periodo di

1500 euro. Rispetto all'anno 2008, nell'anno 2007 il divario tra attivo fisso netto e attivo corrente è

più ridotto, sono più equilibrati ma l'azienda rimane elastica.

• Nell'impresa Il Tondino l'attivo fisso netto ammonta a 1205 euro e il passivo consolidato a 2405 euro.

L'impresa é in equilibrio finanziario quando l'impresa finanzia il proprio attivo corrente con il passivo

corrente, e finanzia l'attivo fisso netto con il passivo consolidato e il capitale netto, meglio con il

capitale netto. Quando l'attivo fisso netto é maggiore del passivo consolidato, significa che é in parte

finanziato con il passivo corrente, e ciò non è una situazione ideale. Nel caso in cui l'attivo corrente é

maggiore del passivo corrente, significa che parte dell'attivo corrente é finanziato con passivo

consolidato, e ciò non risulta una situazione ideale.

Riclassifichiamo ora il Conto Economico dell’impresa “Il Tondino”:

C ( )

ONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO ANNO X

+ Ricavi di vendita 2520

- Sconti e abbuoni 0

1.R 2520

ICAVI NETTI DI VENDITA

- Acquisto materie prime (1552

)

+ Rimanenze finali 925

- Rimanenze iniziali (370)

2.T . (997)

OT COSTI VARIABILI

3.M (1-2) 1523

ARGINE DI CONTRIBUZIONE

- Energia elettrica (60)

- Affitti passivi (90)

- Salari e stipendi (400)

- Ammortamento impianti (120)

- Accantonamento TFR (60)

- Accantonamento svalutazione crediti (90)

4.T . (820)

OT COSTI FISSI

5.R G C (3-4) 703

EDDITO OPERATIVO DI ESTIONE ARATTERISTICA

+ Interessi attivi 6

- Risconti passivi (3)

6.S G P ( ) 3

ALDO ESTIONE ATRIMONIALE O ACCESSORIA

7.R O (5+6) 706

EDDITO PERATIVO

- Oneri finanziari (45)

8.S G F (45)

ALDO ESTIONE INANZIARIA

9.R (7-8) 661

EDDITO LORDO DI COMPETENZA

+/- Componenti Straordinari (Plusvalenze, Rivalutazioni; Minusvalenze, 0

Svalutazioni)

10.T 0

OTALE COMPONENTI STRAORDINARI

11.R A I (9+/-10) 661

EDDITO NTE MPOSTE

- Imposte (300)

12.T (300)

OTALE IMPOSTE

13.R N (11-12) 361

EDDITO ETTO

G "I T "

IUDIZIO IMPRESA L ONDINO

Possiamo dire che il risultato della nostra impresa deriva fortemente dalle attività di gestione caratteristica, e

dunque l’azienda si trova in una situazione ottimale.

Al contrario, se il risultato della nostra impresa derivasse fortemente dalle attività di gestione patrimoniale e

straordinaria, essa si trovarebbe in una situazione in bilico, in quanto potrebbe sostenere troppi costi fissi,

non vendere abbastanza ecc. . In tal caso, bisogna intervenire sulle attività di gestione caratteristica.

Se ho un utile molto basso, potrebbe essere un problema legato alla gestione finanziaria.

Quando un'azienda chiude in perdita, la colpa potrebbe essere di tre componenti:

• la gestione caratteristica, per cui bisogna intervenire a livello di quest'ultima.

• la gestione finanziaria, per cui bisogna ridurre o rinegoziare i debiti (attraverso ad esempio l'aumento

del capitale sociale).

• la gestione straordinaria, per cui non ci sono soluzioni da applicare.

Il sistema degli indici di bilancio

• Come é possibile sfruttare i bilanci riclassificato per ricavare indicazioni sintetiche sullo stato di

salute dell'azienda? La costruzione di indici di bilancio

• Quali sono le principali indicazioni desumibili dalla costruzione del sistema degli indicatori di

bilancio?

