Sommario
- L'azienda ....................................................................................................................................................... 1
- L'assetto proprietario delle imprese ............................................................................................................... 2
- La break even analysis .................................................................................................................................. 2
- L'espansione internazionale ........................................................................................................................... 3
- La gestione finanziaria ................................................................................................................................... 3
- La struttura organizzativa di base .................................................................................................................. 4
- L'integrazione verticale .................................................................................................................................. 5
- La contabilità analitica ................................................................................................................................... 5
- L'economicità ................................................................................................................................................. 6
- Le coordinazioni parziali delle imprese .......................................................................................................... 6
- La dimensione d'impresa ............................................................................................................................... 6
- Sistemi di pianificazione, programmazione e controllo ................................................................................... 7
- Ambiente, mercato, settore ............................................................................................................................ 8
- I cartelli di imprese ......................................................................................................................................... 8
- Economie di scala, scopo e transazione ........................................................................................................ 9
- I costi ............................................................................................................................................................. 9
- I consorzi ..................................................................................................................................................... 10
- I gruppi di imprese ....................................................................................................................................... 10
- Le joint venture, i distretti ............................................................................................................................. 11
- Il sistema competitivo .................................................................................................................................. 12
- Le costellazioni di imprese ........................................................................................................................... 12
- I sistemi di rilevazione e informazione ......................................................................................................... 13
- Le aggregazioni non-equity .......................................................................................................................... 13
- Crescita interna ed esterna .......................................................................................................................... 14
- I portatori d'interessi .................................................................................................................................... 14
- I costi di produzione ..................................................................................................................................... 15
La diversificazione
Uno sviluppo diversificato prevede l'abbandono del settore, i mercati e i prodotti con i quali l'azienda era solita competere per realizzare una produzione di beni diversi, tali da apportare dei mutamenti dei programmi di produzione e di distribuzione dell'impresa. Esistono varie tipologie di diversificazione: la diversificazione correlata, omogenea o orizzontale si ha quando nuovi prodotti presentano aspetti sinergici con quelli precedenti. Essa si divide a sua volta in diversificazione correlata concentrica, in cui le sinergie tra prodotti derivano da un unico fattore strategico, o core business, comune a tutti, sequenziale, in cui i fattori sinergici sono di volta in volta diversi, e piena, in cui l'azienda adotta un insieme correlato di prodotti diversi imposti all'impresa dai consumatori.
La diversificazione eterogenea o conglomerale presuppone l'utilizzo di tecnologie produttive e di mercati d'indirizzo differenti dai precedenti: se la diversificazione conglomerale semplice si caratterizza per la prevalenza di un'attività rispetto alle altre, quella conglomerale si applica quando l'impresa presenta una sostanziale equidistribuzione fra i diversi settori-mercati in cui opera. La diversificazione orientata oscilla tra la conglomerale e la correlata.
I vantaggi della diversificazione consistono nella ripartizione del rischio su attività che presentano andamenti reddituali differenti, riducendo una riduzione della variabilità dei profitti generali dell'impresa, la massimizzazione della crescita, l'aumento del potere sul mercato tramite l'ingresso in mercati con occasioni di aumento del volume d'affari più favorevoli. Grazie alla diversificazione produttiva, è possibile inoltre realizzare economie di scopo e valorizzare le risorse in eccesso, sfruttandole attraverso una conversione ai cosiddetti settori laterali, internalizzare know how e input comuni a più processi di produzione, riducendo i costi transazionali.
Secondo l'impostazione strategica di Rumelt, è possibile misurare la diversificazione tenendo in considerazione quattro indici: l'indice di specializzazione (ricavi derivanti dal business dimensionalmente più significativo), l'indice di stretta correlazione (ricavi derivanti dal più ampio gruppo di prodotti con il medesimo core-factor), l'indice di correlazione (ricavi derivanti dal gruppo più ampio di business in qualunque modo correlati) e l'indice di verticalizzazione (fatturato derivante dal gruppo di prodotti associati alla stessa materia prima o allo stesso prodotto intermedio e realizzati mediante lo stesso processo produttivo). La correlazione tra questi indici dev'essere: specializzazione < verticalizzazione ≤ stretta correlazione ≤ correlazione.