La liquidità

o La solidità

o La reddittivitá

o Lo sviluppo

o

L

A COSTRUZIONE DEGLI INDICI DI BILANCIO

Per formulare un giudizio puntuale sullo stato di salute dell'azienda é necessario ricorrere all'analisi del

bilancio attraverso due tecniche:

• La riclassificazione dello stato patrimoniale e del conto economico

• La costruzione degli indici di bilancio

La prima tecnica é propedeutica alla seconda, per cui occorre disporre di bilanci riclassificati per costruire gli

indici di bilancio.

In particolare ci si riferisca a:

• Uno stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario

• Un conto economico riclassificato a ricavi e costo del venduto

Gli indici di bilancio sono una tecnica di analisi dei risultati aziendali che, come la riclassificazione, consente

di aumentare il livello esplicativo offerto dalle tavole di conto economico e stato patrimoniale.

Si tratta di rapporti (o indici) costruiti a partire da valori individuato nel bilancio riclassificato, che consento di

evidenziare in termini quantitativi alcune caratteristiche o performance aziendali.

Esistono 4 differenti famiglie di indici di bilancio:

• Indicatori di liquidità

• Indicatori di solidità

• Indicatori di reddittivitá

• Indicatori di sviluppo

G LI INDICATORI DI LIQUIDITÀ

Esprimono la capacità dell'azienda di far fronte agli impegno di pagamento nel breve termine (i debiti più

urgenti, nel giro di un anno), ovvero il grado di solvibilità. Abbiamo i seguenti indici:

• Quoziente di disponibilità: é il rapporto fra l'attivo corrente e il passivo corrente. Questo numero può

assumere valori solo positivi, perché é un rapporto tra due valori positivi (quindi non potrà mai

essere negativo). Se l'indice é superiore a 1, significa che l'azienda sarà in grado di far fronte agli

impegni di pagamento assunti nel breve periodo.

Attivo Corrente

Q.D.= PassivoCorrente

• Quoziente di liquidità: é un rapporto tra la somma delle liquidità immediate e quelle differite (non

considera il magazzino), e il passivo corrente. Se l'indice é superiore a 1, significa che l'azienda sarà

in grado di far fronte agli impegni di pagamento assunti nel breve termine, anche senza vendere il

magazzino.

Liq.Imm.+ Liq.Diff.)

(

Q.L= PassivoCorrente

Quindi possiamo concludere, dicendo che l'indice di liquidità é più prudente rispetto all'indice di disponibilità,

in quanto non tiene conto nel confronto il magazzino.

Dunque, daremo più peso a quest’ultimo, perché il magazzino é una grandezza che ci può trarre in inganno

quando valutiamo la liquidità, in quanto sono merci che ho e che devo vendere prima che diventino liquidità,

e spesso la trasformazione non é diretta, ma mediata dalle liquidità differite (ovvero spesso prima di

diventare cassa, può essere che diventino crediti). In poche parole, ci mettono più tempo a diventare

liquidità.

Inoltre, non si tiene conto del magazzino per un problema di obsolescenza, ovvero non é detto che tutto

quello che produco sicuramente verrà venduto.

Il magazzino nell'indice di liquidità viene anche escluso, in quanto le imprese in difficoltà cercano di

migliorare la situazione alzando il magazzino.

G LI INDICATORI DI SOLIDITÀ

Esprimono la capacità dell'azienda di far fronte agli eventi sfavorevoli, i quali posso dipendere sia dal

mercato che dal settore (es: entrata di un competitor con politiche particolarmente aggressive). Prendiamo in

esame due indicatori di solidità:

• Il rapporto di indebitamento, di cui ne esistono due versioni:

La prima versione consiste nel rapportare i mezzi di terzi (ovvero i debiti, il passivo) con il

o capitale netto (ovvero i mezzi propri). É preferibile che il valore sia compreso tra 0 e 1, il che

significa che i debiti sono inferiori rispetto al capitale netto dell'azienda. Questo perche in

caso caso di un evento sfavorevole, e necessitassi di finanziamenti, se ho un capitale netto

elevato sara possibile ottenerli, ma ciò non avviene nel caso in cui fossi già indebitato.

La seconda versione consiste nel rapportare il totale dell'attivo netto con il capitale netto.

o

Mezzi diTerzi( passività) Attivo Netto

R.I.= op pure R.I.=

Capitale Netto Capitale netto

Ciascuno dei due indici può essere desunto dall'altro in quanto sono legato dalla relazione secondo

la quale la seconda versione é uguale alla prima + 1.

A.N. M.T.

R.I.= = +1

C.N. C.N.

É possibile scriverlo anche come la somma del capitale netto e i mezzi di terzi (debiti) (che

corrispondono all'importo dell'attivo netto) divisi per il capitale netto.

Quando in mezzi di terzi sono uguali ai mezzi propri, significa che il totale dell'attivo netto é uguale a

due volte il capitale netto, e in questo caso ci troviamo in una situazione di indifferenza, il che spiega

perché si può semplicemente aggiungere 1 al risultato del primo tipo di rapporto. Di conseguenza i

valori di questa seconda versione che indicano una buona solidità dell'azienda sono compresi tra 1 e

2.

Quanto più il rapporto di indebitamento é alto, tanto più l'azienda é indebitata e quindi é maggiore il

suo grado di dipendenza verso i conferenti di capitale di prestito (solidità patrimoniale bassa).

• Il grado di copertura delle immobilizzazioni, ovvero il rapporto tra il capitale netto e il capitale fisso

netto. Se l'indice é maggiore di 1, significa che l'attivo immobilizzato netto (beni a fecondità ripetuta)

é "coperto" dal capitale proprio (solidità patrimoniale alta).

Capitale Netto

C.I.= Attivo Fisso Netto

G LI INDICATORI DI REDDITIVITÀ

Esprimono la capacità dell'azienda di produrre ricchezza.

Tutti gli indicatori di redditività prevedono che al numeratore vi sia un risultato di natura economica e al

denominatore un valore che proviene dallo stato patrimoniale o dal conto economico. Se un valore

economico (riferito ad un periodo) viene messo in relazione con un valore patrimoniale (riferito ad un istante)

si suggerisce di utilizzare il valore patrimoniale all'inizio del periodo.

Possono essere di tre tipi:

• Return on Sales (R.O.S.): dove per Return intendiamo il reddito operativo, e per Sales intendiamo il

fatturato; é infatti il rapporto tra reddito operativo e fatturato (ricavi delle vendite). Tali valori li

ritroviamo nel conto economico. Il ROS indica la redditività delle vendite: si ritiene soddisfacente

quando supera il valore medio realizzato dai rivali. Sono rivali tutte le aziende che soddisfano lo

stesso bisogno dei clienti;

RedditoOperativo

R.O.S.= Fatturato

• Return on Asset (R.O.A.): É il rapporto tra reddito operativo e attivo netto. Il ROA esprime la

reddittivita degli investimenti: si ritiene soddisfacente quando supera il valore medio realizzato dai

rivali. Reddito Operativo

R.O.A.= Attivo Netto

Il ROA e il ROS sono legati dalla seguente formula:

Reddito Operativo Fatturato

R.O.A.= × T.R.

=R.O.S.×

Fatturato Attivo Netto

Il TR, ovvero il Tasso di Rotazione, è una misura del livello di efficienza dell’attivo ed esprime il

numero di volte in cui l’attivo netto “gira” in un anno per effetto dei ricavi di vendita.