Soggetto economico, soggetto giuridico e soggetto d'istituto
L'azienda
L'azienda è l'ordine strettamente economico di un istituto, ovvero l'insieme di accadimenti economici disposti ad unità secondo proprie leggi. Le aziende, in base all'istituto al quale fanno riferimento, si suddividono in aziende familiari di consumo e di gestione patrimoniale, aziende di produzione, aziende composte pubbliche e aziende non profit. I fini generali di tutte le imprese consistono nel soddisfacimento dei bisogni della comunità di persone alla quale fanno capo attraverso l'attività economica. In particolare, il fine immediato delle imprese consiste nella produzione di una rimunerazione, monetaria o di altro genere.
| Famiglie | Imprese | Stato, istituti pubblici territoriali | Istituti non profit | |
|---|---|---|---|---|
| Aziende familiari di consumo e di gestione patrimoniale | Aziende di produzione | Aziende composte pubbliche | Aziende non profit | |
| Finalità dominanti | Sociali, etiche e religiose | Economiche | Sociali e morali | Sociali, morali, culturali |
| Fine economico immediato | Appagamento dei bisogni dei membri della famiglia | Produzione di rimunerazioni monetarie e di altra natura | Produzione e consumo di beni pubblici e associati, fruitori escludibili, appagamento dei bisogni della collettività in generale | |
| Portatori degli interessi economici istituzionali | Tutti i componenti della famiglia | I prestatori di lavoro e i conferenti capitale di rischio | Tutti i componenti dell'entità politica | Varie combinazioni di associati, donatori, Stato, prestatori di lavoro |
| Principali portatori di interessi economici non istituzionali | Altre famiglie legate da parentela, prestatori di lavori domestici | Fornitori, clienti, conferenti capitale di prestito, altri istituti pubblici | Fornitori, conferenti capitale di prestito, Stato, terzi | |
| Processi economici caratteristici | Consumi, gestione patrimoniale, lavoro, studio | Negoziazioni di beni, trasformazioni tecniche, negoziazioni di credito e di rischi | Produzione e consumo di beni pubblici, raccolta di tributi |
L'assetto proprietario delle imprese
L'assetto proprietario delle imprese, ovvero la distribuzione dei diritti di proprietà, comprendenti il diritto di governo e il diritto al risultato residuale, può essere ad assetto capitalistico, non-capitalistico, misto e a diritti proprietari limitati. Nelle imprese ad assetto proprietario capitalistico i diritti di proprietà fanno capo all'insieme dei conferenti capitale di rischio. In base al grado di concentrazione del capitale di rischio, è possibile distinguere imprese con un solo proprietario, spesso l'imprenditore fondatore che esercita personalmente le funzioni di governo e di direzione dell'impresa, società per azioni quotate in borsa, con numerosissimi azionisti minori e un azionista di controllo, che possiede una quota d'azioni sufficiente per nominare la maggioranza o la totalità dei membri del consiglio di amministrazione (in questo caso, i diritti di proprietà fanno capo a tutti gli azionisti, ma il soggetto economico improprio che di fatto li esercita con più immediatezza è colui che possiede il 50% più una delle azioni partecipanti all'assemblea degli azionisti), società quotata in borsa senza azionista di controllo o public company, tipicamente anglosassone. Con riguardo alla natura pubblica o privata dei conferenti di capitale di rischio, va considerato che lo Stato può essere conferente di capitale di rischio in imprese di grandi dimensioni inserite in settori con rilevanza strategica per il Paese. I diritti di proprietà non sono sempre distribuiti in maniera uniforme, ma alcuni azionisti possono godere azioni privilegiate rispetto agli altri in occasioni particolari.
Le imprese ad assetto proprietario non capitalistico prevedono che l'assegnazione dei diritti di proprietà sia effettuata ad altre categorie di soggetti, come prestatori di lavoro, clienti, fornitori di merci e servizi (cooperative di lavoro, di consumo, consorzi d'acquisto, compagnie di mutua assicurazione). In questi casi, esistono dei limiti sull'appropriamento dei risultati reddituali. Qualora i diritti proprietari siano conferiti anche a conferenti capitale di rischio, si avrà un assetto proprietario misto. Le imprese a diritti proprietari limitati sono imprese in cui i diritti di governo sono in misura rilevante esercitati da soggetti esterni all'impresa, come gruppi di imprese o imprese operanti in contesti fortemente regolamentati dallo Stato.
Secondo la teoria di Henry Hansmann, i diritti di proprietà all'interno delle imprese e degli istituti non-profit vanno assegnati puntando alla minimizzazione di costi di transazione, quali quelli di market-contracting, sostenuti dai portatori d'interesse nei confronti dell'impresa nell'attivare e nel gestire relazioni con essa, e quelli di ownership, sostenuti dai proprietari per monitorare l'attività, prendere decisioni e assumersi il rischio.