Questo ci consente di conoscere cosa porta ad alti livelli di ROA, per capise se è necessario

aumentare il ROS e possibilmente aumentare anche il TR. Per aumentare il ROS bisogna alzare il

reddito operativo rispetto al fatturato, riducendo i costi operativi (costo del venduto); per aumentare il

TR è necessario ridurre l'ammontare dell'attivo netto, cercando di non avere rimanenze di

magazzino, evitare di avere impianti inutilizzati, ecc., ovvero cercare di essere efficienti, produrre

senza sprechi. Queste due tecniche sono complementari.

• Return on Equity (R.O.E.): é dato dal rapporto tra reddito netto e capitale netto. Guarda la redditività

nell'azienda nel suo complesso. Il ROE esprime l'incremento potenziale del capitale netto di periodo

(prima dell'eventuale distribuzione di dividendi). É il tasso di remunerazione dei conferenti di capitale

di rischio. Si ritiene soddisfacente quando supera il valore obbiettivo posto dalla proprietá, funzione

dei business in cui opera (in altre parole i rivali), delle performance pregresse (ovvero i risultati

ottenuti in passato), dalla propensione al rischio della proprietà e dai progetti futuri.

Qualsiasi siano i driver del ROE obiettivo, questo deve stare oltre lo 0% e oltre il cosiddetto costo

opportunità, cioè la minima remunerazione ottenibile da un investimento alternativo (da un'altra

opportunità, appunto). É un indicatore di reddittivita che serve agli azionisti, i soci, per decidere dove

investire: si scegli di investire anche se il rischio é maggiore, quando la reddittivita é maggiore

rispetto all'investimento alternativo.

Reddito Netto

R.O.E.= Capitale Netto

Il ROE é uguale al prodotto tra ROA dell’anno corrente, rapporto di indebitamento e TI (Tasso

d'incidenza della gestione non operativa – tributaria, finanziaria e straordinaria) dell’anno corrente:

RedditoOperativo Attivo Netto Reddito× Netto

R.O.E.=ROA × RI ×TI × ×

= Attivo Netto Capitale Netto Reddito Operativo

Il ROE perciò dipende da come vanno le gestioni non operative ma soprattutto dal ROA e il rapporto

d'indebitamento. Per alzare il ROE si può lavorare, quindi, su tre dimensioni:

o Per aumentare il ROA bisogna lavorare sui suoi driver;

o Per quanto riguarda le gestioni non operative bisgna ridurre le tasse, gli interessi, ecc.;

o Infine questa operazione matematica ci dice che più l'azienda si indebita più guadagna.

Questo è vero, matematicamente, ad una sola condizione: va bene indebitarsi solo quando

si è in grado di far fruttare gli investimenti; quando non c'è questa capacità l'effetto degli

indebitamenti è esattamente l'opposto. Infatti il rapporto di indebitamento è alto e fa bene al

ROE solo se il ROA è abbastanza alto da superare, quindi essere maggiore, del tasso di

interesse, cioè il costo del denaro che ottengo in prestito dalle banche (ROA>r).

Il ROE é l'indicatore su cui il proprietario si concentra di più. Gli altri due valutano l'operato chi si occupa

dell'operatività, della gestione nel quotidiano, e interessano dunque ai manager.

G LI INDICATORI DI SVILUPPO

Esprimono la misura in cui sono cresciuti alcuni parametri indicativi delle dimensioni aziendali in un dato

periodo. Si calcolano come percentuale di crescita realizzata nel periodo considerato.

Valore finale −Valoreiniziale

Valoreiniziale

Un tasso di crescita si calcola attraverso il rapporto tra la differenza tra valore finale e valore iniziale con il

valore iniziale.

La crescita dimensionale dell'azienda avviene su due livello:

• Indici di sviluppo Operativo: (quello che si fa) si riferiscono sostanzialmente a quanto é cresciuto il

fatturato, ovvero misura il successo competitivo (i cui valori si pescano dal conto economico)

Indici di sviluppo Strutturale: (quello che si ha) si riveriscono alla variazione del capitale netto (che

non é altro che il ROE) e del capitale investito, ovvero misura la variazione del totale dell’attivo (i cui

valori si pescano dallo stato patrimoniale). Il ROE può essere visto anche come il tasso di crescita

del capitale netto (indice di sviluppo strutturale).

Ci possono essere delle relazioni tra i diversi indici; le principali sono:

• tra gli indici di liquidità e redditività → maggiore è la redditività, maggiore sarà la liquidità a

disposizione; un'azienda con scarsa liquidità deve indebitarsi, il che comporta il pagamento degli

interessi e di conseguenza se aumentano i costi la redditività diminuisce. Vi è una relazione positiva

e diretta tra i due indici.

• tra gli indici di redditività e solidità → se la solidità è bassa (cioè se il rapporto di indebitamento è

alto), la redditività è alta, ma solo se il ROA è maggiore del tasso di interesse. Vi è quindi una

relazione inversa, in questo caso, ma se non si verifica quella determinata condizione (ROA>r) si

instaura tra gli indici un rapporto diretto;

• tra gli indici di redditività e sviluppo → se un'azienda genera ricchezza, cresce e viceversa. Questa

relazione è in genere una relazione diretta e positiva (il tasso di crescita futuro dipende

completamente dalla capacità di generare ricchezza), ma che in certi casi potrebbe essere negativa

(più investi, minore saranno i guadagni).

Esercitazione impresa “Il Tondino” – Calcolo degli indici di bilancio

I NDICATORI DI LIQUIDITÀ

• Disponibilità: nel caso in questione, la situazione é piuttosto buona, e inoltre c'è una tendenza tra un

anno all'altro positiva, ovvero é in crescita. Tale indice cresce perché l'attivo corrente cresce

considerevolmente.

AC 1450

Q . D . = = =1,53

2007 PC 945

AC 2421

Q.D. = = =1,61

2008 PC 1500

• Liquidità: in tal caso, in termini assoluti (ovvero considerando il singolo anno) non è una situazione

drammatica, cambia però se parliamo in termini tendenziali (ovvero confrontando i due anni), in

quanto peggiora.

Liq.Imm.+ Liq.Diff. 165+915

Q.L. = = =1,14

2007 PC 945

Liq.Imm.+ Liq.Diff. 151+1345

Q.L. = = =0,99

2008 PC 1500

I NDICATORI DI SOLIDITÀ PATRIMONIALE

• Rapporto di indebitamento

Versione 1: Nel 2007 abbiamo un indice di 2,23 e nel 2008 un indice di 1,97. In termini

o assoluti, la solidità non é ottimale, perché le passività sono quasi il doppio del capitale netto.

In termini tendenziali, invece, la situazione dell'impresa migliora, in quanto l'utile, che non é

stato diviso tra i soci, é stato reinvestito nell'azienda, e questo ha permesso di aumentare la

solidità dell'azienda.

MT 1915

R.I. = = =2,23

2007 CN 860

MT 2405

R.I. = = =1,97

2008 CN 1221

Versione 2: Dunque, tale indice permette di esprimere un giudizio positivo quando il suo

o valore é hinferiore a 2, perché la solidità sarà maggiore quando sarà maggiore il nostro

capitale netto. Il giudizio, non cambia, perché le due versioni dell'indice esprimono la stessa

cosa.

AN 2775

R.I. = = =3,23

2007 CN 860

AN 3626

R.I. = = =2,97

2008 CN 1221

• Grado di copertura delle immobilizzazioni: nel nostro caso, nel 2007 la solidità non é ottimale, ma

tendenzialmente la solidità migliora grazie al fatto che l'utile non viene diviso tra i soci ma reinvestito

nell'azienda.