La break even analysis
La break even analysis è utilizzata nell'ambito dell'analisi costi-volumi-risultati e consente il calcolo del punto di pareggio (break even point). Il break even point è l'ammontare di vendite che consente di coprire tutti i costi aziendali. Il punto di pareggio può essere inteso in volumi, come numero di pezzi da produrre e da vendere, o in fatturato, come fatturato da conseguire per andare in pareggio. Il punto di pareggio operativo consente di coprire i costi della gestione caratteristica, mentre quello complessivo consente di coprire anche i costi fiscali e finanziari.
R = CTR = CF + CV
CV = CVu x QP
R = Ru x QP
QP(Ru – CVu) = CF
QP = CF/Ru – CVu
MDCu = Ru – CVu
Il margine di contribuzione unitario è il contributo di vendita di ogni unità di bene prodotta e venduta alla copertura dei costi fissi della gestione caratteristica e alla formazione del reddito operativo, che consente a sua volta di coprire i costi finanziari e fiscali e di formare l'utile netto. I limiti della break even analysis consistono nel non tener conto delle economie di scala, ovvero le riduzioni del costo unitario all'incremento dei volumi e della capacità produttiva, nel partire dal presupposto che la quantità prodotta sia uguale a quella venduta, non considerando il valore di eventuali riserve di magazzino, nel condurre un'analisi semplicistica applicabile solo ad aziende monoprodotto e nel non considerare eventuali sconti sui ricavi.
L'espansione internazionale
Secondo la definizione di Pellicelli, un'impresa multinazionale è un'impresa che svolge gran parte della sua attività all'estero mediante unità che controlla direttamente e che guida seguendo una strategia che considera più nazioni come facenti parte di un unico grande mercato. L'espansione internazionale è avvenuta attraverso quattro fasi storico-culturali: l'impresa multinazionale, risalente alla seconda guerra mondiale, è il primo stadio. Era organizzata secondo una federazione decentralizzata, in cui le succursali estere (portafoglio di imprese) godevano di autonomia manageriale e dovevano tener presente solo il mercato locale; nel secondo dopoguerra si sviluppa l'impresa internazionale, organizzata secondo una federazione coordinata, in cui le succursali estere avevano il compito di distribuire sui mercati esteri i prodotti della casa madre, la quale assumeva una mentalità di stampo quasi coloniale. La fase successiva fu quella delle imprese globali, imprese a fulcro centralizzato fondate sull'idea di un unico mercato globale che non teneva più in considerazione le esigenze del singolo mercato locale. Le singole unità avevano la sola funzione di coprire i mercati esteri con operazioni di vendita e di assistenza. La più recente impresa transnazionale nasce dall'idea di coniugare il vantaggio dell'attenzione alle singole realtà locali con una visione globale del mercato, creando una rete integrata che centralizzi solo determinate competenze strategiche, collocando le altre in paesi differenti secondo convenienza.
La gestione finanziaria
La gestione finanziaria di un'impresa consiste nelle attività di copertura del fabbisogno finanziario netto di tutte le gestioni, ovvero i mezzi monetari necessari per avviare l'impresa e sostenerne lo sviluppo, derivanti dalla capacità produttiva, dalla lunghezza dei cicli produttivi, dai termini di pagamento dei fornitori e da quelli concessi ai clienti. Tale fabbisogno può essere coperto ricorrendo al capitale proprio o, qualora questo non fosse sufficiente, al capitale di prestito di banche e finanziatori.
La gestione finanziaria si compone delle seguenti attività: previsione e analisi del fabbisogno finanziario, scelta della combinazione ottimale tra ricorso al capitale proprio e al capitale di prestito, pianificazione e attuazione delle negoziazioni, gestione dei contratti.
- Le negoziazioni di capitale proprio: consistono nell'acquisire la disponibilità di mezzi monetari a titolo di capitale proprio, forniti da soggetti che li conferiscono in cambio di una rimunerazione correlata ai risultati reddituali dell'impresa. Il rimborso avviene di regola alla cessazione della vita dell'impresa, generando a seconda dei casi un guadagno o una perdita in conto capitale. Il conferimento di capitale proprio dà diritto al voto in assemblea, alla quale sono riservate le decisioni essenziali per la vita dell'impresa. Oggetto di queste negoziazioni sono le modalità di rimunerazione periodica, di partecipazione al governo economico e di trasferimento delle quote.
- Le negoziazioni di capitale di prestito: disponibilità di una certa quantità di mezzi monetari per un certo periodo di tempo. Il soggetto si impegna a rimborsare l'importo entro...
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