CN 860

C.I. = = =0,65

2007 AFN 1325

CN 1221

C.I. = = =1,01

2008 AFN 1205

I NDICATORI DI REDDITIVITÀ

• Return on Sales: nel nostro caso:

RO 706

t

ROS= = =28,02

Fatt 2520

t

• Return on Asset: nel nostro caso abbiamo:

RO 706

t

ROA= = =25,44

AN 2775

t −1 RO Fatt 706 2520

t t

ROA=ROS × TR= × ×

= =25,55

Fatt AN 2520 2775

t t −1

• Return on Equity: nel nostro caso abbiamo:

RN 361

t

ROE= = =41,98

CN 860

t −1

RO AN RN 706 2775 361

t t−1 t

ROE= × × × ×

= =41,98

AN CN RO 2775 860 706

t−1 t t

−1

Possiamo notare dal tasso di incidenza, pari a 0,51, che la metà della redditività dell’azienda se ne

va in tasse.

I NDICATORI DI SOLIDITÀ

Per sviluppare gli indici di sviluppo operativo è necessario disporre del conto economico riclassificato

dell'anno preso in considerazione e dell'anno precedente ad esso. Quindi, in questo caso, possiamo

calcolare solamente gli indici di sviluppo strutturale.

AN AN

+ 3626−2775

t t−1 = =30,67

AN 2775

t −1

CN CN

+ 1221−860

t t −1 41,97

= =¿

CN 860

t−1

La valutazione dei risultati aziendali

1. Come si interpretano i risultati aziendali al fine di migliorarli attraverso le attività di gestione? La

valutazione dei risultati

2. Da cosa dipendono i risultati nel lungo periodo? La strategia e il vantaggio competitivo

I TIPI DI RISULTATI AZIENDALI

I tipo di risultati aziendali oggetto di valutazione sono 3:

• Economici: esprimono il differenziale di valore dei beni prodotti rispetto al costo delle risorse

impiegate per produrli e venderli. (Profitto)

• Competitivi: esprimono il gradimento del cliente nei riguardi del sistema di prodotto offertogli

(sistema perché é composto non solo da elementi materiali, ma anche immateriali, i cosiddetti

servizi)

• Sociali: esprimono il consenso delle forze economiche e sociali - diverse dai clienti - nei riguardi

dell'attività svolta dall'azienda.

L' OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISULTATI AZIENDALI

La valutazione dei risultati aziendali riguarda sia quelli attuali, ovvero i risultati più recenti che guardano al

passato dell’azienda, sia quelli prevedibili futuri, ovvero i risultati che le attuali risorse e le attuali attività

produrranno con una certa probabilità in un futuro prossimo.

I L METODO DI VALUTAZIONE DEI RISULTATI AZIENDALI

Ai fini della valutazione dei risultati é necessario dotarsi di due elementi:

• L'ideale: una rappresentazione della realtà che identifica la situazione ottimale (dove ci piacerebbe

essere).

• La tecnica: uno o più strumenti di misurazione che consentano di rilevare il gap (la differenza) tra la

situazione dell'azienda e l'ideale.

Sia la valutazione dei risultati attuali sia quella dei risultati futuri si effettua attraverso la comparazione dei

risultati aziendali effettivi, misurati attraverso diverse tecniche, con la situazione ottimale indicata dai risultati

ideali.

V ALUTARE I RISULTATI ATTUALI L’ L

IDEALE E TECNICHE

R Elevata redditività ROS confrontato con gli

EDDITUALI indicatori medi dell’ambito

competitivo in cui l’azienda

opera

• ROA confrontato con gli

indicatori medi dell’ambito

competitivo in cui l’azienda

opera

• ROE confrontato con livelli

obiettivo, certamente superiori

ai rendimenti conseguibili con

investimenti a pari rischio

C Dominanza dell’ambito Quote di mercato

OMPETITIVI competitivo (leadership) • Tassi di crescita

• Indagini di customer

satisfaction

S Consenso dei prestatori di lavora Analisi della soddisfazione dei

OCIALI e degli altri interlocutori sociali lavoratori, ovvero: turnover

(quanto tempo una risorsa sta

nell'azienda. Se il turnover é

molto alto, significa che i

dipendenti cambiano spesso),

assenteismo, qualità dei neo-

assunti

• Analisi della qualità dei

rapporti con gli altri

interlocutori sociali (banche,

territorio …)

V ALUTARE I RISULTATO FUTURI L’ L

IDEALE E TECNICHE

R Risultati di successo attuali che Approfondire le fonti (da cosa

EDDITUALI tendono a riprodursi deriva la redditività) e le

destinazioni della redditività al fine

di valutare la capacità di riprodursi

nel futuro della stessa

C Capacità superiore di anticipare i Misurare la capacità delle risorse

OMPETITIVI bisogni dei clienti e delle attività del sistema

aziendale di:

• Prevedere l’evoluzione dei

bisogni del segmento di

mercato servito

• Predisporre un sistema di

prodotto adeguato

S Capacità superiore di rispondere Misurare la capacità del sistema

OCIALI alle attese degli apportatori di aziendale di aggregare tutti gli

condizioni produttive apportatori di interessi verso

l’iniziativa aziendale (bilancio

sociale)

I RISULTATO DI LUNGO PERIODO DIPENDONO DALLA STRATEGIA

I risultati di lungo periodo dipendono in particolare dalla strategia. In azienda, la strategia si può definire

come "l'insieme delle scelte e delle azioni che definiscono il modello di interazione dell'impresa con i mercati

di riferimento".

U NA STRATEGIA DI SUCCESSO

Per assicurare performance brillanti in futuro, una strategia debe rispettare tre condizioni:

• Coerenza: tra gli elementi del sistema e tra tutte le scelte strategiche, che hanno a che vedere con

gli elementi del sistema. La coerenza deve essere non solo tra le scelte, ma anche nelle scelte.

• Unicità: o una delle grandi scelte ha degli elementi di unicità, o una risorsa che gli altri non hanno, un

lavoratori che gli altri non hanno ecc.; oppure devono essere unici nella loro combinazione.

• Efficiente realizzazione: ovvero come viene concretizzata la scelta.

Per sviluppare una strategia ottimale per l'azienda, bisogna ragionare su alcuni aspetti fondamentali, che

coincidono con tutti i punti che costituiscono il sistema aziendale (business model):

• obiettivi o risultati

• attività

• risorse

• clienti

• rivali

• apportatori di risorse

• prodotto

• offerte di collaborazione

Se le aziende non fanno questo ragionamento, vanno incontro ad un elevato rischio di chiusura.

I L VANTAGGIO COMPETITIVO

Nell'ambito di ciascun business, per ottenere delle performance di lungo termine superiori alla media del

settore, é necessario costruire e sostenere un vantaggio competitivo (VC).

Graficamente il vantaggio competitivo é quell'elemento che spiega perché la nostra azienda riesce a

realizzare una reddittivita superiore rispetto ai rivali. Consiste, dunque, nell'esistenza di una superiorità,

rispetto ai rivali, nell'entità della differenza fra il valore e il costo del prodotto, per consentire di ottenere una

reddittivita maggiore rispetto a quella del settore.

Un'azienda raggiunge il successo quando la differenza fra il valore e il costo è elevata ed è superiore rispetto

al gap che sono in grado di costruire i rivali: ho un vantaggio competitivo quando (Valore-Costo)azienda >

(Valore-Costo)rivali. Di conseguenza le aziende devono essere capaci (per quanto riguarda un buon

funzionamento del modello di business) di mettere a punto una strategia, per quanto riguarda la parte

sinistra del sistema aziendale, che faccia in modo che la differenza tra il valore e il costo sia il più grande

possibile (può ridurre i costi o aumentare il valore). L'innovazione consisterebbe nel ridurre i costi

mantenendo il valore inalterato (innovazione di sistema) o nell'aumentare il valore mantenendo lo stesso


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Corso di laurea: Corso di laurea in Relazioni pubbliche e comunicazione d'impresa
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vevve-.- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Sciascia Salvatore.

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